Indagini ad alta quota

Area dedicata alla discussione di qualsiasi argomento riguardante l'aviazione in generale, ma comunque attinente al mondo del volo

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Ashaman » 2 ottobre 2013, 2:25

Ragazzi... a regà... guagliò... ascoltatemi. Qui in italia (lettera piccola intenzionale) tra le tante altre e anche più importanti mancanze, abbiamo un sistema che io chiamo di censura non censoria.

Cos'è? È l'abitudine fin dall'invenzione del film non muto, negli adattamenti di filmati non italiani, a far si che TUTTO quello che non può essere capito IMMEDIATAMENTE anche dal cretino del villaggio (globale o meno) deve essere... semplificato nel modo più scemo possibile. Anche sbagliando proditoriamente e grossolanamente. Anche se attrae le ire di chi informato è. Anzi, SOPRATTUTTO se attrae le ire di questi ultimi, spocchiosi intellettuali tutti (non il mio punto di vista, ma quello del sistema, badate).

Ora, se semplificare in questo caso significasse dare anche una sommaria definizione del sistema impiegato (nodi, miglia, piedi, yarde, eccetera), la cosa sarebbe non solo positiva, ma ISTRUTTIVA. Da prendere come esempio.

E qui casca il cavaliere (ogni riferimento a fatti e cose realmente esistenti è sempre puramente intenzionale). La TV in italia deve essere divertente. Ti deve svagare, divertire, farti piangere se ti piace (de gustibus... c'è già tanto da piangere nel mondo reale, ad alcuni piace piangere anche nelle fiction... valli a capire)... deve sviare la tua attenzione da cose ben più importanti soprattutto... ma essere istruttiva? NO. Mai!

La TV istruttiva è noiosa per definizione... e poi, oggi come 1000 anni fa, gli ignoranti sono più facili da prendere per le terga (faccio notare la connotazione aulica) che persone ben istruite e informate... in breve, non è per gli italiani. Che volete, che anche gli italiani imparino cose che in quasi tutte le altre nazioni sono date per scontate? Si? Dove avete vissuto negli ultimi 90 anni, dite, dite...

LE serie sorgente (perché è più di una) a cui il programma "indagini ad alta quota" attinge sono disponibili sulla rete in inglese da varie fonti, e in lingua d'Albione non sono adattate in modo asinino per rimbambiniti.

Fa porre la domanda, non è vero? Possibile che siano solo gli italiani a non distinguere da un uso che si fa con le corde da un unità di misura di velocità? Quello che si infila negli stivali da unità di misura di altezza (in campo aeronautico almeno)? Da grossi polli non evirati a unità di misura di capienza? Da cibo femmina per uccelli a unità di misura di lunghezza? Eccetera?

Fa porre la domanda soprattutto quando vedendo la versione italiana e quella inglese una dopo l'altra vi accorgete che quella inglese.. è quasi sempre più lunga. Che alcune cose, inspiegabilmente, sono state tagliate per la versione in italiano. E alle volte non si capisce perché, dato che i pezzi tagliati non mostrano nulla di trascendentale.

Vedetevele in inglese, soprattutto voi che avete una base aeronautica. E non venitemi a dire che non sapete l'inglese. La lingua inglese e l'aeronautica vanno a braccetto in tutto il mondo da... dal 1903. Se non sapete l'inglese e avete basi d'aeronautica, potete aver acquisito queste solo su un altro pianeta. In questo ultimo caso, fateci sapere del vostro sistema solare di provenienza, come siete arrivati qui, la cultura dalla quale provenite, se esistono anche altri pianeti abitati oltre questo e il vostro nella galassia, e tutto il resto, per favore. Siamo tutti curiosi in proposito. :P
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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da TheClubber » 2 ottobre 2013, 13:05

Ma cosa vuol dire? Un prodotto viene importato e tradotto "a ca**o" e secondo te è giustificabile?
Allora prendiamo Dr House o Grey's Anatomy e infiliamoci termini non medici perché tanto i telefilm in questione devono intrattenere e non educare.

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Ashaman » 2 ottobre 2013, 14:05

TheClubber ha scritto:Ma cosa vuol dire? Un prodotto viene importato e tradotto "a ca**o" e secondo te è giustificabile?
Allora prendiamo Dr House o Grey's Anatomy e infiliamoci termini non medici perché tanto i telefilm in questione devono intrattenere e non educare.
Scusa, sei tu che non hai capito un ca**o. LEGGI i post prima di criticare. :roll:

Se consiglio di vedere la versione originale in inglese, certo non lo faccio perché quella italiana è migliore. Non mi scaglio contro gli adattamenti perché non sono Don Chisciotte e CONOSCO l'utilità di combattere i mulini a vento. Propongo soluzioni, o almeno cerco di proporre soluzioni, invece di tenere un comizio fine a se stesso (come vedi non sono adeguato a diventare un politico). :wink:

Questo senza considerare che QUESTI mulini a vento sono solo il sintomo, non la causa del problema. :?
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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da hawk-eyed » 2 ottobre 2013, 18:05

"nuovi episodi" per modo di dire.... :lol:

a parte gli scherzi, di "nuovo" che io sappia c'è quello di un 737 partito dal Libano se mi ricordo bene, di notte, e precipitato nel Mediterraneo poco dopo il decollo...

se può interessare, posso ricercare il link... :roll:
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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Simone » 2 ottobre 2013, 22:26

Ragazzi, va bene tutto quello che dite, ma... ma lo sapete in che stato lavorano i ns. doppiatori italiani? I migliori al mondo? Non siamo mica negli anni settanta dove ci saranno stati, tra film e documentari da doppiare una parte infinitesimale della mole di lavoro che hanno oggi.
Qualcuno dice che "dovrebbero avere un consulente aeronautico" lì a fianco che li traduca pari-pari. Ma secondo voi hanno tempo per far questo e soprattutto chi paga un consulente?
Ci vorrebbe che la serie americana, dia già le dispense già con la traduzione in italiano. Ma io non so come avvengano queste cose, penso che sia tutto molto più artigianale: qualche generico traduttore che trascrive i dialoghi.
Sapete che il doppiaggio al giorno d'oggi è fatto meno bene d'un tempo? I ritmi, le ore di lavoro ecc. fanno si che sia "meno curato" (questo lo dicono loro stessi) e ovviamente quando andiamo su cose prettamente tecniche... insomma non facciamo gli schizzinosi, i perfettini. Quando si dice che l'aereo è atterato a 150 km/h: mi son detto forse saranno nodi (?).. e vabbé.
Queste trasmissione, come abbiamo già detto, sono fatte molto bene, ma son fatte un po' per tutti.
Avete mai sentito tradurre in simultanea un "Ave Maria" da un altra lingua, dall'inglese per es.. secondo voi il traduttore se non conosce le pregherie (dette in italiano), come ve le tradurrà? Ve lo tradurrà in una maniera che vi farà ridere.
Provare x credere.

ciao

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Giuseppe Cei » 2 ottobre 2013, 22:51

Secondo me c'è anche un po', se non pressappochismo, scarsa professionalità.
Io non so molto l'inglese, ma mi accorgo quando i giornalisti italiani cadono mani e piedi nei cosiddetti "falsi amici", cioè quelle espressioni, per fare un esempio, come "factory" che magari viene tradotto come "fattoria".
Negli anni 60 e 70 certe cose in TV non sarebbero mai successe, anzi, per "parlare" in TV dovevi fare corsi di dizioni che limassero fino quasi ad eliminarlo il tuo accento dialettico.
Ora, non me ne vogliano gli amici romani, ma si sentono certi giornalisti della RAI che sembra parlino in un bar di Trastevere.

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Simone » 2 ottobre 2013, 23:23

Giuseppe Cei ha scritto:Secondo me c'è anche un po', se non pressappochismo, scarsa professionalità.
Io non so molto l'inglese, ma mi accorgo quando i giornalisti italiani cadono mani e piedi nei cosiddetti "falsi amici", cioè quelle espressioni, per fare un esempio, come "factory" che magari viene tradotto come "fattoria".
Negli anni 60 e 70 certe cose in TV non sarebbero mai successe, anzi, per "parlare" in TV dovevi fare corsi di dizioni che limassero fino quasi ad eliminarlo il tuo accento dialettico.
Ora, non me ne vogliano gli amici romani, ma si sentono certi giornalisti della RAI che sembra parlino in un bar di Trastevere.
Va bene.
Ok. anche sulla scarsa professionalità di molti giornalisti italiani,(sopratutto in geografia).
Ma con la (grande) professionalità dei ns. doppiatori che c'entra?
Non sono i doppiatori responsabili della traduzione.

Giuseppe Cei
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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Giuseppe Cei » 3 ottobre 2013, 0:06

Simone ha scritto:
Giuseppe Cei ha scritto:Secondo me c'è anche un po', se non pressappochismo, scarsa professionalità.
Io non so molto l'inglese, ma mi accorgo quando i giornalisti italiani cadono mani e piedi nei cosiddetti "falsi amici", cioè quelle espressioni, per fare un esempio, come "factory" che magari viene tradotto come "fattoria".
Negli anni 60 e 70 certe cose in TV non sarebbero mai successe, anzi, per "parlare" in TV dovevi fare corsi di dizioni che limassero fino quasi ad eliminarlo il tuo accento dialettico.
Ora, non me ne vogliano gli amici romani, ma si sentono certi giornalisti della RAI che sembra parlino in un bar di Trastevere.
Va bene.
Ok. anche sulla scarsa professionalità di molti giornalisti italiani,(sopratutto in geografia).
Ma con la (grande) professionalità dei ns. doppiatori che c'entra?
Non sono i doppiatori responsabili della traduzione.
Hai ragione.
In effetti mi riferivo a coloro che si occupano della traduzione, che non credo siano i doppiatori .
Che poi sarebbero narratori visto che i doppiatori sono quelli delle pellicole.

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Mercury » 3 ottobre 2013, 10:32

guardate che i doppiaggi italiani sono tra i migliori al mondo, anzi sarebbe meglio facessero schifo così la gente guarderebbe i programmi in lingua originale che non farebbe male....specie ai bambini....poi certo che con certi termini i traduttori fanno delle toppate, fino a poco tempo fa dove si pronunciava "pancake" doppiavano frittella.....tanto per dire. Più che altro è che abbiamo ottimi doppiatori però a farci ben caso Stallone, De niro ecc avevano tutti la stessa voce...il grande Amendola... :mrgreen:
le opinioni sono come le mutande, ognuno ha le sue....

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da TheClubber » 3 ottobre 2013, 12:55

Simone ha scritto: Qualcuno dice che "dovrebbero avere un consulente aeronautico" lì a fianco che li traduca pari-pari. Ma secondo voi hanno tempo per far questo e soprattutto chi paga un consulente?
Il consulente dovrebbe semplicemente affiancare colui che fa l'adattamento. Una volta che i doppiatori hanno in mano la traduzione possono lavorare.

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Ashaman » 3 ottobre 2013, 13:34

I doppiaggi italiani NON sono i migliori al mondo. Sono tra GLI UNICI al mondo.

Se all'estero vai a vedere un film in lingua non locale, IL PIÙ DELLE VOLTE questo film è sottotitolato nella lingua locale. RARAMENTE lo si trova doppiato.

Qui in italia però abbiamo una storia di analfabetismo tra alcune fasce della popolazione che si è trascinata fino agli anni 60, e con la nascita dei film non muti ci si è posti il problema di far capire i film anche a chi leggere non sapeva.

Questo detto, I NOSTRI DOPPIATORI sono forse tra i migliori al mondo.

I nostri doppiaggi, intesi come adattamenti dalla lingua originale alla nostra... NO. Come ho già scritto sopra, proprio perché si è sempre cercato di rendere il film o programma doppiato comprensibile anche alle capre, quando va bene le cose vengono semplificate oltremisura e quando va male cominciano a farsi vedere gli strafalcioni.

Questo detto, scagliarsi contro il sistema è inutile, non ti danno retta a nessun livello. Urlare nelle orecchie delle statue non ti fa sentire meglio dalla persona ritratta nel marmo. Mostrare visivamente la giusta strada a chi ha avuto la sfortuna di perdere la vista o non averla mai avuta è tempo perso. Cercare di educare un politico italiano al non furto crea situazioni come quelle dei primi anni 90, quando e dove TUTTO sembrava sul punto di dover cambiare per il meglio e poi con lo scendere in campo per curare i NOSTRI interessi di Son of a Bitch tutto è tornato agli stessi livelli di prima, se non peggio.

Siamo in italia. Qui si fa così. Male, d'accordo, ma si fa così. Se non ti sta bene, attaccati... o guardati i filmati in lingua originale. Come faccio io.
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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Simone » 3 ottobre 2013, 15:10

Dai Ashaman, non essere però così negativo. In fin dei conti è bello che si parli di aerei e che li si facciano vedere.
Poi tutto si può migliorare, dopo tutto da questo forum mi aspetterei commenti più positivi ed entusiasti su trasmissioni del genere. In fin dei conti era ora che si facessero trasmissioni così (magari non sempre parlando di incidenti ma anche di aeromobili, aeroporti ecc.), mi aspettavo che dopo le navi si parlasse anche di aerei e magari anche di treni.

ciao

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da fabrizio66 » 3 ottobre 2013, 15:31

il doppiaggio dei film è una peculiarità molto italiana ed in questo siamo dei campioni, il fatto che sia giusto o meglio non sta a me giudicarlo, per quanto mi riguarda preferisco un film doppiato ad uno in lingua originale.

e poi anche in questo caso il sottotitolo bisogna vedere come viene tradotto dall'originale.

però in questo ot non stiamo parlando di doppiatori ma di traduzioni dall'originale, sicuramente molte lacune sono palesi, ma in generale il prodotto riesce ad avvicinare anche i non tecnici a tali documentari e per questo ben venga.

trovo personalemnte piu fastidioso la tipica commedia melodrammatica americna di voler inserire in un documentario tecnico il fatto che la piccola marion stava tornando a casa per riabbracciare la zia che stava male e che non ha potutio salutare perchè l aereo si è aperto in volo....

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da camicius » 3 ottobre 2013, 17:35

Ashaman ha scritto:I doppiaggi italiani NON sono i migliori al mondo. Sono tra GLI UNICI al mondo.

Se all'estero vai a vedere un film in lingua non locale, IL PIÙ DELLE VOLTE questo film è sottotitolato nella lingua locale. RARAMENTE lo si trova doppiato.
E quando lo è, spesso è doppiato in maniera penosa. A.k.a. 2 attori (uomo e donna) che leggono le battute, senza la minima espressione.
Ashaman ha scritto: Qui in italia però abbiamo una storia di analfabetismo tra alcune fasce della popolazione che si è trascinata fino agli anni 60, e con la nascita dei film non muti ci si è posti il problema di far capire i film anche a chi leggere non sapeva.
Se l'analfabetismo ne è una causa, è diventato anche una conseguenza. Guardando serie americane e inglesi in lingua originale con sottotitoli in italiano, sto imparando l'inglese quasi meglio che andando a scuola. Di sicuro in maniera più divertente.
I primi tempi MTV trasmetteva sottotitolato un sacco di roba USA, mentre ora doppiano tutto anche loro...

Ashaman ha scritto: Siamo in italia. Qui si fa così. Male, d'accordo, ma si fa così. Se non ti sta bene, attaccati... o guardati i filmati in lingua originale. Come faccio io.
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ciao
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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da fabrizio66 » 3 ottobre 2013, 21:58

una volta a Buenos Aires ho visto il film di troisi ricomincio da tre in italiano con i sottotitoli in spagnolo, ero con mio cugino argentino che parlava più che un italiano un marchigiano da figlio di emigrante.

la cosa faticosa è stato è stata cercare di far comprendere la giusta traduzione dei termine napoletani in spagnolo, purtroppo però certe cose sono intraducibili, questo perché certe parole certi termini vanno aldilà del significato letterale.

come si fa a tradurre in inglese sia con un sottotitolo o con un doppiaggio un frase come "te piego come na Graziella" o "stai fuori come un balcone"

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Giuseppe Cei » 3 ottobre 2013, 23:27

fabrizio66 ha scritto:una volta a Buenos Aires ho visto il film di troisi ricomincio da tre in italiano con i sottotitoli in spagnolo, ero con mio cugino argentino che parlava più che un italiano un marchigiano da figlio di emigrante.

la cosa faticosa è stato è stata cercare di far comprendere la giusta traduzione dei termine napoletani in spagnolo, purtroppo però certe cose sono intraducibili, questo perché certe parole certi termini vanno aldilà del significato letterale.

come si fa a tradurre in inglese sia con un sottotitolo o con un doppiaggio un frase come "te piego come na Graziella" o "stai fuori come un balcone"
Qui subentra l'abilità del traduttore nel cercare un'altra espressione nella lingua nella quale si vuol tradurre che sortisca lo stesso effetto.
Credo che il doppiaggio cinematografico sia pieno di queste situazioni.

P.S. Ma perchè in un forum di aviazione si parla di doppiaggi?? :mrgreen: :mrgreen:

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da TheClubber » 4 ottobre 2013, 1:59

camicius ha scritto: Guardando serie americane e inglesi in lingua originale con sottotitoli in italiano, sto imparando l'inglese quasi meglio che andando a scuola. Di sicuro in maniera più divertente.
Io trovo più immediato guardare in lingua originale con i sottotitoli originali, quindi, audio e sottotitoli in inglese. Perché poi, il vero obiettivo è capire il senso di una frase, non necessariamente capirla in tutta la sua totalità. Questo è un trucco per accelerare l'apprendimento della lingua.
Certo che se poi ci inseriamo tecnicismi, allora è complicato, ma nel caso di un film tipo commedia o d'azione, è un ottimo metodo. Ah, magari, prima, guardatelo in italiano. Dopo qualche tempo guardatelo in inglese, non subito, se no non vale! :lol: :lol:
E sarebbe ottimo anche iniziare con dei musical, così magari il testo delle canzoni è molto semplice!

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Ily » 4 ottobre 2013, 12:39

Ashaman, io vengo da Betelgeuse, visto che mi incuriosiscono gli arei e non so molto bene l'inglese.
Ovviamente però le mie basi areonautiche sono a un livello elementare, e più che di basi parlerei di rudimenti.
Saluti da marte.
:mrgreen:

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da spiridione » 4 ottobre 2013, 13:41

Areonautiche???


:mrgreen:
Spiridione.


Ho volato su un MD80 così vecchio, che sulla porta di una toilette c'era scritto ORVILLE
e sulla porta dell'altra WILBUR....





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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Ily » 5 ottobre 2013, 17:14

Oddio che ho detto di sbagliato? :shock: :shock: :shock:
Comunque te l'ho detto, che vengo da Betelgeuse :lol: :lol:
A proposito, come posso fare a convertire il brevetto di volo dell'UFO in un brevetto terrestre? 8)

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Re: R: Indagini ad alta quota

Messaggio da Ashaman » 6 ottobre 2013, 21:08

Ily ha scritto:A proposito, come posso fare a convertire il brevetto di volo dell'UFO in un brevetto terrestre? 8)
Dipende da dove sei atterrata e da dove il tuo UFO è stato re-immatricolato. Se è parcheggiato nell'Area 51, per esempio, devi chiedere al consolato americano. :mrgreen:


PS
Avevo pubblicato un'altra risposta pure prima di questa, ma è scomparsa... che cavolo ho scritto per meritare censura?


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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Zapotec » 7 ottobre 2013, 9:21

Ily ha scritto: Comunque te l'ho detto, che vengo da Betelgeuse :lol: :lol:
A proposito, come posso fare a convertire il brevetto di volo dell'UFO in un brevetto terrestre? 8)
Dipende da quanti anni hai (visto il viaggetto) ;)

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Re: Indagini ad alta quota

Messaggio da Ashaman » 7 ottobre 2013, 15:43

Zapotec ha scritto:
Ily ha scritto: Comunque te l'ho detto, che vengo da Betelgeuse :lol: :lol:
A proposito, come posso fare a convertire il brevetto di volo dell'UFO in un brevetto terrestre? 8)
Dipende da quanti anni hai (visto il viaggetto) ;)
Dai, sei ancora legato alla legge della relatività? C'è più di un modo per spellare un lupo e sicuramente più di un modo per aggirare la limitazione della velocità della luce. Il fatto che AL MOMENTO NON SAPPIAMO COME, non significa debba essere per forza impossibile. Pensa semplicemente al volo stesso nei secoli passati o al viaggio alla velocità del suono prima degli anni 50 e come fosse creduto impossibile anche solo avvicinarvicisitivi alla velocità del suono... e chi glie lo dice a quelli del Concorde e tutti gli aerei militari da combattimento, ora? :P

Diglielo anche tu, Ily. Come cittadina di... che pianeta era di Betelgeuse? ...come faresti sennò a trovarti qui. Spiegagli un po dei vari sistemi di viaggio spaziale a velocità iperluminare disponibili in giro. :mrgreen:
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