Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

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Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da FAS » 2 gennaio 2010, 9:29

Alcune compagnie aeree e probabilmente anche la NASA e l’USAF formerebbero gli equipaggi prendendo spunto dai contesti organizzativi del management aziendale ed userebbero il questionario MBTI Myers-Briggs Type Indicator.
Il questionario ha lo scopo di riconoscere e conoscere le caratteristiche dei diversi Tipi Psicologici per aiutare e migliorare la qualità delle relazioni in ambito professionale e lavorativo. L’MBTI è quindi uno strumento per tracciare i profili di personalità ed ha il pregio di essere universale nel senso che è indipendente dai fattori culturali e religiosi.
Vorrei sapere dai piloti di questo forum quanto incide quindi la leadership relazionale nel cockpit.
Come si approcciano reciprocamente comandante e primo ufficiale? Il comandante quanto tiene conto del carattere e della psicologia del primo ufficiale per operare all’interno del cockpit? Il primo ufficiale quanto risente dei diversi caratteri di leadership dei vari comandanti con i quali deve lavorare?
Riducendo la discussioni al minimo vi è mai capitato di trovarvi nel cockpit con persone con profilo psicologico molto diverso dal vostro tale da rendere il pilotaggio difficile? ad esempio troppo introverse o estroverse? Con persone che elaborano le informazioni in maniera diversa dal vostro processo logico? Con persone che prendono le decisioni in maniera troppo razionale o troppo sentimentale? Che usano piu o meno la percezione rispetto al giudizio?
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da AirGek » 2 gennaio 2010, 9:40

Purtroppo non posso ancora risponderti ma sapresti dove trovare questo questionario, tanto per farsi un idea e magari tracciarci il nostro profilo. :mrgreen:
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da FAS » 2 gennaio 2010, 9:45

AirGek ha scritto:Purtroppo non posso ancora risponderti ma sapresti dove trovare questo questionario, tanto per farsi un idea e magari tracciarci il nostro profilo. :mrgreen:
ecco qualche link:

http://www.teamtechnology.co.uk/tt/t-ar ... -simpl.htm

http://www.myersbriggs.org/my-mbti-pers ... ti-basics/

ps
tieni conto che sono nati e si sono sviluppati in ambiente di management aziendale
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da AirGek » 2 gennaio 2010, 10:09

Grazie FAS.
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da alainvolo » 2 gennaio 2010, 10:35

L'utente alainvolo ha richiesto in data 31 ottobre 2011 la cancellazione del suo account e la rimozione dei suoi post.

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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da FAS » 2 gennaio 2010, 10:55

alainvolo ha scritto:
ho avuto modo di volare con comandanti insicuri,che chiedono costantemente il mio parere su molti aspetti operativi,con comandanti paurosi e impreparati.
potrebbero essere atteggiamenti voluti?! per vedere il livello della tua gestione operativa? magari per testare la tua attitudine ad essere comandante? magari vogliono vedere la tua attitudine al problem solving?!?! magari testare la tua resistenza allo stress?

probabilemente i comandanti presenti su questo forum han fatto lo stesso? ...comandanti mi aspetto, ma non pretendo le vostre risposte...

può essere un modo per analizzare la propria performance per comprendere le ragioni degli eventuali insuccessi?
alainvolo ha scritto:
In questi casi ci si sente caricati da una mole notevole di responsabilita',poiche' ci si trova a volare in una condizione di sinergia nulla,dove la sicurezza viene garantita a livelli inferiori e quelli che sono i compiti del copilota aumentano,incrementando lo stress operativo e quindi la stanchezza,con conseguente calo della performance
quindi
non bisogna farsi sopraffare dalle pressioni degli avvenimenti
resistere allo stress causato dal cambiamento di leadership
saper mantenere l'autocontrollo

probabilmente questi eventi aiutano anche a distinguire meglio le attività urgenti da quelle prioritarie in caso di abnormal condition..anche seè tutto scritto nei manuali'!
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da alainvolo » 2 gennaio 2010, 11:10

L'utente alainvolo ha richiesto in data 31 ottobre 2011 la cancellazione del suo account e la rimozione dei suoi post.

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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da araial14 » 2 gennaio 2010, 11:52

FAS ha scritto: Il questionario ha lo scopo di riconoscere e conoscere le caratteristiche dei diversi Tipi Psicologici
Posso nutrire il dubbio nonchè la cutela più accorata in relazione a tutto questo? :wink:
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alainvolo

Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da alainvolo » 2 gennaio 2010, 12:27

L'utente alainvolo ha richiesto in data 31 ottobre 2011 la cancellazione del suo account e la rimozione dei suoi post.

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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da sardinian aviator » 2 gennaio 2010, 12:28

Devi
È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio

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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da sigmet » 2 gennaio 2010, 15:50

La domanda di FAS e' molto interessante ma e' un argomento complesso e difficile da trattare in poche righe.
Per la mia esperienza non sono a conoscenza di simili tecniche applicate alle principali compagnie europee,e in un certo senso ne rimarrei meravigliato.
Il perche' e' piuttosto semplice: in aeronautica uno dei rischi piu' grandi e' quello della complacency,parola che possiamo tradurre in termini di hf come tutto cio' che puo' ingenerare un senso di (falsa) sicurezza nell'individuo.
E la sicurezza e' uno dei bisogni primari dell'uomo e quindi una delle principali motivazioni(al secondo posto dopo quelli fisiologici secondo Maslow).L'eccesso di sicurezza (ossia del bisogno di sentirsi sicuri) porta ad evitare soluzioni che possono comportare analisi di logica complessa;faccio cio' che mi sembra giusto secondo la mia esperienza e il mio modo di vedere e non secondo cio' che invece sarebbe giusto fare in base a cio' che potrei mettere in atto seguendo un processo logico.
Volare con una persona che si conosce bene,di cui sappiamo quali siano i limiti e i pregi insomma una persona di cui ci si puo' fidare e con cui qundi ci sentiamo sicuri in aviazione e' contro la sicurezza!
Ora i modelli psicologici creati ad hoc per l'aviazione sono sati definiti in base ad alcune caratteristiche proprie del nostro lavoro.Chiaramente la personalita' e l'educazione come la motivazione non possono sempre essere le stesse per tutte le persone.Attitudine alla leadership,assertivita',orientamento all'obiettivo,sono tutte cose che ciascuno mette in un certo ordine ,ordine che inoltre puo' essere diverso in funzione delle situazioni e del proprio stato psicofisico.Il modello individuale da ricercare deve passare dall'analisi attitudinale alla definizione dei compiti;tutto questo porta alla individuazione di una figura psicologica capace di elevata sintesi critica in funzione dell'ambiente e della situazione,capace di mettersi continuamente in discussione a seconda del momento e delle situazioni.
Formare un equipaggio in funzione delle caratteristiche psicologiche dei singoli sarebbe insomma un lavoro estremamente complesso e delicato,ma sopratutto inutile.
Il rischio di conflitto inoltre aumenta con il tempo in cui si e' a contatto con l'altro.Per questi motivi si e' stabilito che la cosa migliore e' quella di "ruotare" gli equipaggi evitando che ciascun pilota possa volare sempre con la stessa persona.Il messaggio che ci e' stato trasferito dagli studi su HF e CRM e' chiaro:non sono importanti il tipo delle risorse che si hanno a disposizione ma e' importante il modo in cui interagiscono.Due individui con chiaro atteggiamento "goal oriented" se possono andar bene in un ambito lavorativo competitivo(mi viene in mente la banca di Doris e i suoi promoter) possono invece reagire negativamente in situazioni critiche dove il supporto di ciascuno e' invece necessario alla definizione del problema e alla sua risoluzione.
Nella famosa griglia della performance manageriale si notera' come il miglior risultato sia fornito la dove sara' massima sia l'attenzione verso l'obiettivo che verso le persone del team (9.9).

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Il processo decisionale deve essere improntato allo sfruttamento di cio' che abbiamo e non di cio' che vorremmo avere.Per fare un esempio: se abbiamo un motore che scalda,prima di spegnerlo dovremo tentare tutte le soluzioni che ci possono permettere di mantenerlo in temperatura.Con un membro di equipaggio che riconosciamo avere una performance scadente,dovremo in questo caso far si di sfruttarne tutto cio che ancora puo' fornirci cercando la chiave per potere interagire positivamente.Per far questo ci si serve sia di modelli comportamentali (come si dichiara un avaria o come si richiede una azione) che di procedure e standard acquisiti con l'addestramento.
Diverso potrebbe essere il caso dell'equipaggio di una navetta spaziale la dove il tempo prolungato e la qualita' della convivenza a bordo costringe a tener conto di valutazioni di altra natura.E' ovvio che in questo caso sia la selezione dell'equipaggio sia il tipo di addestramento svolto seguono linee di scelta e di attuazione decisamente diverse.
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da AirGek » 2 gennaio 2010, 15:56

sigmet ha scritto:Volare con una persona che si conosce bene,di cui sappiamo quali siano i limiti e i pregi insomma una persona di cui ci si puo' fidare e con cui qundi ci sentiamo sicuri in aviazione e' contro la sicurezza!
Probabilmente estremizzo un pò il concetto ma in soldoni sarebbe a dire che bisognerebbe volare per se stessi e per l'altro pilota, ossia pensare che qualsiasi cosa egli faccia possa sbagliare quindi supervisionarlo mentre lo sta facendo tenendosi pronti a correggere qualsiasi errore possa manifestarsi, giusto?
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da sigmet » 2 gennaio 2010, 17:37

AirGek ha scritto: ... ossia pensare che qualsiasi cosa egli faccia possa sbagliare quindi supervisionarlo mentre lo sta facendo tenendosi pronti a correggere qualsiasi errore possa manifestarsi, giusto?
Giusto. :wink:

Mi piacerebbe sapere da Alain se ha incontrato difficolta' di comunicazione con equipaggi multietnici.
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da araial14 » 2 gennaio 2010, 17:46

Il problema dell' MBTI è che si "appoggia" su di un modello di studio junghiano molto arbitrario e direi abbastanza vetusto .Non prende affatto in considerazione le varianti psicologiche,rendendo ,quanto asserisce, decisamente statico e privo di qualsiasi fondamento empirico.Parere personale: lascia un pò il tempo che trova. E' molto yankee.
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da sigmet » 2 gennaio 2010, 17:57

araial14 ha scritto:....Parere personale: lascia un pò il tempo che trova. E' molto yankee.
Concordo con Araial.
Se dagli stati uniti abbiamo preso molto della psicologia cognitiva applicata all'aviazione, e la sono stati sviluppati i concetti ancora oggi in uso negli odierni CRM,altresi' bisogna fare attenzione ad applicare altre teorie estendendole a qualsiasi ambito.
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da Luke3 » 2 gennaio 2010, 18:11

Per quanto riguarda la NASA nel periodo in cui ero a Houston non si usava l'MBTI per la formazione dell'equipaggio, ma ora dopo l'episodio di Lisa Nowak è possibile che siano cambiate le cose. Quello che però fa la NASA con ogni equipaggio dello Shuttle è creare la giusta intesa fra i membri, ed infatti un'anno prima del lancio i membri dell'equipaggio vengono spostati fisicamente tutti nello stesso ufficio, si organizzano eventi insieme e anche con le famiglie.
Io credo sia molto importante capire la persona con cui stai volando e comportarti di conseguenza, non esiste una formula fissa per tutti, specialmente nel periodo dell'istruzione al volo. Tutto ciò ovviamente mantenendo un atteggiamento positivo verso il volo. La cosa più importante però è ascoltarsi. Mi è capitato di volare con persone impulsive, con la tendenza ad intervenire subito sui comandi senza neanche farti finire il ragionamento. Esempio pratico di quel caso: sto eseguendo uno steep approach all'Urbe con flaps 30, mi viene chiesto come sono in avvicinamento, e io rispondo "sono alto ma lo sto riprendend..." neanche il tempo di finire la frase e mi ha buttato giù flaps 40. Avevamo due valutazioni diverse della situazione, ma non ce le siamo chiarite. La comunicazione è essenziale e non deve trovare barriere di grado o gerarchia. Come detto poco sopra e scritto anche in alcuni manuali che uso per studiare: "fidati ma ricontrolla tutto di tuo, e non ti offendere se lo fanno gli altri con te". Se qualcosa non ti sembra giusto, fallo presente con cortesia.
Non so, sono discorsi molto complicati da affrontare e ancora più complicati da mettere in parole, però riassumendo dalla mia (rispetto ad alcuni altri piloti del forum relativamente poca :wink: ) esperienza posso dire che tutti noi abbiamo la nostra psicologia e le nostre valutazioni diverse in volo, non esiste una formula precisa per affrontare le diversità, ne tantomeno la necessità di trovare abbinamenti specifici, ma l'importante è comunicare in maniera efficace, in modo da arrivare a capire come pensa l'altra persona. Non ci si deve ne far intimorire dal grado o pensare di avere sempre ragione, altrimenti si finisce per far passare degli errori o peggio per litigare. Certo, il comandante (o l'istruttore) è sempre il comandante, e la sua autorità va rispettata, ma chiedere un chiarimento con cortesia non ha mai offeso nessuno. E allo stesso tempo si deve essere aperti a richieste di chiarimenti da parte degli altri. :wink:
Ultima modifica di Luke3 il 2 gennaio 2010, 19:17, modificato 2 volte in totale.

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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da araial14 » 2 gennaio 2010, 18:42

Luke3 ha scritto:tutti noi abbiamo la nostra psicologia e le nostre valutazioni diverse in volo, non esiste una formula precisa per affrontare le diversità, ne tantomeno la necessità di trovare abbinamenti specifici, ma l'importante è comunicare in maniera efficace
Questo è il vero nocciolo della questione.Mi trovi assolutamente d'accordo!
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da sigmet » 3 gennaio 2010, 0:55

araial14 ha scritto:
Luke3 ha scritto:tutti noi abbiamo la nostra psicologia e le nostre valutazioni diverse in volo, non esiste una formula precisa per affrontare le diversità, ne tantomeno la necessità di trovare abbinamenti specifici, ma l'importante è comunicare in maniera efficace
Questo è il vero nocciolo della questione.Mi trovi assolutamente d'accordo!

Motivo per cui in germania ti chiedono il livello 6 di tedesco, in UK quello di inglese,in Francia quello di francese,etc,etc.
In Italia volano uzbeki che parlano l'italiano a gesti...
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da alainvolo » 3 gennaio 2010, 7:49

L'utente alainvolo ha richiesto in data 31 ottobre 2011 la cancellazione del suo account e la rimozione dei suoi post.

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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da alainvolo » 3 gennaio 2010, 7:56

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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da davymax » 3 gennaio 2010, 18:28

Il discorso, come ha gia detto qualcuno, è ampio e pieno di sfumature; mi piacerebbe parlarne con calma ma purtroppo sono in giro da 2 giorni tra hotel e venti di 150 nodi frontali presi per 4 ore...
Appena finisco questo giro della morte, torno a commentare con più calma.
"They say every man dies twice, once when his body goes and again, when his name is uttered for the last time."

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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da FAS » 5 gennaio 2010, 9:34

Grazie a tutti per le risposte!

mi chiedo alla luce di quanto da voi scritto: quanto influisce l'intesa tra comandante e primo ufficiale sulla performance del team /crew?
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da I-FORD » 7 gennaio 2010, 22:15

Molte delle attività della NASA sono alla base di tecniche e procedure dell'industria aeronautica, naturalmente con le dovute correzioni per tenere in considerazione il fatto che la NASA ha un budget enorme e non deve necessariamente produrre guadagno, mentre le compagnie aeree fanno aviazione commerciale, quindi al solo scopo di fare utili.
Detto questo credo che le compagnie, almeno quelle che conosco io, più che analizzare le caratteristiche psicologiche dei piloti nel fare i pairings, preferiscano assumere piloti che rientrino in un unico determinato profilo per proseguire formandoli in maniera da ottenere uno standard di comportamento omogeneo.
Ciò rende possibile il fatto che due persone che non si sono mai incontrate prima, salgano su un jet transonico e lo portino in sicurezza dall'altra parte del mondo attraverso tutte le possibili condizioni meteorologiche.
Alla NASA si preparano per un anno per la missione, in una compagnia aerea si hanno si e no 20 minuti.
A permettere questo miracolo concorre il fatto che in cockpit ed in generale sull'aeroplano, non vige la democrazia, c'è una sola persona delegata a prendere tutte le decisioni, quindi i conflitti di autorità sono molto rari.
Ormai da molti anni si tengono corsi di CRM nelle compagnie aeree, dove si mettono in pratica quelle quattro nozioncine di psicologia in croce che servono per fare sì che i comandanti non prendano le loro decisioni in assoluta solitudine ma cerchino di ottenere il massimo della collaborazione dai loro equipaggi (Cockpit/Crew Resources Management = Gestione delle Risorse del Cockpit/Equipaggio) e che gli equipaggi forniscano questa collaborazione anche quando i comandanti non la sollecitano.
Detto questo passiamo alle domande, con l'avvertenza che le mie risposte sono:
1) principalmente frutto della mia esperienza da copilota (11 anni) e comandante (18 anni),
2) in seconda istanza derivate dai vari corsi di formazione subiti e dispensati nel periodo di tempo di cui sopra,
3) non hanno alcun valore accademico ne' scientifico,
4) sono ampiamente condivise dai colleghi che conosco in diverse compagnie aeree del mondo (non sono pochi)
5) probabilmente superate dalle ultime mode in campo relazionale/organizzativo in voga tra chi pur appartenendo all'industria del trasporto aereo in cockpit non lavora
6) grosso modo applicate in tutte le interazioni tra membri di equipaggio fin dai tempi di Cristoforo Colombo, anzi probabilmente da prima.

>Vorrei sapere dai piloti di questo forum quanto incide quindi la leadership relazionale nel cockpit.

Poco, il ruolo di leader è assegnato formalmente ad una persona, potrà esercitarlo in maniera autoritaria, autorevole, sottomessa, prevaricante, estroversa od introversa ma non potrà mai delegarlo a meno di manifesta incapacità.

>Come si approcciano reciprocamente comandante e primo ufficiale?

Normalmente in maniera amichevole, i rispettivi ruoli sono già rigorosamente definiti da norme e procedure, non c'è alcun bisogno (di solito) di sottolinearli.

>Il comandante quanto tiene conto del carattere e della psicologia del primo ufficiale per operare all’interno del cockpit?

Dipende dal comandante, si va da chi reputa il primo ufficiale solo un prolugamento del suo braccio, quindi non tiene in minima considerazione le sue caratteristiche psicologiche, aspettandosi solo una pronta ubbidienza agli ordini, a quelli che si sforzano di capire carattere e psicologia dei collaboratori per poter usufruire al massimo delle loro prestazioni.

>Il primo ufficiale quanto risente dei diversi caratteri di leadership dei vari comandanti con i quali deve lavorare?

Sicuramente ne risente in quanto lavorare con chi ti tratta da essere umano senziente è sicuramente più gradevole che collaborare con chi si limita a trasmetterti istruzioni di funzionamento.
Comunque bisogna collaborare, altrimenti è ammutinamento, come sul Bounty.

>Riducendo la discussioni al minimo vi è mai capitato di trovarvi nel cockpit con persone con profilo psicologico molto diverso dal vostro tale da rendere il pilotaggio difficile? ad esempio troppo introverse o estroverse? Con persone che elaborano le informazioni in maniera diversa dal vostro processo logico? Con persone che prendono le decisioni in maniera troppo razionale o troppo sentimentale? Che usano piu o meno la percezione rispetto al giudizio?

Fortunatamente non mi è mai capitato di lavorare con persone che rendessero il pilotaggio "difficile".
Io però non credo si possa fare un collegamento diretto tra "profilo psicologico diverso" e difficoltà di relazione in cockpit, anzi, come nei migliori matrimoni, spesso la capacità di elaborare informazioni in maniera diversa, la prevalenza di canali sensoriali diversi, il diverso carattere (introverso/estroverso) portano ad un arricchimento delle informazioni con la conseguenza di un miglioramento del processo decisionale che, come ò già detto, è riservato ad uno solo.
Si chiama "sinergia".

>quanto influisce l'intesa tra comandante e primo ufficiale sulla performance del team /crew?

Una buona armonia è fondamentale per ottenere il massimo delle prestazioni, stando però attenti a non cadere nella complacency, dove, per troppa intesa, per eccesso di familiarità, per eccesso di fiducia l'uno verso l'altro, per troppa sensibilità, si rischia di perdere quel controllo reciproco e quel gradiente di autorità che sono alla base della sicurezza delle operazioni in un equipaggio multicrew.

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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da FAS » 8 gennaio 2010, 7:32

I-FORD grazie anche a te per le risposte e per il tempo dedicato alle mie domande.
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Re: Formazione degli equipaggi e tipi psicologici

Messaggio da blusky » 9 gennaio 2010, 19:17

Questione interessante!!!
Einstein:"Tutti sanno che una cosa é impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa."
Einstein:"Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima."
Einstein:"Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore."
Sono una goccia... Plic Plic Plic
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