A volte ritornano….paura di volare compresa

La fobia del volo: dubbi comuni, cause, soluzioni.
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A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da Hangar18 » 26 agosto 2012, 8:49

Ciao a tutti, nel lontano 2006 alcuni meravigliosi amici di questo forum mi hanno aiutata a liberarmi della paura di volare, talmente tanto bene che l’anno seguente sono riuscita a volare da sola fino in California… e a fare avanti e indietro per tre volte nel giro di un anno. Durante quel breve periodo ho volato come mai in vita mia, nel senso che la paura era solo un lontano ricordo. Poi non so cosa sia successo ma ad un certo punto ho iniziato a sentire nuovamente una leggera ansia durante il volo, e poi la situazione è via via peggiorata al punto che subito prima degli ultimi 5-6 voli che ho fatto mi sono fatta dei pianti enormi (cosa che a dire il vero non era mai successa nemmeno prima). Il maggiore problema è il “presagio“ di sventura che mi attanaglia e se nei giorni precedenti cerco di non pensarci, la cosa diventa insopportabile nelle ore immediatamente precedenti e durante il volo. Dal 2009 vivo in California e ogni volta che devo tornare a casa entro nel panico. Purtroppo (o per fortuna a seconda dei punti di vista) non esistono mezzi di trasporto alternativi ragionevoli e ora ogni volta che devo partire spero di riuscire ad arrivare a destinazione e rivedere i miei famigliari e amici. Ultimamente ogni volta che devo partire rileggo il libro di Luca, ma non basta. Ora che l’ennesima partenza è imminente (oggi) mi sono decisa a scrivere, quanto meno nella speranza che ancora una volta una community che ha aiutato tanti nella mia situazione riesca a “farmi ragionare“. Certo sarebbe stato meglio pensarci prima, ovviamente….il fatto è che il panico arriva sempre a poche ore dal decollo, poi la paura se ne va una volta che il viaggio è finito e mi sembra di poterla gestire. Poi si parte di nuovo ed ecco il panico ricomparire. Mi chiedo se sarà mai possibile riuscire a liberarmi di questa paura perché al momento mi sembra che dopo avercela fatta una prima volta la paura sia tornata più forte di prima….
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da flyingbrandon » 26 agosto 2012, 9:20

Hangar18 ha scritto:Il maggiore problema è il “presagio“ di sventura che mi attanaglia e se nei giorni precedenti cerco di non pensarci, la cosa diventa insopportabile nelle ore immediatamente precedenti e durante il volo.
....cut.....
Mi chiedo se sarà mai possibile riuscire a liberarmi di questa paura perché al momento mi sembra che dopo avercela fatta una prima volta la paura sia tornata più forte di prima….
Il "presagio" è un pensiero. Il pensiero di per sé non ha forza fino a quando non si carica dell'emotività...a quel punto diventa un pensiero dominante rispetto agli altri. Il libro di Luca, o le profezie di Celestino o un atto scaramantico ti aiutano nel momento in cui tu sposti il tuo pensiero, carico di emotività in un'altra direzione e quello diventa il tuo credo. Non esiste un metodo o una persona che ti permetta di vincere le,tue paure se non te stessa. Quando hai un presagio e cerchi di non pensarci ...ci stai pensando fornendogli quella carica che lo rende dominante...quello che spesso può aiutarti a cambiare un pensiero è proprio il vivere come esperienza il tuo pensiero. Il problema è che se tu vivi l'esperienza del volo pensando ad altro, cioè al tuo presagio, non ti permetti di vivere quell'esperienza ma con la mente vivi "fuori" da quello che stai vivendo. Vivere è semplice...bene o male ci riescono tutti, farne esperienza richiede invece qualcosa di più...la consapevolezza di ciò che stai facendo. Cambiare il modo di vivere e spostare l'attenzione non richiede tempo...puoi farlo anche oggi...anzi inizia ora. Ora non stai volando, la tua attenzione è su ciò che stai leggendo...bene...dopo che hai letto sposta l'attenzione su ciò che farai...quando finalmente arriverai all'aereo...viviti il più intensamente possibile la tua paura...che ti succede? Come respiri? Piangi...pensi di morire? Come? Che sensazioni hai? Tremi? Stringi il sedile? Concentrati "solo" sulla tua paura e sulla reazione del tuo corpo. Il volo andrà bene e potrai raccontarci questa emozione in tutte le sue sfaccettature...non perdere il controllo ma, al contrario, poni tutta la tua consapevolezza sull'ascolto della tua paura e delle sue manifestazioni. La paura non si vince...la si accetta. Questo non significa che si rinuncia a vivere...la si sfrutta per vivere. Vivitela.
Ciao!
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da Hangar18 » 26 agosto 2012, 9:59

flyingbrandon ha scritto: Il "presagio" è un pensiero. Il pensiero di per sé non ha forza fino a quando non si carica dell'emotività...a quel punto diventa un pensiero dominante rispetto agli altri.
...
La paura non si vince...la si accetta. Questo non significa che si rinuncia a vivere...la si sfrutta per vivere. Vivitela.
Ciao!
Grazie per la tua rapida risposta. Credo che, a parte il fatto di essere di natura ansiosa e pessimista, uno dei problemi sia trovare di nuovo il modo per non caricare di emotività il pensiero. Anche perchè poi una volta che il circolo inizia è come se si autoalimentasse.
Hai proprio ragione quando dici che la paura si deve accettare e non vincere, in fondo è uno dei meccanismi fondamentali di sopravvivenza. Prima ancora di accettare la paura forse dovrei trovare il modo di accettare che il rischio zero non esiste in nessun campo della vita. In così tante situazioni quotidiane l'accettazione di questo concetto è immediata. Mi riesce particolarmente difficile invece applicare il concetto al volo.

Mancano ancora diverse ore al mio volo, per il momento cerco di concentrarmi sul tentare di dormire :)
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da flyingbrandon » 26 agosto 2012, 10:20

Hangar18 ha scritto:
Grazie per la tua rapida risposta. Credo che, a parte il fatto di essere di natura ansiosa e pessimista, uno dei problemi sia trovare di nuovo il modo per non caricare di emotività il pensiero. Anche perchè poi una volta che il circolo inizia è come se si autoalimentasse.
Hai proprio ragione quando dici che la paura si deve accettare e non vincere, in fondo è uno dei meccanismi fondamentali di sopravvivenza. Prima ancora di accettare la paura forse dovrei trovare il modo di accettare che il rischio zero non esiste in nessun campo della vita. In così tante situazioni quotidiane l'accettazione di questo concetto è immediata. Mi riesce particolarmente difficile invece applicare il concetto al volo.
Mancano ancora diverse ore al mio volo, per il momento cerco di concentrarmi sul tentare di dormire :)
Non devi trovare un modo per non caricare di emotività il pensiero. Quello è un punto di forza. Quello ti da forza. È semplicemente capire che il pensiero è tuo....l'emotività è tua...tu puoi controllare sia il tuo pensiero che la tua emotività...e non rifiutando ciò che non ti piace ma pensando a ciò che ti piace. Il secondo pensiero, non è meno forte del primo se caricato di emotività. Il problema è che spesso si tende a negare il primo , ed è un errore, perché non puoi negare ciò che ti sta facendo c***re addosso in quel momento...sarebbe negare un'evidenza e quindi è destinato a fallire il pensiero che avevi messo in moto. Invece ti è possibile generare un pensiero indipendente, altrettanto carico di emozione che sovrasta il primo...ma vedrai che già l'accettazione del pensiero come tale farà perdere di forza alla negatività che avevi caricato. Un altro aspetto importante è renderti conto che sono "pensieri" ...non devi identificarti con i tuoi pensieri. Fanno parte di te ma non sono te.
L'essere ansiosa significa vivere fuori dal proprio tempo, il presente, unico ad esistere. Tu vivi nel futuro, non esiste, e ti perdi il presente. Sei anche pessimista? Beh....brutto mix..vivi nel futuro e da pessimista....vuoi anche un calcio nelle gengive per sentirti bene? :mrgreen:
Il rischio zero? Una vita a rischio zero non è vita...per questo non esiste. Sii felice che non sia a rischio zero. Poi intendi rischio di morire? Quello è certo che accadrà...e ricercare l'eternità da ansioso e pessimista....beh...proprio sicura di volerlo? Tirarti martellate per l'eternità....uaoooo....
Buon riposo!
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da Hangar18 » 26 agosto 2012, 16:52

flyingbrandon ha scritto: Invece ti è possibile generare un pensiero indipendente, altrettanto carico di emozione che sovrasta il primo...ma vedrai che già l'accettazione del pensiero come tale farà perdere di forza alla negatività che avevi caricato. Un altro aspetto importante è renderti conto che sono "pensieri" ...non devi identificarti con i tuoi pensieri. Fanno parte di te ma non sono te.
L'essere ansiosa significa vivere fuori dal proprio tempo, il presente, unico ad esistere. Tu vivi nel futuro, non esiste, e ti perdi il presente. Sei anche pessimista? Beh....brutto mix..vivi nel futuro e da pessimista....vuoi anche un calcio nelle gengive per sentirti bene? :mrgreen:
Il rischio zero? Una vita a rischio zero non è vita...per questo non esiste. Sii felice che non sia a rischio zero. Poi intendi rischio di morire? Quello è certo che accadrà...e ricercare l'eternità da ansioso e pessimista....beh...proprio sicura di volerlo? Tirarti martellate per l'eternità....uaoooo....
Buon riposo!
Sono stranamente riuscita a dormire per qualche ora e questo dal mio punto di vista è già un gran risultato.

In effetti il punto più difficile è creare il pensiero alternativo che sia più forte del primo. Nel senso che quando ci provo ho successo pari a zero. Subito si affaccia la negatività soprattutto quando sono in "anxiety/catastrophy mode".
Le tue parole sono molto azzeccate, il mix ansia e pessimismo (e ci mettiamo pure un po' di problemi di controllo - nel senso che non mi piace non avere il controllo della situazione :oops: ) è veramente una brutta bestia. Soprattutto trovare la forza dentro di me e nella mia testa per rimettere la situazione in prospettiva, o per controbilanciare i pensieri è l'ostacolo maggiore.
Quando devo volare mi sembra quasi di avere il cervello paralizzato.
Per quanto riguarda il rischio di morire, diciamo che ovviamente so benissimo che quella è l'unica certezza della vita. Solo, ecco, non vorrei che accadesse oggi prima di poter rivedere la mia famiglia...non so magari è un pensiero dettato dal mio animo pessimista, in fin dei conti ogni volta che prendo l'autostrada dovrei sentirmi allo stesso modo, ma in quel caso non succede :(

PS sto cercando di smettere con i calci nelle gengive perchè rovinano il "lavoro del mio dentista" :mrgreen:
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da flyingbrandon » 26 agosto 2012, 17:36

Hangar18 ha scritto:
Le tue parole sono molto azzeccate, il mix ansia e pessimismo (e ci mettiamo pure un po' di problemi di controllo - nel senso che non mi piace non avere il controllo della situazione :oops: ) è veramente una brutta bestia. Soprattutto trovare la forza dentro di me e nella mia testa per rimettere la situazione in prospettiva, o per controbilanciare i pensieri è l'ostacolo maggiore.
Hai un problema nel controllo...sì...non riesci a controllare te e senti l'esigenza di controllare aldifuori di te...ma questo non ti è d'aiuto. Parti da te e non sentirai più il bisogno di controllate niente. Ah...il tuo cervello può sembrarti paralizzato ma...se così fosse non saresti immersa nelle tue paure. Guarda le cose per come sono non per quelle che ti sembrano. Non controllare...osserva...
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da Hangar18 » 26 agosto 2012, 18:52

flyingbrandon ha scritto: Hai un problema nel controllo...sì...non riesci a controllare te e senti l'esigenza di controllare aldifuori di te...ma questo non ti è d'aiuto. Parti da te e non sentirai più il bisogno di controllate niente. Ah...il tuo cervello può sembrarti paralizzato ma...se così fosse non saresti immersa nelle tue paure. Guarda le cose per come sono non per quelle che ti sembrano. Non controllare...osserva...
Grazie per i tuoi post perchè sono veramente efficaci nel farmi riflettere e soprattutto nell'aiutarmi a porre i miei pensieri in prospettiva. Devo fare un bel po' di lavoro su me stessa, a quanto pare :oops: .
Soprattutto l'ultima parte sull'osservare dovrebbe riuscirmi facile visto che fa parte del mio lavoro. Mi sa che applicarla a me stessa è un passo più difficile.
Per ora sto facendo un lavoro quanto meno decente nel trovare pensieri alternativi di intensità superiore a quelli catastrofici, spero di riuscire a continuare a farlo anche una volta salita in aereo in attesa del decollo (momento peggiore) e durante il volo.....una cosa alla volta no?

Pensare che da bambina pensavo di fare l'assistente di volo.....
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da flyingbrandon » 26 agosto 2012, 21:20

Hangar18 ha scritto:[ Devo fare un bel po' di lavoro su me stessa, a quanto pare :oops: .
Soprattutto l'ultima parte sull'osservare dovrebbe riuscirmi facile visto che fa parte del mio lavoro. Mi sa che applicarla a me stessa è un passo più difficile.

Pensare che da bambina pensavo di fare l'assistente di volo.....
Perché ti sa che sia un passo più difficile? C'è questa convinzione che...cambiare ottica richieda tempo. Non è così...lo richiede se pensi che lo richieda. Tu puoi divertirti stasera stessa...ma il tuo limitarti prevale sulla tua volontà di farlo. Osservare non ti richiede tempo...permetterti di aver paura...ma guardala da fuori...è strano....divertente...poi ci racconti tutto...poi, se ti interesserà, vedremo anche come da osservatrice passerai ad essere creatrice...ma ti assicuro che ti divertirai anche da osservatrice...l'unica cosa che ti richiede "impegno" è solo il renderti conto di ciò che ti sta accadendo invece di pensare alle tue fantasie...ok? Viviti il momento...qualsiasi esso sia...
Ciao!
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da Hangar18 » 26 agosto 2012, 22:53

flyingbrandon ha scritto: Perché ti sa che sia un passo più difficile? C'è questa convinzione che...cambiare ottica richieda tempo. Non è così...lo richiede se pensi che lo richieda. Tu puoi divertirti stasera stessa...ma il tuo limitarti prevale sulla tua volontà di farlo. Osservare non ti richiede tempo...permetterti di aver paura...ma guardala da fuori...è strano....divertente...poi ci racconti tutto...poi, se ti interesserà, vedremo anche come da osservatrice passerai ad essere creatrice...ma ti assicuro che ti divertirai anche da osservatrice...l'unica cosa che ti richiede "impegno" è solo il renderti conto di ciò che ti sta accadendo invece di pensare alle tue fantasie...ok? Viviti il momento...qualsiasi esso sia...
Ciao!
Più che tempo fare lavoro su se stessi richiede introspezione. Prendere coscienza e accettare anche la paura in modo durevole secondo me è ciò che richiede lavoro. Quando per una vita sei abituata a pensare sempre al peggio perchè così se le cose vanno bene puoi essere felice e se poi vanno male non rimani delusa, è difficile "uscire dal tunnel" e riappropriarsi di una prospettiva magari più realista. Il fatto di imparare ad osservare anche quando si tratta di me e quello che accade intorno a me è sempre stato molto difficile, nel senso che riesco a farlo per un po' e poi ricado nelle "vecchie abitudini". Credo che il livello generale di stress mi amplifichi le ansie e questo al di là del volo di per sè ma anche in altre situazioni. E' lo stesso processo che anche nella vita quotidiana mi segna talmente tanto in certi periodi che l'ansia e lo stress si manifestano con disturbi fisici.
Mi piacerebbe molto addirittura divertirmi stasera, ma anche se non arrivassi a divertirmi sarei contenta di riuscire a essere tranquilla. Cerco di pensare al presente e assaporare ogni minuto di questa giornata spettacolare in California prima di partire per l'aeroporto :).

Ciao e grazie ancora :)
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da flyingbrandon » 27 agosto 2012, 0:50

Hangar18 ha scritto: Più che tempo fare lavoro su se stessi richiede introspezione. Prendere coscienza e accettare anche la paura in modo durevole secondo me è ciò che richiede lavoro. Quando per una vita sei abituata a pensare sempre al peggio perchè così se le cose vanno bene puoi essere felice e se poi vanno male non rimani delusa, è difficile "uscire dal tunnel" e riappropriarsi di una prospettiva magari più realista.
Prendere coscienza di ciò che sei tu...cosa vuoi tu...capire cosa senti tu...non quello che gli altri dicono che devi sentire...non quello che gli altri si aspettano che tu senta o faccia...è il minimo. Dopo puoi fare quello che vuoi , perfino quello che ti dicono gli altri se ti va...ma con la consapevolezza di perché fai ciò che fai.
Pensare sempre al peggio è una minchiata...primo perché in questo modo cerchi sempre il peggio per confermare che avevi ragione...magari lì di fronte c'è un mazzo di rose per te ma tu vedi soltanto uno str**zo di cane per terra perché sei in cerca del peggio. Quando il peggio non arriva non riesci a goderti il Meglio perchè sei in attesa del Peggio...anzi...se ti arriva qualcosa di buono....chissà che botta deve arrivare. Giusto? No...non è difficile uscire dal tunnel...basta decidere di non guardare il peggio...ma solo di guardare....quando arriva il peggio lo affronti...quando incontri il meglio lo assapori...il peggio ha l'utilità di farti cogliere il meglio...in realtà non c'è neanche meglio o peggio....c'è solo la tua vita...e tu decidi come viverla.
Hangar18 ha scritto: Il fatto di imparare ad osservare anche quando si tratta di me e quello che accade intorno a me è sempre stato molto difficile, nel senso che riesco a farlo per un po' e poi ricado nelle "vecchie abitudini". Credo che il livello generale di stress mi amplifichi le ansie e questo al di là del volo di per sè ma anche in altre situazioni. E' lo stesso processo che anche nella vita quotidiana mi segna talmente tanto in certi periodi che l'ansia e lo stress si manifestano con disturbi fisici.
Mi piacerebbe molto addirittura divertirmi stasera, ma anche se non arrivassi a divertirmi sarei contenta di riuscire a essere tranquilla. Cerco di pensare al presente e assaporare ogni minuto di questa giornata spettacolare in California prima di partire per l'aeroporto :).

Ciao e grazie ancora :)
Ti sembra molto difficile perché per una vita, forse, ti è stato detto di guardare altro...ora sei grande...puoi decidere cosa guardare e, soprattutto, come guardarlo. Le vecchie abitudini se non sono state funzionali al tuo vivere bene le puoi serenamente buttare nel cesso...
Ma perché tieni così tanto all'ansia e allo stress? Ti costa meno fatica vivere al momento, come dici di fare ora, piuttosto che fare pessimistici voli di fantasia e passare la tua realtà a cercare conferme. Il disturbo fisico è l' "urlo" e la supplica del tuo sistema corpo/anima a questo modo di vivere...chi vuoi seguire in questa vita se non te stessa?
Una cosa è importante...ed è l'inizio. Tu sei responsabile del tuo modo di vivere...nessun altro. I meriti e le colpe sono tue...e quella che può cambiare il modo di vivere sei tu...il resto son minchiate.
Ciao...e buon divertimento!
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da Hangar18 » 27 agosto 2012, 4:02

flyingbrandon ha scritto: Prendere coscienza di ciò che sei tu...cosa vuoi tu...capire cosa senti tu...non quello che gli altri dicono che devi sentire...non quello che gli altri si aspettano che tu senta o faccia...è il minimo. Dopo puoi fare quello che vuoi , perfino quello che ti dicono gli altri se ti va...ma con la consapevolezza di perché fai ciò che fai.
Ti sembra molto difficile perché per una vita, forse, ti è stato detto di guardare altro...ora sei grande...puoi decidere cosa guardare e, soprattutto, come guardarlo. Le vecchie abitudini se non sono state funzionali al tuo vivere bene le puoi serenamente buttare nel cesso...
Non ho idea di quale sia la causa principale delle mie ansie, di sicuro sarà una combinazione di fattori. Sono sicura che di solito nella vita di tutti i giorni quello che decido di fare o non fare non è quello che gli altri vogliono che faccia. Anzi forse il problema è proprio quello che facci fatica a dare retta agli altri e in questo caso il mio cervello ha deciso di focalizzarsi sull'essere terrorizzata all'idea di volare. Dessi retta agli altri (statistiche, buon senso, amici ecc) forse non sarei così tesa.
La giornata è andata meglio del previsto ma ora il tempo stringe e l'ansia sta salendo nuovamente. Sto cercando pensieri che la contrastino o quanto meno la bilancino, ma non è facile.
flyingbrandon ha scritto: Quando il peggio non arriva non riesci a goderti il Meglio perchè sei in attesa del Peggio...anzi...se ti arriva qualcosa di buono....chissà che botta deve arrivare. Giusto?
Ecco questo è l'esatto riassunto di come sono abituata a pensare :(
flyingbrandon ha scritto: Ma perché tieni così tanto all'ansia e allo stress? Ti costa meno fatica vivere al momento, come dici di fare ora, piuttosto che fare pessimistici voli di fantasia e passare la tua realtà a cercare conferme. Il disturbo fisico è l' "urlo" e la supplica del tuo sistema corpo/anima a questo modo di vivere...chi vuoi seguire in questa vita se non te stessa?
Una cosa è importante...ed è l'inizio. Tu sei responsabile del tuo modo di vivere...nessun altro. I meriti e le colpe sono tue...e quella che può cambiare il modo di vivere sei tu...il resto son minchiate.
Ciao...e buon divertimento!
Io non sono poi così affezionata ad ansia e stress, ma spesso succede che io nemmeno me ne accordo di essere in stato ansioso, almeno non subito. Soprattutto nell'ultimo anno so che il mio fisico mi sta chiedendo di fare qualche cosa per "spegnere" lo stato di all'erta 24ore su 24 a cui lo sto sottoponendo per via dell'ansia. Ci sto lavorando, faccio del mio meglio per cambiare le brutte abitudini.

La cosa che al momento mi chiedo è se è proprio necessario volare. Forse potrei vivere bene anche senza sottopormi a questo.

:(
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da flyingbrandon » 27 agosto 2012, 10:53

Hangar18 ha scritto:
Non ho idea di quale sia la causa principale delle mie ansie, di sicuro sarà una combinazione di fattori. Sono sicura che di solito nella vita di tutti i giorni quello che decido di fare o non fare non è quello che gli altri vogliono che faccia. Anzi forse il problema è proprio quello che facci fatica a dare retta agli altri e in questo caso il mio cervello ha deciso di focalizzarsi sull'essere terrorizzata all'idea di volare. Dessi retta agli altri (statistiche, buon senso, amici ecc) forse non sarei così tesa.
La giornata è andata meglio del previsto ma ora il tempo stringe e l'ansia sta salendo nuovamente. Sto cercando pensieri che la contrastino o quanto meno la bilancino, ma non è facile.
Forse mi sono spiegato male. Non intendevo che non fai quello che vuoi tu e fai quello che ti dicono gli altri di fare...come hai fatto l'esempio di dar retta agli amici bla bla...il problema è più profondo del volo. Il tuo vivere con ansia è frutto di un condizionamento, che ora appartiene a te e che senti tuo, di come dovrebbe andare il futuro. Le tue aspettative su un futuro pessimista non sono frutto di un "normale" pensiero che scaturisce dal tuo cervello ma da una visione del mondo che ti è stata inculcata. Tu metti in moto, in modo del tutto automatico, un programma "ansiogeno". Solitamente, il sentirsi inadeguati alla situazione, incapaci di fare e gestire, il vivere fuori dal presente, sono tutti aspetti dovuti ad un insegnamento, da esperienze , da educazioni famigliari/scolastiche...insomma anche tu hai creduto a chi, senza ombra di dubbio, ti ha fatto fare esperienze alla luce di un mondo "difficile" dove devi stare sulla difensiva, dove tutto si ritorce contro e, attenta a mollare la tensione, perché quando meno te lo aspetti ti arriva il colpo. Questo non è un buon modo di vivere, anche se può essere uno dei tanti. Se ti facesse vivere bene non ci sarebbero problemi ma, da quello che dici, arrivi a livelli di stress tali che il corpo si "piega" dalla fatica al tuo modo di vivere. Se la tua persona fosse in accordo al tuo "life style" non avresti alcun problema...se la tua persona fosse in disaccordo con questo programma automatico si rifiuterebbe nonostante la tua volontà....ed è quello che fa. L'ansia è un disagio...e un disagio non è altro che un campanello d'allarme. L'aereo non è niente...è per te un simbolo....dove scaricare la tua ansia. Finchè non riconosci che il problema è tuo e riguarda il tuo modo di pensare, il tuo "ego" continuerà a farti vedere che il problema è la fuori....e non lì dentro. Questo ti permette di non metterti in discussione...e neanche il tuo modo di pensare. Tu sei piena di "false credenze"...il tuo continuo "non è facile" è una di queste. Ti fornisci l'impossibilità di cancellare e distruggere i tuoi meccanismi perché, soprattutto per un ansioso, è meglio ciò che vivo a prescindere di come lo vivo che un salto nel buio....tanto...potrà essere solo peggio. Invece no...il peggio lo stai vivendo tu...
Hangar18 ha scritto:
flyingbrandon ha scritto: Quando il peggio non arriva non riesci a goderti il Meglio perchè sei in attesa del Peggio...anzi...se ti arriva qualcosa di buono....chissà che botta deve arrivare. Giusto?
Ecco questo è l'esatto riassunto di come sono abituata a pensare :(
Ecco...questo è l'esatto atto pratico del modello che ti ho detto sopra. E peggio di così non potresti vivere. La qualità della vita non è determinata solo e neanche in gran parte da quello che sei riuscita ad ottenere...perchè non godrai mai dei tuoi successi personali in attesa delle batoste della vita. E' allucinante se lo guardi dall'esterno. Ti privi di tutte le gioie possibili. Io invece ti dico che la vita non è lì per dare batoste, ma è un "campo" che interagisce con te e permette la tua crescita...sotto ogni punto di vista. E' fatta di gioie e di batoste ma il tuo modo di percepire la realtà è la chiave per vivere bene...perchè le batoste ti serviranno come insegnamento, e le gioie ti faranno godere quell'insegnamento. Ci sono aspetti della vita, legati alla sofferenza, che CHIUNQUE vivrà...la differenza sarà proprio il tuo modo di vivere. C'è chi da un lutto o una malattia non si riprenderà mai più...chi trascinerà la propria esistenza, chi crescerà...la vita non decide quale percorso tu debba fare, quello lo decidi tu. L'etichetta che metti all'esperienza di vita è quella che catalogherà nella tua mente l'esperienza stessa. Spesso queste etichette non sono le nostre....sono quelle che gli altri hanno detto che devono essere messe....vuoi per cultura, vuoi per convenzione, vuoi per percezioni errate. La differenza è che se tu sbagli ad etichettare, ti puoi correggere senza problemi. Quando dai per scontato che l'etichetta che ti hanno insegnato ad usare sia corretta....beh allora se non sei in sintonia con quella etichetta DEVI per forza essere sbagliata tu. Qualcosa pero' ti viene in contro...non è necessario etichettare niente...c'è chi sostiene che la vita ha un senso....c'è chi sostiene di no...ma non ha alcuna differenza per la tua mente se, centrata nel presente, vive nel presente. Ti divertirai a trovare nessi , relazioni, sensi, ma con un certo distacco perché...ora stai vivendo quello che devi vivere e non hai tempo per pensare a quello che hai vissuto...che è passato...e quello che vivrai...che ancora non puoi saperlo.
Hangar18 ha scritto:
Io non sono poi così affezionata ad ansia e stress, ma spesso succede che io nemmeno me ne accordo di essere in stato ansioso, almeno non subito. Soprattutto nell'ultimo anno so che il mio fisico mi sta chiedendo di fare qualche cosa per "spegnere" lo stato di all'erta 24ore su 24 a cui lo sto sottoponendo per via dell'ansia. Ci sto lavorando, faccio del mio meglio per cambiare le brutte abitudini.

La cosa che al momento mi chiedo è se è proprio necessario volare. Forse potrei vivere bene anche senza sottopormi a questo.

:(
Sei molto affezionata...tanto da farne uno stile di vita. Non ti accorgi di essere in uno stato ansioso proprio perché è il tuo "stato normale". Solo che non è possibile reggerlo ...quindi ogni tanto , quando non reggi, ti si accendono quelle spie che non puoi ignorare in nessun modo. Volare non è affatto necessario...ma non vivresti bene non volando. E' solo che in quelle situazioni più famigliari, anche se nuoti nell'ansia, ti sembra di gestirla. Ma il problema non è la gestione ma la genesi. Non dovrebbe esserci...e anche se a te non sembra, il lavoro e le energie che impieghi per controllarla in ambiti in cui riesci perfettamente, non possono essere utilizzati per altro scopo, solitamente molto più salutare e avvincente. Non stai facendo del tuo meglio per cambiare le brutte abitudini...quello te lo dici perché altrimenti il giudizio su di te dovrebbe essere pessimo anche a livello conscio....e ciò non è possibile. Se ti sentissi realmente male per come vivi...inizieresti l'esplorazione di un modo diverso e migliore di vivere....ma come ti ho detto sopra...se il modello è "sicuro", spesso si tende a preferire il noto all'ignoto.
Ciao!
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da Hangar18 » 28 agosto 2012, 1:38

flyingbrandon ha scritto: Forse mi sono spiegato male. Non intendevo che non fai quello che vuoi tu e fai quello che ti dicono gli altri di fare...come hai fatto l'esempio di dar retta agli amici bla bla...il problema è più profondo del volo. Il tuo vivere con ansia è frutto di un condizionamento, che ora appartiene a te e che senti tuo, di come dovrebbe andare il futuro. Le tue aspettative su un futuro pessimista non sono frutto di un "normale" pensiero che scaturisce dal tuo cervello ma da una visione del mondo che ti è stata inculcata...
Ecco in effetti non avevo capito che tu intendessi ciò di cui sopra. Da questo punto di vista sono d'accordo con te. Certo ci sono degli elementi "di famiglia" tendenzialmente ansiosi che molto probabilmente mi hanno trasferito certi modi di reagire alle situazioni. Per quanto riguarda il pessimismo non so da dove arrivi, fin dalla scuola mi appassionavano gli autori quali Leopardi perchè mi ci identificavo...
flyingbrandon ha scritto:... Tu sei piena di "false credenze"...il tuo continuo "non è facile" è una di queste. Ti fornisci l'impossibilità di cancellare e distruggere i tuoi meccanismi perché, soprattutto per un ansioso, è meglio ciò che vivo a prescindere di come lo vivo che un salto nel buio....tanto...potrà essere solo peggio. Invece no...il peggio lo stai vivendo tu...
flyingbrandon ha scritto: Sei molto affezionata...tanto da farne uno stile di vita. Non ti accorgi di essere in uno stato ansioso proprio perché è il tuo "stato normale". Solo che non è possibile reggerlo ...quindi ogni tanto , quando non reggi, ti si accendono quelle spie che non puoi ignorare in nessun modo. Volare non è affatto necessario...ma non vivresti bene non volando. E' solo che in quelle situazioni più famigliari, anche se nuoti nell'ansia, ti sembra di gestirla. Ma il problema non è la gestione ma la genesi. Non dovrebbe esserci...e anche se a te non sembra, il lavoro e le energie che impieghi per controllarla in ambiti in cui riesci perfettamente, non possono essere utilizzati per altro scopo, solitamente molto più salutare e avvincente. Non stai facendo del tuo meglio per cambiare le brutte abitudini...quello te lo dici perché altrimenti il giudizio su di te dovrebbe essere pessimo anche a livello conscio....e ciò non è possibile. Se ti sentissi realmente male per come vivi...inizieresti l'esplorazione di un modo diverso e migliore di vivere....ma come ti ho detto sopra...se il modello è "sicuro", spesso si tende a preferire il noto all'ignoto.
Ciao!
Forse quella del "non è facile" invece non l'ho spiegata bene io, anche perchè soprattutto riguarda anche altri ambiti e il mio "stile di vita". Ho la tendenza ad essere perfezionista nel mio lavoro e soprattutto pretendo molto da me stessa e questo fa sì che mi "autocarichi" di stress e aspettative per me stessa che secondo me amplificano l'ansia. Non solo, i carichi di lavoro a cui mi sottopongo (anche e soprattutto perchè ovviamente mi appassiona molto quello che faccio) mi lasciano poco spazio per "scaricare" le tensioni accumulate. Il risultato è che la mia mente e il mio fisico vivono in uno stato di all'erta perenne e ciò di sicuro non mi aiuta. Quello che cerco di dire è che secondo me l'ansia è un aspetto del problema ma non è il solo, benchè strettamente collegato agli altri fattori. Io sto cercando di cambiare gli altri fattori (i.e. stile di vita) perchè secondo me alimentano l'ansia. In questo senso "non è facile", perchè richiede un impegno che per me è non indifferente. Infatti i miei episodi peggiori di paura di volare sono sempre capitati a ridosso di periodi di enorme stress lavorativo (negativo prima, positivo dopo). Un certo livello di ansia è forse salutare, quello per intenderci che hai che ne so prima di un esame o cose del genere.

In ogni caso, come da previsione sono atterrata sana e salva :)

Nonostante abbia avuto una certa ansia al gate, devo dire che, anche grazie alle tue osservazioni, il viaggio è andato dal punto di vista psicologico meglio del previsto.
Prima di tutto sono riuscita a respirare e a non riversare fiumi di lacrime (negli ultimi due voli così era stato). Poi anche se non sono riuscita a "godermi" il volo, almeno sono stata tranquilla per tutte e 10 le ore. Sono anche riuscita a dormire. Durante la prima ora la mia mente ha azzardato pensieri catastrofici ma spostando l'attenzione sul fatto che quello che conta è il presente e al presente non c'era nulla di allarmante sono riuscita a cancellare i pensieri catastrofici sul nascere. Poi è finalmente arrivato l'atterraggio, da sempre una delle mie parti del volo preferite perchè mi rilassa vedere il paesaggio in avvicinamento (a dire il vero anche vedere il paesaggio al decollo mi rilassa).

Ciao :)

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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da flyingbrandon » 28 agosto 2012, 11:33

Hangar18 ha scritto:

Ecco in effetti non avevo capito che tu intendessi ciò di cui sopra. Da questo punto di vista sono d'accordo con te. Certo ci sono degli elementi "di famiglia" tendenzialmente ansiosi che molto probabilmente mi hanno trasferito certi modi di reagire alle situazioni. Per quanto riguarda il pessimismo non so da dove arrivi, fin dalla scuola mi appassionavano gli autori quali Leopardi perchè mi ci identificavo...
Anche il pessimismo è frutto di un "programma"...difficile essere ottimisti se ci viene fornita la visione di un "mondo difficile"...non trovi?
Hangar18 ha scritto:
Forse quella del "non è facile" invece non l'ho spiegata bene io, anche perchè soprattutto riguarda anche altri ambiti e il mio "stile di vita". Ho la tendenza ad essere perfezionista nel mio lavoro e soprattutto pretendo molto da me stessa e questo fa sì che mi "autocarichi" di stress e aspettative per me stessa che secondo me amplificano l'ansia. Non solo, i carichi di lavoro a cui mi sottopongo (anche e soprattutto perchè ovviamente mi appassiona molto quello che faccio) mi lasciano poco spazio per "scaricare" le tensioni accumulate. Il risultato è che la mia mente e il mio fisico vivono in uno stato di all'erta perenne e ciò di sicuro non mi aiuta. Quello che cerco di dire è che secondo me l'ansia è un aspetto del problema ma non è il solo, benchè strettamente collegato agli altri fattori. Io sto cercando di cambiare gli altri fattori (i.e. stile di vita) perchè secondo me alimentano l'ansia. In questo senso "non è facile", perchè richiede un impegno che per me è non indifferente. Infatti i miei episodi peggiori di paura di volare sono sempre capitati a ridosso di periodi di enorme stress lavorativo (negativo prima, positivo dopo). Un certo livello di ansia è forse salutare, quello per intenderci che hai che ne so prima di un esame o cose del genere.

In ogni caso, come da previsione sono atterrata sana e salva :)

Nonostante abbia avuto una certa ansia al gate, devo dire che, anche grazie alle tue osservazioni, il viaggio è andato dal punto di vista psicologico meglio del previsto.
Prima di tutto sono riuscita a respirare e a non riversare fiumi di lacrime (negli ultimi due voli così era stato). Poi anche se non sono riuscita a "godermi" il volo, almeno sono stata tranquilla per tutte e 10 le ore. Sono anche riuscita a dormire. Durante la prima ora la mia mente ha azzardato pensieri catastrofici ma spostando l'attenzione sul fatto che quello che conta è il presente e al presente non c'era nulla di allarmante sono riuscita a cancellare i pensieri catastrofici sul nascere. Poi è finalmente arrivato l'atterraggio, da sempre una delle mie parti del volo preferite perchè mi rilassa vedere il paesaggio in avvicinamento (a dire il vero anche vedere il paesaggio al decollo mi rilassa).

Ciao :)
Certo che il percorso che stai cercando di fare tu "non è facile"...cerchi di cambiare tutto il contorno, ma così lasci invariata te e, questo, non ti porterà ad allentare la tensione. Pretendi molto da te...MALE! Anche questo è una "sub routine" di un programma...ti sembrerà naturale farlo ma solo perché qualcuno ti ha detto che da te ci si aspetta molto...sai che c'è? Mavaffanculo...la soluzione è più semplice perché non devi cambiare niente della tua vita...se cambi il modo di vederti, buttando nel cesso ogni tipo di aspettativa...tua e di quelli che te la mettono addosso, il tuo stile di vita si adeguerà necessariamente al tuo "nuovo" modo di vedere la vita. L'ansia ,dici bene, non è un problema...è solo il campanello d'allarme....la spia che ti avvisa di un problema. Ma, come ti ho detto sopra, il problema non sta la fuori...sta lì dentro. Non è necessario cercare la perfezione in ciò che fai...la sola passione per quello che stai facendo farà in modo che il tuo lavoro sia un ottimo lavoro...senza dover mettere l'accento sul "dovere" che sia svolto perfettamente. Non esiste una situazione stressante, esiste una situazione che noi viviamo in modo che generi stress. Per questo, a parità di evento, una persona può essere tranquilla, un'altra viverla come un inferno. Non ti concentrare su ciò che fai, fallo su come lo vivi. L'essere consapevole di ciò che stai facendo non fa altro che impedire ai "programmi automatici" di svolgere i loro programmi mentre la tua mente cosciente pensa a cosa accadrà...al futuro...insomma hai capito...mentre si tira le sue pippe mentali. Se la tua mente è presente, lo sei anche tu. Il tanto agognato "controllo della situazione" sarà sempre maggiore quando finalmente realizzerai che meno focalizzi la mente su un aspetto specifico più sarà aperta a ricevere qualsiasi informazione. Il lasciare l'idea di controllo agevola il controllo. Poi capirai che non hai niente da controllare...e quello stato di "serenità" ti permetterà di sviluppare una presenza tale che...ma dai prova!
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Re: A volte ritornano….paura di volare compresa

Messaggio da flyingbrandon » 28 agosto 2012, 12:37

Hangar18 ha scritto:

....[cut]....me amplificano l'ansia.
....[cut].... perchè secondo me alimentano l'ansia....

Un certo livello di ansia è forse salutare, quello per intenderci che hai che ne so prima di un esame o cose del genere.
Volevo sottolineare una cosa...qualcosa può essere amplificato....se esiste. Qualcosa può essere alimentato...se esiste...e , per finire, concludi che un certo livello di ansia è salutare. Quindi non solo sostieni l'esistenza dell'ansia nella tua vita, ma dai per scontato che debba esserci...a livelli più o meno bassi.
Questo non è vero, ma anche questa tua credenza ti porta a decidere di non separartene più...tu cerchi, anche in questo caso il controllo, ma non hai nessuna intenzione di abbandonarla...che sia la tua copertina di Linus?
La ricerca di una performance maggiore in caso di esami o prove ha un suo perché...ma non è uno stato di fondo e, non la chiamerei neanche ansia. Ci sono comunque altri metodi per focalizzare l'attenzione ed avere un "picco" di attività richiesta da una prova...l'ansia anche in quei casi non aiuta. Anche dal punto di vista strettamente fisiologico in caso di "stress elevato", il sangue passa dal proencefalo al romboencefalo che rappresenta il centro dei riflessi incosci....ciò ti permette di diventare più reattiva ma...." meno intelligente"...anche questo ha un suo perché...ma se ti trovi davanti un leone che ti vuole sbranare e non per condurre serenamente la tua esistenza e neanche per risolvere un problema di lavoro. Tutti i fenomeni espressi dal corpo sono "utili" ed hanno perfettamente senso...il problema è che vengono spesso utilizzati in contesti non propri e ciò genera disagio....hai mai provato a tagliarti i capelli con un tagliaerba a filo al posto della forbice? Per carità...si accorciano lo stesso ma....a che prezzo per il resto del volto...
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