IATA: BISIGNANI, PUNTARE A EMISSIONI ZERO NEL FUTURO

Si è aperta la 63° edizione dell’Annual general Meeting della IATA – International Air Transport Association . Giovanni Bisignani, Amministratore Delegato e Direttore Generale, ha indicato quattro punti per guidare il settore del trasporto aereo verso un futuro a emissioni zero.
“Il nostro settore ha raggiunto buoni risultati a livello ambientale: negli ultimi quarant’anni abbiamo ridotto le emissioni sonore del 75%, abbiamo eliminato la fuliggine e abbiamo incrementato l’efficienza nei consumi di carburante del 70%. Inoltre, i miliardi di investimenti in nuovi aerei renderanno la nostra flotta più efficiente nei consumi del 25% entro il 2020. Tutto ciò servirà a contenere l’impatto delle emissioni di gas ad effetto serra imputabili al trasporto aereo dall’attuale 2 per cento a un 3 per cento nel 2050”, ha dichiarato Giovanni Bisignani, amministratore delegato e direttore generale della IATA.

“Tuttavia, la crescita delle emissioni di gas ad effetto serra non è più politicamente sostenibile per nessun settore industriale. I cambiamenti climatici condizioneranno il nostro futuro se non passeremo da un approccio esclusivamente tecnico a uno strategico. Il trasporto aereo deve puntare a diventare un settore che non inquina, cioè a emissioni zero”, ha aggiunto Bisignani.

I quattro punti su cui la IATA punta l’attenzione sono:

Gestione del traffico aereo: i governi e gli enti di assistenza al volo devono eliminare il 12% di inefficienze attualmente riscontrabili nella gestione del traffico aereo a livello mondiale. “Ridurre della metà queste inefficienze entro il 2012 comporterebbe un risparmio immediato di 35 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2). Potremmo ottenere risultati concreti da tre grandi progetti: il “Cielo unico europeo”, maggior efficienza nell’area del delta del Fiume delle Perle in Cina e sistemi di nuova generazione per la gestione del traffico aereo negli Stati Uniti”, ha sottolineato Bisignani. “Ma i governi non sono per niente solerti nel prender decisioni a riguardo. Il Cielo unico europeo porterebbe a un abbattimento di 12 milioni di tonnellate di CO2, ma è da 15 anni che in Europa stiamo assistendo a un teatrino delle chiacchiere che finora non ha prodotto risultati concreti. È un atteggiamento decisamente incoerente e irresponsabile”, ha dichiarato Bisignani.
Tecnologia: L’industria aerospaziale deve costruire aerei a emissioni zero nei prossimi 50 anni. “Mi auspico che Stati Uniti, Europa, Canada, Cina, Brasile, Russia e Giappone possano coordinare le proprie ricerche di base per la realizzazione di aerei a emissioni zero, per poi competere allo sviluppo di prodotti basati su queste ricerche. Un carburante “pulito” è anch’esso di importanza fondamentale. I governi hanno tagliato i fondi per la ricerca di combustibili alternativi, mentre l’industria petrolifera ha potuto realizzare 15 miliardi di dollari di ricavi per l’incremento dei margini di raffinazione che oggi pesano sulle spalle delle compagnie aeree. Il primo obiettivo è di sostituire il 10% del carburante con combustibili alternativi a basso tenore di carbonio entro il 2017. Il secondo obiettivo è di iniziare a sviluppare combustibili privi di carbonio da fonti rinnovabili. È arrivato il momento che i governi e l’industria petrolifera facciano importanti investimenti in questo campo”, ha aggiunto Bisignani.
Un approccio globale: la questione dei cambiamenti climatici ci riguarda tutti e pertanto richiede soluzioni globali. “Mi auguro che l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO) e i suoi 190 stati membri elaborino uno schema di scambio delle emissioni globali che sia equo, efficace e a disposizione di tutti i governi per un utilizzo su base volontaria. La prossima assemblea dell’ICAO a settembre rappresenta un’opportunità da non mancare. La rilevanza internazionale dell’ICAO dipende dalla sua capacità di fornire soluzioni globali su questioni importanti come queste”, ha sottolineato Bisignani.
Attività ecocompatibili: le compagnie aeree devono adottare strategie ecologiche in tutte le loro attività. IATA ha investito 8,4 milioni di dollari nel suo “Progetto verde” per sviluppare sistemi di gestione ambientale e aiutare le compagnie aeree ad adottare globalmente le relative best practice. Questo approccio metterà l’ambiente al fianco della sicurezza (sia in termini di safety che di security) tra gli impegni principali nei confronti dei nostri due miliardi di passeggeri.
“Questi obiettivi non potranno essere raggiunti in una notte e oltretutto nessuno possiede tutte le risposte. Ma le compagnie aeree sono nate per realizzare il sogno di volare delle persone. Possiamo già intravedere i potenziali elementi di un futuro senza emissioni di carbonio: la tecnologia a celle a combustibile, aerei a propulsione solare, combustibili da biomassa. Lavorando insieme con una visione comune, è sicuramente possibile rendere ecocompatibile il nostro settore”, ha commentato Bisignani.
Bisignani ha messo in guardia sulla facilità con cui i governi perdono di vista l’obiettivo a cui dovrebbero mirare. “I politici pensano all’ecologia mirando ai profitti che possono realizzarsi. In nome dell’ambiente, il Cancelliere dello Scacchiere britannico, Gordon Brown, ha raddoppiato le tasse che pesano sul trasporto aereo come l’Air Passenger Duty. L’ambiente non ne ha beneficiato, ma le compagnie e i loro passeggeri stanno pagando un miliardo di sterline per queste credenziali ecologiche. Inoltre, l’Europa sta affrettando l’inclusione del trasporto aereo nel sistema di scambio di emissioni e allo stesso tempo i governi guardano al mercato di compensazione delle emissioni di CO2. Di fronte a queste politiche schizofreniche e dopo tante attività di pubbliche relazioni, ora servono risultati concreti”, ha concluso Bisignani.

(Comunicato stampa IATA)

Articolo scritto da Carlo Dedoni il 6 Giu 2007 alle 4:54 pm.
Categorie: Compagnie Aeree / Alleanze, Enti e Istituzioni


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