CARBOIL, I MEDIA NE AVEVANO PARLATO

“Sigilli alla Carboil, ipotizzato il reato di attentato alla sicurezza dei tasporti”.
“Carboil, quattro indagati e otto autobotti sotto sequestro”.
“Licenziati per aver detto la verità. Cinque dipendenti allontanati dalla Carboil che gestisce il rifornimento carburanti in aeroporto”.
“Dicevano: i mezzi sono rotti, e loro ci indicavano la porta”.
“E’ stata una liberazione poter riferire ai carabinieri quello che succedeva in azienda”.
Il Colombo: tuteleremo quei lavoratori”.

Ecco i titoli di alcune testate giornalistiche che, all’inizio di quest’anno, si occuparono dell’oscura vicenda della Carboil e del licenziamento di cinque dei suoi dipendenti “per aver detto la verità” (1) (2) (3). Anche il TGR Liguria aveva realizzato un servizio in cui intervistava le cinque persone tutt’ora a casa senza lavoro e senza stipendio.
E poi? Che fine ha fatto la vicenda? Sono passati ormai 3 mesi, ma le rassicurazioni dei responsabili dell’aeroporto di Genova e del suo Direttore (Dott. Carena) che affermavano “Tuteleremo quei lavoratori” sono state, fin’ora, proprio così: solo parole.
E l’ENAC cosa ci dice? I cinque dipendenti avevano fatto un incontro anche con il suo direttore dell’Ente (Dott. Lelli), ma anche qui dalle parole non si è passati ai fatti.
La Carboil sta per riprendere il servizio di rifornimenti apoggiata dal sostegno di ENI. Otto pm sul territorio italiano stanno indagando sulle accuse di ATTENTATO ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI e TRUFFA ALLE COMPAGNIE AEREE.
Ecco qualche altra dichiarazione del nostro utente, ex dipendente Carboil: “Al Colombo rifornivamo il 90% delle compagnie aree: Airone, Alitalia, Air France, insomma le più grosse, e molte volte, abbiamo sfiorato il disastro durante i rifornimenti, saltavano spesso le pompe delle autobotti o i tubi dell’olio idraulico ad alta pressione, causando il panico generale tra gli addetti dei bagagli e catering, insomma di chi si trovava della nelle vicinanze. Questa era quasi la quotidianità. Le autocisterne erano senza collaudo nè stradale nè per ADR. Copiose perdite di carburante duranti i rifornimenti perché le cisterne erano bucate e corrose. L’azienda ci continuava a minacciare di licenziamento per le nostre lamentele riguardanti le condizioni di lavoro. In 4 anni di lavoro non ci hanno mai fatto fare un corso antincendio, finché al bliz dei c.c abbiamo scoperto le nostre firme (false) su dei brogliacci dell’antincendio. “E’ giusto che la gente sappia queste cose. La sicurezza in aviazione deve essere totale ed aziende di questo tipo non dovrebbero più lavorare in questo campo, invece cosa succede…? Noi licenziati, dopo essere stati chiamati a testimoniare dai cc, ed azienda, con svariati avvisi di garanzia, che torna a lavorare come se nulla fosse. Cosa dovremmo insegnargli ai nostri figli? che essere onesti non conviene mai?”.
Ci auguriamo che l’Aeroporto Colombo di Genova e l’ENAC continui a seguire da vicino questa vicenda, e che si mettano al nostro fianco per “tutelare”, come ha dichiarato il Colombo, i cinque lavoratori licenziati. E “tutelare”, secondo il nostro dizionario, non vuol dire semplicemente rilasciare una dichiarazione ad un giornale…

Articolo scritto da admin il 8 Apr 2006 alle 6:27 am.
Categorie: Inchieste


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