Archivio del mar Giu 2006

I LAVORATORI DELL’INFORMATICA AZ MANIFESTANO CONTRO LO SMEMBRAMENTO

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Che il piano Cimoli avesse previsto la completa liquidazione del settore informatico di Alitalia (oltre ai settori dell’amministrazione, del call-center, delle manutenzioni, ecc) non è un mistero per nessuno.
D’altra parte il dicktat franco-olandese impone ad Alitalia la dismissione delle attività confluite in Alitalia Servizi per avviare il matrimonio tra la nostra ‘snella e attraente’ compagnia e il colosso franco-olandese: un pedaggio richiesto all’Italia a tutto vantaggio dello sviluppo industriale e dell’occupazione sia in Francia che in Olanda.
Nonostante Cimoli ultimamente non sembri navigare in buone acque, il progetto di societarizzazione/terziarizzazione del settore informatico AZ procede, purtroppo, senza sosta: insieme alla esternalizzazioni delle attività, all’aumento delle consulenze, alla disorganizzazione, si intensifica l’intervento di Eds ed Accenture nei processi produttivi informatici.

I lavoratori e la Cub Trasporti diffidano il vertice Alitalia dal procedere nella liquidazione del settore informatico AZ e chiedono un intervento delle istituzioni nazionali, di quelle locali e del nuovo Governo a sostegno dell’IT AZ, uno dei principali assett industriali della compagnia e a garanzia del futuro dei lavoratori, contro il processo di societarizzazione/terziarizzazione della divisione Informatica di Alitalia e Alitalia Servizi.

A tale proposito la Cub Trasporti ha organizzato una manifestazione dei lavoratori dell’IT AZ per giovedì 8 giugno dalle ore 17:00 davanti al ministero dell’Economia, in via XX settembre.
(Fonte: WAPA)

Categoria: Compagnie Aeree - Alleanze - Operatori

CINQUE MEMBRI DELLA STESSA FAMIGLIA COSTITUIRANNO L’INTERO EQUIPAGGIO SU UN VOLO DELLA CONTINENTAL AIRLINES

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L’equipaggio di un aereo della Continental Airlines questa settimana sarà composto dal comandante Dewey Lockwood e da quattro suoi parenti, tutti membri della Continental: tutti insieme saranno sul volo numero 1683, a bordo di un B-737 da Houston verso El Paso, giovedì 8 giugno; inoltre voleranno insieme anche sul volo 1515, che è quello di ritorno nello stesso giorno.
L’equipaggio è composto da:
Dewey Lockwood jr, comandante, impiegato dal 1981, quest’anno prossimo al pensionamento;
Dewey Lockwood III, secondo pilota, nel vettore dal 2001, figlio del capitano;
Sandi Lockwood, assistente di volo, impiegata dal 1981, moglie del capitano;
Nancy Cortez, assistente di volo, 1995, la sorella di Sandi e quindi cognata del comandante;
Raymond Cortez, assistente di volo, impiegato dal 1999, il marito di Nancy e cognato del capitano.

Cumulati, i membri della famiglia hanno circa 75 anni di servizio presso il vettore statunitense.
Il volo di “Famiglia” è anche una speciale occasione per il comandante, il quale si sta preparando ad andare in pensione la prossima estate entro l’età media dei 60 anni per i piloti; in questo modo Lockwood esprime orgoglio nel risultato raggiunto nel mondo dell’aviazione civile da parte della sua famiglia.
(Fonte: World Aeronautical Press Agency)

Categoria: Compagnie Aeree - Alleanze - Operatori

BLAIR, ROMA-LONDRA SU UN VOLO LOW-COST

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Tony Blair non ha utilizzato un volo di Stato per far rientro a Londra da Roma, dopo aver trascorso un periodo di vacanza in Italia: al contrario, il premier britannico si è imbarcato all’aeroporto di Ciampino a bordo di un areo della compagnia aerea irlandese low cost Ryanair.
Lo hanno confermato fonti aeroportuali dallo scalo romano, e una portavoce della stessa compagnia aerea.

“Sì, il primo ministro si è servito di un nostro volo di linea. Sabato è salito sull’aereo decollato alle 16,30 dall’aeroporto di Ciampino“, ha riferito una portavoce di Ryanair, aggiungendo che “il premier britannico era accompagnato dal suo staff” ed “ha viaggiato insieme agli altri passeggeri”.

Più precisamente, Tony e Cherie Blair si sono imbarcati all’aeroporto di Ciampino, insieme ad altre sette persone al seguito, sul volo Ryanair FR 3009 diretto a Londra-Stansted.
Costi dei biglietti: 49 sterline a testa, pari a 71 euro. Solo due piccoli privilegi per il primo ministro: gli sono state riservate le prime due file del Boeing 737 e, all’arrivo a Stansted, è stato prelevato direttamente in pista, ai piedi della scaletta, da una limousine.

L’aereo è decollato alle 16,55, con venticinque minuti di ritardo rispetto all’orario previsto, per consentire ai cani poliziotto di fiutare l’eventuale presenza di esplosivi a bordo.

(Fonte: repubblica.it)

Categoria: Enti e Istituzioni

ALITALIA FINALE DI PARTITA

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-Vendere la società a un big straniero. O lasciarla fallire. Sono le uniche strade. Così si schierano gli esperti. Mentre il dossier plana sul tavolo del governo-
Doveva essere l’anno della rimonta. E invece sarà per un’altra volta. Perché per l’Alitalia i dati del primo trimestre 2006 sono quelli di un’autentica débâcle. Mentre il business internazionale del traffico passeggeri cresce (più 5,9 per cento, secondo la Iata), e tutti i principali vettori continuano a guadagnare, la compagnia italiana precipita.
E non solo in Borsa. I ricavi netti consolidati lasciano sul campo oltre il 3 per cento. La perdita operativa sale a da 118 a 129 milioni. E il risultato prima delle imposte peggiora di 15 milioni, a quota 157.

Asserragliato nel quartier generale romano della Magliana, il presidente e amministratore delegato Giancarlo Cimoli è sull’orlo di una crisi di nervi.
Nei giorni scorsi ha dovuto incassare un formidabile uno-due: lo stop ai voli per la Sardegna (a causa di un ritardo nella presentazione dell’offerta) e il congelamento dell’acquisizione di Volare, deciso dal Consiglio di Stato.
Quindi è arrivata la tegola del disastroso bilancio trimestrale. Lui ha provato a difendersi dando tutta la colpa al rincaro del carburante.
È stato poco convincente: la Lufthansa guadagna e i suoi aerei non vanno mica a pedali.
Così, i sindacati, che già avevano giudicato poco credibili i conti del 2005 (sui quali aveva storto il naso anche il revisore Deloitte & Touche), hanno ricominciato a chiedere la sua testa.
Anche perché hanno scoperto che, a fronte dei sacrifici chiesti ai dipendenti, Cimoli non è stato lì a lesinare sul proprio stipendio.
Le cifre parlano chiaro. Nel 2004 il compenso risultava pari, su base annua, a 2.269 milioni di euro. Dal progetto di bilancio 2006 reso noto il 16 marzo è saltato fuori che per quest’anno la cifra è salita a 2.786 milioni, con un incremento di quasi il 23 per cento.
A titolo di raffronto, il capo dell’ Air France, Jean-Cyril Spinetta, nel 2004 era fermo a quota 710 mila. Con la differenza che la sua azienda fa soldi. L’Alitalia li brucia.

Il dossier è sul tavolo del governo. Così, mentre il ciarliero neo-ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha aperto le consultazioni, è ripartito l’annoso dibattito sul che fare dell’Alitalia: abbandonarla a se stessa e aspettare che porti i libri in tribunale o continuare a finanziare i suoi deficit.
‘L’espresso’ ha girato la domanda a cinque osservatori eccellenti. Ecco cosa ne pensano.

Giorgio Fossa, già presidente della Confindustria, ex numero uno della Sea (la società degli aeroporti milanesi) e della compagnia Volare, oggi advisor nel settore del trasporto aereo: “La Klm è stata comprata dall’Air France.
I passeggeri non se ne sono neanche accorti, perché sulla coda degli aerei c’è ancora la corona olandese.
L’unica differenza, per loro, è che il servizio è migliorato.
Per l’Alitalia si dovrebbe seguire la stessa strada: cederla a un grande vettore internazionale interessato ad acquisire un marchio ancora importante e un ricco bacino di traffico.
L’alternativa è che faccia gruppo con le altre compagnie italiane. Perché una cosa è certa: da sola non ce la può fare.
I concorrenti riescono a guadagnare quando riempiono un aereo al 65 per cento; l’Alitalia perde anche quando vende l’80 per cento dei posti. Vuol dire che ha tariffe sballate e costi troppo alti.
Per un motivo semplice: con gli aerei vecchi la manutenzione diventa dispendiosa e i consumi esagerati”.

Savino Pezzotta, ex segretario generale della Cisl: “Un paese come l’Italia, che deve riuscire a vendere la sua immagine all’estero, non può fare a meno del biglietto da visita rappresentato da una grande compagnia aerea di bandiera.
Occorre dunque procedere sulla strada del risanamento e del rinnovo della flotta, puntando su un’alleanza internazionale e ricordando che non esiste solo l’Air France.
Cimoli ha fatto bene sul piano finanziario. Ma senza una riorganizzazione industriale non si va da nessuna parte. Quanto ai sindacati, avranno pure le loro colpe, perché hanno capito la situazione con ritardo.
Ma il clientelismo è figlio della politica. E, se nessuno può dirsi innocente, è chiaro che quando un’azienda non funziona la responsabilità è di chi la gestisce e non certo di chi ci lavora”.

Marco Ponti, docente di economia dei trasporti al Politecnico di Milano, ex consulente della Banca mondiale: “Per l’Alitalia c’è una sola ricetta: bisogna lasciarla fallire, trasferendo i soli servizi redditizi in un’altra società da piazzare sul mercato.
Il resto va chiuso. Dando una mano a chi perde il posto: ma senza esagerare, perché finora i dipendenti hanno guadagnato molto senza lavorare altrettanto.
A beneficiare del fallimento sarebbero tutti gli altri italiani, perché l’arrivo in massa di tante Ryanair farebbe crollare le tariffe. Sarebbe l’avvento di un’alta velocità a costo zero.
Il problema di Alitalia è quello di una gestione tutta politica, al cui interno la compagnia dispensava favori ai partiti in cambio della garanzia di non fallire. Il risultato è che per far contenti tutti si ritrova una flotta Arlecchino, che comporta enormi costi di gestione, e paga il carburante molto più dei concorrenti.
È ora di finirla. Del resto, la società ormai è stata privatizzata, anche se fittiziamente, come dimostra il fatto che non si sono visti né sentiti azionisti in cerca di ragguagli sui conti. Quanto a Cimoli, è un bravissimo risanatore, con il denaro pubblico però. Il suo piano non era credibile. Serviva solo a superare le elezioni”.

Nicola Rossi, economista e deputato Ds, già consigliere economico di palazzo Chigi: “Con Alitalia gli italiani il conto lo pagano due volte.
Quando comprano i suoi biglietti, che sono troppo cari. E quando vengono chiamati a ripianarne il deficit, a colpi di tasse.
Se questo è il prezzo per avere una compagnia di bandiera, allora lasciamo perdere.
Il fatto è che manca una strategia: Alitalia continua a sperare di cavarsela mantenendo rendite di posizione sul circuito domestico.
Ed evitando di affrontare la concorrenza. Un disegno miope. Il vero nodo, comunque, è quello delle alleanze”.

Chicco Testa, presidente di Roma Metropolitane e consigliere di Rothschild Italia, già advisor del ministero dell’Economia per Alitalia: “Sono contrario all’accanimento terapeutico e non credo che avere una compagnia di bandiera sia d’obbligo. L’obiettivo deve essere quello di un’alleanza internazionale che salvaguardi alcuni aspetti: penso alle rotte non redditizie, ma che vanno comunque assicurate.
Troppo spesso Alitalia è stata tirata per la giacchetta dalla politica, che le ha affidato una doppia missione: far volare gli italiani ed essere un punto di riferimento per i problemi dell’occupazione e dell’industria fornitrice.
Ora bisognerebbe fare chiarezza sul suo ruolo.
E procedere a quella cura da cavallo che pochi manager hanno osato prefigurare, vedendosi sempre e sbattere la porta in faccia. Ma in realtà temo che ormai dobbiamo rassegnarci ad assistere a una lunga agonia.
(Stefano Livadiotti-L’Espresso)

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AEREI SPIA VIGILERANNO I CONFINI UE

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LONDRA, 4 GIU – Aerei spia robot equipaggiati con potenti telecamere vigileranno sui confini dell’Europa per combattere immigrazione illegale e terrorismo.
Secondo quanto riferisce il domenicale britannico Independent on Sunday, i Droni pattuglieranno in particolare i cieli sopra le coste del Mediterraneo e dei Balcani.
I pattugliamenti con aerei senza pilota fanno parte di un programma da 1,4 miliardi di euro voluto dalla Commissione europea per equipaggiare le forze di polizia europee.

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EUROFLY E LIVINGSTON (GRUPPO VENTAGLIO) SIGLANO ACCORDO COMMERCIALE

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Eurofly S.p.A. e Livingston S.p.A, la compagnia aerea di proprietà del Gruppo Ventaglio hanno stipulato un accordo commerciale per la prossima stagione invernale, in attesa del completamento della trattativa per l’acquisizione di Livingston S.p.A. da parte di Eurofly S.p.A.
L’accordo mantiene, comunque, la sua validità commerciale ed economica indipendente e si prefigge l’obiettivo di migliorare il prodotto offerto ai tour operator e al mercato in generale, grazie ad un maggior numero di voli diretti (senza scali intermedi), di armonizzare le frequenze sulle principali destinazioni servite e di razionalizzare l’impiego delle risorse aziendali.
L’armonizzazione dei network riguarda principalmente l’attività di lungo raggio dove, nel corso della prossima stagione invernale 2006/2007, i due vettori impiegheranno congiuntamente 7 Airbus A330-200, basati presso gli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino. Il programma invernale prevede frequenze settimanali dall’Italia verso le destinazioni Maldive, Africa (Kenya/Tanzania), Repubblica Dominicana, Messico, Brasile, Cuba, Guadalupa, Dubai e Mauritius. Sempre a partire dalla prossima stagione invernale, inoltre, saranno annunciate nuove rotte di lungo raggio.

“In termini operativi, le due compagnie aeree venderanno la capacità disponibile sul network complessivo studiato espressamente per andare incontro alle esigenze specifiche del mercato leisure. – commenta Giancarlo Celani, CEO e V.P. Sales & Marketing Livingston S.p.A. – “La flotta moderna e all’avanguardia, accanto ad una serie di servizi personalizzati sia a terra che a bordo, rappresentano i punti di forza di questo accordo commerciale che ci faranno apprezzare da una clientela sempre più esigente ed attenta.-

“Con questo accordo Eurofly persegue la strategia di sviluppo di partnership commerciali in grado di rispondere rapidamente alle esigenze del mercato – afferma Augusto Angioletti, Amministratore Delegato di Eurofly – e contestualmente rafforzare la propria posizione di leadership.  Dalla prossima stagione invernale offriremo benefici agli operatori del settore turistico e ai passeggeri proponendo maggiori frequenze e destinazioni”.

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NUOVI VOLI AIR ONE TORINO-ATENE

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A partire dal 3 giugno 2006 Air One collega Torino ad Atene con due frequenze settimanali, il sabato e la domenica. Entrambi i voli, sia in andata che in ritorno, effettuano uno scalo tecnico di circa 45 minuti a Napoli. Gli orari sono stati studiati sia per chi ha a disposizione un’intera settimana di vacanza, sia per chi vuole concedersi solo due giorni di svago con la possibilità di andata e ritorno nello stesso weekend.
Gli orari sono espressi in ore locali.

Torino > Atene: 11.40 > 16.35 > Sabato
Torino > Atene: 12.40 > 17.40 > Domenica
Atene > Torino: 17.20 > 20.15 > Sabato
Atene > Torino: 18.25 > 21.20 > Domenica
Fuso orario: la Grecia è di un’ora avanti rispetto l’Italia.

I nuovi voli Torino-Atene-Torino vanno ad incrementare il vasto network nazionale di Air One che opera collegamenti da Torino verso Roma (sette frequenze giornaliere), verso Bari (una frequenza giornaliera), verso Lamezia Terme (una frequenza giornaliera), verso Napoli (tre frequenze giornaliere), verso Palermo (una frequenza giornaliera) e verso Trapani (due frequenze settimanali solo nel periodo estivo).

“Il nuovo volo da e per Atene è la conferma dell’interesse di Air One per lo scalo di Torino Caselle ed è un ulteriore contributo allo sviluppo economico e turistico di Torino, collegando il capoluogo piemontese ad una delle realtà storiche e culturali più affascinanti ed interessanti del Mediterraneo. Via Roma, fra l’altro, Torino sarà collegata con tutte le altre destinazioni internazionali del network di Air One e dei suoi principali partner (Lufthansa, Air Canada, Aegean Airlines, US Airways, Tap Portugal, Adria Airways, Croatia Airlines e Darwin Airline)- come dichiara Giorgio De Roni, Direttore Pianificazione, Network, Marketing e Sviluppo Business di Air One.

 “Il collegamento con Atene – dice il Direttore Generale dell’aeroporto di Torino Fausto Palombelli – permette ai passeggeri piemontesi di raggiungere rapidamente una delle mete turistiche più interessanti d’Europa e attraverso i collegamenti diretti operativi dallo scalo ateniese, le più importanti isole greche e del Mediterraneo. Un motivo in più per tutti i cittadini piemontesi per programmare le proprie vacanze partendo dall’aeroporto di Torino Caselle-.

Il network internazionale Air One comprende anche i voli: Roma-Copenaghen-Roma, Roma-Atene-Roma, Napoli-Atene-Napoli, Roma-Ibiza-Roma, Roma-Palma di Maiorca-Roma, Venezia-Casablanca-Venezia.

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