ALITALIA: SALTA LA SCADENZA DEL 31 MARZO E ANCHE ANPAC ABBANDONA LA BARCA DI AIR FRANCE

AZA poco più di cinque giorni dal già invalicabile 31 marzo, Air France-KLM fa sapere - per bocca di Alitalia - che il rinvio è possibile e incassa un altro no. Questa volta è l’ANPAC ad abbandonare la barca transalpina, sulla quale a remare sembra ormai essere rimasto solo il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa. Intanto Silvio Berlusconi annuncia che la cordata italiana si paleserà, senza i suoi figli, entro pochi giorni e il cda Alitalia si aggiorna a data da destinarsi.
L’ANPAC, che fino a poche ore prima esprimeva ufficialmente «cauto ottimismo» e stigmatizzava i «giudizi avventati», nel pomeriggio di oggi ha fatto dietrofront con un nuovo comunicato nel quale ora «manifesta serio pessimismo per l’esito del confronto». A motivare il repentino mutamento di rotta sarebbero state - dice ANPAC- le indiscrezioni secondo cui il vice presidente esecutivo di Air France per le risorse umane e le politiche sociali Jean-François Colin avrebbe apportato «inspiegabili modifiche dell’ultim’ora al Piano originariamente predisposto dall’Azienda e da Air France-Klm». Una proposta peggiorativa che «i piloti dell’ANPAC non accetteranno mai una simile proposta, nell’interesse di Alitalia e del Paese.»


ANPAC lamenta che per i piloti siano previsti «oltre 540 esuberi, pari al 27% dell’intera forza lavoro» e per gli assistenti di volo «oltre 900 unità, pari a circa il 16% dell’intera forza lavoro». Cifre, in verità, non molto dissimili da quelle che trapelarono la settimana scorsa durante il primo traumatico incontro di Jean-Cyril Spinetta con i sindacati: 500 piloti in esubero secondo Unione Piloti, 520 (di cui 120 nel cargo) secondo CISL Piloti. Una differenza dunque 20-40 unità, all’apparenza insufficiente a giustificare una svolta così dura, soprattutto a fronte della logica di un piano di ristrutturazione che prevede, oltre all’eliminazione della divisione cargo, li taglio del 19% dei voli internazionali e del 6% di quelli intercontinentali. Di qui la riduzione della flotta di 42 aerei - tre Boeing 767 sul lungo raggio, venti MD80 sul corto raggio, 14 regionali, più i cinque MD11 cargo - ed il rinvio del rinnovo flotta al 2011, con eliminazione completa dei vecchi MD80 solo nel 2020.
È possibile che l’entità dei tagli abbia messo in difficoltà la sigla sindacale storicamente più favorevole all’ipotesi francese, presentata come quella che avrebbe meglio tutelato i piloti, poi colpiti più degli assistenti di volo. Sia come sia, oggi l’ANPAC dichiara di non essere «più disponibile ad attendere inerte la revisione dei contenuti dell’offerta da parte di Air France-Klm» e dice che si «muoverà rapidamente alla ricerca di soluzioni alternative che, tenendo in seria considerazione la necessità di un posizionamento adeguato di Alitalia in una delle grandi alleanze europee, siano concretamente applicabili».
Preso atto della mancanza di soluzioni condivise e della richiesta di tempi più lunghi per le trattative, il cda Alitalia guidato da Maurizio Prato ha deciso «di avviare i necessari approfondimenti di carattere giuridico-finanziario e di riunirsi nuovamente a breve per assumere le determinazioni conseguenti.»
L’allontanarsi della soluzione Air France fa intanto correre il titolo Alitalia in borsa. L’intento è chiaramente speculativo, ma intanto Berlusconi e l’opposizione hanno gioco facile nel presentarsi come coloro che hanno tutelato ad un tempo l’italianità della compagnia e gli interessi del mercato.

(G. Alegi, dedalonews.it)

Articolo scritto da mcgyver79 il 27 Mar 2008 alle 8:25 am.
Categorie: Compagnie Aeree / Alleanze, Scioperi e Sindacale - Tags: , , ,


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