Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

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Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da Semola82 » 10 aprile 2010, 12:56

Sono reduce da una brutta esperienza. Ho 27 anni, faccio il cronista, ho sempre avuto grandissima difficoltà a volare. Primo volo a 17 anni, con i compagni di scuola, non è stata una passeggiata ma nemmno un calvario, poi però, a partire dal primo ritorno a casa è andata sempre peggio. Ogni volo si è trasformato in una fonte di stress sempre più difficile da sopportare, mi danno fisicamente fastidio le sensazioni legate al volo. Inizio a stare male una settimana prima di dover prendere l'aereo, vado in ansia, diventa un pensiero fisso durate il corso della giornata. Cerco di distrarmi, di pensare ad altro, ma è tutto inutile: finisco sempre per pensare alla mia paura di volare in qualsiasi momento della giornata.

A 20 anni decido che per i momento non vglio più mettere piede su un aereo, è una scelta stupida lo so, ma mi evita di stare male. Faccio 5/6 viaggi in Europa con il treno e la macchina, ma non può essere una soluzione valida. Riprovo a prendere l'aereo, mi obbligano i miei due migliori amici, ma non ce la faccio, rinuncio una volta che sono arrivato al terminal. Quest'esperinza mi regal una frutrazione enorme. L'anno scorso mio padre riesce a convincermi, vado con lui a Madrid, riprendendo un aereo dopo 7 anni, sono stato contento, ma tutto il viaggio è stato una lotta impari contro l'ansia e la paura di volare. Non è stata un'esperienza capace di farmi superare la mia paura. Quando questa setimana a lavoro mi chiedono di fare la mia prima trasferta da invito all'estero, a Vienna, inizio a star male, è tanta la voglia di andare, è una bella esperienza e un salto in avanti sul piano lavorativo. Inizo a sentire che in questo momento non ho la giusta fiducia nelle mie capacità di resistenza al panico, rinuncio alla trasferta due giorni prima del volo.

Mi sento a terra, in tutti i sensi, come se avessi cancellato con un colpo solo anni di progressi contro il panico, di aver gettato via una bella opportunità. Come posso fare per superare la mia paura? Ormai, ogni volta ch si riaffaccia la prospettiva di volare, è diventato quasi scontato, nella mia mente, che alla fine cedo e rinuncio a volare.

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da Slowly » 10 aprile 2010, 13:12

Ciao, intanto benvenuto.
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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da mermaid » 10 aprile 2010, 13:13

Mi sembra che tu abbia provato a superare la tua paura, costringendoti a volare. Ma a quanto pare non è la soluzione giusta per te, forse devi prepararti prima 'a terra' cercando di indagare le origini della tua ansia. Qui ci sono tanti utenti bravi che ti sapranno dare un primo aiuto...
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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da albert » 10 aprile 2010, 13:22

Ti dò il benvenuto!! :D
Semola82 ha scritto: Ormai, ogni volta ch si riaffaccia la prospettiva di volare, è diventato quasi scontato, nella mia mente, che alla fine cedo e rinuncio a volare.
In attesa anche di altri interventi, cominciamo da quest'ultima affermazione.
[-X MAI dare qualcosa per scontato, soprattutto se negativo.

ciao!
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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da MD82_Lover » 10 aprile 2010, 18:24

Semola82 ha scritto:Inizo a sentire che in questo momento non ho la giusta fiducia nelle mie capacità di resistenza al panico, rinuncio alla trasferta due giorni prima del volo.
Il fatto che tu abbia scritto "in questo momento" per me è già un segnale positivo, perchè lo interpreto come il fatto che riesci a sentire che ci potrebbero essere "altri momenti" in cui la fiducia che ora ti manca potrebbe esserci.
Poi leggo del panico. La tua paura è legata al mezzo di trasporto e ad eventuali rischi che vedi associati oppure al fatto di sentirti male a bordo?

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da pasubio » 10 aprile 2010, 19:46

Semola82 ha scritto:Quando questa setimana a lavoro mi chiedono di fare la mia prima trasferta da invito all'estero, a Vienna, inizio a star male, è tanta la voglia di andare, è una bella esperienza e un salto in avanti sul piano lavorativo. Inizo a sentire che in questo momento non ho la giusta fiducia nelle mie capacità di resistenza al panico, rinuncio alla trasferta due giorni prima del volo.
Secondo me hai fatto una stupidaggine.
Perchè rinunciare alla trasferta?
Vienna l'avresti potuta raggiungere anche con la macchina.... prendendo atto - però - che andando con questo mezzo, non è che avresti ridotto il rischio "incidente".
Lo avresti aumentato.

Volevi sentirti (statisticamente) più al sicuro? Beh, dovevi proprio rivolgerti all'aereo ( o anche al treno, ma ci avresti impiegato nettamente di più).

Dai, la prossima volta prova ad estrarre la spada, :D

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da Semola82 » 10 aprile 2010, 21:57

Ho parlato di panico perché per diversi anni ne ho sofferto, il primo attacco si è verificato 10 anni fà proprio mentre ero a bordo di un aereo, andavo da Fiumicino a Londra, il volo mi è sembrato durasse in eterno. Poi ho iniziato a cobatterci anche quando ero con i piedi a terra. Quando è divenuto una cosa invasiva nella mia vita mi sono ribellato a questo stato di cose e, facendomi aiutare, ne sono quasi completamente venuto fuori: una grande vittoria. Ma quando sono su un aereo ritorna.

Ho rinunciato perché era un viaggio istituzionale, non potevo andare diversamente, inoltre non volevo fare figure barbine, tipo urlare in aereo, di fronte a politci e affini. E poi se mi concedo sempre l'alternativa di andare in macchina o in treno, ci ho raggiuno varie capitali europee ma è una sfacchinata, non supererò mai la mia fobia.

comunqe, grazie a tutti per i consigli

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da lunaotrantina » 10 aprile 2010, 22:34

Semola82 ha scritto:Ho parlato di panico perché per diversi anni ne ho sofferto, il primo attacco si è verificato 10 anni fà proprio mentre ero a bordo di un aereo, andavo da Fiumicino a Londra, il volo mi è sembrato durasse in eterno.
quindi riconduci il panico al mezzo?
se il tuo primo attacco di panico lo avessi avuto dal dentista... avresti motivo di volare con disagio?
Semola82 ha scritto: E poi se mi concedo sempre l'alternativa di andare in macchina o in treno, ci ho raggiuno varie capitali europee ma è una sfacchinata, non supererò mai la mia fobia.

bravo! :wink:

che cos'è che temi di più volando?
se n'è fujut' 'o capitone
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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da Semola82 » 12 aprile 2010, 10:54

Odio il decollo, la sensazione di stare con i piedi staccati da terra, so bene che è solo un condizionamento mentale, ho studiato le dinamiche del volo, le statistiche sull sua sicurezza rispetto ad altri mezzi di trasporto, ma i decollo è sempre un trauma. Meno l'atteraggio, lo vivo cmoe una sorta di liberazione. Durante la fase di crociera, se riesco a parlare con qualcuno magari mi distraggo e mi convinco di essere su un pullman, ma al minimo scossone dell'aereo l'ansia riparte.

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da lunaotrantina » 12 aprile 2010, 14:36

Semola82 ha scritto:Odio il decollo, la sensazione di stare con i piedi staccati da terra, so bene che è solo un condizionamento mentale, ho studiato le dinamiche del volo, le statistiche sull sua sicurezza rispetto ad altri mezzi di trasporto, ma i decollo è sempre un trauma. Meno l'atteraggio, lo vivo cmoe una sorta di liberazione. Durante la fase di crociera, se riesco a parlare con qualcuno magari mi distraggo e mi convinco di essere su un pullman, ma al minimo scossone dell'aereo l'ansia riparte.
e se tu potessi volare al fianco dei piloti, cambierebbe qualcosa?
se n'è fujut' 'o capitone
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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da Semola82 » 13 aprile 2010, 20:10

Onestamente non ci ho mai pensato a come potrebbe essere volare al fianco di chi guida, per avere sotto i miei occhi tutto quello che fanno. Però penso che sarebbe maggiormente produttivo imparare ad avere più fiducia degli altri. Se riesco a fidarmi, anche senza vedere ciò che stanno facendo, penso che staccare i piedi da terra rarebbe più semplice.

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da lunaotrantina » 13 aprile 2010, 21:36

Semola82 ha scritto:Onestamente non ci ho mai pensato a come potrebbe essere volare al fianco di chi guida, per avere sotto i miei occhi tutto quello che fanno. Però penso che sarebbe maggiormente produttivo imparare ad avere più fiducia degli altri. Se riesco a fidarmi, anche senza vedere ciò che stanno facendo, penso che staccare i piedi da terra rarebbe più semplice.
Sono pienamente d'accordo con te, fare il volo in cockpit non servirebbe a niente, a meno che non si è appassionati di procedure e pulsanti di ogni genere. Ma questo è un altro discorso.
Avere sotto controllo tutto ciò che fanno i piloti non significherebbe evitare le turbolenze che si incontrano in natura. Ti pare?
Capisco la tua diffidenza e comprendo che è difficile accettare di affidare la propria vita nelle mani degli altri, però non credo che questo accada solo coi piloti. Anche tu hai un medico di base, giusto? Sei certo che sia sufficientemente bravo? O la sua preparazione passa inosservata? E se sì, non ti sembra un po' discriminante? Del resto la tua vita è affidata anche nelle sue mani...
se n'è fujut' 'o capitone
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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da 16tia16 » 8 giugno 2010, 5:29

ciao semola82 !
ti scrivo qualche mese dopo,spero per te che tu abbia vinto la tua paura nel frattempo,in caso contrario ti racconto come ho fatto io per volare senza il minimo problema.
volo da quando ho 6 anni visto che i miei sono grandi appassionati di viaggi, naturalmente da bambino nn avevo nessun tipo di timore in quanto ero ( e forse lo sono ancora, ma questa è un'altra storia...) alquanto sprovveduto e nn andavo con la mente al di là di quello che vedevo.
I primi problemi sono cominciati a sorgere intorno ai 14 anni, dopo cira 2 anni che nn volavo.
Piangevo, mi agitavo, ogni decollo era un incubo, passato il decollo mi venivano attacchi d'ansia che nn mi facevano stare fermo e mi facevano girovagare per tutto l'aereo senza trovare pace ecc ecc.
Tutto questo succedeva nonostante fossero dei viaggi comunque brevi,dell durata compresa fra 1 e 3 ore. Poi verso i 18 anni i miei prenotano un viaggio in Egitto, a Sharm el Sheik, durata del volo 5 ore, mia madre e mio padre sapendo del mio problema mi esortano a pensarci moooolto bene prima di accettare la loro proposta (in quanto a loro ovviamente nn è che faccia piacere star dietro ad uno psicopatico che nonostante nn abbia mai incontrato turbolenze in volo nn riesca comunque a darsi pace nonostante sia sempre filato tutto liscio ). Accetto dopo pochi minuti, tutto felice dal momento in cui avrei perso dei giorni di scuola visto che era il periodo che precedeva le vacanze di Natale.
Dal momento del si' alla notte prima della partenza passa circa un mesetto, in questo periodo penso solo al fatto che avrei allungato di una decina di giorni le vacanze invernali senza ricordarmi della mia paura di volare.
Ma la notte prima del volo un delirio !!! mi ha cominciato ad assalire un'ansia assurda ! nn mi capacitavo di come avessi fatto ad accettare.....avrei addirittura preferito andare a scuola! Arriva il momento di salire in macchina, direzione Malpensa, da casa mia dista una 40ina di minuti e ti assicuro che sono stati fra i più lunghi della mia vita.....addirittura speravo che in tangenziale avremmo fatto un incidente o un guasto ci avrebbe impedito di raggiungere l'aereoporto. Invece "purtroppo" tutto filò liscio, arrivammo con le solite 3 ore di anticipo in quel di Malpensa e aspettammo di imbarcarci.
Dall'ansia che avevo cominciai a fare cose senza senso, fra le quali una corsetta per l'aereoporto per liberare la mente e un pranzo da anoressico comprendente solo qualche foglia di insalata.
Arriva il momento dell'imbarco, batticuore e sudorazione fredda salgono con me su quella carcassa di aereo della compagnia egiziana che ci avrebbe portato a Sharm. Dopo numerose preghiere e la ricerca di una posizione comoda ( anche se dire comoda è relativo visto che quell'aereo e quei sedili erano veramente una m***a ) con la quale affrontare il decollo ecco che comincia ad indirizzarsi verso la parte di pista adibita al decollo.
Davvero non ce la facevo ! pensavo di morire da un momento all'altro, avevo il cuore che mi batteva talemente tanto forte che pensavo che mi sarebbe uscito dalla maglietta da un momento all'altro....ed ecco che dà potenza ai motori ! l'aereo trema tutto e io spaventatissimo mi slaccio la cintura per andare dalle hostess ad implorarle di farmi scendere ma vengo tenuto a forza da mio padre, sotto lo sguardo divertito degli egiziani che erano in volo con noi e sotto lo sguardo di mia madre che faceva finta di dormire per nn far capire agli altri che ero suo figlio. L'aereo parte, accellera, io che penso adesso scoppio adesso mi succede qualcosa di sicuro, si alza in volo e io agitatissimo guardo fuori dal finestrino lacrimando e implorando di poter toccare al più presto la terraferma. Una volta raggiunta la quota nella quale ci saremmo mantenuti per tutta la durata del volo passo altri 10 minuti di angoscia e poi basta, mi addormento pesantemente svegliandomi una mezz'oretta più tardi. Mamma mia ! non ti dico l'agitazione che mi è presa quando ho aperto li occhi ! stessa cosa che al decollo....sudorazione, batticuore, fame d'aria, impossibilità di stare fermo....senza esagerare sono andato in bagno alemno almeno una decina di volte nel giro di un'ora. Al pensiero che mancavano ancora 3 ore e mezza mi sentivo veramente male ! non sapvo cosa fare ! voelvo scendere ! nell'andare in bagno passo vicino alla porta di apertura e un pensierino ad aprirla lo faccio...( anche se alla fine non ne avrei mai avuto il coraggio.... ) allora mi siedo al mio posto che mi sembra sempre più stretto e mi viene un'idea. Prendo il cellulare, scrivo il numero al quale volevo mandare un messaggio, 113 , e comincio a scrivere il testo: "sono sul volo XXXXX, qua stiamo per essere uccisi da un terrorista che ha minacciato di fare esplodere una bom....." non faccio in tempo a scrivere altro che mi arriva un ceffone da mio padre ,che pensavo dormisse, e mmi strappa il cellulare di mano, insultandomi. Allora rassegnato rifletto un attimo, mentre scrivevo ero agitato ? assolutamente no...attacchi d'ansia ? no....fame d'aria ? neanche....bisogno di muovermi ? nemmeno.... e allora vaffanculo ! ho preso una rivista che avevo comprato in aereoproto e mi sono messo a leggerla, senza preoccuparmi più del volo...tutto a posto ! ci prepariamo all'atterraggio e io ero tutto contento ! l'atterraggio è la parte che preferisco ! finalmente a terra ! ci fanno scendere dall'aereo e io ero tutto contento di avere finalmente vinto la mia paura di volare...o almeno era quello che credevo....al ritorno stessa situazione dell'andata...attacchi d'ansia,fame d'aria, continue "gite" in bagno....provo a distrarre la mente ma stavolta nn funziona....in 5 ore sono andato in bagno 41 volte ! senza scherzare o esagerare ! davvero ! 41....un incubo...
Arriviamo in aereroporto ma io non riesco comunque a sentirmi sollevato...mi sentivo un c*****e....5 ore di inferno....senza un attimo di relax....sempre coi nervi tesi....poi però alla fine penso: ho pasato 5 ore con l'ansia ma alla fine mi è successo qualcosa ? risposta : no...
Allora arrivato a casa mi metto davanti al computer,prendo la poste-pay e compro un biglietto per il volo milano-roma del giorno dopo...il mio primo viaggio in aereo da solo...andata la mattina e ritorno la sera....con ryanair....una trentina di euro...arrivo in aereoprto 2 orette prima del check-in e mi imbarco, le mie riviste, la mia playstation portatile che nel volo per sharm mi ero dimenticato di portare e il volo di andata và moooolto meglio dei 2 per l'egitto....al ritorno mi è addirittura sembrato di essere in autobus, nn mi sono accorto di nulla, non mi ha dato nemmeno fastidio il decollo...perfetto ! la paura era vinta....
L'anno dopo riprendo l'aereo, con 4 amici....destinazione san sebastian, paesi baschi....all'andata và abbastanza male....un pò di agitazione dovuta alla poca esperienza del pilota e a qualche vuoto d'aria di troppo mi fanno tornare non dico la paura, ma una leggera tensione quello si....al ritorno decido di faremla in treno...con un altro mio amico che ha avuto il mio stesso problema....19 ore di treno....un inferno....cuccette lerce, puzza indescrivibile....mamma mia che palle....nn ne valeva la pena....per cercare di vincere di nuovo la paura allora prenotiamo per tipo 3 mesi dopo un volo per Tampere...Finlandia....3\4 ore di volo....con la ryanair....il volo : perfetto ! avevo ancora il ricordo di quello che avevamo passato in treno....meglio 4 ore in cielo con la possibilità comunque in caso di un malessere gli asistenti di volo ti soccorrano e ti curino oppure ore e ore di treno abbandonati a sè stessi senza avere il minimo sostegno in caso di malori ? aereo ! aereo ! sempre meglio....nn c'è motivo per cui sia meglio il treno....il fatto di soffrire di vertigini è una cagata...io soffro di vertigini ma nn ho mai avuto problemi per questo in aereo....è tutto mentale. adesso volo molto spesso e anche se ci dovessero essere turbolenze o cose vaie nn me ne preoccupo....sono stato persino in AUstralia....è stato un volo nn facile perchè siamo stati in ballo per tipo un'oretta con una turbolenza abbastanza forte, ma sapevo che nn corrrevamo rischi....nn si precipita per turbolenze....volare è bello ! è molto più comodo ed economico del treno....a 18 ani pensavo che non sarei mai più riuscito a salire su un aereo...invece mi sbagliavo....mi convincevo di avere paura, per questo poi l'avevo veramente...allora perchè non convincersi di non averla ? il processo è lo stesso....anzi ! è molto più facile trovare argomenti per la NON paura che per la paura....le statistiche parlano chiaro...magari nn volare con compagnie sconosciute...ma se posso darti un consiglio quelle low cost sono le migliori....nn possono permettersi incidenti nè errori....un altro consiglio che ti posso dare è quello di fare un viaggio lungo...vai ad esempio in brasile o a new york con l'alitalia come ho fatto io....in quegli aerei ci puoi tranquillamente vivere...sono stupendi ! nn senti nulla !
adesso sono le 5 e 30 di mattina...ho scritto un sacco di roba e nn ho voglia di rileggerla...di sicuro avrò critto male qualcosa grammaticalmente o mi sarò dimenticato altre cose che mi hanno fatto passare la paura... quando vuoi scrivi e chiedi pure altro ! ogni dubbio...io e te siamo uguali da questo punto di vista !
ciao ciao !

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da daniez » 8 giugno 2010, 9:07

lunaotrantina ha scritto:allora mi siedo al mio posto che mi sembra sempre più stretto e mi viene un'idea. Prendo il cellulare, scrivo il numero al quale volevo mandare un messaggio, 113 , e comincio a scrivere il testo: "sono sul volo XXXXX, qua stiamo per essere uccisi da un terrorista che ha minacciato di fare esplodere una bom....."
ahuahuahuuhauhauhahuuhahuauhauahau non ci credo che stavi per fare sta cosa, min**ia c'è chi sta peggio di me o perlomeno stavi peggio di me! :lol:

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da enricofox » 8 giugno 2010, 22:44

A volte per tranqulizzarmi penso che se mi vien un attacco di cuore in aereo ho molte piu probabibilita di sopravvivere che non se sono a casa di notte tranquillo nel mio letuccio.
In realta avevo un ansia pazzesca anche ogni volta che dovevo affronatre lo stesso viaggio in auto ,conrollavo la macchina minuziosamente in modo manicale...non e servito a nulla sono rimasto a piedi due volte su credo ormai su 20 viaggi.
Adesso si e vero ho ancora paura ma costa poco e troppo comodo arrivo su nel week end e torno con 30 euro.
In realta molto dipende dal fatto che io vorrei avere il controlo dell a situazioni e scommeto che il nostro amico SEMOLA82 ha la stessa paura come il sottoscritto quando vai in moto con un amico vuoi sempre vedre dove va,oppure in macchina quando qualcun latro guida..non riesco a dormire.

L ultimo volo Con la Ryan Air ha avuto parecchie turbolenze in fase di atteraggio ,il pilota quando siamo scesi sembrava un ragazzino di 20 anni biondo ,tranquilissimo..col pizzetto e con la mano ,si spostava i capelli lunghi da davanti all faccia....come un super eroe dei cartoni animati giapponesi.

Vedere che per lui era una cosa abbastanza di routine mi ha tranqulizzato

ma la paura di volare era cosi profonda che io per 10 anni non ho piu preso un volo...dificile trovare argomenti validi non ho questa presuzione...forse finalmente ho capito la radice del mio problema e se tutto e come prevedo...probabilmnet ho trovato la chiave di volta nei problemi familiari che ho avuto ...ma finche non faro questa esperienza ..non saro in grado di anticipare una soluzione che e solo una teoria...spero che sia come penso perche questa cosa potra esser utile a molti..i miei sensi di colpa sono alla base delle mie ansie.

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da camicius » 9 giugno 2010, 8:47

enricofox ha scritto:
L ultimo volo Con la Ryan Air ha avuto parecchie turbolenze in fase di atteraggio ,il pilota quando siamo scesi sembrava un ragazzino di 20 anni biondo ,tranquilissimo..col pizzetto e con la mano ,si spostava i capelli lunghi da davanti all faccia....come un super eroe dei cartoni animati giapponesi.
L'ultimo volo con Ryanair, ho preso posto in primissima fila, seduto di fronte alle hostess. La loro tranquillità (erano praticamente scazzate) è sicuramente tranquillizzante se uno ha paura.

Ciao
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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da sardinian aviator » 9 giugno 2010, 10:02

camicius ha scritto:
enricofox ha scritto:
L ultimo volo Con la Ryan Air ha avuto parecchie turbolenze in fase di atteraggio ,il pilota quando siamo scesi sembrava un ragazzino di 20 anni biondo ,tranquilissimo..col pizzetto e con la mano ,si spostava i capelli lunghi da davanti all faccia....come un super eroe dei cartoni animati giapponesi.
L'ultimo volo con Ryanair, ho preso posto in primissima fila, seduto di fronte alle hostess. La loro tranquillità (erano praticamente scazzate) è sicuramente tranquillizzante se uno ha paura.

Ciao
Andrea
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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da nils » 11 giugno 2010, 13:32

soprattutto se sono carine :D

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da enricofox » 13 giugno 2010, 19:56

Lo scazzo di solito e sinonimo di noia da routine e la tranquillita di solito viene prorpio dalla routine...peccato che nella mia vita e proprio la rouitine che mi spaventa...a me il volo sembra piu normale quando si muove che non quando e fermo!
LA mia medicina sara una terapia d urto di prendere un volo alla settimana ,se passa troppo tempo non serve a niente (ho gia 4 week end di fila prenotati) cosi mi abituo anche alla routine.
e credo che sia un ottimo consiglio per tutti ...costrigetevi cerando di pensare che e inutile piangersi addosso 10 anni che non volavo piu mi sono costretto a "guarire" anche se ammetto che non e facile anzi ...sarà l impresa piu dura della mia vita.

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da Semola82 » 21 settembre 2010, 20:58

Dopo aver scelto di non partire ad aprile non ho più visitato il forum per diversi mesi, anche perché non si era presentata la necessità immediata di tornare a riflettere sulla mia paura di volare. Oggi ho trovato alcuni post molto divertenti che si sono accumulati nel corso dei mesi, mi mettono di buon umore. Ma la vità ti riserva sempre sorprese, altro giro altra giostra, ho scelto di fare il giornalista e i cronisti ogni tanto viaggiano, anche in aereo. Giovedì mi aspetta un volo Roma-Barcellona, il ritorno è il giorno successivo, il viaggio sarà al seguito di una delegazione istituzionale, c'è tanta gente che conosco, autorità e colleghi.

La paura è veramente tanta, non lo nego, però mi sono detto: "se non approfitto dell'occasione stavolta poi davvero non lo riprendo più l'aereo". Così sto cercando di farmi coraggio, tento di non pensare al volo, anche ora che siamo vicini, utilizzando tanti piccoli trucchi per distrarre la mente. Sto facendo il trasloco nella mia prima casa in affitto con un amico, scrivo molto, mi ripeto che dovrò pensare al volo solo nel momento in cui sarò effettivamente per aria. So che il rischio di attacchi di panico, sudorazione fredda, fame d'aria e altri isterismi assortiti, che puntualmente hanno sempre accompagnato i miei pochi voli, è lì dietro l'angolo. Però questa volta c'è tanta voglia di sfidarmi. Non oso nemmeno pensare a cosa succederebbe se anche stavolta rinunciasssi, perché non c'è più tempo per sostiturmi con un altro inviato come ad aprile, spero che questo non mi condizioni mentalmente forzandomi a fare una cosa di cui onestamente non sento la voglia, come appunto volare.

Che dite, questa volta ce la faccio? datemi un pò di coraggio. Ce n'è bisogno.

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Re: Quando la paura diventa un ostacolo anche sul lavoro

Messaggio da Slowly » 21 settembre 2010, 21:22

Francamente parlando credo che più tenti di distrarti, più giustifichi che dal volo ci si debba distrarre.

Piuttosto questa è una base ottima per il futuro, pensa un pò non solo alla situazione in sé, ma anche alla possibilità che un volo molto breve ti da. Roma Barcellona credo duri poco più di un'ora, direi che possa essere sopportabile, e non ci saranno risvolti professionali.

Sono sicurissimo infatti che sarebbe ben peggio (di cosa poi?) non imbarcarsi affatto e subire tutta quella auto-umiliazione che ne seguirà.

Parliamoci chiaro: saresti in ogni caso fregato.

L'alternativa più semplice e indolore è quella di partire fiducioso, anche perchè se l'ipotesi di non partire tra l'altro per cose importanti sarebbe mortificante e forse definitiva, quella di partire non presenta alcun problema reale.

Tieni presente che il volo Roma-Barcellona e il rientro successivo partirà partirà comunque, che tu ci sia o no. E atterrerà regolarmente a Barcellona prima e Roma poi.
Dammi retta, molto meglio essere a bordo, pensa solo a che conquista sarà per te!
Venendo al timore invece, nessuno ti obbliga a nasconderlo. Non sei certo l'unico individuo che non ama gli aeroplani e non ama volarci, ma come tanti sei "costretto" a usarlo. Non è che non usandolo non ne avrai più paura, collezionerai solo sconfitte che unendosi al lato professionale della tua vita eviterei come la peste.

Potrebbe essere l'occasione buona per rendersi conto che un volo non è altro che un... volo.
Un viaggio condotto in aria da un mezzo costruito per farlo come la tua tastiera per scrivere.

Sfrutta invece la bella esperienza lavorativa come stimolo!
SLOWLY
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Scarica il mio (oh) mamma devo prendere l'aereo!

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