CAOS BAGAGLI A FIUMICINO: ENAC SOSPETTA SABOTAGGIO

Si pensava a problemi tecnici. Poi si è parlato di carenza d’organico. Ora spunta l’ipotesi sabotaggio. Un sospetto più che fondato, tanto da convincere i dirigenti dell’Enac ad avviare un’inchiesta. “Stiamo per inoltrare una denuncia all’autorità giudiziaria corredata anche da video e fotografie che testimoniano quanto avviene allo scalo di Fiumicino” annuncia Vito Riggio, presidente dell’Enac. Dopo il ko tecnico che la scorsa settimana, per un calo di tensione elettrica, ha fatto saltare il sistema di smistamento automatico dei bagagli dell’aeroporto di Fiumicino, allo scalo romano continuano i disagi causati dai ritardi nella riconsegna delle valigie da parte delle ditte private che se ne occupano (gli handler), con tempi di attesa che superano abbondantemente l’ora.

“Sono cinque anni che non si investe su un nuovo sistema di smistamento - ammette il presidente dell’Enac Vito Riggio - ma abbiamo il fondato sospetto che i macchinari vengano regolarmente manomessi dagli operatori che, per lavorare con più tranquillità, bloccano i nastri trasportatori anche dieci volte al giorno”. Ognuno di questi nastri, infatti, è dotato di fotocellule, telecamere e lettori di codici a barre che individuano la destinazione dei bagagli. “Per manomettere il sistema - spiega Riggio - è sufficiente oscurare le fotocellule”. Una manomissione che, secondo fonti interne, avviene nei più svariati modi: attaccando gomme da masticare sui visori ottici, posizionando i bagagli di traverso per bloccare i nastri trasportatori, inceppando gli ingranaggi con chiodi e buste di plastica o oscurando le fotocellule con bottigliette di Coca Cola.
“Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro - precisa il presidente dell’Enac - e per questo motivo abbiamo chiesto alla società Aeroporti di Roma, che gestisce lo scalo di Fiumicino, di avviare un’inchiesta. Non è possibile - prosegue Riggio - che in un aeroporto internazionale come quello di Roma ci siano dei mascalzoni che, per lavorare di meno o magari accumulare più ore di straordinario, mettono in crisi l’intero scalo causando disagi ai passeggeri di mezzo mondo”. Problemi quasi fisiologici, che si verificano ormai quotidianamente, tanto che ieri mattina erano migliaia i bagagli in partenza rimasti a terra poiché gli operatori degli handler, le ditte private addette al carico e scarico delle valigie, non erano riusciti a smaltirli.
Il sistema automatico “Bhs”, infatti, smista i bagagli in partenza, ma nulla ha a che fare con la riconsegna, che viene effettuata manualmente da quattro compagnie di handler presenti a Fiumicino: l’Alitalia Airport, l’Eas, l’Avia Partner e Flight Care Italia. Compagnie dotate di un organico di operai che dovrebbero raccogliere i bagagli trasportati dal sistema automatico e caricarli nelle stive degli aerei. Il paradosso, però, è che quando il nastro trasportatore funziona alla perfezione, come ad esempio nella giornata di ieri, i disagi si fanno più evidenti perché le compagnie di handler non hanno a disposizione abbastanza manovali per far fronte all’ingente numero di valigie da caricare. E ieri gli operatori di Aeroporti di Roma assunti per trasportare a mano i bagagli nei casi in cui si rompa il nastro trasportatore (come avvenuto la scorsa settimana) hanno dovuto affiancare il personale dell’handler Avia Partner che da solo non era in grado di smaltire tutti i bagagli in partenza.
“Quando sono arrivato all’aeroporto di Kuala Lumpur - racconta telefonicamente un passeggero, Corrado Beruti - gli addetti dell’aeroporto malese ci hanno spiegato che a Fiumicino i bagagli non erano stati caricati sulla stiva dell’aereo. Possibile che per la noncuranza di qualche impiegato con poca voglia di lavorare io ora debba riacquistare tutti i capi d’abbigliamento che mi serviranno per la vacanza in Malesia?”.
In totale gli operatori degli handler che lavorano nell’aeroporto di Fiumicino sono circa duemila al giorno che, divisi per turni, dovrebbero riuscire a caricare tutte le valigie dei passeggeri. Il problema, però, è che il 40% di questi operatori sono assunti con contratti stagionali e non effettuano ore di lavoro extra. Il che, se sommato ai sabotaggi e a un afflusso di passeggeri che in giornate come quella di ieri ha fatto registrare un transito di oltre 110mila viaggiatori e un movimento di oltre mille aerei, può provocare una vera e propria paralisi sia dei bagagli in partenza che di quelli in arrivo.

 

(www.repubblica.it)

 

Articolo scritto da Carlo Dedoni il 5 Ago 2007 alle 4:31 pm.
Categorie: Aeroporti / Destinazioni, Cronaca, Enti e Istituzioni


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