DECISIONE RYANAIR: LA REAZIONE DI ENAC

«Ryanair è l’unico operatore comunitario ed internazionale che pretende di volare in Italia in deroga alle legge italiana.» È questa la secca risposta di ENAC al violento attacco Ryanair che minaccia di chiudere «temporaneamente» i voli da e per l’Italia a partire dal 23 gennaio e definisce ripetutamente «illegale» l’insistenza sul rispetto delle leggi italiane sui documenti d’identità. È però difficile che Ryanair abbandoni davvero quello che è il suo secondo maggior mercato: il minaccioso comunicato non è infatti presente sulle pagine dei paesi collegati con l’Italia, a partire dalla Gran Bretagna.
Lo scontro va avanti da oltre un mese, da quando cioè l’ENAC ha chiesto agli aeroporti di far accettare a tutti i vettori i documenti riconosciuti equipollenti dall’Italia: una precisazione scaturita dalle lamentele di alcuni passeggeri ai quali era stato negato l’imbarco perché non in possesso di passaporto o carta d’identità, unici documenti riconosciuti da Ryanair. La questione è finita diritta in tribunale: Ryanair ha impugnato la lettera del d.g. ENAC Alessio Quaranta, ma il TAR Lazio pochi giorni fa ha negato la sospensiva. La decisione di merito deve ancora arrivare, ma Michael O’Leary annuncia già il ricorso al Consiglio di Stato. È tutto qui il braccio di ferro che potrebbe portare Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Bergamo, Ciampino Pescara, Pisa, e Trapani a ritrovarsi senza voli Ryanair, a tutto vantaggio - è facile immaginare - della concorrenza italiana.Secondo l’aggressivo O’Leary le politiche sui documenti sarebbero «accordi che intercorrono liberamente tra i passeggeri e Ryanair al momento della prenotazione», mentre l’ENAC ribadisce che le norme di diritto pubblico - in questo caso l’articolo 35 del dpr 28 dicembre 2000, n. 445 - non sono derogabili in via contrattuale. Secondo O’Leary accettare i documenti consentiti dalla legge italiana comprometterebbe la sicurezza dei voli: una tesi che ENAC ha respinto già a metà novembre, sottolineando come il piano nazionale di sicurezza rimandi alla normativa nazionale l’individuazione dei documenti di identificazione accettati. Tutti - recita la legge - emessi da autorità statali e quindi tutt’altro che insicuri come pretende il vettore irlandese.
Ryanair parla addirittura di minaccia d’arresto del personale di scalo che si rifiuti di imbarcare i passeggeri con i documenti sbagliati: una situazione smentita dell’ENAC, che si limita a prospettare di segnalare alle autorità i comportamenti non conformi a previsioni inderogabili di diritto pubblico.
Dietro lo scontro stanno probabilmente motivi molto semplici. Il passaggio di Ryanair a procedure d’imbarco esclusivamente via internet ha portato a standardizzare la tipologia dei documenti accettati, senza tener conto delle leggi in vigore nei vari paesi serviti. Intanto il presidente ENAC Vito Riggio ha informato personalmente il ministro degli Esteri Franco Frattini ed ha chiesto a Quaranta di protestare formalmente con l’autorità per l’aviazione civile irlandese.

(G. Alegi - www.dedalonews.com)

Articolo scritto da JT8D il 24 Dic 2009 alle 2:23 pm.
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