Archivio Categoria: ‘Comunicati di MD80.it’

CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI PROTOCOLLO CRITICAL INCIDENT STRESS MANAGEMENT

Md80.it è lieto di segnalare il Corso di Formazione Operatori Protocollo Critical Incident Stress Management (CISM), che si svolgerà a Roma, dal 18 al 20 novembre 2015, presso Aeroclub di Roma,Via Salaria 825. Il CISM è un protocollo della psicotraumatologia tra i più diffusi a livello mondiale, implementato ed applicato con successo dalle Forze Armate, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Aeroporti, Scuole di volo e Compagnie Aeree. Il corso è destinato a tutti coloro che esercitano una professione che li porta ad affrontare quitidianamente condizioni limite o potenzialmente stressanti e che per i loro incarichi e/o mansioni necessitano di adeguata formazione per agire con strumenti adeguati e per consolidare le proprie competenze. Docente del corso sarà Charlotte Costantini, Pilota di Linea e Istruttrice ICISF. Leggi il resto dell’articolo

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APERTO IL TERZO CORSO VDS AVANZATO ALLA SCUOLA TAG DI ANGUILLARA SABAZIA

E’ aperto il nuovo corso per piloti vds avanzato alla scuola TAG (aeci 447) di Anguillara Sabazia, presso l’aviosuperficie Santo Stefano (RM04). Il corso prevede due fasi. Corso teorico: minimo 8 ore di lezione sulle regole dell’aria, la pianificazione e la preparazione di un volo, la lettura delle carte aeronautiche, le procedure normali e quelle di emergenza, l’utilizzo corretto della radio e del transponder. Corso pratico: minimo 5 missioni di volo su aeroporti controllati, generalmente Roma Urbe (LIRU), Rieti (LIQN), Perugia (LIRZ), L’Aquila (LIAP) e Pescara (LIBP) a bordo di aeromobile Tecnam P2002. I docenti sono istruttori di notevole esperienza maturata in AG, l’obiettivo del corso è formare piloti che sappiano gestire con professionalità e competenza il volo in spazi aerei controllati. Leggi il resto dell’articolo

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SCONTRO TRA DUE TORNADO NELLE MARCHE

Il pensiero della community di MD80.IT ai militari periti nell’incidente di martedì 19 Agosto. Un abbraccio alle loro famiglie e all’Aeronautica Militare. RIP

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PETIZIONE PER SALVARE L’OSSERVATORIO DEL COLLEGIO ROMANO

Non serve necessariamente essere appassionati di aviazione per capire quanto la meteorologia serva e sia servita nei secoli alla nostra passione. Francamente, sia che pilotassimo aerei veri che anche solo modellini, non manchiamo mai di osservare la manica a vento (o ciucciare il dito e sollevarlo al vento, se stiamo per far volare un grumo di polistirolo espanso). La meteorologia e i suoi albori sono stati l’anticamera del volo. L’uomo ancora non sapeva quanto preziosi sarebbero stati i suoi studi quando volse lo sguardo all’insù, secoli fa, per la pratica odierna dell’immergersi nel cielo. Fin da quando all’uomo non importava volare, il cielo e i suoi misteri hanno sempre calamitato la sua attenzione. Nubi, venti, temporali, fulmini… l’uomo ha sempre giocoforza convissuto con gli elementi della Natura, li ha perfino combattuti per sopravvivere. Leggi il resto dell’articolo

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(OH) MAMMA… DEVO PRENDERE L’AEREO! SI RINNOVA

Dopo l’inaspettato numero di download della prima versione, è da poco online al consueto indirizzo la “versione 2″ del PDF liberamente scaricabile, distrubuibile e gratuito di (Oh) mamma… devo prendere l’aereo! 

Scarica da qui  

Grazie dell’attenzione!

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OTTIMI DOWNLOAD PER “(OH) MAMMA… DEVO PRENDERE L’AEREO!”

Da qualche settimana ormai nelle aeree del forum di discussione è possibile scaricare il nostro PDF, libero e gratuito, dal titolo “(oh) mamma… devo prendere l’aereo”. Il lavoro cerca di colmare il vuoto di lavori gratuiti, scaricabili e stampabili circa i testi sulla Paura di Volare, e pur non volendo sostituirsi alle voci più autorevoli in merito, può rappresentare un’alternativa e un completamento all’esperienza usufruibile nell’area “antipaura” del forum. Visti i prossimi 500 download vi invito a tenere d’occhio il thread dal quale scaricare il PDF che nelle prossime settimane subirà un incremento di pagine per quella che sarà la prima “espansione” del progetto. La mia mail, riportata nel PDF stesso, resta sempre a disposizione per suggerimenti e critiche, e vi ringrazio di quelli e quelle giunti fino ad ora.

Buona Fortuna!   Scarica da qui (oh) mamma… devo prendere l’aereo!

http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=27&t=31830

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Nebbia e memoria…

C’è uno spettacolo di Marco Paolini, straordinario attore di teatro, che mi è rimasto impresso per svariati motivi. E’ dedicato alla memoria della grave sciagura del 9 ottobre, consumatasi la sera del 9 ottobre 1963 nelle valli del Vajont e del Piave. Lo ricordo brevemente anche qui. Nella rappresentazione teatrale dedicata alla tragedia andata in onda nel 1997, trovo perfetti alcuni passaggi.“Diretta sulla memoria”, per esempio. Lo stesso Autore si chiede cosa tuttavia voglia significare “diretta sulla memoria”. La spiegazione forse è impossibile, è impraticabile una diretta sulla memoria.Ma nel suo intento, “diretta sulla memoria” è simboleggiato da un nodo al fazzoletto.Non c’è modo più semplice, a pochi giorni dalla ricorrenza, per spiegarsi meglio.9 ottobre 1963, 8 ottobre 2001. Cosa succede quando i tasselli del mondo che tanto amiamo vengono meno? Io l’8 ottobre 2001 ero in ufficio, preso dalle assistenze telefoniche, ma il 9 passavo lungo viale Forlanini per recarmi ad un intervento tecnico. L’immagine dei resti dell’MD80 SAS, incappucciato in un telo come i cadaveri delle serie televisive, appena visibile tra la nebbia non è esattamente quello che auspico di rivedere. Ricordiamoci di queste importanti ricorrenze per il nostro Paese e il nostro recente passato.Approfondimenti:Il disastro del VajontLinate 8 ottobre 

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Paura di Volare? La parola agli Esperti di Lufthansa/Air Dolomiti!

E’ tempo di vacanze. Il caldo è opprimente. Tra noi e il nostro posto di villeggiatura, accuratamente scelto, c’è un solo “piccolo particolare”: l’aereo! Ma non solo. E’ così anche diverse volte l’anno se per mestiere o motivi familiari “dobbiamo” prendere l’aereo. Un senso di malessere generalizzato, quasi di impotenza, si impadronisce di noi. Tutto il fulcro dei nostri pensieri si sposta cocciutamente a questo “piccolo particolare”. Ditemi la verità: quante volte una vacanza tanto agognata non è stata goduta al meglio per via del pensiero del volo di ritorno? Le trasferte lavorative? Quante volte non abbiamo dato del nostro meglio per via di questa preoccupazione?

Cosa c’è dietro la Paura di Volare, come la si può definitivamente e brillantemente sconfiggere, una volta per tutte?

Ci aiutano la Dottoressa Laura Del Fabro e il Comandante Fabio Cassan.
Curatrice del seminario “Volare Rilassati” la Prima, che ritengo una delle voci più autorevoli in merito, e Comandante Air Dolomiti il Secondo, vediamo di fare un pò chiarezza su questa fobia non solo fastidiosa, ma limitante e temuta.

MD80.it ringrazia La Dottoressa Del Fabro e il Comandante Cassan per il Loro tempo e per la passione dimostrata!

MD80.it: Dottoressa Del Fabro, cosa c’è alla base di questa fobia?
Dott.ssa Del Fabro: I motivi possono essere vari. Quelli piú ricorrenti sono la mancanza di famigliaritá con il fenomeno „volo“, il dover affidarsi ad altri e la conoscenza superficiale del mezzo. Per l´ uomo volare non é una cosa normale, l´uomo non é fatto per volare, e´ abituato a muoversi sulla terra ferma, stabile, il fatto di staccarsi da questa, sentirsi sospeso nell`aria, nel vuoto, lo rende insicuro perché si sente in una situazione anomala, non controllabile, come un „pesce fuor d´acqua“. E per volare, quando non ne è capace da solo, deve affidarsi agli altri, quindi delegare. Inoltre la maggior parte delle persone e´disinformata non sa cosa vuol dire muoversi nell´aria, ha un approccio „naive“ per quanto riguarda il volo, l´aereo come mezzo e tutto quello che sta dietro la navigazione aerea. Spesso quando si sentono le domande che pongono alcuni partecipanti dei corsi ai nostri piloti si capisce che molti credono che sia quasi un caso, un „terno al lotto“che capitino cosi pochi incidenti aerei, sovente manca la dimensione reale di tutti gli accorgimenti tecnici, organizzativi e di addestramento che vengono intrapresi per garantire sicurezza.

MD80.it: Ci parli dei Vostri Seminari, cosa succede durante questi incontri?
Dott.ssa Del Fabro: Il seminario si svolge volutamente nell´ambito di un aeroporto o nelle immediate vicinanze per immergersi e confrontarsi subito nella situazione (“full-immersion”). Generalmente sono 2 giorni intensi e faticosi. Io lavoro insieme ai piloti che si occupano prevalentemente della parte tecnica. Il mio contributo specifico é quello di preparare le persone ( circa da 6 a 12 partecipanti) in un fine settimana per il volo test ed accompagnarle. Questa preparazione di tipo psicologico e cognitivo consiste nell´identificazione degli aspetti che scatenano la paura di volare (non necessariamente le cause), imparare a conoscere e prendere cosienza dei sintomi, delle reazioni fisiche e psicologiche individuali, introdurre ed addestrare le persone in tecniche di rilassamento e respirazione, aiutarle a sviluppare una strategia individuale per gestire la paura anche a bordo. Questo non solo in teoria, ma anche in pratica in quanto durante un volo test di andata e ritorno, viene applicato attivamente e sperimentato quanto appreso per vedere cosa funziona, cosa deve essere migliorato, approfondito o esercitato. Ed é qui la chiave del successo, le persone fanno l´ esperienza in misura diversa, di poter influenzare attivamente e positivamente il fenomeno del processo della paura. Con una strategia specifica riescono a mantenere il controllo, gestiscono la paura, di conseguenza vivono un rafforzo positivo un´esperienza costruttiva e di conseguenza generalmente acquisiscono fiducia, maggior sicurezza e si sentono motivate a nuove forme di comportamento.

MD80.it: Secondo la Vostra esperienza, conta maggiormente l’aspetto psicologico o quello tecnico?
Dott.ssa Del Fabro: Entrambi gli aspetti insieme a quello tecnico sono determinanti e complementari per il successo. Il nostro metodo/concetto si basa sugli aspetti: cognitivo, psicologico e comportamentale, questi 3 aspetti si integrano a vicenda. Naturalmente lavorando con gruppi, a seconda del problema e della personalitá dei singoli, si focalizzerá piú un aspetto che l´altro.

MD80.it: Quali possibilità di successo abbiamo?
Dott.ssa Del Fabro: Il successo dei nostri corsi é molto alto sia a breve (94% dei partecipanti prendono parte al volo conclusivo) che a lungo termine. Dopo 5 anni ed oltre dalla partecipazione a un nostro seminario il 90% vola per affari o per turismo.Se si è colpiti dal problema, vale la pena in ogni caso di imparare a confrontarsi con le proprie paure, gestirle e controllarle. E´ senz´altro una opportunitá per scoprire forze e risorse interiori, nuove forme di comportamento, soluzioni alternative ad una rinuncia. Forse e´indicativo sapere che il 73% dei nostri partecipanti ha potuto utilizzare quanto appreso nel seminario anche in altre situazioni quotidiane.(p. es. riprendere l´ascensore, riuscire a viaggiare in autostrada attraversando gallerie senza avere attacchi di panico ecc.)
Quindi, se non esistono delle controindicazioni particolari, é meglio non rinunciare, in quanto puó anche succedere che l´aerofobia si manifesti come primo sintomo di altri problemi. Molto spesso verifichiamo che magari una persona comincia con l´oggetto aereo, poi passa alla metropolitana, alla galleria, all´ ascensore o viceversa…Ossia puó anche esistere il pericolo di estendere le paure e cosi ridurre sempre di piú la propria aerea di liberta´d´azione. Questo fenomeno puó avvenire anche a prescindere dal fatto del volo. Certamente si puo´superare la paura di volare con delle terapie di carattere diverso e/o partecipando ad un corso specifico per il trattamento dell´aerofobia. Questi seminari hanno come obiettivo la gestione della paura e dei sintomi relativi.

Desidero sottolineare che si puo´superare la paura di volare anche se non si conoscono le cause profonde, é importante imparare a controllarla, e vivere questa esperienza :„ funziona, ho la possibilitá di farcela“, „posso fare qualcosa, gestire, invece di essere gestito“. Io stessa mi meraviglio di quanto si possa ottenere in cosi breve tempo quando c’è la disponibilitá e la volontá di farcela. In ogni seminario posso constatare che l´essere umano ha veramente molte risorse, deve solo crederci e usarle.

In questi anni di lavoro ho accumulato un grande tesoro: le numerose “raggianti” cartoline (piú di un centinaio) inviate da paesi vicini e lontani dai miei partecipanti. Sono felici, si sentono “liberi di volare verso mete nuove”. Auguro a tante lettrici e lettori, che hanno il problema dell´aerofobia, la stessa forza e successo.

MD80.it: Dottoressa, qualche consiglio per i nostri Utenti e Lettori?
Dott.ssa Del Fabro: Sai che in breve tempo devi volare e ti senti a disagio:

Pensa realisticamente!

Se si presentano pensieri negativi: guarda la realtá dei fatti ogni giorno ci sono piú di 50.000 voli al mondo che arrivano sicuri a destinazione e milioni di passeggeri che usano l´aereo per spostarsi velocemente.

Elimina o riduci lo stress!

Scarica l´adrenalina e prepara il corpo. Pratica dello sport, comincia almeno due settimane prima del volo a fare esercizi di rilassamento (*) e di respirazione profonda almeno 20 minuti al giorno. Dormi a sufficienza, alimentati in modo regolare e sano in maniera di sentirti in forma. Questo ti serve a ridurre stress e ad affrontare fisicamente la paura.

(*) Particolarmente consigliato è il rilassamento progressivo per la desensibilizzazione sistematica dell´ansia. Ma se conosci e pratichi un altro metodo (training autogeno, yoga ecc.) con cui ti trovi bene usa sistematicamente questo.

Preparati mentalmente!

Pensa al tuo obiettivo. Tu vuoi volare per raggiungere una meta, per ottenere qualcosa per te importante. L´aereo è solo il mezzo che ti trasporta. Rafforzati pensando a situazioni per te difficili che hai superato con successo provando felicitá nel raggiungimento di quanto ti eri proposto. Accetta la paura come un fenomeno naturale che fa parte della nostra esistenza in situazioni per noi non abituali e che abbiamo in comune con gli altri. Piú del 30% dei passeggeri vola con una sensazione di disagio

Prima del volo metti a punto una strategia per confrontarti.
Sei agitato? È normale per chi non vola con piacere. Accettalo.
I sintomi fisici della paura sono innocui. Così come vengono, scompaiono.
Allenati! Prenditi 10 minuti e rilassati sistematicamente
Mangia qualcosa di leggero: il cibo calma. Evita caffè, thé e tranquillanti.
Ricorda: ogni 30 secondi decolla e atterra un aereo sicuro.
Concentrati sulla respirazione. Previeni l´iperventilazione!
Non intraprendere la fuga: “c´è solo un modo di vincere la paura, quello di affrontarla”!
Richiama alla mente il tuo obiettivo: “Sono qui per…” “Ho deciso di”.
Evita di isolarti, rimani presente. Parla, comunica. Non chiudere mai gli occhi in aereo quando si ha paura.
Personifica la tua paura e fai un patto con lei: aiutami, ma non ostacolarmi.
Superare la delusione della rinuncia dopo costa piú energie del volare ora. Persegui il tuo obiettivo
Si chiudono le porte: pensa in aereo c´é sempre aria a sufficienza. Siamo nell´aria! Dirigi la bocchetta d´aria verso di te e prova la sensazione di freschezza
Non isolarti: prendi contatto con l´assistente di volo: comunica il tuo disagio.
Ascolta le istruzioni del personale senza drammatizzare. Sono solo informazioni utili per la tua sicurezza personale!
Se il problema dell´aviofobia si intensifica non ignorarlo, ma consultare un esperto

MD80.it: Che ruolo hanno i Media tradizionali in questo discorso?
Dott.ssa Del Fabro: Generalmente influiscono negativamente l´opinione pubblica perche´ per informare velocemente subito dopo un incidente danno delle informazioni che nella maggior parte dei casi non corrisponde alla realtá. Di regola da parte dei responsabili viene fatta un inchiesta e ricerca sulle vere cause che il piú delle volte sono dovute a molti fattori concomitanti, e che richiedono tempo per essere eseguite. I media trovano soluzioni elementari, incompetenti, da sensazione come:” è stato il fulmine, la forte turbolenza, l´aereo si è spezzato ecc.” che creano maggior disorientamento e insicurezza nel lettore. Infatti l´obiettivo pare sovente essere quello di impressionare negativamente. Se in realtà si pensa che mondialmente ci sono piú di 50.000 voli al giorno e generalmente non capita niente e in più gli incidenti aerei quasi mai sono dovuti a cause che si ripetono, proprio perché si opera per eliminarle e prevenirle.

MD80.it: Grazie Dottoressa. Comandante Cassan, riallacciandoci in parte alla domanda precedente, Le chiedo: la falsa percezione dell’aereo ad elica come “vecchio e insicuro”?
Com.te Cassan: Si confondono spesso l’affidabilita e la sicurezza con l’eta degli aeromobili oppure con la tipologia. In verità spesso, quelli a turboelica come ad esempio l’ATR possono avere 10 anni di vita e quelli a jet come l’Md 80 o il 737 possono avere 20 o 25 anni di lavoro alle spalle. La sicurezza non è una questione di tipologia o di età, quanto piuttosto una questione di addestramento del personale di volo e di affidabilità della manutenzione.

MD80.it: Un altro mito da scacciare è quello dei voli “low cost” e “charter”, termini abusati e spesso usati a sproposito.
Com.te Cassan: Le Compagnie scelgono con valutazioni commerciali e di mercato se dedicarsi prevalentemente ai charter, ai voli di linea o se piuttosto essere una compagnia low cost. Non vi è alcuna differenza tra le scelte in fatto di controlli e di serietà del personale. Su tutto deve rassicurarci il fatto che comunque l’aereo rimane il mezzo di trasporto più sicuro e che una Compagnia al giorno d’oggi non ha interesse a rischiare un incidente che potrebbe voler dire la fuga dei passeggeri e la chiusura dell’attività.

MD80.it: Anche il discorso “manutenzione”, complici i “credo popolari”, fanno gran danni. Non è vero?
Com.te Cassan: Non credo esista un’altra attività come il trasporto in volo di passeggeri specie nel mondo occidentale o comunque nelle Compagnie che fanno parte del sistema internazionale ICAO/IATA. Gli aeromobili vengono sottoposti a controlli rigorosi ogni giorno ed i piloti subiscono un addestramento ed un controllo che nessun’altra professione al mondo richiede.

MD80.it: Grazie Comandante

Il Comandante Cassan e la Dottoressa Del Fabro sono oltretutto gli Autori del libro “Volate sempre rilassati”.

Approfondimenti:
Sito del seminario Lufthansa/Air Dolomiti
Libro “Volate sempre rilassati…”

Il Forum sulla Paura di Volare di MD80.it. Parla delle tue ansie tra amici!

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L’EREDITA’ DI QUEL “PICCOLO PASSO”

In occasione dell’imminente quarantesimo anniversario dello sbarco umano sulla Luna, pubblichiamo quanto Luca Guidoni, figli di Umberto Guidoni, ci ha gentilmente concesso:

“Esattamente 40 anni fa, il 20 Luglio 1969 alle ore 22:17 ora italiana, Neil Armstrong ed Edwin “Buzz” Aldrin divennero i primi uomini a camminare sulla Luna, i primi uomini a metter piede su un corpo celeste diverso dalla Terra. Ancora oggi le missioni Apollo sono viste come l’epoca d’oro dell’esplorazione spaziale, il culmine del successo della tecnologia e dello sforzo umano, tanto che si parla del 2020 come la data del ritorno dell’uomo sulla Luna. Cosa ha significato questo storico evento e che senso ha continuare l’esplorazione spaziale?

Sicuramente il programma Apollo rappresenta il raggiungimento di un obiettivo inseguito da millenni, ma ancor di più dimostra come la tecnologia e lo sforzo collettivo ci portino a poter realizzare imprese ai limiti della fantascienza. Non bisogna scordare infatti che il successo del programma è dovuto al lavoro di centinaia di migliaia di persone (dal 1966 al 1967 vi furono impiegati in 420.000) integrate in un sistema estremamente complesso ed organizzato di competenze. Solamente in questo modo si è riusciti a compiere i grandi avvenimenti che oggi conosciamo.

C’era una motivazione politica dietro tutto questo entusiasmo? Sicuramente. La guerra fredda era nel suo pieno svolgimento e l’ordine imperativo era quello di battere l’Unione Sovietica in una corsa alla tecnologia orientata principalmente verso lo spazio, campo nel quale i russi avevano fino a quel momento un netto vantaggio. Questa competizione politica sicuramente è servita da incentivo allo sviluppo del programma Apollo, ha determinato la tipologia delle missioni sulla Luna, e in un certo senso ha anche segnato la fine dell’esplorazione umana del nostro satellite. La contrapposizione fra blocchi fece si che si puntò principalmente a sviluppare missioni mirate a portare gli astronauti sulla Luna nel modo più veloce possibile, impedendo così lo sviluppo, sia dal punto di vista economico che della sicurezza, di missioni sostenibili che avrebbero permesso un’approfondita esplorazione del nostro satellite. Non bisogna scordare che le probabilità di successo delle missioni lunari venivano date circa al 50%, un livello di rischio oggi non più tollerabile nelle missioni spaziali con equipaggio. Vi erano all’epoca tre tipologie di missioni possibili. La prima era di costruire un vettore capace di lanciare una capsula direttamente verso l’orbita lunare, e fu la strada intrapresa dai russi con il progetto N1, purtroppo senza successo. La strada più plausibile, e quella preferita dallo stesso Von Braun, era la costruzione di una stazione spaziale orbitante che avrebbe permesso l’assemblaggio in orbita, od il rifornimento, della navetta che poi avrebbe portato gli astronauti sulla Luna, ma questa soluzione avrebbe richiesto troppo tempo. Alla fine quindi si scelse la soluzione più rischiosa ma più veloce, il cosiddetto sistema “Rendez-Vous in Lunar Orbit” che però comportava una missione composta di numerose fasi complesse, ciascuna con i suoi rischi. Un problema in anche una sola di queste avrebbe portato al fallimento della missione, e in alcune fasi critiche come la ripartenza dal suolo lunare, alla perdita dell’equipaggio. Questa scelta segnò probabilmente il destino del programma prima ancora del suo enorme successo, poiché non permetteva uno sviluppo sostenibile dell’esplorazione lunare: era troppo rischioso e troppo costoso per un utilizzo a lungo termine. Inizialmente erano previste 20 missioni lunari, ma la ultime 3 furono cancellate: i vettori Saturno V, già costruiti per le missioni si trovano ora uno al Johnson Space Center di Houston, uno al Kennedy Space Center in Florida ed uno allo Smithsonian. Alla fine quindi, qual è stato il punto di portare l’uomo sulla Luna e di continuare l’esplorazione spaziale?

Molti, io per primo, portano come esempi dell’utilità delle missioni spaziali innovazioni tecniche che oggi sono possibili grazie alle tecnologie sperimentate durante il programma Apollo, come le padelle antiaderenti al Teflon, le celle a combustibile o i microprocessori. Non è però in queste piccole cose che si può quantificare l’importanza delle missioni Lunari, quanto invece nelle parole del presidente Kennedy durante il suo storico annuncio il 12 Settembre 1962: “noi scegliamo di andare sulla luna e fare tutte le altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili. Perché qusta è una sfida che siamo disposti ad accettare, una sfida che non siamo disposti a posticipare, e che intendiamo vincere”. Credo sia questo il fulcro del significato dello sbarco sulla Luna, che riassume un po’ la forza dell’atteggiamento umano, capace di porsi un obiettivo ambizioso e raggiungerlo grazie allo sviluppo tecnologico ma soprattutto al lavoro di squadra. Questi obiettivi in particolare sono dettati principalmente dalla volontà di affrontare nuove sfide, e dalla possibilità di superarle grazie all’ingegno. C’è anche un aspetto tutto umano, che è quello di vedere la Terra da una nuova prospettiva. Le esperienze vissute nello spazio rendono le missioni ancora più straordinarie: vedere la terra proiettata sullo sfondo nero dello spazio è un effetto apprezzabile già in orbita terrestre ma deve essere stato ancora più evidente durante le missioni Apollo. Molti astronauti e cosmonauti sono stati profondamente cambiati dopo questa vista spettacolare, ad esempio Jim Lovell, comandante dell’Apollo 13, disse che fu molto turbato quando “si rese conto che poteva nascondere la terra con la sua mano”. Non a caso la foto della terra sullo sfondo nero dello spazio scattata dall’Apollo 17 è la più scaricata da internet.

Ancora oggi si va nello spazio per lo stesso motivo: per varcare i confini della nostra conoscienza ma soprattutto per osservare il “pianeta azzurro”, così come è stato battezzato dagli astronauti del programma Mercury da un’altra prospettiva, un punto di vista che ci aiuta, forse, a conoscere e ad amare il nostro pianeta.

Oggi però le missioni spaziali hanno preso un altro corso: dopo l’Apollo ci si rese conto che un solo paese, per quanto ricco e avanzato tecnologicamente, non avrebbe potuto continuare l’esplorazione del Sistema Solare da solo. La collaborazione internazionale è l’unico modo per poter portare avanti un obiettivo così ambizioso, ed è infatti su questo aspetto che ci si è concentrati dopo l’epica conquista della Luna. Dalla storica missione Apollo–Soyuz allo Space Shuttle sulla Mir al progetto della Stazione Spaziale Internazionale, le missioni spaziali che hanno seguito l’Apollo hanno dimostrato l’importanza del lavoro di squadra non più a livello nazionale ma a livello globale. Speriamo che in futuro, le nuove missioni lunari possano veramente rispecchiare il motto della targa lasciata da Armstrong ed Aldrin sul suolo lunare “Qui uomini dal pianeta terra hanno per la prima volta messo piede sulla Luna. Veniamo in pace per tutta l’umanità”.”

 

LUCA GUIDONI

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MAMMA HO PRESO L’AEREO!

La paura di volare colpisce indistintamente giovani e anziani, manager affermati e vacanzieri saltuari. E’ cioè una problematica che accomuna persone molto “diverse” tra loro.

Secondo il recente comunicato da parte del Team dei seminari Lufthansa/Air Dolomiti a questi corsi l’età dei partecipanti è estremamente varia.

Insomma, il timore dell’aeroplano, se in piccola parte è comprensibile e normale, quando diventa vera e propria ansia colpisce indistintamente.

Nella nostra sezione Paura di Volare del forum si affacciano molti Utenti a descriverci le loro vicissitudini. Alcuni temono l’aereo nella prospettiva del primo volo, e difatti non hanno ben presente cosa ci si debba aspettare e di solito li troviamo “danneggiati” dalle dicerie popolari o da consigli sbagliati, se non avventati, di amici e conoscenti. Per altri purtroppo la situazione è più delicata, e nonostante una esperienza diretta con il volo, ad ogni occasione di viaggio l’ansia si ripresenta, immutata e testarda.

Ecco perché noi per primi consigliamo di rivolgersi a Professionisti Qualificati e bravi nel loro mestiere, perché la Paura di Volare quando non una scocciatura che rende pesante l’attesa delle vacanze e in un certo qual modo le rovina (trasformando la vacanza invece che un momento di occasione di relax in una attesa…del volo di ritorno), diventa un vero e proprio “dramma emotivo” con riflessioni negative sulla vita professionale.

Insomma, la Paura di Volare non solo è una brutta compagnia per il viaggiatore, ma spesso un vero e proprio danno economico.

Ma se ne esce, eccome se se ne esce!

La trincea emotiva nella quale ci rinchiudiamo, perché troppo spaventoso il mezzo, i suoi scossoni se c’è vento e la spinta del decollo; è scavalcabile forse non facilmente, probabilmente con l’aiuto di qualcuno ma certamente scavalcabile.

Lo testimoniano diversi amici di MD80.it che successivamente le loro vicissitudini sono tornati per raccontarci com’è andata.

Delirio per esempio, dopo un periodo di forte ansia all’idea di salire su qualunque mezzo fosse dotato di una paio di semiali, racconta che :

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VOLARE NEL SILENZIO

Una bellissima testimonianza filmata di autentica passione per il volo. Ma non solo, di passione per la pace e per il silenzio di sua maestà Cielo. Ci arriva da Tartan che tanto pazientemente ha convertito un filmato che lo vede protagonista nel modenese con la sua mongolfiera. Una esperienza che resta unica nel suo genere e che tutti dovrebbero assaporare.

Il filmato è scaricabile da questo link che rimanda al thread dedicato allo stesso nel nostro forum, dove troverete anche qualche piccolo consiglio per fruirne al meglio:

http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=65&t=27168

Questo invece il link diretto:

http://web.tiscali.it/grandepino/Modena.avi

Ringraziamo Tartan, non nuovo a regali di questo genere!

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TERREMOTO IN ABRUZZO

Desideriamo inviare un abbraccio a tutti coloro i quali sono stati coinvolti dal sisma di stanotte e ci uniamo alla preoccupazione di tutti coloro i quali in quelle zone hanno amici e familiari. Auguriamo a tutte le Forze dell’Ordine e a tutti i corpi di Protezione Civile un buon lavoro.

Esprimiamo il nostro cordoglio alle famiglie delle vittime.

MD80.it

Aggiornamento. Segnaliamo ai Lettori e agli Utenti il sito della Croce Rossa Italiana, http://www.cri.it/ , a disposizione per iniziative di raccolta fondi ma anche per maggiori info sulle attività in svolgimento per il sisma in Abruzzo.

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