ALITALIA: IL GOVERNO DECRETO IL PRESTITO-PONTE

Palazzo ChigiAlitalia riceverà un prestito di 300 milioni, da rimborsare a condizioni di mercato maggiorate da un tasso di mercato richiesto dall’UE. La decisione è stata presa dal consiglio dei ministri, riunitosi appositamente tra le 18.30 e le 19.50. Mentre non cessano le polemiche politiche sulla responsabilità della rottura con Air France, si è così evitato in extremis il ritiro della licenza da parte dell’ENAC, che poco prima aveva annunciato due incontri - il primo, più tecnico, il 28 aprile, l’altro, di vertice, il 5 maggio - con Alitalia per verificare il persistere delle condizioni economico-finanziarie richieste dal regolamento comunitario 2407/92. Proprio il richiamo alla necessità di liquidità per dodici mesi di attività spiegherebbe l’aumento del prestito, inizialmente indicato da fonti giornalistiche in 100-150 mln.


Per erogare il prestito è stato approvato un decreto legge intitolato “Misure urgenti per assicurare il pubblico servizio di trasporto aereo”, proposto dal premier Romano Prodi di concerto con i ministri dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani e dei Trasporti Alessandro Bianchi. Obbiettivo ufficiale del governo è «garantire, per il tempo strettamente necessario, un servizio pubblico essenziale al fine di evitare l’interruzione della continuità territoriale e problemi di ordine pubblico.» Verrebbe solo in seconda battuta, secondo il comunicato diffuso al termine della riunione, «l’obiettivo di non compromettere la conclusione del processo di privatizzazione di Alitalia in attesa che il nuovo Governo assuma la pienezza dei propri poteri».
Nella convulsa giornata, che ha visto in forte calo il titolo Alitalia, bisogna anche registrare il «profondo disappunto» espresso da Prodi nell’apprendere che il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso vorrebbe assegnare all’Italia l’incarico di commissario ai Trasporti. L’anticipazione è legata alle probabili dimissioni del commissario Franco Frattini - oggi responsabile di Giustizia e Affari Interni - per diventare ministro degli Esteri nel nuovo governo di Silvio Berlusconi. Prodi, che da giorni ha fatto sapere di voler nominare lui il successore di Frattini, ha chiesto all’ambasciatore Rocco Antonio Cangelosi, Rappresentante Permanente d’Italia presso l’UE, di sottolineare a Barroso come «ferme restando le prerogative del Presidente della Commissione previste dal Trattato Ue in tema di attribuzioni di portafogli, le decisioni in materia siano sempre prese in consultazione con il Governo in carica nel paese membro considerato.» Un appunto formale che però rischia di privare l’Italia di un incarico che potrebbe rivelarsi cruciale nella partita sul destino di Alitalia.

(G. Alegi, dedalonews.it)

Articolo scritto da mcgyver79 il 23 Apr 2008 alle 7:54 am.
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