Archivio Categoria: ‘Paura di Volare’

TERZO MEETING “PAURA DI VOLARE” CONCLUSO CON SUCCESSO A MALPENSA

Ieri, presso il Malpensa Center al Terminal 1 dell’omonimo aeroporto, si è svolto il terzo meeting di MD80.IT dedicato alla paura di volare. E’ stato un incontro molto interessante in cui, mantenendo lo stesso approccio presente nell’area PdV del Forum, si è sviluppata una piacevole discussione sull’aviofobia e non solo, con diversi spunti di riflessione utili a ‘paurosi’ e non. Immancabile l’incontro a tavola a fine incontro.

MD80.IT residera ringraziare il Gruppo SEA per la gentile concessione degli spazi necessari all’effettuazione del meeting, con particolare menzione alla persona del Dott. Locarno.

Sul nostro forum, a QUESTA PAGINA, è possibile leggere il nostro report (semiserio, eh).

meeting

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(OH) MAMMA… DEVO PRENDERE L’AEREO! SI RINNOVA

Dopo l’inaspettato numero di download della prima versione, è da poco online al consueto indirizzo la “versione 2″ del PDF liberamente scaricabile, distrubuibile e gratuito di (Oh) mamma… devo prendere l’aereo! 

Scarica da qui  

Grazie dell’attenzione!

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OTTIMI DOWNLOAD PER “(OH) MAMMA… DEVO PRENDERE L’AEREO!”

Da qualche settimana ormai nelle aeree del forum di discussione è possibile scaricare il nostro PDF, libero e gratuito, dal titolo “(oh) mamma… devo prendere l’aereo”. Il lavoro cerca di colmare il vuoto di lavori gratuiti, scaricabili e stampabili circa i testi sulla Paura di Volare, e pur non volendo sostituirsi alle voci più autorevoli in merito, può rappresentare un’alternativa e un completamento all’esperienza usufruibile nell’area “antipaura” del forum. Visti i prossimi 500 download vi invito a tenere d’occhio il thread dal quale scaricare il PDF che nelle prossime settimane subirà un incremento di pagine per quella che sarà la prima “espansione” del progetto. La mia mail, riportata nel PDF stesso, resta sempre a disposizione per suggerimenti e critiche, e vi ringrazio di quelli e quelle giunti fino ad ora.

Buona Fortuna!   Scarica da qui (oh) mamma… devo prendere l’aereo!

http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=27&t=31830

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Paura di Volare? La parola agli Esperti di Lufthansa/Air Dolomiti!

E’ tempo di vacanze. Il caldo è opprimente. Tra noi e il nostro posto di villeggiatura, accuratamente scelto, c’è un solo “piccolo particolare”: l’aereo! Ma non solo. E’ così anche diverse volte l’anno se per mestiere o motivi familiari “dobbiamo” prendere l’aereo. Un senso di malessere generalizzato, quasi di impotenza, si impadronisce di noi. Tutto il fulcro dei nostri pensieri si sposta cocciutamente a questo “piccolo particolare”. Ditemi la verità: quante volte una vacanza tanto agognata non è stata goduta al meglio per via del pensiero del volo di ritorno? Le trasferte lavorative? Quante volte non abbiamo dato del nostro meglio per via di questa preoccupazione?

Cosa c’è dietro la Paura di Volare, come la si può definitivamente e brillantemente sconfiggere, una volta per tutte?

Ci aiutano la Dottoressa Laura Del Fabro e il Comandante Fabio Cassan.
Curatrice del seminario “Volare Rilassati” la Prima, che ritengo una delle voci più autorevoli in merito, e Comandante Air Dolomiti il Secondo, vediamo di fare un pò chiarezza su questa fobia non solo fastidiosa, ma limitante e temuta.

MD80.it ringrazia La Dottoressa Del Fabro e il Comandante Cassan per il Loro tempo e per la passione dimostrata!

MD80.it: Dottoressa Del Fabro, cosa c’è alla base di questa fobia?
Dott.ssa Del Fabro: I motivi possono essere vari. Quelli piú ricorrenti sono la mancanza di famigliaritá con il fenomeno „volo“, il dover affidarsi ad altri e la conoscenza superficiale del mezzo. Per l´ uomo volare non é una cosa normale, l´uomo non é fatto per volare, e´ abituato a muoversi sulla terra ferma, stabile, il fatto di staccarsi da questa, sentirsi sospeso nell`aria, nel vuoto, lo rende insicuro perché si sente in una situazione anomala, non controllabile, come un „pesce fuor d´acqua“. E per volare, quando non ne è capace da solo, deve affidarsi agli altri, quindi delegare. Inoltre la maggior parte delle persone e´disinformata non sa cosa vuol dire muoversi nell´aria, ha un approccio „naive“ per quanto riguarda il volo, l´aereo come mezzo e tutto quello che sta dietro la navigazione aerea. Spesso quando si sentono le domande che pongono alcuni partecipanti dei corsi ai nostri piloti si capisce che molti credono che sia quasi un caso, un „terno al lotto“che capitino cosi pochi incidenti aerei, sovente manca la dimensione reale di tutti gli accorgimenti tecnici, organizzativi e di addestramento che vengono intrapresi per garantire sicurezza.

MD80.it: Ci parli dei Vostri Seminari, cosa succede durante questi incontri?
Dott.ssa Del Fabro: Il seminario si svolge volutamente nell´ambito di un aeroporto o nelle immediate vicinanze per immergersi e confrontarsi subito nella situazione (“full-immersion”). Generalmente sono 2 giorni intensi e faticosi. Io lavoro insieme ai piloti che si occupano prevalentemente della parte tecnica. Il mio contributo specifico é quello di preparare le persone ( circa da 6 a 12 partecipanti) in un fine settimana per il volo test ed accompagnarle. Questa preparazione di tipo psicologico e cognitivo consiste nell´identificazione degli aspetti che scatenano la paura di volare (non necessariamente le cause), imparare a conoscere e prendere cosienza dei sintomi, delle reazioni fisiche e psicologiche individuali, introdurre ed addestrare le persone in tecniche di rilassamento e respirazione, aiutarle a sviluppare una strategia individuale per gestire la paura anche a bordo. Questo non solo in teoria, ma anche in pratica in quanto durante un volo test di andata e ritorno, viene applicato attivamente e sperimentato quanto appreso per vedere cosa funziona, cosa deve essere migliorato, approfondito o esercitato. Ed é qui la chiave del successo, le persone fanno l´ esperienza in misura diversa, di poter influenzare attivamente e positivamente il fenomeno del processo della paura. Con una strategia specifica riescono a mantenere il controllo, gestiscono la paura, di conseguenza vivono un rafforzo positivo un´esperienza costruttiva e di conseguenza generalmente acquisiscono fiducia, maggior sicurezza e si sentono motivate a nuove forme di comportamento.

MD80.it: Secondo la Vostra esperienza, conta maggiormente l’aspetto psicologico o quello tecnico?
Dott.ssa Del Fabro: Entrambi gli aspetti insieme a quello tecnico sono determinanti e complementari per il successo. Il nostro metodo/concetto si basa sugli aspetti: cognitivo, psicologico e comportamentale, questi 3 aspetti si integrano a vicenda. Naturalmente lavorando con gruppi, a seconda del problema e della personalitá dei singoli, si focalizzerá piú un aspetto che l´altro.

MD80.it: Quali possibilità di successo abbiamo?
Dott.ssa Del Fabro: Il successo dei nostri corsi é molto alto sia a breve (94% dei partecipanti prendono parte al volo conclusivo) che a lungo termine. Dopo 5 anni ed oltre dalla partecipazione a un nostro seminario il 90% vola per affari o per turismo.Se si è colpiti dal problema, vale la pena in ogni caso di imparare a confrontarsi con le proprie paure, gestirle e controllarle. E´ senz´altro una opportunitá per scoprire forze e risorse interiori, nuove forme di comportamento, soluzioni alternative ad una rinuncia. Forse e´indicativo sapere che il 73% dei nostri partecipanti ha potuto utilizzare quanto appreso nel seminario anche in altre situazioni quotidiane.(p. es. riprendere l´ascensore, riuscire a viaggiare in autostrada attraversando gallerie senza avere attacchi di panico ecc.)
Quindi, se non esistono delle controindicazioni particolari, é meglio non rinunciare, in quanto puó anche succedere che l´aerofobia si manifesti come primo sintomo di altri problemi. Molto spesso verifichiamo che magari una persona comincia con l´oggetto aereo, poi passa alla metropolitana, alla galleria, all´ ascensore o viceversa…Ossia puó anche esistere il pericolo di estendere le paure e cosi ridurre sempre di piú la propria aerea di liberta´d´azione. Questo fenomeno puó avvenire anche a prescindere dal fatto del volo. Certamente si puo´superare la paura di volare con delle terapie di carattere diverso e/o partecipando ad un corso specifico per il trattamento dell´aerofobia. Questi seminari hanno come obiettivo la gestione della paura e dei sintomi relativi.

Desidero sottolineare che si puo´superare la paura di volare anche se non si conoscono le cause profonde, é importante imparare a controllarla, e vivere questa esperienza :„ funziona, ho la possibilitá di farcela“, „posso fare qualcosa, gestire, invece di essere gestito“. Io stessa mi meraviglio di quanto si possa ottenere in cosi breve tempo quando c’è la disponibilitá e la volontá di farcela. In ogni seminario posso constatare che l´essere umano ha veramente molte risorse, deve solo crederci e usarle.

In questi anni di lavoro ho accumulato un grande tesoro: le numerose “raggianti” cartoline (piú di un centinaio) inviate da paesi vicini e lontani dai miei partecipanti. Sono felici, si sentono “liberi di volare verso mete nuove”. Auguro a tante lettrici e lettori, che hanno il problema dell´aerofobia, la stessa forza e successo.

MD80.it: Dottoressa, qualche consiglio per i nostri Utenti e Lettori?
Dott.ssa Del Fabro: Sai che in breve tempo devi volare e ti senti a disagio:

Pensa realisticamente!

Se si presentano pensieri negativi: guarda la realtá dei fatti ogni giorno ci sono piú di 50.000 voli al mondo che arrivano sicuri a destinazione e milioni di passeggeri che usano l´aereo per spostarsi velocemente.

Elimina o riduci lo stress!

Scarica l´adrenalina e prepara il corpo. Pratica dello sport, comincia almeno due settimane prima del volo a fare esercizi di rilassamento (*) e di respirazione profonda almeno 20 minuti al giorno. Dormi a sufficienza, alimentati in modo regolare e sano in maniera di sentirti in forma. Questo ti serve a ridurre stress e ad affrontare fisicamente la paura.

(*) Particolarmente consigliato è il rilassamento progressivo per la desensibilizzazione sistematica dell´ansia. Ma se conosci e pratichi un altro metodo (training autogeno, yoga ecc.) con cui ti trovi bene usa sistematicamente questo.

Preparati mentalmente!

Pensa al tuo obiettivo. Tu vuoi volare per raggiungere una meta, per ottenere qualcosa per te importante. L´aereo è solo il mezzo che ti trasporta. Rafforzati pensando a situazioni per te difficili che hai superato con successo provando felicitá nel raggiungimento di quanto ti eri proposto. Accetta la paura come un fenomeno naturale che fa parte della nostra esistenza in situazioni per noi non abituali e che abbiamo in comune con gli altri. Piú del 30% dei passeggeri vola con una sensazione di disagio

Prima del volo metti a punto una strategia per confrontarti.
Sei agitato? È normale per chi non vola con piacere. Accettalo.
I sintomi fisici della paura sono innocui. Così come vengono, scompaiono.
Allenati! Prenditi 10 minuti e rilassati sistematicamente
Mangia qualcosa di leggero: il cibo calma. Evita caffè, thé e tranquillanti.
Ricorda: ogni 30 secondi decolla e atterra un aereo sicuro.
Concentrati sulla respirazione. Previeni l´iperventilazione!
Non intraprendere la fuga: “c´è solo un modo di vincere la paura, quello di affrontarla”!
Richiama alla mente il tuo obiettivo: “Sono qui per…” “Ho deciso di”.
Evita di isolarti, rimani presente. Parla, comunica. Non chiudere mai gli occhi in aereo quando si ha paura.
Personifica la tua paura e fai un patto con lei: aiutami, ma non ostacolarmi.
Superare la delusione della rinuncia dopo costa piú energie del volare ora. Persegui il tuo obiettivo
Si chiudono le porte: pensa in aereo c´é sempre aria a sufficienza. Siamo nell´aria! Dirigi la bocchetta d´aria verso di te e prova la sensazione di freschezza
Non isolarti: prendi contatto con l´assistente di volo: comunica il tuo disagio.
Ascolta le istruzioni del personale senza drammatizzare. Sono solo informazioni utili per la tua sicurezza personale!
Se il problema dell´aviofobia si intensifica non ignorarlo, ma consultare un esperto

MD80.it: Che ruolo hanno i Media tradizionali in questo discorso?
Dott.ssa Del Fabro: Generalmente influiscono negativamente l´opinione pubblica perche´ per informare velocemente subito dopo un incidente danno delle informazioni che nella maggior parte dei casi non corrisponde alla realtá. Di regola da parte dei responsabili viene fatta un inchiesta e ricerca sulle vere cause che il piú delle volte sono dovute a molti fattori concomitanti, e che richiedono tempo per essere eseguite. I media trovano soluzioni elementari, incompetenti, da sensazione come:” è stato il fulmine, la forte turbolenza, l´aereo si è spezzato ecc.” che creano maggior disorientamento e insicurezza nel lettore. Infatti l´obiettivo pare sovente essere quello di impressionare negativamente. Se in realtà si pensa che mondialmente ci sono piú di 50.000 voli al giorno e generalmente non capita niente e in più gli incidenti aerei quasi mai sono dovuti a cause che si ripetono, proprio perché si opera per eliminarle e prevenirle.

MD80.it: Grazie Dottoressa. Comandante Cassan, riallacciandoci in parte alla domanda precedente, Le chiedo: la falsa percezione dell’aereo ad elica come “vecchio e insicuro”?
Com.te Cassan: Si confondono spesso l’affidabilita e la sicurezza con l’eta degli aeromobili oppure con la tipologia. In verità spesso, quelli a turboelica come ad esempio l’ATR possono avere 10 anni di vita e quelli a jet come l’Md 80 o il 737 possono avere 20 o 25 anni di lavoro alle spalle. La sicurezza non è una questione di tipologia o di età, quanto piuttosto una questione di addestramento del personale di volo e di affidabilità della manutenzione.

MD80.it: Un altro mito da scacciare è quello dei voli “low cost” e “charter”, termini abusati e spesso usati a sproposito.
Com.te Cassan: Le Compagnie scelgono con valutazioni commerciali e di mercato se dedicarsi prevalentemente ai charter, ai voli di linea o se piuttosto essere una compagnia low cost. Non vi è alcuna differenza tra le scelte in fatto di controlli e di serietà del personale. Su tutto deve rassicurarci il fatto che comunque l’aereo rimane il mezzo di trasporto più sicuro e che una Compagnia al giorno d’oggi non ha interesse a rischiare un incidente che potrebbe voler dire la fuga dei passeggeri e la chiusura dell’attività.

MD80.it: Anche il discorso “manutenzione”, complici i “credo popolari”, fanno gran danni. Non è vero?
Com.te Cassan: Non credo esista un’altra attività come il trasporto in volo di passeggeri specie nel mondo occidentale o comunque nelle Compagnie che fanno parte del sistema internazionale ICAO/IATA. Gli aeromobili vengono sottoposti a controlli rigorosi ogni giorno ed i piloti subiscono un addestramento ed un controllo che nessun’altra professione al mondo richiede.

MD80.it: Grazie Comandante

Il Comandante Cassan e la Dottoressa Del Fabro sono oltretutto gli Autori del libro “Volate sempre rilassati”.

Approfondimenti:
Sito del seminario Lufthansa/Air Dolomiti
Libro “Volate sempre rilassati…”

Il Forum sulla Paura di Volare di MD80.it. Parla delle tue ansie tra amici!

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MAMMA HO PRESO L’AEREO!

La paura di volare colpisce indistintamente giovani e anziani, manager affermati e vacanzieri saltuari. E’ cioè una problematica che accomuna persone molto “diverse” tra loro.

Secondo il recente comunicato da parte del Team dei seminari Lufthansa/Air Dolomiti a questi corsi l’età dei partecipanti è estremamente varia.

Insomma, il timore dell’aeroplano, se in piccola parte è comprensibile e normale, quando diventa vera e propria ansia colpisce indistintamente.

Nella nostra sezione Paura di Volare del forum si affacciano molti Utenti a descriverci le loro vicissitudini. Alcuni temono l’aereo nella prospettiva del primo volo, e difatti non hanno ben presente cosa ci si debba aspettare e di solito li troviamo “danneggiati” dalle dicerie popolari o da consigli sbagliati, se non avventati, di amici e conoscenti. Per altri purtroppo la situazione è più delicata, e nonostante una esperienza diretta con il volo, ad ogni occasione di viaggio l’ansia si ripresenta, immutata e testarda.

Ecco perché noi per primi consigliamo di rivolgersi a Professionisti Qualificati e bravi nel loro mestiere, perché la Paura di Volare quando non una scocciatura che rende pesante l’attesa delle vacanze e in un certo qual modo le rovina (trasformando la vacanza invece che un momento di occasione di relax in una attesa…del volo di ritorno), diventa un vero e proprio “dramma emotivo” con riflessioni negative sulla vita professionale.

Insomma, la Paura di Volare non solo è una brutta compagnia per il viaggiatore, ma spesso un vero e proprio danno economico.

Ma se ne esce, eccome se se ne esce!

La trincea emotiva nella quale ci rinchiudiamo, perché troppo spaventoso il mezzo, i suoi scossoni se c’è vento e la spinta del decollo; è scavalcabile forse non facilmente, probabilmente con l’aiuto di qualcuno ma certamente scavalcabile.

Lo testimoniano diversi amici di MD80.it che successivamente le loro vicissitudini sono tornati per raccontarci com’è andata.

Delirio per esempio, dopo un periodo di forte ansia all’idea di salire su qualunque mezzo fosse dotato di una paio di semiali, racconta che :

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MALPENSA-IBIZA NOVITA’ ITALIANA DEL NETWORK VUELING

Vueling inaugura la rotta Malpensa-Ibiza. La tratta estiva sarà operata con A320 e frequenza giornaliera fino al prossimo 21 settembre: partenza dallo scalo milanese alle 18 e dall’isola delle Baleari alle 15,45. La low cost spagnola opera su Ibiza con un’offerta di 430mila posti e collega l’isola a 8 scali, tra cui Bilbao, Siviglia e Alicante aperti quest’anno.
(ttgitalia.com)

 

APPROFONDIMENTI:

- sito Vueling

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WINDJET: BAMBINI IN VOLO

windjetTre classi terze elementari dell’Istituto Centro Educativo Ignaziano di Palermo- 90 bambini in tutto- hanno vissuto la simulazione della partenza in aereo con Wind Jet. Il volo fittizio, creato appositamente dalla compagnia, è stato denominato IV 335X.

I bambini sono arrivati presso l’aeroporto Falcone e Borsellino con i loro trolley, hanno effettuato le normali operazioni di accettazione e sono saliti a bordo. Il Comandante Dario Catalisano, dopo aver dato loro il benvenuto, ha spiegato ai piccoli passeggeri, con l’aiuto dell’equipaggio, il funzionamento dell’aereo, li ha aiutati nella fase preparatoria del volo (dimostrazione sull’utilizzo dotazioni di emergenza) e ha risposto alle loro domande.

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CONSAPEVOLEZZA CORPOREA: UN AIUTO CONTRO LA PAURA DI VOLARE

di Leonardo De Marchi
Gli esercizi di cui vi parleremo non sono nati specificamente per il volo, ma derivano da un’esperienza abbastanza prolungata da parte di chi scrive in un campo, quello della musica, dove il dominio della paura e delle proprie ansie è una componente fondamentale. Il palcoscenico richiede infatti costante presenza tecnica e musicale, fattori che possono mancare - o non essere presenti come si vorrebbe - quando entra in gioco l’adrenalina… Le dinamiche dell’ansia da palco sono del tutto simili a quelle della paura di volare e a volte possono sfociare in vere e proprie crisi di panico, aggravate dal fatto di essere da soli a fronteggiare decine (se non centinaia!) di persone che spesso non aspettano altro che un errore del musicista…
Il breve articolo che state per leggere vuole perciò essere un aiuto verso chi prova la paura di volare da parte di chi ha avuto a che fare per molto tempo con serie crisi di panico e, mettendo in pratica regolarmente questi piccoli suggerimenti, è riuscito a raggiungere risultati insperati nel dominio delle proprie ansie e paure.
Spesso per alcuni di noi l’idea di prendere un aereo comporta terrore, panico, paura. Il disagio si manifesta non solo a livello psicologico, ma anche a livello fisico: accelerazione del battito cardiaco, contrazione muscolare, crampi allo stomaco… Cercheremo perciò di vedere come calmare la paura di volare sfruttando alcuni piccoli esercizi che portano attenzione su alcuni dei principali aspetti fisici del panico.

Alzi la mano chi non abbia mai provato una sensazione di forte ansia almeno una volta. I fattori scatenanti possono essere molteplici: un’esibizione in pubblico, un test importante, un volo in aereo…
A prescindere dalla causa che è all’origine della paura, il comune denominatore è la classica sensazione di “buco allo stomaco-. Esso nasconde dietro di sé innumerevoli fattori fisici, nell’ordine:
respiro frammentato;
contrazione diaframmatica;
contrazione dei muscoli degli arti.
Non a caso abbiamo inserito il respiro in cima alla nostra lista. Per rendersi conto dell’importanza che tale fattore riveste nella paura, basta pensare per un secondo al buco allo stomaco… Ripercorrendo mentalmente lo stato d’animo della paura con occhi diversi, ci si rende conto di come si respiri a metà della propria capacità polmonare: in altre parole, il nostro respiro diventa molto corto e frequente e l’aria che inspiriamo sembra fermarsi alla gola, senza arrivare ai polmoni. Una volta che ci siamo resi conto che il respiro è il fulcro delle sensazioni fisiche connesse alla paura, abbiamo compiuto il primo grande passo.
Una respirazione ansiosa è quasi sempre correlata ad una grande tensione diaframmatica, localizzata cioè a livello del diaframma, il muscolo posto in piena cassa toracica al di sotto dei polmoni. Allentarla non è difficile; basta sedersi comodamente su una superficie piana (una sedia, una panchina…) ed effettuare respiri calmi e profondi. L’importante è che nell’espirazione tutte le parti del nostro corpo siano rilassate ed assumano una posizione che assicuri il maggior rilassamento muscolare: anche se tale posizione cambia da persona a persona, a molti basta stendere le braccia lungo i fianchi. Allo stesso tempo, aiuta molto chiudere gli occhi e pensare a qualcosa di gradito, come al proprio colore preferito, ad una scena o un’immagine rilassante, al fidanzato/a ϑ etc. etc. … In volo, un grande aiuto è guardare giù dal finestrino e godersi il panorama sottostante.
Il finestrino costituisce un insormontabile blocco mentale per molte persone e spesso l’idea di guardare all’ingiù - o semplicemente fuori - fa crescere il senso di paura correlato al volo, anche ben prima di salire in aereo. Come si può agire in situazioni del genere?
La paura comporta una lunga serie di reazioni a livello psicologico e fisico. Una di queste è una contrazione muscolare involontaria: abbiamo avuto modo di parlare di questo nei paragrafi precedenti, riferendoci alla tensione diaframmatica. Essa è forse il fattore che maggiormente influisce sul respiro e sull’accelerazione del battito cardiaco, ma non è da sottovalutare il ruolo che gambe e braccia giocano in questa partita tra noi e la paura.
Tra le prime cose a sfuggire dal nostro controllo nei momenti di agitazione c’è il nostro senso di appoggio a terra. Il bacino è, in questo caso, la parte del corpo più interessata, perché si è portati a “fare leva- sul bacino e sulla zona muscolo-scheletrica immediatamente sottostante (anche, cosce), facendo così sollevare le gambe (il sollevamento, in molti casi, è impercettibile, ma altre volte può raggiungere i tre/quattro cm da terra). Oltre ad intervenire sul respiro e sulla tensione del diaframma - fattori in ogni caso correlati - si può portare gradualmente attenzione alla posizione dei piedi rispetto al nostro corpo. Pian piano, si comincia a sentire il peso dei propri piedi e li si lascia andare lentamente giù, sentendo come essi si appoggiano al terreno e per fare poi tutt’uno con esso: molti insegnanti di metodo Feldenkrais usano il termine “grounding-. Poi, si torna ancora a vedere com’è il proprio respiro prima e dopo l’esperienza del grounding; già dopo una/due volte che questo esercizio viene eseguito si possono avvertire miglioramenti (anche piccoli, ma sempre dei passi avanti!).
Un sintomo insospettabile - ma non per questo da sottovalutare - di paura latente sono gli sbadigli frequenti, accompagnati da un leggero senso di sonnolenza. Questo tipo di reazione del nostro corpo è più frequente in situazioni dove si può prevedere, con un certo margine di anticipo e di sicurezza, l’evento che crea paura e i problemi che esso causa. Una dinamica di questo tipo è diffusa tra i musicisti: una buona conoscenza del palcoscenico e dei problemi correlati abbassa sensibilmente la paura e la conseguente produzione di adrenalina, ma resta comunque un fondo di tensione - molto difficile, se non impossibile, da eliminare - che non sfocia in plateali crisi di panico, ma resta inizialmente silente per poi accentuarsi con l’avvicinarsi della situazione che genera paura. La paura non arriva ad essere così un fattore limitante (scusateci se abbiamo preso a prestito una voce dal linguaggio chimico…), ma l’adrenalina in circolo nel nostro corpo non crea comunque una sensazione piacevole.

Il segreto perché questi esercizi diano buoni frutti è non sforzarsi di ottenere risultati, in altre parole lasciare al proprio corpo e alla propria mente il tempo per adeguarsi e rilassarsi. La consapevolezza corporea, in quest’ottica, non è perciò l’unico mezzo per giungere alla tranquillità, ma costituisce “solo- un aiuto che non può e non deve essere disgiunto dalla voglia di farcela, il vero ingrediente di base per uscire con successo dalla paura di volare.

Categoria: Paura di Volare

ABBIAMO "VOGLIA DI VOLARE"!

Maurizio “Gozer” Canali ci parla del corso “Voglia di Volare” di Alitalia. Seguiamolo in questo bellissimo incontro con il Responsabile, Luca Evangelisti, psicologo e psicoterapeuta, e Ilaria Petrini, responsabile del coordinamento didattico, che ci illustrano tutti i dettagli di questa fantastica opportunità per combattere la terribile “paura di volare”… Clicca qui per visualizzare l’articolo.

Categoria: Paura di Volare