Archivio Categoria: ‘Opinioni’

ENAC SULL’EQUIPOLLENZA DEI DOCUMENTI DI IDENTITA’

FR“Con riferimento all’accordo del 7 gennaio 2010 in ambito Cisa – Comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti – nel quale Ryanair aveva accettato di riconoscere per i propri passeggeri anche le tessere modello AT/BT (tessere ministeriali) rilasciate dalla Pubblica Amministrazione, tra i documenti di riconoscimento individuati dalla normativa italiana, l’Enac (Ente nazionale aviazione civile) a seguito di articoli di stampa che, riportando presunte dichiarazioni dell’amministratore delegato della compagnia, evidenziavano possibili incongruenze in merito a quanto concordato, ha avviato una verifica sul rispetto degli accordi raggiunti.

Dalla verifica è risultato, ed è stato confermato dallo stesso vettore attraverso una lettera ufficiale, che Ryanair ha dato piena attuazione agli accordi presi nella riunione del 7 gennaio scorso e, pertanto, accetta come documento di identità anche le tessere ministeriali. Sono inoltre in corso ulteriori approfondimenti per i restanti documenti come, ad esempio, le patenti di guida.

Il presidente Vito Riggio evidenzia: ‘Con la lettera che abbiamo ricevuto da Ryanair vengono smentite le dichiarazioni avventate del suo amministratore delegato, nei confronti del quale, comunque, mantengo le azioni legali in atto’”.

(Avionews)

APPROFONDIMENTI:

- sito ENAC

- sito Ryanair

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QUANDO LA MUSICA NON PIACE. AFFATTO

E’ già da diverso tempo che su YouTube è pubblicato un video, una “canzone”, a detta degli Autori, che dimostra quanto odio si possa nutrire nei confronti dei propri simili. Ne parlò persino Perle Complottiste in questo articolo, dove trovate tra l’altro tutti i dettagli del caso. Un video che non ha certo bisogno di commenti. Mi chiedo allora come possa un sito come YouTube, molto celere ad oscurare tutto ciò che lede i copyright, giustamente, a non battere ciglio su ciò che lede alla memoria  di una moltitudine di famiglie colpite da sciagure aeree. Mi chiedo anche come si possa produrre un video del genere, del tutto insensibili di fronte a quello che queste significano non solo per le vittime, ma per le loro famiglie e il decoro, il rispetto e il tatto doverosi in casi simili. Mi chiedo, francamente, come possa ancora essere lì un video che sputa sulla dignità umana e sul ricordo dei defunti. E’ inammissibile che Internet sia anche questo. E’ inammissibile. Tuttavia siamo certi di un sollecito riscontro da parte di YouTube, affinchè il loro sito non diventi anche contenitore di inni alla morte e disprezzo per i sentimenti di chi è stato colpito da sciagure fin troppo private e non augurabili a nessuno. Lo aspettiamo, questo riscontro, perchè ci pare più che doveroso.

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SCAJOLA: «LA NUOVA ALITALIA PARTIRA’ DOPO LE VACANZE DI NATALE»

AlitaliaPiù tardi del previsto. La nuova Alitalia inizierà ad operare a gennaio. La Cai diventerà infatti operativa dopo le vacanze di Natale. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. «Il cambio alla cloche – ha spiegato Scajola – ci sarà dopo le vacanze natalizie». Il ministro ha ricordato comunque che l’accordo economico con Cai è già operativo da ieri. «Spero che la nuova compagnia – ha concluso – possa ritornare ai livelli di qualità della vecchia».

(Corriere.it)

APPROFONDIMENTI:

- sito Alitalia

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“CIAMPINO NON CHIUDERA’ AI LOW-COST NEL 2011, MA PRIMA”

Sindaco CiampinoIl Sindaco di Ciampino, Walter Enrico Perandini, risponde alle dichiarazioni rilasciate in una conferenza stampa di ieri dalla compagnia Ryanair, che tramite il Deputy Chief Executive Michael Cawley ha escluso la possibilità di una chiusura al traffico commerciale del “Pastine” dal 2011, chiedendo anzi di ottenere dall’Enac gli slot che verranno lasciati liberi da Easyjet con il trasloco a Fiumicino.

“Ancora una volta – afferma il Sindaco – la Ryanair non vuole capire che l’Italia è uno stato sovrano, in cui le leggi le fa lo stato e le compagnie  aeree le debbono rispettare e non imporre. Cawley ha ripetuto di nuovo che gli aerei low-cost non farebbero rumore, e che esisterebbe uno studio Enac-Adr che lo  dimostrerebbe. In realtà ciò non è mai stato dimostrato, ed anzi l’unico monitoraggio realmente esistente e scientificamente rilavante è quello del Cristal sul rumore aeroportuale, istituito dalla Regione Lazio ed a cura di Arpa Lazio e Arpa Lombardia, che nei primi sei mesi ha fornito valori di rumore costantemente al di sopra, anche di 15 decibel, ai valori consentiti dalle leggi, sia di giorno che di notte.”

“All’inizio del 2009 abbiamo appuntamento con il Ministro dei Trasporti Matteoli – prosegue Perandini – per la lettura dei dati definitivi del Cristal, che se verranno confermati sanciranno la necessità di riportare, da subito, l’aeroporto di Ciampino ad un volume di traffico non superiore a 61 movimenti aerei complessivi al giorno, a fronte dei 168 giornalieri medi dei primi sei mesi del 2008”

“Così come abbiamo affermato nel comunicato stampa congiunto della settimana scorsa il Ministro Metteoli ed il sottoscritto – conclude Perandini – ribadisco a Ryanair che è necessario che lo scalo di Ciampino, ancor prima della realizzazione del nuovo aeroporto di Viterbo, presumibilmente prevista per il 2011, dovrà tornare ad essere uno scalo riservato esclusivamente ai voli istituzionali.”

(Segreteria del Sindaco di Ciampino)

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11 SETTEMBRE

crono 911

MD80.it, partner di Crono911, pubblica con piacere il seguente intervento di John, Auotore del più corposo e preciso lavoro si analisi e ricostruzione dei fatti dell’11 settembre.
Crono911 non è solo un sito, ma un documento, in formato PDF, corposo e completo, scaricabile dalle pagine del sito crono911.org.

La parola a John, e che il Cielo abbia tutte le vittime di quell’infausto giorno in Gloria.

“11 settembre, sette anni dopo.

Sette anni fa il mondo si fermava, gli occhi della gente puntati sugli schermi televisivi che mostravano senza sosta l’impatto di United 175 contro la South Tower ed i due giganti feriti a morte che crollavano portando con sè migliaia di vite innocenti.

Quando il mondo è ripartito, lo ha fatto in un’altra direzione: la storia è cambiata e tutti noi abbiamo perso qualcosa, forse per sempre.

Nel mondo aeronautico, ogni disastro aereo è motivo per migliorare tecnologie e procedure: il sacrificio delle vittime di ogni tragedia consente a tutti gli altri di volare con maggiore sicurezza.

Così, ci aspettiamo che anche la tragedia dell’11 settembre serva a consegnarci un mondo più sicuro… e questo porta a chiederci: quali lezioni abbiamo imparato? Siamo più sicuri, adesso?

C’è una considerazione scritta sul Rapporto Finale della Commissione di Inchiesta che non scorderò mai e suona più o meno così: “Alle 8 del mattino, tutti i 19 terroristi erano seduti a bordo dei quattro voli e avevano superato tutto il sistema di sicurezza degli Stati Uniti”.

E’ una considerazione importante, perchè tutti noi che conosciamo il mondo aeronautico sappiamo che in quel momento il destino di quei quattro voli e l’epilogo di quella giornata era inesorabilmente segnato: niente e nessuno avrebbe potuto salvare passeggeri ed equipaggi, nè impedire che quegli aerei si schiantassero.

Il sistema di prevenzione (dall’intelligence ai controlli aeroportuali) avrebbe dovuto agire ben prima di quel momento: dopo era troppo tardi.

Studiando a fondo gli antefatti dell’11 settembre, si scopre che il successo di quegli attacchi fu dovuto all’applicazione di una semplice verità statistica: prima o poi, a furia di provare, ci si azzecca.

Dietro quegli attacchi c’è una storia di tentativi falliti: il primo attacco al World Trade Center nel 1993, l’operazione Bojinka nelle Filippine, il progetto di usare aerei agricoli per diffondere sostanze tossiche su una
metropoli, il piano di far schiantare piccoli aerei kamikaze pieni di esplosivo, l’idea di far esplodere ponti e tunnel di grande comunicazione… tutti fallirono o non raggiunsero il loro pieno scopo, finchè l’ennesimo piano, l’11 settembre 2001, riuscì.

Cosa possiamo fare di fronte a gruppi terroristici che studiano, giorno dopo giorno, il modo di penetrare i nostri sistemi di difesa e scovare le nostre vulnerabilità, e prima o poi ci riescono?

Quale sarà il prossimo tentativo che andrà a segno? Una petroliera? Una centrale nucleare? Un acquedotto?

C’è chi sostiene che bisogna dare risposte politiche: la diplomazia deve rimuovere il seme dell’odio che alimenta il terrorismo.
E’ un pensiero nobile, molto civile.
Purtroppo non sembra affatto realistico.

L’odio di Al Qaeda non si nutre solo della questione palestinese, come molti credono.
Al Qaeda punta alla destabilizzazione del sistema di governo dell’Arabia Saudita e alla sua sostituzione con un regime integralista islamico, ad esempio.
La guerra di Bin Laden contro gli americani nasce dal fatto che essi calpestarono “il sacro suolo arabo” per liberare il Kuwait nel 1991 (l’attacco del 1993, posto in essere dal nipote di colui che organizzò gli attacchi del 2001, fu compiuto nella ricorrenza della liberazione del Kuwait).

La questione palestinese, in tutto questo, c’entra poco o niente. Che risposta politica possiamo mai concepire, laddove la domanda è palesemente inaccettabile e il desiderio di vendetta sovrasta qualsiasi pensiero di perdono?

Consapevoli di questo, gli analisti americani conclusero che ci sarebbe stato sempre, da qualche parte, un qualche gruppo di terroristi che avrebbe pianificato una nuove strage. Essi determinarono che gli attacchi dell’11 settembre 2001 riuscirono perchè i terroristi disponevano di finanziamenti adeguati.
Quegli attacchi “costarono” ad Al Qaeda qualche milione di dollari, di cui mezzo milione per la fase strettamente operativa.

Con queste cifre a disposizione, qualsiasi gruppo terroristico, prima o poi, riesce a colpire duro: è solo questione di tempo.

Questa fu la ragione della dottrina della guerra preventiva: spazzare via (con qualsiasi scusa) i regimi che potenzialmente hanno capacità e volontà di finanziare gruppi terroristici interessati a fare strage nei paesi del mondo occidentale.

Si può certamente sostenere che una simile risposta è cinica, è immorale, è incivile.
Lo è.

Ma abbiamo una risposta alternativa da poter contrapporre a quella?

Non mi pare di aver ascoltato pareri competenti e illuminati in proposito, in questi sette anni.
Anzi, sembra proprio che il problema non se lo sia posto nessuno.

Là fuori, da qualche parte, c’è ancora gente… ed è un sacco di gente… che, utilizzando le parole di Bin Laden, “desidera la morte quanto gli occidentali desiderano la vita”.
Al momento, pare siano in gran parte impegnati a farsi saltare per aria in Afghanistan e in Iraq… ma dopo?

Non possiamo far finta che il problema non esista, nè illuderci che le misure sinora adottate siano sufficienti: stiamo giocando in difesa, e al nemico è lasciata l’iniziativa di decidere se – come – quando e dove colpire.

L’11 settembre ci ha ferito così gravemente perchè ci ha colpito in un modo del tutto inaspettato e imprevedibile.
Anche i terroristi imparano le lezioni e possiamo star certi che metteranno a frutto questo insegnamento.
Non hanno fretta, non hanno scadenze, non temono il fallimento perchè sono disposti al supremo sacrificio.

Tutti noi abbiamo il dovere di cercare soluzioni, che diano un senso al sacrificio delle migliaia di vittime dell’11 settembre 2001 (e delle guerre successive) e che consegnino ai nostri figli un mondo migliore e più sicuro.

Mantenere viva la memoria di quella tragedia è un modo importante per ricordare che la minaccia esiste ancora ed è ancora concreta, e per ricordare che – anche se a noi piace pensare di non essere in guerra contro nessuno – qualcuno è convinto di essere in guerra contro noi.

E se questo è vero, è bene tenere a mente che il miglior modo di concludere una guerra – se non è possibile raggiungere un soddisfacente accordo di pace – è quello di vincerla.

John, http://www.crono911.org

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ALITALIA: EMIRATES, NON SIAMO INTERESSATI

Tim Clark, EmiratesEmirates non e’ interessata ad Alitalia. Lo spiega alla Repubblica Tim Clark, numero uno della compagnia aerea del Dubai.

“Qualcuno ha detto che ci interessava, ma non e’ mai stato vero”, dice Clark, “certo ogni giorno arrivano decine di persone ad offrirci di comprare compagnie in crisi. Nelle scorse settimane ci hanno proposto anche di entrare in Austrian Airlines, ma abbiamo gia’ abbastanza progetti sul tavolo per imbarcarci in avventure di questo genere. Siamo in grado di crescere da soli”.

Il manager spiega che “la ricetta per salvare Alitalia e’ una sola: chiuderla e ripartire da zero, il mercato c’e'”, afferma Clark, “ma serve un piano industriale che capovolga le logiche del passato, mettendo i bisogni dei clienti davanti a tutto. Se il progetto c’e’ i soldi si trovano”.

(borsaitaliana.it)

APPROFONDIMENTI:

- sito Alitalia

- sito Emirates

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ALITALIA, SCAJOLA: “OCCORRERANNO SACRIFICI, L’AZIENDA NON STA BENE”

AZ“Non stiamo parlando di un’azienda che va bene, parliamo di una azienda che e’ sull’orlo del fallimento”. Cosi’ il ministro delle Attivita’ produttive, Claudio Scajola, commenta le indiscrezioni sul piano industriale che l’advisor Intesa-San Paolo sta preparando per Alitalia, e che farebbe balzare a 4mila gli esuberi che Air France-Klm prevedeva in 2.100. “Il salvataggio richiedera’ sacrifici a chi desidera investire e fa uno sforzo di investimento, e al Paese nel suo complesso”, afferma Scajola, parlando a margine dell’assemblea generale di Assimpredil-Ance. Dopo aver confermato che, a dispetto delle indiscrezioni di stampa, ”una revisione della legge Marzano non e’ tra gli argomenti che saranno discussi” nel prossimo Consiglio dei ministri, Scajola spiega che ”se la compagnia avra’ successo perche’ parte sana, potra’ riassumere personale”. ”Ci saranno alcuni tagli”, dice il ministro, aggiungendo l’augurio che ”la compagnia possa imboccare un percorso positivo”.

(Agr)

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OAG: SINGAPORE AIRLINES MIGLIORE COMPAGNIA AEREA PER LA SESTA VOLTA

747 SINGAPORE

Singapore è stato il principale vincitore alla 26esima edizione dell’Oag Airline Industry: sia come Singapore Airlines nella categoria ‘Airline of the Year’ e sia in quella degli aeroporti con lo scalo di Changi, sempre a Singapore. I vincitori sono stati annunciati nella notte di mercoledì 4 giugno nel Bloomsbury Ballroom, nel centro di Londra.

L’ultimo riconoscimento il vettore aereo lo aveva ricevuto nel 2003. La cerimonia è stata presentata dal presidente di Boeing del Regno Unito, Sir Roger Bone, che è lo sponsor dell’evento. La compagnia aerea possiede ora sei premi, da quando nel 1982 iniziò la manifestazione, più di ogni altra aviolinea ed uno in più di British Airways e Virgin Atlantic. Altri vettori nominati quest’anno sono tra gli altri American Airlines, BA, Emirates e Lufthansa.
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CIAMPINO, UN AEROPORTO DA CHIUDERE AL VOLO CIVILE?

CiampinoLo ha più volte ripetuto il Presidente dell’ENAC, Vito Riggio, e forse sono in molti dentro l’ENAC a pensare che non ci sono ormai più margini di risanamento ambientale per Ciampino.

Questo è stato anche l’epilogo dell’incontro di oggi tra la direzione aeroportuale di Ciampino, con il Direttore Legnante, e la delegazione delle diverse associazioni di cittadini e comitati che, quasi sempre insieme alle loro amministrazioni locali, protestano contro l’abnorme aumento del traffico legato alle low-cost.

Un incontro voluto dallo stesso Direttore Generale di ENAC, Silvano Manera, in risposta all’ ennesima iniziativa di protesta questa volta organizzata dall’associazione Action all’inizio di Aprile.
Ma dalla direzione aeroportuale sono arrivati solo dei no. No alla riduzione del numero dei voli giornalieri ai livelli indicati da ARPA-Lazio, che dovrebbero essere 61 al giorno e non i 230 attuali. No alla introduzione di rotte e procedure antirumore efficaci e verificabili in decollo e in atterraggio, perchè dal lato di Marino c’è la montagna e quindi bisogna decollare passando sulle case e sulle scuole di Marino, no neanche per i decolli in direzione di Roma perchè da un lato si entrerebbe in conflitto con le rotte di Fiumicino e dall’altro si invaderebbe il Parco dell’Appia Antica. No al divieto più rigido dell’uso del freno motore (reverse) in atterraggio, rumoroso, inquinante e il cui uso è consentito solo in emergenza, perchè, secondo la direzione aeroportuale, a Ciampino non esistono gli abusi denunciati dai cittadini e, al massimo, si può attuare una settimana di monitoraggio a partire dal prossimo lunedì. No al divieto tassativo di volo notturno dalle 23.00 alle 6.00, perchè è regolato dalle sentenze del TAR e del Consiglio di Stato. No al divieto dell’uso dei rumorosi generatori elettrici a jet degli aerei in sosta, perchè è un problema che dipende da AdR. No al divieto tassativo dell’effettuazione delle prove dei motori a Ciampino nonostante, per ragioni di spazio, siano assenti in questo aeroporto le piazzole specificamente isolate per queste prove, perchè queste sono prove che si fanno in tutti gli aeroporti.

Insomma, chiusura su tutto. Unica concessione è stata l’apertura di una linea di comunicazione tra comitati e Direzione Aeroportuale, ma accompagnata da un rifiuto ad aprire una linea diretta di comunicazione per tutti i cittadini.

Insomma, siamo ad un punto morto, anche secondo la direzione aeroportuale non ci sono più margini, e, come ripete il Presidente dell’ENAC Vito Riggio, l’unica soluzione è chiudere questo aeroporto al traffico civile.
Ma perchè il Direttore Generale dell’ENAC e il Direttore dell’Aeroporto non si sono telefonati prima di organizzare l’incontro?

(Comunicato Stampa “Comitato Aeroporto di Ciampino”)

APPROFONDIMENTI:

- sito Comitato Aeroporto di Ciampino

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MORETTI POLEGATO CONFERMA INTERESSE PER ALITALIA

Mario Moretti Polegato”Occorre un chiaro progetto industriale che il Governo ci deve sottoporre. E’ questo che manca, perche’ finora stiamo parlando di aria fritta. In poche parole e’ questo. Da un punto di vista di sensibilita’ umana, di responsabilita’ civile penso che, come me, molti italiani sono pronti a fare parte di questa cordata. Pero’ occorre che il Governo agisca in fretta e proponga un piano industriale”. Cosi’ il patron della Geox, Mario Moretti Polegato, conferma la sua disponibilita’ a far parte della cordata di industriali italiani per il ‘salvataggio’ di Alitalia. Intervenendo al programma ‘Panorama del giorno’, condotto da Maurizio Belpietro su Canale5, Moretti Polegato ha spiegato che, in merito alla cordata italiana ”non e’ stata presa nessuna decisione. Penso – ha aggiunto – che l’idea di salvare la nostra compagnia sia, per molti imprenditori italiani, guidata dal senso civico. L’Alitalia e’ il biglietto da visita del nostro Paese” e bisogna ”fare in modo che gli operatori, i turisti che si imbarcano a Buenos Aires, a New York, a Hong Kong, nelle varie citta’ del mondo possano ritrovare il nostro Paese non appena saliti a bordo”. Il numero uno di Geox si e’ poi soffermato sui temi generali dell’economia italiana e sulla fase attuale delle relazioni industriali. ”La massima priorita’ in questo momento per il Paese – ha detto – e’ il rilancio dell’economia. Se non riusciamo a rilanciare l’ economia la nostra competitivita’, soprattutto per quanto riguarda l’export, l’Italia non decollera’ mai. E’ dal rilancio dell’economia che possiamo trarre ricchezza da dividere poi anche con i ceti piu’ deboli. Ci sono tante riforme da fare. Tutte utili”. Per questo ”anche i sindacati devono prendere atto che c’e’ un nuovo Governo e della volonta’ degli italiani di cambiare”. Soprattutto ”devono accettare il nuovo Parlamento eletto”, senza mettersi di traverso di fronte a una maggioranza di centrodestra. Del resto il problema del sindacato – ha concluso Moretti Polegato – ”e’ quello di poter rilanciare l’economia. E questo poi e’ anche il programma anche di Berlusconi”.

(Ansa)

AZ

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SEA: LIBERALIZZARE TRAFFICO AEREO

bonomi“Primo obiettivo per l’aeroporto di Milano-Malpensa: liberalizzare il traffico aereo”. Lo ha detto Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, la società di gestione degli scali milanesi.

Tale mossa permetterà la ridefinizione dei diritti di transito e la crescita del business internazionale, uno dei principali nodi da sciogliere. Senza le rotte esclusive che Alitalia ha ceduto a garanzia di Air France, Malpensa non potrà tornare ad essere un hub.

(Avionews)

APPROFONDIMENTI:

- sito SEA – Aeroporti di Milano 

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L’ALITALIA SE NE VA DA MALPENSA; FORMIGONI: “IL TRAFFICO AEREO E’ QUI”

formigoniL’aeroporto romano di Fiumicino ha salutato l’arrivo, da oggi, dei nuovi voli Alitalia che fanno il pieno di passeggeri. Sono partiti quasi tutti a pieno regime i primi collegamenti spostati, con l’entrata in vigore del nuovo orario estivo della compagnia, da Milano Malpensa sullo scalo della capitale, passaggio che segna l’avvio del trasferimento della maggior parte dei voli intercontinentali sull’hub romano. Ma rimane aperta la discussione sulla riduzione del 72% dei voli Alitalia dallo scalo lombardo. E l’occasione, proprio nel giorno dell’”addio”, è l’inaugurazione della Malpensa-Boffalora, la superstrada di oltre 18 chilometri, alla quale hanno partecipato, fra gli altri, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, i presidenti della Regione e della Provincia, Roberto Formigoni e Luigi Penati.

Formigoni coglie l’occasione per dirsi convinto che “Milano tornerà a crescere anche perché, lo si voglia o no, il traffico aereo è qui”. “Sappiamo che avremo due anni di penitenza, ma già dal 2010 Malpensa tornerà a essere una grande infrastruttura”, dice il presidente della Regione difendendo le opportunità offerte dai collegamenti con l’aeroporto. Infine una frecciata al numero uno di Air France, Jean Ciryl Spinetta: “Non sapeva queste cose, pensava che Malpensa fosse un aeroporto sperso nella brughiera”.
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“SIAMO SINCERI” – N° 2/2008 – E’ LA FINE O L’INIZIO DI UN INCUBO?

Siamo giunti nella fase cruciale del tiramolla italo-francese per l’aquisizione della nostra tanto cara quanto sfortunata Compagnia di Bandiera; Air France ha presentato la propria offerta vincolante, che si caratterizza per un paio di particolarità di notevole peso: l’offerta economica inferiore alle attese e l’intenzione di dismettere il cargo entro un paio d’anni.

Ora bisogna capire quanto c’è di vero e quanto invece stanno ancora bluffando, convinti di poter comunque ritrattare e riorganizzare il piano in un secondo momento; è indubbio che il settore cargo generi degli introiti non indifferenti per Alitalia, e che la messa a terra definitiva dei bellissimi MD11 sia una scelta che non migliorerebbe i conti della Compagnia; taluni (anche sulnostro forum) ipotizzano che sia una manovra temporanea per distogliere l’attenzione delle organizzazioni sindacali sul reale problema che affligge i dipendenti AZ: l’occupazione.

Vero o non vero, chi doveva esprimersi pro o contro l’offerta Air France-KLM ha in tempi brevi dato il proprio consenso (compresi coloro che fino a ieri vi si opponevano, salvo rarissime eccezioni aventi peso in ambito locale e non nazionale), seppur indicando una clausolatta riportante quanto segue: «Gli impegni assunti – recita il documento – non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un’offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero accetti tale offerta. Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina delle offerte pubbliche».

I sindacati restano sull’attenti, ma è difficile pensare che si possano opporre con forza quando l’unica alternativa di Alitalia potrebbe essere quella di portare i libri in Tribunale.

Vi invitiamo, per qualunque vostra considerazione (sempre ben accetta), a far riferimento al nostro forum, che pullula di idee in tal senso.Vi aspettiamo.

(MD80.IT Staff)

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ALITALIA: L’IRONIA DELLA STAMPA ESTERA

alitagliaAlitalia, la malridotta compagnia nazionale italiana, è caduta nelle mani straniere del vettore franco-olandese, Air France-Klm, dopo un tortuoso processo di vendita iniziato nel 2006 quando l’ex-premier Romano Prodi aveva definito la situazione fuori controllo. E’ l’incipit di in un articolo del “Telegraph” di oggi.

Dopo sette anni di inseguimento, solo nel mese di dicembre 2007, le due controparti hanno iniziato i negoziati in esclusiva, malgrado il gruppo franco-olandese abbia posto diverse condizioni su molti elementi, incluso un piano di riorganizzazione con 1600 esuberi. Tuttavia ci sono ancora numerosi ostacoli da superare prima dell’approvazione finale, come le proteste dei sindacati – che oggi recavano lo slogan “No Alitaglia”- , e la Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi, che è già pronta a portare Air France in Tribunale se questa attuerà il taglio agli operativi dallo scalo di Malpensa.

“Nel contentino dato all’orgoglio italiano, Air France ha promesso che Alitalia manterrà il brand, le uniformi e la cuisine. Roma tornerà ad essere un hub rivale di Parigi e Amsterdam, mentre a Malpensa si concentrerà il traffico business e low-cost (‘Telegraph’)”.
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ALITALIA: SANTANCHE’,VA VENDUTA MA NON SVENDUTA AD AIR FRANCE

az”Io sono per la proposta Air France che e’ l’unica e la piu’ utile per salvare posti di lavoro e una compagnia aerea. Certo bisogna salvare il salvabile, come Malpensa, importante per il nord. Pero’ un’operazione onesta oggi sarebbe vendere Alitalia ad Air France, non svenderla”. Lo ha detto Daniela Santanche’, candidata premier della destra, ai microfoni di Radio 24. ”Io non dico che l’offerta francese sia la migliore – ha aggiunto – ma e’ quella possibile. Questo governo o il prossimo non puo’ trovarsi sul tavolo un problema come quello di Alitalia. Mi piacerebbe da donna di destra avere una compagnia di bandiera ma questo non e’ piu’ possibile, anche per colpa della politica”.

(Ansa)

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