parlare di paura... con chi non ne ha

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Camaur
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parlare di paura... con chi non ne ha

Messaggio da Camaur » 2 giugno 2008, 14:49

Ciao

Esiste una sezione, in questo forum... paura di volare... ma da quando frequento il forum, qualche anno, evito di parteciparvi attivamente... la prima volta fu Luca Evangelisti a mettermi giustamente in guardia... attenzione a quel che si dice, a non peggiorare la situazione, a non deridere chi di fare una cosa che io, e tanti di voi facciamo disinvoltamente, ne fa un piccolo dramma.
E' la paura del volo. Io non la capisco, e a volte, vi confesso, mi verrebbe da dire "ma perchè, di che cavolo hai paura, tu che magari te ne vai in auto ogni giorno, e forse fumi, tieni il cell attaccato a 2 cm dal cervello per 4 ore al giorno...", ma ho capito, così non si fa. Vi confesso che leggendo quanto scrivono molti utenti in quella sezione, anche solo a partire dal titolo ("sono terrorizzato", "aiutatemi", "non ce la faccio", "ho perso", Non ci salirò mai"...) spesso ho l'impressione che ci stiano prendendo in giro, che esagerino. Cioè, non capisco, non concepisco che si possa avere così tanta paura dell'aereo da perdersi un appuntamento di lavoro, una vacanza, una luna di miele, un'opportunità unica... ma una cosa ho capito, meglio non parlare con sufficienza e disinvoltura con chi lamenta una tale fobia... allora sento il bisogno di parlarne con chi non ha la stessa paura, oppure ha al massimo la paura che ho io dell'aereo (paura... boh! A me PIACE andare in aereo, ci andrei anche senza averne l'obbligo... sarò uno psicopatico?).
E mi viene in mente: in diverse centinaia di voli che ho sul groppone, mai, dico MAI ho notato qualcuno estremamente nervoso, impallidito, tremante, almeno nelle poltrone attorno a me. Ricordo, questo si, una gita scolastica, nel 1983, credo un DC9 con Alisarda, avevo accanto un compagno che vomitata ogni volta che guardava verso il finestrino... ma era una persona che stava male anche in autobus, un coatto della cinetosi insomma. Quando volo, vedo attorno a me gente che legge, dorme, chiacchiera, scrive, guarda fuori dal finestrino... non ho mai visto scene di panico, o anche solo di irrequietezza... possibile allora che molti facciano solo finta di stare tranquilli e che al minimo segno di pericolo o emergenza sono pronti a dare in escandescenze? Io ho volato finora:
a) da solo
b) con mia moglie
c) con mia moglie e mia figlia
d) con colleghi di lavoro
e) con i miei studenti
e non ho mai vissuto momenti meno che sereni, anche davanti a turbolenze da capogiro. Balli, ritiro improvviso dei vassoi del pranzo, qualche sguardo allucinato... ma sino ad oggi nulla mi ha mai convinto che ci fosse qualcosa di pauroso nel prendere un aereo anzichè un treno o un pullman.
Sono stato fortunato?

Insomma, ne parlo qui perchè ho paura di parlarne, sbagliando qualcosa, con chi manifesta questa paura, e che credo che in questa sezione del forum non ci metta piede...
infine la domanda: in realtà... di cosa hanno paura? Banalmente, che cada l'aereo, di morire? O di avere paura, ed esporsi così al ridicolo?

ciao

Mauro

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silverwings
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Re: parlare di paura... con chi non ne ha

Messaggio da silverwings » 2 giugno 2008, 15:31

Ciao Camaur,
a me volare non mette paura, ma ansia una grandissima ansia che inizia gia' alla prenotazione del viaggio ( gia' perche' io volo solo per andare in vacanza), da quel momento attraverso i vari siti inizio a monitorizzare le partenze e gli arrivi dell' aereo che dovro' prendere, poi si arriva alla notte prima della partenza in genere insonne e all' indomani all' aeroporto l' ansia aumenta in maniera esponenziale con le ore di ritardo che prende il volo poi comincia a diminuire nel momento in cui mi siedo al mio posto controllo che il giubbotto di salvataggio sia al suo posto mi guardo il filmino sulle emergenze facendo i debiti scongiuri con mia figlia che mi dice speriamo di usare lo scivolo per scendere dall' aereo( il cuore per un attimo si ferma). Cabin crew ready for take-off l'areo accelera sobbalza si stacca da terra una virata, la citta' vista dall' alto e la magia si ripete l' ansia rimane li',ancorata a terra in aeroporto. Durante il volo poi sono tranquillo non tanto da dormire, ma abbastanza per stare seduto al mio posto mangiare chiacchierare etc..
Mi sono chiesto tante volte a cosa sia dovuta questa ansia e la risposta piu' plausibile che ho trovato e' la paura di morire, di morire accorgendomene e non potere fare niente per impedirlo perche' mi dico se l'aereo facesse un bel botto e finisse li tutto ok, ma se dovesse fare tipo Lost che te ne accorgi vedi la gente volare senti l' aria fredda sulla faccia perdi i tuoi cari... e' questo che mi mette ansia.
Un saluto e a presto.

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redbrain
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Re: parlare di paura... con chi non ne ha

Messaggio da redbrain » 2 giugno 2008, 15:47

Io non ho paura di volare. Ma capisco quelli che ce l'hanno. Sai, le fobie in generale, di tutti i tipi, non sono necessariamente razionali e fondate, altrimenti non sarebbero fobie. Non c'è quindi bisogno di un reale motivo per svilupparle: tutto nasce da un trauma fisico o psicologico anche inconsapevole. Basta sentire di qualche incidente o vedere le immagini di un disastro e scatta quel qualcosa dentro... Non si puo' colpevolizzare chi ha questa paura, così come chi ha la paura dei volatili, degli spazi ristretti, del buio. Sappiamo tutti che non sono tutti dei motivi validi, lo sanno anche loro stessi, spesso e volentieri. L'unica cosa che possiamo fare noi che non abbiamo paura è proprio aiutarli, in tutti i modi possibili, per dare loro motivi per non preoccuparsi; se non riusciremo a eliminare la loro paura, quantomeno riusciremo ad attenuarla (ed è già un buon risultato).

...sul fatto che non hai mai visto persone in preda ad attacchi di panico in aereo:
magari è una pura coincidenza (a me è capitato di vederne in due casi), magari è pure il fatto che, statisticamente, le persone che nutrono una tale paura tendono a prendere l'aereo molto raramente, no? :wink:
Federico

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Re: parlare di paura... con chi non ne ha

Messaggio da ronnieross » 2 giugno 2008, 17:21

Sono un grosso esperto della paura di volare, visto che per questo motivo non salgo su un aereo dal 1982 :roll:
In realtà sono in grado di raccontarti poco, però: si tratta di qualcosa di poco "comunicabile" a parole...
Non è una paura "razionale", come ad esempio quella di entrare nella gabbia dei leoni; si avvicina di più alle nevrosi descritte in psicoanalisi... ad esempio la fobia dei cavalli descritta da Freud nel caso del "piccolo Hans".
Pensa alla paura dei ragni o degli insetti, animali diffusissimi e praticamente inoffensivi.

Nel mio caso c'è senz'altro la sensazione di non avere più il controllo su di sè, sulla propria posizione nello spazio.
Una volta sono entrato in cabina di un treno eurostar e mentre viaggiavo a 250 km/h tra Roma e Firenze vedevo gli altri convogli venire incontro a una velocità relativa di 500 km/h: tra me e me pensavo "quale controllo potrò mai avere su di me in questa situazione, se per caso l'altro convoglio ha sbagliato binario e ci sta correndo in contro?" - eppure il panico non scattava -
Il panico in alcune persone scatta anche *senza* bisogno di motivi scatenanti... ed il panico è brutto, pare di morire...
Se ti fosse capitato un attacco di panico in aereo forse lo eviteresti anche tu come faccio io :wink:
Come diceva acutamente un'amica spesso la paura dell'aereo è paura di avere paura :shock:

Saluti
Enrico

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Re: parlare di paura... con chi non ne ha

Messaggio da Ashaman » 2 giugno 2008, 17:27

Personalmente io non prendo mai in giro ne approfitto di altre persone per le loro fobie. È una cosa che va al di la della buona educazione, in quanto anch'io soffro di una fobia (che nulla ha a che fare con il volo). Fobia che è stata causa diretta di un incidente qualche anno fa nel quale per poco non ho fatto l'ultimo volo (quello che si fa sola andata e senza aereo). Mi scuserete se non ne parlo.

Le fobie purtroppo esistono, per quanto prive di fondamento ne di raziocinio, e chi non ne soffre non può realmente capire.
Salva una pianta! Mangia un vegano!

"He who sacrifices freedom for security deserves neither."
-Benjamin Franklin

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Re: parlare di paura... con chi non ne ha

Messaggio da tartan » 2 giugno 2008, 17:58

Diversi anni fa mi capitò, mentre guidavo, di sentire un dolore al braccio sinistro. Mi trovavo nel sotto passaggio di Corso d’Italia a Roma (lo dico per beneficio dei romani). Mi prese un attacco di panico, sicuramente motivato. Cercai di uscire al più presto dal tunnel, commettendo anche diverse infrazioni e guidai con il cuore in gola fino a casa (non molto lontana). Arrivato telefonai al mio medico raccontandogli tutto. Mi tranquillizzò, ma mi disse anche di controllare il cuore, cosa che feci il giorno dopo. Non avevo niente, per fortuna, esattamente come aveva detto il mio medico per telefono, però da quel giorno molte cose cambiarono.
Non potevo più prendere la macchina, non potevo più prendere l’autobus aziendale che mi portava in ufficio, non riuscivo più a dormire in quanto appena mi assopivo mi risvegliavo immediatamente con il cuore a mille.
Per un mese non andai in ufficio e spesi molto del mio tempo a camminare per Roma. I medici mi consigliarono il valium, ma rifiutai cercando altre soluzioni.
In ufficio ci andai con il treno, per la notte mi misi una radiolina sotto il cuscino e la lasciavo accesa tutta la notte, la macchina ricominciai a prenderla ma senza passare mai per il sotto passaggio incriminato. Poi iniziai degli esercizi di training autogeno e piano piano ne venni fuori. Passarono diversi mesi prima che potessi di nuovo riprendere l’autobus senza sentirmi soffocare, almeno un anno prima di tornare a percorrere Corso d’Italia ed eliminare la radiolina da sotto il cuscino.
Ora conosco bene che vuol dire panico ma so anche che come ne sono uscito fuori una volta posso anche rifarlo se dovesse risuccedermi. Sono sicuro che questa certezza è la mia migliore difesa unita agli esercizi in automatico di training autogeno che da soli si mettono in moto in situazioni di stress particolare. Dopo quel periodo non ho più avuto momenti analoghi.
Tutto questo forse non centra niente con la paura di volare, o forse si. Magari la radice è la stessa, non lo so. Però, anche se non ho mai avuto paura di volare, sono certo di conoscere le sensazioni che da in chi ne soffre. Il mio consiglio è di fare del tutto per vincerla la prima volta e poi di campare di rendita nella convinzione che se ci si è riusciti una volta sarà sempre più facile rifarlo.
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
Prima o poi si muore, non c'è scampo, l'importante è morire da vivi.
http://web.tiscali.it/windrider/
Prima di pretendere un diritto devi assolvere almeno ad un dovere.

Camaur
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Re: parlare di paura... con chi non ne ha

Messaggio da Camaur » 2 giugno 2008, 20:54

Grazie a tutti per le risposte, in effetti si potrebbe dire che fobie ne abbiamo tutti, e magari non è facile per uno comprendere la fobia dell'altro, mentre abbraccia strettamente la propria... riderne no, non sottovaluto gli effetti del panico... come geologo ho fatto speleologia e in due casi sono rimasto bloccato in un cunicolo dove si passava solo strisciando, perchè davanti a me c'era un compagno in preda al panico, che per decine di minuti non riusciva ad avanzare perchè aveva l'impressione che gli mancasse il fiato, che la lampada stesse spegnendosi, che le pareti di roccia stessero stringendosi sempre di più attorno a noi... panico in miniera, dentro la gabbia che porta a centinaia di metri di profondità, panico in acqua, durante le traversate a 200 m dalla riva, quando dovevi aiutare un compagno che diceva che davvero non riusciva più a nuotare e non per la stanchezza, ma perchè qualcosa lo stava tirando giù... panico, appunto.

Un mese fa ero a Londra. Visitavo il Museo della Scienza con un amico astrofisico di Padova. Siamo saliti in un simulatore, io, lui e le nostre due bambine di 12 anni, che grazie a dei bracci meccanici si muoveva su e giù, di lato, in tutte le direzioni, e all'interno, dove si restava chiusi al buio come in una scatola, c'era uno schermo che riproduceva una discesa nelle montagne russe... una cosa incredibile, quasi paurosa... nessun accenno al panico da parte di nessuno dei quattro e degli altri 3-4 "passeggeri", inglesi questi, che erano chiusi con noi dentro la capsula, per 6-7 minuti. eppure, appena mezz'ora dopo, visitando la sala sulle scoperte della medicina, non so come racconto al mio amico cosa avevo dovuto passare, lo scorso settembre, quando dovetti fare una risonanza magnetica alla cervicale e, essendomi mosso, hanno dovuto rifare tutto e insomma, sono rimasto chiuso dentro, con la testa bloccata, le orecchie tappate e un fragore infernale, e la parete della camera a 4 cm dal volto, per quasi un'ora... beh, il mio amico ha avuto una vera e propria crisi di panico davanti al mio racconto, è impallidito, è quasi scappato perso una terrazza aperta... ho chiesto alla moglie cos'avesse, mi ha confermato che il mio racconto l'aveva impressionato... accidenti!!! Non riuscivo a crederci, pensavo scherzasse. Ha impiegato una mezz'ora a riprendersi. Dopo, è rientrato, aveva ripreso colore, e gli ho detto, in tono scherzoso: "ma davvero ti ha fatto impressione? Ti ho mai raccontato della gastroscopia dello scorso giugno...". :)

Voglio spiegare, prima che qualcuno sposti la discussione nella sede apparentemente più appropriata (quella sulla paura di volare) perchè ho scritto qui, ma forse si è già capito. Non sono sicuro di essere in grado di aiutare chi ha paura, dicendo qualcosa di utile senza rischiare invece di dire qualcosa di sbagliato che peggiori la situazione, per questo evito di postare lì - nella sezione apparentemente più appropriata - quel poco o tanto che ho da dire sull'argomento... vorrei invece parlarne tranquillamente con chi, appunto, può leggere eventuali cretinaggini che dovessi qui sparare sull'argomento senza che la sua fobia per il volo si accresca per colpa mia. Mi accorgo che anche così c'è qualcuno che ci legge e dichiara di aver paura del volo, ma mi sembra che la discussione è pacata e, insomma, posso lasciarmi andare senza sentirmi in colpa.

Le nostre fobie. Tutti ne abbiamo, ho detto. Probabilmente anche chi fa lavori dove è meglio avere poca fantasia e immaginazione, per dire... astronauti, collaudatori, speleologi subacquei, scalatori, paracadutisti... io non ho vere e proprie fobie... non saprei, forse mi fanno schifo gli scarafaggi... adoro il mare e sono un buon nuotatore, ma odio fare il bagno nell'acqua torbida, proprio non ci entro... e se posso, preferisco fare le scale piuttosto che entrare in un ascensore, se posso scegliere ( e tra un mesetto devo salire sull'Empire State Building, e il nostro albergo a Times Square so che ha 28 piani...). Quando ero piccolo avevo il terrore delle nuvole, paura che mi cadessero addosso... paura superata crescendo. Altre fobie... piccole, forse. Il volo... se avessi paura di prendere l'aereo sarei disperato... per il lavoro che faccio, lo devo prendere 40-50 volte l'anno... fortunatamente io invece trovo fantastico il decollo, sentire la spinta sulla pista... anche se capisco che per chi non riesce a impedirsi di immaginare l'aereo che casca giù proprio in quel momento questo entusiasmo possa non essere condivisibile.
Eppure ogni anno prendo l'aereo con persone che non l'hanno mai preso prima... i miei studenti. Stranamente tra una cinquantina circa di ragazzi con il 90% che prende l'aereo per la prima volta, non ho mai visto una faccia spaventata e una crisi di panico. Spensieratezza giovanile? Perchè allora dopo viene meno? Credo che molti non abbiano paura perchè c'è il loro insegnante... almeno questo mi è stato confessato una volta che mi trovai per caso in volo con una mia ex studentessa, e mi confidò che il primo volo della sua vita l'aveva fatto con me andando in gita e non aveva avuto paura perchè io manifestavo la stessa tranquillità che avevo in aula, e spiegavo loro cosa accadeva, cosa si vedeva, dov'eravamo, con lo stesso tono, la stessa voce... e l'impressione era di una cosa normale, tranquilla, come un'esperienza di laboratorio... può essere una cosa del genere.
Forse potrei aiutare un amico o una persona che ha paura dell'aereo, se lo prendessimo insieme, e lo coinvolgessi negli aspetti tecnici (senti questo "ping", significa che... lo senti il reattore... questo botto è il carrello che rientra... guarda come si abbassano i flaps... ehi, l'isola del Giglio, la vedi?"). Ma a parole... davvero non saprei cose dire senza magari, ripeto, peggiorare le cose. Eppure, ne è prova questo thread, mi interessa parlarne. Perchè, al di là del volo, le fobie, e le paure in generale, sono forse quanto di più umano ci sia, in una persona. E ognuno sa il suo...

Io il mio primo volo lo feci quasi quarant'anni fa, ero con mio padre, si andava a Roma credo con un DC9 dell'ATI... in seguito mio padre, ora scomparso, me ne costruì un modello in legno, che ho ancora qui, nel mio studio, davanti a me mentre scrivo... ancora oggi quando volo mi capita di ripensare alla voce di mio padre che mi descrive cosa si vede dall'alto, la sella del diavolo, le saline di Cagliari, l'isola di Serpentara, il Tirreno, oltre quella tenda ci sono i piloti, vuoi che chieda alla hostess se ci fanno vedere la cabina?... come avrei potuto avere paura con lui accanto....

ciao e scusate se sono stato prolisso più del dovuto

Mauro

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Re: parlare di paura... con chi non ne ha

Messaggio da Luke3 » 2 giugno 2008, 21:48

Una delle cose che forse può creare ansia in un volo per chi ha paura è la mancanza di controllo ed il non poter fare niente per la propria situazione.

Mi baso su un fatto personale: prima di fare il primo volo col Cessnino ero un pò ansioso, più che altro perchè non sapevo cosa aspettarmi riguardo al controllo e avevo paura di qualche "sorpresina" sulle risposte che non mi aspettavo.
Una volta preso in mano l'aereo e visto che rispondeva tutto come me lo immaginavo, mi sono sentito di avere il controllo sul mezzo e mi sono goduto pienamente il volo in tutta tranquillità, e così sarà per tutti gli altri voli che farò nel corso del conseguimento del brevetto perchè so cosa aspettarmi e posso godermi al meglio l'esperienza.

Leggendo molti dei post di chi invece ha paura di volare, ho constatato come questo possa essere un fattore che nei casi più stremi possa creare paura o vero e proprio timore, ma la cosa che non capisco è che lo stesso si può applicare alle automobili, alle moto, ai treni, alle navi o a qualsiasi altra cosa. Posso capire la novità, ma una volta sperimentata la cosa e visto che va tutto bene, la seconda volta si dovrebbe sapere cosa aspettarsi.

E' la stessa cosa che succede al parco dei divertimenti quando per la prima volta provi una grossa montagna russa su cui non sei mai stato. La prima volta hai un pò di farfalle allo stomaco perchè non sai cosa succederà, quali reazioni avrà il mezzo e quali avrai te in risposta. Una volta finiti il primo giro allora inizi a sentire il divertimento ed il desiderio di tornarci, e sapendo cosa succederà in anticipo, riesci a tirare fuori il massimo dall'esperienza senza timore.

Però si vede che in alcuni casi questa paura possa essere amplificata al punto che l'esperienza non basta ad alleviare la sensazione

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Messaggio da pclaris » 2 giugno 2008, 22:46

Ciao,

e complimenti x la serenità di esposizione....peccato però che non tutti hanno la fortuna di volare per la prima volta con papà che spiega tutto sotto i due anni ... educativamente è una fortuna notevole, ma perchè il problema "paura del volo " in te non è mai nato grazie ad un approccio "mediato" dalla figura paterna....altri, purtroppo, non hanno avuto una fortuna simile.... se hai tempo da perdere, prova a dare un'occhiata qui ......,

http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=27&t=21001

.....parlo per me, ovviamente, la mia è soltanto una descrizione di una mia personale idea sull'origine del fenomeno "panico"..... che "scolasticamente" ho cercato di dare nel penultimo paragrafo della mia risp a cerico .....

saluti - ciao grazie

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Barone Rosso
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Re: parlare di paura... con chi non ne ha

Messaggio da Barone Rosso » 3 giugno 2008, 1:19

io da piccolo avevo paura di volare come passeggero
ora sto intraprendendo la carriera di pilota di linea.... fai un pò tu e pensa a quanto possano essere particolari le ansie, le paure e le varie problematiche connesse a queste fobie, a quanto possano essere condizionate da momenti particolari della vita, da vicende singolari o semplicemente da dettagli che i più trascurano. A me è bastata la tranquillità della conoscenza del fenomeno e di vedere come si lavorava in cockpit per innamorarmi della carriera e successivamente del volo.
CPL/IR MEP ATPL JAA (ed FAA)

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Re: parlare di paura... con chi non ne ha

Messaggio da Mavo68 » 12 giugno 2008, 9:16

Ritengo che la mia paura piu' grande, quando sono in aereo, non sia tanto di morire (anche se viaggiando molto spesso per lavoro, da quando ho due creuture che mi aspettano a casa, l'ansia è salita di molto), ma nella eventualità che debba trovarmi a gestire dei tempi (piu' o meno lunghi) di preparazione alla mia morte.
Penso a quei passeggeri l'11 Settembre che parlavano di nascosto al cellulare, cercando di comunicare con piu' persone possibili e che mandavano messaggi di amore e di disperazione.
Penso al volo JAL del 1985 che fluttuò nell'aria piu' di mezz'ora prima di schiantarsi sulle montagne o all'Alaska Airlines 261 che se ho ben inteso volo' "rovesciato" per una ventina di secondi prima di inabissarsi.
Un caro saluto a tutti
M

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