Scie Chimiche 5 - Accuse e Smentite 5

LA COSPIRAZIONE DELLE SCIE CHIMICHE


 

Sommario
1. Prefazione
2. Meteo
3. Motoristica
4. Le scie di condensazione
5. Accuse e smentite parte 1
5. Accuse e smentite parte 2
5. Accuse e smentite parte 3
5. Accuse e smentite parte 4
5. Accuse e smentite parte 5
6. Testimonianze
7. Conclusioni



5. ACCUSE E SMENTITE (PARTE 5)




ACCUSA n°21: Abbiamo visto dei video girati ad Edmont (Alberta) con dichiarazioni preoccupanti di scie e analisi del terreno.SMENTITA: Anche noi abbiamo visto quei video, e aldilà di tante belle parole dette da un’unica persona e condite da una bella trama in perfetto stile horror, non si è vista una prova che sia una prova! Non si è visto nessun documento ufficiale, nessun attestato di analisi effettuata da illustri istituti di comprovata appartenenza, nessuna prova fotografica o video autentica (e non le solite bufale), nessuna intervista/dichiarazione di un pilota civile o militare autentico.
Niente di niente!!
Di tutte le affermazioni riportate ci sono solo parole raccontate da un tizio davanti alla telecamera, e soprattutto da persone che NON si intendono di aerei neanche morti. Ad esempio si parla di scie persistenti che scendono dal cielo sino a fino a toccare le case. Dove sono le prove? Non c’è neppure una foto o un filmato di queste “scie anomale”. Solo chiacchere. Non diteci che era impossibile fotografarle o filmarle, suvvia!
Se ci dobbiamo fidare solo ed esclusivamente di PAROLE, oltretutto dette da persone incompetenti, credo che non andremo molto lontano nel cercare delle verità assolute e scientifiche. Seguendo lo stesso metodo, anche noi potremmo mettere un nostro “speaker” davanti alla telecamera dicendogli di raccontare di aver visto un drago nei boschi dell’Umbria.
Le prove?
Naturalmente non ci sono, ma vi obblighiamo a credere ciecamente alla parola del nostro inviato senza battere ciglio!
Un metodo veramente scientifico, non c’è che dire.
Servono PROVE ATTENDIBILI, non chiacchere!
Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie, non parole.
Nel video si racconta anche che ci sono scie in cielo sull’Alberta che si incrociano. Niente di più facile, anzi nulla di cui non ne siamo a conoscenza (le solite contrails). A parte il fatto che vi abbiamo dimostrato inconfutabilmente che le rotte aeree si possono incrociare come vogliono e quando vogliono (e non lo fanno perché “..c’è sotto qualcosa..”), avete mai dato un’occhiata alle mappe aeroportuali dell’Alberta e del Canada?
Sicuramente no. Notato quanti aeroporti ci sono? La quantità di rotte che interessano quell’area?
Fatelo, e poi diteci che cosa c’è di strano.
Altra affermazione; si dice che sono state fatte analisi del terreno di quell’aerea (in che punto preciso non è dato a saperlo) e sono state trovate tracce di minerali di vario tipo e batteri. Ecco un’altro ennesimo metodo per confondere le cose allo scopo di sostenere la propria politica bufala facendo pressione sull’ignoranza altrui. Cosa ci sia di strano nel trovare dei batteri nel terreno o nelle acque vorremmo che qualcuno ce lo spiegasse!
Il Canada in generale, è uno dei paesi con la più alta concentrazione di miniere di tutti i tipi. Soprattutto nell’Alberta ce ne sono una caterba, ben 1800 (sì, avete letto bene). Si estrae di tutto perché la geologia di quel territorio è ottima per l’estrazione di molteplici minerali. Tali immensi insediamenti industriali rilasciano nelle acque e nell’atmosfera numerosi composti inquinanti dovuti ai processi di lavorazione, ed è più che logico che nelle aree ricche di industrie l’aria, e ciò che ricade al suolo, non sono certo rose e ossigeno. Non bisogna essere esperti per fare questa semplice e intuibile affermazione. Dovunque ci sono fabbriche c’è un’aria schifosa. Chiedetelo a chi abita in prossimità di porti marittimi, inceneritori, fonderie, metallurgie, giacimenti di carbone, miniere, e qualunque altro complesso industriale nel mondo. Chiunque si metta ad analizzare i terreni dell’Alberta cosa spera di trovare? Forse la stessa composizione chimico/minerale della pianura padana? E se dopo avere analizzato il terreno dell’Alberta dovesse accorgersi che è presente un’alta concentrazione di un certo minerale, ci spiegate cosa c’è di strano e di anomalo in tutto questo dal momento che è un’area ricchissima di miniere?
Sarebbe come andare a Catania ad effettuare misurazioni dell’aria in quota, e accorgersi che è presente una minuscola quantità di letale Biossido di Zolfo.
E vorremmo ben vedere! C’è un vulcano lì a due passi che lo emette in continuazione!
Come si può notare, i cospirazionisti non perdono tempo quando c’è da mischiare le carte giocando con la fisica, l’elettrotecnica, la geologia, la chimica, la meteorologia, l’aeronautica, etc.
Quello che è importante per loro è ricondurre tutto il discorso al loro comune obbiettivo delle ..“cose anomale, letali, assassine, militari..”. La parola “inquinamento industriale” neanche gli passa per l’anticamera del cervello. Solo, “militare”, “anomalo”, e basta.
Di questo passo (dategli tempo e vedrete) anche il ferro contenuto negli spinaci diverrà tra breve una “anomalia chimico-minereologica” ad opera, ovviamente, di aerei militari che spruzzano ferro ruggine sulle coltivazioni!
D’altronde cosa pensavate di aspettarvi da chi farnetica tesi favolistiche in cui persino un banale arcobaleno viene venduto sul web come una “anomalia chimica”?
Dopo affermazioni simili volete credere ancora a questa gente e alle loro panzane? Pensate ancora che questi impostori parlino veramente a nome della scienza e della sana cultura aeronautica come facciamo noi, i nostri piloti, manutentori, controllori radar, esperti sul campo? Pensate davvero che costoro conoscano gli aeroplani AL BULLONE come li conosciamo noi?
Fate un po’ voi!
Qualche informazione sull’attività mineraria del Canada e dell’Alberta è visionabile qui:
http://mmsd1.mms.nrcan.gc.ca/mmsd/producers/commodityCompany_e.asp?nId=64&mineType
e qui:
http://www.energy.gov.ab.ca/2867.asp





ACCUSA n°22: Abbiamo prove concrete che dietro tutto questo pandemonio ci sia il progetto HAARP.
SMENTITA: Se c’è una cosa che ci diverte molto delle tesi cospirazionistiche è osservare come qualunque arnese, meccanismo, apparato, macchinario, studio, esperimento (il tutto, civile), etc etc, debba essere reinterpretato dai cospirazionisti in qualcosa che abbia sempre e comunque attinenza con catastrofi letali da provocare la fine del mondo. Qualsiasi motivazione è buona pur di alimentare questa pazza visione della realtà. Chissà, forse anche i dinosauri sono stati massacrati da “misteriose spruzzate militari”, e i geologi ci hanno mentito da sempre. Chi può dirlo? Sicuramente se lo dicono i cospirazionisti bisogna crederci. Loro sanno tutto. Sanno quello che noi poveri scemi non sappiamo.
Ad esempio, un RADAR, che come sappiamo tutti ci permette di scandagliare il cielo e guidare con sicurezza le migliaia di voli aerei che operano giornalmente nei cieli del mondo, diviene (per i cospirazionisti) automaticamente un’arma per il controllo ambientale. A loro poco importa sapere cos’è un radar, come funziona, su che frequenza opera, e (soprattutto) cosa SONO le frequenze elettromagnetiche, come si producono, cosa fanno, e compagnia bella. Quello che è importante è spacciarlo per “roba anomala” che in qualche modo rappresenti il male, ignorando e snobbando nel contempo qualunque libro scientifico VERO che spieghi la fisica dell’elettromagnetismo e come funziona veramente.
A nessuno importa che il radar salvi ogni giorno migliaia di vite umane che volano a 10.000 metri di altezza, o che i satelliti metereologici ci aiutino a tenere d’occhio i capricci della natura, o ancora, che ci siano centri di rilevamento a terra per lo studio serio dell’atmosfera e dell’ambiente. Niente di tutto questo. Sarebbe troppo banale, non trovate? Qualunque antenna o dispositivo, è un arnese fatto ad ucciderci tutti indistintamente. Deve esserci sotto qualcosa. Sempre!!
Per cui ecco fiorire i motori a reazione che sparano fuori dagli ugelli, bario, titanio, alluminio, bromuro (!!), le nuvole che non sono più nuvole (!!), i fulmini che non sono più fulmini (!!), le antenne che non sono più antenne (!!), gli aloni solari che non sono più aloni solari (!!), i bei tramonti sul mare che non sono più tramonti (!!), e decine e decine di altre cretinate del genere che farebbero ridere qualunque scienziato, tecnico, pilota, metereologo, elettrotecnico, al mondo.
Premessa a parte, questo famigerato progetto HAARP servirebbe secondo i cospirazionisti a creare uno scudo elettromagnetico negli alti strati dell’atmosfera (presumiamo la ionosfera) per consentire di trasmettere dati radio facendo “rimbalzare” le onde radio su questo scudo. Il tutto, ci sembra di capire, per arrivare semplicemente…. più lontano!
Ora, davanti a tale affermazione, come si può non ridere? Chiedetelo a chiunque abbia studiato seriamente elettromagnetismo presso un istituto tecnico (di cui riportiamo alcuni appunti).
Onde elettromagnetiche.
Un’onda elettromagnetica monocromatica (cioè con una ben definita frequenza e lunghezza d’onda) è costituita da un campo elettrico (denotato di solito dalla lettera E) e un campo magnetico (denotato dalla lettera B) mutuamente perpendicolari che oscillano in fase fra loro perpendicolarmente alla direzione di propagazione. Quindi un’onda elettromagnetica consiste in realtà di due componenti accoppiate: una elettrica e una magnetica. Un’onda di questo tipo è detta onda polarizzata piana, e il piano di polarizzazione è il piano in cui oscilla il campo elettrico.
Le onde elettromagnetiche consistono in oscillazioni del campo elettrico e del campo magnetico che sono sempre perpendicolari l’una rispetto all’altra.
Queste onde, che sono descritte matematicamente dalle equazioni di Maxwell, si propagano nel vuoto con una velocità sempre pari alla velocità della luce c.
Il diagramma esemplifica per chiarezza un caso particolarmente semplice (onda polarizzata piana) ma in generale la direzione del campo elettrico
E e quella del campo magnetico B cambiano nel tempo e nello spazio.
In termini energetici, si può pensare l’onda elettromagnetica come un flusso di energia, che nel vuoto si propaga alla velocità della luce, sotto forma di campi elettrici e magnetici. Ciascuna delle due componenti dell’onda elettromagnetica, elettrica e magnetica, trasporta la stessa quantità di energia.

Caratteristiche delle onde elettromagnetiche.
Le onde elettromagnetiche si propagano in linea retta (in mezzi omogenei).
Vediamo ora in maggior dettaglio la velocità delle onde elettromagnetiche, la lunghezza d’onda, la frequenza, l’ampiezza e l’intensità.

Velocità delle onde elettromagnetiche nel vuoto.
La velocità delle onde elettromagnetiche nel vuoto è una quantità molto importante in fisica ed essa è denotata con un simbolo speciale: c , il cui valore numerico è appunto pari a circa 300 000 km/s, cioè 3 · 10(8) m/s, in notazione scientifica. Per essere proprio precisi, la velocità della luce è pari a 299 792 458 metri al secondo.

Velocità delle onde elettromagnetiche in mezzi materiali non conduttori.
La velocità delle onde elettromagnetiche in un mezzo omogeneo non conduttore e non ferromagnetico è minore di quella nel vuoto: cm = c/n , dove n è il cosiddetto indice di rifrazione. Maggiore è l’indice di rifrazione, minore è la velocità di propagazione.
L’indice di rifrazione, di norma di valore superiore a 1, dipende dalle proprietà del mezzo, ma può assumere valori diversi al variare della frequenza dell’onda. Un’applicazione che sfrutta gli effetti del diverso indice di rifrazione in sostanze diverse si ha nelle fibre ottiche.

Lunghezza d’onda.
Per lunghezza d’onda si intende la distanza spaziale occupata da un ciclo di un’onda ad un dato istante. In altre parole è la distanza fra un punto in un ciclo e il punto corrispondente nel ciclo successivo.


Il diagramma illustra la definizione dell‘ampiezza e della lunghezza d’onda (cioè la distanza tra due creste oppure tra due valli consecutive) di un’onda sinusoidale.
Una forma d’onda di questo tipo può rappresentare per esempio il suono puro di un diapason; in tal caso sull’asse verticale si misura la pressione dell’aria e sull’asse orizzontale il tempo.
L’ampiezza determina allora l’intensità del suono, cioè il suo volume, mentre la lunghezza d’onda (o equivalentemente la
frequenza, vale a dire il numero di onde per secondo) determina l’altezza del suono, ossia quanto esso è acuto oppure grave.

Le lunghezze d’onda delle onde radio vanno dal millimetro (microonde) a parecchi chilometri (ELF).
La lunghezza d’onda di solito si denota con la lettera greca λ (lambda) e si misura in metri.

Frequenza.
Il numero di lunghezze d’onda o di cicli che passa per un dato punto nell’unità di tempo è la frequenza. La frequenza si denota con la lettera f oppure con la lettera greca ν (nu) e si misura in hertz (Hz).
È chiaro da quanto è stato detto sopra che la frequenza e la lunghezza d’onda non sono indipendenti, ma sono legate tra loro attraverso la velocità dell’onda:

λf = c nel vuoto e
λf = cm nei mezzi materiali.

Quindi:
· a frequenze maggiori corrispondono lunghezze d’onda minori.
· a frequenza fissa, la lunghezza d’onda varia passando da un mezzo a un altro con indice di rifrazione diverso.

Ampiezza.
Abbiamo visto che le onde elettromagnetiche sono costituite da un campo elettrico e un campo magnetico mutuamente perpendicolari che oscillano in fase fra loro perpendicolarmente alla direzione di propagazione.
Per ampiezza si intende il valore massimo che viene raggiunto dall’oscillazione.
Per esempio, nel caso di un’onda marina l’ampiezza è l’altezza massima dell’onda.
In un’onda elettromagnetica le ampiezze dei due campi (quello elettrico e quello magnetico) non sono indipendenti, ma sono legate fra loro: in questo senso i due campi sono accoppiati.

Intensità.
L’intensità di un’onda elettromagnetica è l’energia che passa attraverso un’area unitaria nell’unità di tempo e si misura in watt/m2: è cioè l’energia che attraversa in ogni secondo una superficie di un metro quadrato.
Si può dimostrare che l’intensità è proporzionale al prodotto delle ampiezze del campo elettrico e del campo magnetico; e siccome questi ultimi due sono proporzionali tra loro, in ultima analisi l’intensità è proporzionale al quadrato dell’ampiezza del campo elettrico.

Propagazione.
Tutte le onde elettromagnetiche, e quindi anche quelle radio e radar, si propagano in linea retta.
Basandosi su questa considerazione, gli scienziati della fine del XIX secolo erano molto scettici sull’utilità degli esperimenti con onde radio di Guglielmo Marconi, in quanto la curvatura della Terra pone un limite, pari a circa 30 km, alla distanza che può essere percorsa in linea retta (cioè lungo la visuale) dalla sommità di una torre alta 100m.


A causa della curvatura della superficie terrestre, per chi si trova su una torre alta 100 metri l’orizzonte è a una distanza di circa 30 chilometri.
Ciò significa, in particolare, che un’antenna radiotrasmittente alta 100 metri non può trasmettere onde dirette (che si propagano cioè lungo la linea di vista) a distanze superiori ai 30 chilometri.
Fortunatamente, come dimostrò per primo Guglielmo Marconi, la
ionosfera riflette le onde radio di opportune frequenze ed è perciò possibile trasmettere via radio su distanze enormi, nonostante la curvatura terrestre.

La trasmissione, coronata da successo, attraverso l’Atlantico di segnali radio da parte di Marconi del 1901, obbligò gli scienziati a riconsiderare la propagazione delle onde radio nell’atmosfera terrestre e portò alla scoperta della ionosfera.
È vero infatti che nel vuoto le onde si propagano in linea retta, ma il problema diventa un po’ più complicato quando si tiene conto della presenza dell’atmosfera terrestre e le sue interazioni con le onde radio.
È grazie alle proprietà riflettenti degli strati della ionosfera, situati fra 50 e 300 km di altezza dal suolo, che è possibile la trasmissione delle onde corte SW, altrimenti dette onde radio HF (ad alta frequenza), fra 3 e 30 MHz.
Ne segue anche, però, che le onde corte, poiché vengono riflesse dalla ionosfera, non possono essere utilizzate per le comunicazioni spaziali; in questo caso è necessario usare onde radio di frequenza superiore, nella banda di frequenze VHF (very high frequency) o UHF (ultra high frequency).

Propagazione delle onde radio nell’atmosfera.
Si possono classificare tre meccanismi con cui l’energia delle onde elettromagnetiche, in particolare quelle radio, si propaga dall’antenna trasmittente a quella ricevente.


L’onda radio emessa da un’antenna A può raggiungere l’antenna B seguendo diversi percorsi:
- l’onda diretta è quella che si propaga lungo la congiungente delle due antenne;
- l’onda terrestre è quella riflessa dalla superficie del terreno;
- poiché il suolo riflette soltanto in modo parziale, sulla superficie «striscia» un’onda superficiale;
- l’onda spaziale è quella riflessa dalla ionosfera.

1) Onda diretta: Nello spazio libero da ostacoli le radioonde si propagano in linea retta lungo la visuale, cioè secondo la congiungente delle due antenne.
2) Onda riflessa: due tipi
a) Onda terrestre: È l’onda che si riflette sulla superficie del suolo
b) Onda spaziale: È l’onda che viene riflessa dalla ionosfera
3) Onda superficiale: sulla superficie del suolo, sulla quale si riflette l’onda terrestre, “striscia” l’onda superficiale.

Ciò può avvenire grazie al fenomeno della diffrazione, per cui quando l’onda incontra un oggetto di dimensioni dell’ordine di grandezza della sua lunghezza d’onda, essa tende a seguire il contorno dell’oggetto. L’effetto è tanto più pronunciato quanto più piccolo è l’oggetto. Grazie alla diffrazione le onde si propagano nelle città attorno agli edifici.
L’onda superficiale viene più o meno attenuata a seconda del tipo di superficie sulla quale si propaga. Sul mare l’attenuazione è molto bassa, mentre su terreno roccioso l’attenuazione è molto forte.

Le onde corte e la ionosfera
Le onde corte (SW, short waves) meritano un discorso a parte in quanto permettevano di mettere in comunicazione luoghi lontani fra di loro (nonostante la curvatura delle Terra) ancora prima della messa in opera dei satelliti artificiali per telecomunicazioni. Ciò è possibile perché esistono degli strati dell’atmosfera a quote molto elevate che riflettono queste onde.


Con le onde radio corte (short waves o SW) è possibile trasmettere a distanze molto grandi anche quando, a causa della curvatura della Terra, il ricevitore non può vedere direttamente l’antenna trasmittente.
Le onde medie (MW) non riescono ad attraversare lo strato D della ionosfera, che si forma durante le ore diurne. Le onde corte (SW) invece attraversano lo strato D e sono poi riflesse dallo strato F2.
Le onde radio di frequenza molto alta (VHF) penetrano entrambi gli strati: possono quindi essere usate per trasmissioni radio terrestri soltanto quando vi è una linea di vista tra trasmettitore e ricevitore, ma d’altra parte permettono di comunicare con satelliti in orbita al di sopra della ionosfera.

Quando la radiazione ultravioletta (UV) altamente energetica proveniente dal Sole raggiunge gli strati alti dell’atmosfera, interagisce con gli atomi lì presenti. L’energia UV ionizza gli atomi, cioè fa sì che uno o più elettroni (carichi negativamente) acquistino abbastanza energia da staccarsi dall’atomo a cui appartengono, così che quest’ultimo diventa uno ione carico positivamente.
Quindi a quote fra i 50 e i 300 Km di altezza, i gas che costituiscono l’atmosfera si trovano nello stato di plasma, che è il cosiddetto quarto stato della materia, ossia gas parzialmente o totalmente ionizzato, cioè costituito di particelle cariche elettricamente: elettroni e ioni. Da qui il nome ionosfera.
La ionosfera funziona da strato riflettente per le onde corte.

Le bande di frequenza
Fino al 1930 circa, la parte dello spettro delle onde radio sopra i 30 MHz era praticamente vuota: non esistevano segnali prodotti dall’uomo. Ai giorni nostri, lo spettro delle frequenze radio è estremamente sfruttato e viene per comodità diviso in varie bande di frequenza dai 3 kHz delle frequenze molto basse (VLF) fino ai 300 GHz delle frequenze estremamente alte (EHF).
Le bande di frequenza sono divise in base alle caratteristiche che ne determinano l’impiego in certi settori piuttosto che in altri.
Vediamo le bande di frequenza e descriviamo le caratteristiche delle varie bande (ELF, VLF-MF, HF, VHF-UHF, SHF-EHF).

ELF: Extremely low frequency = frequenze estremamente basse.
Frequenze sotto i 3 kHz, corrispondenti a lunghezze d’onda superiori ai 100 km.
Queste onde sono usate soprattutto nei sistemi di comunicazione per i sottomarini. L’acqua del mare presenta un assorbimento molto basso per onde tra i 5 e i 100 Hz.
L’effetto di queste onde sulla salute umana è sotto esame al momento. Secondo alcuni studi preliminari le onde ELF e campi magnetici oscillatori che si generano nelle vicinanze delle linee di trasmissione elettrica (o anche dalle coperte elettriche) possono avere effetti negativi sulla salute. Sono stati riportati casi nella letteratura scientifica medica per cui l’esposizione prolungata a campi magnetici di bassa intensità e di bassa frequenza pare potrebbe aumentare il rischio di leucemia, linfoma e tumori al cervello nei bambini. Naturalmente le ELF non hanno NESSUNA attinenza con aeroplani, scie contrails, nuvole di qualunque tipo, trasmissioni civili o militari. Pertanto sia chiaro che chi afferma che tutte queste cose sono responsabili di danni alla salute da ELF, vi sta raccontando una BUGIA SPUDORATA di cui non esiste uno stralcio di prova.

VLF-LF-MF:
Very low frequency, Low frequency, Medium frequency = Frequenze molto basse, frequenze basse, frequenze medie
Frequenze dai 3 kHz ai 3 MHz, ovvero lunghezze d’onda da 100 km a 100 m.
Queste bande di frequenze sono usate per servizi di tipo analogico a stretta larghezza di banda, impiegati nella navigazione radio a lunga distanza, nel telegrafo marittimo e i canali di soccorso (per l’SOS) e per le trasmissioni radio AM (Amplitude Modulation).
Poichè la larghezza di banda per queste frequenze è insufficiente, non sono adatte per i servizi di telecomunicazioni a banda larga quali la televisione e le trasmissioni FM (Frequency Modulation).
Come conseguenza dell’alta conduttività dell’acqua salata, le comunicazioni radio marittime nella banda VLF possono propagarsi come onde di superficie per migliaia di chilometri.
La banda MF (medium frequency) e anche detta MW (medium waves= onde medie)

HF: High Frequency = frequenze alte
Frequenze dai 3 MHz ai 30 MHz, ovvero lunghezze d’onda da 100 ai 10 m.
La banda HF alternativamente chiamata anche SW (short waves= onde corte).
La maggior parte delle radio onde nella banda HF sono allocate ai servizi di telecomunicazione vocale tra punti fissi o mobili che necessitano di larghezze di banda di meno di 12 kHz per la trasmissione.
Le trasmissioni internazionali (onde corte) avvengono in questa banda che è stata suddivisa in sette bande tra 5.9 MHz e 26.1 MHz.
Queste onde si possono propagare nonostante la curvatura della Terra e possono essere ricevute da apparecchi riceventi fuori dalla portata della linea visuale diretta con gli apparecchi trasmittenti grazie alle proprietà riflettenti della ionosfera.
A causa delle variazioni delle condizioni della ionosfera, le trasmissioni in questa banda variano durante il giorno e durante l’anno.
Di notte le comunicazioni fra posti lontani sono migliori, in quanto il solo strato ionosferico riflettente è lo strato più alto, il cosiddetto strato F situato intorno ai 300 Km di altitudine, col minimo di interferenze e assorbimento dei segnali radio.
Durante i massimi del ciclo undecennale delle macchie solari, la radiazione ultravioletta produce una maggiore densità di ioni e quindi degli ulteriori strati ionizzati irregolari che possono persistere anche per parecchi giorni. Questi fenomeni possono produrre disturbi nelle comunicazioni radio, come anche la possibilità di comunicazioni di solito impossibili.

VHF-UHF: Very High Frequency, Ultra High Frequency = frequenze molto alte, frequenze ultra alte
Frequenze dai 30 MHz ai 3 GHz, ovvero lunghezze d’onda da 10 m ai 10 cm.
Le frequenze di questa banda sono ulteriormente suddivise in bande il cui uso è stato regolamentato e allocato a vari servizi: alle trasmissioni radio FM, ai canali della televisione VHF e UHF.
La maggior parte della banda UHF è usata per i collegamenti a microonde e per la telefonia cellulare.
Parte della banda è anche usata per applicazioni di radio-navigazione (strumenti automatici di atterraggio), comunicazioni militari, e controlli radio per il traffico aereo.
Le frequenze usate dai telefonini sono fra 824 e 894 MHz per il sistema analogico AMPS e fra 1.850 e 1.990 GHz per il sistema digitale GSM.
La fascia tra i 1,227 e 1,575 GHz è utilizzata per il sistema globale di posizionamento (GPS) Navstar.


Per completezza, anche se esula dal nostro argomento: ai sistemi di allarme e ai sistemi di apertura telecomandata di porte e simili sono state riservate le frequenze attorno ai 40 MHz.
I radar del controllo del traffico aereo operano alle frequenze tra i 960 MHz e i 1,215 GHz.
Contrariamente ai segnali HF, le onde radio VHF-UHF attraversano la ionosfera senza venire riflesse e possono quindi venire usate per le trasmissioni extraspaziali con i satelliti artificiali.
Infine le onde di questa banda possono anche essere usate per trasmissioni terrestri oltre l’orizzonte utilizzando le irregolarità della troposfera (la parte bassa dell’atmosfera).
Queste irregolarità riflettono le onde in tutte le direzioni: i segnali UHF si propagano in molte direzioni e quindi si disperdono su una vasta area, cosicchè solo una frazione del segnale trasmesso viene ricevuto dal ricevitore. Inoltre, le condizioni meteorologiche variabili fanno sì che il segnale sia parecchio attutito.
L’assorbimento varia anche con la frequenza del segnale e dipende anche dal particolare percorso del segnale radio. Per questo motivo le trasmissioni che dipendono crucialmente dalla diffrazione atmosferica fanno uso di potenti trasmettitori, e di tecniche o combinazioni di tecniche atte a massimizzare la qualità del segnale ricevuto a seconda del posto, del tempo e delle frequenze usate.

SHF-EHF: Super High Frequency, Extremely High Frequency = frequenze super alte, frequenze estremamente alte
Frequenze dai 3 GHz ai 300 GHz, ovvero lunghezze d’onda da 10 cm a 1 mm.
Le onde di queste bande si propagano con forte degradazione del segnale per attenuazione e per cause atmosferiche (vengono riflesse dalle gocce di pioggia). Inoltre subiscono forti perdite di penetrazione, in particolare attorno a pareti ed edifici.
Per questi motivi, queste bande di frequenze sono le bande meno usate per comunicazioni terrestri.
Il vantaggio delle onde in queste bande è che permettono larghezze di banda di vari MHz, necessarie per le comunicazioni digitali ad alta velocità (fino ad 1 Gigabit al secondo).
La banda EHF in particolare viene utilizzata per comunicazioni fra satelliti e per la radionavigazione satellitare, applicazioni per le quali l’attenuazione atmosferica non è molto limitante.

Bene, vi abbiamo illustrato una panoramica delle frequenze elettromagnetiche e il loro uso.
Appare sin troppo eloquente che se il HAARP ha veramente lo scopo di creare “scudi magnetici” per far rimbalzare le onde radio (altrimenti per cosa? per far rimbalzare le mosche?) non si tratterebbe di un passo in avanti nella strategia militare o radioelettronica, bensì un clamoroso passo indietro. Gli aerei militari, infatti, si contattano in alta frequenza e tramite satelliti, mica usando le vetuste basse frequenze di Radio Vaticano che rimbalzano dappertutto sulla ionosfera e che possono essere captate da chiunque (nemici compresi)!! Quando mai si è vista una simile sciocchezza strategica in tempi moderni? Quando mai si è visto un caccia militare che usa la ionosfera e modulazioni in bassa frequenza per far rimbalzare le trasmissioni radio? I satelliti e i GPS consentono una copertura GLOBALE dell’intero pianeta. Non c’è angolo che non possano raggiungere i segnali satellitari, e non c’è operazione militare che non ne faccia uso.
Altro che ionizzare la ionosfera per arrivare più lontano!
Gli anni 40, i telegrafi senza filo, e le radio a galena, sono finiti da un pezzo, cari cospirazionisti!
Inoltre facciamo presente che il progetto Haarp è pubblico e ha un suo sito ufficiale liberamente visionabile da chiunque.
Il sito è questo: http://www.haarp.alaska.edu/
Praticamente è un progetto di ricerca civile per lo studio della ionosfera. Se fosse un progetto militare segreto, sarebbe protetto dalla segretezza più assoluta, questo è poco ma sicuro. Altro che sito ufficiale.
Inoltre, parlando di strategia militare, vorremmo che i cospirazionisti ci spiegassero (senza inventarsi trame da fantascienza) a che diavolo servirebbe la ionosfera durante un combattimento.
La ionosfera non serve proprio a niente.
Se c’è da intraprendere una azione militare contro una postazione nemica situata dall’altra parte del mondo, si va a bombardare con gli aerei come si è sempre fatto. Ora poi che gli aerei comunicano tramite satelliti, sono stealth, e hanno bombe di precisione a guida GPS, che razza di ARMA potrebbe rappresentare la ionosfera, e a cosa servirebbe?
A comunicare con gli aerei come si faceva 60 anni fa? A far rimbalzare le onde radio dappertutto come si faceva 60 anni fa? A “scandagliare” il nemico da 6000 km di distanza dal teatro operativo, quando oramai tutto il mondo usa i satelliti spia che sono mille volte più precisi ed efficienti, hanno una copertura globale del pianeta, hanno fotocamere capaci di fotografare dettagli impensabili, nonché rilevatori operanti su qualunque spettro o gamma di frequenza? A modificare il clima sull’area di combattimento, chessò, a generare uragani dove non si possono formare? O forse a provocare terremoti muovendo immense piattaforme tettoniche come solo madre natura riesce a fare nel corso dei millenni? O ancora a fare eruttare dei vulcani “a scelta” con la sola pressione di un pulsante?
Ma per favore, non fateci ridere. Guardare troppi film, fa male.

E comunque senza andare a scomodare il sito Haarp, ci sono altri siti che fanno studi simili anche in Italia, e tutti liberamente visionabili con tanto di normative liberamente scaricabili. Non c’è nulla di anomalo, di sospetto, o di segreto.

Qui trovate il sito di Rilevazioni Ambientali di Milano
http://www.studiosra.it/

Qui trovate il sito del FISBAT-CRN:
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/bonasoni.htm
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/tomasi.htm
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/tomasi1.htm
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/mugnai.htm
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/perrino.htm
http://www.fi.cnr.it/r&f/n9/maracchi.htm

Qui le ricerche sulle ELF effettuate dall’associazione ARPA in italia:
http://www.arpa.emr.it/elettrosmog/microcellesilvia.html

Altri siti vari (per comodità, sempre in italiano)
http://www.epicentro.iss.it/problemi/campi/studi.htm
http://www.arcetri.astro.it/~comore/campiem/rassegne.html

Facendo un po’ di ricerca in rete si possono trovare molti altri siti ATTENDIBILI di comprovati ricercatori, istituti, amministrazioni, che svolgono ricerche molto serie su questi argomenti senza saltar fuori con panzane da circo che con la ricerca scientifica non hanno nulla a che vedere. Vedrete che non ce n’è uno (e se doveste trovarlo, è un sito bufala!) in cui compare una qualsiasi analogia tra elettromagnetismo e scie degli aerei.
In conclusione, i cospirazionisti non hanno perso tempo anche questa volta. Com’è nel loro costume sono andati in giro per il web a pescare un po’ di “questo”, un po’ di “quello”, un po’ di “quell’altro”, per poi unire il tutto in un bel “brodo bufala” in cui ingredienti non hanno nessuna attinenza tra loro.
Si comincia prima con le scie, poi ci si attacca all’elettromagnetismo, poi ai terremoti (!!!!), agli arcobaleni, al mal di testa, alla gastrite, agli Ufo, all’impotenza sessuale……e chi più ne ha più ne metta.
Infine si condisce il tutto con una bella spruzzatina di foto bufale e teorie bufale, ed ecco a voi la ricetta perfetta per la bufala perfetta. Un bel “pastone” contenente di tutto e di più. Il tutto, ovviamente, FALSO.
Ricordate. Queste persone sono le stesse che affermano che l’uomo non è mai andato sulla Luna, giusto per darvi un’idea di chi avete di fronte.
La scelta la lasciamo al lettore.

Prosegui con la parte 6 - Testimonianze

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