IATA: BISIGNANI, UTILI IN RIPRESA MA ATTENZIONE A TASSE E AMBIENTE

Nel corso dell’annuale Assemblea Generale a Vancouver la IATA (International Air Transport Association) ha annunciato la previsione di un profitto di 5 miliardi di dollari per le compagnie aeree nel 2007. Nella sua relazione sulla situazione del settore, Giovanni Bisignani, direttore generale e amministratore delegato della IATA, ha detto, “Prevediamo che le compagnie aeree guadagnino 5 miliardi di dollari quest’ anno. Negli ultimi quattro anni, il settore è cambiato enormemente. La produttività del lavoro è salita di oltre il 56%. I costi di distribuzione sono scesi del 13%. I costi nel reparto non-fuel sono calati del 15% mentre i coefficienti di carico sono a livelli record: 76% nel 2006. Nel 2002, le compagnie aeree avevano bisogno di un prezzo del petrolio a 20 dollari a barile per chiudere in pareggio. Oggi siamo in attivo con il barile a 70 dollari a barile”.

Questi risultati sono incoraggianti, ma Bisignani li ha inseriti in una prospettiva realistica: “Quello delle compagnie aeree è un settore da 470 miliardi di dollari. Un utile di 5 miliardi di dollari è molto modesto. Abbiamo bisogno di 40 miliardi di dollari solo per coprire i costi di capitale. Il settore si sta muovendo nella direzione giusta, ma con 200 miliardi di dollari di debito, il buco finanziario è profondo. La sfida sta nel trasformare quell’utile modesto in un profitto sostenibile”.

La IATA ha messo in evidenza sei priorità per il settore:

Sicurezza: “In un decennio abbiamo dimezzato il tasso di incidenti. Il 2006 è stato il nostro anno più sicuro, con 1 incidente ogni 1,5 milione di voli. E le compagnie aeree della IATA hanno fatto ancora meglio, con 1 incidente ogni 2 milioni di voli. L’Operational Safety Audit della IATA (che è una delle condizioni per diventarne membro)  è fondamentale nel nostro sforzo di rendere il trasporto aereo ancora più sicuro. Si sono già registrate 153 compagnie aeree e l’intero settore è teso a migliorare la sicurezza di un ulteriore 25% entro la fine del 2008.” Non in tutte le regioni si registra lo stesso livello. “Nell’alzare gli standard di sicurezza, la IATA collabora con i suoi membri per raggiungere l’obiettivo. La partnership con IATA per la sicurezza ha aiutato 89 compagnie aeree in Russia, Africa, Medio Oriente e America Latina”.

Security: “Oggi, circa sei anni dopo i tragici eventi del 2001, siamo molto più sicuri, ma il sistema attuale è un pasticcio disorganizzato da 5,6 miliardi di dollari. Si sono fatti dei progressi sui liquidi e i gel, ma con l’aumento dei bagagli controllati, le infrastrutture devono adeguarsi. I governi hanno dimenticato che il nostro successo nell’ambito della sicurezza si basa su standard globali e sulla cooperazione. Dobbiamo avere lo stesso approccio nella security. E’ una responsabilità del governo fornire un servizio di sicurezza efficace che sia anche conveniente. I nostri passeggeri sono stati importunati per sei anni. Ora basta”, ha detto Bisignani.

“Simplifying the Business”: “Simplifying the Business è una formula vincente. In soli tre anni, la penetrazione del biglietto elettronico è salita all’80%. Il trasporto elettronico (e-freight) diventerà una realtà in cinque località entro la fine dell’anno. Il sistema RFID farà parte di un nuovo approccio alla gestione bagagli. 48 compagnie aeree stanno già usando dei boarding pass con codice a barre e attualmente il sistema CUSS è usato in 59 aeroporti in tutto il mondo. E’ in corso una rivoluzione da 6,5 miliardi di dollari e adesso vediamo all’orizzonte il secondo stadio – una strategia per il self service che definirà una nuova era per un trasporto aereo efficiente”, ha detto Bisignani.

Costi infrastrutturali: “I fornitori delle infrastrutture devono anche condividere l’ossessione delle compagnie aeree per l’efficienza. Nel 2006, la IATA ha ottenuto un risparmio sui costi da parte dei partner delle infrastrutture di 1,9 miliardi di dollari, ma l’aumento dei costi per un totale di 2,6 miliardi di dollari ha spazzato via tutti gli utili. Ci stiamo muovendo nella direzione giusta con i fornitori dei servizi per la navigazione aerea, ma troppi aeroporti funzionano ancora tranquillamente come monopoli. Nel 2006, i costi aeroportuali sono aumentati di 2 miliardi di dollari. Di questa cifra, 1,4 miliardi di dollari sono imputabili a tre soli operatori aeroportuali: Bangkok, BAA e Parigi. Le compagnie aeree vivono in un mondo competitivo in cui il regolatore è la disciplina commerciale. I regolatori aeroportuali sono dei fantasmi. I loro risultati finanziari - con un EBIT oltre il 40% - dimostrano che per gli aeroporti è il mondo dei sogni, mentre per le compagnie aeree che pagano il conto è un incubo. L’obiettivo per il 2007 è dare più forza alla bozza per la Direttiva Europea sui costi aeroportuali incorporando quegli obiettivi nel rapporto costo-efficienza per i regolatori nazionali di cui ha bisogno”, ha detto Bisignani.
 

Liberalizzazione: “Questa è la sfida dell’Everest per il nostro settore. Le compagnie aeree competono in un mondo moderno, ma vivono in una capsula temporale con regole vecchie di 60 anni. E’ come cercare di scalare l’Everest con l’attrezzatura del 1944. L’accordo tra gli Stati Uniti e l’Europa è un passo importante nella giusta direzione, che offre molte opportunità, ma abbiamo perso un’importante occasione per un cambiamento fondamentale. I governi devono capire che noi operiamo in un settore moderno. Le compagnie aeree devono avere la libertà di vendere i loro prodotti dove ci sono i mercati e di fondersi o consolidarsi dove ha senso per i loro affari. La liberalizzazione progressiva è l’unica strada possibile. Il sistema bilaterale appartiene ai musei,e si può collocare in una vetrina vicino ai biglietti di carta”, ha detto Bisignani.

Ambiente: “La sfida più difficile del nostro settore è l’ambiente. Abbiamo limitato le emissioni di anidride carbonica, (il cosiddetto carbon footprint) delle compagnie aeree al 2% del totale globale. Le Nazioni Unite stimano che nel 2050 salirà al 3%. Nella realtà politica odierna, questo non è accettabile, per qualsiasi industria. Dobbiamo puntare in alto. Il trasporto aereo deve diventare un settore che non inquina, con emissioni uguali a zero. Non ci arriveremo subito, ma le premesse per un futuro libero dalle emissioni di anidride carbonica ci sono. Per trasformare questa visione in realtà sono necessarie una guida sicura da parte dei governi, una direzione globale da parte dell’ICAO e un salto tecnologico da parte dei produttori e dei fornitori di carburante. Allo stesso tempo, la IATA lavorerà con le compagnie aeree per mettere in atto nel modo migliore i sistemi di gestione ambientale (EMS) che collocano la responsabilità ambientale accanto alla sicurezza e alla security come una promessa centrale ai nostri 2 miliardi di passeggeri l’anno.
“La guida del settore è decisiva. La IATA si deve porre degli obiettivi severi per affrontare la dura realtà di questo ambito. Ma la sfida più grande per noi è quella di avere a bordo tutti i nostri membri. Per questo, la IATA ha un ruolo importante nel costituire una guida sicura del settore in modo che anche delle piccole compagnie aeree possano conseguire dei grandi risultati”, ha detto Bisignani. La IATA ha annunciato un pacchetto di iniziative da 19 milioni di dollari per aiutare le compagnie aeree membre dell’associazione nei problemi più critici del settore: Ambiente, Sicurezza e Simplifying the Business.

“Se lavoreremo insieme ai governi in una visione comune, ho fiducia nel futuro del nostro settore, sicuro, efficiente e responsabile rispetto all’ambiente”, ha detto Bisignani.

 

(COMUNICATO STAMPA IATA)

Articolo scritto da Carlo Dedoni il 6 Giu 2007 alle 4:50 pm.
Categorie: Compagnie Aeree / Alleanze, Enti e Istituzioni


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