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ALTRI CINQUE VETTORI NEL GRUPPO DI SOSTEGNO DEI BIOCARBURANTI

Sustainable Aviation Fuel Users Group ha annunciato l’adesione di altre cinque compagnie aeree al gruppo che mira ad accelerare la commercializzazione e la disponibilità di biocarburanti sostenibili. Si tratta di Alaska Airlines, British Airways, Cathay Pacific, TUIfly e Virgin Blue. Il gruppo, costituito nel 2008, comprendeva glà Air France, Air New Zealand, ANA (All Nippon Airways), Cargolux, Gulf Air, Japan Airlines, KLM, SAS, Virgin Atlantic Airways, e nel comparto industriale Boeing e UOP, una divisione di Honeywell specializzata nelle tecnologie di raffinazione. Le imprese aderenti al gruppo si sono impegnate a lavorare mediante la Roundtable for Sustainable Biofuels (RSB), che raggruppa organizzazioni ambientaliste, operatori finanziari, imprese che sviluppano biocarburanti e società petrolifere interessate al settore. Tra gli impegni sottoscritti dai soci del gruppo si prevede che le piante che costituiscono fonti per i carburanti devono essere sviluppate in modo che non siano competitive con il settore alimentare, l’impatto sulla biodiversità sia minimo e la coltivazione delle piante non pregiudichi la disponibilità di acqua potabile.

(M. Landi - www.dedalonews.com)

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UN VOLO VERDE COL KEROSENE E L’OLIO DI SEMI

B747L’aeronautica sta vivendo dei giorni molto verdi. Martedì un Jumbo jet ha volato per due ore sulla Nuova Zelanda con la più alta concentrazione di carburanti ecologici mai sperimentata su un velivolo di linea; la propulsione è stata fornita da olio vegetale di jatropha mescolato al kerosene. Mercoledì 7 gennaio l’esperimento sarà ripetuto negli Stati Uniti con una mistura di jatropha e di alghe e di nuovo il 30 di questo mese in Giappone usando l’olio di camelina. L’industria del trasporto aereo in tutto il mondo è sotto pressione per consumare meno carburante ed emettere meno anidride carbonica. Una grande spinta all’uso di carburanti alternativi è venuta dal balzo dei prezzi del petrolio che a luglio ha superato i 147 dollari al barile, ma anche adesso che c’è un riflusso al di sotto dei 40 dollari lo stimolo non è venuto meno; le prospettive a lungo termine del prezzo del greggio inducono a insistere con la ricerca di alternative e in ogni caso bisogna ridurre l’emissione di CO2.
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