Il dispensario del viaggiatore

Ecco un utilissimo “dispensario del viaggiatore” contenente degli utili consigli per chi deve affrontare un viaggio in aereo, in treno o in nave…

Ai documenti di viaggio a volte non ci si pensa proprio. Non sono solo quelli rilasciati dall’agenzia, ma anche quelli di Identità e di Assistenza Sanitaria all’ Estero. Non scordare per esempio il tesserino rilasciato ai portatori di pace-maker per evitare il passaggio attraverso il metal-detector.
La carta d’identità: rilasciata dagli Uffici Comunali (con validità di 5 anni), andrebbe sempre portata con sé uscendo da casa. Questo permette anche il libero ingresso, non solo negli Stati dell’Unione Europea, che hanno adottato l’euro, ma anche in Svizzera e Liechtenstein (che mantengono il franco svizzero) e nel Regno Unito.
Il Passaporto è il documento base per accedere in ogni Stato del mondo.
I visti sono documenti temporanei di viaggio (con validità in genere di alcuni mesi) rilasciati da Ambasciate o Sedi Consolari sul territorio nazionale di appartenenza del viaggiatore.
L’Agenzia di Viaggi provvede ad avvisare il cliente qualora il visto fosse richiesto e, in genere, provvede anche al disbrigo della pratica relativa. Taluni visti non vengono timbrati sul passaporto, ma riportati “su dichiarazione a parte”.

COME PREPARARE I BAGAGLI
Sarà bene che la scelta cada su una valigia rigida a rotelle e serratura a chiave. Il contenuto deve essere limitato all’essenziale. Meglio le fibre naturali, anche se qualche ricambio lavabile e che non si stiri può tornare utile. Ciabatte di ristoro, scarpe da pioggia e leggere. Cappellino, guanti, occhiali da sole. Fotocopie documenti. Protezione dagli insetti.
Lasciare sempre un po’ di spazione per gli acquisti. Per la disposizione del contenuto vale l’esperienza personale.
Fare una ben visibile lista dettagliata del contenuto, come scacciapensieri e non scordare mai una cinghia di sostegno (nel caso di cedimento della serratura).
Ci si ricordi la borsa a zip, come “cassetta Pronto Soccorso”, e quella per la toeletta personale (non scordarsi una minispugna, tagliaunghie e una salvietta), oltre alle prese di luce internazionali.
In quanto al bagaglio a mano, si tenga una tracolla per la macchina fotografica o da ripresa e per il resto si ricordi la maggior praticità degli zainetti.

IL VIAGGIO IN AUTO, IN AEREO ED IN NAVE
In genere si trascurano i “viaggi in treno” perché più insoliti, benché ci siano nel mondo ferrovie straordinarie come la linea Cuczo – Puno, che porta sul Lago Titicaca, il più alto del mondo che giace sotto un cielo di cristallo a 3810 metri, con passaggi a quota 4300.

Il mal di viaggio: di volta in volta chiamato “mal d’aereo”, “d’auto”, “di mare” etc.., alla fine si tratta sempre della stessa patologia: la chinetosi o sofferenza da traballamento, scosse, sbandamenti e sobbalzi che sono comuni a tutti i mezzi di trasporto. Ne soffrono persino gli astronauti. Ci sono molte teorie che prendono di mira ora questo ed ora quel fattore, escogitando nel frattempo i più bizzarri rimedi che vanno dall’annusare un mazzetto di prezzemolo, alo stringere con un fascia l’addome o, secondo altri, invece a lasciarlo “ben respirare”. Quello che è certo è l’importanza della “componente visiva”, del vedere gli oggetti scorrere via, andarsene in un fuga oscillante e il rapido succedersi di luci e ombre. Questo fatto può già indirizzarci su uno dei fattori di prevenzione.
SINTOMI: sensazione di mancamento, nausea, pallore, sudorazione fredda e vomito con conati improvvisi
COSA FARE : intanto, se si è in auto, fermarsi e imporsi di camminare un poco avanti e indietro (come facevano gli inglesi, grandi viaggiatori in treno che nelle soste scendevano a camminare un po’ sul marciapiede). Lo si dovrebbe comunque fare una decina di minuti all’incirca ogni paio d’ore.
L’alcool peggiora la situazione, cos’ come tè e caffè aumentano la secrezione gastrica: più utile masticare qualche compressa antiacida e antireflusso o prendere un antistaminico. Tenersi protetti dal freddo, specie sullo stomaco (magari indossando un golf), meglio stare in piedi un po’, non sdraiarsi, ma piuttosto sedersi lontano dai finestrini o tenere gli occhi chiusi per evitare la visione di ogni sfarfallo. Imporsi una respirazione profonda, trattenuta per una buona manciata di secondi, soffiando poi fuori come se si dovesse spegnere una candela tenuta a bracci teso, così facendo si domina meglio il ritmo cardiaco accelerato anche da un po’ di ansia.

IL VIAGGIO IN AEREO
Il fenomeno di spostamento di massa dei turisti in determinati periodi dell’anno è quello che più si avvicina alle migrazioni stagionali di certe specie dì uccelli.
Gli aeromobili, concetto che si riferisce a tutto quello che di meccanico solca i cieli e non solo agli aeroplani in senso stretto, oggi sono divenuti, per la loro comoda rapidità di collegamento, il veicolo d’eccellenza per il trasporto di viaggiatori e commerciale. Se certi sono paragonati ad “aerei senza ali”, gli aerei possono benissimo essere definiti “corriere del cielo”.
> PRIMA DELL’IMBARCO: un ultimo ma prezioso avvertimento, non si bevano tè o caffè se si soffre di “mal d’aereo” né bibite con le bollicine.
Queste, per una legge fisica dei gas, tendendo ad adeguarsi alla pressione ambientale e “si dilatano tanto più, quanto minore è la pressione attorno”, il che, in parole povere, significa che le bollicine formatesi a terra, in volo si dilatano, adeguandosi alla pressione della cabina, creando fastidiose sensazioni di dilatazione gastrica e di aria nell’intestino. Non così se bevute in volo, perché già alla pressione ambientale. La “pressurizzazione nelle cabine passeggeri” è sempre regolata affinché la tensione di ossigeno nei polmoni non scenda sotto i 2/3.
> IMBARCO: salendo la scaletta d’imbarco ben vengano gli zainetti ce lasciano le mani libere. Assicurarsi di avere il cellulare spento e ricordarsi che sulle linee americane, per pura scaramanzia, non ci sono posti coi numeri 13 e 17. Tenere sempre i documenti personali a portata di mano e il biglietto del volo sino al ritorno a casa. Serve per il riscontro delle prenotazione effettuate al check-in, che è divenuto più severo per la sicurezza di tutti. Oltre ai soliti divieti per legge, non possono passare coltelli e forbici. I portatori di pace-maker ricordino di portare con sé un tesserino da mostrare per evitare il passaggio al metal detector magnetico.
> A BORDO: che soffre il “mal d’aereo” dovrebbe sempre farsi assegnare il posto “sulle ali, dal alto corridoio o posti centrali negli aeromobili dove la configurazione lo consente”. Tra l’altro le file più vicine all’uscita di sicurezza sulle ali hanno maggior spazio davanti.
> IN PARTENZA: tenere lo schienale ben rialzato, accomodarsi per bene contro lo schienale ed allacciare le cinture di sicurezza.
> SALENDO IN QUOTA: mimare il succhiare di una caramella, deglutendo ripetutamente a naso chiuso fra le dita (manovra di “Tonybee” dei piloti, ancora più valida nella discesa, perché equilibra la pressione dell’aria in cabina con l’orecchio medio attraverso le vie nasali, così da evitare tensioni del timpano).
> VOLO IN QUOTA: ora è proprio come essere in corriera, ci si può rilassare e distrarre. Conviene sfogliare qualche rivista o leggere qualcosa di poco impegnativo ed è anche il momento di imparare i “come si dice” del luogo dove s sbarcherà; c’è sempre da apprendere qualcosa di divertente e di utile. Logico che si pensi ai piedi gonfi in volo, con tutto il parlare che è stato fatto, ma vediamo prima di tutto perché i piedi si gonfiano restando seduti a lungo.
Perché si crea “una stasi venosa” cioè una tensione delle vene per l’immobilità e per le gambe flesse con ginocchia ad angolo acuto. Fra gli accorgimenti utili si ricordi la facile “regola dei tre CA: Calzature (comode, allentabili); Calze (lunghe, un po’ aderenti, meglio collanti graduati che non concedano rigonfiamenti, si devono sentire appena appoggiati sulla pelle e non stringenti); CAmminare (ecco che i posti sul corridoio consentono di allungare le gambe appena si può..che non vanno tenute a ginocchia con angolo sotto i 90°..e ci si può alzare e camminare un po’ ..l’ideale sarebbero 10-15 minuti ogni paio d’ore.)

LA STANCHEZZA DA FUSO ORARIO
La Terra è un pianeta rotondo che ruota su se stessa in senso antiorario verso Est. Viaggiando così veloci, anche solo dopo poche ore di volo, ci sentiamo spossati.
La stanchezza, sulle prime, si avverte meno viaggiando in senso opposto: è come se stessimo in piedi a far le ore piccole. Poi ci piomba però addosso. Morale: i lunghi viaggi in aereo attraverso i fusi orari ci lasciano spossati..letteralmente fusi.
Non c’è nulla di male: “bisogna riadeguarsi alla nuova ora della giornata non intraprendendo subito gite o attività sportive, ma rimandandole dopo un conveniente riposo e recupero delle forze”.

IL VIAGGIO IN NAVE
E’ un soggiorno protratto sull’acqua, un piano non stabile come il terreno, ma sempre oscillante. Sono queste le condizioni del tanto sofferto mal di mare che sembra cessare di colpo solo mettendo i piedi a terra.
Ricordarsi comunque che è consigliabile non mangiare troppo, evitare i sottaceti e controllare molto il bere e, se del caso, favorire la digestione assumendo dopo i pasti un farmaco antireflusso. Più che lo stare sempre sdraiati è utile darsi da fare e soprattutto camminare su e giù..inventandosi, ad esempio, dei “giri di esplorazione”.
> PRENOTAZIONE DELLA CABINA: qual è la posizione più stabile, lam eno oscillante, la più silenziosa?
Non si cono dubbi: al piani basso, al centro del natante, non sopra la sala macchine…e anche non troppo vicina agli ascensori.
> COME VIAGGIARE: sistemati nel modo più funzionale bagaglio e contenuti, è sempre consigliabile rendersi conto del punto in cui è situata la cabina: paino, livello, scale e ascensori, sala da pranzo e di ritrovo, camere del personale di servizio..e infermeria.
Oggi le navi da crociera si possono paragonare a “alberghi galleggianti” dove c’è proprio di tutto, dalla sala giochi alla biblioteca, dai vari servizi disponibili allo shopping vero e proprio, alla piscina e solarium, ma anche alla palestra, al teatro, alla discoteca ed al centro benessere. Si tratta di offrire la più ampia possibilità di svago e di piacere fra una sosta e l’altra in cui scendere a terra per escursioni.

Ecco, infinte tre suggerimenti molto utili a cui forse non avete mai pensato:

Tip 1. Prima di partire annotate bene il il colore, tipo, marca e contenuto del vostro bagaglio. In caso di perdita, l’ufficio lost&found vi chiederà questi dati per una facile identificazione.

Tip 2. FONDAMENTALE!! Se partite in 2, non fate mai un trolley per ciascuno. Dividete le vostre cose e quelle del vostro compagno al 50 % in ogni trollo in modo che, in caso di perdita di uno dei due, avrete sempre qualcosa da mettervi.

Tip 3. Fate una scansione dei vostri documenti, passaporto, ecc ecc e piazzateli in una casella di posta elettronica. In caso di perdita potrete recuperare cosi le scansioni e facilitare le procedure di denuncia presso gli enti preposti (Ambasciate etc.)

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