ALITALIA: APPROVATO BILANCIO 2006, PERDITE IN AUMENTO

Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia - Linee Aeree Italiane S.p.A., si è riunitosi oggi sotto la presidenza da Berardino Libonati per approvare il bilancio al 31 dicembre 2006. Come precedentemente illustrato il 23 marzo 2007 in occasione dell’approvazione della relazione consolidata trimestrale al 31 dicembre 2006, l’esercizio 2006 è stato caratterizzato da gravi e crescenti elementi di problematicità e complessità.

 

Le problematiche sono riconducibili essenzialmente ai seguenti fattori:

- l’aumento del prezzo del carburante. Le quotazioni del jet fuel estremamente elevate e comunque non stabilizzate sono infatti cresciute nell’anno, su livelli mediamente pari a +16% rispetto al 2005. Quale conseguenza, è stato consuntivato un aumento dei costi per carburante sul conto economico del Gruppo Alitalia di circa  147 milioni di euro;

- la fortissima crescita della pressione dei vettori low cost nel mercato domestico ed internazionale. In tale contesto si ricorda che dall’inizio del 2005  ad oggi i vettori low-cost hanno aumentato la propria presenza sul mercato da/per Italia di oltre il 40%;

- la conflittualità sindacale che generando ripetute turbative, in specie sulla regolarità e sulla affidabilità commerciale, ha procurato perdite di provento nel 2006 stimate in circa 100 milioni di euro;

- l’adeguamento dei valori contabili di parte degli aeromobili della flotta per 197 milioni, illustrata di seguito in dettaglio;

- il parziale mancato raggiungimento di obiettivi di riduzione degli altri costi. Gli altri costi operativi, al netto della citata svalutazione di 197 milioni e al netto del costo del carburante, si sono infatti ridotti di soli 5 milioni di euro. Tale riduzione è ascrivibile all’incompleta implementazione dei progetti d’efficientamento già avviati nel 2005 ed all’introduzione nel corso dell’anno delle misure già individuate dal Piano Industriale che pur consentendo al Gruppo di assorbire gli effetti negativi di alcune criticità (ad esempio i maggiori oneri derivanti dall’incremento dei costi di distribuzione dei CRS ) non hanno permesso il completo raggiungimento degli obiettivi originariamente identificati tra cui quelli relativi ad azioni di efficientamento sul costo del lavoro.
Quanto sopra ha comportato sotto il profilo economico una perdita a livello di risultato netto pari a 626 milioni di euro e un consistente assorbimento dei livelli di liquidità complessiva. Tale liquidità alla fine del 2006 era pari a 715 milioni di euro. Rispetto al 2005 si è ridotta di circa 405 milioni di euro a causa sia dell’andamento gestionale dell’esercizio sia della riduzione dell’indebitamento di medio-lungo periodo (rimborsi complessivi per circa 213 milioni di euro).
Più nel dettaglio le principali variabili economiche e finanziarie relative all’esercizio 2006 possono così essere sintetizzate:

I ricavi del traffico dell’esercizio 2006 pari a 4.373 milioni di euro sono aumentati di 157 milioni di Euro (+3,7%) rispetto allo scorso anno.
 
Il totale dei ricavi operativi nell’anno è stato pari ad euro 4.724 milioni con un decremento di circa 79 milioni di euro rispetto al medesimo periodo dello scorso anno (-1,6%) principalmente ascrivibile al deconsolidamento dei ricavi di Alitalia Servizi.

Il totale dei costi operativi nell’esercizio 2006 è stato pari a 5.190 milioni di euro, con un incremento di 339 milioni di euro rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.

Il risultato operativo dell’anno 2006 è stato negativo per 465 milioni di euro con un peggioramento di circa 418 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Il risultato netto dell’anno 2006 è stato negativo per 626 milioni di euro in peggioramento di circa 458 milioni rispetto al 2005. 

L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2006 è stato pari a 993 milioni di euro con un incremento di 238 milioni di euro rispetto alla situazione al 31 dicembre 2005.

Il totale degli investimenti nel 2006 è stato pari a 129 milioni di euro. 

La forza media retribuita del Gruppo nel 2006 è stata pari a 10.110 unità in calo di 7.570 unità (-43% circa) rispetto all’anno 2005 a ragione del completo deconsolidamento di Alitalia Servizi ed al percorso di efficientamento intrapreso riguardo all’utilizzo delle risorse.

La forza puntuale del Gruppo al 31 dicembre 2006 è stata invece pari a 11.430 unità con un leggero incremento (256 unità) rispetto a quanto consuntivato al termine del corrispondente periodo del 2005, riconducibile interamente all’ingresso nel Gruppo Alitalia del Gruppo Volare (599 unità). 

La flotta operativa del Gruppo al 31 dicembre 2006 è composta di 186 aeromobili dei quali 156 dedicati al breve/medio raggio e 30 al lungo raggio.
Per quanto concerne l’evoluzione del traffico e del network nel settore passeggeri, comparto dal quale trae sostanzialmente origine il risultato gestionale del Gruppo Alitalia, da gennaio a dicembre (senza considerare gli incrementi di traffico determinati dall’acquisizione di Volare) si è registrato uno sviluppo del trasportato dell’1,2% nei confronti dell’esercizio precedente ed un incremento del coefficiente di riempimento di circa 2,1 punti percentuali (da 71,5% a 73,6%).
In parallelo va segnalato un leggero incremento dei proventi unitari (yield) dello 0,2% nei confronti dell’esercizio precedente grazie all’ottima performance ottenuta sul settore intercontinentale (+6,1%).

Al fine di completare il quadro dell’andamento del trasporto aereo si segnala inoltre la performance del comparto trasporto merci che relativamente all’anno 2006 ha evidenziato una crescita del trasportato del 10,8% e una crescita dell’offerto dell’11,5%.

Relativamente all’accertamento della corretta iscrizione in bilancio del valore netto contabile delle immobilizzazioni immateriali e materiali, e segnatamente della flotta, si ricorda, tra l’altro, che il 28 gennaio 2007 la Società, sulla base di alcune richieste formulate dalla Consob, ebbe a rendere noto al mercato come il Piano 2005-2008 fosse “superato nei suoi target e, pertanto, non attuabile” e che “in conseguenza delle procedure di vendita della partecipazione detenuta nella Compagnia dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché per effetto dell’intervenuta decadenza del Consiglio di Amministrazione di Alitalia, non è possibile, allo stato attuale, completare l’attività di adeguamento del Piano per gli anni 2007-2009, così come deliberato dallo stesso Consiglio di Amministrazione nella seduta del 19 ottobre 2006”. Il 27 febbraio 2007, inoltre, il nuovo Consiglio di Amministrazione, appena nominato dall’Assemblea dei Soci del 22 febbraio 2007, “considerata la procedura di vendita in corso da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, non ha ritenuto, per il momento, di effettuare la revisione del Piano Industriale, rinviando ogni ulteriore valutazione a data successiva all’acquisizione di tutti gli elementi necessari”. Successivamente il Consiglio di Amministrazione ha preso atto che l’esito a breve previsto per la procedura di vendita ostacola, alla società oggetto di vendita, la efficace articolazione di scelte strategiche e finanziarie e la verifica delle potenzialità necessarie per la formulazione di un nuovo Piano Industriale attendibile.
Considerato quanto sopra, la Società ha sottoposto ad impairment test direttamente i singoli aeromobili che compongono la flotta. La società ha incaricato un esperto indipendente, in possesso di adeguata competenza professionale nonché di reputazione nello specifico settore, per ottenere idonei elementi probativi atti ad effettuare una stima del valore recuperabile dei 109 aeromobili di proprietà di Alitalia sulla base del fair value, dedotti i costi di vendita. Alitalia ha inoltre chiesto ad un docente italiano di finanza aziendale, esperto della materia, la verifica della congruenza rispetto ai criteri IAS dei criteri e delle procedure seguite e dei risultati stimati dall’esperto indipendente, ottenendone conferma.
La stima ha evidenziato che per 50 aeromobili il fair value, dedotti i costi di vendita, è inferiore al valore contabile degli stessi. Pertanto il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di assolvere l’impairment test allineando il valore di questi aeromobili al loro valore recuperabile. Ne è emersa una riduzione di valore di 197 milioni di euro.
Quanto sopra in presenza comunque di una valutazione complessiva di mercato riferita all’intera flotta in linea con le risultanze dei libri contabili.
Si ricorda che al ripristinarsi nel futuro di condizioni in grado di consentire ad Alitalia una stima del valore d’uso superiore al valore contabile, il principio contabile IAS 36 fa obbligo di procedere al ripristino, con immediata rilevazione a conto economico, del valore contabile stesso, nel limite massimo del costo dell’attività al netto dell’ammortamento maturato.

Per quanto concerne infine la prevedibile evoluzione della gestione, sulla base dei dati di budget 2007 e delle risultanze contabili rinvenienti dalla Relazione trimestrale al 31 marzo 2007, esaminati rispettivamente nelle riunioni del Consiglio di Amministrazione del 9 marzo u.s. e del 14 maggio u.s., si ritiene, avendo preso atto della più favorevole proiezione dell’attività industriale nei confronti del 2006, di poter conseguire nel 2007 un risultato operativo in miglioramento rispetto a quello del 2006.

E’ altresì doveroso informare come, ad oggi, si registrino significativi riflessi negativi di carattere economico dovuti ad agitazioni sindacali che, se ripetute, condurranno ad una inevitabile riconsiderazione di quanto sopra esposto.

Dalle analisi finanziarie prospettiche sviluppate alla luce delle richiamate assunzioni contenute nel budget 2007 e dalle indagini di analogo tenore sviluppate su di un arco temporale esteso su 12 mesi da oggi, si rileva altresì come i livelli della liquidità risultino sufficienti alla copertura dei fabbisogni generati dalla gestione operativa, finanziaria e per investimenti per oltre 12 mesi.

In considerazione delle perdite registrate al 31 dicembre 2006 e della perdita risultante dalla relazione consolidata trimestrale al 31 marzo 2007 approvata lo scorso 15 maggio 2007, il Consiglio di Amministrazione rileva che la perdita complessiva cumulata al 31 marzo 2007 è superiore di oltre un terzo all’ammontare del capitale della società, determinando conseguentemente la fattispecie prevista dall’art. 2446 del codice civile.

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di convocare l’Assemblea ordinaria e straordinaria degli Azionisti il 26 giugno 2007 (prima convocazione) e, occorrendo, il 27 giugno 2007 (seconda convocazione) per le assunzioni delle deliberazioni relative al bilancio dell’esercizio 2006, delle decisioni relative all’art. 2446 del codice civile e per modificare alcune previsioni dello Statuto Sociale in particolare per adeguarlo alle variazioni introdotte nella governance delle società emittenti titoli quotati dalla legge 28 dicembre 2005 n.262 (c.d. “Legge sulla tutela del risparmio”), così come modificata ed integrata dal Decreto Legislativo 29 dicembre 2006, n.303 nonché dalla regolamentazione recentemente emanata dalla Consob.
Il Consiglio di Amministrazione, in ultimo, ha deliberato di convocare l’Assemblea degli Obbligazionisti per la nomina del rappresentante comune degli stessi nelle medesime date.

 

(COMUNICATO STAMPA ALITALIA)

Articolo scritto da Carlo Dedoni il 23 Mag 2007 alle 10:49 pm.
Categorie: Compagnie Aeree / Alleanze


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