Archivio del dom Giu 2006

ATTERRAGGIO D’EMERGENZA A MALPENSA

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Un aereo Alitalia, diretto a Malaga, è atterrato in emergenza a Malpensa. Il comandante dell’MD80 del volo AZ088 – secondo quanto si è appreso – ha chiesto di rientrare dopo che una spia aveva segnalato un’anomalia poco dopo il decollo avvenuto alle 10.24. E’ scattata la procedura di emergenza e l’aeroporto è stato chiuso al traffico: l’aereo e’ atterrato senza problemi e lo scalo è tornato alla normale operatività dopo 12 minuti. (Fonte: Ansa)

Categoria: Incidenti/Inconvenienti

AIRBUS CERCA DISPERATAMENTE INGEGNERI, ANCHE IN ITALIA

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Berlino – La Airbus tedesca cercadisperatamente ingegneri per la sua fabbrica di Amburgo, ma nonriesce a trovarli in Germania, per questo ha esteso la ricercaad altri paesi europei, compresa l’Italia. In un’intervista alquotidiano “Die Welt” il responsabile tedesco del colossoaeronautico europeo, Gerhard Puttfarcken, afferma di averbisogno quest’anno di 1250 ingegneri, 850 dei quali ad Amburgo.”La metà li abbiamo già trovati – spiega – ma ce ne servonoancora 600. In Svezia abbiamo reperito ingegneri presso Saab, ma adesso siamo alla ricerca anche in Italia, GranBretagna e Spagna”.
Il manager si lamenta non poco per lamancanza di flessibilità degli ingegneri tedeschi, restii atrasferirsi dal sud al nord del paese. “Siamo molto sorpresi -aggiunge – nel constatare quali barriere ci siano in Germaniain fatto di flessibilità, con gente che non è disposta atrasferirsi dal sud al nord della Germania”. La difficoltà areperire ingegneri rischia di creare grosse difficoltàall’azienda, costretta ad allungare considerevolmente i tempidi consegna degli aerei a dispetto della forte richiesta. Ilmanager rivela che attualmente dalla fabbrica tedesca escono 30Airbus al mese della serie A318, A319, A320 e A321, cheappaiono particolarmente richiesti sul mercato, dal momento che900 delle 1111 commesse ricevute lo scorso anno riguardanoproprio questo segmento di produzione.
“A partire dallaprimavera 2007 produrremo 32 aerei al mese, 34 nell’annosuccessivo. Si tratta di un massimo assoluto nella storiadell’Airbus”, afferma Puttfarcken, il quale rivela anchel’estrema impazienza della clientela, costretta ad attenderetempi di consegna troppo lunghi.
“I nostri clienti ci diconoche non è ammissibile il fatto di ordinare oggi un aereo e diriceverlo tra parecchi anni”, precisa il manager, il qualesottolinea che in genere tra il momento dell’ordinazione equello della consegna di un aereo passa un anno. “A causa deilibri degli ordinativi pieni zeppi dichiara – i nostri tempisono troppo lunghi. Vogliamo cambiarli, altrimenti perdiamo unpotenziale di mercato considerevole”.
L’obiettivo fissato è quello di ridurre del 40 per cento il tempo che intercorredalla fase di sviluppo di un aereo alla consegna e perrealizzarlo l’Airbus sta cercando nuovi partner al di fuoridell’Europa, in particolare in Cina, Russia e India.

Categoria: Industria

"RENATO SORU ISOLA LA SARDEGNA"

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(Tratto dal numero di giugno del mensile Volare)
Dal 1° giugno 2006 barche e aerei provenienti dal continente pagano un balzello per sbarcare in Sardegna. La tassa sul lusso, fortemente voluta dal presidente della Regione, Renato Soru, mischia gli aerei con i natanti, discrimina i non sardi e rischia di risparmiare proprio i più ricchi. Soprattutto, minaccia lo sviluppo dell’aviazione d’affari, in crescita in tutta Europa…
L’ISOLA DIVENTA REGNO. La gabella regionale è una vera e propria imposta sul calpestìo del territorio: chi tocca l’isola, paga. Eccetto i sardi, che la legge distingue da tutti gli altri, siciliani, piemontesi o francesi non fa differenza. Insomma, l’Europa unita e l’abbattimento delle barriere doganali per Soru sono un retaggio dei secoli bui. L’imposta sul lusso decisa dalla Sardegna, se fosse imitata da altri presidenti di regione, per sete di denaro o anche per ripicca, rischierebbe infatti di far piombare l’Italia all’epoca delle signorie, dove la mobilità era un lusso e dazi e gabelle soffocavano gli scambi. Intanto Aopa, l’associazione di piloti e proprietari d’aerei, ha lanciato un appello a boicottare l’isola e annuncia ricorsi a Tar e Corte Costituzionale. Lo stesso ingegner Salvatore Sciacchitano, vicedirettore generale dell’Enac, sulla costituzionalità della legge ammette che “un fumus c’è, il dubbio è forte…-. A noi basta sottolinearne l’iniquità nei confronti di quegli non isolani che, prima ancora di essere piloti d’aereo, sono cittadini italiani o della Comunità Europea.
 
SI COLPISCONO TURISMO E MERCATO. Solo a Olbia ci sono circa 12.000 decolli e atterraggi l’anno (che significa oltre 20.000 passeggeri), per metà dall’estero, con zero traffico locale e una matrice chiaramente turistica. Seguono Cagliari (2000 movimenti) e Alghero (meno di 800). Olbia nel 2005 si è inoltre posizionato al 24° posto in Europa tra gli scali di aviazione d’affari, con una media di oltre 11 partenze al giorno. Per la Sardegna il rischio è che questi numeri subiscano una flessione, considerando che gli aeromobili con oltre dodici passeggeri, per esempio, pagheranno 1000 euro di tasse ad atterraggio: non proprio bruscolini.
 
TRANNE L’ITALIA, IL CONTINENTE VOLA. Nei trasporti aerei è in atto una duplice evoluzione. Da un lato le compagnie a basso costo stanno aggredendo il mercato tradizionale con idee innovative e organizzazioni leggere: il prezzo che si paga è la continua riduzione dei servizi di bordo. Dall’altro chi viaggia per affari considera queste compagnie, per natura prive di servizi business, poco adatte: le lunghe attese al check-in, al controllo bagagli, agli imbarchi, per i taxi o i mezzi pubblici (le low cost spesso operano su scali fuori mano) sono costi importanti per gli imprenditori. La soluzione è il trasporto aereo privato: il boom delle vendite dei very light jet, dopo gli Usa, oggi tocca infatti l’Europa. Dal 2001 al 2005 il segmento della business aviation è inoltre cresciuto a ritmi doppi rispetto al resto del traffico (630.000 voli solo nel 2005, con un + 8,9 % sul 2004). L’incremento massimo si è registrata nel regno Unito, in Spagna e in Italia: Ciampino e Linate rispettivamente si trovano al terzo e quarto posto, dopo Parigi Le Bourget e Ginevra, con una media di 36 movimenti al giorno e quasi il 12 % di crescita: cifre che meriterebbero attenzione, non gabelle.
 
BARCHE E AEREI, DUE PESI E DUE MISURE. Il provvedimento della regione, disponibile sul sito www.regione.sardegna.it, sembra stilato con una certa fretta, oppure mira a colpire soprattutto gli aeroplani: se le barche pagano una sola volta l’anno, agli aeromobili invece tocca una semper, cioè tutte le volte che toccano il suolo. Una scelta curiosa soprattutto perché la legge (al punto 4, cioè il “listino prezzi- da sborsare alla Regione) mischia le barche agli aerei. Insomma, neppure il lusso è uguale per tutti.
 
CHI PAGA E CHI NO. La legge, definendo il “soggetto passivo-, cioè il tassato, “la persona o la società avente domicilio fiscale fuori del territorio regionale che assume l’esercizio dell’aeromobile-, non chiarisce se a pagare debba essere il pilota o l’aeroclub cui è intestato l’aereo. E non è l’unica lacuna del decreto, che lascia spazio a un esilarante interrogativo: se il pilota fosse isolano mentre la società proprietaria dell’aereo “straniera-, oppure viceversa, come bisognerebbe regolarsi? Il balzello esenta inoltre le società di trasporto pubblico, senza considerare però che quasi tutti gli aerei con una consistente capacità di passeggeri appartengono a società TPP o a compagnie aeree vere e proprie, e non a privati cittadini. La legge rischia così di salassare soprattutto chi durante l’inverno sogna la gita agostana con l’aeroplanino d’occasione o dell’aeroclub…

Categoria: Enti e Istituzioni

ADRENALINA PURA – ELEVATA ALLA DECIMA!

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Il nostro Gianluca “Liuke” Gambuzza ci racconta la sua prima esperienza di lancio con il paracadute, avvenuta in occasione del raduno di md80.it il Giugno 2006…

The Flight of Icarus
di Gianluca “Liuke”
2 Giugno 2006…ed anche quest’anno eccomi qui a Boscomantico per il consueto raduno di md80.it per passare in armonia una splendida giornata tra amici ed appassionati del volo. Una giornata da trascorrere nel verde delle campagne veronesi, davanti ad una buona tavola dove mangiare, bere, e fare conoscenza con i nuovi amici e salutare quelli vecchi, mogli, fidanzate, suocere e chi vuol venire venghino Siori…!!! Subito dopo il pranzo chi si è prenotato per il volo scalpita, i piloti che ci svulazzeranno sui cieli del Garda sono li, pronti per noi, il Sig. Bazzani, ed il figlio, che come ogni anno si prestano volentieri per farci da tramite tra i nostri sogni ed il cielo….

L’occasione è buona anche per quelle persone che hanno paura di volare e vorrebbero esorcizzare questi timori, quale modo migliore ci può essere che affrontarle in compagnia come in questo caso tra amici, esperti di aerei e non ?
Complimenti ad Hangar18, che a volato nonostante il terrore dell’aereo la tenesse in ostaggio.

Ma torniamo a me, quest’anno non mi sono prenotato per fare il solito giretto in aereo, o meglio volerò ma in un’altra maniera, con altri mezzi.

Già dal primo raduno che feci qui a Bosco notai che in quest’aeroclub non c’erano solo attività di aviazione generale, alianti ecc. ecc. ma più in la, seminascosto tra gli alberi si trova una un grosso hangar dove al suo interno c’è una scuola di paracadutismo sportivo, Woww questo è un segno del destino pensai.
E’ stata ed è la mia fissa già da quando mia madre mi puliva il naso, si perché già da quell’età pigliavo, tovaglioli da tavola, spago ed i miei bei giocattoli della serie Goldrake, Mazzinga, Jeeg (roba grossa di ferro), e tutti gli altri che si son salvati, e diventavano tutti paracadutisti dall’ottavo piano.

Gia dal giorno prima le previsioni meteo davano tempo incerto (ma gia da una settimana guardavo le previsioni a tutte le ore su tutti i canali), fatto sta che ho trascorso l’intero viaggio da Milano a Verona con la faccia appiccicata al parabrezza della mia auto a guardare le nuvole con la speranza che si aprissero.
Arrivo sul posto e l’adrenalina è già in circolo, sono euforico e un po in ritardo, faccio una corsa a salutare tutti gli amici che sono a tavola a rimpinzarsi lo stomaco e vado subito allo Skydive col mio amico Ivan a presentarci per il lancio che avevamo prenotato, il cielo è semi coperto, diciamo BKN 120 giusto giusto la nostra quota di lancio, la signora alla reception ci accoglie gentilmente e ci fa firmare le consuete liberatorie, ed in attesa che il cielo si liberi dalle nuvole ci manda dall’istruttore per il breefing pre lancio.
Entriamo nell’hangar, il pavimento praticamente è ricoperto dalle vele dei paracadute e bisogna stare attenti a dove si poggiano i piedi, l’attività all’interno è frenetica, gente che piega i paracadute, altri che fanno stretching, cineoperatori che controllano le attrezzature video e studenti che visionavano i video dei propri lanci, l’emozione è grande.
Ecco che arrivano i due istruttori che ci accompagneranno in caduta libera, i quali iniziano a spiegarci i movimenti e la postura da assumere durante tutta la fase del volo, a partire dal posizionamento in aereo fino allatterragio.
Finito il breefing inizia la vestizione, ci portano davanti allo stend dove sono appese le tute di lancio, ma il mio occhio furbetto va a finire su di uno stend più in la, dove si nota la differenza tra tute, e tute… -io voglio quella liii- una tuta gialla e blu eh eh!! …l’istruttore fa, mmhh, va bene ti do quella anche se non è adibita al noleggio, …era di una squadra acrobatica, ma io l’ho scelta per via dei colori Valentiniani ϑ. Così va più veloce ϑ.
Il mio amico Ivan si accontenta di quel che c’è, e ne prende una rossa fosforescente.
La tuta veste abbastanza larga e appena la indossiamo io sembro un pagliaccio e Ivan un ambualanziere, ma poi indossiamo le imbracature il tutto assume una visione più gradevole e professionale.
Ai lati di braccia e gambe sono istallati dei salsicciotti di stoffa imbottiti, mi informai a cosa servissero, …servono come appiglio tra paracadutisti in caduta per assumere le varie posizioni coreografiche.

Ok siamo pronti, ma il tempo non ancora uff. Quindi attendiamo ancora, e la testa è sempre rivolta verso l’alto ad implorare le nuvole, tra autostrada e l’attesa qui, mi è già venuto il torcicollo.
L’istruttore consiglia di aspettare la prima schiarita utile perché nei lanci precedenti hanno beccato la neve, l’adrenalina che prima circolava in un senso ora circola in senso opposto, l’eccitazione è alle stelle, io e Ivan passeggiamo nervosamente avanti e in drè davanti all’hangar come due padri in sala parto, be in fondo anche noi dovevamo partire no?!
Ecco che finalmente arriva la tanto attesa schiarita, si accende l’altoparlante che annuncia la partenza e scandisce i nomi dei paracadutisti noi compresi Wow si va!
Ci dirigiamo verso l’aereo, un Pilatus Porter Turbo elica, marche F-GSAT, aereo molto usato per questo tipo di attività, un mulo arrampicatore. Mentre mi avvicino volto lo sguardo alla mia destra verso la recinzione che delimita il campo di volo, dove ci sono i miei amici MDottantini che saluto sbracciando, in quel momento la scena mi sembra quella che vivono gli astronauti prima di imbarcarsi che salutano la folla e i parenti sugli spalti tipo film Armagedoon.
Mi avvicino all’aereo e faccio il consueto Walking around, già… come se fossi io a pilotare…scusate -deformazione Passionale-.

Le eliche iniziano a frullare, l’aereo è stato messo in moto per mezzo di una piccola External Power un aggeggio indipendente al velivolo che fornisce l’energia per l’accensione del motore.
Iniziamo a salire e prendere posto sul Pilatus, in tutto siamo una decina di persone, a me fanno salire per ultimo, Miiii!!! questo vuol dire che sarò il primo a lanciarmi…sing…, meglio le attese non mi piacciono.
Lo sportello del Pilatus si chiude, ed iniziamo il rullaggio verso la pista, (ormai i giochi sono fatti, chi è fuori è fuori, chi è dentro è dentro e non può più tornare indietro) ma io non sono affatto intimorito anzi la cosa mi esalta al massimo, se non fossimo stipati come sardine schizzerei come una cavalletta da un lato all’altro dell’aereo, l’adrenalina è tangibile nell’aire e passa da corpo a corpo.

Dopo qualche minuto siamo a quota 3000 metri ci siamo quasi, il lancio si farà da 4000, e l’apertura del sacco a 1000 mt. il cielo non è completamente libero da nuvole infatti arrivati alla quota di lancio c’è un bel nuvolone grigio porca miseria. Va be pazienza, più in giù troveremo bel tempo.
Gli istruttori ci raccomandano testa alta durante il salto e mani sulle bretelle dell’imbracatura, ecco che si apre il portellone che sta proprio al mio fianco, NEVICA!! ma non c’è freddo o forse c’era ma non ci ho fatto caso in quel momento!!! Sai com’é… l’adrenalina mi scappa fuori dalle orecchie, mi scambio l’OK con Ivan e mi sporgo col corpo fuori dall’aereo e rimaniamo così finche il cameraman con manovre alla Uomo Ragno si posiziona fuori aggrappandosi alla fusoliera, la resistenza dell’aria è trascurabile, la velocità indicata è di circa 80/90 nodi, se addosso avessi avuto un cardio-frequenzimetro a quest’ora sarebbe già esploso in mille pezzettini, un’adrenalina così intensa non l’ho provata nemmeno quando piegavo in moto a 250km/h con le orecchie che strisciavano sull’asfalto.

Guardo un attimo giù, ma non si vede niente, e tutto stramaledettamente bianco, peccato.
I miei occhi rimangono fissi sull’ala, così da carpire l’istante del salto, (essendo seduto non sulla pedana ma sulle gambe dell’istruttore non avrei avvertito il distacco) l’istruttore si dondola col corpo un po verso l’interno si piega in avanti punta le mani sulla pedana sollevandoci, è siamo FUORI,…… – soltanto a scrivere questo passaggio mi è venuta la pelle d’oca, ma che dico d’oca, di armadillo direi –

….a parte il disorientamento momentaneo non ho avuto quella sensazione che mi aspettavo, tipo il vuoto allo stomaco che si sente quando si è sulle montagne russe, senti…solo…niente, credo.
Data l’assenza di riferimenti visivi causa nuvola ed il mio cervello che era in stallo, subito dopo il salto non riuscivo a capire in quale assetto mi trovassi, solo dopo, rivedendo il video capii che eravamo in picchiata. Una folle picchiata come un Falco Pellegrino.

Per qualche istante smisi di respirare, non saprei se fosse dovuto all’alta velocità oppure no.
Appena stabili in posizione orizzontale l’istruttore mi bussa sulla testa come d’accordo e lasciai le mani che stringevano le bretelle dell’imbracatura, feci un pochino di fatica a lasciarle perché le stringevo così forte che si erano vulcanizzate alle cinghie, quindi assunsi la posizione caratteristica di caduta libera ed incominciai a Godere, la velocità si aggiarava intorno a 200 km/h, una velocità limitata da un mini paracadute che viene rilasciato subito dopo il lancio in tandem, perché in due la velocità sarebbe maggiore, circa 270/290 km/h e si farebbe fatica a respirare.
Di fronte a me vedevo il cameraman che mi riprendeva e si avvicinava sempre di più a me ad una velocità che mi turbò un po, ooh questo mi viene addossooooo …ma non so come, ha frenato di colpo a un centimetro dalla mia faccia. Allora feci un bel sorriso dentro l’obiettivo…Cheeess.
Si ma ora levati che mi togli il panorama.

Le nuvole dopo un po si diradarono completamente e la visione fu come non mai, roba da togliere il fiato.
Avevo proprio la sensazione di volare, avvertivo quella sensazione di portanza generata dalla forza dell’aria in moto contrario.
Poi facemmo manovre del tipo ritrai il braccio destro e ti giri a destra e viceversa a sinistra, la rotazione è repentina e finchè non riporti il braccio in posizione normale si continua a roteare.
L’istruttore guarda l’altimetro al polso e mi bussa sulla testa, pensai…nooooo… e già ora di aprire la vela. Di già?! La durata della caduta libera fu di 50/60 secondi, troppo pochi, diciamo che sarei rimasto li così anche una mezza giornatina.

Subito dopo aver tirato la maniglia d’apertura sentii il fruscio della vela che si spiegava rallentando progressivamente la caduta, non notai nessun strattone, la frenata fu dolce e graduale, almeno l’impressione fu quella, ma poi vista dal video non direi neanche troppo dolce, (e quella scena era al rallenty).


Da li in poi fu una passeggiata…una magnifica passeggiata, si passa dal forte rumore dell’aria in caduta libera, ad un silenzio surreale, sotto di me Verona, lo stadio, l’adige, il lago, era proprio uno scenario di bellezza indicibile!

L’istruttore mi diede in mano i comandi della vela e mi disse – ora facciamo la prova d’atterraggio- tirai con forza entrambe le cinghie di comando come mi spiegò prima, ed il paracadute richiudendosi quasi completamente ci riportò verso l’alto, poi riportando i comandi in posizione neutra e ci fu una breve caduta fino alla riapertura completa della vela. E li un pochino di strizza l’ho avvertita, ma poca poca.
Da li in poi dirigevo io la direzione del volo, sotto le indicazioni dell’istruttore.
Ecco che ora da questa posizione riesco a vedere la pista di boscomantico che piccola che è da qua!!
Volteggiamo intorno all’area d’atterraggio come fa un falco (il Pellegrino di prima) a caccia della sua preda, ecco ora individuo il cerchio di ghiaia dove dovremmo atterrare, siamo ad una trentina di metri d’altezza, urca ma la velocità è sostenuta se dovessimo toccare terra a quest’andatura come minimo ci spezziamo le gambe, poi al comando dell’istruttore iniziai la frenata come feci alcune centinaia di metri più su, e l’effetto fu una dolce planata, un atterraggio morbido morbido. Abbiamo fatto una sorta di Flare.

Una volta a terra mi slego dalle cinghie e mi volto per guardare Ivan che si trova ancora in alto ad una cinquantina di metri e mi guardo il suo atterraggio.
Una volta rientrati in hangar e ripreso fiato, io e Ivan ci guardiamo in faccia e ci rendiamo conto che tutto sommato è stato tutto così rapido che quasi quasi si fa fatica a ricordare…ma è stato tutto reale??? O abbiamo sognato. Lo rifacciamo che non ho capito bene? L’unica cosa che ci ha trattenuto dal ripetere il lancio, è stato il portafogli.

Che figata ragazzi…non credo proprio di aver reso abbastanza l’idea…per saperne di più dovete solo provarlo. Se solo avete un pochino di coraggio lo dovete fare, nel momento in cui scrivo è già passata una settimana ed ancora ho davanti agli occhi questa mia avventura fotogramma per fotogramma, ogni volta che rivedo il video i peli delle braccia mi sollevano persino la camicia.

Tutte le foto                         

                                                                                                                                               By Liuke md80.it

Categoria: Eventi e Manifestazioni

CATHAY PACIFIC FIRMA UN NUOVO ORDINE CON BOEING PER ALTRI DUE 777-300ER

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Cathay Pacific Airways ha firmato un ordine per altri due nuovi Boeing 777-300ER, a soli sei mesi dal più grande ordine della storia della Compagnia, annunciato lo scorso dicembre, per 16 esemplari dello stesso grande bimotore intercontinentale.
“Quest’ordine addizionale testimonia la nostra determinazione a continuare a crescere ed espanderci-, ha commentato Philip Chen, Chief Executive di Cathay Pacific Airways. “Un numero maggiore di aeromobili ci permetterà di aggiungere nuove destinazioni e frequenze e di rafforzare ulteriormente il ruolo di Cathay Pacific come vettore di riferimento per la Cina e l’Asia, di cui l’hub internazionale di Hong Kong è sicuramente una delle principali porte d’accesso sia per i viaggiatori d’affari sia per i turisti-.

I Boeing 777-300ER, equipaggiati con motori General Electric GE90-115B saranno consegnati fra il 2007 e il 2010. I due aerei che si sono aggiunti all’ordine originale saranno consegnati a gennaio e settembre 2008.

La flotta di Cathay Pacific Airways conta attualmente 97 aeromobili, ed entro l’estate raggiungerà il traguardo di cento. Per il lungo raggio vengono utilizzati 23 Boeing 747-400, 15 Airbus A340-300 e 3 Airbus 340-600. Il network regionale viene operato con 16 Boeing 777-200/300 e 26 Airbus A330-300. Per il settore cargo, la Compagnia opera anche 14 Boeing 747 freighter. Tutti gli aerei in flotta sono widebody, ossia a doppio corridoio.

Oltre ai 18 Boeing 777-300ER, Cathay Pacific sta attendendo la consegna di 2 Boeing 747-400, un Boeing 777-300, 6 Airbus A330-300 e 5 747-400 Boeing Converted Freighter.

(Fonte: Andrea Coco – Positive Climb)

Categoria: Industria

MERIDIANA: INCONTRO DEL 6 GIUGNO PRESSO ENAC ROMA

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Meridiana, in riferimento alle segnalazioni riportate dagli organi di stampa riguardanti in particolare i passeggeri prenotati sui voli soggetti ad oneri di servizio pubblico da e per la Sardegna, ha partecipato in data 6 Giugno ad un incontro promosso dall’Enac e dalla Regione Sardegna allo scopo di ottenere chiarimenti in merito alle operazioni svolte dalle Compagnie nei giorni scorsi.
Meridiana, nel corso della riunione, ha reso noto l’esito di una analisi che è stata condotta sui voli operati da e per Cagliari, allo scopo di monitorare l’andamento delle performance di qualità durante il periodo di intenso traffico legato alla festività del 2 giugno. Per quanto riguarda alcuni specifici voli in ritardo, che peraltro hanno interessato solo in minima parte l’attività di Meridiana, le principali motivazioni sono le seguenti:

Congestione del traffico aereo sull’aeroporto di Roma Fiumicino e nell’area di Linate e Malpensa.
Attesa mezzi di rifornimento carburante / mezzi consegna bagagli / mezzi di trasporto per assistenze speciali a Roma Fiumicino e Milano Linate.
Congestione nell’area imbarchi al controllo di sicurezza presso Cagliari Elmas e Roma Fiumicino.
Rallentamento delle operazioni di check-in dovute,sia alla necessità di accettare passeggeri in possesso di biglietti Alitalia, non prenotati su voli Meridiana e non correttamente informati, sia all’afflusso di una maggiore quantità di passeggeri nella fascia oraria di punta maggiormente richiesta (voli da 210 posti anziché da 165 posti concomitanti con altri voli).
Attesa dei passeggeri in transito provenienti da voli internazionali.
Condizioni meteorologiche avverse presenti in tutta Italia, che hanno generato ritardi consequenziali e allungamento dei tempi di volo.

In merito alla analisi sopra riportata, Meridiana ha già provveduto a formalizzare una richiesta di intervento presso le autorità competenti, con particolare riferimento alla disponibilità di slots sull’aeroporto di Fiumicino. Inoltre si è già provveduto a sollecitare l’Aeroporto di Cagliari, affinché provvedano ad un aumentare la capacità di accesso ai varchi dei controlli sicurezza, infatti, a causa dei flussi di traffico concentrati in alcune bande orarie della giornata, si è arrivati, nel periodo considerato, a punte di attesa di oltre un ora.
Infine giova ricordare che, grazie ad un accordo interline con Alitalia, Meridiana ha garantito, e continuerà a garantire, l’accettazione bagagli e passeggeri sui voli nazionali ed internazionali in coincidenza, fino alla destinazione finale.

Oltre all’aumento dei passeggeri dovuto alle linee fra Cagliari, Roma e Milano, dal 1° giugno Meridiana ha inaugurato anche un nuovo collegamento fra Cagliari e Parigi e un nuovo volo operato due volte al giorno fra Cagliari e Palermo.

Dal 1° al 5 giugno la Compagnia ha trasportato da e per Cagliari 21.538 passeggeri (14.918 nel 2004), dei quali 9046 sulla linea Cagliari-Roma e vv e 7152 sul Cagliari-Milano e vv, mentre da e per Olbia Costa Smeralda sono stati trasportati 18.950 passeggeri (16.452 nel 2004), dei quali 5784 su Roma e 10.018 su Milano. Questi dati confermano che la Meridiana ha saputo rispondere in modo più che adeguato alle esigenze della domanda di traffico in occasione del ponte festivo.

Infine, in merito ai coefficienti di puntualità e regolarità, Meridiana ha confermato nel 2005 l’andamento positivo delle proprie performance operative, registrando un coefficiente di puntualità dell’84% e di regolarità del 98,9%. Questi dati confermano la posizione di migliore vettore nazionale in termini di qualità del servizio, anche tenuto conto del risultato conseguito da Alitalia che, nel breve medio raggio, ha registrato nello stesso periodo, un coefficiente di puntualità del 79,6% e di regolarità del 97,7% (fonte annual report 2005 AEA).

Categoria: Compagnie Aeree - Alleanze - Operatori

RYANAIR TIFA PER L’ITALIA

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Ryanair, la compagnia aerea a bassa tariffa Numero 1 in Europa ha dichiarato che farà il tifo per l’Italia nella Coppa del Mondo in Germania. Ciò fa eco all’ampia campagna pubblicitaria sui media italiani di questa settimana.
Bridget Dowling, Responsabile Marketing e Vendite per l’Italia, ha detto: “L’Italia è il nostro mercato più importante dopo il Regno Unito in termini di traffico passeggeri e siamo molto felici di mostrare il nostro sostegno per la squadra Italiana nella Coppa del mondo. Ryanair ha deciso di mettere in palio:

50,000 biglietti se l’Italia passa al primo turno
150,000 biglietti se passa al secondo turno
250,000 biglietti se passa i quarti di finale
550,000 buglietti se passa la semi finale

1.000.000 di posti gratis* se l’Italia vince la coppa del mondo!

Ryanair diviene così il sostenitore non ufficiale del Team Italiano sottolineando ogni vittoria con voli gratuiti! Questo è il modo in cui Ryanair ringrazia i suoi fans italiani per il sostegno alla Compagnia. Più goal il Team Italiano registrerà, più risparmio i passeggeri italiani otterranno! Tenete sotto controllo gli aggiornamenti sul sito www.ryanair.com nelle prossime settimane! Questa offerta trasformerà persino coloro che non amano il calcio in veri fanatici!

In bocca al lupo Italia per i prossimi Mondiali!
                           
*Solo andata, tasse escluse

Categoria: Compagnie Aeree - Alleanze - Operatori

DELTA AIR LINES LANCIA IL PRIMO VOLO DA VENEZIA PER ATLANTA, IL PIU’ GRANDE AEROPORTO DEL MONDO

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Viaggiare negli Stati Uniti e in tutto il continente americano sarà più semplice e comodo per i passeggeri in partenza da Venezia, grazie al nuovo volo non-stop che Delta ha inaugurato dal Marco Polo per l’aeroporto Hartsfield-Jackson di Atlanta. Il nuovo volo sarà operato anche nella stagione invernale. Delta diventa così l’unica compagnia aerea ad offrire due collegamenti non-stop tra Venezia e gli Stati Uniti.
“Siamo veramente felici di inaugurare oggi questo collegamento e di mettere a disposizione dei passeggeri in partenza da Venezia il nostro network globale- dice Lee Macenczak, Executive Vice President Sales and Customer Service di Delta. “Il nuovo volo per Atlanta, il più grande scalo del mondo, consente ai viaggiatori d’affari e ai turisti in partenza da Venezia di raggiungere oltre 130 destinazioni in tutto il mondo. In particolare, il nuovo volo assicura più opzioni di viaggio ai passeggeri del Veneto per volare nelle maggiori destinazioni d’affari, come Los Angeles, San Francisco, Dallas e Washington e nelle mete turistiche più famose, come Orlando, Tampa, Miami e Las Vegas. Il nuovo volo offre, inoltre, maggiori opportunità di scelta anche per il traffico commerciale-.

“Per l’aeroporto di Venezia l’inaugurazione del nuovo collegamento Venezia – Atlanta rappresenta un evento importante per l’attività dello scalo e per il territorio servito- afferma il Presidente di SAVE Enrico Marchi. “Esso consolida ulteriormente i rapporti con Delta Air Lines e accresce i già elevati volumi di traffico da e per gli Stati Uniti. Il nuovo volo sancisce inoltre la bontà delle scelte fatte nel 2000 – anno in cui è stato avviato il volo per New York – mirate allo sviluppo del traffico intercontinentale. Gli investimenti lungimiranti intrapresi in questa direzione, hanno portato ad un volume di 400.000 passeggeri nel 2005 tra Venezia e gli Stati Uniti, un dato più che quadruplicato rispetto al 2000-.  

Il nuovo collegamento Venezia – Atlanta è operato con un aeromobile Boeing 767-300ER che offre due classi di servizio, la premiata ed esclusiva BusinessElite e la classe Economica, per un totale di 214 posti.    

Per l’estate 2006 Delta offre, con il nuovo volo, 9 collegamenti non-stop da 3 aeroporti italiani per gli Stati Uniti. Oltre ai voli da Venezia, infatti, Delta opera voli non-stop da Milano ad Atlanta e New York JFK, e da Roma ad Atlanta, Cincinnati e New York JFK. Delta è la compagnia americana leader nei collegamenti transatlantici in Italia.

Per la stagione estiva, il volo Venezia – Atlanta sarà operato 4 volte alla settimana (mercoledì, giovedì, venerdì e domenica) e sarà in code-share con Alitalia, partner di Delta nell’alleanza globale SkyTeam.

“La regione del Veneto rappresenta un’area molto sviluppata sul piano industriale, con un’economia moderna e diversificata e Delta è lieta di contribuire alla crescita economica offrendo il primo collegamento in assoluto tra Venezia e gli Stati Uniti del sud- dice Patrizia Ribaga, Direttore Commerciale Delta in Italia. “Il nuovo collegamento offre maggiori opportunità per gli scambi commerciali e per lo sviluppo turistico in entrambe le direzioni- prosegue Patrizia Ribaga. “Venezia rimane una delle destinazioni più amate dai viaggiatori americani che, con il nuovo volo da Atlanta ed il vasto network domestico che lo alimenta, potranno raggiungere la famosa città lagunare più facilmente-.

Delta, inoltre, grazie all’alleanza SkyTeam di cui fa parte, offre ai passeggeri in partenza da Venezia collegamenti per molte altre destinazioni nel mondo.

I passeggeri che desiderano informazioni sui voli Delta possono visitare il sito www.delta.com o contattare il call centre 848 780376.

L’aeroporto Hartsfield-Jackson di Atlanta è il principale hub di Delta nonché il più grande scalo del mondo. Delta e i vettori Delta Connection offrono da Atlanta oltre 1000 partenze al giorno (nei giorni di maggior traffico) per oltre 240 destinazioni servite non-stop, il maggior numero di voli non-stop e destinazioni offerti dall’hub di una singola compagnia aerea. L’hub Delta di Atlanta è lo scalo internazionale in maggiore crescita negli Stati Uniti, con collegamenti per oltre 25 nuovi mercati internazionali annunciati da settembre 2005. Delta inoltre ha annunciato o già lanciato voli da Atlanta per oltre 20 nuove destinazioni domestiche ed ha in programma di introdurre nel dicembre 2006 un nuovo collegamento per l’Africa – il primo dal 1997 – con il volo da Atlanta per Johannesburg via Dakar (soggetto ad approvazione delle autorità governative estere).

(Fonte: Andrea Coco – Positive Climb)

Categoria: Compagnie Aeree - Alleanze - Operatori

CAMBI NELL’ASSETTO AZIONARIO DANNO VITA ALLA MAGGIORE PARTNERSHIP NEL CAMPO DELL’AVIAZIONE IN CINA

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I consigli di amministrazione di Air China, Cathay Pacific Airways, China National Aviation Company (CNAC), CITIC Pacific e Swire Pacific annunciano un accordo per allineare i loro assetti azionari e creare uno dei più forti gruppi di compagnie aeree al mondo. Questi cambiamenti di così ampia portata genereranno significativi vantaggi per l’industria dell’aviazione cinese e i suoi clienti, e rafforzeranno la posizione di Pechino e Hong Kong come principali hub della regione.
I quattro principali risultati della ristrutturazione azionaria sono i seguenti:
Air China farà un investimento strategico in Cathay Pacific;
Cathay Pacific accrescerà il suo investimento strategico in Air China;
Hong Kong Dragon Airlines (Dragonair) diventerà una sussidiaria interamente di priorità di Cathay Pacific;

Air China e Cathay Pacific attueranno un accordo operativo che prevede la rappresentanza commerciale reciproca – Air China sarà la rappresentante vendite in esclusiva di Cathay Pacific all’interno della Cina e Cathay Pacific sarà la rappresentante vendite esclusiva di Air China a Hong Kong, Macao e Taiwan; l’estensione degli accordi di code share tra Hong Kong e l’interno della Cina; l’introduzioni di rotte congiunte, fra Hong Kong e Cina, con condivisione degli utili; una joint venture per il settore cargo a Shanghai; il mantenimento di Dragonair come una delle principale compagnie aeree per almeno sei anni; il rafforzamento della collaborazione in numerose altre aree.
Per raggiungere questi obiettivi i consigli di amministrazione delle cinque società hanno raggiunto un accordo che prevede:

Air China acquisisce una partecipazione in Cathay Pacific pari al 10,16% da CITIC Pacific e Swire Pacific, a un prezzo per azione di 13,50 HK$, e un corrispettivo totale di circa 5,4 miliardi di HK$. Air China e la sua sussidiaria CNAC possiederanno insieme il 17,50% di Cathay Pacific Airways.
Cathay Pacific ha accettato di sottoscrivere in contanti per un valore di 1,179 miliardi di HK$ una nuova emissione di azioni H di Air China al prezzo unitario di 3,45 HK$ per azione, incrementando la sua partecipazione dal 10% al 20%. L’operazione avrà un costo complessivo di circa 4,1 miliardi di HK$.

Cathay Pacific acquisirà il restante 82,21% delle azioni Dragonair, vale a dire quelle che già non possiede , da CNAC (43,29%), CITIC Pacific (28,50%) e Swire Pacific (7,71%) e altri (2,71%) per un corrispettivo di 8,221 miliardi di HK$, rendendola una sussidiaria posseduta al 100% . Quest’operazione sarà realizzata in contanti e in parte mediante l’emissione di 548 milioni di nuove azioni Cathay Pacific al prezzo unitario di 13,50 HK$.

Swire Pacific e CITIC Pacific ridurranno la loro partecipazione azionaria in Cathay Pacific rispettivamente al 40% e al 17,50%.

Swire Pacific rimarrà l’azionista principale del gruppo allargato di Cathay Pacific. Dragonair continuerà ad operare con il proprio marchio, ma la gestione manageriale passerà a Cathay Pacific. L’accordo è soggetto ad approvazione da parte degli azionisti.

I più stretti legami azionari tra Air China e Cathay Pacific e l’accordo operativo contribuiranno alla realizzazione degli obiettivi di entrambe le Compagnie come inizialmente condivisi ad ottobre 2004, prima dell’offerta pubblica iniziale (IPO) effettuata da Air China ad Hong Kong nel dicembre 2004. Le compagnie ritengono che questi cambiamenti porteranno dei vantaggi significativi ad entrambe le società e apriranno nuove opportunità per una maggiore collaborazione operativa.

Air China: il Presidente Li Jiaxiang ha dichiarato: “Questo è un accordo eccezionale per Air China, sia in termini di valutazione che dal punto di vista strategico. Air China, Cathay Pacific e l’industria dell’aviazione cinese potranno trarre molti vantaggi da quest’accordo operativo, anche a lungo termine, sia nel mercato domestico che in quello internazionale-.

Cathay Pacific: Phlip Chen, Chief Executive ha commentato: “L’acquisizione del controllo totale di Dragonair e il rafforzamento della partnership con Air China consolidano ulteriormente il ruolo di primo piano di Hong Kong come primo hub per il trasporto aereo nella regione Asia-Pacifico e creano qui ad Hong Kong uno dei maggiori raggruppamenti di compagnie aeree al mondo. Miglioreranno le coincidenze tra i voli del network e la gestione delle rotte, offrendo ulteriori destinazioni e maggiori possibilità di viaggio per i passeggeri e accrescendo il ruolo di Hong Kong e Pechino come principali hub dell’aviazione internazionale-.

CNAC: il Presidente Kong Dong ha dichiarato: “Questo è un accordo importante per CNAC in termini di valore ed allo stesso tempo massimizzerà il potenziale di Dragonair assicurando per il suo futuro crescita e successo-.

CITIC Pacific: il Presidente Larry Yung ha detto: “La transazione prevede un prezzo di uscita allettante per le nostre azioni Dragonair. CITIC Pacific cederà azioni di Cathay Pacific a un prezzo significativamente più alto rispetto alla più recente chiusura di mercato e manterrà il 17,50% di Cathay, continuando pertanto a trarre beneficio dai risultati dell’aquisizione di Dragonair da parte di Cathay Pacific e dall’accordo operativo con Air China. Intendiamo mantenere la nostra partecipazione in Cathay Pacific come investimento a lungo termine-.

Swire Pacific: il Presidente Christopher Pratt ha dichiarato: “Apprezziamo molto il sostegno e il duro lavoro dei nostri partner in questa transazione fondamentale. Swire Pacific conferma il suo impegno nello sviluppo a lungo termine dell’industria dell’aviazione di Hong Kong e dell’interno della Cina-.

(Fonte: Andrea Coco – Positive Climb)

Categoria: Industria

REGGIO CALABRIA, "IL RILANCIO PASSA DA UNA STRATEGIA CONDIVISA"

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«Superato il momento di crisi vissuto nei giorni scorsi dai passeggeri, che sono stati travolti dal turbine di un crescendo di situazioni irreali patite da Interstate Airlines, l’Aeroporto dello Stretto è tornato completamente operativo, con totale regolarità dei voli.
Pur mortificato dagli innumerevoli disagi dei giorni scorsi, per i quali non esistono scuse, ritengo indispensabile fare il punto della situazione attuale, anche e soprattutto per evitare che le tante voci nate intorno a problematiche riconducibili solo ed esclusivamente a cause di forza maggiore (purtroppo diceva qualcuno che piove sempre sul bagnato, e nei giorni scorsi abbiamo dovuto affrontare un uragano di dimensioni ciclopiche) possano tramutarsi in disinformazione o, peggio ancora, in strumentalizzazione.
Parto dall’inizio. Il nostro scalo era, fino a pochi mesi fa, a rischio di chiusura. La certificazione Enac e gli incredibili dati di crescita dei flussi (una media superiore al 50% in più rispetto allo scorso anno, con la punta del +90,8% rappresentata dai 57.917 passeggeri di aprile, 50.632 a maggio, +63,11%) non sono cappelli in cerca della rivendicazione dell’ultimora, ma dati di fatto incontrovertibili. In questi mesi abbiamo operato verso un unico traguardo: l’Aeroporto dello Stretto, per entrare nel mercato nazionale ed internazionale a pieno titolo, deve movimentare 750.000 passeggeri l’anno. Il 2005 ha chiuso poco sotto i 400.000 (398.089, per la precisione): il nostro compito era da una parte trovare il modo per aumentare esponenzialmente questi numeri, dall’altra potenziare lo scalo con opere pubbliche adeguate per prepararlo al suo sviluppo stabile e duraturo.

Il Tito Minniti è, e deve essere, un’infrastruttura al servizio del territorio, con due obiettivi fondamentali: permettere a tutta l’utenza dell’area dello Stretto di collegarsi con il maggior numero possibile di destinazioni a prezzi accessibili, e diventare il volano di sviluppo dell’economia locale, rendendo raggiungibile il territorio e dunque permettendo il potenziamento dei flussi turistici.

Questi sono stati i parametri all’interno dei quali ci siamo mossi, utilizzando i capitali disponibili per dare le risposte necessarie ad uscire dai proclami ed avviare il processo di normalizzazione e di ottimizzazione dei flussi. Abbiamo aperto, seguendo la procedura, una serie di rotte, ciascuna delle quali ha dato le proprie risposte: dal 19 dicembre ad oggi hanno volato da/per Torino 7.747 passeggeri, 8.076 da/per Bologna; dal 6 febbraio 3.886 da/per Pisa; dal 6 marzo 2.720 da/per Genova e 21.762 da/per Roma; dal 16 aprile 541 da/per Cracovia.

L’istituzione di ciascuna rotta aveva un ruolo definito all’interno della strategia globale. Roma, per esempio, è stata la nostra provocazione per spezzare il monopolio Alitalia, che si sta adeguando ai prezzi di Interstate e che oggi si trova come nuovo competitor anche Air Malta. Nel caso specifico, stiamo attendendo di incontrare i nuovi vertici della compagnia di bandiera per verificare i flussi di traffico ed ottenere una riposta duratura di servizio all’utenza.

Alcune tratte hanno avuto risposte importanti, e stanno stabilizzandosi, mentre altre sono più sofferenti e non riescono ad arrivare a regime. Oggi ci troviamo davanti ad un bivio: in attesa che la Regione assuma una posizione, e indichi in che misura contribuire ad un processo più che avviato, ed ormai incontrovertibile, di rilancio dello scalo, stiamo cercando di individuare la strategia migliore per continuare a raccogliere i frutti del duro lavoro di questi mesi: i numeri ci dicono che potremo chiudere l’anno, se ci sarà consentito di continuare il percorso intrapreso, con 650.000 passeggeri. Incontreremo nei prossimi giorni Interstate Airlines che, come previsto all’inizio dell’anno, ha appena dato il via ad un cambio di aeromobili, per ottimizzare i collegamenti e per verificare, di concerto con gli scali delle tratte più sofferenti, come comportarci. Dando, ovviamente, priorità alle rotte stabilizzate.

Nel frattempo stiamo lavorando anche per la privatizzazione della società, altro passaggio che riteniamo fondamentale per consolidare l’avviamento di questi mesi: nelle prossime assemblee dei soci porteremo la nostra proposta per dare il via alla chiusura della fase dei sostegni pubblici. Questo è il percorso che abbiamo individuato e vorremo continuare a seguire. Senza se e senza ma».

Categoria: Aeroporti / Destinazioni