BERNARDINO LIBONATI E’ IL NUOVO PRESIDENTE DI ALITALIA

L’assemblea degli azionisti di Alitalia ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione della società di cui fanno parte Berardino Libonati, Aristide Police, Giovanni Sabatini, Carlo Santini e Luciano Vannozzi. Alla presidenza, secondo le indicazioni del Tesoro, azionista di controllo della compagnia, sale Libonati. Non ancora chiuso il bilancio 2006, rischio svalutazione per la flotta. Giovanni Sabatini, alla presidenza dell’assemblea al posto dell’ex numero uno Giancarlo Cimoli, ha risposto a una domanda di Paolo Alazraki (il brasseur d’affaires milanese uscito dalla short list del Tesoro per l’acquisto di una quota di controllo, possessore di una sola azione) precisando che le operazioni di chiusura di bilancio 2006 dell’Alitalia sono ancora in corso. Al momento non sarebbe possibile darne una quantificazione e quindi non esistono elementi sufficienti circa un ipotetico rischio di svalutazione della flotta, che, secondo dei calcoli apparsi sulla stampa, potrebbe approfondire il rosso fino a 900 milioni di euro. «Quando avremo raggiunto lo stato di determinazione che fa scattare l’obbligo di informativa - ha detto Sabatini - saranno immediatamente comunicate al mercato».

Compensi ridotti a 132 mila euro complessivi. L’assemblea degli azionisti ha anche approvato la mozione del Tesoro sul compenso del nuovo cda. La somma prevista è di 132mila euro annui per l’intero board, da suddividersi sulla base di quanto previsto dall’articolo 28 dello Statuto societario. Un abisso rispetto ai precedenti compensi milionari del top management. Bocciata invece la mozione del finanziere e azionista (con una sola azione) Paolo Alazraki balzato agli onori delle cronache per aver presentato una manifestazione di interesse poi ritirata. La sua proposta prevedeva, visti «gli oneri a cui vanno incontro i nuovi amministratori», un compenso di 150mila euro per ogni amministratore e di 250mila euro per il presidente. In Borsa riprende il volo. Titolo in risalita a Piazza Affari, con un calo dello 0,66% alle 13 dopo avere toccato quasi il -2%. A pesare sulle quotazioni questa mattina i dubbi sulle reale entità della perdita accumulata nello scorso esercizio, ma anche la crisi di governo non migliora la situazione: la procedura di privatizzazione del vettore dovrebbe concludersi entro giugno e la mancanza dei timonieri prodiani potrebbe complicarne gli sviluppi.

(Il sole 24 Ore)

Articolo scritto da Carlo Dedoni il 22 Feb 2007 alle 4:13 pm.
Categorie: Compagnie Aeree / Alleanze


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