ALITALIA-AIR FRANCE: ABORTO DI DECOLLO?

azPer Alitalia «la trattativa è esattamente al punto in cui dovrebbe essere», ma si fermerà se la compagnia d’oltralpe non sarà gradita al nuovo governo o se non saranno rispettate certe condizioni: è in sintesi il pensiero espresso a Parigi dal direttore generale di Air France Pierre-Henri Gourgeon.
«Abbiamo sempre detto che avremmo stretto l’accordo con Alitalia solo a patto che fossero presenti un certo numero di condizioni, tra cui la posizione dei sindacati e, ovviamente, del governo», ha detto, spiegando che «non andremo avanti senza o contro la posizione del governo.

In realtà, sulla scelta di Air France di dare una frenata ha probabilmente inciso, oltre al cambio di governo, tutta una serie di problematiche, dallo schieramento pro-Malpensa dei vertici della Lombardia, all’ostilità dei sindacati, dal ricorso di Air One sul quale il TAR si pronuncerà il 20 febbraio alla situazione di cassa, sempre più preoccupante. Non ultimo, potrebbe aver inciso anche la brutta esperienza fatta da KLM otto anni fa, che preferì stracciare l’alleanza con Alitalia e pagare una forte penale piuttosto che proseguire la strada rischiosa di un alleanza con un socio considerato evidentemente inaffidabile.

Positivi i commenti in Italia: il premier uscente Prodi ha considerato «un atto di buon senso» la decisione di Air France. Maroni sostiene che la decisione di Air France di attendere la formazione del nuovo governo è una svolta e la premessa per una positiva soluzione della vicenda di Malpensa. Apprezzamenti sono venuti anche da Calderoli e Formigoni. Soddisfatto anche Mauro Rossi, segretario nazionale Fil/Cgil, per il quale però quella dei vertici di Air France «è una mossa per prendere Alitalia a condizioni migliori, a maggio, quando le casse saranno vuote». Tace invece Berlusconi, che sulla vicenda ha tenuto un basso profilo forse per lasciare la patata bollente a Prodi. Ora, alle strette, dovrà prendere una posizione, non sappiamo quanto vicina a quella dell’economista di Forza Italia Renato Brunetta che ha avrebbe detto: «Dopo le elezioni di Alitalia ci occuperemo noi. Bisogna farla fallire».
Entro il 14 marzo Air France farà la sua proposta vincolante ad Alitalia, che dovrà ottenere l’assenso del Tesoro. Tra fine aprile e inizio maggio il nuovo governo dovrà concludere la vendita decidendo se conferire o meno il pacchetto del 49,9% appartenente al Tesoro. Se il Tesoro non conferirà la propria quota, tutta la trattativa si ridurrà probabilmente ad un aborto di decollo.

(G. Di Bernardo, dedalonews.it)

Articolo scritto da mcgyver79 il 15 Feb 2008 alle 11:24 am.
Categorie: Compagnie Aeree / Alleanze, Cronaca - Tags: ,


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