SABRE AIRLINE SOLUTIONS: STUDI SUI COSTI DEL CARBURANTE

Se da un lato i vettori europei si ritengono estremamente preoccupati per l’impatto ambientale, dall’altro invece per le compagnie aeree americane il costo del carburante rappresenta il problema principale che si trovano ad affrontare: è quanto sostiene una ricerca, a cura di Sabre Airline Solutions, condotta tra le principali aviolinee internazionali. I 197 rappresentanti delle 101 linee aeree che hanno preso parte allo studio ritengono con che il costo del carburante, le regolamentazioni emanate dai governi e la fidelizzazione del cliente rappresentano la sfida principale che devono affrontare, nonché l’ostacolo primario alla loro redditività. “Mentre la maggior parte dei sondaggi sulle compagnie aeree riflette le opinioni dei passeggeri sul servizio offerto, il nostro studio ha invece voluto indagare a livello internazionale sui problemi che riguardano direttamente i vettori, la loro attività e gli ostacoli al loro successo”, ha spiegato Gordon Locke, vice president di Sabre Airline Solutions. La ricerca di Sabre Airline Solutions evidenzia una crescente sensibilizzazione per i problemi ambientali, nonché le disparità esistenti tra le compagnie nordamericane e quelle con sede in America Latina, Asia, Europa, Africa e Medio Oriente. Dallo studio emerge che solo 3 dei 62 vettori nordamericani intervistati ritiene che i problemi ambientali rappresentino un’importante sfida, rispetto alle 31 delle 72 compagnie EMEA.

 
“Fino a quando le compagnie USA dovranno lottare per sopravvivere e per rimettere in sesto i propri bilanci, e stante l’assenza di regolamentazioni ambientali troppo severe negli USA, è probabile che i problemi ambientali non saranno in cima alle loro priorità, a differenza delle compagnie europee e di altre linee regionali”, ha dichiarato Steve Hendrickson, senior strategist di Sabre Airline Solutions. “In Europa rispetto agli USA c’è un movimento dell’opinione pubblica molto più forte e attento, che spinge ad adottare severe regolamentazioni mirate a contenere le emissioni di carbonio dei vettori. Inoltre, le compagnie aeree USA sono tuttora alle prese con una ripresa che si preannuncia lenta, mentre i loro concorrenti in molte altre parti del mondo stanno realizzando ottimi risultati”.
Per quanto riguarda il costo del carburante, le compagnie nordamericane e quelle europee si sono espresse in maniera pressoché identica - rispettivamente il 94% e 90%- nel ritenere che questo aspetto ha un impatto significativo sui costi, le entrate e l’efficienza operativa. Per l’82% delle aviolinee nordamericane ed il 76% di quelle europee le direttive governative
influiscono in modo significativo, mentre la fidelizzazione del cliente viene citata come un altro fattore critico dal 77% delle compagnie nordamericane e dal 75% di quelle europee. Se gli elevati costi del carburante rappresentano l’ostacolo principale per le compagnie, Sabre Airline Solutions ritiene che si possano comunque realizzare importanti risparmi.
“Recentemente il nostro reparto di consulenza ha lavorato per una compagnia nordamericana e una latinoamericana ed ha individuato per entrambe potenziali risparmi rispettivamente di 5,1 e 8 milioni di dollari l’anno”, ha aggiunto Khaled Al-Eisawi, della Divisione Consulting di Sabre Airline Solutions. “Ed è importante sottolineare che qualsiasi compagnia può potenzialmente realizzare questo risparmio. Inoltre, i vettori sanno bene che devono assolutamente ottimizzare i consumi di carburante per riuscire ad essere maggiormente competitivi”.
Il 48%, ovvero quasi la metà delle aviolinee che hanno preso parte al sondaggio, ritiene che lo sviluppo di nuove fonti di reddito sia fondamentale per la loro crescita, ma solo un terzo crede nell’efficacia delle proposte più comunemente citate per creare nuove risorse, tra cui ad esempio la decisione di alcune compagnie di proporre servizi accessori. Solo il 35% sostiene che l’idea di applicare tariffe extra per la selezione dei posti potrebbe essere un modo efficace per generare nuove entrate, ed una percentuale ancora minore ritiene che gli intrattenimenti in volo (34%), i pasti (24%) e i comfort quali cuscini e coperte (17%) possano essere strumenti idonei per incrementare le entrate. Su questo aspetto si è tuttavia registrata una notevole differenza di opinioni tra vettori nordamericani e quelli europei; il 26% delle compagnie del vecchio continente sostiene che i pasti a bordo possano essere si un modo efficace per incrementare le entrate, mentre solo il 13% delle compagnie nordamericane si dice d’accordo.
Poco più dei due terzi degli intervistati, il 68% (57% nordamericani, 69% europee, 78% America Latina/Asia Pacifico), prevede un incremento del numero dei vettori low-cost entro il gennaio 2008, mentre il 9% prevede un calo ed il 23% un trend relativamente stabile. Molto meno della metà delle compagnie intervistate prevede invece una crescita del numero dei vettori a lungo raggio regionali o internazionali. Oltretutto, mentre il 31% delle compagnie europee ritiene che l’incapacità di assicurarsi nuove rotte figuri tra i tre principali fattori che portano a mancati introiti, solo il 15% delle compagnie nordamericane concorda con questa opinione. “Il mercato interno USA è totalmente liberalizzato e dunque qualsiasi vettore può volare dove vuole e quando vuole”, spiega Hendrickson, “mentre questo non è il caso di molti altri mercati nel mondo.
Inoltre il governo USA assicura numerosi accordi bilaterali con le autorità di controllo e accordi di cieli aperti, grazie ai quali le compagnie possono cogliere le proprie opportunità di espansione. Si confronti questo stato di cose con alcuni Paesi del mondo in cui i vettori devono tuttora fare i conti con regole restrittive riguardo alle rotte, scarsità di slot o limitazioni di atterraggio. In alcuni casi, la tradizionale compagnia di bandiera è di proprietà dello stato e dunque controlla gran parte delle rotte, mentre i vettori più recenti, magari finanziati da privati, riescono solo molto lentamente ad ottenere rotte dai governi”.
Gli intervistati prevedono che nel 2007 il 46% dei passeggeri prenoteranno il loro viaggio direttamente online. Questa cifra viene considerata in crescita dall’87% delle compagnie. Tra coloro che prenotano i viaggi online, i manager delle compagnie ritengono che 6 su 10 prenoteranno attraverso un sito web della compagnia, mentre gli altri si serviranno di siti di
distribuzione di viaggi online. Sabre Airline Solutions ha condotto la sua ricerca nel periodo tra il 13 e il 23 marzo 2007.
Risultati in dettaglio Impatto sul settore (alla domanda di valutare su una scala da 1 a 5, dove 5 rappresenta un impatto significativo, viene riportata la percentuale di compagnie aeree che hanno valutato i problemi 4 o 5, ossia aventi il massimo impatto in termini di costi, entrate o efficienza operativa)

 Costi carburante 94%
Regolamentazioni 79%
Fidelizzazione 75%
Problemi di sicurezza 58%
Contratti di lavoro 55%
Alleanze 50%
Nuovi concorrenti 42%
Fusioni tra vettori 34%
Fallimenti 34%
Sfide per il settore (alla domanda di indicare le tre principali sfide che le linee aeree devono
affrontare nel corso del 2007)
Costi carburante 91%
Fidelizzazione 55%
Regolamentazioni 40%
Controlli in aeroporto 34%
Impatto ambientale 25%
Sicurezza 19%
Fusioni 18%
Ostacoli alla crescita del reddito (alla domanda di indicare i tre principali ostacoli alla crescita
delle entrate per le compagnie nel 2007)
Costi carburante 91%
Costo lavoro 44%
Costi aeroportuali 43%
Costi di distribuzione 39%
Regolamentazioni 29%
Incapacità di assicurarsi nuove rotte 25%
Costi gestionali 20%

 

Efficacia delle nuove fonti di reddito
Selezione dei posti
Efficace 35%
Neutrale 24%
Non efficace 41%
Intrattenimenti a bordo (film, cuffie, lettori DVD, ecc.)
Efficace 35%
Neutrale 26%
Non efficace 40%
Pasti a bordo
Efficace 24%
Neutrale 22%
Non efficace 54%
Articoli di comfort a bordo (cuscini, coperte, ecc.)
Efficace 17%
Neutrale 28%
Non efficace 55%
Cambiamenti tipologia vettori entro gennaio 2008
Numero di vettori low cost
Destinato a crescere 68%
Destinato a calare 9%
Nessuna variazione 23%
Numero di vettori regionali
Destinato a crescere 37%
Destinato a calare 26%
Nessuna variazione 38%
Numero di vettori a lungo raggio internazionali
Destinato a crescere 41%
Destinato a calare 13%
Nessuna variazione 46%
Dati demografici della ricerca:
Tipologia di vettore
Compagnie USA 9%
A lungo raggio internazionale 18%
Di bandiera tradizionale 25%
Regionale 20%
Vettore low cost 10%
Ibridi* 18%   (Combina elementi full service con altri da low cost)

Localizzazione dei vettori
America del Nord 32%
Europa/Medio Oriente 36%
America Latina 10%
Asia 22%

 

(Comunicato SABRE)

Articolo scritto da Carlo Dedoni il 11 Mag 2007 alle 12:35 pm.
Categorie: Industria


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