SPAZIO: L’ASTRONAUTA PAOLO NESPOLI A BORDO DELLO SHUTTLE NEL 2007

-La missione STS-120, destinata a portare in orbita il Nodo 2 che l’Italia ha realizzato per la Stazione Spaziale Internazionale, segnerà la ripresa dei lavori per l’ampliamento della ISS-  
 
L’italiano Paolo Nespoli, astronauta dell’ Agenzia Spaziale Europea, è stato ufficialmente assegnato all’equipaggio del volo shuttle Atlantis che nel corso dell’estate 2007 porterà in orbita il Nodo 2, un modulo americano di connessione della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) costruito dall’Italia.
Nel suo primo volo spaziale, Nespoli coprirà il ruolo di specialista di missione, aggregandosi a cinque astronauti della NASA: il colonnello dell’Air Force Pamela A. Melroy, comandante della missione STS-120 dello shuttle (seconda donna a ricevere la nomina di comandante di missione); il colonnello della Marina George D. Zamka, pilota e specialista di missione, al suo primo volo; e gli specialisti di missione Scott E. Parazynski, il colonnello dell’esercito Douglas H. Wheelock e il capitano della Marina Michael J. Foreman, anch’egli al suo primo volo spaziale.

La missione di Nespoli rientra nel contesto dell’accordo tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la NASA, che prevede la fornitura all’ente spaziale americano di tre moduli logistici pressurizzati multifunzionali (Multipurpose Logistic Pressurised Modules - MPLM) in cambio dell’assegnazione all’Italia di un numero di missioni di volo a bordo dello shuttle e di utilizzazione della Stazione Spaziale Internazionale.

Il Nodo 2 è un modulo pressurizzato che, come i Nodi 1 e 3, connette fra loro i moduli di ricerca, abitativi, di controllo e di attracco della Stazione Spaziale. I Nodi sono usati per controllare e distribuire le risorse tra gli elementi connessi.

Il Nodo 1, Unity, è stato sviluppato dalla NASA ed è stato il secondo elemento della Stazione Spaziale a essere messo in orbita, nel dicembre 1998. I Nodi 2 e 3 sono stati sviluppati per la NASA da industrie europee grazie a un contratto con l’ESA, sotto la responsabilità industriale di Alcatel-Alenia Space.
L’ESA ha assegnato la responsabilità della costruzione dei Nodi 2 and 3 all’ASI, in modo da sfruttare la medesima struttura concettuale utilizzata per il Columbus e per i tre Moduli Logistici Pressurizzati Multifunzionali (Multipurpose Pressurised Logistics Module, MPLM) trasportabili nella stiva dello Shuttle.
Il Nodo 2 è il primo Nodo europeo a essere lanciato.
Servirà come elemento di connessione tra il laboratorio europeo Columbus, il laboratorio statunitense Destiny e quello giapponese Kibo. Sarà anche punto d’attracco del veicolo di trasferimento HII costruito dal Giappone. Sarà dotato di un adattatore per l’attracco dello Space Shuttle e sarà utilizzato anche come punto d’attracco degli MPLM.
Il Nodo 2 è progettato anche per essere una base di lavoro del Canadarm 2 (Space Station Remote Manipulator System), il braccio robotico canadese.
Il Nodo 3 ospiterà l’equipaggiamento di supporto necessario per l’equipaggio permanente dei sei astronauti ed ospiterà anche il modulo di Osservazione Cupola dell’ESA, una cupola da cui verrà operato il braccio robotico Canadarm 2 e dal quale l’equipaggio avrà una vista panoramica dello spazio. Il Nodo 3 sarà consegnato dall’ESA alla NASA all’inizio del 2007.

Il lancio del Nodo 2 precederà di pochi mesi quello del laboratorio europeo Columbus, previsto per la fine del 2007, e quindi del laboratorio giapponese. Riprenderà così finalmente la realizzazione del più grande progetto mai realizzato nello spazio, dopo una lunga pausa: ”La Stazione Spaziale è in orbita da sette anni - ha detto il responsabile dell’ESA per le missioni umane, la microgravità e l’esplorazione, Daniel Sacotte - ma il suo sviluppo è stato bloccato dopo la tragedia del Columbia”.

Il primo passo della ripresa darà il lancio della prossima missione dello Shuttle, il 1 luglio, nella quale l’astronauta europeo Thomas Reiter raggiungerà la Stazione Spaziale per una missione di sei mesi. ”La collaborazione con l’ASI - ha aggiunto Sacotte - è molto importante anche per i possibili sviluppi delle attività scientifiche e tecnologiche. Moltissimi esperimenti possono essere condotti dallo spazio, adesso sceglieremo quelli che Nespoli porterà avantì’. Psicologia umana, neuroscienze e studio degli effetti delle radiazioni sono, ha concluso, i temi dei quali si sta discutendo.

”Mi sembra di essere un atleta che si è addestrato per correre una maratona e adesso finalmente sono al blocco di partenza”: sorride l’astronauta Paolo Nespoli nel giorno dell’annuncio ufficiale della sua missione sullo shuttle. Nespoli sarà così il quinto italiano ad andare nello spazio, dopo Franco Malerba, Maurizio Cheli, Umberto Guidoni e Roberto Vittori.

Quella che si prepara ad affrontare è considerata una delle più complesse missioni dello Shuttle, nella quale dovrà essere posizionato il Nodo 2 e sistemati nella posizione definitiva i pannelli solari. Per eseguire queste operazioni i sette membri dell’equipaggio dovranno affrontare ben tre passeggiate spaziali (ognuna della durata di 6 ore e mezza) previste nei 12 giorni della missione.
A coordinare le attività extraveicolari, come un regista, sarà molto probabilmente Nespoli. Si prevede inoltre che l’astronauta (l’unico europeo dell’equipaggio) debba azionare il braccio meccanico dello shuttle per le operazioni di manutenzione delle piastrelle dello scudo termico della navetta.

Appassionato di informatica, immersioni subacquee e volo (ha il brevetto per pilotare aerei da turismo), Nespoli è nato a Milano 49 anni fa. Laureato a Firenze in ingegneria meccanica e poi in ingegneria aerospaziale a New York, è stato istruttore alla Scuola militare di paracadutismo di Pisa e poi incursore del battaglione d’assalto Col Moschin; dal 1991 ha lavorato all’addestramento degli astronauti europei al centro dell’ESA a Colonia e poi alla preparazione dei computer di bordo della vecchia stazione spaziale russa MIR. Gli ultimi otto anni li ha trascorsi negli Stati Uniti, ad addestrarsi nello Johnson Space Center della NASA in vista di un volo sullo shuttle.
”Nei primi due anni di addestramento ho acquisito le qualifiche di base per volare sullo shuttle e sulla Stazione Spaziale Internazionale - ha detto Nespoli - e in teoria sarebbe stato possibile volare già nel 2000, ma ho dovuto aspettare per altri sei anni per una serie di problemi, non ultimo l’incidente del Columbia.
C’è voluto un po’ di tempo in più rispetto allo standard di due-quattro anni, ma non è stato tempo perso: mi è servito per acquisire capacità addizionali”. Fiducioso di volare un giorno nello spazio Nespoli lo è sempre stato, e recentemente aveva anche iniziato un addestramento nel centro russo di Città delle Stelle, dove si preparano i cosmonauti, nell’eventualità di una missione a bordo della Soyuz (con qualche difficoltà tecnica per la statura di Nespoli, troppo elevata per il piccolo abitacolo della navetta russa).
”Ma alla fine - dice con ironia - gli astronauti sono risorse e vengono utilizzati come tutte le altre risorse, come l’energia elettrica a bordo”. (Fonte Newton RCS)

Articolo scritto da admin il 3 Lug 2006 alle 6:24 am.
Categorie: Enti e Istituzioni


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