L’istruttore

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Messaggio da tartan » 5 settembre 2014, 11:10

Non ho grandi esperienze di istruttori perché volo solo in mongolfiera e con il pallone non si fanno acrobazie, però un istruttore non insegna solo quelle, in genere cerca di fornire la mentalità giusta.
Per spiegare meglio il mio pensiero, che non vuole essere per niente il verbo, vorrei riportare alcuni esempi per riflettere. Si tratta, naturalmente, di volo in mongolfiera.

Un racconto multiplo su due diversi istruttori, tutto vero.
Istruttore numero uno
Ex pilota militare della pattuglia acrobatica, Primo Comandante istruttore in una nota compagnia aerea. Capo Pilota di settore nella stessa compagnia aerea. Pilota di pallone libero.
Istruttore numero due.
Titolare di PPL. Pilota istruttore di Pallone libero in una scuola di aeroclub in Italia.
Conosciuto il primo per motivi di lavoro. Conosciuto il secondo, tramite il primo, per la passione del volo in pallone libero.
Primo raccontino
Prime ore di volo in pallone, vicino a Roma, dopo la self teoria. Mongolfiera della scuola in prestito con primo istruttore.
Volo dell’istruttore di circa una ora con un suo parente; io, allievo, all’inseguimento a terra. Atterraggio e invito a salire al posto del parente per lezione. Timida obiezione: è rimasta solo una bombola su tre di partenza e, secondo la teoria, non si parte con una bombola ma l’ultima bombola piena è la condizione della ricerca immediata di un atterraggio. Risposta: se te lo dico io, che sono l’istruttore, sali e sbrigati che finisce il gas.
Salgo a bordo, il parente ci seguirà con l’auto. Dopo venti minuti il gas comincia a scarseggiare, naturalmente il motivo è il mio ritardo nell’essere salito a bordo. In volo il gas si esaurisce e la mongolfiera comincia a scendere. Per fortuna siamo bassi e il volo finisce ai bordi di una vigna sopra ad un passone dell’ultima fila. Sarebbe bastato un piccolo sforzo e saremmo scesi dentro ad un uliveto con un po’ di spazio in più fra un ulivo e l’altro, di solito abbastanza distanziati. La cesta è in bilico e non possiamo sgonfiare perché ci sono troppi pali che possono rovinare l’involucro, così scuotendo la bombola riusciamo a cavarne la quantità sufficiente per sollevare la cesta dei centimetri necessari a fare l’ultimo saltino e ce la caviamo senza danni.
L’insegnamento ricevuto: se la teoria ti dice che non devi partire con una sola bombola, ci sarà pure un motivo, o no? Bravo l’istruttore che me lo ha fatto capire bene.
Il secondo raccontino dopo che avete digerito il primo.
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Re: L’istruttore

Messaggio da Fran65 » 5 settembre 2014, 12:20

tartan ha scritto: .......... Bravo l’istruttore che me lo ha fatto capire bene.
ahaha! :lol: ........della serie "ti faccio vedere quello che non devi MAI fare."
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Re: L’istruttore

Messaggio da Lampo 13 » 5 settembre 2014, 13:27

Io sono stato anche un Istruttore di volo e di tiro in AMI.
Le regole si seguono e si insegnano.
Si insegnano soprattutto con l'esempio.
Il fatto di aver "ottenuto" il ruolo di Istruttore, non la qualifica che è altro,
(in AMI ho dovuto passare 6 settimane di aula per il Corso di Metodo di Insegnamento Didattico a Guidonia,
con esame finale, 3 mesi di scuola di volo per Istruttori a Lecce, con esami finali e c'è chi è stato bocciato
e due mesi di corso avanzato a Foggia con esame finale e graduatoria), più i tre esami teorici per diventare Istruttore civile a doppio comando, strumentale e acrobatico presso Civilavia,
non significa che sei diventato intelligente se eri un cretino!
Ultima modifica di Lampo 13 il 5 settembre 2014, 14:14, modificato 1 volta in totale.

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Re: L’istruttore

Messaggio da tartan » 5 settembre 2014, 13:37

Lampo 13 ha scritto:non significa che sei diventato intelligente se eri un cretino!
Parole sante!
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
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Re: L’istruttore

Messaggio da Fran65 » 5 settembre 2014, 16:42

Lampo 13 ha scritto: Il fatto di aver "ottenuto" il ruolo di Istruttore, ............non significa che sei diventato intelligente se eri un cretino!
... detta così fa pensare che anche un cretino può diventare istruttore :( ...
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Re: L’istruttore

Messaggio da Alberto.c » 5 settembre 2014, 16:45

Fran65 ha scritto:
Lampo 13 ha scritto: Il fatto di aver "ottenuto" il ruolo di Istruttore, ............non significa che sei diventato intelligente se eri un cretino!
... detta così fa pensare che anche un cretino può diventare istruttore :( ...
Se hai letto il post iniziale credo che almeno uno lo è diventato di sicuro !

Ciao Alberto

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Re: L’istruttore

Messaggio da Luke3 » 5 settembre 2014, 17:14

Fran65 ha scritto:
Lampo 13 ha scritto: Il fatto di aver "ottenuto" il ruolo di Istruttore, ............non significa che sei diventato intelligente se eri un cretino!
... detta così fa pensare che anche un cretino può diventare istruttore :( ...
Purtroppo questo non si puo' evitare e nel corso degli anni che ho frequentato ambienti di volo ne ho conosciuti alcuni, sta all'allievo essere in grado di capire quando e' meglio cambiare. In genere la cosa e' molto ovvia e c'e' la sempre presente sensazione del sesto senso che dice "questo non mi sembra sia giusto" che non ti fa stare a tuo agio. E' difficile volare con un istruttore poco competente o un cowboy senza accorgersene entro i primi minuti. L'importante e' non cadere nella complacency, come bene ha dimostrato Tartan, che solo perche' sei un allievo devi rispondere si e sissignore a qualunque cosa ti venga richiesto, anche se non ti senti tranquillo a farlo o sai che e' contro le regole. Non dimentichero' mai le parole del mio primo istruttore (anzi istruttice :D ) prima di andare in volo per la prima volta: "se da qui' all'esame mi vedi fare qualcosa di non-sicuro o che non ti fa sentire a tuo agio, o se faccio una ca***ta, anche in buona fede, non aver paura di farmelo notare immediatamente". La mia reazione immediata fu "ma che vuoi che ne sappia io che e' la prima volta che salgo a sinistra su un aereo", ma nel corso degli anni ho capito benissimo cosa intendeva e sono grato che mi abbia dato questa impostazione, che bada non vuol dire essere saccenti o arroganti verso chi ha piu' esperienza ma semplicemente riconoscere che tutti sbagliano (chi in buona fede e chi in malafede, ma questo varia da persona a persona) ed e' meglio avere un paio di occhi in piu' e qualcuno che ti aiuta a superare il momento, magari semplicemente facendoti notare che qualcosa non sembra al suo posto.

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Re: L’istruttore

Messaggio da sigmet » 5 settembre 2014, 17:55

Io ho cominciato a fare l'istruttore sul 260 a 23 anni e poi in compagnia appena finito il corso comando.Nella mia carriera ho avuto a che fare circa con una ottantina di istruttori. Dei piu' bravi che ho conosciuto non ricordo neanche la faccia e spero che non se la ricordino (la mia..) neanche gli allievi cui ho insegnato quelle poche cose che so.
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: L’istruttore

Messaggio da Fran65 » 5 settembre 2014, 18:10

Alberto.c ha scritto:.................
Se hai letto il post iniziale credo che almeno uno lo è diventato di sicuro !

Ciao Alberto
...si l'ho letto, ma avevo la segreta speranza di aver capito male, anche perché, se parliamo dell'istruttore 1, ho anche letto che è un "Ex pilota militare della pattuglia acrobatica, Primo Comandante istruttore in una nota compagnia aerea. Capo Pilota di settore nella stessa compagnia aerea. Pilota di pallone libero." ...stiamo freschi.

Va beh, aspettiamo con ansia il racconto n°2.
Tartan, hai creato l'attesa, sei più avvincente di una serie televisiva americana.... 8)
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Re: L’istruttore

Messaggio da tartan » 5 settembre 2014, 23:50

Secondo raccontino Stesso istruttore, però è necessaria una piccola premessa a seguito di alcuni vostri commenti.
L’ho conosciuto in età avanzata (la sua), nell’ambiente aviatorio era ritenuto un gran manico anche se non molto, diciamo, socievole. Il secondo episodio non lo volevo più raccontare perché anche se non faccio nomi mi sembrava una cattiveria eccessiva, però, poi, ricordando anche il resto, mi sono detto: “ma ‘sti c***i”, lui tanti scrupoli non se li è mai fatti e forse può far bene a qualche allievo per capire di chi fidarsi e di chi no.
Siamo in volo e guido io. Lui insegna: scalda…. scalda….non scaldare……scalda……non scaldare.
Atterra su quel campo.
Quel campo è di fronte a noi, il vento è debole e costante, il volo è tranquillo, siamo a circa 300 metri dal suolo. Sono ancora alle prime armi e sono consapevole di non essere in grado di effettuare un avvicinamento a discesa costante G/P 2.5° come ho visto fare ai migliori così decido di avvicinarmi nella maniera più facile per me e cioè con discesa a gradini. Prima riduzione di quota, livellamento, seconda riduzione, livellamento ecc fino al punto di atterraggio. Così facendo imparo a conoscere il pallone, a dosare le scaldate e forse un giorno farò l’ILS/GP preciso.
Inizio l’avvicinamento e ad un certo punto mi arriva: scalda, scalda, scalda, SCALDA!
c***o, penso, che succede? Scaldo e scaldo e il pallone risale rapidamente. Chiedo – che c’è?
Risposta: io lo so che cosa volevi fare. Volevi passare basso su quella casa.
Guardo sotto e vedo un casale che scorre sotto di noi. Io manco lo avevo visto. Era un casale di campagna semi diroccato, piano terra più primo piano con scala esterna. Probabilmente ci sarei passato sopra ma mica tanto vicino.
Gli dico: no, veramente stavo pensando di….
Qui succede il fattaccio decisivo. Io volevo spiegare le mie intenzioni, ma lui mi interrompe dicendomi, alterato. “tu non devi pensare, ci sono io che penso per te, sei in addestramento e ti dico io cosa devi fare”.
Sono un tipo tranquillo, praticamente fesso e sono anche quasi sempre presente alla situazione corrente, ma una uscita così non la reggo neanche io. Lui è più grosso di me e comunque ricordo perfettamente che sto a bordo di una mongolfiera, per aria, risalito ad almeno 200 metri da terra, così mi sfogo in modo semplice: mi attacco al bruciatore, lo scuoto avanti e indietro con violenza, guardo a destra e a sinistra, sempre scuotendo il bruciatore e gridando a squarciagola: ma chi c***o sei, ma chi c***o ti credi di essere, ma vaffanculo brutto str**zo ecc ecc ecc..
Mi aspettavo una reazione e invece, apparentemente calmo, mi fa: Guarda un po giù!
Guardo e vedo. Stiamo precipitando, destinazione un albero. Mi attacco al bruciatore, fiamma continua e chissene frega della temperatura massima. Ma il bruciatore è un tipo vecchio, singolo, non ha la doppia capacità e noi siamo abbastanza robusti. Centriamo l’albero mentre seguito a scaldare. La cesta entra nell’albero e i rami ci coprono, Seguito a scaldare e vedo le foglie che bruciano, ma siccome sono belle verdi, si spengono subito. Scaldo finché la mongolfiera non si risolleva esce dall’albero e la lascio scendere a terra, poi mi giro verso l’istruttore e lo scopro rannicchiato sul fondo della cesta. Pensiero immediato, ma non avrebbe dovuto prendere lui il comando nel momento in cui si è accorto dell’inconveniente e del possibile pericolo?
Non ci siamo parlati per un po, poi mi ha detto: è evidente che io non sono l’istruttore adatto a te.
Abbiamo chiuso così il rapporto istruttore allievo. Poi ci siamo incontrati ancora ai raduni, ma questi sono altri raccontini.
Poi c’è il terzo raccontino, quello con l’istruttore vero.
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Re: L’istruttore

Messaggio da Lampo 13 » 6 settembre 2014, 9:59

Sono entrato in AMI avendo come istruttori ancora quelli della vecchia generazione, quelli di questo tipo. L'ho lasciata che stava cambiando. Li ho ritrovati entrando in Linea. Comandanti che in cinque giorni di linea, anche 20 voli, non mi dicevano nemmeno buongiorno la mattina e non mi facevano neanche tirare su il carrello. Figuriamoci se mi facevano un briefing su cosa avrebbero fatto in avvicinamento! Ci sono stati tanti morti, migliaia, nel mondo per questa ragione. Ci fu mostrato un filmato con la registrazione di un 1°Uff americano che si accorse che stavano per prendere una montagna e non disse nulla fino all'ultimo: "Ci hai ammazzati tutti, str**zo!" furono le sue ultime parole. Negli anni '90 in Alitalia cominciò un radicale, energico, maniacale rinnovamento di mentalità, ci furono anche delle esagerazioni "opposte", ma la strada era quella giusta e, come nel resto delle Compagnie mondiali di primo livello, i risultati in termine di efficienza e sicurezza si sono visti in modo strabiliante. Per fortuna.

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Re: L’istruttore

Messaggio da tartan » 6 settembre 2014, 13:16

Secondo istruttore. Pallone con lo stesso volume ma con il bruciatore doppio. Decolliamo e l’istruttore mi dice: sali a xxx metri e mantieni la quota, punto. Poi si appoggia sul bordo della cesta e guarda fuori, punto. Lo può fare facilmente perché non è molto alto.
Faccio tutto da solo cercando di non superare troppo la quota richiesta e per mantenerla devo capire come reagisce il pallone e graduare le scaldate, sempre anticipando i movimenti del pallone. Nessun commento, nessun “scalda, non scaldare”. Ad un certo punto mi dice – tocca in quel centro sportivo – e si risistema sul bordo della cesta.
Si tratta di una serie di campi da tennis, circondati da una alta rete. Mi ha detto tocca e non atterra, quindi si tratta di un touch and go. Lo spazio orizzontale è sufficiente, ma la rete è alta e devo arrivarci con un angolo di discesa elevato per poter avere lo spazio per risalire.e superare la rete opposta. L’avvicinamento è, naturalmente, a gradini, e quando sono all’altezza e alla distanza giuste lascio andare il pallone, calcolo il momento dell’inizio del riscaldamento e ricomincio a scaldare ipotizzando la toccata e la riattaccata con passaggio sicuro sulla rete opposta.
I calcoli sono sbagliati. Inizio a scaldare troppo presto e la cesta si ferma a mezzo metro circa e risale. Sono avvilito e mi scuso con l’istruttore che mi fa:
“sei stato bravo, se dovevi atterrare bastava che aprivi la valvola paracadute e stavi dentro il campo, devi solo prendere confidenza con le reazioni del pallone. Un solo appunto, io al tuo posto avrei usato il doppio bruciatore, l’esercizio non era facile per via della rete alta”.
Io il bruciatore doppio lo avevo messo ma non glielo avevo detto per paura di essere mal giudicato. (una spiegazione: il rumore della fiamma con bruciatore singolo o doppio è pochissimo diverso e se stai attento ad altro non te ne accorgi).
Questo istruttore è stato campione italiano di volo in mongolfiera per diversi anni ed è un apprezzatissimo istruttore internazionale, ma è anche una persona riservata e disponibile ed io so perché e mo ve lo spiego: perchè tutte le arie gli servono per far andare il pallone e non per mettersi in mostra e far sapere a tutti quanto è bravo!
Fine, ora avete gli elementi per giudicare un bravo istruttore da un imbecille, sia pure con un grande manico da prendere in mano o in .......Ciao!
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Re: L’istruttore

Messaggio da Maxge » 8 settembre 2014, 14:14

Pochi giorni dopo il mio primo volo da solista ero in aeroclub con il gruppetto degli amici ed a turno prendevamo l'aereo per i primi giretti. Parto io, faccio qualche esercizio e ora di atterrare, in corto finale, ho sbagliato qualcosa, forse ero troppo basso, forse troppo veloce non ricordo di preciso cosa, ma ricordo che il mio istruttore, dopo aver assistito al mio atterraggio stiracchiato, con molta calma, mi ha chiamato da parte e quando eravamo sufficientemente lontani dai miei colleghi mi ha fatto un cazziatone sulla velocità quota ed assetto in finale e sulle riattaccate.

Sapevo benissimo che avevo sbagliato facendo esattamente quello che ci aveva detto di non fare ma ho apprezzato moltissimo il fatto che mi abbia parlato in disparte senza farmi fare "figure" davanti agli amici, il mettermi a mio agio ha subito smorzato qualsiasi incoscio meccanismo di autodifesa e mi ha fatto assimilare il suo messaggio talmente bene che ancora oggi, quando non sono messo bene in atterraggio, mi ricordo le sue parole.
Massimo

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Re: L’istruttore

Messaggio da Fran65 » 8 settembre 2014, 14:24

Lampo 13 ha scritto:....... Ci fu mostrato un filmato con la registrazione di un 1°Uff americano che si accorse che stavano per prendere una montagna e non disse nulla fino all'ultimo: "Ci hai ammazzati tutti, str**zo!" furono le sue ultime parole.........
....mi ricorda una scena di Caccia a Ottobre Rosso......
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Re: L’istruttore

Messaggio da Luke3 » 8 settembre 2014, 15:44

Fran65 ha scritto:
Lampo 13 ha scritto:....... Ci fu mostrato un filmato con la registrazione di un 1°Uff americano che si accorse che stavano per prendere una montagna e non disse nulla fino all'ultimo: "Ci hai ammazzati tutti, str**zo!" furono le sue ultime parole.........
....mi ricorda una scena di Caccia a Ottobre Rosso......
Purtroppo e' il risultato di una cultura della subordinazione che ancora in qualche caso persiste, ma per fortuna sta lentamente scomparendo. Con questo non dico che bisogna essere irrispettosi dell'autorita' ed insubordinati, ma allo stesso tempo se si nota qualcosa che non va bisogna dirlo, ed e' dovere di chi ha il comando almeno ascoltare e compiere una valutazione propria. Non mi scordero' mai quando mi fecero vedere la ricostruzione di Tenerife: quando il comandante del KLM da manetta per il decollo il primo ufficiale molto discretamente gli domanda "is he clear of the runway, that Pan American", e lui procede altrettanto "gentilmente" ad abbassare il volume del suo intercom per non sentirlo.

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Re: L’istruttore

Messaggio da Lampo 13 » 8 settembre 2014, 16:50

Fran65 ha scritto:
Lampo 13 ha scritto:....... Ci fu mostrato un filmato con la registrazione di un 1°Uff americano che si accorse che stavano per prendere una montagna e non disse nulla fino all'ultimo: "Ci hai ammazzati tutti, str**zo!" furono le sue ultime parole.........
....mi ricorda una scena di Caccia a Ottobre Rosso......
Credo che si siano ispirati a quell'episodio, è diventato famoso nell'ambiente e la ricostruzione del fatto viene usato spesso nelle lezioni sui rapporti interpersonali in ambito lavorativo.

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Re: L’istruttore

Messaggio da Lampo 13 » 8 settembre 2014, 17:09

Luke3 ha scritto:
Fran65 ha scritto:
Lampo 13 ha scritto:....... Ci fu mostrato un filmato con la registrazione di un 1°Uff americano che si accorse che stavano per prendere una montagna e non disse nulla fino all'ultimo: "Ci hai ammazzati tutti, str**zo!" furono le sue ultime parole.........
....mi ricorda una scena di Caccia a Ottobre Rosso......
Purtroppo e' il risultato di una cultura della subordinazione che ancora in qualche caso persiste, ma per fortuna sta lentamente scomparendo. Con questo non dico che bisogna essere irrispettosi dell'autorita' ed insubordinati, ma allo stesso tempo se si nota qualcosa che non va bisogna dirlo, ed e' dovere di chi ha il comando almeno ascoltare e compiere una valutazione propria. Non mi scordero' mai quando mi fecero vedere la ricostruzione di Tenerife: quando il comandante del KLM da manetta per il decollo il primo ufficiale molto discretamente gli domanda "is he clear of the runway, that Pan American", e lui procede altrettanto "gentilmente" ad abbassare il volume del suo intercom per non sentirlo.
Devo dire che in AZ negli ultimi 20 anni si è lavorato molto su questo aspetto. Quando dico lavorato, intendo dire cose serie, investimenti, corsi, conferenze, controlli, una rivoluzione copernicana nella visione dei ruoli in cockpit e nel concetto di comunicazione. E' stato difficile, complesso, ci sono stati alti e bassi, specie per la vecchia generazione. Ora io sono diventato uno dei Comandanti della vecchia generazione e sono cresciuto con questi nuovi concetti, sono diventati parte di me. I giovani, l'attuale generazione, è nata con queste idee come base di tutto ciò che è e deve essere la comunicazione. Una cosa molto importante che non mette in discussione, come molti credono, la gerarchia a bordo ma crea una sinergia tra i crew members. Non bisogna mai scordare che il Comandante di una nave non sta al timone, ci sta un marinaio, il Comandante è il responsabile finale della gestione di tutto quel complesso di cose che è una viaggio di una nave passeggeri (o di un aereo) da "A" a "B" in sicurezza, comfort, economia e puntualità. Quando sono transitato sul B777 ero già Comandante su MD80 da 11 anni, pilota da 31 anni, ma sul nuovo aeroplano ero un novellino. Ho "sfruttato" l'esperienza e le capacità dei Primi ufficiali che volavano sul B777 da anche più di 10 anni, mi sono fatto consigliare, ho cercato di tenere aperto il canale di comunicazione con loro mentre mi facevo la mia esperienza. nessuno mai ha messo in discussione che il Comandante del volo ero io, anche se molti di loro era migliore di me nel pilotare il B777. Questo in Alitalia è oggi normale, non ci sono più i vecchi piloti per i quali la sola cosa che contava era saper muovere il mestolo del paiolo meglio degli altri e saper mordere l'ala anche nei temporali. Ora ci si comporta (da anni) da professionisti del volo, non da "manici". (anche se il manico non manca! :wink: ) Spero sia lo stesso anche nelle compagnie in cui non si investe per la crescita professionale degli equipaggi ma si guarda solo al profitto... chi vuol capire, capisca!

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