REGGIO CALABRIA, "IL RILANCIO PASSA DA UNA STRATEGIA CONDIVISA"

«Superato il momento di crisi vissuto nei giorni scorsi dai passeggeri, che sono stati travolti dal turbine di un crescendo di situazioni irreali patite da Interstate Airlines, l’Aeroporto dello Stretto è tornato completamente operativo, con totale regolarità dei voli.
Pur mortificato dagli innumerevoli disagi dei giorni scorsi, per i quali non esistono scuse, ritengo indispensabile fare il punto della situazione attuale, anche e soprattutto per evitare che le tante voci nate intorno a problematiche riconducibili solo ed esclusivamente a cause di forza maggiore (purtroppo diceva qualcuno che piove sempre sul bagnato, e nei giorni scorsi abbiamo dovuto affrontare un uragano di dimensioni ciclopiche) possano tramutarsi in disinformazione o, peggio ancora, in strumentalizzazione.
Parto dall’inizio. Il nostro scalo era, fino a pochi mesi fa, a rischio di chiusura. La certificazione Enac e gli incredibili dati di crescita dei flussi (una media superiore al 50% in più rispetto allo scorso anno, con la punta del +90,8% rappresentata dai 57.917 passeggeri di aprile, 50.632 a maggio, +63,11%) non sono cappelli in cerca della rivendicazione dell’ultimora, ma dati di fatto incontrovertibili. In questi mesi abbiamo operato verso un unico traguardo: l’Aeroporto dello Stretto, per entrare nel mercato nazionale ed internazionale a pieno titolo, deve movimentare 750.000 passeggeri l’anno. Il 2005 ha chiuso poco sotto i 400.000 (398.089, per la precisione): il nostro compito era da una parte trovare il modo per aumentare esponenzialmente questi numeri, dall’altra potenziare lo scalo con opere pubbliche adeguate per prepararlo al suo sviluppo stabile e duraturo.

Il Tito Minniti è, e deve essere, un’infrastruttura al servizio del territorio, con due obiettivi fondamentali: permettere a tutta l’utenza dell’area dello Stretto di collegarsi con il maggior numero possibile di destinazioni a prezzi accessibili, e diventare il volano di sviluppo dell’economia locale, rendendo raggiungibile il territorio e dunque permettendo il potenziamento dei flussi turistici.

Questi sono stati i parametri all’interno dei quali ci siamo mossi, utilizzando i capitali disponibili per dare le risposte necessarie ad uscire dai proclami ed avviare il processo di normalizzazione e di ottimizzazione dei flussi. Abbiamo aperto, seguendo la procedura, una serie di rotte, ciascuna delle quali ha dato le proprie risposte: dal 19 dicembre ad oggi hanno volato da/per Torino 7.747 passeggeri, 8.076 da/per Bologna; dal 6 febbraio 3.886 da/per Pisa; dal 6 marzo 2.720 da/per Genova e 21.762 da/per Roma; dal 16 aprile 541 da/per Cracovia.

L’istituzione di ciascuna rotta aveva un ruolo definito all’interno della strategia globale. Roma, per esempio, è stata la nostra provocazione per spezzare il monopolio Alitalia, che si sta adeguando ai prezzi di Interstate e che oggi si trova come nuovo competitor anche Air Malta. Nel caso specifico, stiamo attendendo di incontrare i nuovi vertici della compagnia di bandiera per verificare i flussi di traffico ed ottenere una riposta duratura di servizio all’utenza.

Alcune tratte hanno avuto risposte importanti, e stanno stabilizzandosi, mentre altre sono più sofferenti e non riescono ad arrivare a regime. Oggi ci troviamo davanti ad un bivio: in attesa che la Regione assuma una posizione, e indichi in che misura contribuire ad un processo più che avviato, ed ormai incontrovertibile, di rilancio dello scalo, stiamo cercando di individuare la strategia migliore per continuare a raccogliere i frutti del duro lavoro di questi mesi: i numeri ci dicono che potremo chiudere l’anno, se ci sarà consentito di continuare il percorso intrapreso, con 650.000 passeggeri. Incontreremo nei prossimi giorni Interstate Airlines che, come previsto all’inizio dell’anno, ha appena dato il via ad un cambio di aeromobili, per ottimizzare i collegamenti e per verificare, di concerto con gli scali delle tratte più sofferenti, come comportarci. Dando, ovviamente, priorità alle rotte stabilizzate.

Nel frattempo stiamo lavorando anche per la privatizzazione della società, altro passaggio che riteniamo fondamentale per consolidare l’avviamento di questi mesi: nelle prossime assemblee dei soci porteremo la nostra proposta per dare il via alla chiusura della fase dei sostegni pubblici. Questo è il percorso che abbiamo individuato e vorremo continuare a seguire. Senza se e senza ma».

Articolo scritto da admin il 11 Giu 2006 alle 6:37 am.
Categorie: Aeroporti / Destinazioni


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