REVOCA DEL BLOCCO AEREO SUL LIBANO

- Israele diplomazia al lavoro D’Alema oggi a Gerusalemme e a Ramallah per riavviare il processo di pace nella regione -

BEIRUT- E’ stato un aereo bianco con il cedro verde sulla coda, simbolo della compagnia di bandiera Middle East Airlines (Mea), a segnalare ai libanesi, con due sorvoli nel cielo della capitale qualche minuto dopo le 18:00 (le 17:00 italiane), la tanto sospirata fine del blocco aereo che Israele aveva applicato sul Libano dal 13 luglio scorso.

 

Ma qualche minuto dopo l’atterraggio del velivolo all’aeroporto internazionale Rafik Hariri di Beirut c’è stata la doccia fredda: una breve notizia da Tel Aviv ha segnalato che il blocco navale rimarrà in vigore.
Sono giornate di intense consultazioni diplomatiche fra Ramallah e Tel Aviv per cercare di cogliere l’occasione dell’uscita della guerra in Libano per riaprire spiragli per un rilancio del processo di pace in Medio Oriente.
In rapida successione giungono in Terrasanta gli inviati della maggior parte dei grandi europei, che già partecipano attivamente allo sforzo internazionale per dare stabilità alla tregua in Libano.
Le consultazioni diplomatiche sono state aperte ieri pomeriggio dal ministro degli esteri italiano Massimo D’Alema che dopo una tappa a Amman, dove ha incontrato re Abdallah di Giordania, ha avuto un lungo colloquio nel pomeriggio a Ramallah con il presidente palestinese Abu Mazen, prima di vedere in serata a Tel Aviv il premier israeliano Ehud Olmert. Questa mattina D’Alema vedrà la collega israeliana Tzipi Livni. Oggi sarà a Tel Aviv per colloqui con i dirigenti israeliani e poi, a Ramallah, con Abu Mazen, anche il capo della diplomazia tedesca Frank Walter Steinmeier.
Sabato giungerà il premier britannico Tony Blair. Tre temi sembrano al centro dell’intenso lavoro diplomatico di questi giorni: la situazione in Libano e nei Territori palestinesi, e la questione iraniana, dopo lo scadere dell’ultimatum lanciato dalla comunità internazionale a Teheran perchè rinunci al programma di arricchimento dei combustibili nucleari.
Israele considera quella che ritiene una corsa iraniana verso la bomba atomica come la minaccia esistenziale più grave.
Ma l’obiettivo forse più pressante del giro di contatti diplomatici ai massimi livelli di questi giorni è quello di rilanciare il processo di pace fra israeliani e palestinesi.
- Dobbiamo lavorare per la pace, e questo è il momento - ha sottolineato D’Alema in una intervista al quotidiano israeliano Yediot Ahronot.
- L’interesse di Israele è che si costituisca uno stato palestinese al più presto possibile, perchè questa sarà la migliore garanzia per la sua sicurezza - ha spiegato.
D’Alema ha portato avanti nei colloqui di ieri l’idea di una forza internazionale anche per Gaza, che ponga fine alla spirale di violenza, costata la vita negli ultimi due mesi a oltre 200 palestinesi, e dia un quadro più stabile al possibile avvio di un dialogo fra Israele e il presidente Abu Mazen.
Israele, però, per ora non sembra favorevole a questa ipotesi. Sulla strada di una ripresa del dialogo fra Israele e il presidente palestinese gravano ancora però diverse incongite. Fonte (Il Tempo.it)

Articolo scritto da admin il 8 Set 2006 alle 2:36 pm.
Categorie: Aeroporti / Destinazioni


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