Scie Chimiche 5 - Accuse e Smentite 2

LA COSPIRAZIONE DELLE SCIE CHIMICHE


 

Sommario
1. Prefazione
2. Meteo
3. Motoristica
4. Le scie di condensazione
5. Accuse e smentite parte 1
5. Accuse e smentite parte 2
5. Accuse e smentite parte 3
5. Accuse e smentite parte 4
5. Accuse e smentite parte 5
6. Testimonianze
7. Conclusioni



5. ACCUSE E SMENTITE (PARTE 2)




ACCUSA n° 7: Abbiamo fotografato numerose scie che si incrociano tra di loro o proseguono parallele tra loro.SMENTITA: Chi fa questa affermazione non ha mai visto una carta nautica in vita sua, e anche se l’avesse vista è lampante che non la sa leggere e si rifiuta a priori di comprenderla per… motivi suoi. Qui sotto vedete una fotocopia di una carta nautica originale utilizzata in tutto il mondo aeronautico. Notare il numero spropositato di incroci tra le aerovie, nonché l’enorme quantità di rotte, sia parallele, sia simil parallele. Ricordiamo che questa carta mostra un’estensione di circa 180 miglia orizzontali x 240 miglia verticali, per cui a un osservatore a terra risulta praticamente impossibile stabilire a vista se due scie sono veramente parallele tra loro, oppure si convergono o divergono dopo molte miglia nautiche. E in ogni caso vi abbiamo dimostrato che le aerovie parallele e soprattutto gli incroci esistono eccome, per cui chi afferma che le contrail che si incrociano o procedono affiancate sono una cosa “anomala”, sta dicendo l’ennesima sciocchezza priva di qualunque fondamento reale.



ACCUSA n°8: Abbiamo fotografato scie che fanno “misteriose” inversioni a U.
SMENTITA: Ci sono innumerevoli motivi che giustificano inversioni di rotta o manovre a U, e non è scritto da nessuna parte che queste manovre siano una cosa “anomala” o “misteriosa”, o peggio ancora, vietata. Non capiamo tutto questo assurdo allarmismo per un aereo che fa una virata. Gli aerei, come le automobili, sanno virare. Cosa ci sia di “catastrofico” in una virata vorremmo che qualcuno ce lo spiegasse!
Ad esempio in Francia abbiamo il noto consorzio AIRBUS che produce aerei. Questi aerei sono soliti fare regolari voli di collaudo che prevedono:
- una partenza da un aeroporto.
- una salita fino alla quota operativa.
- un certo numero di miglia da percorrere seguendo una determinata rotta.
- e infine una bella INVERSIONE a U per ritornare all’aeroporto di partenza.
Ne è un esempio il volo inaugurale del nuovo “jumbo” del consorzio Airbus, il gigantesco A380, partito dall’aeroporto di Tolosa in Francia alle 14.23 del 27 aprile 2005, e rientrato sul medesimo aeroporto 3 ore e 54 minuti più tardi dopo avere effettuato una logica inversione a U. Le inversioni di rotta avvengono anche in caso di pericolo o avaria. Vengono fatte da aerei che svolgono operazioni da aerofotografia ambientale, geografica, metereologia, da aerei che incontrano metereologia avversa sulla propria rotta, da aerei che per ragioni di traffico devono “allargare” il piano di volo o mettersi in “holding pattern”, da aerei che subiscono atti di terrorismo o dirottamenti (ne è un esempio l’11 settembre dove centinaia di aerei di linea sono stati fatti atterrare all’istante sul primo aeroporto che capitava, e se questo era stato superato dovevano fare inversioni a U per raggiungerlo), etc, etc. Oltre a queste attività per nulla “misteriose” non dobbiamo mai dimenticare l’effetto plasmante che hanno i venti di quota. Un aereo che lascia una normale scia di condensazione durante una virata o rotta rettilinea in un’area fortemente influenzata dai venti di quota e da turbolenza, vedrà la sua stessa scia cambiare forma in maniera incredibile, al punto tale da apparire dopo pochi minuti completamente diversa rispetto all’originale profilo di volo. Qui sotto vedete un esempio concreto di quanto i venti di quota sono in grado di modificare drasticamente le tracce delle contrails fino a fargli assumere forme inaudite, se non spettacolari.

Boeing B747 ID 0428117

Boeing B747 ID 0392881



ACCUSA n°9: Abbiamo fotografato aerei della WMO che volano ad alta quota cercando di “mimetizzarsi” col colore del cielo, ossia sono tutti aeroplani azzurri.
SMENTITA: Questa affermazione è anch’essa talmente ridicola che persino un bambino che frequenta le scuole medie saprebbe rispondere al nostro posto. Ma tant’è. Senza scendere in spiegazioni complicate di diffrazione, fisica ottica, cromatismo delle molecole dell’aria, assorbimento delle frequenze responsabili del colore, etc, (comunque facilmente reperibili su internet o su qualunque libro di aeronautica), basta imparare ad osservare il mondo coi propri occhi per capire il perché di questa banale illusione ottica, riassumibile in questo semplice concetto: “Tutto ciò che vediamo in lontananza assume una colorazione azzurra a causa dell’atmosfera che si interpone tra l’osservatore e l’oggetto, e più la distanza aumenta, tanto più l’oggetto apparirà azzurrato”.
Un po’ di fotografie mostrano chiaramente questo normalissimo fenomeno.
Le montagne diventano sempre più azzurre man mano che si allontanano dall’osservatore.
Gli edifici bianchi diventano sempre più azzurri man mano che si allontanano dall’osservatore.
Il panorama sottostante l’aereo appare vistosamente azzurrato a causa dell’atmosfera.

Naturalmente ogni aereo quando viene osservato volare ad alta quota appare per forza azzurro, e con tutta onestà siamo letteralmente stupiti che dobbiamo essere NOI a spiegare una simile sciocchezza. Ma oramai ci siamo abituati, e per la verità non ci stupiamo più se un giorno un cospirazionista dovesse pubblicare la foto di un “misterioso aereo arancione” che vola mimetizzandosi ad alta quota, e poi venissimo a scoprire che lo ha fotografato col sole al tramonto!
Secondo voi di che colore potrebbe apparire?



ACCUSA n°10: Abbiamo fotografie di fenomeni metereologici “strani” che dimostrano l’esistenza di roba chimica e nubi elettromagnetiche.
SMENTITA: A parte il fatto che non capisce cosa vuol dire l’affermazione “fenomeni metereologici STRANI”, facciamo presente che l’atmosfera è un immenso palcoscenico nel quale ogni giorno si generano fenomeni del tutto naturali che di “strano” non hanno proprio niente. Un arcobaleno, una nube lenticolare, un temporale zeppo di fulmini, un tornado, un cielo a pecorelle o a onde, e chi più ne ha più ne metta, sono cose normalissime che esistono da ancora prima che l’uomo nascesse. Gli esempi ovviamente si sprecano. Arcobaleno. Questo bellissimo fenomeno atmosferico è dovuto alla rifrazione e alla riflessione totale della luce solare attraverso le minutissime gocce di acqua o di ghiaccio sospese nell’atmosfera. I colori in realtà non sono sette ma, siccome ad ogni frequenza luminosa corrisponde un colore diverso, essi sono praticamente infiniti, e sfumano l’uno nell’altro con continuità. Ovviamente l’arcobaleno NON è un fenomeno chimico.

Arcobaleno circolare, noto come “La Gloria”. La causa di questo fenomeno che ha un che di fantasmatico è stata compresa solo di recente, ed è complicata: si tratta di minuscole gocce d’acqua sospese nell’atmosfera a riflettere, rifrangere e diffrangere la luce del sole in direzione opposta al sole.
Altro eccezionale arcobaleno “La Gloria” che mostra chiaramente il concetto sopra espresso. Il sole come notate è dalla parte opposta all’arcobaleno, e proietta l’ombra del velivolo su di esso. Anche questo spettacolare arcobaleno NON è un fenomeno chimico.
Il Leggendario “Flash Verde”. Questa fotografia è stata ripresa in Finlandia nel 1992. Essa rappresenta il leggendario raggio verde, detto anche flash verde che viene prodotto dal sole un attimo prima di tramontare, e dura solo pochissimi secondi. Il bellissimo fenomeno è dovuto alla dispersione dei raggi solari da parte dell’atmosfera, che agisce come un prisma, poiché lo strato di aria che la luce deve attraversare è più spesso al tramonto. Si tratta di un fenomeno naturale e NON chimico.

Il “pilastro solare”. Jim Kirkpatrick ha scattato questa veduta del lago Tahoe in Nevada nel febbraio 2000, “catturando” un altro impressionante e molto raro gioco di luce nel cielo. Un pilastro solare è un fenomeno dovuto alla riflessione dei raggi solari su lontani cristalli di ghiaccio che piovono dalle nubi. Complimenti al fotografo che ci ha regalato questa stupenda immagine di questo rarissimo fenomeno naturale. Ovviamente non si tratta di “chimica”!

Tromba d’aria. Fenomeno atmosferico affascinante quanto terribile in cui (ancora una volta) la parola “chimica” non ha nulla a che vedere.

Nubi lenticolari. Si tratta di semplici nuvole che a causa dei venti possono assumere forme alquanto stravaganti e spettacolari. Niente di “chimico”.

Cirri. Semplici nuvole da alta quota composte prevalentemente da microscopici aghetti di ghiaccio e che a causa dei venti di quota assumono forme simili a veli.

Contrails Cirrus. Scie di vapore condensato (ossia NUBI) formate da microscopici aghetti di ghiaccio che a causa dei venti di quota possono persistere, allargarsi, plasmarsi, sino ad assumere l’aspetto di cirri naturali.

Bene. Tralasciando i temporali, gli uragani, i tornado, vi abbiamo dato prova dell’assoluta estraneità alla “chimica” da parte di questi fenomeni naturali, comprese naturalmente le CONTRAILS in quanto scie di vapore condensato, e non scie fatte di “robaccia chimica” come stupidamente i cospirazionisti insistono a voler sostenere! Ma c’è ancora un fenomeno naturale che merita di essere messo al primo posto della classifica per via della sua assoluta spettacolarità, soprattutto perché a differenza di tutti gli altri fenomeni è l’unico ad emettere luce per proprio conto e ad assumere forme e colori veramente da mille e una notte.
Parliamo ovviamente delle Aurore boreali. Esse si discostano da tutti i fenomeni naturali tipici dei corpi formati da gocce d’acqua o cristalli di ghiaccio perché le aurore boreali non sono nuvole né fenomeni di rifrazione luminosa (tipo gli arcobaleni), bensì sono entità a sé stante che traggono la loro energia dal cosmo. In sostanza non si tratta di fenomeni letteralmente metereologici. Sarebbe più appropriato chiamarli “fenomeni extra atmosferici” in quanto si generano ad altezze che variano dai 200 km ai 1000 km. Naturalmente chi non è a conoscenza delle aurore boreali può facilmente cadere nell’inganno di interpretare le aurore come “nuvole anomale”, quando invece sono fenomeni assolutamente naturali che non vanno mai interpretati con la fisica meteorologica tradizionale, o peggio ancora, con tesi di pura fantasia. Le aurore boreali possono assumere forme a volte veramente incredibili simili a tubi al neon, a pennellate nel cielo, a virgole, a fiumi ondulati, e persino a cerchi o spirali. Non esiste limite alle meraviglie che può assumere un’aurora boreale.
Consigliamo al lettore la visita di questo sito che mostra questi stupendi fenomeni osservati anche nei cieli italiani durante un periodo di intense eruzioni solari. http://aac.sunrise.it/aurora.htm
Come potrete vedere, queste nubi elettroluminescenti (che però ribadiamo, non sono nubi!) possono assumere qualsiasi forma e colore, tanto da essere scambiate effettivamente per nuvole anomale. Peccato che invece non lo siano nel modo più assoluto e molti siti cospirazionistici fanno letteralmente a gara a chi posta più foto di “nubi insolite” che poi si dimostrano essere il più delle volte nuvole normalissime, oppure aurore boreali.
Tutte le immagine che seguono sono AUTENTICHE al 100% e non è stato applicato nessun fotoritocco.

E’ con grande piacere che vi presentiamo le tanto chiacchierate e INESISTENTI “nuvole elettromagnetiche” o “scie elettromagnetiche” (chiamatele come volete, tanto non esistono).

Le meravigliose Aurore Boreali.







Non sono una meraviglia? Aurore a forma di scie, di spirali, di nuvole, di fuoco etereo, di fantasmi alati. Aurore visibili persino all’alba o al tramonto quando il cielo non è ancora buio. Aurore che si confondono con le nuvole di vapore. E tutto autentico, tutto ad opera della natura. Altro che “scie chimiche” o “nubi elettromagnetiche”!!
Come dicevamo, l’atmosfera è un immenso palcoscenico naturale. In essa prendono forma eventi bellissimi e/o, all’occasione, inquietanti e pericolosi (vedi gli uragani, i tornado, e le forti tempeste in genere). Tra le cose bellissime vanno annoverate anche le nuvole iridescenti, gli sky hole, i pilastri solari, gli aloni solari, e le nubi nottilucenti (nubi formate da cristalli di ghiaccio che si spingono fino a 80 km di altezza).
Trovate una splendida panoramica fotografica di tutti questi stupendi fenomeni atmosferici su questo sito: http://epod.usra.edu/query.php3?topic=Clouds.
Naturalmente i cospirazionisti non perderanno tempo per attribuire a questi fenomeni l’appellativo di chimico, militare, anomalo, assassino, e via dicendo. Spiacenti per loro. E’ tutta “madre natura”, e non c’è un benché nulla di chimico.



ACCUSA n°11: Abbiamo fotografato aerei che presentano sotto le ali delle “appendici strane” simili a spruzzatori.
SMENTITA: Sicuramente i cospirazionisti si riferiscono a queste appendici (evidenziate nei cerchi gialli).

(ingrandimento)


Quelle appendici sono le carenature aerodinamiche dentro il quale sono alloggiati gli attuatori idraulici che servono a muovere i flaps. Tutto qui. Nessuna anomalia. Nessuna “appendice strana”.



ACCUSA n°12: Abbiamo notato sulla parte posteriore degli aerei uno “strano sfiatatoio” che confermerebbe la presenza di dispositivi di spruzzo chimico.

SMENTITA: Anche questa volta l’ignoranza cospirazionistica non tarda a mostrarsi in tutta la sua evidenza. Lo “strano sfiatatoio” che c’è nella parte posteriore dell’aereo è l’ugello di scarico dell’APU (Auxiliary Power Unit). Si tratta di una piccola turbina a gas che serve a fornire energia elettrica all’aereo anche a motori spenti. In prossimità dello scarico (solitamente proprio al di sotto) è posta la luce di navigazione di coda.



Prosegui con la parte 5 - Accuse e smentite parte 3

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