GRANDE SUCCESSO PER LA SIMULAZIONE VOLO IPERSONICO

È stato un grande successo, superiore alle aspettative, il test presso il CIRA di Capua di un ala per volo ipersonico realizzata con tecniche innovative a livello mondiale messe a punto da Thales Alenia Space Italia e dalla Scuola di ingegneria aerospaziale di Roma nell’ambito del programma di sviluppo tecnologico ASA (Advanced Structural Assembly) dell’Agenzia spaziale italiana (ASI): la nostra anticipazione della settimana scorsa è stata finalmente confermata da un comunicato dell’Università La Sapienza di Roma.

Si tratta, spiega il comunicato, del «primo il test in tunnel al plasma e in scala reale, di una porzione completa di ala di velivoli extra-atmosferici che voleranno nel prossimo futuro» e «della più impegnativa simulazione di volo trans-atmosferico realizzata in Europa». Il test (vedi immagine) è durato per circa 15 minuti, il che rappresenta un record mondiale per un esperimento condotto in un tunnel al plasma. Le temperature esterne hanno raggiunto i 1.000 gradi, compatibili con un rientro orbitale, e quelle all’interno della protezione termica sono sono rimaste al di sotto dei limiti massimi per il funzionamento dell’elettronica posta all’interno dell’ala. Per la parte non refrigerata, in ceramiche al carbonio-carbonio, il risultato è eccellente, se si pensa che lo spessore complessivo era di un paio di centimetri, ben inferiore a quello delle piastrelle del rivestimento termico protettivo degli shuttle.

La porzione d’ala sottoposta a prova era composta, per questa configurazione di test, da un bordo d’attacco metallico refrigerato attivamente e da pannelli in carbonio-carbonio, vincolati a una struttura interna a deformazione controllata mediante un sistema basato su elementi in metalli quali il tungsteno rivestiti da un coating ceramico. «L’architettura del sistema – ci ha spiegato Franco Fossati, responsabile Thales Alenia Space Italia degli Advanced Projects - Transportation and Entry systems e dell’esperimento - è stata concepita in modo tale da rendere estremamente semplici le operazioni di integrazione e manutenzione, ulteriore elemento qualificante in vista di applicazioni per un veicolo spaziale riutilizzabile di nuova generazione, ma anche per veicoli suborbitali e per veicoli civili e militari in grado di volare a velocità ipersonica (oltre Mach 5), un ambito per il quale negli Stati Uniti sta rinascendo un grande interesse». Questo risultato ci pone all’avanguardia in Europa, possedendo EADS molte tecniche ma senza averle mai sperimentate in un sistema completo e «può rappresentare un punto di forza della nostra industria per la conquista di attività primarie nella realizzazione di un’eventuale veicolo spaziale pilotato europeo». Di fatti, si legge nel comunicato «l’ottimo risultato ottenuto dal test ha inoltre suscitato l’interesse di enti stranieri come NASA, CNES, DLR».
L’importante risultato, raggiunto dopo trenta mesi d’intensa attività, è il frutto della collaborazione tra Thales Alenia Space Italia, la Scuola di Ingegneria Aerospaziale, il dipartimento di Ingegneria aerospaziale e astronautica diretto dal professor Mario Marchetti, e centri di ricerca pubblici e privati. Tutta l’attività, sia di progetto sia di costruzione, è stata svolta presso il laboratorio SASLab del Dipartimento, dove hanno lavorato ricercatori, dottorandi, assegnisti e contrattisti della Sapienza. Dedalonews approfondirà nei prossimi giorni con Franco Fossati e Mario Marchetti tutti gli aspetti più tecnici dell’esperimento.

(G. Di Bernardo, dedalonews.it)

Articolo scritto da mcgyver79 il 19 Giu 2008 alle 1:26 pm.
Categorie: Eventi e Manifestazioni - Tags:


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