Iniziare a 32 anni, una scemenza?

In quest’area si discute di Aeroclub, di brevetti commerciali / ATPL integrato, di ultraleggeri, di scuole e corsi relativi all'aviazione civile

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Folgorato196
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Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Folgorato196 » 12 gennaio 2013, 14:16

Salve, sono un ragazzo di ormai 30 anni diplomato ad un ITAEr con tanto di PPL (ormai scaduto). Avevo abbandonato l'idea di diventare pilota e fortunatamente ho trovato alla fine un lavoro statale. Purtroppo però la passione non smette di fare capolino e stavo quasi pensando di prendermi un anno di aspettativa e andarmene all'estero per imparare l'inglese riuscendo poi a prendere anche i brevetti. le scelte sono Le solite USA Canada o Australia per poi cercare lavoro in Asia Afraca Arabia Alaska Venezuela insomma ovunque. Il mio problema è che ho gia 30 anni e partirei non prima dei 32 pronosticando di finire a 33-34. Allora mi chiedo, sono sicuro di essere troppo vecchio ma vorrei avere un consiglio sincero da altri per valutare seriamente la cosa. Secondo voi è un salto nel vuoto inutile e butterei via solo soldi? Grazie
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Nonno Salt » 12 gennaio 2013, 14:49

Se sei disposto a lavorare in qualsiasi parte del mondo, direi che non c'è problema.
Devi avere però 100.000 mila euro da spendere nei prossimi 4 anni.
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Maffa
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Messaggio da Maffa » 12 gennaio 2013, 17:30

fuori dai denti? si, è una scemenza.

prima di tutto perchè c'è talmente poco lavoro che non ha senso investire (non spendere: investire) 100.000 euro senza la certezza di rivederli tornare indietro. Se invece di prendere brevetti li volessi investire in azioni, e io ti dicessi "ah guardi queste azioni hanno il 10% di restituire il capitale tra 10 anni e forse dopo guadagna qualcosa, nel restante 90% perderà tutto il capitale" tu cosa faresti? Quando si parla di "volare per professione" la gente si fissa sulla prima parola "volare" e si scorda la seconda, quella che parla di professione. Professione qui vuol dire due cose: guadagnare soldi tramite il proprio lavoro, e non c'è cerezza di guadagnare niente nè di andare in pari, e avere un comportamento professionale. Un comportamento professionale vuole dire sapere quali sono le conseguenze delle tue azioni. Le conseguenze delle tue azioni in questo momento sarebbero quelle di abbandonare un noioso lavoro statale che però probabilmente ti fornisce gli strumenti per vivere e -perchè no- toglierti anche diversi sfizi (e potrebbe anche toglierti quella di volare con PPL o VDS o anche perchè no acro, ma volare veramente, non spippolare in giro per il cockpit e far fare tutto all'FMC perchè la compagnia vieta di volare a mano), oppure abbandonare tutto buttare 100.000 dalla finestra e vedere le compagnie che chiudono una dopo l'altra, con le restanti che opprimono i propri dipendenti talmente tanto che i sindacati non riescono neanche a difendere i pilotoni anziani, figurati i pivelli. E ammesso che ti assumano da qualche parte, gli stipendi per chi entra (ammesso tu non ti debba fare type e line training) sono bassi, in alcuni casi si parla di 850 euro al mese, per 10 anni. E' notizia di qualche tempo fa che i FO vueling neoassunti doromono nei parcheggi di barcellona dentro i camioncini, in alcuni casi in alberghetti fatiscenti in campi zingari nelle periferie di madrid. Di gente che dorme nei parcheggi se ne parla anche nei casi delle regionali americane. Concentrati anche su questo dato: stai spendendo centomila euro per fare un lavoro da lavoratore dipendente, sperando cioè che qualcuno ti assuma. Non credo che nel mondo esista un altro ambito dove qualcuno spende così tanto per (sperare di) avere un padrone sopra la testa. Almeno per me che sono un imprenditore è un pensiero che mi manda in corto circuito il cervello.

In secondo luogo, beh si ho sentito di qualcuno che passa. Son tutti molto, molto, molto giovani. Ma molto.

Con 100.000 euro ti compri aerei stupendi. Ti ci puoi anche comprare un terreno e farci un'aviosuperfice. Investire deve essere un atto razionale, non emotivo. Come bene ha detto qualcuno nell'aviazione civile le compagnie lo sanno, tutti lo sanno che per un pilota è vitale volare, e che nella vita vuole fare soltanto questo, pena, il sentirsi una specie di fallimento e avere un senso di vuoto per il resto della propria vita. Ecco perchè un pilota arriva a pagare per lavorare. Diversamente non si troverà MAI un idraulico che paga per aggiustare tubi, o un falegname che paga per fare degli armadi. Perchè queste persone sarebbero probabilmente felici e appagate nel fare anche altro. Un pilota no. Ma tu puoi volare per divertimento, essendo libero di andare dove vuoi, quando vuoi, padrone del tuo tempo e della tua vita, senza avere orari da camionista e rendendoti possibile il farti una famiglia.

Occhi aperti, perchè i sogni dallo le idee, ma il cervello le deve mettere alla prova.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Marco92 » 12 gennaio 2013, 18:16

Maffa, sia qui che dall'altra sponda cerchi di scoraggiare chiunque, ma basta. Solo perché qualcuno non ce l'ha fatta o ha avuto una disfatta non vuol dire che lo stesso destino tocchi ad altri.
Come ho detto altrove, l'economia tornerà a girare prima o poi e sarà necessario anche un cambio generazionale.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Maffa » 12 gennaio 2013, 18:42

prima o poi? e tu i soldi quando li spendi? prima, o poi? ma come ragioni? ma stai parlando di soldi veri o di quelli del monopoli? quando saprai cosa vuol dire guadagnarsi i soldi accetterò da te lezioni su come investire.

mi sembrate un branco di pecoroni in coda dal santone per farvi guarire. prima o poi l'economia gira, intanto ora spendo centomila euro poi si vedrà. ma io dovrei farmi portare in giro su un aereo da uno che ragiona così? ragionate tutti così?

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da lorenzobolognesi » 12 gennaio 2013, 19:07

Concordo pienamente con Marco.
E puntualizzerei che Maffa ha preso in considerazione il percorso 0--licenze--linea. Ragazzi non esiste solo la linea, la professione di pilota ha duecentomila altri sviluppi: il mercato e' saturo in EU, non ti aspettare di trovare lavoro come primo ufficiale appena uscito dalla scuola, ma se si allargano i propri orizzonti il mondo e' grande e di lavoro ce n'e' per tutti, in qualunque campo.
Hai la passione? Sei disposto ad andare in c*lo al globo pur di volare di professione? Ti renderebbe felice farlo? FALLO! Raccogli tutto quello che hai, fatti due conti in tasca (non servono 100k euro, ne bastano la meta'), prepara i bagagli e parti.
Altra cosa, ti capisco: cerchi qualche conferma chiedendo pareri su forum, l'ho fatto anch'io e ringrazio il cielo di non aver mai dato retta a quello che leggevo, se hai la possibilita' di giocare le tue carte non c'e' altra persona al mondo al di fuori di te che sa se ne vale la pena o meno, il peso dei rischi confrontato col guadagno in termini di felicita' personale in primis (l'unica cosa che conta, a parer mio, nella vita) e dopo di soldini (non servono i miliardi per mangiare). Ognuno ha avuto la sua esperienza e ti dira' la sua ma per vedere come vanno le cose mediamente dovresti sentire il parere di qualche decina di migliaiia di persone differenti sparse fra i vari continenti, solo a quel punto potresti tirare due somme su quali prospettive ci sono realmente e comunque le conclusioni che tireresti si limeterebbero, credo, a: preparati a spostarti e spendere, sii mooolto flessibile, non pensare di diventare miliardario, cerca di "vivere" nel mondo dell'aviazione il piu' possibile per conoscere gente, studia, tanto, e sii positivo. Amen.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Ponch » 12 gennaio 2013, 19:15

Maffa ha scritto:mi sembrate un branco di pecoroni in coda dal santone per farvi guarire. prima o poi l'economia gira, intanto ora spendo centomila euro poi si vedrà. ma io dovrei farmi portare in giro su un aereo da uno che ragiona così? ragionate tutti così?
Maffa calmati, tu hai espresso il tuo parere, ognuno ha il proprio. Secondo te non nè vale la pena iniziare a 32 anni, per qualche altro, si.
L'utente che ha aperto il thread ha esposto un argomento valido, in quanto avrebbe la disponibilità economica per affrontare un ATPL e se qualche altro purtroppo non ha la stessa possibilità, non c'è nulla di male, l'importante è essere consapevoli di ciò e imparare ad accettare la cosa senza avercela con il mondo intero.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da AirGek » 12 gennaio 2013, 19:26

In ogni caso chi dice trattasi di una pazzia è chi non ce l'ha fatta, chi dice di no è chi o non si trova nella stessa situazione (per età ad esempio) o chi ce l'ha fatta.

In ogni caso a nessuno di questi interessa quale sarà l'esito dell'avventura dell'autore del thread, il che fa decadere la bontà dei pareri dati.

In ogni caso l'autore del thread farà di testa sua.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Maffa » 12 gennaio 2013, 19:37

c'è pieno di gente che mi porta in giro in aereo. sai cosa ho difficoltà a a trovare? è buffo, ma sono gli aerei.

guarda qui: Caselle nel baratro: oggi nemmeno un volo per Napoli

Nei forum di professionisti non c'è un solo thread che non parli di compagnie in crisi, personale sfruttato, e brevettati che si dividono tra la disperazione di non trovare un lavoro e la possibilità di pagare per volare. E poi come funghetti compaiono sti thread di gente che si organizza per fare i corsi in giro per il mondo con la stessa allegra svagatezza di chi va a cercar funghi in mezzo ad un bombardamento di artiglieria.

ma sai cosa è che mi lascia veramente perplesso? sono questi toni da telefilm pomeridiano di canale 5 che mi fanno incazzare. segui i tuoi sogni, credi nel tuo cuore, insegui la tua stella, Maria De Filippi aiuteme tu che sei così brava.

Non c'è nessun ambiente professionale dove l'irrazionalità regni così sovrana. E ci credo che vi fanno pagare per lavorare, e ci riescono pure, e vengono anche difesi.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Marco92 » 12 gennaio 2013, 19:52

Tu Maffa perché hai deciso di entrare a far parte del settore dell'aviazione? Quando hai iniziato a volare?

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da MatteF88 » 12 gennaio 2013, 19:59

Maffa ha scritto: E poi come funghetti compaiono sti thread di gente che si organizza per fare i corsi in giro per il mondo con la stessa allegra svagatezza di chi va a cercar funghi in mezzo ad un bombardamento di artiglieria.

ma sai cosa è che mi lascia veramente perplesso? sono questi toni da telefilm pomeridiano di canale 5 che mi fanno incazzare. segui i tuoi sogni, credi nel tuo cuore, insegui la tua stella, Maria De Filippi aiuteme tu che sei così brava.
Manco dovessi pagargli te tutti i corsi da zero fino al type ....

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da lorenzobolognesi » 12 gennaio 2013, 20:02

Maffa ha scritto:ma sai cosa è che mi lascia veramente perplesso? sono questi toni da telefilm pomeridiano di canale 5 che mi fanno incazzare. segui i tuoi sogni, credi nel tuo cuore, insegui la tua stella, Maria De Filippi aiuteme tu che sei così brava.
mado' che amarezza.
I toni da canale 5 e maria De Filippi ce li vedi se ce li metti. Inseguire i propri sogni non vuol dire irrazionalita' ma avere un'atteggiamento positivo nei confronti della propria esistenza pesando accuratamente i rischi e i guadagni possibili. L'importanza che dai all'investimento la dice lunga sulle tue priorita', che sono diverse dalle mie a da quelle dell'autore del post. Col mio intervento cerco di contrastare il negativismo dilagante sui forum di aviazione.
Ancora: Meridiana in crisi? Alitalia chiude tratte? Perche', visto che consideriamo solo la linea, non parliano della crescita del mercato in Oriente? Di tutti quelli che ce l'hanno fatta? Anche loro fanno numero
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da flyingbrandon » 12 gennaio 2013, 20:09

Folgorato196 ha scritto: Allora mi chiedo, sono sicuro di essere troppo vecchio ma vorrei avere un consiglio sincero da altri per valutare seriamente la cosa. Secondo voi è un salto nel vuoto inutile e butterei via solo soldi? Grazie
Io ho iniziato a 31 e non avevo nessuna licenza...nessun amico pilota...ma sono decisioni che devi prendere da solo...scaturiscono da qualcosa in più che semplici calcoli e supposizioni. Io mi sono sentito che non potevo fare altro....e l'ho fatto. Non mi interessava la linea ma volare (per professione)...in realtà poi è arrivata anche la linea....che dire...non esiste un consiglio sincero...e soprattutto non esiste un consiglio giusto...
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Pinguino30 » 13 gennaio 2013, 10:15

Folgorato196 ha scritto:Salve, sono un ragazzo di ormai 30 anni diplomato ad un ITAEr con tanto di PPL (ormai scaduto). Avevo abbandonato l'idea di diventare pilota e fortunatamente ho trovato alla fine un lavoro statale. Purtroppo però la passione non smette di fare capolino e stavo quasi pensando di prendermi un anno di aspettativa e andarmene all'estero per imparare l'inglese riuscendo poi a prendere anche i brevetti. le scelte sono Le solite USA Canada o Australia per poi cercare lavoro in Asia Afraca Arabia Alaska Venezuela insomma ovunque. Il mio problema è che ho gia 30 anni e partirei non prima dei 32 pronosticando di finire a 33-34. Allora mi chiedo, sono sicuro di essere troppo vecchio ma vorrei avere un consiglio sincero da altri per valutare seriamente la cosa. Secondo voi è un salto nel vuoto inutile e butterei via solo soldi? Grazie

Tieniti il lavoro statale e studia per diventare istruttore di volo (ulm, aliante o ppl, fai tu....).

In questo modo conservi il posto di lavoro sicuro, avrai una piccola entrata economica aggiuntiva e potrai svolgere nel fine settimana un'attività gratificante senza muoverti dal tuo paese.....(e forse ti divertirai pure di più....)

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Crifaso » 13 gennaio 2013, 16:51

lorenzobolognesi ha scritto: Altra cosa, ti capisco: cerchi qualche conferma chiedendo pareri su forum, l'ho fatto anch'io e ringrazio il cielo di non aver mai dato retta a quello che leggevo, se hai la possibilita' di giocare le tue carte non c'e' altra persona al mondo al di fuori di te che sa se ne vale la pena o meno, il peso dei rischi confrontato col guadagno in termini di felicita' personale in primis (l'unica cosa che conta, a parer mio, nella vita) e dopo di soldini (non servono i miliardi per mangiare). .
Ahahaha fantastico!!Concordo pienamente!Da quando mi sono iscritto qui se stavo a leggere tutti i commenti di questi frustrati del forum, sarei a vendere noccioline in mezzo alla strada!!

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da camicius » 13 gennaio 2013, 17:31

Ho cominciato più o meno alla tua età, ma non ho mai pensato di vivere di aviazione, anche perché ho un lavoro che mi piace, e che mi da molte soddisfazioni.

Ho deciso di prendere il PPL presso l'aeroclub di Brescia, e da allora volo con i PA28 dell'aeroclub e ora sto facendo l'endorsement per il DA40TDI (che ha il G1000).

La mia passione per il volo la sfogo volando con aerei di AG, portando in giro gli amici, volando qua e là con i nuovi amici dell'aeroclub. Se poi ci saranno più opportunità di ora in un futuro, potrò decidere di prendere licenze e abilitazioni più "alte" del PPL+SEP che ho adesso.

Questa è la mia decisione. Non so se è giusta o adatta al tuo caso...

Ciao
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da tartan » 13 gennaio 2013, 17:44

Non sono quasi mai intervenuto in argomenti simili a questo, però questa volta noto che si sono creati due fronti estremi che dicono due cose completamente opposte. Un solo intervento è stato ragionevolmente ponderato e mi riferisco a quello di brandon, con il quale concordo. Però mi viene anche da schierarmi, come mi succede spesso quando mi trovo in mezzo a due fronti contrapposti, non riesco a starne fuori.
In questo caso noto che Folgorato sa che potrebbe buttare via dei soldi all'inseguimento di un sogno, e cerca rassicurazioni che questa ipotesi non sia così reale, quindi il fattore denaro è sicuramente presente. D'altra parte mi viene da pensare che Malfa sembri escludere il sogno dando solo importanza al fattore economico, però non è proprio così. Il sogno rimane, ma la strada da seguire per raggiungerlo è diversa. Tenendo conto delle necessità economiche riporta il sogno sulla terra e cerca la strada realistica migliore per realizzarlo. Lo afferma in modo un po' brusco e irritante, però anche franco e sincero. I riferimenti a trasmissioni televisive li trovo anche pertinenti, perciò se devo schierarmi mi schiero con Malfa. Si sogna ed è bene che lo si faccia, però si ha anche un cervello per ragionare ed è questo quello che ci divide da una vita fatta solo di impulsi.
C'è una differenza sostanziale fra il piacere del volo e la voglia di campare con il volo. Si hanno le idee chiare su quello che si vuole veramente?

PS Quando ho scritto il messaggio di Camicius non c'era. Io lo interpreto come la soluzione giusta per chi vuole volare per amore del volo.
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
Prima o poi si muore, non c'è scampo, l'importante è morire da vivi.
http://web.tiscali.it/windrider/
Prima di pretendere un diritto devi assolvere almeno ad un dovere.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Luca_1484 » 28 gennaio 2013, 20:42

Secondo il mio modesto punto di vista trovo che ognuno possa esprimere le sue opinioni a riguardo sempre che non si espongano con toni poco consoni ad un luogo virtuale dove tutti dovrebbero essere "amici" accomunati dalla stessa passione e vivere il proprio percorso con propositivita'.
Quelli che sono poco ottimisti e' giusto che presentino le proprie critiche pero' dovrebbero farlo con rispetto.
Oltre a quanto sopra vorrei anche fare presente che tutti quanti continuano e si ostinano ad affermare che adesso siccome le prospettive lavorative sono scarse non conviene intraprendere nessun corso: francamente non capisco proprio questo approccio poiche' se ci fossimo trovati i un periodo florido per l'aviazione tutti avrebbero consigliato di conseguire i brevetti a chiunque. Prendere decisioni considerando il momento in cui si vorrebbe cominciare il corso non ha alcun senso poiche' al termine di esso (mediamente 2 anni per ATPL) potremmo trovare un mercato peggiore di quello odierno oppure migliore. Nessuno puo' sapere quando intraprende questo cammino come andranno le cose al termine di esso.
Ognuno di noi deve far tesoro delle esperienze altrui senza tuttavia farsi limitare da esse perche' solo noi stessi saremo responsabili delle nostre scelte.

Good luck to everybody, Luca

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da camicius » 29 gennaio 2013, 11:51

tartan ha scritto: PS Quando ho scritto il messaggio di Camicius non c'era. Io lo interpreto come la soluzione giusta per chi vuole volare per amore del volo.
Mi ero perso questo messaggio.
Posso dire di essere onorato.

Grazie
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da stultus » 29 gennaio 2013, 13:27

Ciao,

guarda io sono nella tua stessa situazione ! anch'io c'ho un'eta' ed anch'io non voglio abbandonare questo sogno pur avendo scarse possibilita' di vederlo realizzato..
il punto fondamentale secondo me non e' tanto avere delle giustificazioni o meno se sia piu' o meno conveniente fare la scuola do volo o meno ne' tantomeno avere delle rassicurazioni circa la possibilita' di lavoro..( in base alle attuali notizie piu' o meno verificabili su internet in termini di possibilita' di impiego sappiano tutti che sono o sembrano scarse ) ma e' quello di capire se ,effettivamente , quello che tu " SOGNI " di fare come pilota sia in realta' corrispondente a cio' che in effetti E' il lavoro di pilota, fossi in te farei le cose con gradualita', tenendo pero' sempre presente un piano B ( ed anche C ) nell'ipotesi tu non riesca mai a realizzare questo obbiettivo..
almeno questo e cio' che sto facendo io..

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da thebdct » 1 febbraio 2013, 17:27

Ciao, mi permetto di intervenire anche io sulla discussione. In linea generale mi sento di dire a Folgorato di scegliere di testa sua, inutile chiedere ad altri cosa fare della propria "vita". Ti posso riportare la mia storia dato che, alla fine, ho rinunciato a volare per professione. Ragazzi, quà è inutile parlare di "sogno", abbiamo una grande sfortuna ossia di essere arrivati all'età lavorativa nel bel mezzo di una crisi come non si vedeva dal '29. Questo è un dato soggettivo incontestabile. Alla fine, a mio avviso, è questo il punto centrale. Il mercato è saturo. Certamente la situazione si smuoverà ma guardando i dati, se ne riparla tra 15 anni. Fatevi un giro anche su pprune e sentite l'aria che tira (non solo nel forum italiano). Poi certamente 1 su 1000 riesce. A questa grande incertezza, aggiungi:

costi di addestramento,

qualità della vita da pilota (non è più come 20 anni fa....), intendo sia il tempo che ti rimane per te e per la tua famiglia, sia la tipologia di volo di oggi (settori giornalieri, turni, tempo passato a volare "in manuale" e non con auto pilot..... etc) e, non ultimo, gli stipendi attuali.

Quindi niente volo? No affatto, ULM o PPL sono ottimi modi per tenere viva la passione e per volare "on demand" per divertimento.

Ultima cosa poi taccio :) : leggo spesso frasi tipo "se sei disposto a lavorare in c**o al mondo" etc... Ora mi sembra un atteggiamento scorretto sia questo sia chi pretende di avere tutto pronto. Essere disposti a diventare schiavi sfruttati in mezzo all'africa su un bimotore a 300 euro al mese è decisamente da incoscienti. Guardate che nella vita ci sono anche altre cose da considerare. Il volo non può diventare una malattia. Il volo per professione è un LAVORO come un altro...

Quindi il mio messaggio è: cerca di fare bene mente locale su cosa significa volare per te PERO' tenendo in considerazione tutti i fattori dell'eventuale professione e del quadro economico internazionale.

Just my 2 cents....

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da bulldog89 » 1 febbraio 2013, 18:41

A dir la verità nelle ultime due settimane ho visto degli amici freschi di ATPL entrare in un paio di compagnie europee ed uno in una nord-africana...

Su internet si sente tanta gente, per di più chi per un motivo o per l'altro non sta volando (perché chi vola evidentemente ha di meglio da fare) o chi tenta di demoralizzare i possibili concorrenti, quindi quello che si "sente" sui forum non corrisponde per forza alla realtà.

Riguardo alle condizioni di lavoro...di certo non sono come 20 anni fa, ma non fanno poi troppo schifo, non trovi?

ps: Poi con sta storia del volare in manuale...di sicuro l'utilizzo dell'autopilota è aumentato, ma non è che il Concorde lo portassero a mano...

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da thebdct » 1 febbraio 2013, 19:06

bulldog89 ha scritto:A dir la verità nelle ultime due settimane ho visto degli amici freschi di ATPL entrare in un paio di compagnie europee ed uno in una nord-africana...

Su internet si sente tanta gente, per di più chi per un motivo o per l'altro non sta volando (perché chi vola evidentemente ha di meglio da fare) o chi tenta di demoralizzare i possibili concorrenti, quindi quello che si "sente" sui forum non corrisponde per forza alla realtà.

Riguardo alle condizioni di lavoro...di certo non sono come 20 anni fa, ma non fanno poi troppo schifo, non trovi?

ps: Poi con sta storia del volare in manuale...di sicuro l'utilizzo dell'autopilota è aumentato, ma non è che il Concorde lo portassero a mano...
Ciao! In effetti il Concorde apparteneva alla "vecchia" generazione di aeromobili, oggi sugli a320 (per esempio) è molto diverso (il Concorde era tutto analogico, c'era persino il Tecnico di Volo...). Comunque, per carità, volevo solo dire anche la mia. Io non ho interesse a scoraggiare "concorrenti". Obiettivamente, a fronte della spesa e delle possibilità di impiego, non ne vale la pena. E' come se, per chi ha il "sogno" di diventare miliardario, andasse al casinò a puntare 100.000 euro (magari facendo un mutuo) per tentare di vincere..... Il paragone è quasi completamente realistico :shock: Ogni tanto qualcuno ci riesce, ma tu lo faresti? Non dirmi che non vorresti essere miliardario! :)

Ah, sulle condizioni di lavoro, oggi i piloti fanno turni massacranti (magari non nelle majors...). Lo dico sulla base di quanto riportato da piloti professionisti su pprune. Alla fine, dopo 5, metti 10 anni, diventa un lavoro come gli altri ma con turni pesanti, spesso lontano dalla famiglia etc etc... Insomma, ciascuno faccia le proprie valutazioni ma non basatele "solo" sulla passione. Proprio per questo, oggi bisogna, ad esempio, spesso pagarsi il type rating per essere assunti: perché siamo disposti a tutto. Continuando così sarà sempre peggio, i piloti saranno sempre meno pagati e più sfruttati dato che sono disposti a tutto per il "sogno" del volo. Provate a informarvi sulle condizioni di lavoro e stipendi delle regional in USA...........

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da bulldog89 » 1 febbraio 2013, 19:20

Hai di sicuro la tua buona parte di ragione, fatto sta che dopo aver buttato 3 anni della mia vita in università, oggi se trovassi i soldi comincerei subito il mio bell'ATPL...

Sono completamente d'accordo con te quando dici che bisogna guardare il "pacchetto completo", ma personalmente l'idea del "chissà se avessi provato" non mi va troppo a genio...
E se non seguissi le mie passioni per cercare il mio settore professionale a quest'ora sarei a progettare pompe idrauliche a 5 minuti da casa. Ne ho avuto la possibilità ed ho scelto tutt'altro, quindi almeno per me la passione non è da smorzare eccessivamente...citando un ministro direi che sono un po' "choosy" :mrgreen:

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da AirGek » 1 febbraio 2013, 19:32

bulldog89 ha scritto:citando un ministro direi che sono un po' "choosy" :mrgreen:
Lo siamo tutti, la differenza sta in chi ha l'onestà di ammetterlo e chi invece sa solo lamentarsi.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Marco92 » 1 febbraio 2013, 19:47

Bisogna prendere con le pinze tutto ciò che viene scritto su PPRuNe e c'è un topic chilometrico pieno di negatività nei confronti di una scuola polacca pieno pieno di post con utenti con un contatore dei messaggi non oltre il 20. Questo è un esempio...
Insomma, la crisi c'è e non si può negare l'evidenza. Ci sarà una ripresa prima o poi, un cambio generazionale sarà necessario, spero solo che tutto ciò non richieda davvero 10-15 anni.

Il mio consiglio è quello di tentare se si ha la possibilità e se si è consci del rischio e le possibili conseguenze cui si va incontro.
Io, ahimè, per un motivo e per un altro ho tentato a fare altro, ma mi sa proprio che voglio provarci.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Maffa » 1 febbraio 2013, 21:05

quello che penso sull'argomento penso di averlo già espresso in cima al thread.

mi piacerebbe però affrontare un altro argomento, quello della "negatività". Per dirla in parole spicce e per usare il francese, ne facciamo questione di "rogna" e "c**o".

Il riferimento di thebdct al casinò è molto più ficcante di quanto forse lui non sospetti.

Leggetevi questo ed altri thread come questo. Sostituite la parola "lavoro come pilota" con "sei al superenalotto". Non c'è un solo post che non fili uguale. Nessuno parla di essere più bravo, nessuno parla di essere più qualificato di altri, di meritare più di altri. Ci va c**o. E soldi, spendere tanti soldi per potersi sedere a questo tavolo da gioco.

Che sia vero o no poco importa, il vero problema è che la mente di chi affronta questa sfida è quella di un giocatore d'azzardo principiante, un malato del gioco che spesso purtroppo punta soldi non suoi, e che non sa che il banco vince sempre. Spera nel colpaccio, si fa rincuorare da quell'unica notizia che lo sprona, la pubblicità che la SISAL fa a chi riesce a sbancare il jackpot, ma non si parla dei milioni di tordi che buttano i soldi nel gabinetto, e non ci si vuole pensare, perchè porta rogna. E' negatività.

Volete essere professionisti: siate professionali. Dati, avete bisogno di dati. Cercate dati, sull'impiego, sullo stato di salute delle compagnie, non imbellite i best case scenarios, usate i worst case scenarios. Non importa quanto siano difficili da recuperare, ci vogliono dati, hard facts. E pprune, per quanto siano pieni di "negatività" alcuni di questi dati li dà. Bisogna confrontarli tra di loro, capire quali sono le realistiche possibilità di pareggiare dell'investimento (si investimento, lo ripeto: investimento) e guadagnare prima o poi, perchè questo è il motivo per cui si lavora: soldi in cambio di prestazione d'opera.

Passione, si, ma lavoro. Etica e rispetto di se stessi e per la propria professionalità, e pagare venticinque o cinquantamila euro per fare uno stage e far guadagnare altri soldi alla compagnia che vi fa la cortesia di farvi portare in giro i suoi passaggeri paganti stando seduti a destra non è dar prova di rispetto per se stessi.

Non parlate solo di passione. La passione è elemento necessario, ma non sufficiente a reggere il gioco. Dati. Cacciate fuori i dati.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da SaturnV » 1 febbraio 2013, 21:32

Tu maffa sei come quello di "Non ci resta che piangere" che ammoniva Troisi con quel "ricordati che devi morire !!!".
Pero' devo dire che i tuoi discorsi sono veritieri.
Lo ribadisco, l'offerta e' imponente rispetto alla domanda. E con le scuole che abbassano i prezzi e l'uomo medio, che da qualche decennio si e' abituato a spendere e disabituato alla parsimonia, ha meno remore difronte un investimento di questo tipo (parlo di genitori), fa in modo che il flusso di student pilots sia costantemente elevato. Internet poi ha la facolta' di diffondere il verbo a tutti.
Quando mi diplomai, nel '95, volevo diventare pilota, ma non avevo la minima idea di quale fosse l'iter, avrei abboccato a quello che qualsiasi cosa mi avrebbe proposto e propinato. Senza tralasciare il fatto che i miei non mi avrebbero mai dato i non so quanti milioni che servivano, sia perche' non li avevano sia perche' avevano anche altri figli da accontentare...
Il mondo e' cambiato e ci sono nuove regole.
Piloti gente strana:
Pagano quando vogliono volare e se li paghi non vogliono piu' volare...

JAA FAA FI FII MEI GrAn FiGl d PutT Gran FARab LaDr MaScalz d Gran CroC Duca VisConte... e pure Arch-Ing... Per chi capisce.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da 77W » 1 febbraio 2013, 21:50

Maffa ha scritto:
Passione, si, ma lavoro. Etica e rispetto di se stessi e per la propria professionalità, e pagare venticinque o cinquantamila euro per fare uno stage e far guadagnare altri soldi alla compagnia che vi fa la cortesia di farvi portare in giro i suoi passaggeri paganti stando seduti a destra non è dar prova di rispetto per se stessi.
Non hai sicuramente torto, però bisogna vedere tutto in prospettiva futura, ovvero: meglio "investire" 50000 euro andando contro l'etica per cercare di svegliarsi la mattina magari stanchi ma pur sempre soddisfatti del lavoro che si andrà a fare per i prossimi trent'anni, oppure onorare i principi morali, rinunciare a questa possibile carriera e però svegliarsi la mattina stanchi e soprattutto insoddisfatti del proprio lavoro? Ognuno può darsi una risposta e poi scegliere cosa fare della propria vita.
I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi.
Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti.
L'insieme dei due costituisce una forza incalcolabile.

If we all worked on the assumption that what is accepted as true is really true, there would be little hope of advance.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Maffa » 1 febbraio 2013, 22:14

No, purtroppo non è un investimento. e il fatto che lo si veda come tale è la base di tutti i drammi.

è l'ennesimo colpo di persone senza scrupoli di vedere fino a che punto possono tirare la corda. se le compagnie "serie" chiedono una soglia minima di ora per fare le selezioni è perchè in giro c'è pieno di piloti a terra con quelle ore più altre migliaia sopra, sul tipo. Questo perchè nel corso degli anni sono fallite parecchie compagnie e di nuove non ce ne sono.

Ora, se tu sei un selezionatore, hai probabilmente posto come soglia un limite di 500 ore perchè non vuoi esser inondato di cv di ATPL frozen: in mano hai due cv, uno di un pilota di 45 anni con migliaia di ore sul tipo in diverse compagnie aeree e uno di un 24enne con 501 ore di cui 250 fatte alla lion air, e cosa puoi dedurre da questi due cv? per esempio sai che il secondo è disposto a tutto pur di pilotare, ad ingoiare qualsiasi porcheria contrattuale, a pagare e pagare e pagare e anche a rubare l'oro di nonna dal cassetto, e se lo scegli è perchè ti serve così.

Se la compagnia è seria, mette la soglia minima proprio per non incappare in pivelli, però poi c'è chi ti propone il truschino "ti servono ore minime? ti vendo le ore minime!", come se avere le ore minime fosse il problema, e non il numero esorbitante di piloti maturi disoccupati a cui l'annuncio è in realtà rivolto. E' come se io da uomo volessi rispondere all'annuncio "cercasi segretaria bella presenza" e uno mi vendesse due arance per far finta di avere le tette. Se le compagnie avessero piacere ad assumere cadetti, lo farebbero, se li tirerebbero su in casa come serve a loro su quello che serve a loro senza perdere tempo e senza far fare l'addestramento alla Lion Air, come ha fatto BA ultimamente.

Perchè lo si vede come investimento? Questo perchè da una parte chi ci spera ha la mente del giocatore che non si può più alzare dal tavolo da gioco perchè ha speso quasi tutto e spera nel colpaccio che lo rimandi in pari e non si è ancora accorto che invece è morto da un pezzo, e dall'altra perchè ha più cuore che cervello.

Pilotare è un lavoro figo, mooolto meno figo di una volta, ma pur sempre figo. Nel 2000, quando qualsiasi pinocchio poteva lavorare praticamente ovunque, i primi call center erano già pieni di web designer, scienziati della comunicazione e laureati al DAMS. Se uno è un cercatore d'oro, non amerà certo la piccozza nè le vesciche che gli procurerà alla mano, ma le sarà grata perchè attraverso la piccozza troverà l'oro. Se uno ha una passione, la mattina si alza e va a lavorare facendo un lavoro che gli consente di vivere e di pagarsi la passione, sapendo che quello che fa gli permetterà di viverla.
Ultima modifica di Maffa il 1 febbraio 2013, 22:44, modificato 1 volta in totale.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da 77W » 1 febbraio 2013, 22:44

Dipende da chi hai di fronte. Quello che ha cominciato sei anni fa con Easyjet ti dirà che ha fatto l'investimento della vita e ne è soddisfatto, quello che non riesce ad entrare in Ryanair dirà di aver dilapidato una montagna di soldi. Punti di vista.
I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi.
Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti.
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Luke3 » 1 febbraio 2013, 22:45

Devo dire Maffa che questa volta sono d'accordo, specialmente con questo
Maffa ha scritto: Se uno è un cercatore d'oro, non amerà certo la piccozza nè le vesciche che gli procurerà alla mano, ma le sarà grata perchè attraverso la piccozza troverà l'oro. Se uno ha una passione, la mattina si alza e va a lavorare facendo un lavoro che gli consente di vivere e di pagarsi la passione, sapendo che quello che fa gli permetterà di viverla.
Bottom line e': volare per professione non e' l'unico modo per rendere conto alla passione e al piacere di volare. Secondo me non bisogna essere disposti a tutto per fare questo mestiere: se ci sono le condizioni (di mercato e personali) si intraprende la strada, altrimenti ci sono molti altri modi per ottenere lo stesso risultato. Io sto seguendo proprio uno di questi: l'AG come camicius e sono contento di quello che faccio.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Maffa » 1 febbraio 2013, 22:46

77W ha scritto:Dipende da chi hai di fronte. Quello che ha vinto 200mila euro col superenalotto spendendone solo 150mila ti dirà che ha fatto l'investimento della vita e ne è soddisfatto, quello che non ha vinto un tubo di niente dirà di aver dilapidato una montagna di soldi. Punti di vista.
Scusa il dirtyquote, ma come voleasi dimostrare. Non sono punti di vista.

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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da flyingbrandon » 1 febbraio 2013, 23:19

Maffa ha scritto:

Perchè lo si vede come investimento? Questo perchè da una parte chi ci spera ha la mente del giocatore che non si può più alzare dal tavolo da gioco perchè ha speso quasi tutto e spera nel colpaccio che lo rimandi in pari e non si è ancora accorto che invece è morto da un pezzo, e dall'altra perchè ha più cuore che cervello.
Il tuo post non fa una piega...ma spesso è dalle pieghe che qualcosa si trasforma e non rimane scontato come razionalmente ci si aspetterebbe. Tantissime professioni passano da percorsi che appaiono "ciechi"...ma qualcuno ce la fa. Non credo al c**o e alla sfiga...fare un ATPL non è come giocare una schedina al Superenalotto e le probabilità di riuscire non sono le medesime. Quando giochi la schedina è un qualcosa che non richiede nessuna particolare capacità...razionale, emotiva, personale, attitudinale....quando ti butti ad intraprendere una professione invece entra in gioco tutto....soprattutto entri in gioco tu. Acquisire competenze è sempre un investimento...non c'è una professione che non dipenda dagli altri e il tuo modo di interagire con gli altri e con ciò che ti circonda è personale. Io non sono in grado di dire a qualcuno se il suo puntare all'obbiettivo sia più o meno folle o se ne sia più o meno capace. Il lavoro occupa gran parte del tuo tempo...se riesci a fare della tua passione il tuo lavoro...hai fatto bingo. Il giocatore non ha cuore...ha paura e speranza...intendo quello che ha perso tutto e punta al colpaccio...dipende che molla ti spinge a fare quella professione....dipende da te. Purtroppo hai cancellato dove parlavi del fatto che il pilota non è artefice della propria vita...non è così...lo è come lo è in tutto quello che fa...se qualcuno ti deve pagare per fare qualcosa...beh....dipenderai sempre da quel qualcuno...a me non viene in mente niente che possa non passare dall'approvazione di qualcuno...il punto è ricordarsi che...il lavoro non è la tua vita...e la tua felicità non passa attraverso l'approvazione di qualcuno...quindi ad ognuno decidere quale sia il suo percorso...quanto di quello che cerchi è nelle tue corde...e rendersi conto che, si può aver sbagliato, e cambiare è comunque possibile. Non si ha in mano il risultato della propria vita e si vuole dire ad altri quale sarà il loro...a mio avviso non funziona così.
Ciao!
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Re: Iniziare a 32 anni, una scemenza?

Messaggio da Luke3 » 2 febbraio 2013, 0:43

Quello che pero' viene fuori in molti di questi post sono persone che si svegliano la mattina e decidono che fare il pilota e' l'unica cosa che conta e che potra' renderli felici. Magari senza neanche aver fatto un volo su un aeroplano di AG. Questo potrebbe essere vero per qualcuno, ma non necessariamente per tutti. Quello che dico io e': fare prima il PPL e vedere, ad una spesa piu' contenuta. Magari decidiamo poi che quello a noi basterebbe e cerchiamo un lavoro che non ci fa schifo e che ci permette di sfruttare la licenza acquisita. Oppure decidiamo che e' proprio quello che vogliamo fare e non vorremmo stare da nessuna altra parte al mondo, e allora tutti questi discorsi sul "giocare al lotto" per avere un ATPL iniziano ad avere senso, anche perche' sono il primo a dire che se c'e' determinazione, gli obiettivi prima o poi in qualche modo si raggiungono (o almeno cosi' voglio pensare).
Faccio un paio di esempi personali, al rischio di sembrare autoreferenziale.

Ho preso il PPL perche' volevo iniziare il percorso di linea, ma poi ho capito che mi sarebbe bastato quello per soddisfare la mia grande passione per il volo. Ho continuato con l'IR per aumentare le mie competenze e poter volare in modo "professionale" senza dover essere necessariamente professionista, e per aumentare la sicurezza delle mie operazioni. Certo, tutti i giorni penso a quanto mi piacerebbe pilotare un G-V, un Global Express, un 747 o anche un semplice King Air. Cavolo sto a pensare a come sarebbe bello se potessi permettermi un'ora di volo su un Baron. Ma poi salgo sul 172 dell'aeroclub a $99/ora e tutto quello non ha piu' senso, mi sento a casa, ho tutto quello di cui ho bisogno fra le mani. Se lo voglio fare in IFR c'e' un 172 ben equipaggiato a una ventina di dollari in piu' a cui non manca niente, per sentirsi come un pilota di linea quando, da sopra uno strato di overcast, ti autorizzano alla STAR dicendoti di aspettarti l'ILS per la 20R (anche se lo fai a 10,000 piedi e non 37,000)

Un parallelo piu' ovvio e' questo:
Ho sempre voluto imparare a ballare, ma quando mi sono iscritto al corso non e' che pensavo immediatamente a fare il professionista. Ho scoperto che mi piace, che volevo di piu', mi sono buttato nella danza sportiva agonistica, ho iniziato a competere e ad Aprile andro ai campionati nazionali degli Stati Uniti. Mi hanno anche offerto un paio di lavori da insegnante, ma non ho accettato, perche' per quanto mi piaccia fare le gare, non ne voglio fare una carriera. Perche' voglio fare l'ingegnere.

E sta qui' il punto: quando decidiamo di intraprendere una nuova attivita', non pensiamo subito al professionismo. Vale per il calcetto, il tennis, le corse su pista, la pittura, il ballo o la cucina. Allora perche' il volo dovrebbe essere diverso? In tutte queste categorie che ho elencato si potrebbe intraprendere una carriera professionale, ed e' difficile per tutte arrivarci, ma alla fine il risultato sarebbe ottimo. Ma tutti iniziamo piano, poi dall'interno scopriamo che e' quello che vogliamo veramente fare. Ed e' per questo che il consiglio che darei e': iniziate a volare, poi decidete. Al massimo avrete in mano una licenza per divertirvi (e per imparare)!

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