RIUNIONE CISA: RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE DEI SECURITY SCANNER

Oggi, 9 febbraio 2012, presso la Direzione Generale dell’Enac, si è svolta la riunione del CISA – Comitato Interministeriale per la Sicurezza del Trasporto Aereo e degli Aeroporti - di cui l’Enac ha la presidenza, sui risultati della sperimentazione dei security scanner (i cosiddetti body scanner) realizzata dall’Ente tra il 2010 e il 2011. In apertura dei lavori il Direttore Centrale Coordinamento Aeroporti Enac Giuseppe Daniele Carrabba ha presentato la relazione sui risultati della sperimentazione condotta nel 2010 negli scali di Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia e Palermo, e nel 2011 solo a Fiumicino e Malpensa.

La sperimentazione, realizzata con macchinari differenti, ha riguardato sia l’attendibilità di questi dispositivi come supporto ai controlli negli aeroporti, sia la valutazione dell’opportunità e del numero dei security scanner da impiegare negli scali nazionali, in armonia con la normativa comunitaria in materia, in particolare il Regolamento Comunitario numero 1147 del 2011. Come già emerso dalla riunione del CISA del novembre 2010, tra quelle sperimentate, la tecnologia a onde millimetriche attive è risultata la più efficace. Non a caso anche la scelta tecnica fatta negli Stati Uniti è stata orientata proprio verso questa tipologia di macchinari. Negli aeroporti statunitensi, infatti, sono stati installati oltre 350 Security Scanner L3 Provision, con l’algoritmo ATR (Automatic Target Recognition). Questo algoritmo ha migliorato ulteriormente le prestazioni della macchina, consentendo di ridurre sensibilmente le anomalie (falsi allarmi e/o mancato rilevamento di oggetti potenzialmente pericolosi) e di ottimizzare i tempi e il numero degli addetti previsti.

I Security Scanner L3 Provision ADT con algoritmo ATR sono stati testati, negli scali di Fiumicino e Malpensa, su quasi 50.000 passeggeri. Nella sperimentazione in questi due aeroporti, rispetto alla prima fase di test, quella realizzata nel 2010, sono risultati ridotti i casi di falsi allarmi e di mancato rilevamento di oggetti. È stato anche ottimizzato il tempo necessario per eseguire i controlli. Alla luce dei risultati della sperimentazione, delle recenti indicazioni comunitarie che prevedono l’utilizzo di questi macchinari negli aeroporti europei, e data l’esperienza statunitense, il CISA ha dato indicazione di installare i security scanner – tipologia L3 Provision ADT con algoritmo ATR - nei tre aeroporti italiani che hanno collegamenti regolari programmati tutto l’anno verso le cosiddette destinazioni sensibili, tra cui gli Stati Uniti e Israele. Gli aeroporti interessati saranno, pertanto, Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia. Il Presidente dell’Enac, Vito Riggio, in qualità anche di Presidente del Cisa, presenterà i dati della sperimentazione al Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri e al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera per ricevere le determinazioni finali. Se verrà decisa l’intallazione dei security scanner, potranno essere acquistati direttamente dall’Enac. Nella fase di avvio della sperimentazione, infatti, l’Enac aveva messo a disposizione per questo progetto 2 milioni di Euro, derivati da un proprio avanzo di bilancio per l’acquisto di un determinato numero di macchinari.

L’Enac ricorda che tutti i security scanner che verranno usati nel nostro Paese non presentano alcuna controindicazione per la salute, né per i passeggeri né per gli addetti alle macchine. Si evidenzia, infine, che il software che verrà utilizzato non riproduce immagini reali della persona che sta passando attraverso il security scanner. Sarà quindi garantita la privacy in quanto le immagini visualizzate sugli schermi degli operatori sono stilizzate, non sono archiviabili e vengono utilizzate solo ed esclusivamente nel momento del passaggio, per il rilievo di eventuali oggetti indosso al passeggero.

(Ufficio Stampa ENAC)

Articolo scritto da JT8D il 9 Feb 2012 alle 6:36 pm.
Categorie: Aeroporti / Destinazioni, Enti e Istituzioni - Tags: , , , ,


close Reblog this comment
blog comments powered by Disqus