AEROPORTO DI VERONA: ESERCITAZIONE CON SIMULAZIONE DELLA PROCEDURA DI EMERGENZA SANITARIA

La notte del 14 novembre dalle 23 per 4 ore all’aeroporto di Verona è stato simulato un caso di emergenza sanitaria. L’obiettivo era mettere a punto il protocollo di intervento secondo il piano di emergenza sanitaria locale, in caso di sospetto di malattia infettiva a bordo di un aeromobile. La simulazione è avvenuta a conclusione di una serie di incontri e briefing promossi dal Gestore Aeroportuale dell’Aeroporto di Verona - Catullo SpA - congiuntamente all’Ufficio USMAF (Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera) di Verona del Ministero della Salute e dalle U.L.S.S. della Provincia, e ha coinvolto l’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), gli Enti di Stato, l’Aeronautica Militare e gli operatori aeroportuali, tra cui la società di gestione, per approfondire le procedure previste dal “protocollo di gestione delle emergenze sanitarie presso l’aeroporto di Verona” simulando un sospetto casi di malattia da virus Ebola.

Si è simulato l’arrivo di un volo proveniente da Francoforte, che poco prima dell’atterraggio, informava la torre di controllo di avere a bordo un passeggero che manifestava sintomatologie con febbre alta e malessere generale che aveva soggiornato precedentemente in aree geografiche con epidemia di Ebola. L’allarme è scattato durante la fase di atterraggio, determinando così l’attivazione della procedura del piano emergenza tramite il Caposcalo di servizio, che ha allertato il medico USMAF (Ministero della Salute) e il Servizio di primo soccorso aeroportuale. L’areo dopo l’atterraggio è stato posizionato in una piazzola remota, con l’obbligo di tenere le porte e stive chiuse fino all’arrivo del medico di aeroporto e di quello del Primo Soccorso Aeroportuale. Il personale Sanitario, dopo aver indossato i dispostivi di protezione individuale, è salito a bordo per la conferma del caso sospetto. Il medico aeroportuale (USMAF), dopo aver verificato i sintomi del passeggero, ha confermato il possibile caso di malattia infettiva da Virus Ebola, attivando così la procedura di emergenza e allertando il 118 (Verona Emergenza) per il successivo trasporto del malato presso un centro di riferimento. Come da procedura, è stato attivato il canale Sanitario per il successivo controllo e verifica degli altri passeggeri coinvolti all’interno dell’aeromobile.

All’esercitazione ha partecipato l’Aeronautica Militare, con le componenti del 3° Stormo e dell’Infermeria Principale Villafranca; quest’ultima ha fornito la barella ad alto biocontenimento (N36–6) e personale sanitario addestrato per il rischio biologico, dotato di dispositivi di protezione individuale. I Vigili del fuoco hanno fornito, oltre che mezzi e uomini con protezione ad alto bio-contenimento, lo “stand” pneumatico per la decontaminazione del personale venuto a contatto con il caso sospetto. Le aziende Sanitarie U.L.S.S. della Provincia, Verona Emergenza, l’Istituto d’Igiene dell’Università di Medicina, hanno fornito circa 50 tra figuranti, osservatori e valutatori. La compagnia Air Dolomiti ha messo a disposizione un aeromobile (EMB 195) con relativo equipaggio.

L’esercitazione è stata seguita direttamente dalla direzione ENAC di Verona che ha partecipato ai briefing di preparazione. Le operazioni sono iniziate alle h 21.00 e terminate alle 03.00 con esito positivo sul complesso delle varie fasi esercitative.

(Ufficio Stampa Garda Aeroporti)

Articolo scritto da JT8D il 19 Nov 2014 alle 6:22 pm.
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