VENTIMILA MIGLIA PER RIMPATRIARE ITALIANO IN COMA

Sidney-Genova. Più di ventimila miglia tra andata e ritorno, 55 ore di volo, per rimpatriare un uomo ricoverato da tempo in stato di coma in un ospedale australiano. “E’ stato - riferiscono all’Aeronautica militare - il più lungo e complesso volo umanitario mai condotto dalla Forza armata, considerata anche l’estrema delicatezza delle condizioni di salute del paziente”. Il Falcon 900 del 31/o Stormo, decollato sabato scorso dall’aeroporto militare di Ciampino, è atterrato a Genova stamani, alle 8:26. A bordo Marco Lagomarsino, un genovese di 51 anni, alto un metro e 80 per 150 chili, residente da più di venti anni a Sidney, dove si è affermato come chef in un ristorante della città. Lo scorso gennaio, mentre si sottoponeva ad un’operazione di angiografia coronarica, ha subito un arresto cardiaco che gli ha provocato danni neurologici per l’assenza di circolazione spontanea. L’uomo era stato ricoverato presso l’ospedale “Royal Prince Alfred” di Sidney.

“Le istituzioni italiane - spiegano allo Stato maggiore dell’Aeronautica - hanno raccolto l’appello disperato della famiglia di Marco, che lo voleva fortemente far tornare in Italia, ed hanno autorizzato il volo umanitario per il trasferimento in Italia, a Genova, dove l’ospedale S. Carlo di Voltri si è reso disponibile ad accogliere il paziente”. Il volo è stato organizzato in coordinamento tra l’Ufficio voli della Presidenza del Consiglio, la prefettura di Genova, la Sala situazioni dello Stato maggiore Aeronautica, la Asl 3 genovese e il 31/o Stormo. Per il trasporto è stato individuato un Falcon 900, configurato appositamente per i voli sanitari, anche se - a causa della corporatura del paziente - è stato necessario apportare delle modifiche tecniche agli equipaggiamenti dell’aereo.
L’assistenza a bordo è stata assicurata da una equipe medica ligure composta da due medici e quattro infermieri specializzati. E’ stata una staffetta composta da tre equipaggi a portare il Falcon 900 a sorvolare quattro continenti, con quattro rapidissimi scali tecnici in Qatar, a Singapore, Darwin e Sidney. Dall’inizio di quest’anno il 31/o Stormo dell’Aeronautica militare ha già compiuto oltre 200 ore di voli sanitari d’urgenza di vario tipo, dal trasporto di persone traumatizzate o in imminente pericolo di vita a quello di organi o di equipe mediche per espianti e trapianti. Nel 2006 erano state effettuate circa 1.400 ore di volo per missioni di tipo sanitario che hanno riguardato circa 500 pazienti e 600 equipe mediche. Il 20 per cento di questa attività è stata svolta in favore di italiani che si trovavano all’estero.

(ANSA)

Articolo scritto da Carlo Dedoni il 14 Mar 2007 alle 8:59 pm.
Categorie: Cronaca


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