FRANCIA. UN SUPERPREFETTO PER GLI AEROPORTI DI PARIGI

Il governo francese si prepara a nominare un super-prefetto come responsabile e coordinatore della sicurezza negli aeroporti parigini. I ministeri della difesa, dell’interno e dei trasporti stanno definendo, ricorda Le Figaro, gli ultimi aspetti della ‘mission’ del funzionario che dovra’ cercare di capire se i sistemi di sicurezza e le varie norme emesse via via dall’11 settembre 2001 sono tutti coerenti, sufficienti o necessari. Il piano di sicurezza in vigore in Francia e’ il ‘vigipirate’, che prevede quattro livelli di allarme in ordine di crescita del rischio: giallo, arancione, rosso e scarlatto.

 

Dagli attentati a Londra nel 2005 il livello e’ rimasto complessivamente al penultimo gradino, quello rosso. Ma anche con i sistemi allertati e le forze dell’ordine con una guardia gia’ alta non e’ sempre facile definire la sicurezza di un’area dove lavorano, come ad esempio all’aeroporto Charles de Gaulle di Roissy, circa 90 mila persone con un traffico passeggeri nel 2006 di 82,5 milioni di persone. Nel grande scalo, il secondo in Europa, vi sono state lo scorso anno forti tensioni; in occasione di una visita in aprile, Nicolas Sarkozy aveva segnalato 122 dossier su persone che erano autorizzate ad entrare sulle piste e ad avvicinare gli aerei. Tutti musulmani, dipendenti di societa’ che avevano in appalto lavori specifici ma soprattutto addetti al traspoprto bagagli. Qualche mese dopo in 72 erano stati privati dei loro documenti di accesso alle piste e di fatto licenziati perche’ ”legati a movimenti fondamentalisti e potenzialmente terroristi”. Sindacati e partiti di sinistra erano intervenuti, poi la polemica era scesa ed ora evidentemente il governo vuole capire se la stratificazione delle decisioni e tutti i provvedimenti anche recenti non presentino aspetti potenzialmente conflittuali o che lasciano aperti dei varchi. Non sono poi passate sotto silenzio le proteste esplose in occasione dell’adozione dei nuovi criteri di controllo dei passeggeri nel novembre scorso. Si tratta di un dibattito mai sopito del tutto a partire dall’11 settembre e che porta a diverse valutazioni sui costi e sull’efficacia di alcune misure di prevenzione nel sistema del trasporto aereo. Vi sono politici ed esperti che denunciano l’illusione di una ’sicurezza al 100%’. Un parlamentare relatore del settore trasporti all’Assemblea nazionale, Charles de Courson, sostiene che su 12 test che ha fatto fare, in 11 casi armi ed esplosivi erano stati fatti comunque salire a bordo degli aerei. Un altro esperto di sicurezza aerea, Christophe Naudin, e’ riuscito piu’ volte a entrare nelle aree riservate e a introdurre negli aerei materiale vietato. ”E’ il vecchio problema della spada e della corazza” dice un funzionario di polizia che ammette:”Si trovera’ sempre un punto debole”. Ecco perche’ il rompicapo ’sicurezza’ negli aeroporti sara’ ora nelle mani di un super-prefetto che nel giro di qualche mese dovra’ dire se tutto quello che si fa e’ utile e se e’ sufficiente.

(ANSA)

Articolo scritto da Carlo Dedoni il 20 Feb 2007 alle 9:48 pm.
Categorie: Aeroporti / Destinazioni, Enti e Istituzioni


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