Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da atrebil77 » 21 settembre 2012, 15:03

Guarda mi invidio anche io!!!!! :mrgreen:
Non vedo l'ora di tornare a volare...spero davvero che questo corsa possa darmi l'aiuto che cerco :D
Io dalla mia ce la metterò tutta :shock:
speriamo bene!!!!!!!!!

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 15:16

Per Franci: no ma io ho tutta l'intenzione di cambiare. Altrimenti non sarei neanche arrivato su questo forum. Nei vari post ho cercato di radiografare la mia situazione in tutti i suoi risvolti, per dare un quadro del mio "punto di partenza". Ché poi forse son già oltre il punto di partenza come dicevi tu, perché ho molta consapevolezza. E perché per esempio, in questi giorni, dopo la fuga di domenica scorsa, sento che sto "elaborando" molte cose. E' buffo a dirlo, ma in questi giorni il fatto di esser fuggito mi sta dando una nuova serenità. Come se mi dicessi "Ok, dopo mille volte che ho pensato di farlo, stavolta l'ho fatto davvero". Lo sento come un punto di partenza nuovo. Speriamo.

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da atrebil77 » 21 settembre 2012, 15:16

Marta ma al corso riescono davvero a farti il lavaggio del cervello e farti capire che tutte le paure sono tue fantasie?????? :shock:

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 15:31

Per rispondere a fp2000 (i post che ho perso ieri non li ritrovo tra le bozze... avrò fatto casino col pc ieri sera, boh): fin da ragazzo non ho mai avuto molta simpatia con l'aereo. Però i miei "esordi" in volo non erano catastrofici come adesso. Il primo volo, a 14 anni, fu un po' ansioso al decollo e poi normale. Pochi anni dopo ho fatto addirittura un transoceanico (l'unico della mia vita), ma son esperienze ormai talmente lontane nel tempo che a malapena me le ricordo. Comunque, se non ricordo particolari disagi, evidentemente furono esperienze normali. Nel transoceanico dormii addirittura sia all'andata che al ritorno, cosa per me adesso impossibile da anni. Poi la prima vera, brutta esperienza l'ho avuta nel 1998, a 22 anni. Un Dublino-Londra con British Airways: volo brevissimo, a quota medio-bassa, con molte turbolenze. Ma non furono le "caratteristiche" di quel volo a spaventarmi. Ricordo molto bene che durante il volo mi arrivò una sorta di "piena consapevolezza" della pericolosità del volo. Presi coscienza tutta insieme dell'altezza, dello stare sospesi in aria senza alcun "ancoraggio" a terra, della velocità dell'aereo, ecc.ecc. Ebbi la sensazione di non averci mai veramente pensato fino a quel momento. Furono 45 minuti di volo che sembrarono un'eternità. Poi, qualche anno dopo come dicevo, per varie ragioni personali, ho avuto un'esplosione di attacchi di panico molto generalizzati, poteva capitarmi ovunque, e ovviamente il rapporto col volo s'è deteriorato. Con la psicoterapia ho contenuto gli attacchi di panico, e come dicevo da anni si son limitati a guida in autostrada e aereo. Da allora ho volato molte volte, un po' per lavoro un po' per vacanza, ma sempre con lo stesso puntuale calvario. Ansia pre-volo, terrore al decollo, riacquisizione graduale di serenità in quota, gioia o almeno tranquillità all'atterraggio. Ecco qua.

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da fp0020 » 21 settembre 2012, 15:34

atrebil77 ha scritto:Guarda mi invidio anche io!!!!! :mrgreen:
Non vedo l'ora di tornare a volare...spero davvero che questo corsa possa darmi l'aiuto che cerco :D
Io dalla mia ce la metterò tutta :shock:
speriamo bene!!!!!!!!!
ti dico all'epoca ci avevo pensato anche io ma sono sempre stato scettico al riguardo in quanto al corso trovi persone che bene o male hanno le tue difficoltà e il fatto che l'unione fa la forza potrebbe essere uno svantaggio poi.. cioè la vedo una situazione molto "ovattata".. cosa che poi non succede quando, in una situazione normale arrivi all’aereoporto di corsa, devi portare i bagagli.. fare la coda e aspettare l’imbarco… e al momento del volo può essere che trovi lo steward meno paziente il vicino rompiscatole.. insomma una situazione totalmente diversa… tutti i momenti morti in cui uno di solito "va in sbattimento" sono convinto che al corso te li riempiono alla grande mentre nella realtà è diverso
ho quindi optato per l'aiuto fai da te.. cercando di provare a fare dei passi per gradi.. e di lavorare da solo sulle mie paturnie capendo che molte sono ca**ate..
Tieni presente che io partivo da una base diversa dalla tua e ognuno è diverso.. :)
Una cosa però mi sento di consigliarti se posso: approfitta della competenza degli addetti ai lavori che trovi qui e tempestali di domande.. :lol:
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 15:37

fp0020 ha scritto:
assurdo ha scritto:Un'ultima cosa. Avevo risposto anche a Marta e fp2000, due lunghe risposte in cui citavo una compagnia aerea. Ora non ritrovo più questi due post. E' possibile che il sistema censuri automaticamente i post con nomi di compagnie aeree? Non so, è un dubbio che mi è venuto. Erano post molto articolati e mi dispiace molto averli "persi". Raccontavo dell'evoluzione del mio rapporto con l'aereo da quand'ero ragazzo ad adesso. Mo' non c'ho voglia di scriverli di nuovo. Lo farò nei prossimi giorni.

Ciao
Assurdo

Assurdo scusa...
hai provato a "sdrammatizzarti" ovvero a prenderti un po in giro da solo nel momento in cui ti senti in difficoltà?
perchè se ci pensi che te la prendi a cuore o meno.. se proprio proprio deve andarti storto qualcosa meglio buttarla in ridere.. io lo faccio spesso nei momenti di difficoltà e mi aiuta a spezzare la tensione..


Brandon controlla i turni di Marzo prossimo che ho un Air One che mi aspetta a Marzo.. Venezia Barcellona.. chissà che non riesca a conoscerti... ( :shock: neanche fossi una bella gnocca!!!! :lol: )
Havoglia se ho provato, sdrammatizzo in continuazione su questa cosa, con partner, amici, parenti... Solo quando sto in aereo non riesco a sdrammatizzarmi, divento serissimo, prendo tutto tremendamente sul serio... Il nervosismo e l'ansia superano ogni voglia di ridere... ufffff...

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 15:49

Infine rispondo a Marta sull'effetto paradosso: lo conosco benissimo!! Una volta, tornando dalla Russia, a metà volo stavo talmente male che presi un po' di gocce. Mi fecero effetto paradosso e invece di tranquillizzarmi mi mandarono in euforia. Non smettevo di parlare, mi muovevo in continuazione, facendomi anche un botto di risate coi due amici che erano in viaggio con me - gli stessi due che ho mollato sull'aereo domenica scorsa, porelli... che esperienze assurde hanno accumulato con me in viaggio. Così facendo, l'effetto paradosso mi fece passare il resto del volo in tranquillità, ridendo e scherzando come uno scemo, e mi dimenticai di tutto. Però non si può certo definire un metodo sano. Non è che posso prendere delle gocce sperando che mi facciano effetto paradosso e mi mandino in sovreccitazione :)... Ogni tanto con i miei amici ne riparliamo ancora e ci rotoliamo di risate a ricordare che esperienza assurda è stata quella volta. Ma, ripeto, non è nemmeno pensabile che sia un metodo.

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da fp0020 » 21 settembre 2012, 15:50

assurdo ha scritto:Per rispondere a fp2000 (i post che ho perso ieri non li ritrovo tra le bozze... avrò fatto casino col pc ieri sera, boh): fin da ragazzo non ho mai avuto molta simpatia con l'aereo. Però i miei "esordi" in volo non erano catastrofici come adesso. Il primo volo, a 14 anni, fu un po' ansioso al decollo e poi normale. Pochi anni dopo ho fatto addirittura un transoceanico (l'unico della mia vita), ma son esperienze ormai talmente lontane nel tempo che a malapena me le ricordo. Comunque, se non ricordo particolari disagi, evidentemente furono esperienze normali. Nel transoceanico dormii addirittura sia all'andata che al ritorno, cosa per me adesso impossibile da anni. Poi la prima vera, brutta esperienza l'ho avuta nel 1998, a 22 anni. Un Dublino-Londra con British Airways: volo brevissimo, a quota medio-bassa, con molte turbolenze. Ma non furono le "caratteristiche" di quel volo a spaventarmi. Ricordo molto bene che durante il volo mi arrivò una sorta di "piena consapevolezza" della pericolosità del volo. Presi coscienza tutta insieme dell'altezza, dello stare sospesi in aria senza alcun "ancoraggio" a terra, della velocità dell'aereo, ecc.ecc. Ebbi la sensazione di non averci mai veramente pensato fino a quel momento. Furono 45 minuti di volo che sembrarono un'eternità. Poi, qualche anno dopo come dicevo, per varie ragioni personali, ho avuto un'esplosione di attacchi di panico molto generalizzati, poteva capitarmi ovunque, e ovviamente il rapporto col volo s'è deteriorato. Con la psicoterapia ho contenuto gli attacchi di panico, e come dicevo da anni si son limitati a guida in autostrada e aereo. Da allora ho volato molte volte, un po' per lavoro un po' per vacanza, ma sempre con lo stesso puntuale calvario. Ansia pre-volo, terrore al decollo, riacquisizione graduale di serenità in quota, gioia o almeno tranquillità all'atterraggio. Ecco qua.
a parte che come avrai notato anche tu anche quella volta sei atterrato .. cosa non da poco.. :lol:
è strano però che un volo con turbolenza oltretutto con "caratteristiche" non troppo particolari ti abbia dato consapevolezza che nella vita "le cose possono succedere" anche se ha te poi non è successo nulla..
tipo.. io quando è nata la mia prima figlia (quella che ho in braccio nella foto) ho iniziato a farmi molte più menate (a torto o ragione) su quello che può succedere ovunque.. cose a cui prima non pensavo da quel momento pam!!?!! tutte in testa..
non è che in quel periodo è successo dell'altro che ti ha condizionato nelle altre situazioni vedi l'aereo?
ti dico anche io tenderei ad avere un approcio "paranoico" riguardo alle cose negative che possono succedere ma sto imparando ad essere più fatalista.. anche perchè cosa ti cambia?
e del prenderti un po in giro quando sei in crisi? (vedi qualche post su) ci hai provato?
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 16:16

fp0020 ha scritto:
assurdo ha scritto:Per rispondere a fp2000 (i post che ho perso ieri non li ritrovo tra le bozze... avrò fatto casino col pc ieri sera, boh): fin da ragazzo non ho mai avuto molta simpatia con l'aereo. Però i miei "esordi" in volo non erano catastrofici come adesso. Il primo volo, a 14 anni, fu un po' ansioso al decollo e poi normale. Pochi anni dopo ho fatto addirittura un transoceanico (l'unico della mia vita), ma son esperienze ormai talmente lontane nel tempo che a malapena me le ricordo. Comunque, se non ricordo particolari disagi, evidentemente furono esperienze normali. Nel transoceanico dormii addirittura sia all'andata che al ritorno, cosa per me adesso impossibile da anni. Poi la prima vera, brutta esperienza l'ho avuta nel 1998, a 22 anni. Un Dublino-Londra con British Airways: volo brevissimo, a quota medio-bassa, con molte turbolenze. Ma non furono le "caratteristiche" di quel volo a spaventarmi. Ricordo molto bene che durante il volo mi arrivò una sorta di "piena consapevolezza" della pericolosità del volo. Presi coscienza tutta insieme dell'altezza, dello stare sospesi in aria senza alcun "ancoraggio" a terra, della velocità dell'aereo, ecc.ecc. Ebbi la sensazione di non averci mai veramente pensato fino a quel momento. Furono 45 minuti di volo che sembrarono un'eternità. Poi, qualche anno dopo come dicevo, per varie ragioni personali, ho avuto un'esplosione di attacchi di panico molto generalizzati, poteva capitarmi ovunque, e ovviamente il rapporto col volo s'è deteriorato. Con la psicoterapia ho contenuto gli attacchi di panico, e come dicevo da anni si son limitati a guida in autostrada e aereo. Da allora ho volato molte volte, un po' per lavoro un po' per vacanza, ma sempre con lo stesso puntuale calvario. Ansia pre-volo, terrore al decollo, riacquisizione graduale di serenità in quota, gioia o almeno tranquillità all'atterraggio. Ecco qua.
a parte che come avrai notato anche tu anche quella volta sei atterrato .. cosa non da poco.. :lol:
è strano però che un volo con turbolenza oltretutto con "caratteristiche" non troppo particolari ti abbia dato consapevolezza che nella vita "le cose possono succedere" anche se ha te poi non è successo nulla..
tipo.. io quando è nata la mia prima figlia (quella che ho in braccio nella foto) ho iniziato a farmi molte più menate (a torto o ragione) su quello che può succedere ovunque.. cose a cui prima non pensavo da quel momento pam!!?!! tutte in testa..
non è che in quel periodo è successo dell'altro che ti ha condizionato nelle altre situazioni vedi l'aereo?
ti dico anche io tenderei ad avere un approcio "paranoico" riguardo alle cose negative che possono succedere ma sto imparando ad essere più fatalista.. anche perchè cosa ti cambia?
e del prenderti un po in giro quando sei in crisi? (vedi qualche post su) ci hai provato?

Quello era un periodo molto difficile per me, in effetti. E' stato un po' l'inizio di tutti i casini che son esplosi qualche anno dopo (con annessi attacchi di panico ovunque). Per la prima volta non avevo voglia di tornare a casa, non mi aspettava una bella situazione a casa e non ne avevo voglia. E, pensa tu l'assurdità, da molti anni adesso è molto più facile che stia male al volo di ritorno che a quello d'andata. Anche stavolta che son fuggito dal gate, posso dirti che ho volato relativamente tranquillo venerdì mattina, e due giorni dopo al ritorno son scappato davanti all'entrata dell'aereo. Però mi è sempre sembrato poco credibile legare a quel brutto periodo personale una "sindrome" così duratura. Ho sempre pensato che fosse più un caso il fatto che quella fatidica volta non avevo voglia di tornare a casa, e che adesso ho problemi soprattutto coi voli di ritorno. Per la sdrammatizzazione, ho risposto qualche post fa.
Prendere coscienza che "le cose possono succedere" secondo me ha anche un suo lato positivo. Non so nemmeno dirti se ero più stupido da ragazzo, quando volavo senza neanche domandarmi cosa significasse, o se lo sono da quel volo Dublino-Londra in cui tutti i pericoli del mondo mi si manifestarono in una volta sola. Prendere coscienza significa anche maturare, credo. Però magari sarebbe sano trovare una via di mezzo tra l'incoscienza e la "serietà" che permetta di vivere, senza vietarsi di volare o mettere paletti.
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da MartaP » 21 settembre 2012, 16:57

atrebil77 ha scritto:Marta ma al corso riescono davvero a farti il lavaggio del cervello e farti capire che tutte le paure sono tue fantasie?????? :shock:
Ciao e benvenuta!! :D :D
Con molto piacere ti illustrerò sommariamente come si è svolto il corso a cui ho partecipato!
A Verona il corso si è svolto nella sede di Air Dolomiti. Eravamo in 12 persone: siamo stati seguiti dalla dott.ssa Laura del Fabro-Guntsch, per quanto riguarda la psicoterapia, e dal Comandante Mauro Carai, di Air Dolomiti, per la parte tecnica-areonautica.
Al mattino del sabato ci siamo ritrovati tutti insieme e ci siamo presentati. C'erano persone che, come me, avevano all'attivo vari voli, ( io al momento del corso avevo volato 16 volte) mentre altre persone non avevano mai volato.
La dott.ssa Del Fabro ci ha illustrato, attraverso delle slide e dei cartelloni, cos'è la paura e quali sono le strategie per il superamento della paura sia a livello emotivo/mentale, sia a livello fisico ( vertigini, affanno, tremori, sudorazioni..). Tutte le strategie sono state provate più volte, durante la giornata, e tutti insieme.
Poi nel pomeriggio il Com. Carai ci ha fatto vedere delle slide sugli aerei: cos' è un aereo, come è composto, i sistemi per la navigazione, il radar, il sistema della ridondanza degli strumenti, ecc ecc...Noi, nel mentre,gli abbiamo fatto le domande più assurde, tipo: e se due aerei si scontrano in volo??...e se l'aereo precipita come un ferro da stiro??? ..e se l'aereo fa il giro della morte?? E se un'ala si stacca??..ecc ecc ... E lui, pazientemente e molto cortesemente, ha risposto a tutti! :D
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Nel pomeriggio siamo andati nell'hangar di Air Dolomiti per vedere un'aereo da vicino, nel nostro caso un ATR 72, un gioiellino!! Siamo andati a bordo e abbiamo fatto, ancora una volta, i nostri bravi esercizi di rilassamento!
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Il giorno dopo, la domenica, ci siamo ritrovati alla mattina per ripassare le tecniche per il superamento della paura, poi pranzo in areoporto e poi finalmente il volo! Per noi è stato Verona-Francoforte e ritorno, con l'Embraer 195, bellissimo!
Andata....
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..e ritorno!!
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Mi spiace solo di non avere alcuna foto di Francoforte, c'erano cosi tanti aerei, c'era anche un "ciccione" della Lufthansa, un 747 credo, che stava imbarcando, chissà dove andava... :roll:
Una volta scesi siamo tornati nella nostra stanzetta, nella sede di Air Dolomiti, per discutere del volo, delle nostre impressioni e per verificare il raggiungimento dei nostri obiettivi: il mio era di sedermi vicino al finestrino e godermi il decollo, cosa mai fatta prima, e di rilassarmi durante il viaggio! Tutti hanno raggiunto i loro obiettivi, tranne tre persone che si sono comunque rifiutate di volare (ma siccome avevano pagato la quota, potranno decidere di effettuare volare in un secondo tempo, quando se la sentiranno).
Per quanto mi riguarda, sono stati soldi ben spesi, se lo avessi saputo lo avrei fatto prima!
Ma ,come ho scritto sopra, tre persone alla fine hanno rinunciato, evidentemente non erano pronte.
La tua motivazione è fondamentale!!
Se hai qualche dubbio/domanda sono a tua disposizione!
Ciao!
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"Spock?" "Sì?" "A proposito delle colorite metafore di cui abbiamo parlato, penso che tu non debba più cercare di farne uso." .."m***a, non lo farò più."

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da fp0020 » 21 settembre 2012, 17:22

assurdo ha scritto:
Quello era un periodo molto difficile per me, in effetti. E' stato un po' l'inizio di tutti i casini che son esplosi qualche anno dopo (con annessi attacchi di panico ovunque). Per la prima volta non avevo voglia di tornare a casa, non mi aspettava una bella situazione a casa e non ne avevo voglia. E, pensa tu l'assurdità, da molti anni adesso è molto più facile che stia male al volo di ritorno che a quello d'andata. Anche stavolta che son fuggito dal gate, posso dirti che ho volato relativamente tranquillo venerdì mattina, e due giorni dopo al ritorno son scappato davanti all'entrata dell'aereo. Però mi è sempre sembrato poco credibile legare a quel brutto periodo personale una "sindrome" così duratura. Ho sempre pensato che fosse più un caso il fatto che quella fatidica volta non avevo voglia di tornare a casa, e che adesso ho problemi soprattutto coi voli di ritorno. Per la sdrammatizzazione, ho risposto qualche post fa.
Prendere coscienza che "le cose possono succedere" secondo me ha anche un suo lato positivo. Non so nemmeno dirti se ero più stupido da ragazzo, quando volavo senza neanche domandarmi cosa significasse, o se lo sono da quel volo Dublino-Londra in cui tutti i pericoli del mondo mi si manifestarono in una volta sola. Prendere coscienza significa anche maturare, credo. Però magari sarebbe sano trovare una via di mezzo tra l'incoscienza e la "serietà" che permetta di vivere, senza vietarsi di volare o mettere paletti.
Assurdo

Hai sentito un paio di settimane fa l’episodio di quel ragazzino di 12 anni a cui è caduto un vaso in testa finchè camminava a Roma con la madre ed è morto? Le cose se ci pensi accadono e in questo caso purtroppo è stata una fatalità sfortunata.. perché detto tra noi una morte più di m###a non credo ci possa essere… io ti dirò non è che quando cammino ho in terrore che qualcosa possa cadermi in testa e tu? però può succedere.. come quando guido non penso di essere coinvolto in incidenti ogni momento.. però anche oggi http://www.gazzettino.it/articolo.php?i ... ez=NORDEST
Questo per dire che se ci pensi ogni volta che ti muovi “corri dei rischi” ma forse in aereo le procedure i controlli ecc.. fanno si che i rischi siano molto inferiori..
Pensa all’incontro paura di volare di sabato scorso in pilota Stefano Ayrton diceva che nel 2011 hanno verificato che gli incidenti in auto in un week end (preso a campione) in italia hanno causato morti per lo stesso numero di quelli accaduti per incidenti aerei in tutto il mondo in tutto il 2011.
Prendere coscienza è certamente positivo… non mettere il carro davanti ai buoi però.. perché pensare alle sfighe che possono succedere e non alle cose positive che puoi incontrare in viaggio??? La via di mezzo che cerchi secondo me si chiama “essere fatalisti” e la fatalità quando arriva arriva… che tu sia seduto nel water di casa o in quello dell' aereo :mrgreen:
Ti dirò.. leggendo le molte storie simili alla tua.. probabilmente quel periodo difficoltoso della tua vita in cui non volevi tornare a casa ti ha condizionato e lo fa ancora adesso.. ma questa analisi la lascio ai più esperti..
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da albert » 21 settembre 2012, 17:46

Tu usi spesso la parola assurdo, ne sei così ammaliato da averla scelta come nick.
Ti vedi come aggettivo oppure sostantivo?

ciao!
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da assurdo » 21 settembre 2012, 18:29

albert ha scritto:Tu usi spesso la parola assurdo, ne sei così ammaliato da averla scelta come nick.
Ti vedi come aggettivo oppure sostantivo?

ciao!
: )... L'ho scelto come nick perché quello che ho fatto domenica scorsa è oggettivamente assurdo. Era l'unica definizione che mi veniva per raccontare in una parola a quali ca****te si può arrivare quando si è terrorizzati. 13 ore di treno a fronte di un'ora e mezza di aereo...

In questi giorni mi vedo come un sostantivo. L'Assurdo in assoluto.

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da mermaid » 21 settembre 2012, 18:36

assurdo ha scritto:
albert ha scritto:Tu usi spesso la parola assurdo, ne sei così ammaliato da averla scelta come nick.
Ti vedi come aggettivo oppure sostantivo?

ciao!
: )... L'ho scelto come nick perché quello che ho fatto domenica scorsa è oggettivamente assurdo. Era l'unica definizione che mi veniva per raccontare in una parola a quali ca****te si può arrivare quando si è terrorizzati. 13 ore di treno a fronte di un'ora e mezza di aereo...

In questi giorni mi vedo come un sostantivo. L'Assurdo in assoluto.
e invece, come ti ha già detto brandon, tu hai fatto la cosa più giusta in assoluto: hai dato ascolto a te stesso.... fanculo quello che avrebbero pensato gli amici, fanculo quello che avrebbe pensato l'equipaggio, fanculo le 13 ore di treno! :D
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 22 settembre 2012, 2:19

assurdo ha scritto:
Quello era un periodo molto difficile per me, in effetti. E' stato un po' l'inizio di tutti i casini che son esplosi qualche anno dopo (con annessi attacchi di panico ovunque). Per la prima volta non avevo voglia di tornare a casa, non mi aspettava una bella situazione a casa e non ne avevo voglia. E, pensa tu l'assurdità, da molti anni adesso è molto più facile che stia male al volo di ritorno che a quello d'andata. Anche stavolta che son fuggito dal gate, posso dirti che ho volato relativamente tranquillo venerdì mattina, e due giorni dopo al ritorno son scappato davanti all'entrata dell'aereo. Però mi è sempre sembrato poco credibile legare a quel brutto periodo personale una "sindrome" così duratura. Ho sempre pensato che fosse più un caso il fatto che quella fatidica volta non avevo voglia di tornare a casa, e che adesso ho problemi soprattutto coi voli di ritorno.
Poco credibile ma molto probabile. La lunghezza della "sindrome" dipende da quanto ci metti a metterti d'accordo. Non hai risposto agli altri miei post ma il "caso" soprattutto in questi contesti non esiste. Le emozioni e le relative manifestazioni sono tanto più forti quanto più non accetti il loro significato. Lo status di malato mette a tacere te e mette a tacere gli altri. È molto più facile, con determinati legami e con se stessi, bloccare la comunicazione con un "sto male" che non dire "mi avete rotto le palle". Il dirlo, nella tua mente attenta al giudizio altrui, porta i sensi di colpa, il non poterlo fare no. Quello che ti sfugge è che la vita "infelice" la fai tu.
assurdo ha scritto:
Prendere coscienza che "le cose possono succedere" secondo me ha anche un suo lato positivo. Non so nemmeno dirti se ero più stupido da ragazzo, quando volavo senza neanche domandarmi cosa significasse, o se lo sono da quel volo Dublino-Londra in cui tutti i pericoli del mondo mi si manifestarono in una volta sola. Prendere coscienza significa anche maturare, credo. Però magari sarebbe sano trovare una via di mezzo tra l'incoscienza e la "serietà" che permetta di vivere, senza vietarsi di volare o mettere paletti.
Assurdo
Prendere coscienza della vita significa maturare...vivere nelle proprie idee aldifuori della realtà no. A vivere sono capaci tutti...a fare esperienza no. Tu non hai preso consapevolezza dei rischi legati al volo, tu hai solo creato una idea, falsa, che ti permettesse di giustificare i tuoi disagi. "le cose possono succedere" è una grande idea che ti permette di ampliare l'elasticità della tua mente e accogliere i segnali "diversi" dalle nostre idee...ma nel tuo caso è solo una scusa per non fare....perché chissà cosa può succedere. Non sono i "mezzi" che ti mancano...sono i modi in cui utilizzi le tue idee che ti rovinano la vita. Non eri stupido prima e non lo sei ora...prima vivevi ora stai morendo fra i tuoi pensieri per evitare di essere il protagonista della tua esistenza. Entrambe i percorsi ti portano comunque a morire, perché fa parte della vita, ma nel primo modo fai esperienza, nel secondo ti privi di quella esperienza che ti permette di prendere coscienza e assaporare la vita.
Ciao!
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 22 settembre 2012, 2:24

fp0020 ha scritto: Brandon controlla i turni di Marzo prossimo che ho un Air One che mi aspetta a Marzo.. Venezia Barcellona.. chissà che non riesca a conoscerti... ( :shock: neanche fossi una bella gnocca!!!! :lol: )
I miei turni di Marzo usciranno a fine febbraio...ma dubito di essere su un volo da Venezia, in programmazione intendo. Di riserva può capitare ma la mia base è attualmente Milano. Da ottobre opero da Milano e da Catania...se poi aprono a Gennaio la base...allora si vedrà da dove partirò... :D
Ciao!

P.S: se chiedi a "la franci" non mi stupirei se fossi una bella gnocca che lavora in panetteria... :mrgreen:
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da fp0020 » 22 settembre 2012, 8:09

flyingbrandon ha scritto:
fp0020 ha scritto: Brandon controlla i turni di Marzo prossimo che ho un Air One che mi aspetta a Marzo.. Venezia Barcellona.. chissà che non riesca a conoscerti... ( :shock: neanche fossi una bella gnocca!!!! :lol: )
I miei turni di Marzo usciranno a fine febbraio...ma dubito di essere su un volo da Venezia, in programmazione intendo. Di riserva può capitare ma la mia base è attualmente Milano. Da ottobre opero da Milano e da Catania...se poi aprono a Gennaio la base...allora si vedrà da dove partirò... :D
Ciao!

P.S: se chiedi a "la franci" non mi stupirei se fossi una bella gnocca che lavora in panetteria... :mrgreen:
:mrgreen: questa era davvero bella!!!
per i turni ok.. ci sarà occasione.. :lol:
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 22 settembre 2012, 12:13

atrebil77 ha scritto:Ciao a tutti sono nuovissima di questo forum molto interessante!
Ho preso la decisione di superare il mio blocco del volo e il 29 e il 30 settembre parteciperò al Corso di Volare organizzato da Lufthansa.
Marta P vorrei sapere qualcosina di più sul corso visto che l'hai già frequentato!
Il mio disagio è cominciato dopo una tac che non sono riuscita a portare a termine.
Da quel maledetto giorno è iniziata la mia via crucis nei luoghi chiusi fino a culminare nel blocco totale nei riguardi del volo....
Ho sempre volato, vivo a Milano dal 2003 ma sono originaria di Bari.
Inizialmente non sentivo nulla, anzi volare mi è sempre piaciuto, stare lì sulle nuvole e vedere dal finestrino l'Italia come una cartina geografica!!
poi pian piano al momento della chiusura delle porte è iniziata uan sensazione di disagio...perchè da quel momento ero chiusa in quel velivolo...non potevo più uscire....e se mi fossi sentita male?
A furia di pensarci ho deciso di prendere delle goccine che mi calmassero, prendevo qualche goccia di Lexotan 30 minuti prima del volo e poi , più o meno , andava tutto bene...
In viaggio di nozze sono stata in Messico!!!
poi piano piano neanche le gocce hanno fatto effetto e mi sono ritrovata a chiedere di scendere dall'aereo perchè stavo soffocando...per fortuna avevano appena chiuso le porte dell'aereo....non vi racconto la figuraccia..e la gente che si è spaventata......le hostess carinissime hanno cercato di calmarmi , ma io niente.....volevo scendere....
appena scesa ho respirato come se fino a quel momento fossi stata in apnea e poi ho pianto per la fesseria che avevo fatto......
poi sono riuscita a riprendere l'aereo un altro paio di volte, ma con l'aiuto dei medicinali..
Ora non salgo su aereo dal 2009, anno in cui ho scoperto di essere incinta ...potete capire cosa significa fare qualsiasi spostamento in auto con una bambina di due anni?????
E mio marito che oramai evita di chiedermi di andare in vacanza in luoghi lontani perchè teme che dica di si per farlo contento e poi non salga sull'aereo????
E' una situazione assurda che a 35 anni non ha ragione di esistere e spinta da questa cosa mi sono iscritta al corso della lufthansa sperando di farcela....per il momento sto evitando di pensarci..ma vorrei tanto avere il sostegno di qualcuno che avesse le mie stesse paure
Grazie e scusa te il post lungo!
Mica sono tirchi qua su md80...perché non apri un post tuo?
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 22 settembre 2012, 12:23

atrebil77 ha scritto:
.ma vorrei tanto avere il sostegno di qualcuno che avesse le mie stesse paure
Grazie e scusa te il post lungo!
Non ti serve alcun sostegno...soprattutto non ti serve quello di chi ha le tue stesse paure. Al contrario possiamo provare a distruggere piuttosto che a sostenere, il tuo modo di pensare e di vivere la realtà...perché evidentemente non è quello che ti permette di essere serena...
Ciao!
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da la franci » 22 settembre 2012, 21:52

flyingbrandon ha scritto:
fp0020 ha scritto: Brandon controlla i turni di Marzo prossimo che ho un Air One che mi aspetta a Marzo.. Venezia Barcellona.. chissà che non riesca a conoscerti... ( :shock: neanche fossi una bella gnocca!!!! :lol: )
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Bello, fai anche servizio a domicilio?????????????????????? :D


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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da atrebil77 » 22 settembre 2012, 22:55

flyingbrandon ha scritto:
atrebil77 ha scritto:

Non ti serve alcun sostegno...soprattutto non ti serve quello di chi ha le tue stesse paure. Al contrario possiamo provare a distruggere piuttosto che a sostenere, il tuo modo di pensare e di vivere la realtà...perché evidentemente non è quello che ti permette di essere serena...
Ciao!
Credo che un po' di sostegno mi serva, hai ragione sicuramente nel dire non di chi possa aumentare le mie paure.
Ora il fatidico giorno si avvicina e sto cercando di stare serena e rilassata, cerco di rivivere le fasi del decollo ( che sono quelle che più mi mettono a disagio) per arrivare alla fase di crociera e visualizzare la meta.

Mi è rimasta impressa nella mente una frase che ho letto in questo forum e che risponde al pensiero " sono bloccata qui, non posso più uscire !!!!". Pensiero che mi manda in tilt il cervello appena chiudono le porte....la frase è " ma dove devi andare????"
Quanto è vera....e continuo a ripetermela da quando l'ho letta...e mi dà una tranquillità..
speriamo funzioni anche quando sarò seduta sull'aereo!!!

PS Grazie mille Marta per le info!!!

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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da flyingbrandon » 23 settembre 2012, 1:09

atrebil77 ha scritto:
Credo che un po' di sostegno mi serva,
E perché lo credi? Perché ritieni insufficiente il tuo di sostegno? E perché ritieni di dovere sostenere qualcosa?
atrebil77 ha scritto: Mi è rimasta impressa nella mente una frase che ho letto in questo forum e che risponde al pensiero " sono bloccata qui, non posso più uscire !!!!". Pensiero che mi manda in tilt il cervello appena chiudono le porte....la frase è " ma dove devi andare????"
Quanto è vera....e continuo a ripetermela da quando l'ho letta...e mi dà una tranquillità..
speriamo funzioni anche quando sarò seduta sull'aereo!!!

PS Grazie mille Marta per le info!!!
Non sperare...è così. Se sei tranquilla ora...lo sei anche dopo....a meno che tu non metta in mezzo i tuoi pensieri "negativi". Ma perché lo devi fare quando la realtà non ti fa pensare a qualcosa di negativo?
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Re: Non siamo soli... Anch'io sono un caso perso

Messaggio da atrebil77 » 23 settembre 2012, 8:17

Perchè non è semplice controllare la reazione irrazionale che la mente produce quando si trova davanti ad una situazione che recepisce come perericolo.
se fosse tutto automatico nessuno avrebbe paura, perchè razionalmente l'aria c'è nell'aereo, il personale è competente, il mezzo è sicuro etc etc....

Però ti posso assicurare che se non fossi seriamente intenzionata a cambiare la mia situazione non sarei qui a rendere pubblico il mio disagio e a spendere dei soldi per un corso, affinchè qualcuno mi aiuti a trovare la strada giusta per raggiungere il mio obiettivo: ritornare a volare!!!!

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Messaggio da flyingbrandon » 23 settembre 2012, 9:35

atrebil77 ha scritto: se fosse tutto automatico nessuno avrebbe paura
Quello che permette di non avere paura è proprio fare in modo che NIENTE sia automatico. La strada che ti porta a non avere paura di qualcosa di cui non c'è da avere realmente paura è proprio essere consapevoli, che non significa essere razionali. A volte , invece, le persone cercano di rendere automatico e convincersi di qualcosa e cercano solo di credere qualcosa di diverso per non avere paura ma questo crea un conflitto che....a volte va nella direzione che "speriamo" mentre alte volte no. Se sei convinta che in te ci sia il razionale, controllato e l'irrazionale, incontrollabile ...che sia necessario un lavaggio del cervello per togliere ciò che di sbagliato c'è nell'irrazionale sposti solo il problema da un punto all'altro ma non ne trovi veramente la soluzione.
Dicevi che quella frase ti rende tranquilla....quella frase racchiude la realtà...in effetti stai andando dove vuoi andare...perché pensare che la realtà di quel momento possa non bastarti? Sei tu che semini ciò che in automatico ti farà spaventare....
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Messaggio da flyingbrandon » 23 settembre 2012, 9:50

atrebil77 ha scritto:Perchè non è semplice controllare la reazione irrazionale che la mente produce quando si trova davanti ad una situazione che recepisce come perericolo.
La mente sei TU...che non sei solo la mente...la percezione del pericolo, soprattutto quando non c'è pericolo, è dovuta a te. Non c'è niente aldifuori di te. Il fine non è il controllo...il fine è la comprensione...non della causa bensì di ciò che stai vivendo e soprattutto come lo stai vivendo. Questo ti permette di essere consapevole di ciò che interponi tra la realtà e la tua persona. Puoi anche sentirti soffocare ma non stai soffocando...ciò che vivi non è reale...ti basta il solo controllo del respiro perché tu non vada in affanno. Psiche e corpo sono tutt'uno...se è vero che la psiche, in quel momento è fuori dal tuo controllo, il corpo è ancora in tuo controllo se non lasci che tutto sia in automatico....se controlli il respiro, in quel momento, controlli la psiche. Non è una lotta tra pensieri...è l'accettazione del segnale che hai in quel momento e la risposta "consapevole" che vuoi dare....
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