ALITALIA: BAIN &COMPANY ADVISOR INDUSTRIALE, FT VEDE TROPPI VINCOLI

Bain & Company è il consulente scelto dal Tesoro per valutare gli aspetti industriali di strategie e piani dei candidati alla privatizzazione di Alitalia. Si completa così la squadra degli advisor, con Merrill Lynch per gli aspetti finanziari e lo studio Chiomenti per quelli legali. Bain e Merril Lynch hanno già lavorato insieme su Alitalia, come advisor del Tesoro, quando a fine 2005 é stata varata la ricapitalizzazione per un oltre miliardo di euro che ha portato ad una diluizione della quota di controllo pubblica al 49,9%. Bain & COmpany ha alle spalle altre operazioni a livello europeo nel trasporto aereo. Intanto, le manifestazioni di interesse arrivate al Tesoro non hanno messo a tacere, come auspicato dal ministro Alessandro Bianchi, “gli uccelli del malaugurio che prevedevano una gara deserta”.

Resta la preoccupazione, tra gli osservatori internazionali, che prezzo e troppi vincoli possano far fallire la privatizzazione. Lo ribadisce il Financial Times alla vigilia del vertice governo-sindacati, che servirà anche a fare il punto sulle garanzie per tutelare interessi pubblici come occupazione e copertura del servizio. Dopo le manifestazioni di interesse, entro una settimana, al massimo dieci giorni, saranno verificati i requisiti dei candidati. Poi si aprirà il confronto su piani industriali e strategie. Il bando del Tesoro lascia mani libere sulla procedura. Alle offerte vincolanti si potrebbe arrivare a maggio. Financial Times stima un prezzo di 2,5 miliardi, rileva che nessuna compagnia straniera è in gara e considera “un mistero” il motivo per cui gli investitori finanziari siano interessati. I candidati, aggiunge, “solo dopo aver visto i ‘numeri’ avranno probabilmente la possibilità di discutere con il Governo un prezzo e condizioni di vendita più realistiche e se si convinceranno che non si può far niente c’é la possibilità reale che l’operazione fallisca”. Il governo incontrerà i sindacati, che in vista del confronto avevano sospeso lo sciopero indetto ad oltranza dal 19 gennaio. “Ora la cosa importante è avere garanzie sul piano industriale, su investimenti e occupazione e, ancora prima sulle modalità del trasferimento, sul percorso”, dice il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: “E’ inutile parlare ora di sciopero se neppure sappiamo cosa ci dirà il governo”. La Uilt chiederà “il mantenimento di alcuni impegni che non potranno in alcun modo essere disattesi od annacquati”. Nel confronto interno al governo c’é sul tavolo anche la proposta del ministro dei Trasporti: “Il mio auspicio - ha ribadito Bianchi - è che il Tesoro mantenga una quota significativa nel capitale giusto per il tempo necessario per l’ operazione di ristrutturazione”. Per il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, Alitalia deve “rimanere la compagnia di bandiera, ma è necessario darle una capacità di gestione che ancora non ha”. Per il presidente di An, Gianfranco Fini, “per ora l’unica preoccupazione è la trasparenza”, ma “al momento non ci sono motivi di contrarietà”. Resta alta l’attenzione sulle possibili composizioni definitive delle cordate, ed in particolare sul ruolo di Air France e Lufthansa che non sono uscite allo scoperto. Secondo indiscrezioni la compagnia tedesca potrebbe candidarsi al ruolo di partner industriale di Unicredit. Divide i dipendenti la manifestazione di interesse dell’Unione Piloti: impercorribile per Anpac e Uil, piace a Piloti Italiani Uniti e all’uomo d’affari Paolo Alazraki che vorrebbe Up nella sua cordata.

(ANSA)

Articolo scritto da Carlo Dedoni il 1 Feb 2007 alle 9:08 am.
Categorie: Compagnie Aeree / Alleanze


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