Lunedì dovrei volare ma....

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Blues77 » 29 luglio 2015, 17:51

flyingbrandon ha scritto:
Blues77 ha scritto: Molto parte delle premesse usate per determinate lo sviluppo di un concetto. Se quelle premesse si originano dall'idea che quelle società fossero il male assoluto, ovvio che le conclusioni non possono che portarci, in un confronto con noi, inteso come società occidentali, in cui ne usciamo comunque vincenti.
La dittatura in Romania? Chiedi a qualsiasi rumeno...chiedi anche della securitate, la sua polizia privata...non stiamo parlando di sfumature di pensiero...un qualcosa di tipo "Cuba e Fidel Castro", dove a te arrivano un certo numero di notizie...stiamo parlando di massacri...di quella "simpatica" squilibrata donnetta al suo fianco...
Ciao!
Lungi da me difendere l'indifendibile, però la lezioncina sull'impero del male anche no, magari. A parte, tra l'altro, che le opinioni su certe situazioni sono più eterogenee di quanto si pensi. O si vorrebbe far pensare. In ogni caso , quello è un capitolo chiuso, morto e sepolto sotto le macerie della storia. L'intento era sottolineare come il mondo globalizzato ha determinato comportamenti sempre più appiattiti su un modello unico. Tornando on topic, la paura di volare è un fenomeno trasversale. Volerne trovare la genesi in determinate caratteristiche di società, mi sembra velleitario. Oltre che indimostrabile. Ciao

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da flyingbrandon » 29 luglio 2015, 18:02

Blues77 ha scritto: Lungi da me difendere l'indifendibile, però la lezioncina sull'impero del male anche no, magari. A parte, tra l'altro, che le opinioni su certe situazioni sono più eterogenee di quanto si pensi. O si vorrebbe far pensare. In ogni caso , quello è un capitolo chiuso, morto e sepolto sotto le macerie della storia. L'intento era sottolineare come il mondo globalizzato ha determinato comportamenti sempre più appiattiti su un modello unico. Tornando on topic, la paura di volare è un fenomeno trasversale. Volerne trovare la genesi in determinate caratteristiche di società, mi sembra velleitario. Oltre che indimostrabile. Ciao
Non ti seguo. A parte che se leggi il mio messaggio,ho perfino specificato né culturalmente avanti né indietro...è proprio che vivere nel terrore è diverso che vivere sotto qualsiasi altro tipo di regime. Prevale il terrore. Quindi non ho parlato mai di modello politico o altro...un po' perché non c'azzecca una sega qua sul forum...un po' perché non c'azzecco un c***o io con la politica.
Per il resto...eterogeneo o no...quando mi trovi un rumeno parlare bene di quella famiglia...fammi un fischio perché sai che sono curioso. E non parlo di articoli...ma proprio di persone che ti raccontino un po'.
La genesi, che poi non è la genesi, è dovuto al tipo di legame che può essere favorito in un contesto piuttosto che un altro...ciò non significa che altrove non ci sia, come evidente...ma ti basta poco per vedere, ad esempio, l'influsso del Vaticano più qua che altrove...perfino per chi Cattolico non è. La normalità di una idea, a prescindere dalla correttezza della stessa, la trovi dove quell'idea è presente. No? La società ti presenta, impone, le proprie. Non vedo quindi nulla di strano ad avere delle idee in base a dove vivi...e aver fatto di certe delle "credenze" indissolubili...almeno in prima battuta.
Ciao!
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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Blues77 » 29 luglio 2015, 18:19

flyingbrandon ha scritto:
Blues77 ha scritto: Lungi da me difendere l'indifendibile, però la lezioncina sull'impero del male anche no, magari. A parte, tra l'altro, che le opinioni su certe situazioni sono più eterogenee di quanto si pensi. O si vorrebbe far pensare. In ogni caso , quello è un capitolo chiuso, morto e sepolto sotto le macerie della storia. L'intento era sottolineare come il mondo globalizzato ha determinato comportamenti sempre più appiattiti su un modello unico. Tornando on topic, la paura di volare è un fenomeno trasversale. Volerne trovare la genesi in determinate caratteristiche di società, mi sembra velleitario. Oltre che indimostrabile. Ciao
Non ti seguo. A parte che se leggi il mio messaggio,ho perfino specificato né culturalmente avanti né indietro...è proprio che vivere nel terrore è diverso che vivere sotto qualsiasi altro tipo di regime. Prevale il terrore. Quindi non ho parlato mai di modello politico o altro...un po' perché non c'azzecca una sega qua sul forum...un po' perché non c'azzecco un c***o io con la politica.
Per il resto...eterogeneo o no...quando mi trovi un rumeno parlare bene di quella famiglia...fammi un fischio perché sai che sono curioso. E non parlo di articoli...ma proprio di persone che ti raccontino un po'.
La genesi, che poi non è la genesi, è dovuto al tipo di legame che può essere favorito in un contesto piuttosto che un altro...ciò non significa che altrove non ci sia, come evidente...ma ti basta poco per vedere, ad esempio, l'influsso del Vaticano più qua che altrove...perfino per chi Cattolico non è. La normalità di una idea, a prescindere dalla correttezza della stessa, la trovi dove quell'idea è presente. No? La società ti presenta, impone, le proprie. Non vedo quindi nulla di strano ad avere delle idee in base a dove vivi...e aver fatto di certe delle "credenze" indissolubili...almeno in prima battuta.
Ciao!
Io, il fischio, te lo faccio, ma poi devi venire. Ad esempio, potresti parlare con gente che ora lava i cessi e allora, sotto il Bau Bau, faceva l'ingegnere. O il pilota. E ti assicuro che non sono vecchi ruderi che parlano del tempo che fu, tra un crodino e un Campari col bianco :drunken: . Per le influenze della società e della cultura corrente, rispetto alla determinazione del sentire comune, concordo. Molto di meno, quando queste le si lega ad un malessere psicologico come la paura di volare. Ciao

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Mariag » 29 luglio 2015, 18:26

Parto prima dal discorso di Lampo con cui concordo, vedendo chiaramente le differenze, non culturali ma di mentalità tra Romania e Italia (che possono essere tra qualsiasi 2 paesi e che certamente non sono un male o un bene, così come se uno è alto e uno è basso non conta niente finche non devi prendere una mela dal albero :wink: )

Concordo anche con Brandon, ovviamente si tratta dei concetti che hanno i nostri genitori e i nostri nonni, perché noi, la generazione cresciuta dopo la rivoluzione, un po' ci siamo "illuminati".
Per dire alcune cose:
- in Romania fare un università di 4 anni in 10 è una cosa sconvolgente di cui non ho mai sentito.
- tutte le ragazze di 30 anni come me hanno in moroso da 5 anni o il fidanzato o il marito e hanno quasi tutte bambini
- separarsi, specialmente con un bambino, vuol dire un fallimento, oltre al fatto che probabilmente rimarrai tutta la vita da sola, perché non ti "prende" nessuno con un figlio.
- tradire è ancora una cosa grave; in Italia vedo che lo prendono con molta leggerezza, specialmente gli uomini :roll:
- secondo me ci sono pochissime coppie, con bambini o che vivono da tanto tempo, non sposate; solo 1 degli amici del mio compagno è sposato. Tutti convivono o sono separati con bambini o sono single a 47 anni (cosa scandalosa in Romania)

Secondo me a questo si riferiva Lampo quando parlava di
Lampo 13 ha scritto: cultura che è rimasta, per motivi politici, qualche decina di anni indietro rispetto all'Europa occidentale, nel bene e nel male, nel bene per alcuni legami con cose che da noi si sono perse, come un rapporto più stretto con i ritmi naturali (non a Bucarest ovviamente), nel male con la pratica per cui le donne sono considerate meno importanti degli uomini e fondamentalmente al loro servizio e a quello della famiglia.
Per ritornare a me :mrgreen:
flyingbrandon ha scritto:Sarebbe molto meglio se tu, di punto in bianco, domani o dopodomani decidessi di volare subito. Non cresci con la teoria....cresci vivendo.
E proprio questo che vorrei tanto fare ma ancora non è scattata la molla. So che capendo il perché della mia paura, l'origine, riuscirò a liberarmi. Sono, purtroppo a volte, una persona razionale a cui piace capire le cose; non capendo perché è iniziato questo incubo, mi fa arrivare a conclusioni sbagliate (tipo i presentimenti, i segnali e così via)
flyingbrandon ha scritto:In che senso? I tuoi legami con la famiglia sono indipendenti da quelli che crei dove sei ora. Non è che se stai lì, e conosci gente nuova e simpatica, allora non ti interessa più la tua famiglia. Se leghi i due concetti emerge un altro aspetto...che è quello che tu cerchi di "dipendere" dalle altre persone...e ti basta trovare un appiglio maggiore per staccarti dal resto ma...anche questo non è corretto. E, per corretto, non intendo nei confronti degli altri ma nei tuoi. Non puoi avere fiducia in te stessa se pensi di non poter stare in piedi da sola...
Si, hai perfettamente ragione. Probabilmente non mi sono spiegata bene.
Volevo dire che non riuscendo crearmi una nuova vita qua con amici nuovi o famiglia di mio compagno (che tra l'altro sono odiosi e si odiano a vicenda), sono in un modo ancora rimasta attaccata alla mia adolescenza, a quello che avevo in Romania, prima di venire qua (visto che qua ho solo mio compagno e adesso mia figlia)

Magari prima della separazione avrei potuto dirti che sto con lui anche per la paura di non cavarmela da sola, per il bisogno di avere qualcuno accanto. Adesso non è più così. Sono tornata perché è stata una mia scelta, sapendo che se qualcosa va male anche questa volta, me la posso cavare benissimo da sola, e lo credo tutt'ora.

Però, nello stesso tempo, sono rimasta sconvolta da una cosa. Quando a novembre sono ritornata qua, dopo esattamente 1 settimana, nel giorno del mio 30esimo compleanno :roll: lui ha avuto un incidente e ha dovuto rimanere in ospedale per più di 2 settimane. Ragazzi, anche se avevo 1000 cose da fare, con la bimba al seguito (nel mentre ho fatto anche l'inserimento per il primo anno di asilo), dovendo io gestire al minimo anche la sua piccola azienda, stando al telefono con parenti e amici che volevano sapere come andava per più di 2 ore al telefono, facendo parma - reggio emilia tutti i giorni, a volte anche 2 volte, facendo in modo che tutto combaciasse alla perfezione, la sera, dopo che mettevo la bimba a letto, e rimanevo da sola ero la più felice e tranquilla al mondo (lui non era in fin di vita quindi non pensate che stavo bene quando lui stava morendo :oops: )
Da allora mi chiedo sempre il perché, perché stavo così bene da sola, come mai? E invece in altre situazioni sono stressata, ansiosa e tendo alla depressione?????

Ho un altra domanda per voi, se posso.
Perché questo aereo è oggetto di paura per tante persone? Cosa fa lui che le macchine, i treni, le navi o le bici non fanno? Pura curiosità, visto che voi ne avete sentite delle storie :)

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Blues77 » 29 luglio 2015, 18:32

Mariag ha scritto:Parto prima dal discorso di Lampo con cui concordo, vedendo chiaramente le differenze, non culturali ma di mentalità tra Romania e Italia (che possono essere tra qualsiasi 2 paesi e che certamente non sono un male o un bene, così come se uno è alto e uno è basso non conta niente finche non devi prendere una mela dal albero :wink: )

Concordo anche con Brandon, ovviamente si tratta dei concetti che hanno i nostri genitori e i nostri nonni, perché noi, la generazione cresciuta dopo la rivoluzione, un po' ci siamo "illuminati".
Per dire alcune cose:
- in Romania fare un università di 4 anni in 10 è una cosa sconvolgente di cui non ho mai sentito.
- tutte le ragazze di 30 anni come me hanno in moroso da 5 anni o il fidanzato o il marito e hanno quasi tutte bambini
- separarsi, specialmente con un bambino, vuol dire un fallimento, oltre al fatto che probabilmente rimarrai tutta la vita da sola, perché non ti "prende" nessuno con un figlio.
- tradire è ancora una cosa grave; in Italia vedo che lo prendono con molta leggerezza, specialmente gli uomini :roll:
- secondo me ci sono pochissime coppie, con bambini o che vivono da tanto tempo, non sposate; solo 1 degli amici del mio compagno è sposato. Tutti convivono o sono separati con bambini o sono single a 47 anni (cosa scandalosa in Romania)

Secondo me a questo si riferiva Lampo quando parlava di
Lampo 13 ha scritto: cultura che è rimasta, per motivi politici, qualche decina di anni indietro rispetto all'Europa occidentale, nel bene e nel male, nel bene per alcuni legami con cose che da noi si sono perse, come un rapporto più stretto con i ritmi naturali (non a Bucarest ovviamente), nel male con la pratica per cui le donne sono considerate meno importanti degli uomini e fondamentalmente al loro servizio e a quello della famiglia.
Per ritornare a me :mrgreen:
flyingbrandon ha scritto:Sarebbe molto meglio se tu, di punto in bianco, domani o dopodomani decidessi di volare subito. Non cresci con la teoria....cresci vivendo.
E proprio questo che vorrei tanto fare ma ancora non è scattata la molla. So che capendo il perché della mia paura, l'origine, riuscirò a liberarmi. Sono, purtroppo a volte, una persona razionale a cui piace capire le cose; non capendo perché è iniziato questo incubo, mi fa arrivare a conclusioni sbagliate (tipo i presentimenti, i segnali e così via)
flyingbrandon ha scritto:In che senso? I tuoi legami con la famiglia sono indipendenti da quelli che crei dove sei ora. Non è che se stai lì, e conosci gente nuova e simpatica, allora non ti interessa più la tua famiglia. Se leghi i due concetti emerge un altro aspetto...che è quello che tu cerchi di "dipendere" dalle altre persone...e ti basta trovare un appiglio maggiore per staccarti dal resto ma...anche questo non è corretto. E, per corretto, non intendo nei confronti degli altri ma nei tuoi. Non puoi avere fiducia in te stessa se pensi di non poter stare in piedi da sola...
Si, hai perfettamente ragione. Probabilmente non mi sono spiegata bene.
Volevo dire che non riuscendo crearmi una nuova vita qua con amici nuovi o famiglia di mio compagno (che tra l'altro sono odiosi e si odiano a vicenda), sono in un modo ancora rimasta attaccata alla mia adolescenza, a quello che avevo in Romania, prima di venire qua (visto che qua ho solo mio compagno e adesso mia figlia)

Magari prima della separazione avrei potuto dirti che sto con lui anche per la paura di non cavarmela da sola, per il bisogno di avere qualcuno accanto. Adesso non è più così. Sono tornata perché è stata una mia scelta, sapendo che se qualcosa va male anche questa volta, me la posso cavare benissimo da sola, e lo credo tutt'ora.

Però, nello stesso tempo, sono rimasta sconvolta da una cosa. Quando a novembre sono ritornata qua, dopo esattamente 1 settimana, nel giorno del mio 30esimo compleanno :roll: lui ha avuto un incidente e ha dovuto rimanere in ospedale per più di 2 settimane. Ragazzi, anche se avevo 1000 cose da fare, con la bimba al seguito (nel mentre ho fatto anche l'inserimento per il primo anno di asilo), dovendo io gestire al minimo anche la sua piccola azienda, stando al telefono con parenti e amici che volevano sapere come andava per più di 2 ore al telefono, facendo parma - reggio emilia tutti i giorni, a volte anche 2 volte, facendo in modo che tutto combaciasse alla perfezione, la sera, dopo che mettevo la bimba a letto, e rimanevo da sola ero la più felice e tranquilla al mondo (lui non era in fin di vita quindi non pensate che stavo bene quando lui stava morendo :oops: )
Da allora mi chiedo sempre il perché, perché stavo così bene da sola, come mai? E invece in altre situazioni sono stressata, ansiosa e tendo alla depressione?????

Ho un altra domanda per voi, se posso.
Perché questo aereo è oggetto di paura per tante persone? Cosa fa lui che le macchine, i treni, le navi o le bici non fanno? Pura curiosità, visto che voi ne avete sentite delle storie :)
Per quanto riguarda la prima parte del discorso, fidati che vale lo stesso per una parte significativa di questo paese. L'aereo suscita quello suscita, e so di cosa parlo, per le sue caratteristiche peculiari.

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Mariag » 29 luglio 2015, 18:58

Blues77 ha scritto: Per quanto riguarda la prima parte del discorso, fidati che vale lo stesso per una parte significativa di questo paese. L'aereo suscita quello suscita, e so di cosa parlo, per le sue caratteristiche peculiari.
Si, ma anche la nave dovrebbe darci il senso di... sono in mezzo al mare e non ho via di scampo, che poi io non so neanche nuotare e quando vado al mare un po' di paura ce l'ho se vado troppo lontano. Mai mi è passato per la mente che affonderà.

Ho sempre pensato che se invece dei giubbotti salvagente, in aereo ti dessero le paracaduti sarei più tranquilla :mrgreen:

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da la franci » 29 luglio 2015, 20:41

Mariag ha scritto:
Blues77 ha scritto: Per quanto riguarda la prima parte del discorso, fidati che vale lo stesso per una parte significativa di questo paese. L'aereo suscita quello suscita, e so di cosa parlo, per le sue caratteristiche peculiari.
Si, ma anche la nave dovrebbe darci il senso di... sono in mezzo al mare e non ho via di scampo, che poi io non so neanche nuotare e quando vado al mare un po' di paura ce l'ho se vado troppo lontano. Mai mi è passato per la mente che affonderà.

Ho sempre pensato che se invece dei giubbotti salvagente, in aereo ti dessero le paracaduti sarei più tranquilla :mrgreen:
Ciao! La nave ti dà l'idea che galleggi su qualcosa di tangibile. .. l'acqua... l'aereo sembra sospeso nel vuoto... non è così... ma i paurosi fanno fatica a razionalizzare... nella nave vedi molte vie di scampo. .. i salvagenti, le scialuppe, i ponti... nell'aereo ti sembra che gli equilibri siano così delicati e difficili da mantenere e per ogni problema vedi una sciagura senza scampo. .. la nave, la bicicletta e tutto gli altri mezzi di trasporto danno la possibilità di aprire il finestrino. .. l'aereo no. .. è un tubo metallico. ..

Tutte idiozie... la nostra mente si focalizza su qualcosa e sfoga su di lui abissi della mente mai inesplorati. ... posso scegliere di non volare. ... non posso scegliere di non guidare. .. e quindi è più facile focalizzare una paura su qualcosa che posso evitare. ... e che fa paura ad un sacco di persone. ..e fa guadagnare tanti soldi ai media....

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da flyingbrandon » 29 luglio 2015, 20:46

Blues77 ha scritto: Io, il fischio, te lo faccio, ma poi devi venire. Ad esempio, potresti parlare con gente che ora lava i cessi e allora, sotto il Bau Bau, faceva l'ingegnere. O il pilota. E ti assicuro che non sono vecchi ruderi che parlano del tempo che fu, tra un crodino e un Campari col bianco :drunken: . Per le influenze della società e della cultura corrente, rispetto alla determinazione del sentire comune, concordo. Molto di meno, quando queste le si lega ad un malessere psicologico come la paura di volare. Ciao
Volentieri! Perché, sai cos'è la cosa strana? Che prima non avrebbe preso una lira, da ingegnere, la...dopo sì. Io piloti che sono andati via non ne conosco....ne conosco che sono andati poi a lavorare la...cosi come tanti altri. Perché allora venire qua a pulire i cessi DOPO la fine della dittatura?
Allora...per il resto, penso, non ci capiamo. Ho l'impressione che tu , pur conoscendomi, intenda i miei discorsi, che poi erano solo spiegazioni successive al discorso di Lampo, del tipo "tranquilli....avete ancora l'anello al naso e per questo vi spaventa l'uccello di ferro! Adesso appena vi acculturerete capirete." ...nelle tue risposte leggo una possibile risposta a questa frase (esagerando eh...per chiarezza). Invece non è affatto cosi. Sai benissimo che la paura di volare, tranne rare eccezioni, non è frutto di uno shock post traumatico...quindi affonda nel proprio vissuto e nelle proprie credenze. La si butta la perché fa meno danno. E come fai a separare il tuo vissuto dalla cultura in cui vivi? Ciò non significa che un'altra persona , di altra cultura, non possa avere paura di volare. Sarà il riflesso e l'oggetto simbolico della sua manifestazione di contraddizioni. In questo senso...per i "valori" di cui stavamo parlando...e che, per Maria e il suo malessere, sono il suo vissuto...e quegli aspetti culturali, confermati anche da Maria, sono esattamente ciò di cui parlavo...e a cui, penso, facesse riferimento Lampo.
Ciao!
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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da flyingbrandon » 29 luglio 2015, 21:04

Mariag ha scritto:
E proprio questo che vorrei tanto fare ma ancora non è scattata la molla. So che capendo il perché della mia paura, l'origine, riuscirò a liberarmi. Sono, purtroppo a volte, una persona razionale a cui piace capire le cose; non capendo perché è iniziato questo incubo, mi fa arrivare a conclusioni sbagliate (tipo i presentimenti, i segnali e così via)
Maria...te lo dico con affetto....NON DIRE ca**ate....ma non a me....a te. La molla la fai scattare tu...non hai niente da aspettare. La molla scatta quando qualcosa cambia...se non scatta non è cambiato e se non cambia non scatta. Devi AGIRE perché scatti. Agisci con una mente "diversa"...la mente diversa senza azione è solo una presa per il c**o. Una persona razionale, prende i vari mezzi di trasporto, le statistiche sugli incidenti...se un po' paranoica anche le statistiche delle compagnie, e decide di volare piuttosto che andare in macchina. Non serve e non è neanche corretto essere troppo razionali ma...credimi...su questi aspetti sei molto lontana dalla razionalità....cosi lontana che se aspetti una risposta razionale muori di vecchiaia, forse, ma sicuramente non in aereo. Però, forse, non te la sei goduta affatto perché avresti passato la vita in attesa....ma attesa de che?
Mariag ha scritto:
Magari prima della separazione avrei potuto dirti che sto con lui anche per la paura di non cavarmela da sola, per il bisogno di avere qualcuno accanto. Adesso non è più così. Sono tornata perché è stata una mia scelta, sapendo che se qualcosa va male anche questa volta, me la posso cavare benissimo da sola, e lo credo tutt'ora.
Io ti credo e penso sia cosi...tu non ti credi ma lo affermi con sicurezza. Come mai? Cosa intendi per cavare da sola? Dopo la separazione sei tornata da tua mamma o hai vissuto da sola?
Mariag ha scritto:
la sera, dopo che mettevo la bimba a letto, e rimanevo da sola ero la più felice e tranquilla al mondo (lui non era in fin di vita quindi non pensate che stavo bene quando lui stava morendo :oops: )
Da allora mi chiedo sempre il perché, perché stavo così bene da sola, come mai? E invece in altre situazioni sono stressata, ansiosa e tendo alla depressione?????
Non è affatto strano. In quella situazione avresti potuto piangere urlare e disperarti oppure fare quello che hai fatto. Probabilmente, per tua scelta o per mancanza di altre possibilità, hai scelto di AGIRE...esattamente come ti sto suggerendo da diversi post. Agendo...non dovendo dar conto a nessuno...perché eri sola...non ti sei presa solo le responsabilità ma anche i meriti del tuo operato....hai avuto fiducia di te...anzi...eri il tramite (quindi l'appoggio) anche per altri. Ciò gratifica e porta ad evolversi. Quando hai una figura "importante" a fianco...sei più protesa a tornare ad una dimensione infantile...dove ciò che fai deve essere valutato...dove importa cosa quella persona pensa di te...dove cerchi l'approvazione...e dove , quando vuoi, puoi sbattere i piedi,
Piangere ed appoggiarti....perché c'è qualcuno che ti sostiene (anche incazzandosi ma lo fa).
Mariag ha scritto: Ho un altra domanda per voi, se posso.
Perché questo aereo è oggetto di paura per tante persone? Cosa fa lui che le macchine, i treni, le navi o le bici non fanno? Pura curiosità, visto che voi ne avete sentite delle storie :)
In parte ti hanno risposto...l'aereo è emozionante...è meno limitante di altri mezzi e contiene significati simbolici più intensi visto che percorre maggiori distanze in minor tempo e si "stacca" da terra. Poi c'è altro...ma ora non te lo dico....
Ciao!
Ultima modifica di flyingbrandon il 29 luglio 2015, 21:07, modificato 1 volta in totale.
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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Lampo 13 » 29 luglio 2015, 21:05

Maria, noi sappiamo camminare, sappiamo in moltissimi casi nuotare, nessuno sa volare però!
Lascia perdere i paracadutisti o quelli col deltaplano, loro cadono lentamente! :D
E' ovvio che istintivamente abbiamo paura del volo, e quindi dell'aeroplano, più che di altri mezzi di trasporto, anche se l'aereo è il mezzo di trasporto più sicuro, perché è il più controllato.

Stavo commentando su FB un incidente in cui un pullman a due piani è rimasto incastrato in un sottopasso troppo basso... ho la patente "D" e mi sono permesso di dire che un autista DEVE sapere a memoria l'altezza del suo mezzo e che prima del sottopasso ci DEVE essere scritta l'altezza disponibile.
Un autista mi ha risposto piccato che non è possibile ricordarsi l'altezza del bus se ne cambi 3 o 4 al giorno...

camminiamo da 100.000 anni, nuotiamo da 100.000 anni, andiamo su dei cosi con le ruote da 7/8.000 anni, navighiamo da 7/8.000 anni e voliamo da circa 100 anni.
Ovviamente l'aeroplano rappresenta perfettamente il catalizzatore delle nostre eventuali paure che non sono relative al volo con l'aeroplano, ma sono un momento in cui possiamo far prendere loro il sopravvento senza affrontare davvero i nostri problemi.

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da tartan » 29 luglio 2015, 21:47

Io non attraverserò MAI la manica passando per il tunnel sottomarino, vi potete inventare tutto quello che volete!
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
Prima o poi si muore, non c'è scampo, l'importante è morire da vivi.
http://web.tiscali.it/windrider/
Prima di pretendere un diritto devi assolvere almeno ad un dovere.

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da flyingbrandon » 29 luglio 2015, 21:49

tartan ha scritto:Io non attraverserò MAI la manica passando per il tunnel sottomarino, vi potete inventare tutto quello che volete!
Bravo...ma sai perché non è un problema? Perché non te ne frega un c***o di farlo...proprio non lo contempli... :mrgreen:
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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da tartan » 29 luglio 2015, 21:58

Si ma così non vale!
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
Prima o poi si muore, non c'è scampo, l'importante è morire da vivi.
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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Blues77 » 29 luglio 2015, 22:00

flyingbrandon ha scritto:
Blues77 ha scritto: Io, il fischio, te lo faccio, ma poi devi venire. Ad esempio, potresti parlare con gente che ora lava i cessi e allora, sotto il Bau Bau, faceva l'ingegnere. O il pilota. E ti assicuro che non sono vecchi ruderi che parlano del tempo che fu, tra un crodino e un Campari col bianco :drunken: . Per le influenze della società e della cultura corrente, rispetto alla determinazione del sentire comune, concordo. Molto di meno, quando queste le si lega ad un malessere psicologico come la paura di volare. Ciao
Volentieri! Perché, sai cos'è la cosa strana? Che prima non avrebbe preso una lira, da ingegnere, la...dopo sì. Io piloti che sono andati via non ne conosco....ne conosco che sono andati poi a lavorare la...cosi come tanti altri. Perché allora venire qua a pulire i cessi DOPO la fine della dittatura?
Allora...per il resto, penso, non ci capiamo. Ho l'impressione che tu , pur conoscendomi, intenda i miei discorsi, che poi erano solo spiegazioni successive al discorso di Lampo, del tipo "tranquilli....avete ancora l'anello al naso e per questo vi spaventa l'uccello di ferro! Adesso appena vi acculturerete capirete." ...nelle tue risposte leggo una possibile risposta a questa frase (esagerando eh...per chiarezza). Invece non è affatto cosi. Sai benissimo che la paura di volare, tranne rare eccezioni, non è frutto di uno shock post traumatico...quindi affonda nel proprio vissuto e nelle proprie credenze. La si butta la perché fa meno danno. E come fai a separare il tuo vissuto dalla cultura in cui vivi? Ciò non significa che un'altra persona , di altra cultura, non possa avere paura di volare. Sarà il riflesso e l'oggetto simbolico della sua manifestazione di contraddizioni. In questo senso...per i "valori" di cui stavamo parlando...e che, per Maria e il suo malessere, sono il suo vissuto...e quegli aspetti culturali, confermati anche da Maria, sono esattamente ciò di cui parlavo...e a cui, penso, facesse riferimento Lampo.
Ciao!
Non so, forse perché l'alternativa era la fame o..la fame? Dopo la dittatura, a sistemarsi , sono stati soprattutto gli ex burocrati che hanno spolpato a sangue le aziende di stato. Altro che onore al merito. Allora, scusa, il ragionamento che fai in chiusura del tuo ragionamento è adattabile a chiunque e ovunque proprio per la sua specificità: l'essere trasversale. Quindi, ancora, cosa ci azzeccano , i tratti culturali?

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da flyingbrandon » 29 luglio 2015, 22:15

Blues77 ha scritto: Non so, forse perché l'alternativa era la fame o..la fame? Dopo la dittatura, a sistemarsi , sono stati soprattutto gli ex burocrati che hanno spolpato a sangue le aziende di stato. Altro che onore al merito. Allora, scusa, il ragionamento che fai in chiusura del tuo ragionamento è adattabile a chiunque e ovunque proprio per la sua specificità: l'essere trasversale. Quindi, ancora, cosa ci azzeccano , i tratti culturali?
Ma come che ci azzeccano? Blues...non ti seguo....davvero non lo faccio apposta... :mrgreen:
Al resto ti risponderò di persona...sennò entriamo in politica... :D
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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Blues77 » 29 luglio 2015, 22:23

brutalmente, se a farcela sotto, andiamo da Bolzano a Palermo, passando per Bucarest e Tirana, i tratti culturali e tradizionali, ammesso che ancora esistano, che ci azzeccano? :D Ciao

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da flyingbrandon » 29 luglio 2015, 23:11

Blues77 ha scritto:brutalmente, se a farcela sotto, andiamo da Bolzano a Palermo, passando per Bucarest e Tirana, i tratti culturali e tradizionali, ammesso che ancora esistano, che ci azzeccano? :D Ciao
Ci azzeccano perché devi separare il fatto che ti stai cagando addosso dal perché tu lo stia facendo. Il cagarti addosso è una manifestazione di un disagio che troverai ovunque e dovunque...è fisiologico per farti capire che qualcosa non va, quando ti caghi addosso cosi tanto per....ovviamente. Il perché ti stia cagando addosso non può che affondare nel tuo vissuto , dipendendo in gran parte dalla percezione che hai della vita. Il tuo vissuto non può che essere strettamente intrecciato con ciò che è la tua cultura. La famiglia, la società, la cultura sono "segnali"... e I segnali hanno effetto su di te...tanto piu forte quanto più hai trasformato questi segnali in "credenze"...e quindi indiscutibili. quando senti qualcosa di diverso ma non lo poi riconoscere come tale,cercherò indiscutibile, la tua conclusione è che sei sbagliato tu...se non la credenza...ciò determina un conflitto perché, ovviamente, il segnale (credenza) può essere sbagliato e ciò che senti è corretto...e finchè non ti accorgi di tutto ciò...stai male...vivi male...è come se sentissi caldo a causa di un incendio alle tue spalle...ma tu sparassi l'idrante di fronte a te, dove non c'è il fuoco, perché ti hanno detto che dietro non esiste nulla e anzi è pericoloso girarsi.
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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Blues77 » 30 luglio 2015, 8:30

flyingbrandon ha scritto:
Blues77 ha scritto:brutalmente, se a farcela sotto, andiamo da Bolzano a Palermo, passando per Bucarest e Tirana, i tratti culturali e tradizionali, ammesso che ancora esistano, che ci azzeccano? :D Ciao
Ci azzeccano perché devi separare il fatto che ti stai cagando addosso dal perché tu lo stia facendo. Il cagarti addosso è una manifestazione di un disagio che troverai ovunque e dovunque...è fisiologico per farti capire che qualcosa non va, quando ti caghi addosso cosi tanto per....ovviamente. Il perché ti stia cagando addosso non può che affondare nel tuo vissuto , dipendendo in gran parte dalla percezione che hai della vita. Il tuo vissuto non può che essere strettamente intrecciato con ciò che è la tua cultura. La famiglia, la società, la cultura sono "segnali"... e I segnali hanno effetto su di te...tanto piu forte quanto più hai trasformato questi segnali in "credenze"...e quindi indiscutibili. quando senti qualcosa di diverso ma non lo poi riconoscere come tale,cercherò indiscutibile, la tua conclusione è che sei sbagliato tu...se non la credenza...ciò determina un conflitto perché, ovviamente, il segnale (credenza) può essere sbagliato e ciò che senti è corretto...e finchè non ti accorgi di tutto ciò...stai male...vivi male...è come se sentissi caldo a causa di un incendio alle tue spalle...ma tu sparassi l'idrante di fronte a te, dove non c'è il fuoco, perché ti hanno detto che dietro non esiste nulla e anzi è pericoloso girarsi.
Ciao!

la cosa attiene di più a questioni di tipo personale e antropologico che a situazioni storico culturali diquesto o di quel paese. Altirmenti non si spiegherebbe come mai, a parità di vissuto, inteso come contesto storico, alcuni hanno paura di volare e altri no. La situazione di Maria non differisce, nei tratti peculiari da lei descritti almeno, dalle biografie di milioni di altre persone. Eppure, non tutti, tra quei milioni hanno paura di volare. Ragion per cui, credo che, la ragione di questa fobia origini si,dal proprio vissuto, ma quello personale e che fattori soggettivi siano anche rilevanti. Cioè, trovo che il tuo ragionamento sia troppo estendibile, mentre, in effetti, la sua efficacia ha il proprio fulcro esattamente nella capacità di circoscrivere ragioni e cause in ambiti precisi. Ciao

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Lampo 13 » 30 luglio 2015, 10:15

Scusate se intervengo.
Il problema di Maria risiede nell'avere paura di volare. Apparentemente.
Dire che la vita di Maria, dove è nata, dove vive, l'educazione che ha avuto, le scelte che ha fatto, etc, sono la vera causa dei suoi problemi che lei manifesta con la paura del volo, non può significare, ovviamente che tutte le persone nate in Romania debbano aver paura del volo.
Quello che Brandon sta dicendo, da come lo capisco io, ed anch'io sto dicendo a Maria, è che la paura del volo NON è legata al salire su un aeroplano ed andare da "A" a "B", ma che lei in questo momento sta vivendo una situazione personale complessa e causa di malessere, questa si legata alla sua nazionalità, cultura, provenienza, carattere, scelte di vita, incontri fatti, decisioni prese, etc che la portano a proiettare queste sue sofferenze su un grande "totem" che è la paura dell'aeroplano.
Per non aver più paura di volare non bisogna cercare di capire tutte le cose tecniche che fanno volare un aeroplano, cosa impossibile per un non addetto ai lavori, ma cercare di capire quali sono i problemi personali che si manifestano violentemente nell'occasione del volo e che dobbiamo cercare di risolvere per vivere bene.

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da flyingbrandon » 30 luglio 2015, 11:00

Blues77 ha scritto: la cosa attiene di più a questioni di tipo personale e antropologico che a situazioni storico culturali diquesto o di quel paese. Altirmenti non si spiegherebbe come mai, a parità di vissuto, inteso come contesto storico, alcuni hanno paura di volare e altri no.
per quelli che hanno paura, e ne ricercano la causa...le questioni di tipo personale e antropologico dipendono eccome dalla situazione storica e culturale di dove sono "immersi". Con il discorso che fai tu....niente , allora, deriverebbe da dove nasci, cresci...e neanche dalla famiglia....perfino quasi neanche da te stesso...sempre a parità di tutto. Invece così non è. Ma non puoi prescindere da TUTTO il vissuto della persona che manifesta un disagio. Concordo con la spiega di Lampo...ricordando che non è mica importante scovare il perché per togliersela...sono due aspetti diversi...il tuo atteggiamento lo puoi modificare dal momento in cui non ti piace anche quando non sei sicuro di come mai tu abbia quell'atteggiamento...
Ciao!
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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da flyingbrandon » 30 luglio 2015, 11:10

Lampo 13 ha scritto:Scusate se intervengo.
Il problema di Maria risiede nell'avere paura di volare. Apparentemente.
Dire che la vita di Maria, dove è nata, dove vive, l'educazione che ha avuto, le scelte che ha fatto, etc, sono la vera causa dei suoi problemi che lei manifesta con la paura del volo, non può significare, ovviamente che tutte le persone nate in Romania debbano aver paura del volo.
Esatto...anche perché a parità di stimolo le persone rispondono anche diversamente.
Ciao!
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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Blues77 » 30 luglio 2015, 11:31

flyingbrandon ha scritto:
Lampo 13 ha scritto:Scusate se intervengo.
Il problema di Maria risiede nell'avere paura di volare. Apparentemente.
Dire che la vita di Maria, dove è nata, dove vive, l'educazione che ha avuto, le scelte che ha fatto, etc, sono la vera causa dei suoi problemi che lei manifesta con la paura del volo, non può significare, ovviamente che tutte le persone nate in Romania debbano aver paura del volo.
Esatto...anche perché a parità di stimolo le persone rispondono anche diversamente.
Ciao!
Come Maria, anche io sono approdato a md80.it, perche avevo paura di volare. Poi, passata la paura di volare, ci sono rimasto perché ho scoperto che il mondo del volo mi piace e mi affascina.
Mi sembra che ci si sia infilati in un loop da cui è difficile uscirne. Un mezzo stallo insomma.
Non sostengo manco per niente che contesto storico e culturale non abbiano un ruolo. Per non parlare del ruolo della famiglia. Tutto il contrario. Hanno un ruolo nel determinare il nostro modo di essere e di rapportarci con l realtà. E fidati, Brandon, che ti stupiresti di quanta poco stima nutra nei confronti dei fattori poc'anzi citati che considero deleteri rispetto alla formazione di una coscienza autonoma e critica. Il punto che mi sfugge è il trait d'union tra tutto ciò e la paura di volare. Mi spiego, se tu mi citassi cultura e famiglia per sviluppare un ragionamento in cui arrivi alla conclusione che un bambino nato a Taranto diventerà cattolico non perché unto dal Signore ma per condizionamento socio culturale e ambientale, ti seguirei. Meno, invece, quando indichi determinati aspetti come causa primaria della fobia di volare. ,Penso che l'aspetto soggettivo, nella paura di volare, sia prevalente rispetto a tutto il resto. Che può, al limite, avere un ruolo accellerrane. Esempio: gemelli. Uno vola come fosse niente, l'altro non sale sull'aereo perché muore di paura. Stesso contesto, stessa famiglia, stesso tutto. Cosa ha prevalso? L'aspetto soggettivo patologico. Ciao

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da flyingbrandon » 30 luglio 2015, 11:38

Blues77 ha scritto: Come Maria, anche io sono approdato a md80.it, perche avevo paura di volare. Poi, passata la paura di volare, ci sono rimasto perché ho scoperto che il mondo del volo mi piace e mi affascina.
Mi sembra che ci si sia infilati in un loop da cui è difficile uscirne. Un mezzo stallo insomma.
Non sostengo manco per niente che contesto storico e culturale non abbiano un ruolo. Per non parlare del ruolo della famiglia. Tutto il contrario. Hanno un ruolo nel determinare il nostro modo di essere e di rapportarci con l realtà. E fidati, Brandon, che ti stupiresti di quanta poco stima nutra nei confronti dei fattori poc'anzi citati che considero deleteri rispetto alla formazione di una coscienza autonoma e critica. Il punto che mi sfugge è il trait d'union tra tutto ciò e la paura di volare. Mi spiego, se tu mi citassi cultura e famiglia per sviluppare un ragionamento in cui arrivi alla conclusione che un bambino nato a Taranto diventerà cattolico non perché unto dal Signore ma per condizionamento socio culturale e ambientale, ti seguirei. Meno, invece, quando indichi determinati aspetti come causa primaria della fobia di volare. ,Penso che l'aspetto soggettivo, nella paura di volare, sia prevalente rispetto a tutto il resto. Che può, al limite, avere un ruolo accellerrane. Esempio: gemelli. Uno vola come fosse niente, l'altro non sale sull'aereo perché muore di paura. Stesso contesto, stessa famiglia, stesso tutto. Cosa ha prevalso? L'aspetto soggettivo patologico. Ciao
No...perchè non è una patologia. La diversità di effetto è insita in te...quindi un gemello può reagire in modo diverso ad uno stesso stimolo. Ciò non significa che chi reagisce con il disagio non possa trovare la causa del suo disagio in quello stesso stimolo che all'altro gemello non ha procurato un disagio. Ed è questo il punto. Da una parte hai i tuoi meccanismi, che sono esattamente tuoi...dall'altra parte hai lo "stimolo". Tu tratti la fobia di volare come "eh...è capitato"...io no...io come la manifestazione di un disagio emotivo che si esprime in quel contesto.
Ciao!
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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Blues77 » 30 luglio 2015, 11:45

flyingbrandon ha scritto:
Blues77 ha scritto: Come Maria, anche io sono approdato a md80.it, perche avevo paura di volare. Poi, passata la paura di volare, ci sono rimasto perché ho scoperto che il mondo del volo mi piace e mi affascina.
Mi sembra che ci si sia infilati in un loop da cui è difficile uscirne. Un mezzo stallo insomma.
Non sostengo manco per niente che contesto storico e culturale non abbiano un ruolo. Per non parlare del ruolo della famiglia. Tutto il contrario. Hanno un ruolo nel determinare il nostro modo di essere e di rapportarci con l realtà. E fidati, Brandon, che ti stupiresti di quanta poco stima nutra nei confronti dei fattori poc'anzi citati che considero deleteri rispetto alla formazione di una coscienza autonoma e critica. Il punto che mi sfugge è il trait d'union tra tutto ciò e la paura di volare. Mi spiego, se tu mi citassi cultura e famiglia per sviluppare un ragionamento in cui arrivi alla conclusione che un bambino nato a Taranto diventerà cattolico non perché unto dal Signore ma per condizionamento socio culturale e ambientale, ti seguirei. Meno, invece, quando indichi determinati aspetti come causa primaria della fobia di volare. ,Penso che l'aspetto soggettivo, nella paura di volare, sia prevalente rispetto a tutto il resto. Che può, al limite, avere un ruolo accellerrane. Esempio: gemelli. Uno vola come fosse niente, l'altro non sale sull'aereo perché muore di paura. Stesso contesto, stessa famiglia, stesso tutto. Cosa ha prevalso? L'aspetto soggettivo patologico. Ciao
No...perchè non è una patologia. La diversità di effetto è insita in te...quindi un gemello può reagire in modo diverso ad uno stesso stimolo. Ciò non significa che chi reagisce con il disagio non possa trovare la causa del suo disagio in quello stesso stimolo che all'altro gemello non ha procurato un disagio. Ed è questo il punto. Da una parte hai i tuoi meccanismi, che sono esattamente tuoi...dall'altra parte hai lo "stimolo". Tu tratti la fobia di volare come "eh...è capitato"...io no...io come la manifestazione di un disagio emotivo che si esprime in quel contesto.
Ciao!
Quindi, come un fatto altamente soggettivo che può esprimersi o non esprimersi, in maniera del tutto autonoma rispetto all'ambiente. Tanto che ciò può accadere in qualsiasi latitudine, in qualsiasi ambiente sociale e senza legami con la preparazione scolastica.

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Re: Lunedì dovrei volare ma....

Messaggio da Lampo 13 » 30 luglio 2015, 11:56

Qui c'è una incomprensione di fondo!
Nessuno ha mai detto che chiunque abbia un certo tipo di problematiche legate a bla bla bla DEBBA per forza sviluppare la fobia DEL VOLO, potrebbe sviluppare la claustrofobia (che è una delle componenti della paura di volare) o l'agorafobia, o la paura dei cani, o qualsiasi altra fobia.
Ora, qual è il problema?
Se sei nella Savana e ti trovi davanti un leone, hai paura, ma questa paura non è collegata in nessun modo con la tua cultura, le tue esperienze, il tuo carattere, le tue scelte di vita e bla bla bla, tu hai sanamente paura che il leone ti si mangi, perché è questo che vuole fare, e la paura ti riempie di adrenalina che ti farà correre veloce come mai in vita tua e ti farà sentire meno dolore mentre il leone, inevitabilmente, ti sbranerà.
Ma se tu stai passeggiando ai giardinetti e di colpo ti trovi davanti un Bassotto e hai una reazione uguale a quella che avresti di fronte al leone nella savana, c'è qualche cosa che non funzione in quel bla bla bla di cui parliamo, nel senso che dentro di te ci sono dei problemi irrisolti che cercano uno sfogo, che tu vivi di solito tenendo il tuo comportamento per i denti all'interno di una "normalità" socialmente accettata, e che c'è un qualcosa, chissà perché un Bassotto, che ti fa mollare la presa dei denti e fa uscire la tua sofferenza.
Ora un Bassotto è un caso limite, ti farebbe sentire ridicolo scappare a gambe levate davanti ad un cagnolino, un aeroplano invece ha tutte le caratteristiche per permetterti di "mollare" la tua paura rimanendo socialmente accettabile, e quindi il terrore, infondato quanto quello per il bassotto, può prendere il sopravvento.
Ora, come dice Brandon, se vuoi volare tranquillo, se vuoi accarezzare il Bassotto, non devi misurare la lunghezza dei denti del cagnolino, che comunque potrebbe morderti, non devi calcolare la portanza di un 737, ma devi imparare a gestire quella paura irrazionale che cerca di prendere il sopravvento su di te.
Poi, magari, se riesci anche a capire da cosa derivano le tue sofferenze e riesci a risolverle, è anche meglio.

Se invece ti troverai nella savana davanti ad un leone... non pensare, CORRI! :D

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