GORIZIA: IL PROBLEMA DEI PRATI STABILI ALL’AEROPORTO

aeroportogorizia1a.jpgIl 12 marzo, l’Assessore Regionale alle Infrastrutture, intervenendo in Provincia in merito all’Aeroporto di Gorizia, ha dichiarato che la Regione intende “prendersi” oltre un terzo del sedime per impiantarvi una piattaforma logistica “aeronautica”: tradotto in parole povere, si tratta di “cementificare” 500.000 mq. La natura “aeronautica” e’ un alibi per bypassare le limitazioni imposte dal gestore aeroportuale (ENAC): si vuol dimostrare che l’aeroporto di Gorizia di fatto diverrebbe la “zona cargo” dello scalo di Ronchi, mentre in realta’ l’aeroporto di Gorizia si trasformerebbe in deposito del porto di Monfalcone.Cio’ non comporterebbe alcun ritorno economico a Gorizia ma solamente a Monfalcone.

 
Alle mire della Regione, l’Associazione 4° Stormo si e’ opposta presentando, e pagando, un progetto dell’architetto Palozzo che prevedeva un recupero delle infrastrutture fatiscenti, uno sviluppo di altre aree e un rilancio in termini aeronautici.
Oggi la Regione intende tutelare per tre anni il sedime aeroportuale da nuove costruzioni, in base alle recenti disposizioni sui “Prati Stabili” ma tali limitazioni, a nostro avviso, non creerebbero particolari problemi in quanto sull’aeroporto gia’ esistono (e quindi non entrano a far parte del problema “prati stabili”) qualcosa come 20.000 mq (oltre 53.000 mc) di edifici da recuperare ed aree edificabili (in quanto ci sono gia’ le fondamenta ma non la struttura).
Al momento non esiste la necessita’ di avviare lavori per nuove costruzioni ma eventualmente la normativa dei “Prati Stabili” potrebbe essere una salvaguardia per il futuro.
Non sussiste nemmeno il problema con le aziende che attualmente hanno espresso l’intendimento di insediarsi nell’aeroporto in quanto verrebbero utilizzati edifici gia’ esistenti.
Non e’ inoltre un problema, come alcuni sostengono, che “non” si possa costruire una pista in cemento, in quanto risulterebbe inutile, costosissima e comporterebbe solo un incremento di costi d’esercizio senza alcun beneficio.
Attualmente il sedime dell’aeroporto Duca d’Aosta, pur facendo parte del Comune di Gorizia e Savogna, e’ gestito dall’ENAC, Ente “sovrano” e totalmente indipendente da altre Istituzione e dai Piani Regolatori.
L’ENAC puo’ invece porre limitazioni ai Piani Regolatori con il “Regolamento per la costruzione ed esercizio degli aeroporti” del 2003, con il “Codice della Navigazione Aerea” e con i “Piani di Rischio”.
Concludendo, le nuove disposizioni indubbiamente possono creare difficolta’ in altre aree di Gorizia ma, per quanto riguarda l’aeroporto, sostanzialmente poco o nulla cambierebbe.

 

(COMUNICATO STAMPA AEROPORTO DI GORIZIA)

Articolo scritto da Carlo Dedoni il 28 Giu 2007 alle 10:52 pm.
Categorie: Aeroporti / Destinazioni


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