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Messaggio da seaview » 5 febbraio 2016, 17:52

Ciao a tutti, avevo scritto ormai tanto tempo fa per due voli che mi sembravano assolutamente impossibili da superare, e che soprattutto grazie a voi del Forum - sia esperti che fifoni come me, che mi hanno fatto sentire meno sola - ho trovato il modo di affrontare. Sono stati due viaggi negli USA bellissimi, che avevo anche un po' raccontato nel Forum. Parliamo del 2009 e del 2011... A ottobre 2015, ho ricevuto un invito che da un lato mi dispiaceva troppo rifiutare, dall'altro mi ha fatto tornare un terrore assurdo: a gennaio 2016, avrei dovuto partecipare a una conferenza in USA, nello Utah, il che avrebbe significato un volo di 10 ore: Parigi/Salt Lake City. Praticamente non ho dormito per due mesi immaginandomi tutti i modi possibili per farmi passare quelle ore, che mi sembravano insormontabili. 10.. il numero a doppia cifra per me era inconcepibile. Ho controllato Flightaware per vedere rotte / tempi / tipologia di aerei 2000 volte. Ho chiesto aiuto al mio medico, che mi ha consigliato di prendere un Tavor come ansiolitico prima dell'imbarco vedendomi in quello stato..
Beh, il viaggio l'ho fatto - sono andata, e tornata. Ho partecipato al festival di cinema dei miei sogni - il Sundance a Park City - e il volo sia di andata che di ritorno è passato, e non solo, mi sono divertita! sull'aereo ho visto un sacco di film (cosa per me praticamente impossibile da quando è nato il mio bimbo 3 anni fa), ho perfino letto libri e riviste, e ho voluto stare io al finestrino. Ora, vengo al titolo del mio post. Ho deciso. Ho deciso di farmi aiutare sul serio, da uno psicologo. Qualcuno che mi spieghi che cosa c'è dietro alla mia paura, perché riesco magari a tenerla a bada (viaggiare mi piace troppo) ma non mi permette per esempio di prendere aerei da sola (mai fatto in vita mia): ho sempre bisogno del fido scudiero - mio marito - o tutt'al più dei colleghi. Di paure come spesso accade non ho solo quella dell'aereo, ma mi sono capitati attacchi di panico in treno se non fa fermate, funivia ecc. Fino ad ora non avevo mai preso questa decisione perché stupidamente credevo di poterne uscire da sola. Ma non è così. E non voglio assolutamente che nessuna di queste paure passi al mio bimbo. Voglio che cresca libero, sentendo il mondo come casa sua. Volevo solo farvi sapere che conoscervi anche solo attraverso il forum è stato molto importante per me, mi ha spinto a farmi tante domande, non solo a mettere l'accento su quello che provavo nei momenti difficili prima o durante il volo. Mi ha messo addosso la curiosità di conoscermi meglio con l'obiettivo, magari, di risolvere questi problemi una volta per tutte. Quindi, grazie a tutti voi!

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Re: Ho deciso

Messaggio da Lampo 13 » 5 febbraio 2016, 18:37

Hai capito la cosa più importante, le tue paure non hanno nulla a che fare col volo.
Ovviamente nemmeno con i treni o con qualsiasi altra cosa "esterna".
E' un buon punto di partenza. Buon lavoro...

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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 5 febbraio 2016, 19:26

seaview ha scritto: Fino ad ora non avevo mai preso questa decisione perché stupidamente credevo di poterne uscire da sola. Ma non è così. E non voglio assolutamente che nessuna di queste paure passi al mio bimbo. Voglio che cresca libero, sentendo il mondo come casa sua.
La scelta di andare da uno psicologo è una buona scelta ma credere di poterne uscire da sola non era una cosa stupida...ed uscirci da sola è nelle tue possibilità. Per curiosità, visto che dici di non esserci riuscita...esattamente cosa hai fatto per provarci? Il tavor non è ovviamente una soluzione...quindi che tipo di lavoro hai cercato di fare? Spesso più che di uscirne si cerca di rimuovere...oppure di soffocare...ma si continua ad usare i propri schemi di pensiero che ci hanno portato lì...aggravando e appesantendo il tutto. Essere così "impauriti" è spesso una manifestazione di insicurezza...e il tuo "credere stupidamente" di uscirne e non esserci riuscita può rappresentare l'ennesimo "sabotaggio" messo in atto da te in modo del tutto inconsapevole. A chi faresti "torto" ad essere sicura di te? Chi ti ha instillato questo senso di incapacità (genitore?)? Anche il discorso di dover essere accompagnata...proprio in un evento dove il tuo vicino di sedile non potrebbe comunque fare nulla avvalora l'ipotesi iniziale...
Se ti va di parlare di fatti tuoi ovviamente...
Ciao!
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Re: Ho deciso

Messaggio da seaview » 5 febbraio 2016, 21:39

Perché no Flyingbrandon? Nessun problema, anzi grazie per la tua risposta.
Dunque, parto dal fatto che so che ci sono persone che sono riuscite a superare queste paure da sole, lavorando molto su se stessi. Io ci ho provato, e sicuramente dei passi avanti li ho fatti. La questione per quanto mi riguarda viene da lontano, non riguarda solo l'aereo né soltanto mezzi di trasporto, ma da adolescente ho avuto attacchi di panico se dovevo attraversare una piazza, e perfino a scuola se avevo compiti in classe lunghi più di due ore sapendo che non mi sarei potuta alzare liberamente, per non parlare del vedere un film al cinema.. insomma, una serie di "ostacoli" per cui le mie giornate erano un susseguirsi di tentativi di evitare le varie situazioni che mi causavano disagio.. 'na fatica...a maggior ragione a quell'età, quando già normalmente ci si sente sempre un po' sbagliati e fuori posto. L'aereo credo riassuma un po' tutti gli elementi che mi hanno sempre creato angoscia: essere chiusa dentro, non poter uscire, non poter essere soccorsa in caso stia male, l'altezza, l'assoluta mancanza di controllo su tutta la situazione.. La situazione da allora è molto migliorata: da "allergica" al treno sono diventata pendolare sulla tratta Pesaro-Bologna, gli stessi viaggi in aereo sono diventati più sopportabili, attraverso piazze senza problemi, adoro andare al cinema (soprattutto da sola) tanto che è diventato il mio lavoro. Ma sento come la necessità, e in questo momento l'urgenza, di mettere in fila alcuni episodi della mia vita e della mia storia di cui evidentemente mi sfuggono i nessi. E' vero che quando agli schemi di pensiero che nomini tu riesco a "sfuggire" per esempio perché riesco a concentrarmi su qualcosa d'altro che non il volo in sé es.leggo guide del posto dove sto per andare, quindi mi "proietto" là, oppure trovo qualche vicino di posto che si mette a parlare a manetta, facendomi passare il tempo che mi separa dalla mia méta, l'angoscia sparisce. Ed è lì che subentra il piacere del viaggio. Ma sento che da sola il passaggio diciamo definitivo per la risoluzione di questo problema non riesco a compierlo...

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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 5 febbraio 2016, 21:58

seaview ha scritto:insomma, una serie di "ostacoli" per cui le mie giornate erano un susseguirsi di tentativi di evitare le varie situazioni che mi causavano disagio.. 'na fatica...a maggior ragione a quell'età, quando già normalmente ci si sente sempre un po' sbagliati e fuori posto. L'aereo credo riassuma un po' tutti gli elementi che mi hanno sempre creato angoscia: essere chiusa dentro, non poter uscire, non poter essere soccorsa in caso stia male, l'altezza, l'assoluta mancanza di controllo su tutta la situazione.. [/CUT ]


Ed è lì che subentra il piacere del viaggio. Ma sento che da sola il passaggio diciamo definitivo per la risoluzione di questo problema non riesco a compierlo...
Ok...ma non hai risposto alle mie domande...in particolare su cosa hai fatto per risolvere, a parte occupare la mente in qualcosa d'altro...ma soprattutto non hai risposto alle ultime domande.
Ciò che hai aggiunto mi porta ancora più verso quelle domande...perchè vedi...normalmente non ci si sente, neanche a quell'età, fuori posto e SBAGLIATI. Chi ti ha messo nella condizione di pensare di essere sbagliata? Un disagio lo è per tutti...e chiunque riesce o prova in un modo o nell'altro ad uscire da ciò che provoca il disagio ma...se sei convinta di non essere in grado di uscire da quel disagio....vai in tilt. L'attacco di panico ha , nella sua natura, una funzione difensiva...ti sta sbranando una tigre? Ok...perdi i sensi e non senti più dolore...ma è ,o può essere, un atto estremo quando non c'è più nulla da fare...che non è proprio la situazione di un compito in classe o nelle situazioni che tu descrivi. Piccola parentesi aeronautica...non è vero che non puoi essere soccorsa in aereo...anzi a volte vieni soccorsa prima che in altre situazioni...non c'è bisogno che tu esca perchè è proprio l'aereo il posto "protetto"....l'altezza non è un pericolo...ma soprattutto tu non hai nessun controllo in nessuna situazione....perché il controllo non esiste...ed anche esistesse...non potrebbe fare altro che passare attraverso il tuo controllo...e non mi pare che tu ce l'abbia... Tralasciando comunque per il momento l'aereo...ti va di rispondere alle domande?
Ciao!
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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 5 febbraio 2016, 22:08

Ad esempio...oltre a quelle domande...per essere piu chiaro...che tu abbia ricordo, nella tua fanciullezza, ti sei spesso sentita "costretta"? Obbligata ad una certa "immobilità"? Quando, di tuo, avresti fatto altro, quale tipo di commento ti veniva piu spesso detto? Era del tipo "in questa situazione si fa così o cosà" oppure qualcosa come "non riesci mai a capire quando non devi fare cosi o cosà"? Eri più incoraggiata a provare e sbagliare oppure dovevi fare qualcosa perchè ti veniva detto così e tu non potevi capire? Il rimprovero spingeva più sul fatto che non eri capace o piuttosto sul giusto o sbagliato? Se avevi un comportamento , a loro detta, fuoriluogo ti veniva spiegato il perchè o semplicemente era sbagliato e basta? La "leva" era più sul senso di colpa , quindi sulla delusione che provocavi o semplicemente sull'errore in sé?
Ciao!
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Re: Ho deciso

Messaggio da la franci » 6 febbraio 2016, 1:12

seaview ha scritto: Dunque, parto dal fatto che so che ci sono persone che sono riuscite a superare queste paure da sole, lavorando molto su se stessi. Io ci ho provato, e sicuramente dei passi avanti li ho fatti.
....
L'aereo credo riassuma un po' tutti gli elementi che mi hanno sempre creato angoscia
....
Ed è lì che subentra il piacere del viaggio. Ma sento che da sola il passaggio diciamo definitivo per la risoluzione di questo problema non riesco a compierlo...
Ciao!!!!
...ci sono. ... sono una delle persone che stanno superando la paura da sole. .. lavorando molto su me stessa... e, durante gli snodi fondamentali che hanno segnato i passi avanti decisivi, non lavorandoci per niente...
Si può.... e ti dirò di più. .. tu da sola potrai superare ogni ostacolo cercando le risorse solo e soltanto dentro te stessa. ... le hai. .. le hai sempre avute, le hai solo dimenticate. ..
Un bambino non nasce con le fobie né con gli attacchi di panico. .. impara dopo ad averli... come impara a scrivere, ad amare, a sognare, a giocare e via discorrendo... qualcuno ti ha, forse, insegnato male e tu hai appreso qualcosa di poco funzionale...
Vuoi superare le tue paure? Semplicemente smetti di averle!! Hai male ai piedi per le scarpe strette? Toglile!!!!
....
Ecco... detto così sembra davvero facile. .. il percorso, che ho vissuto sulla mia pelle e che sto percorrendo... è lungo e tortuoso... e difficili sono ancor più i momenti in cui ti sembra che niente potrà cambiare...ma quando ti accorgerai di aver fatto un grande passo avanti ti arrabbierai per la semplicità del momento. ...
Certo.. ti manca la guida... non che ti faccia guarire. ... ma che ti permetta di guardare nella direzione giusta dove troverai la via da seguire... lo psicologo è un professionista che lavora proprio per far arrivare le persone a leggere dentro di sé. ... ma l'input può essere dato anche da altri. . Da un amico, da un estraneo, da un libro. .. devi essere tu quella pronta a cambiare...
Ti aspetti che lo psicologo ascolti ciò che hai da dire, che ti faccia raccontare episodi della tua vita, che ti descriva i collegamenti che ci sono tra loro e che finisca con una "diagnosi" e una ricetta di medicamenti emozionali e operativi per guarire...
Quei medicamenti sono già dentro di te, devi solo usarli...
...hai detto che ci sono eposodi della tua vita che vuoi comprendere e rielaborare... te li sei mai raccontati? Perché non provi a scriverli in lettere intestate a te stessa? Poi li rileggi... una, due, non più di 3 volte. .. i pensieri, scorrono veloci in testa... a volte tralasciamo passaggi importanti. .. il tempo per scrivere ci impone di penssre più lentamente. ... quindi più dettagliatamente. ...
Poi.... puoi dedicarli a qualcuno che ti è vicino. ... o a qualcuno che non ti conosce proprio... questo devi deciderlo tu. .. o allo psicologo. ... non ti faranno soluzioni... ma spunti di riflessione. ..
.....
Per togliere quelle malefiche scarpe strette... anche se sin da piccola ti hanno fatto credere che si dovessero indossare così. ...

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Re: Ho deciso

Messaggio da seaview » 9 febbraio 2016, 11:21

Ciao! Grazie anche a te Franci. E complimenti per quello che hai fatto / che stai facendo, è bello sapere che per qualcuno è possibile davvero. :) E poi l'immagine delle scarpe strette è davvero calzante... Mi rendo conto che lo psicologo non è un mago, e che gran parte del lavoro sarà, come è stato finora, prevalentemente mio. Ma è come se avessi bisogno di uno sguardo da fuori, che mi permetta di guardare le cose dall'esterno, perché sento che sì, sto facendo dei passi avanti, anche notevoli pensando a come stavo anni fa, ma a forza di pensare a "strategie" da attivare per superare determinate situazioni ho come la sensazione di essermi inviluppata, e di non riuscire da sola a fare uno scatto decisivo che oggi più che mai sento alla mia portata. Settimana prossima devo andare a Berlino per lavoro, e addirittura per una frazione di secondo ho anche pensato che forse sarei potuta andare da sola.. cosa che non si verificherà perché viaggerò con una collega, ma già aver avuto il pensiero per me è stata una piccola conquista..
Allora Flyingbrandon, è sicuramente come dici tu. Ovvero, ho avuto i primi attacchi di panico - non connessi all'aereo in quel momento perché non mi capitava mai di prenderlo - in quinta elementare. E me lo ricordo come se fosse ieri. Ovviamente ho scoperto molto dopo di che cosa si trattasse, e ancora più tardi ho iniziato a parlarne con altre persone. In primo luogo, i miei genitori. Papà super comprensivo, che mi ha aiutato molto per esempio negli anni dell'università, quando me ne ero andata di casa per studiare a Bologna, ha preso il treno con me mille volte scendendo la fermata prima della mia, lasciandomi da sola magari le prime volte dieci minuti, poi un po' di più ecc. Un aiuto enorme me l'ha dato anche il mio allora ragazzo ora marito, con una pazienza infinita. Se penso a una persona che purtroppo non c'era, o meglio c'era fisicamente ma non mi dava supporto, era mia mamma. Una persona fantastica sotto tanti punti di vista, attiva, energica (pure troppo), ma che di fronte alle mie paure mi diceva "Fatti passare quelle fisime, come fanno gli altri puoi fare tu". Può essere che sia stato quello ad aumentare la percezione di me come "sbagliata". E sì, mi faceva un po' pesare il discorso della "delusione" che le provocavo (non) comportandomi in un determinato modo. Mi ricordo un episodio in particolare: eravamo in montagna con amici di famiglia, e per fare una passeggiata in quota dovevamo prendere una funivia. Io pur di non prenderla mi sono attaccata ai pali della stazione di partenza, i miei mi hanno dovuto staccare a forza, davanti ovviamente agli occhi allibiti delle altre persone. Una scena epica... e a me, a parte il panico, montò una rabbia.. verso tutti, perché è stato un momento di un imbarazzo e una vergogna totali, ma anche verso di me perché mi dicevo "Ma proprio tu devi essere così idiota da fare scene del genere?"
Mi riferivo nello scorso post all'adolescenza come a un'età in cui comunque già ci sono molte questioni aperte a priori, si tende in genere a vivere inserendosi nella dimensione del gruppo, a "uniformarsi" per sentirsi a proprio agio, in anni in cui la propria identità personale non è ancora formata del tutto. Ecco, io in quegli anni la dimensione del gruppo non la potevo vivere, perché evitavo tutte le situazioni che pensavo mi avrebbero provocato attacchi di panico. In totale nella mia vita di attacchi di panico ne avrò avuti 5, ma l'ansia che mi potessero tornare mi ha condizionato tantissimo. Ho scritto diari interi analizzando ogni singolo sintomo, prendendo nota di qualsiasi passo avanti.. ora purtroppo non ho tempo per fare questo. Come vedete ci ho messo giorni a rispondere..avevo il messaggio in bozze e non riuscivo a finirlo.. la sera torno giusto giusto per cenare, giocare un po' con mio figlio e mettere a letto lui, e me stessa, che la sveglia il giorno dopo suona alle 6 e mezzo... Flyingbrandon ho risposto un po' alle tue domande? Scusatemi per queste risposte un po' dilazionate nel tempo, ma sappiate che è importante per me dialogare con voi! Buona giornata!

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Re: Ho deciso

Messaggio da MartaP » 9 febbraio 2016, 15:54

seaview ha scritto: Ma è come se avessi bisogno di uno sguardo da fuori, che mi permetta di guardare le cose dall'esterno, perché sento che sì, sto facendo dei passi avanti, anche notevoli pensando a come stavo anni fa, ma a forza di pensare a "strategie" da attivare per superare determinate situazioni ho come la sensazione di essermi inviluppata, e di non riuscire da sola a fare uno scatto decisivo che oggi più che mai sento alla mia portata.
Ciao, :wink:
hai fatto bene a scrivere, noi siamo quelli che "vediamo le cose dall'esterno" :mrgreen:

Tu affermi di aver "pensato a strategie da attivare"...quali sono? Cosa è andato bene o male?

E perchè sei convinta di non poter fare uno scatto decisivo ?

Hai ancora la percezione di te come "sbagliata" ?? :roll:
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"Spock?" "Sì?" "A proposito delle colorite metafore di cui abbiamo parlato, penso che tu non debba più cercare di farne uso." .."m***a, non lo farò più."

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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 9 febbraio 2016, 16:44

seaview ha scritto:Ciao! Grazie anche a te Franci. E complimenti per quello che hai fatto / che stai facendo, è bello sapere che per qualcuno è possibile davvero. :) E poi l'immagine delle scarpe strette è davvero calzante... Mi rendo conto che lo psicologo non è un mago, e che gran parte del lavoro sarà, come è stato finora, prevalentemente mio. Ma è come se avessi bisogno di uno sguardo da fuori, che mi permetta di guardare le cose dall'esterno, perché sento che sì, sto facendo dei passi avanti, anche notevoli pensando a come stavo anni fa, ma a forza di pensare a "strategie" da attivare per superare determinate situazioni ho come la sensazione di essermi inviluppata, e di non riuscire da sola a fare uno scatto decisivo che oggi più che mai sento alla mia portata.
Il primo passo non è sviluppare strategie per mettere una pezza ma evitare che si arrivi allo "strappo". Ad esempio...tutto il tempo che "perdi" a pensare ad un avvenimento prima che ciò accada non è funzionale. Puoi provare serenamente a viverti il disagio nel momento stesso in cui accade ciò che temi. Più avanti dici che ha avuto 5 attacchi di panico in tutto...ma questi 5 in tutti gli anni che soffri d'ansia sono nulla. Aver evitato ogni situazione che tu riconosci potenzialmente pericolosa non solo non ti aiuta...ma ti fa vivere perennemente in ansia...ansia da cui è più facile che scaturisca l'attacco di panico. Non è quindi all'attacco di panico che devi porre rimedio ma alla tua ansia. Un primo passo è accettare la tua crisi di panico...perché già questo, di fatto, rende l'attacco di panico molto meno probabile. L'attacco di panico non è qualcosa dovuto ad un virus che da un momento all'altro ti può cogliere di sorpresa...ma è in realtà il risultato del tuo modo di agire prima di quel momento è, non ultimo, nel momento in cui avviene. Ci sono tanti modi per non perdere il tuo contatto con la realtà in quei momenti e consiste nel portare l'attenzione verso qualcosa di reale...il tuo respiro. Non puoi avere un attacco di ansia e un respiro regolare...quindi , durante il corso della giornata, porta l'attenzione al respiro più volte che puoi. Guardalo, sentilo, non forzarlo...inizia a sentire come cambia in funzione del tuo stato d'animo o del tuo stato fisico.
seaview ha scritto:
Settimana prossima devo andare a Berlino per lavoro, e addirittura per una frazione di secondo ho anche pensato che forse sarei potuta andare da sola.. cosa che non si verificherà perché viaggerò con una collega, ma già aver avuto il pensiero per me è stata una piccola conquista..
Allora Flyingbrandon, è sicuramente come dici tu. Ovvero, ho avuto i primi attacchi di panico - non connessi all'aereo in quel momento perché non mi capitava mai di prenderlo - in quinta elementare. E me lo ricordo come se fosse ieri. Ovviamente ho scoperto molto dopo di che cosa si trattasse, e ancora più tardi ho iniziato a parlarne con altre persone. In primo luogo, i miei genitori. Papà super comprensivo, che mi ha aiutato molto per esempio negli anni dell'università, quando me ne ero andata di casa per studiare a Bologna, ha preso il treno con me mille volte scendendo la fermata prima della mia, lasciandomi da sola magari le prime volte dieci minuti, poi un po' di più ecc. Un aiuto enorme me l'ha dato anche il mio allora ragazzo ora marito, con una pazienza infinita. Se penso a una persona che purtroppo non c'era, o meglio c'era fisicamente ma non mi dava supporto, era mia mamma. Una persona fantastica sotto tanti punti di vista, attiva, energica (pure troppo), ma che di fronte alle mie paure mi diceva "Fatti passare quelle fisime, come fanno gli altri puoi fare tu". Può essere che sia stato quello ad aumentare la percezione di me come "sbagliata".
Qua , e per quello che ho da dire dopo, non c'è mai un giudizio nei confronti dei tuoi genitori...ovviamente non li conosco e non ne avrei modo. Le domande che ti ho fatto nei post precedenti servono a capire determinati meccanismi...non è detto che ci sia necessariamente un errore o una colpa da parte loro. L'effetto che ha avuto su di te il loro comportamento dipende dal tuo percepito e basta. In questo pezzo , ad esempio, si evidenza già un tuo "punto" che non ti permette di mettere a fuoco la tua problematica ma "scarica" il problema sugli altri. Non è detto che una pazienza infinita o l'accompagnarti abbiano portato particolare aiuto nella soluzione del tuo problema...se tu sapessi perfettamente l'aiuto che ti serve non avresti neanche il problema. Come ti ho scritto nel primo post, e tutto sommato i tuoi racconti confermano, il tuo problema è alla fine un problema di profonda insicurezza in te stessa. Quello che hai raccontato qua è la risposta alla tua insicurezza da parte delle persone che hai intorno ma non dice ancora nulla sulla genesi. Preso atto del fatto che hai questa insicurezza ti risulterà evidente che finché l'aiuto ti arriva da fuori tu , da questo stato, non riuscirai mai a staccarti...fondamentalmente per due motivi. Il primo che attribuisci il successo di qualcosa all'aiuto esterno...cosa che non è vera ma ciò ti impedisce di fatto di accrescere la tua sicurezza. In secondo luogo , negli anni, hai probabilmente confuso la pazienza, la disponibilità, come forma di amore. Ti ritrovi quindi a "ricercare" questa conferma. Non guardarti con gli occhi di adesso, per capire il secondo motivo, ma con gli occhi che potevi avere da bambina dove, è naturale, cercare quel senso di protezione fuori di noi. La frase di tua mamma, in questo specifico esempio, non è particolarmente significativa di un meccanismo che dovesse portarti a sentirti incapace, al contrario, ti spingeva a fare ciò che fanno tutti...cioè risolversi i problemi da soli. Per questo penso che l'origine possa essere di natura diversa...ma la vediamo poco sotto...
seaview ha scritto:
E sì, mi faceva un po' pesare il discorso della "delusione" che le provocavo (non) comportandomi in un determinato modo. Mi ricordo un episodio in particolare: eravamo in montagna con amici di famiglia, e per fare una passeggiata in quota dovevamo prendere una funivia. Io pur di non prenderla mi sono attaccata ai pali della stazione di partenza, i miei mi hanno dovuto staccare a forza, davanti ovviamente agli occhi allibiti delle altre persone. Una scena epica... e a me, a parte il panico, montò una rabbia.. verso tutti, perché è stato un momento di un imbarazzo e una vergogna totali, ma anche verso di me perché mi dicevo "Ma proprio tu devi essere così idiota da fare scene del genere?"

Anche questo episodio non rievoca le origini ma come ti hanno aiutato o meno. E anche qua il tuo problema, anche nel racconto, non è sul perché tu potessi avere paura di prenderla ma su cosa hanno fatto loro per aiutarti...o non aiutarti come in questo caso. Il panico, per te, nei tuoi racconti è stato quasi un "mezzo" più che un problema...intendo inconsciamente ovviamente...
seaview ha scritto: Mi riferivo nello scorso post all'adolescenza come a un'età in cui comunque già ci sono molte questioni aperte a priori, si tende in genere a vivere inserendosi nella dimensione del gruppo, a "uniformarsi" per sentirsi a proprio agio, in anni in cui la propria identità personale non è ancora formata del tutto. Ecco, io in quegli anni la dimensione del gruppo non la potevo vivere, perché evitavo tutte le situazioni che pensavo mi avrebbero provocato attacchi di panico. In totale nella mia vita di attacchi di panico ne avrò avuti 5, ma l'ansia che mi potessero tornare mi ha condizionato tantissimo.
Ok...anche per le questioni del "gruppo"...sembra che ti abbia aiutato avere una "scusa"....non tanto per gli altri quanto per te. Non è vero che non la potevi vivere...non la volevi vivere...e anche tutto questo è indice di una profonda insicurezza...quindi hai mai pensato che il panico fosse tuo alleato invece che il tuo problema?
Ora, se ti va, cerchiamo di capire perché dovessi coltivare questa profonda insicurezza. Che episodi ti possano aver portato a pensare così di te. All'inizio ti avevo fatto quelle domande riguardo i rimproveri perché, spesso, un adulto non si accorge del tipo di informazione che manda ad un figlio...ma ora, a me, pesa più l'idea di un altro meccanismo. Per curiosità...perché dici che è una persona fantastica? Cosa fa o ha fatto per essere così fantastica? Perché l'idea che mi sta venendo è che tu abbia avuto l'immagine di una donna, figura estremamente importante per chiunque, forse idealizzata, nella quale ti sentivi di non riuscire mai a giungere come avresti voluto. Come se fossi stata schiacciata da questa immagine. Una donna che ti sembra di non aver mai soddisfatto. Di una donna di cui dovevi per forza raggiungere le aspettative ma le hai vissute sempre troppo in là. Però sè questa percezione l'hai avuta tu perché l'hai idealizzata o perché nutrivi troppe aspettative sul suo modo di manifestare...oppure se l'errata percezione l'hai avuta in seguito a suoi commenti "sminuenti" nei tuoi confronti...lo puoi sapere solo tu.
Questo, però, non è fondamentale per vivere bene da oggi...ti può essere utile per capire ma il lavoro che puoi iniziare da adesso non prevede nessun nesso con il passato...nessun aiuto dall'esterno...nessuna aspettativa di come gli altri si debbano comportare e, soprattutto, una tremenda onestà nei confronti di te stessa...la capacità di non "cedere" ad un aiuto comodo che ti faccia sentire amata ma solo da una gran voglia di acquisire la fiducia in te stessa...senza nessun alibi. Ora sei grande, sei mamma, e non dipendi più da nessuno...emotivamente parlando...e non potrai mai aumentare la sicurezza in te stessa senza sperimentare "i fallimenti" e le avversità su te stessa senza l'aiuto esterno. Hai voglia? non hai bisogno di niente d'altro se non te...della tua presenza...dell'esperienza di vivere il buio da sola se non credi di poterlo affrontare. Non c'è niente che ti accada a cui tu non possa porre rimedio. Non c'è niente che tu non possa imparare a fare. Ma per imparare devi farne esperienza. Senza farne esperienza rimangono teorie...supposizioni...giochi...ma non rappresentano la realtà...ed è proprio quella che devi vivere...
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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 9 febbraio 2016, 16:53

Comunque...se vuoi rispondere prima puoi anche non aspettare di avere una risposta completa, coerente,compatta...come piace a te....puoi anche rispondere ad un pezzo...o non correggere o...insomma...non prenderti troppo tempo...lascia uscire quello che esce subito...
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Re: Ho deciso

Messaggio da Febbraio2015 » 9 febbraio 2016, 17:24

Ciao Seaview, vorrei anche io condividere con te quello che sto vivendo. Non ho la presunzione di darti una ricetta o una formula, quanto mostrarti cosa mi sta accadendo, sperando possa essere per te una sorta di reagente.
In questo periodo sono arrivato a dire una cosa che mai avrei pensato: sono grato alla paura del volo. Sembra un'assurdità, ma non lo è. Non lo è perchè riflettendo, dando alle idee il tempo di emergere, ho capito che proprio grazie ad una finta paura ho iniziato a sistemare molte cose che non andavano. Non entro nel merito, ogni vita con le sue scelte è diversa dalle altre, ma voglio condividere con te il mio attuale motore: qui e ora. Sembra una banalità, ma mi sono reso conto che solo vivendo qui e ora non solo assaporo di più qualunque cosa io faccia, ma le do la dimensione che ha, l'importanza che merita e riesco, se necessario, a controllarla meglio. E, qui la svolta, a capire che a volte non posso (e non devo) controllare proprio nulla. Non significa diventare beoti: significa non andare troppo lontano con la testa, rimanere sul qui e ora per non crearci universi immaginari dove tutto può essere meraviglioso ma anche drammatico. Significa non pensare che è più pericoloso arrivare in aeroporto piuttosto che volare: questo non mi aiuta. Mi aiuta invece pensare che dovrò vivere le cose quando accadranno, solo così avrò la forza e la leggerezza di valutarle per quelle che sono. E' proprio quando si vive di equazioni (aumenta il battito cardiaco = crisi di panico = svengo) che si forza la realtà cercando similitudini che spesso sono solo forzature. Qui e Ora Seaview.
ciao!

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Re: Ho deciso

Messaggio da seaview » 9 febbraio 2016, 17:32

Ok, parto :)
flyingbrandon ha scritto:l primo passo non è sviluppare strategie per mettere una pezza ma evitare che si arrivi allo "strappo". Ad esempio...tutto il tempo che "perdi" a pensare ad un avvenimento prima che ciò accada non è funzionale. P
parole sante. Ma sai che venerdì vado a Berlino con una mia collega, e ho avuto talmente tanti pensieri di altro genere in questi giorni che praticamente il pensiero del volo non mi ha ancora sfiorato.. dico, vabbè è solo martedì, ci penserò venerdì quando devo partire... E' la prima volta che riesco quantomeno a "differire" l'ansia.
flyingbrandon ha scritto:Ci sono tanti modi per non perdere il tuo contatto con la realtà in quei momenti e consiste nel portare l'attenzione verso qualcosa di reale...il tuo respiro. Non puoi avere un attacco di ansia e un respiro regolare...quindi , durante il corso della giornata, porta l'attenzione al respiro più volte che puoi. Guardalo, sentilo, non forzarlo...inizia a sentire come cambia in funzione del tuo stato d'animo o del tuo stato fisico.
Lo farò. Proverò già venerdì, e domenica quando torno vi dirò come è andata...
flyingbrandon ha scritto:Anche questo episodio non rievoca le origini ma come ti hanno aiutato o meno. E anche qua il tuo problema, anche nel racconto, non è sul perché tu potessi avere paura di prenderla ma su cosa hanno fatto loro per aiutarti...o non aiutarti come in questo caso. Il panico, per te, nei tuoi racconti è stato quasi un "mezzo" più che un problema...intendo inconsciamente ovviamente...
Hai ragione Flyingbrandon, effettivamente ho sempre affrontato la cosa da questo punto di vista, e il panico in casi estremi, e l'ansia in casi "normali", mi scattano quando penso che in caso io stia male / abbia bisogno di aiuto non avrei nessuno che mi può soccorrere. La domanda forse è "Ma perché dò per scontato che ci debba essere per forza qualcuno che mi debba aiutare..."
"
flyingbrandon ha scritto:non potrai mai aumentare la sicurezza in te stessa senza sperimentare "i fallimenti" e le avversità su te stessa senza l'aiuto esterno. Hai voglia? non hai bisogno di niente d'altro se non te...della tua presenza...dell'esperienza di vivere il buio da sola se non credi di poterlo affrontare. Non c'è niente che ti accada a cui tu non possa porre rimedio. Non c'è niente che tu non possa imparare a fare. Ma per imparare devi farne esperienza. Senza farne esperienza rimangono teorie...supposizioni...giochi...ma non rappresentano la realtà...ed è proprio quella che devi vivere...

Sì, ho voglia. Adesso ne ho proprio voglia. Ho voglia di smettere di farmi 2000 congetture nella testa rovinandomi i bei momenti che posso vivere. E anche sul discorso di mia mamma hai ragione (ma come fai?? :D ) Non l'ho mai idealizzata nel senso che aspirassi a essere come lei.. il problema forse è che sapevo quanto aveva sofferto in passato (per un lutto mai veramente elaborato e superato, mio fratello minore che è vissuto solo 9 giorni) e da una parte sentivo di voler fare la mia vita a prescindere da lei e dai suoi giudizi (sempre molto decisi), dall'altra ero consapevole che allontanandomi o ignorando le sue aspettative su di me la facevo soffrire ancora. Sia chiaro, non è che volesse che io diventassi campionessa olimpica di tuffi o vincessi il premio Nobel in Fisica, semplicemente si aspettava che io scegliessi es. l'università vicino casa; il classico bravo ragazzo; che avessi pochi grilli per la testa. Si dà il caso che invece in quel periodo di grilli per la testa ne avessi molti, e sentivo che la mia felicità - o qualcosa che le somigliava - l'avrei potuta trovare solo fuori casa. E così, in effetti, è stato. Oltretutto allontanarmi mi ha permesso di ricostruire con lei un rapporto che adesso è molto bello...
Sono troppo contenta di aver ripreso il contatto con voi! Grazie!

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Re: Ho deciso

Messaggio da seaview » 9 febbraio 2016, 17:40

MartaP ha scritto: Ciao, :wink:
hai fatto bene a scrivere, noi siamo quelli che "vediamo le cose dall'esterno" :mrgreen:
Ciao MartaP, grazie a voi che vedete le cose dall'esterno e che me le mostrate da una prospettiva diversa! Vi ammiro!
Le mie strategie hanno funzionato nel senso che mi hanno permesso di non sbarrare del tutto la porta a esperienze es viaggi che, nonostante una fatica mostruosa per quanto riguarda il pre- e a volte il durante il volo (ma più il pre-), ho vissuto comunque. Tra l'altro viaggiare mi piace moltissimo. Motivo in più per cercare di uscir fuori da 'sto labirinto di pensieri...
Sinceramente, non ho più la percezione di essere sbagliata. Ne ho di difetti, ma non mi sento "in difetto" verso qualcuno o qualcosa. Spero di poter partire da qui per prendere una direzione diversa...

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Re: Ho deciso

Messaggio da seaview » 9 febbraio 2016, 17:43

Febbraio2015 ha scritto: Qui e Ora Seaview.
ciao!
Qui e Ora. Ragazzi, com'è che mi sento già meglio dopo questi primi scambi di post? Non sto scherzando!!

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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 9 febbraio 2016, 18:32

seaview ha scritto: parole sante. Ma sai che venerdì vado a Berlino con una mia collega, e ho avuto talmente tanti pensieri di altro genere in questi giorni che praticamente il pensiero del volo non mi ha ancora sfiorato.. dico, vabbè è solo martedì, ci penserò venerdì quando devo partire... E' la prima volta che riesco quantomeno a "differire" l'ansia.
Ma non stai volando e non ti deve sfiorare...anche perché non devi fare nulla tu in volo.
Non tenere questo pessimismo di fondo. L'ansia, se ce l'hai è qui e ora, perché pensi al futuro al posto di "qui e ora". L'ansia la crei tu...non è un fenomeno che ti aspetta o con cui ti devi confrontare tutta la vita. È una spia...per te quella spia significa "che c***o pensi? Al qui e ora?" È un'alleata...come qualsiasi spia che indichi un disagio. In macchina...se ti si accende quella della riserva...che fai? La spia non è un problema...se ti focalizzi sulla spia pensando sia il problema potresti decidere di staccare il filo della spia....wowwww....fico...non si accende...ma da lì a poco ti fermi perché il motore si spegne.
seaview ha scritto:
flyingbrandon ha scritto:Ci sono tanti modi per non perdere il tuo contatto con la realtà in quei momenti e consiste nel portare l'attenzione verso qualcosa di reale...il tuo respiro. Non puoi avere un attacco di ansia e un respiro regolare...quindi , durante il corso della giornata, porta l'attenzione al respiro più volte che puoi. Guardalo, sentilo, non forzarlo...inizia a sentire come cambia in funzione del tuo stato d'animo o del tuo stato fisico.
Lo farò. Proverò già venerdì, e domenica quando torno vi dirò come è andata...

Ahhhhhhh....e perché lo proverai Venerdì e non adesso mentre leggi? Mentre cucini....mentre scrivi...perché devi aspettare venerdì? È una cosa semplice da fare...ma , inizialmente, non ti verrà facile pensarci durante la giornata...ed è proprio questo che devi allenarti a fare...portare l'attenzione al presente....diventare consapevole...


seaview ha scritto:
flyingbrandon ha scritto:Anche questo episodio non rievoca le origini ma come ti hanno aiutato o meno. E anche qua il tuo problema, anche nel racconto, non è sul perché tu potessi avere paura di prenderla ma su cosa hanno fatto loro per aiutarti...o non aiutarti come in questo caso. Il panico, per te, nei tuoi racconti è stato quasi un "mezzo" più che un problema...intendo inconsciamente ovviamente...
Hai ragione Flyingbrandon, effettivamente ho sempre affrontato la cosa da questo punto di vista, e il panico in casi estremi, e l'ansia in casi "normali", mi scattano quando penso che in caso io stia male / abbia bisogno di aiuto non avrei nessuno che mi può soccorrere. La domanda forse è "Ma perché dò per scontato che ci debba essere per forza qualcuno che mi debba aiutare..."

Perché sei insicura...ed è quello che emerso. Ma finché trovi qualcuno puoi rimanere insicura...quando smetti di cercare e decidi di viverti l'insicurezza...acquisterai sicurezza.
seaview ha scritto:
"
flyingbrandon ha scritto:non potrai mai aumentare la sicurezza in te stessa senza sperimentare "i fallimenti" e le avversità su te stessa senza l'aiuto esterno. Hai voglia? non hai bisogno di niente d'altro se non te...della tua presenza...dell'esperienza di vivere il buio da sola se non credi di poterlo affrontare. Non c'è niente che ti accada a cui tu non possa porre rimedio. Non c'è niente che tu non possa imparare a fare. Ma per imparare devi farne esperienza. Senza farne esperienza rimangono teorie...supposizioni...giochi...ma non rappresentano la realtà...ed è proprio quella che devi vivere...

Sì, ho voglia. Adesso ne ho proprio voglia. Ho voglia di smettere di farmi 2000 congetture nella testa rovinandomi i bei momenti che posso vivere. E anche sul discorso di mia mamma hai ragione (ma come fai?? :D ) Non l'ho mai idealizzata nel senso che aspirassi a essere come lei.. il problema forse è che sapevo quanto aveva sofferto in passato (per un lutto mai veramente elaborato e superato, mio fratello minore che è vissuto solo 9 giorni) e da una parte sentivo di voler fare la mia vita a prescindere da lei e dai suoi giudizi (sempre molto decisi), dall'altra ero consapevole che allontanandomi o ignorando le sue aspettative su di me la facevo soffrire ancora.
Non è dovuta a te la sofferenza che ha patito...non sta a te portare il peso della sua sofferenza. Se mai volessi aiutare , nel senso di essere d'appoggio, qualcuno dovrai tu stessa avere stabilità. C'è la convinzione, errata, probabilmente dovuta ad un retaggio "cattolico" che aiutare qualcuno signfichi essere buoni, assecondare...non è affatto così...non lo è sempre...anzi...un aiuto disinteressato è proprio fornire a qualcuno i mezzi perché riesca da solo...non è farsi necessariamente carico dei suoi problemi...è semmai mostrare che i problemi , in realtà, sono "mezzi" per accrescersi. Se tu avessi da sempre qualcuno che facesse qualcosa al posto tuo sarebbe straordinario che imparassi a farlo tu...per qualsiasi cosa ...di pratico ma soprattutto di emotivo. La spinta al cambiamento è spesso un'esigenza. Quando non puoi scegliere...devi fare e basta. È bello essere compresi ma non è affatto necessario. È necessario comprendersi.
seaview ha scritto:
Sia chiaro, non è che volesse che io diventassi campionessa olimpica di tuffi o vincessi il premio Nobel in Fisica, semplicemente si aspettava che io scegliessi es. l'università vicino casa; il classico bravo ragazzo; che avessi pochi grilli per la testa. Si dà il caso che invece in quel periodo di grilli per la testa ne avessi molti, e sentivo che la mia felicità - o qualcosa che le somigliava - l'avrei potuta trovare solo fuori casa. E così, in effetti, è stato. Oltretutto allontanarmi mi ha permesso di ricostruire con lei un rapporto che adesso è molto bello...
Sono troppo contenta di aver ripreso il contatto con voi! Grazie!
Credimi...sono molto più pesanti aspettative come quelle che hai descritto che non diventare Nobel per la fisica o campionessa olimpionica. La seconda aspettativa è più evidente che non sia possibile da soddisfare anche senza essere inadeguati...la prima è molto più subdola perché appoggia su un substrato culturale favorevole a chi cerca di "appesantirti". Il grillo per la testa è spesso "genialità"...il fare l'università lontano "responsabilizzarsi"...sono tutti elementi che ti permettono di crescere...sbagli compresi. Impedire o mostrare sofferenza per la crescita di un figlio può diventare devastante per il figlio. Ecco...le tue scelte, il tuo inseguire quello che sentivi tu, dovrebbe averti portato ad un livello di sicurezza che neanche immagini...il fatto che ti sia appoggiata ha spostato i tuoi meriti sugli altri ma...fidati...così non è. È stato merito tuo...e avresti trovato la tua felicità se non avessi pensato di aver bisogno di quei supporti. Sea...fidati...hai fatto ciò che molti non hanno fatto e non faranno mai. Molla le mani, con gratitudine, di quelli che te l'hanno data. La puoi stringere in modo paritario senza sentire che quella mano ti ha sostenuto...sei fuori Sea...goditi ciò che ti sei presa. Ma non domani...oggi...qui e ora...come ti ha ricordato febbraio...
Ciao!
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Re: Ho deciso

Messaggio da la franci » 9 febbraio 2016, 19:34

Ma è come se avessi bisogno di uno sguardo da fuori, che mi permetta di guardare le cose dall'esterno, perché sento che sì, sto facendo dei passi avanti, anche notevoli pensando a come stavo anni fa, ma a forza di pensare a "strategie" da attivare per superare determinate situazioni ho come la sensazione di essermi inviluppata, e di non riuscire da sola a fare uno scatto decisivo che oggi più che mai sento alla mia portata.
Ciao! Quando cresci... e non conta l'età che hai ...è un po' come se percorressi una scala in salita... i gradini sono tutti uguali e tu sembri sempre la stessa... quando sali i primi gradini il panorama che vedi è subito diverso... ti accorgi che stai salendo perché riesci a cogliere particolari in lontananza che prima non vedevi... poi sali un po' più su e ti rendi conto di essere salita quando ti accorgi di riuscire a vedere particolari che prima ti erano celati dagli oggetti più vicini a te...
Poi sali sali e sali ancora. ... a quel punto l'orizzonte sembra sempre uguale... ma se guardi vicino ti rendi conto che i pioli sono tutti alla stessa distanza.... la tua salita (crescita) continua sempre alla stessa velocità. ... se adesso pensi di essere ferma... forse... è perché sei davvero in alto! Questo nin è il momento di mollare, anzi.... è quello decisivo per guardare l'orizzonte e vedere qualcosa di nuovo.... e veramente importante...



Settimana prossima devo andare a Berlino per lavoro, e addirittura per una frazione di secondo ho anche pensato che forse sarei potuta andare da sola.. cosa che non si verificherà perché viaggerò con una collega, ma già aver avuto il pensiero per me è stata una piccola conquista..
Brava! Ottimo.... questo gradino l'hsi fatto tu... da sola... e... ssi bene. .. che non è l'aereo. ..
Se penso a una persona che purtroppo non c'era, o meglio c'era fisicamente ma non mi dava supporto, era mia mamma. Una persona fantastica sotto tanti punti di vista, attiva, energica (pure troppo), ma che di fronte alle mie paure mi diceva "Fatti passare quelle fisime, come fanno gli altri puoi fare tu". Può essere che sia stato quello ad aumentare la percezione di me come "sbagliata". E sì, mi faceva un po' pesare il discorso della "delusione" che le provocavo (non) comportandomi in un determinato modo.
Una mamma non può essere "mamma" solo perché ti ha messa al mondo... non sono in grado di elaborare il vissuto tra voi... perché sto facendo fatica a farlo con la mia....
Ma accettare i limiti di un genitore in quanto persona può aiutare... anzi... aiuta a perdere l'idea che il figlio ha del "genitore invincibile "... comprendere gli errori fatti da loro serve per togliersi i vestiti che ci sono stati messi addosso da loro che rappresentano i loro gusti... e non i tuoi! Togli tutto quello chr hai addosso e scegli quelko che ti fa stare bene davanti allo specchio perché piace a te... snche fosse una delusione per loro! Certo... per rivestirti... prima devi essere nuda... questo è un passaggio importante

i miei mi hanno dovuto staccare a forza, davanti ovviamente agli occhi allibiti delle altre persone. Una scena epica... e a me, a parte il panico, montò una rabbia.. verso tutti, perché è stato un momento di un imbarazzo e una vergogna totali, ma anche verso di me perché mi dicevo "Ma proprio tu devi essere così idiota da fare scene del genere?"
Ti faccio una domanda. .. se fossi in montagna adesso e vedessi la stessa scena... con una piccola attaccata ai pali che non vuole dalire e il genitore che la strappa a forza... cosa penseresti?

...pperché. .. io... davanti ad una scena del genere penserei alla sofferenza del bambino...
Mia figlia ha due anni... ha il terrore degli animali grossi.... anduamo spesso in fattoria con gli amici... non l'ho mai spinta ad avvicinarsi alle mucche.... lo farà da sola... quando capirà che non la morderanno. .. intanto io rinuncio alle passeggiate a cavallo....

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Re: Ho deciso

Messaggio da la franci » 9 febbraio 2016, 21:09

seaview ha scritto: Le mie strategie hanno funzionato nel senso che mi hanno permesso di non sbarrare del tutto la porta a esperienze es viaggi che, nonostante una fatica mostruosa per quanto riguarda il pre- e a volte il durante il volo (ma più il pre-), ho vissuto comunque. Tra l'altro viaggiare mi piace moltissimo. Motivo in più per cercare di uscir fuori da 'sto labirinto di pensieri...
Le tue strategie hanno funzionato. ... sul problema sbagliato!
Hai pensato che il problema fosse l'aviofobia.... ma quella.... per fortuna o purtroppo... è solo il sintomo di qualcosa di molto più profondo...
Un po' come quando da adolescente evitavi le situazioni di "gruppo"... era una strategia anche quella. .. per farti stare bene. .. in realtà. .. lo era per "non farti stare male"... differenza nemmeno troppo sottile. ...
Volare, atterrare col sorriso e godersiil viaggio sono sicuramente traguardi importanti da non sottovalutare... ma... fatto ciò devi scavare più giù nel profondo... e combattere la causa!
.....
Poi dici, anche se non l'ho "quotato"... che non sei più "sbagliata"....
Brutto giudizio che troppi genitori tendono a passare ai figli... i bambini... cosi gli adulti.... le persone.... sbagliano.... ma non conosco nessuno di "sbagliato"!

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Re: Ho deciso

Messaggio da seaview » 11 febbraio 2016, 17:53

flyingbrandon ha scritto: Molla le mani, con gratitudine, di quelli che te l'hanno data. La puoi stringere in modo paritario senza sentire che quella mano ti ha sostenuto...sei fuori Sea...goditi ciò che ti sei presa. Ma non domani...oggi...qui e ora...come ti ha ricordato febbraio...
Ciao!
Grazie Brandon, e grazie Franci. Io domani parto. Ho tanta voglia di arrivare a 'sta benedetta Berlino (neanche fosse sulla Luna..) ma anche di provare a godermi un po' il viaggio. Il mezzo Tavor non me lo prendo. Non ci conosciamo neanche io e voi, eppure avete toccato delle corde che in questi giorni hanno continuato a risuonare nella mia testa. Dai, domenica quando torno vi "faccio uno squillo". Grazie di cuore per il vostro tempo. State facendo qualcosa di veramente importante per tante persone.

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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 11 febbraio 2016, 17:59

seaview ha scritto:
flyingbrandon ha scritto: Molla le mani, con gratitudine, di quelli che te l'hanno data. La puoi stringere in modo paritario senza sentire che quella mano ti ha sostenuto...sei fuori Sea...goditi ciò che ti sei presa. Ma non domani...oggi...qui e ora...come ti ha ricordato febbraio...
Ciao!
Grazie Brandon, e grazie Franci. Io domani parto. Ho tanta voglia di arrivare a 'sta benedetta Berlino (neanche fosse sulla Luna..) ma anche di provare a godermi un po' il viaggio. Il mezzo Tavor non me lo prendo. Non ci conosciamo neanche io e voi, eppure avete toccato delle corde che in questi giorni hanno continuato a risuonare nella mia testa. Dai, domenica quando torno vi "faccio uno squillo". Grazie di cuore per il vostro tempo. State facendo qualcosa di veramente importante per tante persone.
Divertiti a Berlino...e divertiti, soprattutto, durante il viaggio...che sia di puro "godimento" per il volo in sé oppure perché ti offrirà l'opportunità di capirti ancora un po'. Brava...non prendere il Tavor perché ti allontanerebbe da te stessa e dai tuoi meriti senza, per altro, influire sulle tue paure. Non mi ringraziare perché non sto facendo nulla per te...ma ringraziati tanto perché stai facendo molto per te...e, almeno all'inizio, è positivo ringraziarsi...dopo diventerà spontaneo rispettarti...ascoltarti...viverti e amarti...
Se vorrai "farci uno squillo" saremo sicuramente felici di risentirti...se non ne avrai voglia...non farlo e goditi la vita.
Ciao!
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Re: Ho deciso

Messaggio da seaview » 17 febbraio 2016, 10:58

Ciao a tutti, sono tornata. Il volo per Berlino con la mia collega è andato meglio di quello che pensavo. Prima di tutto grazie al focus sul "qui e ora" non ho realmente pensato al volo finché non mi sono seduta al mio posto del Bologna-Monaco. Quindi niente ansia pre-, al mattino mi sono presa il mio solito caffè senza pensare "ma forse, la tachicardia, poi è peggio, la pressione, bla bla...", e il volo n°1 è andato liscio. Aereo abbastanza piccolo, mezzo vuoto quindi un sacco di spazio a disposizione, compagnia Air Dolomiti con buonissimo servizio (hanno addirittura distribuito le salviettine , per 40' di volo..). Volo n° 2 (sì perché la mia collega ha pensato bene di prenotarci il volo con scalo :roll: ) Monaco-Berlino con Lufthansa Regional, tutto liscio anche quello. Nel corso del volo mi sono soffermata a pensare quanto fosse bello stare lassù, e - lo so che niente è lasciato al caso, tutto è regolato al meglio, la tecnologia ecc. - ma ho cercato di assorbire un po' la magia di poter stare sopra le nuvole e vedere il mondo da tutta un'altra prospettiva. Ho perfino letto con calma, mentre la mia collega dormiva - per la prima volta non l'ho massacrata di chiacchiere compulsive. Ritorno con Germanwings diretto stavolta, un unico "friccico" alla partenza... ma è stato un flash talmente rapido che non mi ha condizionato, la mia collega ha dormito tutto il viaggio e io pure mi sono quasi assopita a un certo punto. E godendomi il "Qui e ora" che stavo vivendo, non mi è venuto neanche in mente la questione di "chi mi aiuta se ho bisogno", del non avere libertà di azione o controllo della situazione. Insomma, sono curiosa di vedere come andrà la prossima volta... :wink:

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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 17 febbraio 2016, 12:18

seaview ha scritto: E godendomi il "Qui e ora" che stavo vivendo, non mi è venuto neanche in mente la questione di "chi mi aiuta se ho bisogno", del non avere libertà di azione o controllo della situazione. Insomma, sono curiosa di vedere come andrà la prossima volta... :wink:
Come dovrebbe andare? Meglio di questa volta...e più ti liberi dai tuoi schemi mentali meglio starai in ogni ambito della tua vita. La prossima volta, probabilmente, godrai ancora di più il volo...e non ti preoccupare del "friccico"....se arriva significa solo che sei viva e senti questa vita scorrerti dentro...
Brava Sea...
Ciao!
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Re: Ho deciso

Messaggio da Febbraio2015 » 18 febbraio 2016, 16:24

Bravissima davvero, sono contento di aver letto il tuo post. Mi è piaciuto perchè l'ho trovato davvero sincero. Spesso vedo persone qui che prima della partenza sembrano certi delle sciagure e, dopo il volo, vogliono diventare piloti. Io volerò per la Cina ad Aprile, cercando di fare mio il "qui e ora" sono tranquillo, direi sereno perchè analizzando il problema dell'aereo ho capito che prima dovevo sistemare altro che col volo c'entra poco.. Per ora procede tutto bene, non credo che un eventuale volo turbolento cambierà questo modo di vivere. Vuoi ridere? Random, quando ci penso, si "materializza" in forma di ologramma - inventato perchè non so che faccia abbia - Brandon che mi dice: "Guarda che tu non controlli proprio nulla!". E io di Brandon mi fido :)
Ciao!

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Re: Ho deciso

Messaggio da sardinian aviator » 18 febbraio 2016, 16:29

Febbraio2015 ha scritto: Random, quando ci penso, si "materializza" in forma di ologramma - inventato perchè non so che faccia abbia - Brandon che mi dice: "Guarda che tu non controlli proprio nulla!". E io di Brandon mi fido :)
Ciao!
Ma lui usa la stessa frase sempre, anche quando un povero ispettore dell'ENAC sale a bordo per controllargli il brevetto. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio

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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 18 febbraio 2016, 16:42

sardinian aviator ha scritto: Ma lui usa la stessa frase sempre, anche quando un povero ispettore dell'ENAC sale a bordo per controllargli il brevetto. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
E mica si fida eh...tocca sempre eliminarlo... :mrgreen: :mrgreen:
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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 18 febbraio 2016, 16:44

Febbraio2015 ha scritto:Bravissima davvero, sono contento di aver letto il tuo post. Mi è piaciuto perchè l'ho trovato davvero sincero. Spesso vedo persone qui che prima della partenza sembrano certi delle sciagure e, dopo il volo, vogliono diventare piloti. Io volerò per la Cina ad Aprile, cercando di fare mio il "qui e ora" sono tranquillo, direi sereno perchè analizzando il problema dell'aereo ho capito che prima dovevo sistemare altro che col volo c'entra poco.. Per ora procede tutto bene, non credo che un eventuale volo turbolento cambierà questo modo di vivere. Vuoi ridere? Random, quando ci penso, si "materializza" in forma di ologramma - inventato perchè non so che faccia abbia - Brandon che mi dice: "Guarda che tu non controlli proprio nulla!". E io di Brandon mi fido :)
Ciao!
Azz...sto prendendo la forma di una visione mistica... :mrgreen: :mrgreen:
Ciao!
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Re: Ho deciso

Messaggio da la franci » 18 febbraio 2016, 22:37

Bravissima!!!veramente! !!è stato bello leggere che le nuvole da sopra ti piacciono più che da sotto!
Buon divertimento per i prossimi voli! !!!!!!

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Re: Ho deciso

Messaggio da la franci » 18 febbraio 2016, 22:41

Febbraio2015 ha scritto: Random, quando ci penso, si "materializza" in forma di ologramma - inventato perchè non so che faccia abbia - Brandon che mi dice: "Guarda che tu non controlli proprio nulla!". E io di Brandon mi fido :)
Ciao!
La prossima volta che ti capita fai uno schizzetto su un foglio e postalo in "un nostro primo piano"... Brandon manca. ..non avremo la sua foto ma avremo quella del suo avatar! :mrgreen:

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Re: Ho deciso

Messaggio da sardinian aviator » 19 febbraio 2016, 9:06

flyingbrandon ha scritto: Azz...sto prendendo la forma di una visione mistica... :mrgreen: :mrgreen:
Ciao!
Rassicuro tutti i forumisti che Brandon esiste nella realtà, l'ho visto e perfino toccato.... è solo che dopo avergli stretto la mano non riesco a togliermi di dosso questo strano alone luminoso...
È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio

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MartaP
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Re: Ho deciso

Messaggio da MartaP » 19 febbraio 2016, 10:25

sardinian aviatore ha scritto:
Rassicuro tutti i forumisti che Brandon esiste nella realtà, l'ho visto e perfino toccato.... è solo che dopo avergli stretto la mano non riesco a togliermi di dosso questo strano alone luminoso...
OT:
per rassicurarmi meglio, la prossima volta fotografalo, il mistico con l'alone luminoso... che io sono come San Tommaso: se non vedo, non credo.... :mrgreen:
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"Spock?" "Sì?" "A proposito delle colorite metafore di cui abbiamo parlato, penso che tu non debba più cercare di farne uso." .."m***a, non lo farò più."

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Re: Ho deciso

Messaggio da Febbraio2015 » 19 febbraio 2016, 10:37

La cosa inizia a sfuggirmi di mano. Sarà che ne abbiamo parlato, ieri ho sognato la prima tappa del volo LIN-AMS, pilota Brandon (ci teneva, lui :D ). Morale quando sto per uscire, lui mi aspetta, mi da la mano e mi da del p###a. Bello avere degli amici! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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Re: Ho deciso

Messaggio da flyingbrandon » 20 febbraio 2016, 7:16

Febbraio2015 ha scritto:La cosa inizia a sfuggirmi di mano. Sarà che ne abbiamo parlato, ieri ho sognato la prima tappa del volo LIN-AMS, pilota Brandon (ci teneva, lui :D ). Morale quando sto per uscire, lui mi aspetta, mi da la mano e mi da del p###a. Bello avere degli amici! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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Ciao!
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