Valerio Ricciardi

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Valerio Ricciardi
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Valerio Ricciardi

Messaggio da Valerio Ricciardi » 22 agosto 2008, 22:34

Salve a tutti, sono ogni tanto da parecchio tempo un visitatore di questo forum, che non si era mai iscritto e non aveva mai "postato" (si dice così, no?) prima di oggi, perché mia nonna diceva sempre che se abbiamo due orecchie per ascoltare e una sola bocca per parlare un motivo ci dev'essere pure.

E col tempo ti rendi conto di come le valutazioni più semplici e dirette - come quelle dei proverbi, o i consigli delle nonne - siano le più incisive, a volerle leggere fra le righe.

Ho apprezzato molto l'intervento di chi ha aperto questo argomento; penso che l'equilibrio e la serietà di approccio di questo signore siano merce rara nei forum e che sia comprensibile, e non solo educatamente accogliente e formale, che chi lo ha letto lo inviti a non sparir nell'ombra, ma restare ad apportare un contributo personale e umano, che, anche se non tecnico, ha il suo valore.

Mi sono iscritto oggi. L'ho fatto perché, avendo volato solo l'8 agosto scorso l'ultima volta (FCO-OLB, col solito ritardo "fisiologico" per Meridiana) con un MD83, la notizia di un incidente come quello spagnolo mi ha addolorato e colpito, e dovendo andare a prendere a Fiumicino mia moglie e il mio adorato bambino di 22 mesi di ritorno da Olbia proprio domenica prossima con quel tipo di aeromobile... ricordarmi di Md80.it e andare a vedere se potevo capir qualcosa di più su quel che era successo, è stato tutt'uno.

Una cosa non capisco. Su questo sito c'è un altro thread che si occupa del 777 British A. che ha "spanciato" pesantemente corto in atterraggio a Heatrow pochi mesi fa. Non è morto nessuno, i piloti probabilmente han fatto del loro meglio in modo tecnicamente esemplare, il 777 si è dimostrato una macchina anche più robusta di quanto si sarebbe potuto pretendere, tutto bene, giusto un passeggero con una gamba rotta in malo modo (e grazie, si è beccato un elemento di carrello che rientrava da sotto in su sfondando la fusoliera). Poteva andare come a Madrid se non peggio, invece la raccontano tutti e ci studiano su.
Ora se uno fa un giro sul thread, legge una serie di post che rimbalzano ipotesi, analisi, valutazioni, possibili concause, in modo serio, circostanziato, con un approccio calmo e "scientificamente corretto" quando si ha di fronte un fatto - una mia fidanzata un po' nevrotica ma intelligentissima di oltre vent'anni fa diceva «un fatto è un fatto, e non esiste nulla di più testardo di un fatto» ... e si cerca di dargli una spiegazione che sia utile per il futuro. Leggendolo, ho imparato qualcosa; molto di quel che ho letto non resterà nella mia memoria in dettaglio, non essendo né avendo la prospettiva di diventare un pilota civile (forse, se ce ne saranno le condizioni, potrei pensare a un brevettino per andare a spasso su uno Sky Arrow o qualcosa di semplice ed affidabile, che mi costi meno di un Cessna 172 quanto a mantenimento del brevetto); di certo il ping-pong fra tecnici veri o appassionati molto preparati che ho seguito mi ha dato ancor meglio la dimensione della complessità di un moderno velivolo trasporto di persone.

Non capisco proprio perché debba aver trovato un atmosfera così diversa sul thread sull'incidente all'MD8X della Spanair. Ipotesi buttate là, battute di spirito che seguivano di tre righe condoglianze alle famiglie delle vittime (come se il parente del passeggero-tipo di un volo per Las Palmas fosse tipicamente un utente di forum dedicato all'aviazione), faccette gialle smile-derivate - leggo qui a fianco che si chiamano Emoticon, scusate ma ho quasi 49 anni ed ho imparato a guidare su una Bianchina Panoramica col cambio non sincronizzato, altro che iPhone e MMS...

Ma che succede? Vogliano scusare tutti coloro che potrebbero sentirsene offesi, ma qui si ragiona di un incidente in cui oltre 150 persone han fatto una fine veramente orribile, ma come può venire di usare gli Emoticon o come si chiamano? Parli di morti bruciati (posso immaginare pilota e copilota che danno fondo a tutte la loro adrenalina e a tutte le più riposte risorse del loro addestramento per tentare di tenere in aria un aeromobile pieno di vite umane, sentendoselo scappare di mano, consapevoli di ciò che sta per accadere), e ti viene di selezionare da un elenco una buffa faccina gialla? Ma sei matto, o che? Battute vagamente ironiche? E se ci fosse stata a bordo una tua affezionata cugina che andava a farsi dieci sudati giorni di vacanza alle Canarie?
Oggi leggo sul Corriere della Sera che un bambino di otto anni, salvato da un pompiere, molto spaventato continuava a chiedergli se era un film e quando finiva; povera creatura, talmente ciò in cui era capitato trascendeva la sua capacità di coscienza e di gestione dello stress, che la sua mente aveva bisogno di negarlo, di trasformarlo in un videogioco, in uno dei tanti film Action-catastrophic tipo quelli di Bruce Willis, avrà visto forse una volta 58 minuti per morire ed avrà proiettato il mondo della fiction per difendersi da qualcosa di troppo più grande di lui. A quel bambino è morto un genitore ed ha l'altro in coma forse reversibile, leggo; qualcuno dovrà andargli dolcemente a dire che è rimasto mezzo orfano. Mi pare che ci sia pochissimo da scherzare.

D'altro canto, da un certo punto in poi ho percepito anche un certo, benché comprensibile, nervosismo forse poco utile da parte dei moderatori. Certo che ci vuole molto sangue freddo a leggere tentativi di "gossip della catastrofe" se si è, come utente, pilota o copilota (non ricordo) proprio della Spanair, e chissà quanti caffé insieme si son presi con i due colleghi morti; però, forse, se un thread è troppo delicato per lasciarlo aperto a chi apre bocca e gli dà fiato (forse mi han dato più fastidio le condoglianze di prammatica seguite da emoticon con la faccina triste, rispetto alle castronerie tecniche qualcuna delle quali persino io, con solo 70 voli alle spalle, a volte individuavo come probabilmente tali), più che stabilire delle regole più restrittive per l'utilizzo, sarebbe meglio un filtro preventivo, tipo possono leggerlo tutti ma postare solo se si ha una qualifica minimale per aprir bocca.

Internet, nel suo approccio ecumenico, ha anche i suoi bravi difetti; prima di tutto, un eccesso di informazione equivale a nessuna informazione (come quando si digita su Google una richiesta di informazioni troppo poco "mirata", e il motore di ricerca ti propone 1.874.233 pagine da esaminare, dopodiché lasci perdere); poi, in assenza di filtri di accesso, non ci si può stupire troppo - specie se si ha una competenza tale da organizzare un portale completo di forum - se poi ci si ritrova interventi di tecnici qualificati e di analisti prudenti, di appassionati attenti e consapevoli e di ragazzini da chiacchiarata da Bar dello Sport, con Red Bull in mano e Mini Cooper parcheggiata davanti. Si fa prima a cancellare direttamente, senza preavviso, i post che superano il limite della prudenza e del buon gusto - oltre che di un minimo di decente serietà tecnica - che non ad arrabbiarsi.

Siamo una nazione con il 78% di potenziali commissari tecnici della Nazionale di calcio, come potete aspettarvi, in fin dei conti, che non si trovino qualche migliaio di ispettori della FAA?

Perdonate tutti se mi son permesso, forse con una franchezza troppo brutale, di dir la mia, ed ancora complimenti (dargli il benvenuto io che sono esattamente l'ultimo arrivato sarebbe quanto meno ridicolo) all'intervento motivatamente lungo e mai gratuito di chi ha aperto questo argomento.

E un pensiero pieno di rispetto a quanti su questo forum sono rimasti toccati in modo personale, non accademico, da quanto accaduto; mi viene da pensare anche che debbono probabilmente tenersi dentro il loro autentico turbamento, che è ben altra cosa di una illazione sparata lì tanto per fare "trash-information" alla Voyager o di condoglianze alle vittime decorate (questa è una cosa che mi resterà impressa a lungo) da Emoticons.
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
Giovanni Falcone

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Re: Busso, entro e vado via, ma prima...

Messaggio da mcgyver79 » 22 agosto 2008, 22:46

Caro Valerio Ricciardi, l'intero post ma il paragrafo di analisi dell'operato dello staff (mio più che altro, che ho ecceduto dopo 9 pagine di cannonate spammanti) in modo particolare mi han molto ben impressionato e fatto riflettere parecchio. Di fronte al primo incidente molto grave di una compagnia occientale da un po' di tempo a questa parte mi ha fatto sottostimare quelli che potevano essere i rischi connessi al thread dedicato ma ancor più m'ha spiazzato e irrigidito la sensazione che i tanti appelli educati - non solo miei - precedenti allo sfogo siano stati disattesi in pieno e con arroganza.

Grazie per il tuo contributo.

Ciaooooo.
McGyver

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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da mcgyver79 » 22 agosto 2008, 22:56

[Valerio, mi sono permesso di inserire il tuo post e le risposte in un nuovo thread perché le repliche si accavallavano a quelle per l'altro nostro amico]
McGyver

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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da LIDT » 22 agosto 2008, 23:02

Non si sa più dove scrivere qua! :D

(scusa la faccina, Valerio...!)

Mi viene in mente Fabrizio De Andrè quando pensava a dove potessero nascere i fiori... ecco.

Grazie anche a te Valerio, per il tuo intervento.

Credo che non servano altre parole anche se avrei da dire qualcosa sulle limitazioni d'accesso... ma non è il mio ruolo!

LIDT
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da candida_puella » 22 agosto 2008, 23:06

Valerio Ricciardi ha scritto:Salve a tutti, sono ogni tanto da parecchio tempo un visitatore di questo forum, che non si era mai iscritto e non aveva mai "postato" (si dice così, no?) prima di oggi, perché mia nonna diceva sempre che se abbiamo due orecchie per ascoltare e una sola bocca per parlare un motivo ci dev'essere pure.
[quote cut. as.]
E un pensiero pieno di rispetto a quanti su questo forum sono rimasti toccati in modo personale, non accademico, da quanto accaduto; mi viene da pensare anche che debbono probabilmente tenersi dentro il loro autentico turbamento, che è ben altra cosa di una illazione sparata lì tanto per fare "trash-information" alla Voyager o di condoglianze alle vittime decorate (questa è una cosa che mi resterà impressa a lungo) da Emoticons.
Ciao Valerio,
nn c'è nulla di più vero dei proverbi delle nonne....quello che hai scritto è molto bello e sensibile soprattutto nei confronti di chi su quell'aereo aveva persone care o conoscenti o colleghi....i nostri moderatori sono stati bravissimi e hanno fronteggiato la situazione meravigliosamente...
Purtroppo come tu sai meglio di me, le persone che si "improvvisano" questo o quello esistono e desisteranno sempre....ma qui c'è tantissima gente qualificata e anche del mestiere che ha sicuramente postato (dici bene) delle risposte e delle spiegazioni ricche di contenuti scientifici e fondati su realtà ed esperienze, ed è su quelle persone che noi contiamo.
L'emoticons triste è per dare come dire un "volto" di espressione triste alle parole che si pensa sempre nn bastino mai Valerio....mai...nn prenderlo come un mancato rispetto...
Un abbraccio,
laura
Le occasioni ti capitano...non ti vengono a cercare!..

peterfly 65

Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da peterfly 65 » 22 agosto 2008, 23:13

Scusatemi ci meravigliamo solo adesso della morbosita della gente? Ma non li vediamo mai i telegiornali che sono pieni di persone ammazzate e piu la scena è cruda e più fa audience. Questo è il nostro mondo dove tutti sappiamo di tutto dove se succede un incidente in autostrada nell'altra corsia si fa la fila per vedere. E cosi e non vedo perchè questo modo di confrontarci con la realtà non si debba riflettere anche all'interno del forum. Purtroppo tanti di noi scrivono idiozie su cose che non conoscono o meglio che conoscono all'interno dei giornali o per sentito dire e ben hanno fatto i moderatori a richiamare l'attenzione all'interno di un argomento come quello dell'incidente. Qundi non siamo retorici la societa è questa
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da Valerio Ricciardi » 22 agosto 2008, 23:42

peterfly 65 ha scritto:Scusatemi ci meravigliamo solo adesso della morbosita della gente? Ma non li vediamo mai i telegiornali che sono pieni di perzone ammazzate e piu la scena è cruda e più fa audience. Questo è il nostro mondo dove tutti sappiamo di tutto dove se succede un incidente in autostrada nell'altra corsia si fa la fila per vedere. E cosi e non vedo perchè questo modo di confrontarci con la realtà non si debba riflettere anche all'interno del forum. Purtroppo tanti di noi scrivono idiozie su cose che non conoscono o meglio che conoscono all'interno dei giornali o per sentito dire e ben hanno fatto i moderatori a richiamare l'attenzione all'interno di un argomento come quello dell'incidente. Qundi non siamo retorici la societa è questa
A dire il vero non avevo scientemente l'intenzione di essere retorico.
Circa i moderatori, han fatto una fatica del diavolo, che semplicemente suppongo sarebbe loro costata emotivamente meno se avessero semplicemente lavorato più di gomma da cancellare che di reprimenda, forse inutile, perché certe cose uno, adulto e vaccinato, o le capisce da solo o non lo convinci davvero tu.

Ma se uno posta una cosa molto inopportuna e ciò che ha scritto viene immediatamente cassato dal video, come se non esistesse, come si scaccia una zanzara, forse impara prima.

Le vedo anch'io, quando c'è un tamponamento in autostrada, le file che istantaneamente si formano per rallentare di botto ed "impicciarsi" su quanto successo dall'altro lato; gli agenti della Stradale ben sanno come assai frequentemente, se c'è un incidente grave da un lato, sull'altra carreggiata quasi immancabilmente ci scappa un tamponamento - anche non lieve, spesso a catena - di persone che stavano girate a guardare. E non c'è solidarietà di sorta in tutto ciò, altrimenti invece di rallentare di botto restando in corsia di sorpasso cercherebbero, guardando nello specchietto per non essere investiti e non tagliar la strada a nessuno, di fermarsi nella prima piazzola e scendere dalla macchina col telefonino in una mano (per chiamare il 118) e il giubotto catarifrangente, e magari la cassetta del pronto soccorso, nell'altra. Invece è solo curiosità morbosa.

Solo che quando si parla a braccio, o si risponde ex abrupto a una domanda inattesa, è più comprensibile che si possa essere inopportuni, o precipitosi nei giudizi, o che si dicano fesserie; prova ne sia la paludata logica e il rigore della consecutio temporum dei nostri parlamentari quando leggono interventi scritti il giorno prima, nelle interrogazioni a risposta immediata; contrapposta ai congiuntivi approssimativi, ai giudizi contraddittori, alle incongruenze e ai salti logici degli stessi se debbono rispondere a braccio in una conferenza stampa.

Quando siamo in un forum, perdonami, abbiamo davanti una tastiera e non stiamo facendo instant messaging; scriviamo, per velocemente che sia (io di mestiere faccio anche il pubblicista scientifico, e le bozze dei miei articoli le scrivo di getto a una velocità esagerata rispetto alle mie capacità di dattilografo, che mai raggiungerei sotto dettatura; cerco istintivamente con le dita di seguire il filo dei pensieri), un qualcosa che resta su uno schermo, fermo, lì, buono buono, immobile, sinché non posiziono scientemente il cursore su "INVIA" e faccio "click" col tasto sinistro.

Perciò, se offendo qualcuno, o se dico una fesseria davvero grande, o se rispondendo a un altro post arrivo al livello dell'attacco personale (sia pure nella foga polemica), o dico qualcosa che potrebbe magari non offendere ma ferire perché umanamente inopportuna qui e in questo momento, la responsabilità è tutta mia, alla faccia della società svaccata e "grezzona" della fiction "i Cesaroni" o dei film dei fratelli Vanzina!

Io, quel dito, posso benissimo non abbassarlo, e rileggermi un minuto quel che ho scritto correggendolo, emendandolo, togliendo cose irrispettose o aggressive o semplicemente gratuitamente sciocche, posso benissimo anche rileggere e decidere che ciò che ho scritto non val la pena d'esser letto, no? Ma poi...

Voce dal sen fuggita
più richiamar non vale;
Non si trattien lo strale
poi che dall'arco uscì...


Ne convieni?
Un caro saluto
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
Giovanni Falcone

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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da peterfly 65 » 22 agosto 2008, 23:50

Cancellato
Ultima modifica di peterfly 65 il 23 agosto 2008, 9:21, modificato 1 volta in totale.

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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da MD82_Lover » 23 agosto 2008, 0:02

Valerio Ricciardi ha scritto: Circa i moderatori, han fatto una fatica del diavolo, che semplicemente suppongo sarebbe loro costata emotivamente meno se avessero semplicemente lavorato più di gomma da cancellare che di reprimenda, forse inutile, perché certe cose uno, adulto e vaccinato, o le capisce da solo o non lo convinci davvero tu.
Niente di più vero.
Valerio Ricciardi ha scritto:
Perciò, se offendo qualcuno, o se dico una fesseria davvero grande, o se rispondendo a un altro post arrivo al livello dell'attacco personale (sia pure nella foga polemica), o dico qualcosa che potrebbe magari non offendere ma ferire perché umanamente inopportuna qui e in questo momento, la responsabilità è tutta mia, alla faccia della società svaccata e "grezzona" della fiction "i Cesaroni" o dei film dei fratelli Vanzina!

Io, quel dito, posso benissimo non abbassarlo, e rileggermi un minuto quel che ho scritto correggendolo, emendandolo, togliendo cose irrispettose o aggressive o semplicemente gratuitamente sciocche, posso benissimo anche rileggere e decidere che ciò che ho scritto non val la pena d'esser letto, no? Ma poi...

Voce dal sen fuggita
più richiamar non vale;
Non si trattien lo strale
poi che dall'arco uscì...


Il problema sta nel fatto che il pensiero anticipa lo scritto.
Se il pensiero è fallace, anche lo scritto lo diventa come semplice conseguenza.
Forse si dovrebbe lavorare sul tempo che intercorre tra il termine dello scritto ed il premere il tasto "invio".
I famosi "dieci secondi prima di parlare"...

Benvenuto Valerio.
Niente faccine perchè non ti piacciono...ma ci sarebbe un sorriso.

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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da Valerio Ricciardi » 23 agosto 2008, 8:45

MD82_Lover ha scritto:
Benvenuto Valerio.
Niente faccine perchè non ti piacciono...ma ci sarebbe un sorriso.
Grazie di cuore.

Non voglio far la figura del Quacchero integralista, non ho nulla contro le faccine in sé; è solo che le trovavo fuori posto in botta-e-risposta su un thread che trattava di una tragedia appena avvenuta, e che non era scritto da nessuna parte non avrebbe potuto coinvolgere me o persone a me care (difficilmente mi si sarebbe potuto trovare su un Md82 di una Air Zimbabwe al decollo da un aeroporto secondario africano di notte durante una tempesta tropicale, perché son situazioni che per quanto possibile evito per principio preventivamente; ma su un normalissimo volo Spanair che in tardo agosto parte per le Canarie... nulla di più normale per un utente normale che pensa di fare un viaggetto normale...

Io non posso mettermi nei panni davvero dei parenti delle vittime, in realtà; posso sentirmi sinceramente addolorato, ma è un dolore "esterno", perché non solo non mi ha coinvolto direttamente (né amici né parenti a me noti), ma non ho mai nemmeno avuto altre occasioni in cui ciò sia successo. Non debbo far finta che sia una cosa mia, sarebbe ipocrita, detto senza nessun intento di cinismo.

Infatti la sincera verità è che forse, se l'incidente avesse riguardato un TU-134 dell'aviazione cubana (ammesso che ne volino ancora) probabilmente non avrei avuto subito l'istinto di andare a cercar di capire qualcosa su Md80.it; ma su 70 voli che ho fatto, ben 27 sono stato su DC9-xx (sei) e MD8X (21). E poi domattina andrò ad aspettare la mia famiglia - quella che mi son fatto, sono più dei miei occhi, senza un filo di retorica nemmeno piccolina - a Fiumicino che arriveranno, spero in anticipo sul ritardo previsto di Meridiana, da Olbia. Quindi il "movente" iniziale era sotto sotto più egoistico che altro. Almeno, me lo dico.

Mi riesce relativamente più facile calarmi un poco nei panni di quel vostro amico che fa il primo ufficiale Spanair (mi pare che firmi Tienneti, non son sicuro a memoria) perché invece l'esperienza di venire a sapere che una persona con cui lavoravi spesso e serenamente non c'è più all'improvviso (incidente stradale) l'ho fatta, ed è una cosa che lascia... addolorati e offesi, ecco. Offeso è una parola forse strana, ma non ne trovo di meglio. Offeso con gli eventi, con la vita, non so. Non accetti che possa concludersi in una maniera così banale e idiota (l'incidente è SEMPRE una cosa idiota, anche se ti sbricioli con lo Shuttle perché si è staccata una mattonellina di ceramica dello scudo termico, ...una stupida mattonella di ceramica espansa, non tiene l'epoxy e tu sei morto?) la vita di una persona con la quale magari avevi pure amabilmente battibbeccato tre giorni prima, magari di politica

Oltretutto la Spanair è una compagnia normalissima, non è una struttura raffazzonata messa su a furia di "buffi" con le banche da quattro imprenditori avventurieri che si ricomprano aerei di quarta mano per inventarsi un po' di charter finché dura. Che cavolo c'entrano le low-cost Dio solo lo sa.

Comunque, quando succede qualcosa di così grave, di solito nella complessa catena di eventi ho imparato (da giornalista mi sono occupato molto, e qualche volta ancora accade, di sicurezza, anche se soprattutto nel settore degli autoveicoli e del traffico veicolare terrestre) che prima o poi si individua che c'è qualcuno, ahimé di solito una persona non uno strumento con una lancetta o un display, che ha commesso un errore di sottovalutazione.

Intendo: ha avuto davanti agli occhi un "segnale" che c'è qualcosa che non va come dovrebbe andare, un valore misurato che non torna, delle tracce di usura dove di solito non ce ne sono, un rumorino anomalo ma persistente, un componente di qualcosa che è molto caldo e di solito non lo è... e non ha dato retta alla vocina che gli diceva "che è 'sta cosa? Qui toccherebbe vedere meglio". La vocina ha parlato, lui non l'ha ascoltata perché aveva fretta, perché era l'ultima operazione di quel tipo prima della fine del turno, perché si è barricato come tanti, troppi facciamo qualche volta (SICURAMENTE anch'io senza rendermene conto) dietro un "le specifiche sono molto rigorose e così rompine perché debbono lasciare molto margine in più, siamo bene dentro il margine anche se non intervengo e pianto una grana, è uguale".

In tante occasioni ho studiato la dinamica degli incidenti stradali in cui sono coinvolte le caratteristiche del mezzo (difetto di progettazione o errore/inadeguatezza di manutenzione) o della superficie stradale (manto, pendenze, segnaletica, caratteristiche di percettibilità della segnaletica e delle variazioni planoaltimetriche); tutte cose cioè che esulano dal "l'incidente è stato causato perché il guidatore, invece di guardare avanti, armeggiava col telefonino per rispondere con un SMS alla fidanza con la quale aveva litigato il giorno prima".

E sai di che mi son convinto?

Che NON è MAI UGUALE. "E' uguale" è una affermazione pericolosissima, mi fa una paura matta.

Se ci sono molte maniere di fare una cosa, o di montare un pezzo, o di controllare il funzionamento di un componente, e la Casa costruttrice/l'Ente che ti certifica o controlla/la normativa di uno Stato ti dicono che lo devi fare seguendo una certa procedura, un motivo c'è. Non è che l'ingegnere che ha studiato la procedura è un sadico rompiballe che invece di andarsene in spiaggia la sera con la sua ragazza è stato le ore a perder tempo a scrivere un pallosissimo capitolo di un manuale d'officina.

E' come montare un mobile IKEA: un chiarissimo disegnino ti dice, comincia dal fianco sinistro della cassettiera, lo posi per terra a faccia in su, poi ci monti questo, poi questo, poi le guide dei cassetti, poi le cerniere, poi passi ai fondi e al coperchio...
Tu, siccome sei un po' bricoleur e col cacciavite e il trapano ti senti qualcuno, dai un'occhiata distratta e cominci come dicono loro, ma poi prima di tutto assembli la struttura perché è più gratificante vedere "il mobile" che prende già forma piuttosto che continuare a montar pezzetti, ti sembra sempre di non concludere nulla; lo metti in piedi, fissi il retro, adesso con calma mi monto tutte le guide e le cerniere... e scopri che la parte posteriore delle guide non arrivi a montarla, perché col cacciavite non ci passa la mano, o perché non puoi fare lo sforzo di spingere la vitebene nella sede. E rismonti mezzo mobile per fare come dicono loro. Non era uguale, potevi dargli retta.

Ti ricordi quando cadde quel DC10 cui si staccò un motore in volo, ruotando sopra l'ala prima di staccarsi e danneggiando tutti i circuiti idraulici situati poco dietro il bordo d'attacco? La McDonnell Douglas prevedeva PRIMA di staccare il blocco motore dal pilone di sospensione, POI di passare allo smontaggio del pilone. Invece American Airlines (mica bau bau micio micio, come direbbe Jachetti, AA!) ritenne di risparmiare un tot di ore di manod'opera per motore calando giù tutto insieme. Essendo il motore non sotto la verticale dei punti di sospensione, ma molto spostato in avanti, a sbalzo e tutto fuori baricentro, operando così si verificavano facilmente delle sollecitazioni anomale della sede del megabullone che sosteneva lo sforzo dalla parte posteriore, oscillazioni, urti durante lo smontaggio, e la sede si ovalizzava ed innescava delle microcricche.
E le microcricche, dagli tempo, innescano lesioni da fatica che camminano, camminano finché ti perdi un motore e ti ritrovi pure coi flap e gli SLAT da una parte retratti e dall'altra tutti giù, proprio quello che ci vuole per ribaltarti senza sapere perché visto che nessuna spia, a cavi tranciati, può suggerirti di togliere subito i flap e gli slat dall'altra parte e di abbassare il muso per mantenere velocità. Bé, direi che poprio NON era "uguale"...

Ecco, io del mondo dell'aviazione ho più paura di cose del genere (si scoprì che anche altre grandi compagnie americane avevano avuto la stessa brillante pensata per contenere i costi di una operazione... che mica si fa settimanalmente) che non dell'"oggetto aeroplano" e men che meno del pilota.

Ma ti ricordi dell'ATR Tunisair rimasto senza carburante perché gli avevano montato sul cruscotto un indicatore di un'altra serie coi serbatoi di differente capienza, che quindi su quello dava indicazioni errate? E che c'entra il pilota? Quello legge una cosa, e legittimamente ci crede... Per difendersi da queste abominevoli fesserie, la Casa poteva solo fare uno strumento che va in un buco quadrato nel caso di una serie di aereo, e uno che entra solo in un buco di forma diversa per l'altro, nemmeno i buchini delle viti devono collimare, proprio non ci deve andare, se no prima o poi un fesso che ti dice "è uguale" dai e dai lo trovi sempre... le cose vanno fatte a prova di fesso.

Il pilota invece ha per primo il sedere su una cosa cui anche lui affida la pelle e il contatto con i suoi affetti; come me, forse a nuotare se la cavicchia, ma di volare sbattendo le braccia alla Will Coyote proprio non se ne parla. E secondo me lo ha ben presente. Tantopiù che la professionalità "seria" è molto diffusa; io nel 2005 a Capo Verde, in un ATR 42-300 della TACV (compagnia di rara disorganizzazione, overbooking pazzesco, ritardi stocastici, frontline col cliente inesistente... il peggio del mondo latino mixato col peggio dell'Africa equatoriale), ho visto un giovane pilota senegalese effettuare un imprevisto crosswind landing (raffiche furiose in una giornata sino ad allora calmissima) di rara eleganza, all'isola di Fogo, con la pista incassata fra la scogliera da una parte e un vulcano di 2820 m dall'altra, roba che eravamo forse a 20 m di quota in "finale" e prima che lui intervenisse in maniera PERFETTA, posandolo letteralmente di tre quarti e raddrizzandolo senza mezzo rimbalzo, nemmeno ebbi il tempo di sentire il caldo-freddo della scarica adrenalinica lungo la schiena. E non stiamo parlando di un primo ufficiale di Concorde ricoperto di galloni pure sui polpacci, ma di un giovane forse neanche trentenne che lavorava in una compagnia che apparentemente ... insomma, "svaccata" come quella ancora mi deve ricapitare.

Ho imparato ad aver più paura della superficialità umana e della sottovalutazione che dell'errore di progetto (che pure capita in una struttura così complessa). Posto queste considerazioni qui, perché le leggerai tu e forse pochi altri gatti, un thread di presentazione si esaurisce da sé in un attimo. Su quello dell'incidente Spanair non lo avrei fatto, se no mi mettevo in fila anch'io nel gioco delle illazioni più o meno saputelle. Son valutazioni solo di ordine generale, allo stato non farei nessun riferimento a quel fatto.

Scusa la lunghezza e mi scuso anche con l'altro amico che mi ha trovato retorico, non era mia intenzione davvero, ciao
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da air.surfer » 23 agosto 2008, 9:18

Grazie per il contributo.

Un Gatto.

peterfly 65

Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da peterfly 65 » 23 agosto 2008, 9:24

Non volevo offenderti nel dire che molte volte i nostri scriti sono un po retorici. Quindi ho cancellato il mio post, e non era mia intenzione giudicare nessuno.

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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da Dany80 » 23 agosto 2008, 10:04

Ancora Benvenuto Valerio,

Non posso che dirti grazie per i tuoi interventi che aiutano senza dubbio a riflettere...

Grazie!
Daniele
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da marcoferrario » 23 agosto 2008, 10:04

Grazie anche da parte mia. Un'altro gatto.

Posso sapere esattamente di cosa ti occupi? Hai acceso la mia curiosità...
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peterfly 65

Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da peterfly 65 » 23 agosto 2008, 10:16

Grande valerio prima tutti erano contro la tua categoria perchè ritenuta non attendibile almeno nel caso dell'incidente e giu tutti a parlar male dei giornalisti. Poi è bastato un tuo post, molto interessante, e tutti a ringraziarti. La morale qual'è? Per me è che anche nella categoria dei giornalisti esistono tantissimi professionisti e tanti "giornalai" che sono sottomessi al loro editore. Quindi grtazie e chissà se nel nostro girovagare all'interno della natura umana riusciamo un po a districarci e chissa magari diventare veramente liberi..............

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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da GIGI » 23 agosto 2008, 11:34

Ben venuto, Valerio, da un'altro gatto.

Grazie del tuo contributo, mi hai fatto riflettere su molte mie opinioni.

Stefano
Se scrivo una min***ta, evitate la flagellazione.

MD80.IT: SE NON CI FOSSE BISOGNEREBBE INVENTARLO




La teoria è quando si sa tutto ma non funziona niente.
La pratica è quando funziona tutto ma non si sa il perchè.
In ogni caso si finisce sempre a coniugare la teoria con la pratica:
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da Valerio Ricciardi » 23 agosto 2008, 13:11

marcoferrario ha scritto:Grazie anche da parte mia. Un'altro gatto.
Posso sapere esattamente di cosa ti occupi? Hai acceso la mia curiosità...
Qua i pochi gatti si moltiplicano...
Grazie di che? Son due anni che ogni tanto mi faccio un giretto su Md80.it, e dalla vostra community sinora ho solo imparato!

Io come studi ho fatto il liceo Classico al Visconti (che Dio benedica ora e sempre quei professori che all'epoca mi sembravano bravissimi, ma un po' troppo esigenti), e poi all'università Scienze Geologiche; nel mentre mi ero, ragazzino, appassionato di fotografia per cui, quasi per caso, lo stesso anno che mi iscrissi all'università passai al professionismo. Come fotografo, per lavoro mi sono sempre occupato di Arte, Archeologia (diciamo beni culturali nel senso più lato e via) Architettura e Ambiente; da fotoamatore, soprattutto paesaggio e reportage di viaggi (i miei).

Poi, ancora quasi per caso, nel 1987 iniziai a scrivere (il primo indignatissimo lungo articolo sulla "Pagina dell'Ambiente" di Porta Portese, che a Roma è come Il Baratto o Secondamano altrove: mi battei contro l'abbattimento di una faggeta di grande interesse naturalistico per farne legna... e ci riuscii, sollevai un vespaio tale che fra WWF Italia Nostra Procura della Repubblica che aprì un fascicolo e Carabinieri che sequestrarono il bosco... il comune di Riasola dovette annullare la delibera, e quello splendido bosco di patriarchi è ancora lì!) e scoprii che con un po' di buona volontà si può con la carta stampata fare anche qualcosa di utile.

Il resto è storia. Ora sono redattore di PROTECTA, una rivista che dal 1987 si occupa di Ambiente, tecnologia e sviluppo sostenibile, e - quello che è il mio fiore all'occhiello - corrispondente inviato di ARCHEOLOGIA VIVA, la migliore - a mio avviso, potevo pensarne altrimenti? - rivista di divulgazione di archeologia e storia. Divulgazione alla Piero Angela o alla Richard Attemborough nella loro forma migliore, non alla Voyager o alla Cecchi Paone, che è un modo di divulgare che fa più danno che altro.

Prima ero soprattutto fotografo, ed anche pubblicista; ormai sono soprattutto un giornalista che ha il suo spazio anche facilitato dal fatto che l'editore non ha il problema di affiancarmi un fotografo, o di comprare le immagini da qualche agenzia perché gli consegno il "servizio" completo, testo e foto.

Per PROTECTA mi sono per anni occupato soprattutto di sicurezza in senso lato e di inquinamento; ricordo una interessantissima inchiesta che cercai di fare al mio meglio quando scoppiò la "grana" dele interferenze dei cellulari in aeromobile; ebbi a che fare con l'ENAC, due ingegneri della quale intervistai a lungo, e rimasi davvero colpito dalla preparazione, dalla prudenza nel fare affermazioni interlocutorie in una fase di approfondimento, dalla serietà con cui affrontavano il problema senza mai avere in mente *un opinione di partenza da suffragare*, ma determinati a *costruirsi un opinione solo per mezzo di fatti sperimentali verificati più volte*.
Questo si chiama metodo scientifico; il suo padre in fondo è Galileo.

E penso che nel mondo dell'aviazione civile siano molte di più le persone di questo tipo, alla fin fine, rispetto ai faciloni col "tanto, è uguale" pronto in un angolo della mente. Anche se qualcuno - operaio della manutenzione, dirigente, raramente anche pilota, ma davvero di rado) purtroppo a mio avviso c'è. Ma pochi, se no, gli aerei andrebbero giù con la stessa frequenza delle corriere guidate da autisti alticci e sanguigni nei burroni del Centro e Sudamerica.

Fino a un paio di anni fa ho scritto tantissimo anche di automobili (sempre con l'occhio a sicurezza attiva/passiva e inquinamento), ed in quel settore qualcosina ho finito per imparare, scoprendo con raccapriccio come il denaro e gli interessi commerciali possano tentare - riuscendoci al 99% - di condizionare i mass media.
Troppi altarini potrei scoprire... diresti mai che la orribile squadrata Stilo è complessivamente un'ottima macchina, anche molto sicura? E ti immagineresti che l'affascinante Alfa 147, dalla magnifica tenuta di strada e frenata, in caso di grave urto frontale si comporta malissimo (peggio di una Chevrolet Matiz ultimo modello)?
Se ti fai un giretto su Internet o cerchi qualche arretrato di rivista, i test Euro-NCAP (che non sono il Vangelo ed hanno dei difetti, ma son quanto di meno peggio al momento) lo rivelano con chiarezza, non è un segreto, ma quanti vanno a leggerlo?
E se ti raccontassi che TUTTE le Ford a trazione anteriore e motore trasversale - Fiesta e Escort, la Mondeo venne impostata dall'inizio per l'iniezione - quando passarono dal carburatore all'alimentazione a iniezione con catalizzatore e sonda lambda, per diventare Euro 1 (dal 1 gennaio 1993) in caso di incidente frontale anche abbastanza lieve da non essere certi che scattasero gli airbag, entro 1,5"-2" andavano *sistematicamente* a fuoco? E lo sai perché? Quei motori avevano il carburatore davanti al motore, non dietro come la maggior parte delle macchine a trazione anteriore; tolto il carburatore, furono posizionati gli iniettori dallo stesso lato, alimentati in continuo da un tubo metallico che formava una sorta di "v" leggero verso il davanti, sempre pieno di benzina, tenuta a quasi 20 bar dalla seconda pompa elettrica.
Se apri il cofano di una Fiesta '93-'94 lo vedi subito, è proprio sotto gli occhi. Una grossa "v" da cui si dipartono "a pettine" quattro spezzoni di tubo verso gli iniettori. Tu tamponavi mentre eri annoiato in fila al casello o sulla tangenziale congestionata, perché parti-fermati-riparti-rifermati una volta potevi finire per distrarti, e se poco poco il radiatore arretrava sino a toccare quel tubo (il muso era corto e non "granitico", non c'era bisogno di uscir di pista a Indianapolis) finché non toglievi il contatto dal quadro schizzava benzina ad alta pressione in tutto il vano motore; i collettori di scarico, roventi, erano giusto lì sotto. Vamp.
E la Ford dopo un annetto (di Fiesta/Escort poco ammaccate tutte bruciate si andavano riempiendo gli sfasciacarrozze) corse ai ripari introducendo l'interruttore inerziale che staccava la corrente a tutto, presentandolo (vergogna!) come una innovazione "in più", per dare più sicurezza, mentre era una toppa che nemmeno copriva bene il buco... se fosse stato un aeromobile, l'avrebbero "messa a terra" sino a radicali modifiche; invece di Fiesta ed Escort di quella prima generazione ne vendettero a palate, capirai, vernice metallizzata e aria condizionata comprese nel prezzo... poi era più carina di una Punto...

Non è facile informare, ma - credimi - non è facile nemmeno essere informati, bisogna leggere e ascoltare tutto con un sopracciglio alzato e moooolte riserve.

Adesso che sta saltando fuori che 'sto povero MD82 NON sarebbe decollato con un motore in fiamme, il quale per giunta dopo il decollo probabilmente NON sarebbe affatto esploso (qui ci vuole un po' più di condizionale), ma che sarebbe probabilmente andato a fuoco DOPO essersi schiantato successivamente ad un decollo troppo stentato (ma và? Pieno zeppo di kerosene per arrivare alle Canarie da Madrid cade a ben oltre V1, si rompe in più tronconi e poi... va a fuoco? Ma che strano, com'è potuto succedere?), mi pare che parecchi giornali che si erano precipitati a pubblicare pure grafici con una sequenza di eventi tutta basata su congetture, compreso il momento in cui un motore si stacca da solo e va per i fatti suoi, stian facendo una gran marcia indietro - a cominciare dal Corriere della Sera - e allora su che focalizzano il dibattito?
Sul fatto che l'italiano (steward dell'Air France, mi pare) che è morto - ma dimmi tu, una volta che volava per diporto - stesse viaggiando col suo compagno e col figlio di quest'ultimo; con relative polemiche sul fatto che alcuni giornali avessero parlato di "amico", di "caro amico" piuttosto che di "compagno", esplicitando più o meno dichiaratamente il fatto che il suddetto defunto fosse, nel caso, stato gay!

Ecco, queste son cose che mi fanno imbestialire davvero, un povero Cristo con una faccia garbata e simpatica è morto, pure male accidenti (e probabilmente consapevole quanto il crew dell'aereo di quanto stava per accadergli), e tu ti metti a disquisire sui suoi orientamenti sessuali? Questo è DAVVERO giornalismo spazzatura, secondo me più di una stupida congettura amplificata perché i tuoi lettori vogliono bersi qualcosa adesso, non quando la commissione avrà finito la sua lunghissima (e seria) inchiesta.

Per capir qualcosa di aviazione, io leggo qui, in giro, vado anche a volte su Airliners.net e un paio di altri posti. E imparo (o così mi sembra) tanto. Se vai nel thread "che fine hanno fatto i trimotori" (o qualcosa di simile, comunque lo trovi subito) c'è un post di un ragazzo, che posso immaginare studi o abbia studiato al tecnico aeronautico, che spiega la ragione per cui gli schemi tipo DC10-MD11-Tristar sono attualmente desueti; è un esempio di come uno che sa una cosa dovrebbe spiegarla a un'altro che ha una curiosità.

Infatti gli ho "postato" i miei complimenti. Lui se li merita, mica io, credimi.
Ciao e grazie a tutti per l'accoglienza
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da Valerio Ricciardi » 23 agosto 2008, 13:26

peterfly 65 ha scritto:Non volevo offenderti nel dire che molte volte i nostri scriti sono un po retorici. Quindi ho cancellato il mio post, e non era mia intenzione giudicare nessuno.
Ma per carità, non mi hai minimamente offeso!
Ho puntualizzato solo, nel dubbio, non in polemica con te, ma perché la retorica non l'amo neanch'io e del resto non posso avere la presunzione di esserne immune, non dovevi cancellare il post.

Di sicuro (in futuro sarò più attento) devo cercare di essere meno lungo, passati questi "inizi" di presentazione reciproca, una serie di post un po' secchi e sintetici a parità di contenuti generalmente penso sia più interessante per chi legge.
Anche la logorrea come difetto non è male... :oops:

(avete visto che ho messo una faccina anch'io?)
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da Flyfree » 24 agosto 2008, 9:18

Benvenuto anche da parte mia.
Sal

peterfly 65

Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da peterfly 65 » 24 agosto 2008, 17:49

Caro valerio pensa che anche io avevo iniziato geologia, ho fatto solo 3 esami poi per vari motivo di carattere famigliare, ho dovuto iniziare a lavorare e cosi sono diventato pilota. Delle volte provo ad immaginarmi geologo e penso che forse sarei stato piu a contatto con la natura. Invece sono pilota e fortunatamente devo dire grazie alla mia azienda( az) che mi ha dato la possibilita di fare questo lavoro e tutto quello che ho oggi lo devo tutto a lei.

Però in questo periodo le cose non stanno più cosi, ogni volta che dici che lavoro fai ti senti sempre additato e colpevolizzato dei soldi che si buttano pur di farmi continuare a lavorare. E questo è un vero peccato perchè stiamo perdendo un pezzo della nostra storia. Una volta le compagnie di bandiera rappresentavano il paese nel mondo, servivano a migliorare la conoscenza del mondo aereonautico, aunentavano i livelli addestrativi degli equipaggi, ecc, ecc.. Oggi purtroppo,e non solo nel nostro paese, si sta perdendo un po tutto questo.Nella nostra attuale società globale individualista e fondata tutta sul dio denaro, non ci interessa più di quello che è la tradizione,il nostro passato le cose che hanno fatto la storia, ci interessa solo spendere poco e di tutto il resto nisba....

Vedi Valerio un giorno ci gireremo indietro,se avremo il tempo di farlo, e ci renderemo conto che forse abbiamo perso qualcosa e non mi riferisco solo al mio campo. Chissà forse sarebbe bastato veramente poco.

Una piccola precisazione: le compagnie aeree anche se sono sottoposte a standard europei non sono tutte uguali.
Dico questo perchè ci sono delle compagnie che spendono un mucchio di soldi per addestrare il loro personale, attraverso corsi HF, CRM ecc. ecc. tutto questo per far si che le persone siano sempre su valori di eccellenza.
Mi sembrava giusto dirlo per rispetto di quelle aziende che spendendo tanti soldi e vengono paragonate ad aziende che sono solo al livello minimo........
Adesso puoi dirlo anche a me che sono retorico :D :D :D :D

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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da Valerio Ricciardi » 24 agosto 2008, 20:16

peterfly 65 ha scritto:Caro valerio pensa che anche io avevo iniziato geologia, ho fatto solo 3 esami poi per vari motivo di carattere famigliare, ho dovuto iniziare a lavorare e cosi sono diventato pilota. Delle volte provo ad immaginarmi geologo e penso che forse sarei stato piu a contatto con la natura. Invece sono pilota e fortunatamente devo dire grazie alla mia azienda( az) che mi ha dato la possibilita di fare questo lavoro e tutto quello che ho oggi lo devo tutto a lei.

Però in questo periodo le cose non stanno più cosi, ogni volta che dici che lavoro fai ti senti sempre additato e colpevolizzato dei soldi che si buttano pur di farmi continuare a lavorare. E questo è un vero peccato perchè stiamo perdendo un pezzo della nostra storia. Una volta le compagnie di bandiera rappresentavano il paese nel mondo, servivano a migliorare la conoscenza del mondo aereonautico, aunentavano i livelli addestrativi degli equipaggi, ecc, ecc.. Oggi purtroppo,e non solo nel nostro paese, si sta perdendo un po tutto questo.Nella nostra attuale società globale individualista e fondata tutta sul dio denaro, non ci interessa più di quello che è la tradizione,il nostro passato le cose che hanno fatto la storia, ci interessa solo spendere poco e di tutto il resto nisba....

Vedi Valerio un giorno ci gireremo indietro,se avremo il tempo di farlo, e ci renderemo conto che forse abbiamo perso qualcosa e non mi riferisco solo al mio campo. Chissà forse sarebbe bastato veramente poco.

Una piccola precisazione: le compagnie aeree anche se sono sottoposte a standard europei non sono tutte uguali.
Dico questo perchè ci sono delle compagnie che spendono un mucchio di soldi per addestrare il loro personale, attraverso corsi HF, CRM ecc. ecc. tutto questo per far si che le persone siano sempre su valori di eccellenza.
Mi sembrava giusto dirlo per rispetto di quelle aziende che spendendo tanti soldi e vengono paragonate ad aziende che sono solo al livello minimo........
Adesso puoi dirlo anche a me che sono retorico :D :D :D :D
L'eventualità di esser retorico era stata fatta delicatamente ventilare per me, non da me; quanto ad Alitalia, da qualche parte ho i primi due distintivi in argento con la freccia alata, mi venivano regalati dal più piccolo dei fratelli di mia madre che era, se non rammento male, ispettore di volo in AZ; ogni cinque anni gliene davano uno più raffinato - simbolo di altri cinque anni di anzianità marturati - ed io, bambino, ricevevo orgogliosissimo quello prima.

Io dell'Alitalia non ho una immagine così negativa come l'ha ormai il pubblico, ma di molti suoi dirigenti si, senz'altro; come si fa in un momento di crisi (questa è una cosa di un po' di anni fa, ma la rammento benissimo), avendo bisogno di riempire neglio i voli, a decidere di risparmiare dimezzando i diritti di agenzia per ogni biglietto che emettevano? Così non c'era agenzia in Italia che, offesa, non cercasse prima tutte le altre alternative possibili, pure un charter della Good Luck Airways, piuttosto che dire la parola "Alitalia". Vendevano un biglietto AZ proprio se non c'erano alternative.
E la flotta? Ryanair, che non è compagnia simpaticissima, fa una barca di soldi utilizzando una monomacchina, così con UNA sola certificazione e UN solo addestramento specifico del cabin crew qualunque dipendente di volo salta senza tempi morti da un aeromobile all'altra, e tu - che non puoi fare altrettanto ovviamente visto che fai breve, medio, lungo e lunghissimo raggio - continui a moltiplicare i modelli all'infinito?

Ho visto di recente arrivare a Fiumicino degli aeroplanetti carini che sembrano degli MD80 un po' più piccoli molto più snelli, mi sembrano con cellula 2+2 posti; non so se sono Embraer o Bombardier, qualcosa del genere. Un mio amico che lavora in AZ a Fiumicino alla sezione che si occupa della pianificazione dei voli, calcoli del carburante da imbarcare e del carico pagante ammissibile, logistica degli orari e delle piste ecc mi ha detto che di detto piccolo jet esistevano due versioni, una con minore e una con maggiore autonomia; mi dice che AZ, avendo già prima deciso di utilizzarli su rotte tipo Roma-Pisa o simili, insomma roba corta corta (non entro nel dettaglio potrei sbagliarmi) delle due versioni avrebbe acquistato comunque quella da corto-medio raggio, non da corto raggio... e che perciò la macchina sarebbe più facilmente antieconomica...

Da un certo punto in poi l'ottimo Mad Dog sarebbe diventato non concorrenziale come consumi (questo ormai è un ritornello) rispetto ai 737 moderni (quelli coi turbofan grossi) e A319; perché non venderseli o affittarli per tempo, prendendo di corsa magari in leasing magari usati come nuovi quelli che consumano meno? Se Ryanair ha preso i 737-700 (mi pare), ed è uno freddo che punta solo agli utili, qualcosa vorrà dire...

Dopo l'11 settembre, se non rammento male una linea su Boston lasciata operativa, avanti e indietro desolatamente vuota, tagliati in compenso per risparmiare voli verso Sudamerica ed Estremo Oriente che erano sempre stati redditizi...

Correggi senza pietà ogni eventuale sfondone, è il succo del discorso che mi premeva. Non è colpa del personale di volo se è diventato una struttura degna di un ministero vecchia maniera, ma i risultati son questi...
E la storia dei voli Roma-Milano largamente occupati da hostess e steward che andavano a prender servizio a Milano? Se è vera, è un sintomo di follia pura. Purtroppo il risultato è che sento una quantità incredibile di gente dire, stufa per dire stufa, basta con Alitalia, se deve fallì fallisca almeno la smette di togliermi soldi dalle tasche... nemmeno non ci fossero le storie di vita di ciascuno dei dipendenti, dietro, con gli AD di nomina politica che cambiano, cambiano...

Anche a me dispiace, io delle due avrei fatto una operazione di rilancio di immagine tutta-glamour, sarei tornato alla livrea con la freccia alata, magari solo ritoccando un po' la grafica deli filetti lungofusoliera, avrei puntato sulla qualità percepita come fa per dire Finnair rispetto a SAS... Avrei puntato sul lunghissimo raggio di prestigio proprio per la rotta in sé, genere Qantas...

Air France arriva, fa una offerta con 2200 esuberi e investimenti importanti, e nonostante il precedente riuscito di KLM (all'inizio hanno un po' licenziato, poi ora KLM riassume e fa attivi) viene fatta scappare a gambe levate dai sindacati e dal nano pelato che voleva fare il salvatore della patria... ti ci voglio ora con 700 milioni dei quali una parte sarà assorbita dalle perdite di gestione intanto che si mettono d'accordo... i 300 del prestito ponte (quando mai potrà restituirlo Alitalia, se continua a perdere?) credo siano già "fumati" tutti o quasi...

Sai che ne faranno grazie a Benetton (che in cambio di un po' di soldi che ci mette a perdere ha avuto garanzie circa la possibilità di ritoccare le tariffe di Autostrade, su Alitalia "fa la mossa" e butta un po' di soldi contando di rifarli con gli interessi coi pedaggi, questo è il patto col brianzolo col trapianto) e Toto (che ha più debiti che capelli, AirOne finanziariamente non è florida, cosa vuol fare con Alitalia? Farci confluire i suoi debiti?) nonché Ligresti, che in cambio dei soldi che perderà su AZ avrà pesanti garanzie sulle case popolari da realizzare??

Ne faranno una Air Padania, andando in giro tronfi a dire che "hanno salvato la compagnia di bandiera". E intanto Spinetta guarda e scuote il capo. Si parla ora non di 2200, ma di oltre 6000 esuberi, adesso vorrei sapere quale sindacalista potrà spiegarlo ai suoi protetti senza essere legnato! Air France si accollava 1350 miliardi di lire di debiti e ti dava pure due soldi in più, molto simbolici (ci compravi mezzo Airbus), ma aveva un piano di rilancio industriale vero, e con precedenti già realizzati! Pazzi! Toto? Toto si vocifera che studi da aspirante Tanzi...

Ed io intanto ricordo un volo Abidjan-Roma, nel 1975, con un DC8-62 tenuto come un gioiello, pulito e profumato; avevo quindici anni, era già il mio quinto volo e quando atterrammo a Fiumicino fui sicuro che avesse toccato solo sentendo il rumore di rotolamento delle ruote sulla pista, e il ruggito dei motori in reverse: il pilota lo aveva posato come un centrotavola di cristallo sulla pista, nemmeno un minimo di ammortizzazione sui carrelli, una piuma...

Non parlarmi di Alitalia che mi vien tristezza. Tu che macchine guidi/hai guidato?
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da Vanni » 24 agosto 2008, 21:07

Ciao Valerio,
come te da tempo apprezzo questo sito e come te mi sono iscritto solo oggi portato dalla tragedia di Madrid e dalle impressioni che i vari post (alcuni toccanti, alcuni lasciati a sproposito, non entro nel merito della polemica) e le reazioni che hanno provocato mi hanno lasciato. Hai ragione quando dici che ci vorrebbe un filtro agli interventi, trovo però che l'unico filtro ragionevole dovrebbe essere dato dal buon senso, dal tatto, dalla misura e dal rispetto che dovrebbero guidarci in ogni momento e non solo su questo sito. Sono dell'idea che post come i tuoi siano una ricchezza per il sito, fonte di dialogo costruttivo e di riflessione; purtroppo altri si sono mostrati motivo di polemiche a non finire. Evidentemente il "filtro" è tarato su livelli differenti...
ciao,
Vanni

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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da davymax » 24 agosto 2008, 21:30

Benvenuto Valerio, è stato un piacere leggerti.
......un altro gatto.

Saluti
Davide
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da Valerio Ricciardi » 25 agosto 2008, 12:50

davymax ha scritto:Benvenuto Valerio, è stato un piacere leggerti.
......un altro gatto.

Saluti
Davide
Ciao Davide,

apporfitto del tuo contatto per chiederti una cosa che mi preme, avendo notato che... provvedi a intervalli regolari a mantenere tiepido il sedile del copilota ( :mrgreen: ) di un 737, parole tue.

Mi riferisco al disastro di ieri in Kirghizistan, del quale già sento odore di scemenza mediatica.

Posto che non si tratta di uno Starfighter che deve cercare di "rampare" a candela per intercettare un TU95 Bear che cerca di entrare nel nostro spazio aereo, possibile che un 737 dopo dieci minuti dal decollo abbia raggiunto una quota tale da rendere catastrofica una depressurizzazione?

Più o meno, qual'è di massima il rateo di salita? Considera che la macchina è del 1979; sul Corriere della Sera di oggi si vede un altro 737 sicuramente Itek Air, di una serie precedente ai vari 737 "classic" coi turbofan più grossi (quelli con la presa d'aria a muso di criceto), perciò dovrei arguire un serie /100 o /2xx.

Intendiamoci, immagino che una depressurizzazione ad altissima quota possa anche produrre guai seri; ma a dieci minuti dal decollo... boh... a me sembra la solita causa buttata lì dal giornalista... o magari la depressurizzazione c'è pure stata, per quella naturalmente il pilota ha annunciato il rientro (e vorrei vedere), ma poi l'aereo ha avuto ben altro inconveniente, e per l'altro motivo è andato giù...

Grazie, illuminami
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da davymax » 25 agosto 2008, 12:58

Valerio Ricciardi ha scritto:
davymax ha scritto:Benvenuto Valerio, è stato un piacere leggerti.
......un altro gatto.

Saluti
Davide
Ciao Davide,

apporfitto del tuo contatto per chiederti una cosa che mi preme, avendo notato che... provvedi a intervalli regolari a mantenere tiepido il sedile del copilota ( :mrgreen: ) di un 737, parole tue.

Mi riferisco al disastro di ieri in Kirghizista, del quale già sento odore di scemenza mediatica.

Posto che non si tratta di uno Starfighter che deve cercare di "rampare" a candela per intercettare un TU95 Bear che cerca di entrare nel nostro spazio aereo, possibile che un 737 dopo dieci minuti dal decollo abbia raggiunto una quota tale da rendere catastrofica una depressurizzazione?

Più o meno, qual'è di massima il rateo di salita? Considera che la macchina è del 1979; sul Corriere della Sera di oggi si vede un altro 737 sicuramente Itek Air, di una serie precedente ai vari 737 "classic" coi turbofan più grossi (quelli con la presa d'aria a muso di criceto), perciò dovrei arguire un serie /100 o /2xx.

Intendiamoci, immagino che una depressurizzazione ad altissima quota possa anche produrre guai seri; ma a dieci minuti dal decollo... boh... a me sembra la solita causa buttata lì dal giornalista... o magari la depressurizzazione c'è pure stata, per quella naturalmente il pilota ha annunciato il rientro (e vorrei vedere), ma poi l'aereo ha avuto ben altro inconveniente, e per l'altro motivo è andato giù...

Grazie, illuminami
Ciao Valerio, premetto che non ho ancora letto niente su quell'incidente (a parte leggere che è successo).
Ti posso dire che in media un 737 raggiunge la quota di crociera in circa 20 minuti (quindi circa 35000 piedi a seconda del peso), dopo 10 minuti quindi più o meno (visto che la salita iniziale è molto veloce però accompagnata da un'accelerazione quindi una riduzione della salita) dovresti stare intorno ai 17000-18000 piedi o poco più.
A quella quota il differenziale di pressione non è altissimo però c'è e conta.

Appena ho tempo vado un po a leggere...
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da tartan » 25 agosto 2008, 13:05

Ciao Valerio. Vedo che come giornalista sei molto preparato. E' evidente che sei parente d'arte.
Un gatto anche da parte mia (sornione, in fondo sei sempre giornalista).
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Re: Valerio Ricciardi

Messaggio da Wolf359 » 26 agosto 2008, 21:40

Benvenuto!
P.S: Bel gattone Tartan!

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