Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

La fobia del volo: dubbi comuni, cause, soluzioni.
Vincere la Paura di Volare con MD80.it

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assurdo
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Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 19 settembre 2012, 22:01

Ciao a tutti,

sono nuovo del forum. Sono reduce da una delle ca***te più grosse della mia vita. Domenica scorsa mi son rifiutato di salire su un aereo al ritorno, mettendo nei casini due amici che erano in vacanza con me (ho dovuto insistere per far partire almeno loro) e facendo il giorno dopo non so quante migliaia di km in treni superveloci per tornare a casa, spendendo un botto di soldi di cui mi vergogno profondamente. Il mio rapporto con l'aereo è sempre stato difficile, ci ho volato moltissime volte fin da ragazzo (adesso ho 36 anni) e non mi ha mai messo a mio agio. Però mi piace molto viaggiare, e viaggiare in compagnia, perciò mi son sempre fatto violenza e ho accumulato negli anni un sacco di voli in più o meno totale disagio. Le cose si sono acutizzate dal 1998, ebbi un primo attacco di panico in volo e poi purtroppo, per varie ragioni, di lì a qualche anno ho avuto un'esplosione di attacchi di panico su tutta la mia vita, non solo legati al volare. Con gli anni ho contenuto gli attacchi di panico e l'ansia, e adesso le uniche due situazioni difficili per me son rimaste guidare in autostrada e prendere l'aereo. Tuttavia, anche negli ultimi anni mi son sempre sforzato di volare ugualmente, migliorando anche un po' il mio approccio al volo. Se qualche anno fa erano ore di terrore dall'inizio alla fine, adesso la cosa è limitata al decollo, e in quota e atterraggio sono addirittura tranquillo (guardo fuori dal finestrino, vado ADDIRITTURA in bagno, cosa che prima non facevo...). Per superare lo scoglio del decollo, mi porto dietro l'ansiolitico e di volta in volta decido se prenderlo o meno, ma in realtà Tavor e Lexotan, quelli che ho sperimentato, non mi fanno grandi effetti. Domenica scorsa al momento di salire sull'aereo ho avuto un attacco di panico devastante. Già da qualche ora ero in ansia pre-volo, poi ho preso l'ansiolitico ma appena ho visto le persone che iniziavano a salire sull'aereo, la fila che scorreva ho avuto uno sbocco di panico pazzesco. Pianto, disperazione, tra gli amici che non sapevano che fare e l'equipaggio che cercava di convincermi. Alla fine mi ero quasi convinto, ma quando son arrivato nel corridoio, davanti al portellone, non ce l'ho fatta. Ansia incontrollabile, paura di avere un attacco di panico in volo e non essere in grado di dominarmi (e, soprattutto, che l'equipaggio non sia in grado di dominarmi... accetterei pure un pugno in faccia se avessi la certezza che l'equipaggio è autorizzato a farlo). Insomma, un momento ridicolo e altamente drammatico al tempo stesso. Non dimenticherò mai l'abbraccio e il bacio dei miei due amici, increduli fin da ultimo che restassi davvero a terra. E io lì, combattuto tra il dispiacere lacerante di mollarli così (non riesco neanche a immaginare cosa possano aver provato a stare in volo avendomi visto in quelle condizioni...) e la paralizzante incapacità di muovere un piede in avanti per salire.
Insomma, io ero convinto di aver trovato un mio modo di volare. Doloroso, difficile, faticoso, ma un mio modo. L'altra sera invece è come se mi fossi definitivamente rotto le scatole, come se avessi avuto un moto rabbioso di rifiuto per una cosa che ogni volta, dopo così tanti anni, è sempre uguale. Con le stesse fasi, la stessa ansia precedente e durante il volo. Non ne potevo più, e qualcosa dentro di me ha detto rabbiosamente "No, basta, non voglio più sottopormi a una cosa del genere". Però al tempo stesso non riesco ad accettare una condizione così limitante. Sia lavorativamente sia in ambito di vacanze non posso limitare le mie mete all'Italia, così come non posso pretendere che chi viaggia con me (partner o amici) debba sottostare per sempre a fare vacanze raggiungibili con altri mezzi. Se continuo così, rischio d'isolarmi un po', e non mi va.
Ordunque, la mia domanda è: esistono gruppi o corsi per superare questa paura? Superarla del tutto o quasi? So che il mio problema è più radicato, più profondo, avendo sofferto di attacchi di panico generalizzati. Ma ora che il mio problema si è ridotto solo all'aereo e all'autostrada, esistono gruppi, corsi o terapie mirate solo a questi due obiettivi? Aggiungo solo che nel mio caso non è tanto la paura di cadere e morire, quanto la claustrofobia del luogo, la mancanza di fuga o di "fermarsi e scendere quando voglio", e la conseguente paura di avere un attacco di panico in volo senza possibilità di contenerlo, da parte mia o da parte dell'equipaggio.
Vi ringrazio molto, e scusate per la lunghezza ma era necessario per essere chiari.
Assurdo

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da **F@b!0** » 19 settembre 2012, 22:07

riporto tutto qui dall'altro topic
**F@b!0** ha scritto:
assurdo ha scritto:
**F@b!0** ha scritto:ciao! Benvenuto!
Ti dico alcune cose velocemente,
1, non ti devi vergognare di quello che è successo Domenica, è successo, l'ansia era più grande di te e non hai preso l'aereo, ora devi lavorare perché non accada più, è un percorso lungo, ma che insieme si può terminare!
2, non ti fanno effetto perché ormai ne sei assuefatto.
3, ti consiglio di aprire una nuova discussione, ogni "caso" è diverso, ed è giusto che venga preso in esame in modo diverso!

Fabio
Ciao Fabio,

grazie della tua risposta. Rispondo singolarmente ai tuoi stimoli: 1) in effetti già in pochi giorni la vergogna è sparita, ho parlato con i miei amici una volta tutti "riuniti" in Italia e hanno compreso benissimo. E proprio adesso che sto riacquisendo consapevolezza totale di quel che ho fatto, mi sento molto determinato almeno a tentare di superare questa paura e gli attacchi di panico relativi al volo a cui vado soggetto. Spero anzi che il percorso sia più breve possibile, perché ho voglia di uscirne. 2) Qui credo di non essermi spiegato bene: io non prendo abitualmente ansiolitici. Li prendo solo per volare. E mi pare strano di essere giunto all'assuefazione prendendoli una/due volte l'anno (in occasione dei voli, per l'appunto). 3) Ok, apro una nuova discussione.
Ti chiedo un'altra cosa: per "percorso lungo" intendi che possiamo farlo anche qui :o ? Io avevo intenzione di continuare a frequentare il forum, ma preferirei un corso o terapia di persona. Non so se qualcuno qui ne conosce qualcuna nella città di Firenze, dove abito.
Grazie mille
Assurdo
non ho mai voluto insinuare che ne gai un uso spropositato, ma che l'uso porta all'assuefamento, oppure semplicemente l'ansia ti fa produrre talmente tanta adrenalina da rendere inutili gli ansiolitici!

si, se vuoi possiamo provare a farlo qui il "lungo percorso", corsi di persona, li faceva sia l'Alitalia che la Lufthansa, non so se na facciano ancora e sono quasi sicuro che nessuna delle 2 li faccia a Firenze, mentre noi arriviamo in tutto il mondo! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 19 settembre 2012, 22:52

**F@b!0** ha scritto:riporto tutto qui dall'altro topic
**F@b!0** ha scritto:
assurdo ha scritto:
**F@b!0** ha scritto:ciao! Benvenuto!
Ti dico alcune cose velocemente,
1, non ti devi vergognare di quello che è successo Domenica, è successo, l'ansia era più grande di te e non hai preso l'aereo, ora devi lavorare perché non accada più, è un percorso lungo, ma che insieme si può terminare!
2, non ti fanno effetto perché ormai ne sei assuefatto.
3, ti consiglio di aprire una nuova discussione, ogni "caso" è diverso, ed è giusto che venga preso in esame in modo diverso!

Fabio
Ciao Fabio,

grazie della tua risposta. Rispondo singolarmente ai tuoi stimoli: 1) in effetti già in pochi giorni la vergogna è sparita, ho parlato con i miei amici una volta tutti "riuniti" in Italia e hanno compreso benissimo. E proprio adesso che sto riacquisendo consapevolezza totale di quel che ho fatto, mi sento molto determinato almeno a tentare di superare questa paura e gli attacchi di panico relativi al volo a cui vado soggetto. Spero anzi che il percorso sia più breve possibile, perché ho voglia di uscirne. 2) Qui credo di non essermi spiegato bene: io non prendo abitualmente ansiolitici. Li prendo solo per volare. E mi pare strano di essere giunto all'assuefazione prendendoli una/due volte l'anno (in occasione dei voli, per l'appunto). 3) Ok, apro una nuova discussione.
Ti chiedo un'altra cosa: per "percorso lungo" intendi che possiamo farlo anche qui :o ? Io avevo intenzione di continuare a frequentare il forum, ma preferirei un corso o terapia di persona. Non so se qualcuno qui ne conosce qualcuna nella città di Firenze, dove abito.
Grazie mille
Assurdo
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si, se vuoi possiamo provare a farlo qui il "lungo percorso", corsi di persona, li faceva sia l'Alitalia che la Lufthansa, non so se na facciano ancora e sono quasi sicuro che nessuna delle 2 li faccia a Firenze, mentre noi arriviamo in tutto il mondo! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Ok, basta che non sia a pagamento :)... Ho appena visto i prezzi dei corsi Alitalia e Lufthansa e sono notevoli!! Tu sei pilota, psicologo, pilota-psicologo, steward, assistente di volo, steward-psicologo...? In una delle centinaia di combinazioni possibili...
Sulla produzione ipertrofica di adrenalina che annulla l'effetto degli ansiolitici, credo sia una giusta interpretazione ahimè.
Grazie per ora
Assurdo

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da **F@b!0** » 19 settembre 2012, 23:08

non sono ne psicologo, ne assistente di volo o pilota, per quanto mi piacerebbe, se proprio vogliamo trovare un titolo che mi dia il diritto di darti consigli possiamo rispolverare il diploma come perito aeronautico per l'assistenza alla navigazione aerea, e questa estate ho lavorato come agente check-in e imbarchi all'aeroporto di Olbia!
sono sicuro che entro domani conoscerai gli altri Amici ( e ci tengo a sottolineare che qui siamo tutti amici, per quanto piloti, tecnici etc, qui siamo tutti sullo stesso piano) con i quali ti capiterà di parlare della tua ansia e che ti risponderanno più o meno duramente (ognuno ha i suoi metodi, c'è chi la prende larga cercando "il punto debole dell'ansia" e chi invece ti "aggredisce" smontando le convinzioni dell'ansia, ma comunque il fine è lo stesso e nessuno ce l'avrà con te, se qualcosa ti da fastidio di come si pone qualcuno sei liberissimo di dirlo, vedrai che la cosa si risolve, perchè sono sicuro che non c'era l'intenzione di offendere o ferire)!
se hai domande, o semplicemente vuoi spiegare cosa del decollo ti crea ansia scrivi pure!

Fabio

ah, dimenticavo, sono 200€ a post di risposta ricevuto! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :lol:
scherzo, lo scopo di questo forum è diffondere la cultura aeronautica, per cui tranquillissimo, l'unica cosa che paghi è la connessione, e, nel caso, la benzina/biglietto del treno/pullman per raggiungere il posto dove è stato organizzato il meeting PdV, come questo organizzato sabato scorso a Malpensa
http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=27&t=40988
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 20 settembre 2012, 0:28

**F@b!0** ha scritto:non sono ne psicologo, ne assistente di volo o pilota, per quanto mi piacerebbe, se proprio vogliamo trovare un titolo che mi dia il diritto di darti consigli possiamo rispolverare il diploma come perito aeronautico per l'assistenza alla navigazione aerea, e questa estate ho lavorato come agente check-in e imbarchi all'aeroporto di Olbia!
sono sicuro che entro domani conoscerai gli altri Amici ( e ci tengo a sottolineare che qui siamo tutti amici, per quanto piloti, tecnici etc, qui siamo tutti sullo stesso piano) con i quali ti capiterà di parlare della tua ansia e che ti risponderanno più o meno duramente (ognuno ha i suoi metodi, c'è chi la prende larga cercando "il punto debole dell'ansia" e chi invece ti "aggredisce" smontando le convinzioni dell'ansia, ma comunque il fine è lo stesso e nessuno ce l'avrà con te, se qualcosa ti da fastidio di come si pone qualcuno sei liberissimo di dirlo, vedrai che la cosa si risolve, perchè sono sicuro che non c'era l'intenzione di offendere o ferire)!
se hai domande, o semplicemente vuoi spiegare cosa del decollo ti crea ansia scrivi pure!

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ah, dimenticavo, sono 200€ a post di risposta ricevuto! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :lol:
scherzo, lo scopo di questo forum è diffondere la cultura aeronautica, per cui tranquillissimo, l'unica cosa che paghi è la connessione, e, nel caso, la benzina/biglietto del treno/pullman per raggiungere il posto dove è stato organizzato il meeting PdV, come questo organizzato sabato scorso a Malpensa
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Ok grazie mille per ora. Non preoccuparti, non mi turberanno i diversi approcci dei partecipanti al forum. Poiché sono anni che combatto con questo problema, ormai mi son fatto una bella corazza alle reazioni degli altri. Forse l'unica cosa che ancora non ho sperimentato sono due schiaffi in faccia, e probabilmente anzi è ciò che mi è mancato domenica scorsa per salire in aereo. Seriamente. Se invece dello steward super-educato mi fossero arrivate due manate nel viso, probabilmente sarei salito. O quantomeno avrei provato qualcosa di nuovo per risolvere il problema.
Il decollo: per le poche percezioni chiare e univoche che conservo del brutto momento del decollo, posso dirti che innanzitutto è il sedersi sull'aereo che già mi sconvolge. Stare lì, attendere con ansia i tempi di preparazione, che sembrano lunghissimi, e poi lo sportello che si chiude, il motore che prende i giri, sempre più forti, e tutta la fase di "impennata"... Se mi toccano i posti in coda, mi pare di stare verticale. Poi nel decollo è più facile che l'aereo si scuota, si muova, a volte cigola pure, quasi come se non ce la facesse a salire o si stesse spezzando in due. Sto a occhi chiusi per un sacco di tempo, una mezz'ora e passa. Poi pian piano mi abituo, inizio ad aprire e chiudere gli occhi, finché dopo un'oretta mi rilasso, guardo fuori, mi muovo più a mio agio. E l'atterraggio, che paradossalmente so essere uno dei momenti più delicati, mi piace moltissimo!! Tutte le volte faccio questa specie di evoluzione: dall'ansia più estrema del decollo alla quasi-euforia dell'atterraggio. E' come se ogni volta dovessi riabituarmi a una "condizione". Ma più di tutto, il primo impatto è quello della claustrofobia, prima ancora di decollare, appena mi siedo e so che dovrò stare lì dentro per un tempo ben preciso senza possibilità di fuga o discesa. Una sorta di rifiuto ad affidarmi totalmente nelle mani dell'equipaggio senza che io possa avere nessun controllo su niente.
Ormai la mia ansia da volo la avverto come "ispessita", indurita. Come scrivevo in altri post, ho avuto attacchi di panico generalizzati e per questo ho fatto psicoterapia. Son riuscito a risolvere il 90% dei miei problemi, ma l'aereo e la guida in autostrada son rimasti com'erano. Di conseguenza, visto che dall'inizio della fobia son passati più di 10 anni e ne ho già provate molte per superarla (un po' con sostegno, un po' con metodi da "autodidatta"), inizio ad avvertire una sorta di serena accettazione. Non son riuscito a superare la cosa in 10 anni, quindi evidentemente non fa per me. Tuttavia, il desiderio di superare il tutto lo avverto ancora forte, perché mi rendo conto che è una limitazione forte alla mia vita, che proprio non mi va giù.
Ciao, a presto
Assurdo

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da MartaP » 20 settembre 2012, 7:17

Ciao Assurdo,
Io sono Marta e fino all'anno scorso prima di salire sugli aerei avevo attacchi di panico.
Poi ho frequentato il corso per volare rilassati della Lufthansa, a Verona, con successo!
Io non sono un tecnico, sono una persona come te che non sapeva niente del mondo " areonautica", ma posso darti qualche dritta che mi hanno insegnato al corso per gestire l'ansia 8)
Adesso vado a tirarmi fuori il mio libricino magico, quello che mi hanno dato al corso, intanto posso iniziare con un concetto che tutti gli utenti ti diranno fino alla nausea:

non esiste la certezza al100 %, in nessun ambito, neanche quando vai a dormire ( lo so, questa è inquietante..ma è così)
Devi fartene una ragione, serenamente.
Inizia da qui.

Poi potrei consigliarti, come infarinatura e se non lo hai già fatto, di leggere il libro di Luca Evangelisti,
" Mai più paura di volare" : potrebbe rappresentare la tua " coperta di Linus", per i primi tempi, come lo è stato per me.... Verrà un giorno che lo riponerai nella libreria e nono lo leggerai più, se non per aiutare qualcuno, come stò facendo io, in questo momento :D


Oddio..devo andare al lavoro, ci sentiamo più tardi, ciao!!!!
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da MartaP » 20 settembre 2012, 9:08

**F@b!0** ha scritto: non ho mai voluto insinuare che ne gai un uso spropositato, ma che l'uso porta all'assuefamento, oppure semplicemente l'ansia ti fa produrre talmente tanta adrenalina da rendere inutili gli ansiolitici!
...è vero, si chiama " effetto paradosso" e lo conosco molto bene....
E' un effetto del farmaco che è l'opposto di quello previsto.
prendevo anch'io 20-30 gocce di En mezz'ora prima di ogni volo, e sub-linguale per giunta, perché cosi si assorbe prima,con il risultato che comunque restavo tesissima, sudavo freddo, e avevo la tipica sensazione di morte imminente...insomma, come aver preso acqua fresca.......
salvo poi crollare come una pera cotta, quando arrivavo a destinazione :shock:

L'effetto paradosso è tipico delle benzodiazepine, soprattutto se chi ne fa uso è già ansioso di suo.
Io questo l'ho sempre saputo, essendo infermiera, ma ogni volta che varcavo la soglia del Gate prendevo la mia dose di farmaco, sperando che l'En/Tavor/Valium facessero il loro benedetto effetto per il quale sono stati creati, ossia farmi crollare dal sonno, prima del decollo.....

Ebbene, in 10 anni non ha mai funzionato, la mia mente continuava comunque a vagare tra mille scenari catastrofici, alla faccia di tutte le benzodiazepine, rendendo il volo un vero incubo, sia per me che per mio marito.

Quindi evita i farmaci, peggiorano la situazione. La tua mente è più forte.
Dovrai imparare a dominare, a ridimensionare e a diminuire la paura.
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da fp0020 » 20 settembre 2012, 9:29

assurdo ha scritto:
**F@b!0** ha scritto:non sono ne psicologo, ne assistente di volo o pilota, per quanto mi piacerebbe, se proprio vogliamo trovare un titolo che mi dia il diritto di darti consigli possiamo rispolverare il diploma come perito aeronautico per l'assistenza alla navigazione aerea, e questa estate ho lavorato come agente check-in e imbarchi all'aeroporto di Olbia!
sono sicuro che entro domani conoscerai gli altri Amici ( e ci tengo a sottolineare che qui siamo tutti amici, per quanto piloti, tecnici etc, qui siamo tutti sullo stesso piano) con i quali ti capiterà di parlare della tua ansia e che ti risponderanno più o meno duramente (ognuno ha i suoi metodi, c'è chi la prende larga cercando "il punto debole dell'ansia" e chi invece ti "aggredisce" smontando le convinzioni dell'ansia, ma comunque il fine è lo stesso e nessuno ce l'avrà con te, se qualcosa ti da fastidio di come si pone qualcuno sei liberissimo di dirlo, vedrai che la cosa si risolve, perchè sono sicuro che non c'era l'intenzione di offendere o ferire)!
se hai domande, o semplicemente vuoi spiegare cosa del decollo ti crea ansia scrivi pure!

Fabio

ah, dimenticavo, sono 200€ a post di risposta ricevuto! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :lol:
scherzo, lo scopo di questo forum è diffondere la cultura aeronautica, per cui tranquillissimo, l'unica cosa che paghi è la connessione, e, nel caso, la benzina/biglietto del treno/pullman per raggiungere il posto dove è stato organizzato il meeting PdV, come questo organizzato sabato scorso a Malpensa
http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=27&t=40988

Ok grazie mille per ora. Non preoccuparti, non mi turberanno i diversi approcci dei partecipanti al forum. Poiché sono anni che combatto con questo problema, ormai mi son fatto una bella corazza alle reazioni degli altri. Forse l'unica cosa che ancora non ho sperimentato sono due schiaffi in faccia, e probabilmente anzi è ciò che mi è mancato domenica scorsa per salire in aereo. Seriamente. Se invece dello steward super-educato mi fossero arrivate due manate nel viso, probabilmente sarei salito. O quantomeno avrei provato qualcosa di nuovo per risolvere il problema.
Il decollo: per le poche percezioni chiare e univoche che conservo del brutto momento del decollo, posso dirti che innanzitutto è il sedersi sull'aereo che già mi sconvolge. Stare lì, attendere con ansia i tempi di preparazione, che sembrano lunghissimi, e poi lo sportello che si chiude, il motore che prende i giri, sempre più forti, e tutta la fase di "impennata"... Se mi toccano i posti in coda, mi pare di stare verticale. Poi nel decollo è più facile che l'aereo si scuota, si muova, a volte cigola pure, quasi come se non ce la facesse a salire o si stesse spezzando in due. Sto a occhi chiusi per un sacco di tempo, una mezz'ora e passa. Poi pian piano mi abituo, inizio ad aprire e chiudere gli occhi, finché dopo un'oretta mi rilasso, guardo fuori, mi muovo più a mio agio. E l'atterraggio, che paradossalmente so essere uno dei momenti più delicati, mi piace moltissimo!! Tutte le volte faccio questa specie di evoluzione: dall'ansia più estrema del decollo alla quasi-euforia dell'atterraggio. E' come se ogni volta dovessi riabituarmi a una "condizione". Ma più di tutto, il primo impatto è quello della claustrofobia, prima ancora di decollare, appena mi siedo e so che dovrò stare lì dentro per un tempo ben preciso senza possibilità di fuga o discesa. Una sorta di rifiuto ad affidarmi totalmente nelle mani dell'equipaggio senza che io possa avere nessun controllo su niente.
Ormai la mia ansia da volo la avverto come "ispessita", indurita. Come scrivevo in altri post, ho avuto attacchi di panico generalizzati e per questo ho fatto psicoterapia. Son riuscito a risolvere il 90% dei miei problemi, ma l'aereo e la guida in autostrada son rimasti com'erano. Di conseguenza, visto che dall'inizio della fobia son passati più di 10 anni e ne ho già provate molte per superarla (un po' con sostegno, un po' con metodi da "autodidatta"), inizio ad avvertire una sorta di serena accettazione. Non son riuscito a superare la cosa in 10 anni, quindi evidentemente non fa per me. Tuttavia, il desiderio di superare il tutto lo avverto ancora forte, perché mi rendo conto che è una limitazione forte alla mia vita, che proprio non mi va giù.
Ciao, a presto
Assurdo
Ciao Assurdo,
ma per capire..dici che hai volato fin da giovane.. le prime volte non avevi paura o senso di costrizione?
Cioè a che punto della tua vita ti è venuto?
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da la franci » 20 settembre 2012, 14:15

Ciao Assurdo!!!!
ho letto con curiosità il tuo post e sinceramente ho anche sorriso immaginando la scena di vederti urlare e scendere giù dall'aereo!!!! Tipo l'inizio di un film di qualche anno fa!!!!!!!!
Io son ouna paurosa... che vola e che non riesce a definirsi ex paurosa anche se ora volare mi piace tantissimo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
In tutto quello che scrivi è evidente la tua consapevolezza del fatto che la paura non sia legata all'aereo, ma a te stesso... Non credere di essere al punto di partenza, anzi, questo è già una corsa avantissimo!!!
Quindi è evidente che è su di te che noi, tuoi nuovi amici, dobbiamo lavorare...
Parlaci meglio di cosa, secondo te, ti ha portato a canalizzare l'attacco di panico all'aereo... hai già parlato di claustrofobia e di difficoltà ad attendere i tempi tecnici del decollo... Recentemente in un corso fantastico per noi paurosi, ci hanno sottolineato come l'arie dentro la cabina sia purificata in continuo... Quindi a Linate, in mezzo a Milano, dovresti respirare a pieni polmoni appena chiudono il portellone perchè finalmente ti hanno tolto dal naso lo smog della città!!!!! Una sorta di claustrofobia al contrario!!!!
Personalmente non ho mai sofferto l'ansia degli ambienti chiusi (potrei dormire in ascensore!!!!!), ma l'incapacità di sopportare i tempi tecnici sì ed è stato un problema anche per me... L'ho risolto semplicemente occupando il tempo e facendo in modo che i miei tempi tecnici siano inferiori a quelli dell'aereo e quando arriviamo al decollo solitamente non ho ancora finito di prepararmi (salgo tra gli ultimi, sistemo tutti i miei giornali e le mie cosine con cura; preparo le mie cuffiette che avevo smontato fuori, sistemo il computer, spengo il tefefono con calma, gonfio il mio cuscino dell'ikea, faccio delle foto ai sedili, a mio marito, al gate, alle persone che lavorano intorno all'aereo e leggo il giornale per vedere quanto costano le cose in vendita... ... ...) Pensa che ho organizzato così tante cose da fare che adesso mi tocca mettermi in fila molto presto e salire prima sull'aereo perchè il rullaggio a linate non è molto lungo e solitamente finisco di gonfiare il cuscino sulla pista!) ...

Sai che nel formun non è possibile parlare di farmaci... per cui non dicutiamo sulla scelta MEDICA di prendere qualche tipo di goccina... ma noi tutti crediamo e lavoriamo sulla capacità che ha la nostra mente di influenzare le paure e di permetterci di fare cose che non pensavamo di fare!

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da **F@b!0** » 20 settembre 2012, 14:21

la franci ha scritto:Ciao Assurdo!!!!
ho letto con curiosità il tuo post e sinceramente ho anche sorriso immaginando la scena di vederti urlare e scendere giù dall'aereo!!!! Tipo l'inizio di un film di qualche anno fa!!!!!!!!
Io son ouna paurosa... che vola e che non riesce a definirsi ex paurosa anche se ora volare mi piace tantissimo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
In tutto quello che scrivi è evidente la tua consapevolezza del fatto che la paura non sia legata all'aereo, ma a te stesso... Non credere di essere al punto di partenza, anzi, questo è già una corsa avantissimo!!!
Quindi è evidente che è su di te che noi, tuoi nuovi amici, dobbiamo lavorare...
Parlaci meglio di cosa, secondo te, ti ha portato a canalizzare l'attacco di panico all'aereo... hai già parlato di claustrofobia e di difficoltà ad attendere i tempi tecnici del decollo... Recentemente in un corso fantastico per noi paurosi, ci hanno sottolineato come l'arie dentro la cabina sia purificata in continuo... Quindi a Linate, in mezzo a Milano, dovresti respirare a pieni polmoni appena chiudono il portellone perchè finalmente ti hanno tolto dal naso lo smog della città!!!!! Una sorta di claustrofobia al contrario!!!!
Personalmente non ho mai sofferto l'ansia degli ambienti chiusi (potrei dormire in ascensore!!!!!), ma l'incapacità di sopportare i tempi tecnici sì ed è stato un problema anche per me... L'ho risolto semplicemente occupando il tempo e facendo in modo che i miei tempi tecnici siano inferiori a quelli dell'aereo e quando arriviamo al decollo solitamente non ho ancora finito di prepararmi (salgo tra gli ultimi, sistemo tutti i miei giornali e le mie cosine con cura; preparo le mie cuffiette che avevo smontato fuori, sistemo il computer, spengo il tefefono con calma, gonfio il mio cuscino dell'ikea, faccio delle foto ai sedili, a mio marito, al gate, alle persone che lavorano intorno all'aereo e leggo il giornale per vedere quanto costano le cose in vendita... ... ...) Pensa che ho organizzato così tante cose da fare che adesso mi tocca mettermi in fila molto presto e salire prima sull'aereo perchè il rullaggio a linate non è molto lungo e solitamente finisco di gonfiare il cuscino sulla pista!) ...

Sai che nel formun non è possibile parlare di farmaci... per cui non dicutiamo sulla scelta MEDICA di prendere qualche tipo di goccina... ma noi tutti crediamo e lavoriamo sulla capacità che ha la nostra mente di influenzare le paure e di permetterci di fare cose che non pensavamo di fare!
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da tartan » 20 settembre 2012, 15:06

Riporto qui quello che, per sbaglio, ho scritto in un altro forum

assurdo ha scritto:
"Ciao Tartan,
scusa, essendo nuovo del forum non capisco molto bene come funziona. Tu sei un semplice utente o lavori/hai lavorato come pilota, steward, assistente di volo...? Solo per capire se ricevo un consiglio da una persona del settore.
In realtà volare per lavoro potrebbe servirmi in futuro, e comunque alla fine, se guardo fino in fondo a me stesso, io ho voglia di superarla questa condizione. Volare può sempre servire nella vita, non si sa mai come e quando può capitare e non voglio farmi trovare impreparato, anche in ambito di coppia. Se sei del settore, speravo in un consiglio un po' più ottimista )... Grazie comunque .
Assurdo"


Si, sono del settore ed ho lavorato per molti anni in Alitalia nell'area dedicata alle prestazioni di volo. Il mio commento non voleva essere pessimista ne ottimista, non hanno senso nessuna delle due definizioni quando si hanno paure non identificabili con certezza. Il mio voleva essere solo un tentativo di sdrammadizzare e di liberare la mente da problemi che possono finire per incancrenire e rendere la vita sempre ansiosa. Liberando la mente dalle ossessioni, è probabile che queste passino senza neanche che tu te ne accorga. Penso che nel tuo caso non serva raccontarti tutti gli sforzi che si fanno per rendere il volo sempre più sicuro, per questo non ti ho fornito dati tecnici ma solo un pensiero personale frutto di accostamenti a molti casi simili al tuo.
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da la franci » 20 settembre 2012, 15:51

tartan ha scritto: Ciao Tartan,
scusa, essendo nuovo del forum non capisco molto bene come funziona. Tu sei un semplice utente o lavori/hai lavorato come pilota, steward, assistente di volo...? Solo per capire se ricevo un consiglio da una persona del settore.

Grazie comunque .
Assurdo"
Sono iscritta al forum dal lontano 200... non mi ricordo nemmeno la data, ma credo siano passati un po' di anni...
Ho scoperto settimana scorsa che Mermaid è una donna (scusami Elena!!!!!!!!!!!!!!) e che Tartan è un ex dipendente alitalia (pensavo fosse un fotografo... perdono!!!!!!!!!!!!!!!!!!)... qual è la differenza?

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da senna94 » 20 settembre 2012, 16:46

Ciao Assurdo,
anche io faccio fatica a volare..,,anzi da un bel po' di tempo lo evito completamente perdendo soldi e vacanze...non ti dico cosa ho perso finora....!!!! A me fa o forse faceva paura tutto l'aereo in se stesso..ci vedevo una bara al posto di un mezzo di trasporto...(ti parlo in passato perche' il meeting che abbiamo fatto il 15 di Settembre mi e' servito tantissimo".
Sono dell'idea che l'aereo ha la sua percentuale di pericolosita' MA come tutti i mezzi di trasporto...(dalla bicicletta al treno ect..anche andare a piedi!!!).
Se ti fa paura cosi' tanto il decollo, mi vien da pensare che magari c'e' qualcosa di cui non ti vuoi staccare, io vedo il decollo come un distacco dalla Madre Terra, dalle mie certezze e dalla cose che mi sono famigliari e staccarmi da queste mi porta ansia e agitazione, e l'aereo si puo' dire "mi porta via" e essendo chiusa li' dentro non posso tornare alla mia sicurezza e ti fa ancora piu' agitare :shock: . Anche io sono contenta dell'atterraggio perche' sto tornando alla terra, alle mie sicurezze...
Noi proiettiamo le ns insicurezze su un mezzo di trasporto, iniziare a pensare che non e' l'aereo e' buon passo, bisognerebbe riscavare dentro di se' il perche' sono rimasti irrisolti questi due aspetti e magari pensi di aver risolto quasi tutti i tuoi problemi ma che magari invece di finire fuori dalla testa si sono focalizzati su questi due aspetti (guidare in autostrada e aereo..) sono entrambi mezzi di trasporto che ti portano lontano ...
Spero di esserti stata di aiuto magari per ragionare un po' su.. :bounce:

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da tartan » 20 settembre 2012, 18:00

la franci ha scritto:
tartan ha scritto: Ciao Tartan,
scusa, essendo nuovo del forum non capisco molto bene come funziona. Tu sei un semplice utente o lavori/hai lavorato come pilota, steward, assistente di volo...? Solo per capire se ricevo un consiglio da una persona del settore.

Grazie comunque .
Assurdo"
Sono iscritta al forum dal lontano 200... non mi ricordo nemmeno la data, ma credo siano passati un po' di anni...
Ho scoperto settimana scorsa che Mermaid è una donna (scusami Elena!!!!!!!!!!!!!!) e che Tartan è un ex dipendente alitalia (pensavo fosse un fotografo... perdono!!!!!!!!!!!!!!!!!!)... qual è la differenza?
Non ti devo perdonare niente, la sera, dopo il lavoro in AZ, anzichè fare straordinari come tutti i miei colleghi, andavo a lavorare nella sezione audiovisivi della Treccani, come fotografo, perciò sono anche un fotografo, mai ex perchè la fotografia è la mia prima passione. :D
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da fp0020 » 20 settembre 2012, 18:10

senna94 ha scritto: Se ti fa paura cosi' tanto il decollo, mi vien da pensare che magari c'e' qualcosa di cui non ti vuoi staccare, io vedo il decollo come un distacco dalla Madre Terra, dalle mie certezze e dalla cose che mi sono famigliari e staccarmi da queste mi porta ansia e agitazione, e l'aereo si puo' dire "mi porta via" e essendo chiusa li' dentro non posso tornare alla mia sicurezza e ti fa ancora piu' agitare :shock: . Anche io sono contenta dell'atterraggio perche' sto tornando alla terra, alle mie sicurezze...
secondo me non è un problema di distacco in quanto mi pare di aver capito che che lo stesso problema gli capita in autostrada..
sarebbe interessante sapere, visto che dice di aver viaggiato anche da più giovane, se anche le prime volte aveva queste reazioni o no.. e se no in che momento suo personale sono iniziate..
ovviamente flyingbrandon insegna :lol:
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da tartan » 20 settembre 2012, 18:11

senna94 ha scritto:Se ti fa paura cosi' tanto il decollo, mi vien da pensare che magari c'e' qualcosa di cui non ti vuoi staccare, io vedo il decollo come un distacco dalla Madre Terra, dalle mie certezze e dalla cose che mi sono famigliari e staccarmi da queste mi porta ansia e agitazione, e l'aereo si puo' dire "mi porta via" e essendo chiusa li' dentro non posso tornare alla mia sicurezza e ti fa ancora piu' agitare :shock: . Anche io sono contenta dell'atterraggio perche' sto tornando alla terra, alle mie sicurezze...
A me il volo, specialmente quello in mongolfiera, fa l'effetto contrario. Quando inizio a staccarmi da terra sento che lascio tutti i miei pensieri terreni per entrare in un'altra dimensione, pulita, e quando riatterro mi torna addosso tutta la pesantezza delle varie problematiche della vita quotidiana. Certo che siamo proprio strani! :D
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da sardinian aviator » 20 settembre 2012, 18:51

tartan ha scritto:
senna94 ha scritto:Se ti fa paura cosi' tanto il decollo, mi vien da pensare che magari c'e' qualcosa di cui non ti vuoi staccare, io vedo il decollo come un distacco dalla Madre Terra, dalle mie certezze e dalla cose che mi sono famigliari e staccarmi da queste mi porta ansia e agitazione, e l'aereo si puo' dire "mi porta via" e essendo chiusa li' dentro non posso tornare alla mia sicurezza e ti fa ancora piu' agitare :shock: . Anche io sono contenta dell'atterraggio perche' sto tornando alla terra, alle mie sicurezze...
A me il volo, specialmente quello in mongolfiera, fa l'effetto contrario. Quando inizio a staccarmi da terra sento che lascio tutti i miei pensieri terreni per entrare in un'altra dimensione, pulita, e quando riatterro mi torna addosso tutta la pesantezza delle varie problematiche della vita quotidiana. Certo che siamo proprio strani! :D
Anche a me fa lo stesso effetto (l'aereo, non la mongolfiera, mai provata). Volare mi fa entrare in uno spazio nel quale vigono solo delle regole tecniche particolari e ben codificate, che io ben conosco, quindi non mi possono far paura, anzi mi rilasso. All'atterraggio riprendono invece vigore tutte le millanta altre, che sono certo di non conoscere tutte e quindi mi creano ansia.
Vedi che siamo proprio strani, uno diverso dall'altro.

Quanto sopra non si applica ai voli Ryanair, dove lo stress invece aumenta :mrgreen:
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 21 settembre 2012, 0:33

assurdo ha scritto:Ciao a tutti,


Insomma, io ero convinto di aver trovato un mio modo di volare. Doloroso, difficile, faticoso, ma un mio modo. L'altra sera invece è come se mi fossi definitivamente rotto le scatole, come se avessi avuto un moto rabbioso di rifiuto per una cosa che ogni volta, dopo così tanti anni, è sempre uguale. Con le stesse fasi, la stessa ansia precedente e durante il volo. Non ne potevo più, e qualcosa dentro di me ha detto rabbiosamente "No, basta, non voglio più sottopormi a una cosa del genere". Però al tempo stesso non riesco ad accettare una condizione così limitante.
Finalmente qualcosa di te ha detto "basta non ne posso più"...in effetti la tua continua rimozione di un problema non ne è la soluzione. In un post, poco dopo il primo, affermi che hai una serena accettazione del problema....beh direi che non  così. Una serena accettazione di porterebbe su due possibili strade...la prima di non volare, la seconda di accettare di cagarti addosso ogni volta che lo fai. Non hai né una né l'altra. Prendere i farmaci prima di partire è poi la peggiore....e finalmente il tuo sistema ha detto "basta".
Affermi poi di non aver paura di morire o di cadere ma semplicemente l'idea di non aver uscita ti spaventa. Tu dove pensi di avere uscita in altre situazioni? Il tuo cervello non ti da scampo in situazioni "normali"...perché dovrebbe in situazioni diverse dalla norma? Sei forte....hai lottato per anni...ma lottare contro se stessi non serve. Prendi quello che di buono hai fatto per te in questi anni...fosse anche solo la tenacia...e butta tutto il resto...compresi quelli che "pensi" siano tuoi modi trovati "per"! Se vivi cercando di lottarti ed ingannarti, la tua qualità della vita ne risente, i tuoi attacchi di panico generalizzati penso siano una prova sufficiente che quello che hai in fatto, soprattutto i modi in cui l'hai fatto ti hanno solo fatto rimandare il tuo "inizio" ma non hanno in nessun modo migliorato o cambiato la tua visione del mondo....soprattutto quella che riguarda te e il modo di relazionarti con il mondo.
Tu da dove vuoi cominciare? Vuoi accettarti e lasciar perdere ciò che ti stressa eccessivamente o vuoi progredire per non vivere più in modo stressato? Che la risposta sia una o l'altra ti avviso che DEVI necessariamente partire dalla consapevolezza di ciò che sei ORA (non prima e non domani) e di ciò che vuoi ORA. Per farlo dovresti avere ben chiaro cosa senti e come lo senti, dovresti aver ben chiaro che tu hai il controllo totale della tua mente...ovviamente vedendo le cose per quel che sono...ad esempio...le tue amate compagne di viaggio non hanno avuto minimamente l'effetto sperato...compagne che , date ad un tuo amico, lo avrebbero portato a dormire per tutto il viaggio e oltre. Tu hai visto in questo la "sfiga" di un mancato effetto ...io vedo la forza della tua mente. Questa forza è a tua disposizione...sempre che tu decida di usarla per il verso giusto...tu la stai usando nel verso opposto a quello che vorresti. Non intrappolarti in una tua visione del mondo...osserva solo ciò che ti circonda e decidi cosa farne...
Ciao!
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 21 settembre 2012, 0:37

assurdo ha scritto:Ciao a tutti,


Ma ora che il mio problema si è ridotto solo all'aereo e all'autostrada, esistono gruppi, corsi o terapie mirate solo a questi due obiettivi?
Il tuo problema non si è ridotto solo all'aereo o all'autostrada perché il tuo problema sei tu...e non l'aereo o l'autostrada. Non puoi cercare un metodo "esterno" che ti faccia vedere il mondo diversamente solo in due ambiti della vita...se anche lo trovassi sarebbe solo una "finta" per ingannarti....finta che, una volta capita, porterebbe solo "crisi" maggiori di quelle che hai avuto. Parti da te...il resto è niente...
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 21 settembre 2012, 0:46

assurdo ha scritto:
Ok grazie mille per ora. Non preoccuparti, non mi turberanno i diversi approcci dei partecipanti al forum. Poiché sono anni che combatto con questo problema, ormai mi son fatto una bella corazza alle reazioni degli altri. Forse l'unica cosa che ancora non ho sperimentato sono due schiaffi in faccia, e probabilmente anzi è ciò che mi è mancato domenica scorsa per salire in aereo.
Assurdo
Le reazioni degli altri non dovrebbero svilupparti nessuna corazza...se la sviluppi è perché TU dai importanza alle reazioni degli altri...alle aspettative degli altri...al giudizio degli altri...e mentre prosegui nel cammin della tua vita a pensare agli altri....gli altri si fanno giustamente i c***i loro e pensano alla loro vita. La ricerca della giusta reazione degli altri, in questo caso i due schiaffoni, continua a proiettare la tua attenzione su ciò che gli altri fanno/si aspettano/dovrebbero fare...etc. etc...per permetterti di vivere la tua vita. Ti sei accorto che....è tua? O giochi all'immagine che gli altri debbano avere di te? Ma ti costa tanta fatica "realizzare" la tua vita? Perché? Cosa ti manca? Come può essere che gli altri abbiano maggior peso di te nella TUA vita?
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 1:03

la franci ha scritto:Ciao Assurdo!!!!
ho letto con curiosità il tuo post e sinceramente ho anche sorriso immaginando la scena di vederti urlare e scendere giù dall'aereo!!!! Tipo l'inizio di un film di qualche anno fa!!!!!!!!
Io son ouna paurosa... che vola e che non riesce a definirsi ex paurosa anche se ora volare mi piace tantissimo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
In tutto quello che scrivi è evidente la tua consapevolezza del fatto che la paura non sia legata all'aereo, ma a te stesso... Non credere di essere al punto di partenza, anzi, questo è già una corsa avantissimo!!!
Quindi è evidente che è su di te che noi, tuoi nuovi amici, dobbiamo lavorare...
Parlaci meglio di cosa, secondo te, ti ha portato a canalizzare l'attacco di panico all'aereo... hai già parlato di claustrofobia e di difficoltà ad attendere i tempi tecnici del decollo... Recentemente in un corso fantastico per noi paurosi, ci hanno sottolineato come l'arie dentro la cabina sia purificata in continuo... Quindi a Linate, in mezzo a Milano, dovresti respirare a pieni polmoni appena chiudono il portellone perchè finalmente ti hanno tolto dal naso lo smog della città!!!!! Una sorta di claustrofobia al contrario!!!!
Personalmente non ho mai sofferto l'ansia degli ambienti chiusi (potrei dormire in ascensore!!!!!), ma l'incapacità di sopportare i tempi tecnici sì ed è stato un problema anche per me... L'ho risolto semplicemente occupando il tempo e facendo in modo che i miei tempi tecnici siano inferiori a quelli dell'aereo e quando arriviamo al decollo solitamente non ho ancora finito di prepararmi (salgo tra gli ultimi, sistemo tutti i miei giornali e le mie cosine con cura; preparo le mie cuffiette che avevo smontato fuori, sistemo il computer, spengo il tefefono con calma, gonfio il mio cuscino dell'ikea, faccio delle foto ai sedili, a mio marito, al gate, alle persone che lavorano intorno all'aereo e leggo il giornale per vedere quanto costano le cose in vendita... ... ...) Pensa che ho organizzato così tante cose da fare che adesso mi tocca mettermi in fila molto presto e salire prima sull'aereo perchè il rullaggio a linate non è molto lungo e solitamente finisco di gonfiare il cuscino sulla pista!) ...

Sai che nel formun non è possibile parlare di farmaci... per cui non dicutiamo sulla scelta MEDICA di prendere qualche tipo di goccina... ma noi tutti crediamo e lavoriamo sulla capacità che ha la nostra mente di influenzare le paure e di permetterci di fare cose che non pensavamo di fare!

Ciao Franci,
ah non sapevo che non si può parlare dei farmaci. Chiedo scusa, li ho citati abbondantemente nei miei post finora. Comunque sono d'accordo sull'approccio. Io sono un antifarmaco convinto, e mi son sorbito molti voli nel disagio pur di non scendere al compromesso di prenderli. Ne facevo quasi una questione di amor proprio e orgoglio. Negli ultimi anni ho ceduto, ma oltretutto non sempre hanno funzionato, perciò sì... è molto meglio cercare di dominare il tutto con la propria mente. D'accordissimo. Vorrei arrivare a fare proprio questo.
Per me purtroppo fare tutti i riti di preparazione che dici tu è impossibile. Durante i tempi tecnici di preparazione sono nervosissimo, mi innervosirei ancora di più. Non son capace nemmeno di leggere prima del decollo, figurati... ci ho provato, ma non riesco a concentrarmi, capisco poco o niente di quello che leggo e non mi dà nemmeno piacere. A volte ci ho provato ma mi pare di stare a prendermi in giro, perché tanto poi dentro di me c'è l'ansia e ci rimane. Ahimè...
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 1:08

la franci ha scritto:
tartan ha scritto: Ciao Tartan,
scusa, essendo nuovo del forum non capisco molto bene come funziona. Tu sei un semplice utente o lavori/hai lavorato come pilota, steward, assistente di volo...? Solo per capire se ricevo un consiglio da una persona del settore.

Grazie comunque .
Assurdo"
Sono iscritta al forum dal lontano 200... non mi ricordo nemmeno la data, ma credo siano passati un po' di anni...
Ho scoperto settimana scorsa che Mermaid è una donna (scusami Elena!!!!!!!!!!!!!!) e che Tartan è un ex dipendente alitalia (pensavo fosse un fotografo... perdono!!!!!!!!!!!!!!!!!!)... qual è la differenza?
Nessuna, figurati... E' che sentir parlare qualcuno che ci lavora sugli e con gli aerei forse mi può essere utile. Si ha paura anche e soprattutto, credo, di ciò che non si conosce. Fino a qualche anno fa per me l'aereo era un mistero che non riuscivo a capire. Poi mi sono un po' documentato e ho scoperto che il suo funzionamento non si basa su "fantascienza". E soprattutto a poco a poco ho capito anche la "forza" dell'aereo, la sua resistenza. Non è quella bolla d'aria sospesa nel vuoto, fragilissima, come spesso appare a me. Ciò detto, l'ansia al decollo resta là.
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 1:21

senna94 ha scritto:Ciao Assurdo,
anche io faccio fatica a volare..,,anzi da un bel po' di tempo lo evito completamente perdendo soldi e vacanze...non ti dico cosa ho perso finora....!!!! A me fa o forse faceva paura tutto l'aereo in se stesso..ci vedevo una bara al posto di un mezzo di trasporto...(ti parlo in passato perche' il meeting che abbiamo fatto il 15 di Settembre mi e' servito tantissimo".
Sono dell'idea che l'aereo ha la sua percentuale di pericolosita' MA come tutti i mezzi di trasporto...(dalla bicicletta al treno ect..anche andare a piedi!!!).
Se ti fa paura cosi' tanto il decollo, mi vien da pensare che magari c'e' qualcosa di cui non ti vuoi staccare, io vedo il decollo come un distacco dalla Madre Terra, dalle mie certezze e dalla cose che mi sono famigliari e staccarmi da queste mi porta ansia e agitazione, e l'aereo si puo' dire "mi porta via" e essendo chiusa li' dentro non posso tornare alla mia sicurezza e ti fa ancora piu' agitare :shock: . Anche io sono contenta dell'atterraggio perche' sto tornando alla terra, alle mie sicurezze...
Noi proiettiamo le ns insicurezze su un mezzo di trasporto, iniziare a pensare che non e' l'aereo e' buon passo, bisognerebbe riscavare dentro di se' il perche' sono rimasti irrisolti questi due aspetti e magari pensi di aver risolto quasi tutti i tuoi problemi ma che magari invece di finire fuori dalla testa si sono focalizzati su questi due aspetti (guidare in autostrada e aereo..) sono entrambi mezzi di trasporto che ti portano lontano ...
Spero di esserti stata di aiuto magari per ragionare un po' su.. :bounce:

Grazie. Sì il senso del distacco può essere in effetti... In realtà io ho trovato un punto in comune tra l'aereo e la guida in autostrada. Sono entrambe situazioni in cui non posso fermarmi quando voglio. O meglio, in autostrada posso, ma sono "prigioniero" della strada almeno fino all'uscita successiva. In autostrada non posso svoltare o tornare indietro. Posso fermarmi, certo, ma prima o poi devo arrivare almeno alla prima uscita. Sono due manifestazioni di "costrizione" e claustrofobia, ognuna a suo modo. E pensa, per dire, che io non soffro di claustrofobia in nessun'altra situazione: non ho problemi con ascensori, stanze piccole e/o affollate... Io credo sia legato in qualche modo anche al "senso di responsabilità". Se guido in autostrada con altra gente in macchina, mi prendo in carico le loro vite. In volo, mi assumo in qualche modo la responsabilità della tranquillità degli altri passeggeri (cioè, se vado in panico posso mettere in pericolo, o almeno a disagio, gli altri passeggeri). Mi son fatto l'idea che il mio brutto rapporto col volo sia un mix di claustrofobia e difficoltà ad affidarsi/prendere in affido gli altri. Anche se questa teoria si smonta subito riguardo alla guida in autostrada, poiché vado soggetto agli attacchi di panico sia quando guido con altre persone in macchina, sia quando guido da solo.
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 1:38

flyingbrandon ha scritto:
assurdo ha scritto:Ciao a tutti,


Insomma, io ero convinto di aver trovato un mio modo di volare. Doloroso, difficile, faticoso, ma un mio modo. L'altra sera invece è come se mi fossi definitivamente rotto le scatole, come se avessi avuto un moto rabbioso di rifiuto per una cosa che ogni volta, dopo così tanti anni, è sempre uguale. Con le stesse fasi, la stessa ansia precedente e durante il volo. Non ne potevo più, e qualcosa dentro di me ha detto rabbiosamente "No, basta, non voglio più sottopormi a una cosa del genere". Però al tempo stesso non riesco ad accettare una condizione così limitante.
Finalmente qualcosa di te ha detto "basta non ne posso più"...in effetti la tua continua rimozione di un problema non ne è la soluzione. In un post, poco dopo il primo, affermi che hai una serena accettazione del problema....beh direi che non  così. Una serena accettazione di porterebbe su due possibili strade...la prima di non volare, la seconda di accettare di cagarti addosso ogni volta che lo fai. Non hai né una né l'altra. Prendere i farmaci prima di partire è poi la peggiore....e finalmente il tuo sistema ha detto "basta".
Affermi poi di non aver paura di morire o di cadere ma semplicemente l'idea di non aver uscita ti spaventa. Tu dove pensi di avere uscita in altre situazioni? Il tuo cervello non ti da scampo in situazioni "normali"...perché dovrebbe in situazioni diverse dalla norma? Sei forte....hai lottato per anni...ma lottare contro se stessi non serve. Prendi quello che di buono hai fatto per te in questi anni...fosse anche solo la tenacia...e butta tutto il resto...compresi quelli che "pensi" siano tuoi modi trovati "per"! Se vivi cercando di lottarti ed ingannarti, la tua qualità della vita ne risente, i tuoi attacchi di panico generalizzati penso siano una prova sufficiente che quello che hai in fatto, soprattutto i modi in cui l'hai fatto ti hanno solo fatto rimandare il tuo "inizio" ma non hanno in nessun modo migliorato o cambiato la tua visione del mondo....soprattutto quella che riguarda te e il modo di relazionarti con il mondo.
Tu da dove vuoi cominciare? Vuoi accettarti e lasciar perdere ciò che ti stressa eccessivamente o vuoi progredire per non vivere più in modo stressato? Che la risposta sia una o l'altra ti avviso che DEVI necessariamente partire dalla consapevolezza di ciò che sei ORA (non prima e non domani) e di ciò che vuoi ORA. Per farlo dovresti avere ben chiaro cosa senti e come lo senti, dovresti aver ben chiaro che tu hai il controllo totale della tua mente...ovviamente vedendo le cose per quel che sono...ad esempio...le tue amate compagne di viaggio non hanno avuto minimamente l'effetto sperato...compagne che , date ad un tuo amico, lo avrebbero portato a dormire per tutto il viaggio e oltre. Tu hai visto in questo la "sfiga" di un mancato effetto ...io vedo la forza della tua mente. Questa forza è a tua disposizione...sempre che tu decida di usarla per il verso giusto...tu la stai usando nel verso opposto a quello che vorresti. Non intrappolarti in una tua visione del mondo...osserva solo ciò che ti circonda e decidi cosa farne...
Ciao!
Ohi... son senza fiato... mi sa che dovrò rileggermi il tuo post più volte e in più giorni, perché è densissimo. Al momento so cosa sono ORA = una persona che è soggetto (o teme) gli attacchi di panico in volo. Cosa voglio, è un po' più difficile. L'ho detto in altri post: la tentazione è cedere all'accettazione (progressivamente serena) della mia condizione e mettermi l'animo in pace. Ma d'altra parte cedere a una limitazione così forte non mi fa felice.
Per usare invece la mia Forza (di skywalkeriana memoria) in senso opposto, vorrei invece sapere come si fa. Molto terra terra, proprio. E non terra-aria :D.
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 1:43

flyingbrandon ha scritto:
assurdo ha scritto:
Ok grazie mille per ora. Non preoccuparti, non mi turberanno i diversi approcci dei partecipanti al forum. Poiché sono anni che combatto con questo problema, ormai mi son fatto una bella corazza alle reazioni degli altri. Forse l'unica cosa che ancora non ho sperimentato sono due schiaffi in faccia, e probabilmente anzi è ciò che mi è mancato domenica scorsa per salire in aereo.
Assurdo
Le reazioni degli altri non dovrebbero svilupparti nessuna corazza...se la sviluppi è perché TU dai importanza alle reazioni degli altri...alle aspettative degli altri...al giudizio degli altri...e mentre prosegui nel cammin della tua vita a pensare agli altri....gli altri si fanno giustamente i c***i loro e pensano alla loro vita. La ricerca della giusta reazione degli altri, in questo caso i due schiaffoni, continua a proiettare la tua attenzione su ciò che gli altri fanno/si aspettano/dovrebbero fare...etc. etc...per permetterti di vivere la tua vita. Ti sei accorto che....è tua? O giochi all'immagine che gli altri debbano avere di te? Ma ti costa tanta fatica "realizzare" la tua vita? Perché? Cosa ti manca? Come può essere che gli altri abbiano maggior peso di te nella TUA vita?
Io inizio ad aver paura :D...
Assurdo

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 1:54

Un'ultima cosa. Avevo risposto anche a Marta e fp2000, due lunghe risposte in cui citavo una compagnia aerea. Ora non ritrovo più questi due post. E' possibile che il sistema censuri automaticamente i post con nomi di compagnie aeree? Non so, è un dubbio che mi è venuto. Erano post molto articolati e mi dispiace molto averli "persi". Raccontavo dell'evoluzione del mio rapporto con l'aereo da quand'ero ragazzo ad adesso. Mo' non c'ho voglia di scriverli di nuovo. Lo farò nei prossimi giorni.

Ciao
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da mermaid » 21 settembre 2012, 7:21

assurdo ha scritto:Un'ultima cosa. Avevo risposto anche a Marta e fp2000, due lunghe risposte in cui citavo una compagnia aerea. Ora non ritrovo più questi due post. E' possibile che il sistema censuri automaticamente i post con nomi di compagnie aeree? Non so, è un dubbio che mi è venuto. Erano post molto articolati e mi dispiace molto averli "persi". Raccontavo dell'evoluzione del mio rapporto con l'aereo da quand'ero ragazzo ad adesso. Mo' non c'ho voglia di scriverli di nuovo. Lo farò nei prossimi giorni.

Ciao
Assurdo
no, il sistema non censura niente in automatico, a parte la parola c***o :mrgreen:
o è finita in ''bozze'' per chè hai cliccato su salva invece che su invia (prova a ravanare nel pannello controllo utente), oppure hai cliccato su anteprima e quindi hai visto il tuo post così come sarebbe stato pubblicato, ma non l'hai pubblicato.... :roll:

ps. per franci: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: davvero pensavi fossi un uomo?????
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da la franci » 21 settembre 2012, 8:37

Caspita Assurdo, è veramente un casino la tua situazione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Hai risposto a tutti i nostri tentativi di darti sicurezza con parole diverse ma con lo stesso significato: "no, per me non nè così, non voglio cambiare". Non è magari che la tua prima paura sia il timore proprio di superarla? Di affrontare i problemi che ti hanno portato ad avere attacchi di panico e magari la paura di superare il volo, ma di incanalare le tue fobie in qualcos altro, qualcosa che non puoi evitare e sei costretto ad affrontare? (sai, finchè gli attacchi di panico ti vengono in aereo puoi sempre nasconderti nelle spiagge italiane e fare chilometri in treno, ma se un giorno ti venissero nel sonno non potresti non affrontare i problema...) era per dire ovviamente, non ti verranno mai in sonno!!!!!!!!!!!!!!!!!

X ELENA... avevo presente le foto del pranzo di Natale, per cui vederti è stato come conoscerti già ma non avevo mai collegato il nick al volto... volevo sottolineare il fatto che ho sempre considerato ogni post una risorsa spesso senza guardare chi lo scriveva!

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 21 settembre 2012, 8:59

assurdo ha scritto: Nessuna, figurati... E' che sentir parlare qualcuno che ci lavora sugli e con gli aerei forse mi può essere utile. Si ha paura anche e soprattutto, credo, di ciò che non si conosce.
Dici?
assurdo ha scritto: Ciò detto, l'ansia al decollo resta là.
Assurdo
Ah ecco...perché teorizzi qualcosa che poi, dici, non esserti utile?
Assurdo no?
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 21 settembre 2012, 9:06

assurdo ha scritto: Grazie. Sì il senso del distacco può essere in effetti... In realtà io ho trovato un punto in comune tra l'aereo e la guida in autostrada. Sono entrambe situazioni in cui non posso fermarmi quando voglio. O meglio, in autostrada posso, ma sono "prigioniero" della strada almeno fino all'uscita successiva. In autostrada non posso svoltare o tornare indietro.
E in una strada di montagna? E in treno? In metro? E al secondo piano di un palazzo di quattro, in mezzo alle scale, se abiti al quarto e devi andare al piano terra?
assurdo ha scritto: Posso fermarmi, certo, ma prima o poi devo arrivare almeno alla prima uscita. Sono due manifestazioni di "costrizione" e claustrofobia, ognuna a suo modo. E pensa, per dire, che io non soffro di claustrofobia in nessun'altra situazione: non ho problemi con ascensori, stanze piccole e/o affollate... Io credo sia legato in qualche modo anche al "senso di responsabilità". Se guido in autostrada con altra gente in macchina, mi prendo in carico le loro vite. In volo, mi assumo in qualche modo la responsabilità della tranquillità degli altri passeggeri (cioè, se vado in panico posso mettere in pericolo, o almeno a disagio, gli altri passeggeri). Mi son fatto l'idea che il mio brutto rapporto col volo sia un mix di claustrofobia e difficoltà ad affidarsi/prendere in affido gli altri. Anche se questa teoria si smonta subito riguardo alla guida in autostrada, poiché vado soggetto agli attacchi di panico sia quando guido con altre persone in macchina, sia quando guido da solo.
Assurdo
Anche qua...una teoria che poi nella pratica non è valida. La tua non è proprio claustrofobia perché NON è claustrofobia...tutto ciò che dici si smonta subito perché ciò che dici non è ciò che vivi...non è ciò che è. Sono solo delle "scuse" più o meno logiche che ti permettono di permanere nel tuo stato di totale " non evoluzione" fornendoti anche l'assoluzione perché....ci stai provando...
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 21 settembre 2012, 9:18

assurdo ha scritto:
Ohi... son senza fiato... mi sa che dovrò rileggermi il tuo post più volte e in più giorni, perché è densissimo. Al momento so cosa sono ORA = una persona che è soggetto (o teme) gli attacchi di panico in volo. Cosa voglio, è un po' più difficile. L'ho detto in altri post: la tentazione è cedere all'accettazione (progressivamente serena) della mia condizione e mettermi l'animo in pace. Ma d'altra parte cedere a una limitazione così forte non mi fa felice.
Per usare invece la mia Forza (di skywalkeriana memoria) in senso opposto, vorrei invece sapere come si fa. Molto terra terra, proprio. E non terra-aria :D.
Assurdo
ORA...in quel momento....eri una persona che stava scrivendo su un forum. Sei soggetto a tante cose....sei soggetto a respirare....sei soggetto a dormire...sei soggetto a fare tutto ciò che fai. Quella assume un carattere diverso...e sì che mi par di capire tu respiri, dormi, mangi sicuramente più che volare. Ma quella ti distingue...però se è un po' più difficile per te sapere cosa vuoi come può essere possibile che tu possa cambiare il tuo modo di vedere il volo, l'autostrada, il tuo stato di salute? Non sai bene anche tu se sederti sui tuoi pensieri e cedere, non tanto all'accettazione, ma allo "status" di malato (per questi aspetti)...in fondo..pensaci bene....è qualcosa di più grande di te...mette a tacere chiunque...può far comodo no? Certo...hai il risvolto della medaglia...qualcosina perdi...ma almeno su quegli aspetti nessuno può rompere...non si aspettano più niente da te....ahhhhh....
Io direi che sei perfettamente in sintonia con quello che vuoi...però se volessi qualcosa di diverso...potresti anche averlo...certo...dovresti rinunciare allo "status" di impossibilitato e affrontare direttamente certi aspetti della tua vita...
Per finire...usare la tua forza non richiede istruzioni particolari....è terra terra proprio...ma devi semplicemente sapere quello che vuoi...altrimenti...
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da la franci » 21 settembre 2012, 9:22

flyingbrandon ha scritto:
Io direi che sei perfettamente in sintonia con quello che vuoi...però se volessi qualcosa di diverso...potresti anche averlo...certo...dovresti rinunciare allo "status" di impossibilitato e affrontare direttamente certi aspetti della tua vita...
Per finire...usare la tua forza non richiede istruzioni particolari....è terra terra proprio...ma devi semplicemente sapere quello che vuoi...altrimenti...
Quoto quoto!!!!!!!!!!!!! In fondo, questo vale per tutti noi paurosi!!!!!!!!!!!!!

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da atrebil77 » 21 settembre 2012, 9:27

Ciao a tutti sono nuovissima di questo forum molto interessante!
Ho preso la decisione di superare il mio blocco del volo e il 29 e il 30 settembre parteciperò al Corso di Volare organizzato da Lufthansa.
Marta P vorrei sapere qualcosina di più sul corso visto che l'hai già frequentato!
Il mio disagio è cominciato dopo una tac che non sono riuscita a portare a termine.
Da quel maledetto giorno è iniziata la mia via crucis nei luoghi chiusi fino a culminare nel blocco totale nei riguardi del volo....
Ho sempre volato, vivo a Milano dal 2003 ma sono originaria di Bari.
Inizialmente non sentivo nulla, anzi volare mi è sempre piaciuto, stare lì sulle nuvole e vedere dal finestrino l'Italia come una cartina geografica!!
poi pian piano al momento della chiusura delle porte è iniziata uan sensazione di disagio...perchè da quel momento ero chiusa in quel velivolo...non potevo più uscire....e se mi fossi sentita male?
A furia di pensarci ho deciso di prendere delle goccine che mi calmassero, prendevo qualche goccia di Lexotan 30 minuti prima del volo e poi , più o meno , andava tutto bene...
In viaggio di nozze sono stata in Messico!!!
poi piano piano neanche le gocce hanno fatto effetto e mi sono ritrovata a chiedere di scendere dall'aereo perchè stavo soffocando...per fortuna avevano appena chiuso le porte dell'aereo....non vi racconto la figuraccia..e la gente che si è spaventata......le hostess carinissime hanno cercato di calmarmi , ma io niente.....volevo scendere....
appena scesa ho respirato come se fino a quel momento fossi stata in apnea e poi ho pianto per la fesseria che avevo fatto......
poi sono riuscita a riprendere l'aereo un altro paio di volte, ma con l'aiuto dei medicinali..
Ora non salgo su aereo dal 2009, anno in cui ho scoperto di essere incinta ...potete capire cosa significa fare qualsiasi spostamento in auto con una bambina di due anni?????
E mio marito che oramai evita di chiedermi di andare in vacanza in luoghi lontani perchè teme che dica di si per farlo contento e poi non salga sull'aereo????
E' una situazione assurda che a 35 anni non ha ragione di esistere e spinta da questa cosa mi sono iscritta al corso della lufthansa sperando di farcela....per il momento sto evitando di pensarci..ma vorrei tanto avere il sostegno di qualcuno che avesse le mie stesse paure
Grazie e scusa te il post lungo!

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da MartaP » 21 settembre 2012, 10:12

assurdo ha scritto: è molto meglio cercare di dominare il tutto con la propria mente. D'accordissimo. Vorrei arrivare a fare proprio questo.
Per me purtroppo fare tutti i riti di preparazione che dici tu è impossibile. Durante i tempi tecnici di preparazione sono nervosissimo, mi innervosirei ancora di più. Non son capace nemmeno di leggere prima del decollo, figurati... ci ho provato, ma non riesco a concentrarmi, capisco poco o niente di quello che leggo e non mi dà nemmeno piacere. A volte ci ho provato ma mi pare di stare a prendermi in giro, perché tanto poi dentro di me c'è l'ansia e ci rimane. Ahimè...Assurdo
..ti voglio umilmente far notare che prima dici di voler arrivare a dominare la tua mente e poi dici che non sei capace nemmeno di leggere prima del decollo...
Ci hai provato e non riesci a concentrarti? Beh, riprova finchè non riesci :D
Se ti fa piacere, posso spiegarti alcune tecniche che mi hanno insegnato al corso....

Ma il nocciolo della questione è un'altro.
Come ha scritto Brandon, devi essere in sintonia con quello che vuoi, solo tu sai quello che vuoi, sei tu che decidi, e devi agire di conseguenza.

La tua mente ti dice: "da qualche parte c'è una minaccia" ? E' una bufala, in realtà non c'è nessun pericolo.
Devi stare connesso con la realtà. A chi decidi di credere? Alle tue fantasie o alla realtà che ti sta attorno?

Per esempio, quando fai la spesa non è che ti vengono i sudori nel momento in cui stai prendendo un pacco di fusilli :mrgreen: non è che pensi: oddio, adesso lo scaffale cede e mi travolge, oddio il supermercato potrebbe incendiarsi, oddio tra poco verrò coinvolto in una rapina, oddio verrà un terremoto e saremo seppelliti....ecc..ecc...

o si?? :shock:
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"Spock?" "Sì?" "A proposito delle colorite metafore di cui abbiamo parlato, penso che tu non debba più cercare di farne uso." .."m***a, non lo farò più."

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da fp0020 » 21 settembre 2012, 11:07

assurdo ha scritto:Un'ultima cosa. Avevo risposto anche a Marta e fp2000, due lunghe risposte in cui citavo una compagnia aerea. Ora non ritrovo più questi due post. E' possibile che il sistema censuri automaticamente i post con nomi di compagnie aeree? Non so, è un dubbio che mi è venuto. Erano post molto articolati e mi dispiace molto averli "persi". Raccontavo dell'evoluzione del mio rapporto con l'aereo da quand'ero ragazzo ad adesso. Mo' non c'ho voglia di scriverli di nuovo. Lo farò nei prossimi giorni.

Ciao
Assurdo

Assurdo scusa...
hai provato a "sdrammatizzarti" ovvero a prenderti un po in giro da solo nel momento in cui ti senti in difficoltà?
perchè se ci pensi che te la prendi a cuore o meno.. se proprio proprio deve andarti storto qualcosa meglio buttarla in ridere.. io lo faccio spesso nei momenti di difficoltà e mi aiuta a spezzare la tensione..

Atrebil77 secondo me dovresti fare la stessa cosa che dico su.. a parte che ti invidio parecchio in quanto sei stata in Messico :mrgreen:

Brandon controlla i turni di Marzo prossimo che ho un Air One che mi aspetta a Marzo.. Venezia Barcellona.. chissà che non riesca a conoscerti... ( :shock: neanche fossi una bella gnocca!!!! :lol: )
Federico

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