Archivio Categoria: ‘Inchieste’

INDAGINE SITA: A CAPODANNO SI VIAGGIA CON LO SMARTPHONE

SITA logoAnche a Capodanno allo smartphone non si rinuncia: la quasi totalità dei passeggeri aerei (97%) porterà con sé almeno un dispositivo elettronico, l’83% uno smartphone. Sono strumenti che i viaggiatori utilizzano per personalizzare la propria esperienza di volo, in base alle differenti esigenze. Chi viaggia in aereo infatti desidera costruirsi un viaggio “su misura”, dalla scelta del volo al tragitto verso l’aeroporto, dal transito nello scalo all’imbarco dei bagagli, in volo e fino all’arrivo a destinazione.

È quanto emerge dall’ultima elaborazione di indagini SITA, specialista leader mondiale nella fornitura di servizi di comunicazione e di soluzioni IT per il trasporto aereo. Leggi il resto dell’articolo

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PETIZIONE PER SALVARE L’OSSERVATORIO DEL COLLEGIO ROMANO

Non serve necessariamente essere appassionati di aviazione per capire quanto la meteorologia serva e sia servita nei secoli alla nostra passione. Francamente, sia che pilotassimo aerei veri che anche solo modellini, non manchiamo mai di osservare la manica a vento (o ciucciare il dito e sollevarlo al vento, se stiamo per far volare un grumo di polistirolo espanso). La meteorologia e i suoi albori sono stati l’anticamera del volo. L’uomo ancora non sapeva quanto preziosi sarebbero stati i suoi studi quando volse lo sguardo all’insù, secoli fa, per la pratica odierna dell’immergersi nel cielo. Fin da quando all’uomo non importava volare, il cielo e i suoi misteri hanno sempre calamitato la sua attenzione. Nubi, venti, temporali, fulmini… l’uomo ha sempre giocoforza convissuto con gli elementi della Natura, li ha perfino combattuti per sopravvivere. Leggi il resto dell’articolo

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La Gaia Scienza sbugiarda le scie comiche, finalmente!

L’appuntamento è ogni domenica  su La7 con La Gaia Scienza, alle ore 21.30.

La Gaia Scienza è la trasmissione condotta dal Professor Mario Tozzi con il Trio Medusa che finalmente parleranno di “scie cOmiche” come si conviene; il tutto nella terza puntata andata in onda domenica 10 maggio.

Sarebbe infatti ora che tutti coloro i quali sono citati dai complottisti come autori di gravi reati se non addirittura di sterminio si facciamo avanti.

Ringraziamo il Professor Tozzi per lo spazio a questo tema, sperando che sia finalmente segno che le Istituzioni, le Compagnie e tutti quanti si ritrovano accusati dicano BASTA a queste accuse non solo prive di fondamento e di logica, ma anche fortemente diffamanti per il lavoro che voi tutti contribuite a svolgere quotidianamente e che ha reso il volo quello che è oggi.

L’appuntamento, per chi si fosse perso la puntata del 10 maggio, la terza, è sul Portale di La7  dove verrà pubblicato a breve il video dell’intera trasmissione.

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LINATE, CONFERMATE CONDANNE DELL’APPELLO

La Cassazione ha appena confermato le condanne per disastro aviatorio colposo e per omicidio plurimo colposo, in relazione all’incidente di Linate (8 ottobre 2001, 118 morti) nei confronti dell’ex amministratore delegato dell’Enav Sandro Gualano (6 anni e 6 mesi), e per gli altri imputati. In questo modo esce totalmente confermato il verdetto emesso il 7 luglio 2006 dalla Corte di appello di Milano.

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SCOPERTA IN ITALIA LA CEFALEA DA AEREO

Breve, intenso e inspiegabile. E’ il mal di testa “da aereo” individuato da un’equipe di neurologi italiani guidata dal professor Giorgio Zanchin. Lo studio che ne parla dettagliatamente è stato pubblicato sulla rivista internazionale The Journal of headache and pain.
“Si tratta una forma di cefalea che colpisce durante il viaggio in aereo, si verifica solitamente nelle fasi di atterraggio e decollo, e non è contemplata dalla classificazione internazionale”, spiega il ricercatore Federico Mainardi. “La nostra indagine non è riuscita però a trovare la causa di questo mal di testa estremamente intenso. Si tratta di un dolore unilaterale, cioè duole solo un lato della testa, e dura poco tempo, di solito 15-20 minuti”.

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DIFFUSI RISULTATI RICERCA SULLA SINDROME DA CLASSE ECONOMICA

Attenzione alle lunghe trasferte in aereo ma anche in auto o pullman: quando si viaggia per più di quattro ore in condizioni di immobilità il rischio di andare incontro a un tromboembolo raddoppia. Malgrado ciò non si tratta di un allarme, poiché le probabilità di incorrere in questi problemi circolatori restano basse, intorno a 1 caso su 6mila. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noti i risultati del suo progetto WRIGHT, una ricerca iniziata nel 2001 in seguito al clamore suscitato dal caso della giovane inglese morta dopo un volo dall’Australia. La sindrome da classe economica, questo il nome popolare del fenomeno, non è una malattia ma una condizione che favorisce il manifestarsi di tromboembolie. Rimanere per ore immobili, soprattutto in posizione seduta, rallenta molto la circolazione del sangue negli arti inferiori e può favorire, nel momento in cui ci si muove, il distacco di trombi e, come estrema conseguenza, un’embolia polmonare.

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ANSA: GLI ULTIMI MINUTI DI TERRORE DELL’ATR TUNINTER

I passeggeri dell’Atr 72 della Tuninter in volo da Bari a Djerba, che precipitò il 6 agosto 2005 a poche miglia dalla costa palermitana, furono poco assistiti dal personale di bordo mentre nella cabina di pilotaggio si cercava di ammarare. Emerge dalla perizia disposta dalla procura di Palermo che conduce l’ inchiesta sull’ incidente che causò 16 morti, mentre 23 furono i sopravvissuti. Entrambi i motori si spensero a poco meno di due minuti l’uno dall’altro per mancanza di carburante. Ciò fu dovuto, a quanto accertato dalla perizia, dalla presenza nella consolle dei comandi di un indicatore di carburante (Fqi) omologato per un modello di aereo diverso, l’Atr 42. Della sostituzione sbagliata, fatta in un hangar di Tunisi, non si accorsero né il comandante, Chafik Garbi, né il suo secondo, Lassoued Alì Kebaier, i due piloti che il giorno prima avevano chiesto il cambio della strumentazione per un’anomalia. Essendo sbagliati i calcoli fatti dal comandante sull’effettivo quantitativo di carburante a bordo, a metà strada tra Bari e Djerba i due serbatoi rimasero a secco. Dopo aver planato per una quindicina di minuti nel basso Tirreno, l’Atr fece splash-down, senza eseguire le procedure previste, a poche miglia dalla Sicilia.
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ALITALIA, PERCHE’ NON RISARCISCI?

Ci scrive un nostro lettore, denunciando i problemi che ha incontrato per vedersi risarcito un furto subìto all’aeroporto di Malpensa. Non vogliamo entrare nel merito esprimendo giudizi sulla vicenda, lasciando che siate voi a valutare quanto riportato.
Salve, forse questa mia lettera può dare agli addetti ai lavori qualche spunto di riflessione ulteriore sulle motivazioni della crisi continua della compagnia.
Lo scorso 13 Aprile, sulla tratta YVR-SLC-ORD-MXP-PSA operata con vettori DL (YVR-SLC-ORD) e AZ (ORD-MXP-PSA) il mio bagaglio registrato è arrivato a Pisa con un giorno di ritardo.
Al ritiro in aeroporto, ho notato che era stato forzato durante il suo non previsto giorno di stop a Malpensa.
Dal contenuto mancavano un obbiettivo fotografico Nikon e il mio lettore mp3 iPod.
Ho dunque seguito la procedura  prevista in questi casi: ho compilato il P.I.R. ed ho sporto denuncia alla stazione di polizia dell’aeroporto di Pisa.
Il 18 Aprile, ho spedito  via fax il tutto all’apposito ufficio Alitalia-Relazioni Clientela di Palermo.
Dopo oltre 4 mesi di silenzio, e numerosi miei tentativi telefonici (con 30 min di tempo di attesa medio a 0.15 euro/min) di informarmi sullo stato della procedura ed eventualmente velocizzarla, il 29 Agosto ricevo una telefonata dalle Relazioni con la Clientela.
Con una certa sorpresa, apprendo che “sfortunatamente, secondo le condizioni generali di trasporto AZ, il passeggero è tenuto a non includere beni di valore (documenti importanti, apparecchiature fotografiche, elettroniche ecc..) nel bagaglio registrato” e pertanto non avevo diritto ad alcun risarcimento.
Ho subito consultato sul web le Condizioni Generali ed ho appreso che molte compagnie (AZ, AF, BA…) prescrivono di non includere oggetti di valore nei bagagli registrati.
Quindi, immagino che legalmente Alitalia abbia il diritto a negarmi il rimborso, poiché io, comprando il biglietto accetto implicitamente le Condizioni Generali – anche se nessuno mai, in anni di viaggi, me le ha fatte leggere, nè sono presenti in forma estesa sul biglietto.
Tuttavia, le leggi e i contratti definiscono diritti e doveri minimali. Sta poi alle persone/aziende definire gli standard che ritengono più opportuni per  curare i loro interessi.
Una compagnia aerea che valorizzi adeguatamente il customer-care dovrebbe considerare molto attentamente se valga la pena perdere un frequent-flyer Ulisse che, dal 2000 ad oggi ha accumulato 306.000 miglia spendendo 5-10.000 euro di biglietti Alitalia all’anno, oppure se sia più opportuno rimborsare, almeno parzialmente il valore (1000 euro ca.) degli oggetti rubati. 
Per quanto mi riguarda, pur dispiacendomi per i numerosi dipendenti Alitalia incontrati in questi anni che svolgono il loro lavoro con professionalità e gentilezza, io non volerò mai più Alitalia in ogni caso in cui siano presenti possibilità alternative.
Saluti.

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PRIMI ARRESTI PER GLI ATTACCHI SVENTATI A LONDRA

La polizia britannica ha detto oggi di aver sventato quello che hadefinito un piano per fare esplodere diversi aerei in volo tra la Gran Bretagna e gli Stati Unitied ha arrestato 21 persone nell’area di Londra e a Birmingham nella notte. “Siamo fiduciosi di aver fermato un piano dei terroristi per causare morte e distruzione”, hadetto il vice commissario della polizia di Londra Paul Stephenson. “Semplicemente, intendevaessere un omicidio di massa su scala inimmaginabile”.
Sia la Gran Bretagna che gli Usa hanno alzato il livello di sicurezza, provocando fortiritardi agli aeroporti in seguito alla rivelazione del complotto, che secondo una fonte dipolizia avrebbe previsto l’uso di un dispositivo con “liquido chimico”. Notizie non confermate  riferite dai media dicono che obiettivo del complotto erano dai seiai dieci aerei. Il dipartimento per la Sicurezza interna Usa ha portato il livello di minaccia per la sicurezzadi tutti i voli commericali ad “alto” e le autorità Usa hanno vietato liquidi, comprese lebevande, su tutti i voli.
I servizi di sicurezza britannici hanno alzato il livello della minaccia per il paese da “grave”a “critico”, il più alto nella scala di cinque gradi che significa che ci “si aspetta un attaccoimminente”.
“La polizia agisce con il servizio di sicurezza MI5 e sta indagando su un presunto piano perabbattere un certo numero di voli attraverso esplosioni in aria, causando una considerevoleperdita di vite”, ha detto il ministro dell’Interno John Reid.
L’allerta per la sicurezza arriva 13 mesi dopo che quattro islamici britannici hanno ucciso52 persone e ne hanno ferite 700 in un attacco alla rete di trasporti di Londra con attentatisuicidi.

La nazionalità degli arrestati al momento non è chiara. Il mese scorso, al Qaeda ha chiesto ai musulmani di combattere coloro che appoggianol’aggressione di Israele contro il Libano e ha ammonito che ci sarebbero stati nuovi attacchisenza il ritiro della forze britanniche e Usa dall’Iraq e dall’Afghanistan.
Al Qaeda ha dirottato degli aerei nel settembre 2001 per distruggere il World Trade Centerdi New York e il britannico Richard Reid è stato arrestato nel dicembre 2001 per aver tentatodi far esplodere un aereo diretto negli Usa.

VOLI SOSPESI
La società che gestisce gli aeroporti di Londra, la BAA ha chiesto a tutte le linee aereeeuropee di sospendere i voli verso l’aeroporto londinese di Heatrow, dove nuove misure disicurezza provocano forti ritardi.
Le linee aeree hanno detto che non sarà consentito portare bagagli a mano a bordo degliaerei in partenza dagli aeroporti britannici, ed è vietato portare a bordo anche dispositivielettronici, compresi computer portatili e telefonini. E’ vietato portare anche sostanze liquideper tutti i passeggeri in volo verso gli Stati Uniti.
Lunghe code si sono fermate all’aeroporto di Heatrow mentre i passeggeri si sottopongonoad accurati controlli. “Sono una ex-assistente di volo, sono abituata ai ritardi, ma questo è un tipo diverso diritardo”, ha detto Gita Saintangelo, 54 anni, un’americana che deve far ritorno a Miami.
“Abbiamo sentito la notizia stamani alla tv, siamo usciti un po’ prima e abbiamo detto unapreghiera”, ha detto a Heathrow.

CRITICHE
La Gran Bretagna è sotto un fuoco di critiche da parte dei militanti islamici per la suacampagna militare in Iraq e Afghanistan.
Anche Blair è stato molto criticato sia nel suo paese che all’estero dopo aver seguito i passidegli Usa ed essersi rifiutato di chiedere un immediato cessato il fuoco nel conflitto tra Israelee il gruppo Hezbollah in Libano.
In un discorso ieri, Reid ha detto che la Gran Bretagna è nel periodo più lungo di graveminaccia dalla fine della Seconda guerra mondiale.
L’ufficio di Blair, che è in vacanza ai Caraibi, ha detto che il primo ministro si è consultatocon il presidente Usa George W. Bush sull’operazione durante la notte ed è in costantecontatto con il Regno Unito per monitorare la situazione.
L’esperto di terrorismo Paul Beaver ha detto che il bagaglio a mano può dare problemi perla sicurezza degli aeroporti. “Un computer portatile può contenere abbastanza esplosivo da fare saltare un aereo”, hadetto, aggiungendo che la natura dello sventato attacco suggerisce legami con al Qaeda. “Negli ultimi due mesi al Qaeda ha promesso di voler vendicare l’Iraq e l’Afghanistanattaccando gli assett dell’aviazione britannica e americana. Vedo un collegamento diretto conquesto”, ha detto. (Reuters)

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ATTERRAGGI DI EMERGENZA: CODACONS CHIEDE CONTROLLI STRAORDINARI SUGLI AEREI

-Dopo gli incidenti ed i disservizi registrati nel trasporto aereo in Italia, l’associazione esige una verifica sui velivoli e l’apertura di indagini accurate-

Incidenti e situazioni di disservizio verificatisi negli ultimi tempi pongono a rischio la sicurezza dei passeggeri. Il Codacons lancia l’allarme, soprattutto in vista delle partenze estive degli italiani.
Gli episodi di alcuni atterraggi d’emergenza registrati su alcuni scali nazionali, quali Fiumicino, Cagliari e Malpensa richiedono, secondo l’associazione, controlli straordinari sugli aerei ed indagini specifiche da parte di autorità e procure.

“Il Ministero dei trasporti, l’Enav ed l’Enac – afferma il Segretario Nazionale Codacons Francesco Tanasi – devono aprire delle indagini approfondite per analizzare questa preoccupante sequenza di atterraggi d’emergenza nei nostri scali, e le Procure interessate devono accertare le responsabilità connesse – sostiene Tanasi – In vista delle prossime vacanze estive chiediamo una verifica straordinaria su tutti i velivoli operanti in Italia.
Ciò al fine di garantire la massima sicurezza dei viaggiatori ed evitare episodi spiacevoli come quelli odierni”.

Per i passeggeri che intendano chiedere il risarcimento dei danni morali e materiali subiti a causa degli atterraggi d’emergenza registrati di recente, l’associazione ha anche attivato il numero verde 800-27 66 45, al quale risponderà un pool di avvocati coordinati dall’Avv. Floriana Pisani per fornire tutte le info utili. (help consumatori it)

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I VOLI AEREI NOTTURNI AUMENTANO L’EFFETTO SERRA

-La causa non riguarda le emissioni di anidride carbonica degli aerei di linea quanto la formazione delle scie di vapor d’acqua condensato che si forma in coda agli aerei e che poi via via si allarga fino a formare strisce di nubi cirriformi-
Il comunicato del Dipartimento di Meteorologia dell’Università di Reading (Gran Bretagna) annuncia la pubblicazione sulla rivista «Nature» di domani dei risultati di una ricerca condotta da un gruppo di meteorologi della stessa Università, secondo la quale i voli notturni aumentano ulteriormente l’effetto serra già provocato dalle emissioni di anidride carbonica e dagli altri gas serra.

La causa di questo aumento dell’effetto serra non riguarda le emissioni di anidride carbonica degli aerei di linea, come si potrebbe pensare (che hanno un effetto molto piccolo), quanto soprattutto la formazione delle scie di vapor d’acqua condensato che si forma in coda agli aerei e che poi via via si allarga fino a formare strisce di nubi cirriformi. Queste scie (o strisce bianche che rassomigliano a nubi cirriformi) possono persistere da un’ora fino a molte ore nel cielo prima che il vapor d’acqua, condensato sotto forma di minutissimi aghetti di ghiaccio, torni allo stato gassoso.

Ebbene sono proprio queste scie che impediscono alla radiazione termica proveniente dalla superficie terrestre di andare verso lo spazio. Anzi, siccome si tratta di scie di vapor d’acqua, e il vapor d’acqua anche se condensato è un potente gas serra, le scie assorbono la radiazione termica all’infrarosso proveniente dal suolo e la riemettono verso il basso rimandandola al suolo. In questo modo funzionano come sorgenti di radiazione termica e contribuiscono ad aumentare l’effetto serra.

Di giorno un simile effetto non si verifica perché le scie degli aeree essendo bianche riflettono la radiazione solare che viene dallo spazio, impedendo ai raggi solari di raggiungere la superficie terrestre: le scie di giorno hanno quindi un effetto esattamente opposto e cioè sono raffreddanti atmosferici.

I voli notturni in Gran Bretagna costituiscono il 22% del traffico aereo, ma contribuiscono dal 60 all’80% dell’effetto serra complessivo provocato dalle scie del traffico aereo. Inoltre, il traffico aereo notturno nei tre mesi invernali, quando più è alta la probabilità di formazione delle scie, contribuisce per circa il 50% dell’effetto serra complessivo annuale causato dalle scie del traffico aereo.
Il consiglio dei ricercatori che hanno effettuato questa ricerca è quello di limitare il traffico aereo notturno e di limitarlo ancora di più nei mesi invernali.

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GENOVA, DUE GIORNI DI PRESIDIO IN AEROPORTO PER GLI EX DIPENDENTI DELLA CARBOIL

Loro fuori senza lavoro; l’azienda che avevano denunciato è nuovamente al suo posto, all’aeroporto Cristoforo Colombo, a gestire il servizio carburante degli aerei che transitano. Condizione inaccettabile per i 4 lavoratori della Carboil Srl: sostenuti nella loro battaglia dalla Cgil, hanno presidiato l’aeroporto, dalle 7alle 12.30, dalle 15 alle 18 del 5 e 6 giugno, per sesibilizzare l’opinione pubblica: volantini e striscioni per spiegare ai viaggiatori in partenza di aver perso il lavoro dopo aver segnalato ai carabinieri la mancanza di sicurezza durante il rifornimento degli aerei nello scalo genovese a causa delle inadempienze della Carboil azienda in subconcessione dell’Eni.
Da alcuni giorni la Carboil è tornata a lavorare al Colombo, ma si e’ dimenticata degli ex dipendenti. Il licenziamento, affermano gli ex dipendenti, e’ una chiara ritorsione per aver testimoniato le gravi condizioni di lavoro.
A questo link il filmato (formato WMV) del servizio realizzato dal TG3.

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SEA, CHE CONTRATTI FAI AI DIPENDENTI?

Ci eravamo già occupati della situazione dei lavoratori a Malpensa e Linate, che operano con contratti piuttosto discutibili a opera della SEA, e dopo l’apertura del nostro spazio denominato “Denunce“, sono arrivate altre email in merito a questo argomento. Ecco una delle più significative…

«Gentile md80.it, mi chiamo XXX (nome omesso dallo Staff di md80.it), vorrei con questo articolo comparso su Varese News denunciare uno degli innumerevoli gravi fatti che accadono a Malpensa. Ho letto alcuni articoli riguardanti la SEA, ma nessuno che riguarda i lavoratori e lavoratrici, che operano alle dipendenze della stessa, con contratti assurdi e sfociati ormai da anni nella non regolarità…

…Premetto che non sono un sindacalista, sono solo un collega di queste persone, ma con un contratto a tempo indeterminato, che ha assistito a questi abusi nei confronti di ragazzi e ragazze che ormai da 7 anni subiscono contratti a termine molto discutibili.
Spero che quanto segua venga pubblicato sul vostro sito, ciò non vuol essere un articolo per demolire un’azienda che, tutto sommato, dà lavoro, ma solo una sensibilizzazione per come questo lavoro viene dato…
Premetto che queste due persone sono solo le ultime, già 20 ragazze che lavorano al check-in hanno subito lo stesso trattamento, ma su sentenza del tribunale di Busto Arsizio sono state reintegrate a piena ragione, e finalmente con un contratto a tempo indeterminato.»

SEA ORDINA agenzia interinale UBBIDISCE
Due lavoratori interinali assunti da una nota agenzia, e collocati a Malpensa presso Sea, sono stati licenziati.
La colpa dei lavoratori è stata quella di aver impugnato legalmente i contratti a termine fatti prima da Sea e poi dalla stessa agenzia interinale.
Con questo atto la Sea cerca in tutti i modi di bloccare la lotta dei lavoratori per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato.

I fatti:
- Da anni Sea usava i contratti a termine in modo “discutibile”. Alcuni lavoratori sono arrivati a 10 contratti a termine consecutivi.
- Dopo le numerose cause, Sea per tentare di tamponare la situazione, alcuni mesi fa, ha convocato i lavoratori a termine proponendo dei contratti non più come Sea ma con agenzie interinali.
- Centinaia di lavoratori sono stati quindi avviati al lavoro presso Malpensa non più con contratti a termine di Sea, ma con contratti delle varie agenzie che operano nel Varesotto.
- Alcuni lavoratori, stufi di questa situazione, hanno comunque deciso di impugnare davanti al giudice l’assunzione a termine, per essere assunti definitivamente.
- Qui scatta la repressione Sea, che li convoca per chiedere loro di ritirare la causa, e dopo il loro rifiuto, comunica alla agenzia interinale che li aveva in gestione di ritenere i lavoratori indesiderati, perché a detta loro, “sono venuti meno alla fiducia di Sea-.
- questa agenzia interinale, senza motivare nessun addebito, il 29-3 sospende i lavoratori dal lavoro.
- Dopo oltre un mese, nonostante che i lavoratori si erano resi disponibili a lavorare fino alla fine del contratto (ottobre 2006) in un altro posto di lavoro, l’agenzia licenzia i due lavoratori.

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DOV’E’ LA SICUREZZA CHE TUTTI CI ATTENDIAMO DA CHI DOVREBBE GARANTIRLA?

Non basta la psicosi per il pericolo più o meno concreto dovuto al terrorismo, non bastano la preoccupazione per il carovita, l’assistenzialismo, il futuro incerto dei propri figli. A complicare le cose, almeno per i passeggeri genovesi, ci si mettono anche le autobotti della Carboil, vistosamente inadeguate, carenti di manutenzione. Chi di voi non scapperebbe a gambe levate vedendo carburante per aeromobili uscire dall’autobotte non tramite il manicotto per entrare nei serbatoi, ma uscire da crepe per posarsi sull’asfalto? Basterebbe (e sarebbe bastata in molte occasioni occorse in passato) una scintilla.
Perchè dei giovani e onesti lavoratori devono operare in queste condizioni? Dov’è il diritto di autotutela, di legittimare la propria protesta nei confronti di mezzi di lavoro inadeguati, pericolosi per sé e per gli altri?

Chi ci spiega, e soprattutto lo spiega ai giovani diplomati o laureati che si affacciano al mondo del lavoro, come mai cinque giovani lavoratori si ritrovano a casa per aver detto la verità? Come mai Carboil non effettua manutenzione sulla propria flotta di autobotti? Come mai dovremmo aspettare una tragedia, probabilmente concreta e nascosta dietro l’angolo, prima di intervenire?

Chi ci dice qual è lo strano motivo che spinge verso la direzione sbagliata, un controsenso talmente palese da lasciare indignati tutti?
Sarebbe interessante sapere come mai Carboil ha ripreso (o dovrebbe riprendere) regolare servizio, spargendo qua e là benzina Jet A1 per la piazzola del Colombo, mentre i giovani EX dipendenti sono a casa solo per… aver segnalato a ripetizione la situazione.

A noi sta bene che le autobotti si usurino. Sta bene che possa capitare che una goccia coli da una crepa da identificare ancora.

È grave che la crepa, prontamente individuata segnalata dai Dipendenti, venga occultata (chissà poi perchè) e che questi, a loro volta, subiscano la perdita del posto di lavoro.

Ancora una volta md80.it si chiede se si debba attedere una tragedia per avere sicurezza. Bisogna mettere alla porta chi deve essere messo alla porta e riparare ciò che deve essere riparato.

Vogliamo porre una domanda provocatoria ai dirigenti di Carboil: “Se ci fosse vostro figlio nei pressi dell’autobotte che esplode, mentre si imbarca su un aeroplano, cosa fareste?”.

Se le istituzioni non hanno voglia di fare nulla md80.it si mobiliterà affinché i passeggeri boicottino il “Colombo” per ovvi limiti di sicurezza. Non ci fermeremo fino a quando i cinque ex dipendenti non potranno riavere posto di lavoro e stipendio.

Saltare per aria non è l’aspirazione di nessuno.

La vostra qual è?

Lo staff di md80.it

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CARBOIL, IL FILMATO DELLE PERDITE DELL’AUTOCISTERNA

Dopo la pubblicazione delle prime pagine dei giornali che parlavano del licenziamento dei cinque dipendenti della Carboil, siamo riusciti a recuperare un brevissimo filmato, anche se di scarsa qualità, che riguarda la perdita di carburante (jet a1) di un’autobotte. Da notare che la perdita proviene dall’alto: non dal manicotto come si potrebbe dedurre, ma da una crepa sulla parte alta della cisterna. Purtoppo il video non rende molto, infatti sulla fiancata si intravvede appena la parte lucida, bagnata dal carburante, ma per terra si nota chiaramente la chiazza. Il mezzo era fermo, immaginiamo quindi in movimento, quando il liquido all’interno della cisterna (45.000 mila litri) si muoveva, cosa fuoriusciva… Questa era una delle autobotti adibite per i rifornimenti ad aerei più “a posto”che c’era, pensa le altre…
A questo link la versione originale, in .3gp, e a questo link la versione .mov, entrambi visionabili con Quicktime. A voi ogni commento.

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