IL TEAM MISSILE DEFENSE DI BOEING COMPLETA IL TEST DI INTERCETTAZIONE IN VOLO

L’Agenzia di Difesa Missilistica americana e un team industriale guidato da Boeing hanno intercettato e distrutto un bersaglio in volo usando il sistema Ground-Based Midcourse Defense (GMD), durante un complesso test sull’Oceano Pacifico. Si è trattato di un test, concluso con successo, con l’utilizzo di una versione potenziata dell’Exoatmospheric Kill Vehicle (EKV), un dispositivo connesso al booster di intercettazione, che ha volato da solo nello spazio, ha colpito e distrutto il bersaglio. “Questo test ha dimostrato le prestazioni del sistema sotto una serie diversificata di condizioni che riflettono i requisiti operativi reali”, ha commentato Jim Chilton, vice president e general manager di Boeing Strategic Missile & Defense Systems. “Lavorando insieme al nostro governo e ai partner industriali e militari, abbiamo consegnato una capacità che continua a dimostrare la sua prontezza e affidabilità per la protezione degli Stati Uniti”.

Il test è iniziato alle 2.49 p.m. (fuso orario della costa orientale) nel momento in cui un bersaglio rappresentativo di una minaccia è stato lanciato dalla base nel Pacifico, nelle Isole Marshall. Con i dati identificativi ricevuti dal Sea-based X-band Radar sviluppato da Boeing e dal radar Aegis SPY-1, i soldati dell’Esercito a Colorado Springs, Colorado, hanno lanciato l’intercettatore dalla base militare dell’Aeronautica a Vandenberg, California. L’EKV è stato liberato mentre l’intercettatore era in volo. Ha ricevuto aggiornamenti dal sistema GMD, ha individuato e tracciato l’obiettivo e distrutto con un impatto ad alta velocità. Questo test soddisfa diversi obiettivi chiave, compreso il raggiungimento di un tempo di volo più lungo e una velocità finale high speed.

“La complessità operativa del sistema GMD è una grande sfida ingegneristica, ma noi abbiamo attinto alla nostra esperienza senza confronti per portare a compimento questa intercettazione di successo”, ha dichiarato Norm Tew, vice president e direttore del programma GMD di Boeing. “Questo test ci rende in grado di modernizzare costantemente il sistema e di migliorarlo, fornendo capacità sempre più estese per proteggere questo Paese”. Con intercettatori a Vandenberg e Fort Greely, in Alaska, GMD è un elemento integrante dell’architettura di difesa missilistica balistica degli Stati Uniti. Il programma consiste in strutture di comando e controllo, terminal di comunicazione e un network di comunicazione da 20.000 fibre ottiche che si interfaccia con i radar di difesa missilistica e altri sensori. Boeing è prime contractor dal 2001 e lavora con partners come Northrop Grumman, Orbital ATK and Raytheon.

(Ufficio Stampa Boeing)

Articolo scritto da JT8D il 25 Giu 2014 alle 5:23 pm.
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