VOLANDIA: IL 9 MARZO SI E’ SVOLTO L’EVENTO “NEL BLU DIPINTO DI ROSA: CENTO ANNI DI VOLO AL FEMMINILE”

Belle, preparate, coraggiose e con famiglia: sono queste le donne che hanno raccontato della propria esperienza da Pilota il 9 Marzo a Volandia, di fronte ad una folta platea. Sono arrivate nella terra del volo da tutta Italia in occasione dell’evento “Nel blu dipinto di rosa: cento anni di volo al femminile”, per celebrare la festa della donna e il centenario del brevetto di Rosina Ferrario (prima donna pilota italiana). “In cento anni le donne hanno compiuto molta strada, e una di queste è stata fatta nei cieli”, sottolinea Marco Reguzzoni, Presidente della Fondazione Museo dell’Aeronautica. “In questi hangar è nata la storia del volo al femminile grazie al coraggio, alla tenacia e alla passione di una pioniera come Rosina Ferrario il cui nome è stampato sui libri di storia: è suo il primo brevetto al femminile in Italia, orgoglio per Vizzola e la scuola Caproni che Volandia ha voluto ricordare. E lo abbiamo fatto con le più importanti “top gun” del passato e del presente che saluto e ringrazio per aver accettato il nostro invito”.

A raccontare emozioni, sacrifici, passioni, difficoltà e soddisfazioni per il lavoro da “donna pilota” sono intervenute: Fiorenza Bernardi, prima pilota di linea in Italia e fra le prime cinque nel mondo; il Capitano Maria Federica Maddalena, pilota di Eurofighter dell’Aeronautica Militare; il Capitano Daniela Giordano, prima donna pilota della Marina Militare; Margherita Acquaderni, pilota di volo a vela che ha al suo attivo 28 record italiani femminili; il Comandante Francesca Filippi, pilota della Miniliner, compagnia aerea trasporto merci.

“Sono quasi imbarazzato di fronte a queste cinture nere del volo”, scherza Davide Dileo, in arte Boosta, prendendo la parola nella sala conferenze di Volandia. “Quella di oggi - dice Dileo - è una giornata davvero speciale, costellata di storie affascinanti a partire da quella di Rosina Ferrario. Da quando lei si alzò per la prima volta in volo da questi luoghi sono cambiate tante cose, ma non la passione e il coraggio con cui le donne sono in grado di raggiungere i loro obiettivi. E le top gun qua con noi sono la dimostrazione vivente che i sogni hanno le ali”.

“Volandia è uno dei musei più belli”, sottolinea Fiorenza Bernardi, prima pilota di linea in Italia. “Sarebbe bene che i giovani venissero a conoscerlo e a vedere questa meraviglia. Ma è importante che chi decide di fare il pilota ci pensi bene perché pilotare un aereo è una cosa molto seria, non è un gioco. La paura non è un sentimento contemplato: la parola d’ordine è freddezza sempre e comunque. Sono davvero felice di essere qua e vedere esposto il Ca 113 su cui ha volato mio padre Mario, è per me una grande emozione”.

“Incontrare oggi qui a Volandia così tante donne specializzate, sia nel settore militare che civile, mi fa dire che fare questo lavoro ormai è realtà”, sottolinea il Capitano Maria Federica Maddalena. “Come pilota di Eurofighter dell’Aeronautica Militare sono coinvolta attivamente nella difesa dello Spazio Aereo italiano e sono la testimonianza di un’integrazione effettiva tra uomini e donne, ognuno contribuisce nel miglior modo possibile allo strumento militare ed alla sicurezza del Paese”.

Il Capitano Daniela Giordano è la prima pilota militare italiana ed e’ anche la prima mamma pilota che racconta la sua bellissima avventura volgendo lo sguardo al marito che tiene in braccio la loro piccola di pochi mesi. “Ammetto di aver fatto da apripista un po’ in tutto - dice con il sorriso sulle labbra - dalla foggia della divisa, al tipo di saluto, tutto era una novità. E’ la prima volta che vengo qua e trovarci quello che noi piloti della Marina consideriamo un papà che ti porta sempre a casa, il mitico SH3D, è una grande emozione. Il suo ultimo volo ha strappato le lacrime a molti di noi. Volare dà sensazioni meravigliose, ma la carriera militare significa anche sacrificio e avere la consapevolezza di avere sempre la borsa pronta per il decollo. E’ indispensabile una vera passione, quella che ti fa brillare gli occhi dall’emozione ogni volta che decolli”.

“Sono figlia d’arte e il mio papà avrebbe voluto chiamarmi Aliantina”, sorride Margherita Acquaderni, pilota di volo a vela, mentre racconta il suo amore per il cielo, Varese, l’Africa e le Alpi. “Il volo ti mette a nudo, sei veramente te stessa, non puoi mentire, non ti puoi mascherare. Il volo a vela è anche umiltà, è saper riconoscere i propri limiti, rispetto per la natura, concentrazione, sacrificio, disciplina e attrazione verso un qualcosa che non si presenta mai allo stesso modo: il cielo”.

Francesca Filippi, pilota della Miniliner, parla della sua passione dall’età di 13 anni: “Solo ora che sono mamma capisco le difficoltà di appoggiare una scelta del genere e ringrazio la mia famiglia per averlo fatto e per farlo tutt’ora. Sono convinta che se lasci una persona libera di volare tornerà da te”. E prosegue: “Io mi occupo di trasporto merci ma per me non cambia trasportare prodotti o persone, solo noi voliamo prevalentemente di notte”. E conclude con un invito a tutte le ragazze: “Non pensate di non poterlo fare perché siete donne, abbiate un sogno e concentratevi per realizzarlo, non fatevi abbattere dagli insuccessi, sono solo preziose lezioni di vita”

“Rosina è atterrata a Volandia, ci ha impiegato cento anni, ma alla fine ce l’ha fatta”, conclude così Rosellina Piano, autrice del libro “Rosina Ferrario. Signorina Aviatrice”. “La storia del volo al femminile è iniziata a Vizzola Ticino e qua è tornata. Sono sicura che Rosina sarebbe felice e forse sorpresa di vedere come il suo sogno, sia diventato poi il sogno di tante altre donne. Ma non solo. Si accorgerebbe che le top gun di oggi le somigliano molto. Sono preparate, precise, determinate, tenaci senza dimenticare di essere donne. Questa giornata è il regalo più bello che potessimo farle: è la dimostrazione che il suo gesto, ritenuto incomprensibile nel 1913, non è rimasto un sogno. Il cielo, per fortuna, non è più il regno esclusivo degli uomini”. Al termine dell’incontro, organizzato dalla Fondazione Museo Aeronautica in collaborazione con il Dipartimento di Storia Modena e Contemporanea dell’Università Cattolica di Milano ed Air Vergiate, sono stati anche assegnati dieci voli battesimo a donne over 16 che hanno preso parte alla mattinata.

(Ufficio Stampa Parco e Museo del Volo Volandia)

Articolo scritto da JT8D il 11 Mar 2013 alle 7:03 pm.
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