Le nostre "avarie"

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da tartan » 4 ottobre 2014, 22:24

Alberto.c ha scritto:
Lampo 13 ha scritto:Beh,
Grazie Lampo per aver condiviso con noi appassionati le tue avventure !
certo qualche santo in paradiso era con tè :-)

Ed il fatto che come pilota civile, ne tu, ne nessun altro dei nostri piloti, abbia
mai avuto problemi gravi, non fa altro che confermare la sicurezza raggiunta
dall'aviazione civile.

Ciao Alberto
Grazie agli sherpa del tecnico operativo, diciamolo! :mrgreen:
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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da AirGek » 4 ottobre 2014, 23:41

sigmet ha scritto:
Alberto.c ha scritto: Ed il fatto che come pilota civile, ne tu, ne nessun altro dei nostri piloti, abbia
mai avuto problemi gravi, non fa altro che confermare la sicurezza raggiunta
dall'aviazione civile.

Ciao Alberto

See,see... :wink:
Air.surfer mi pare ebbe un fuoco al motore sull'80.

Sigmet ma tu non ci racconti nulla?
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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Zapotec » 5 ottobre 2014, 13:44

AirGek ha scritto: Air.surfer mi pare ebbe un fuoco al motore sull'80.
ha sparato via qualche paletta del compressore da un motore ;)
Ho già cercato di "evocarlo" in uno dei primi post :mrgreen:

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da spiridione » 5 ottobre 2014, 14:52

Ma è proprio sparito??? Non si riesce a capire che fine ha fatto???? :( :(
Spiridione.


Ho volato su un MD80 così vecchio, che sulla porta di una toilette c'era scritto ORVILLE
e sulla porta dell'altra WILBUR....





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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Blues77 » 5 ottobre 2014, 20:36

Mi inserisco a pie' pari nella discussione. Ho scaricato l'app di flight radar sul cellulare e spesso ricevo segnalazioni di squawk 7600 e/o 7700. Afferiscono in qualche modo alle avarie oggetto del topic?
Grazie :wink:

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da sigmet » 5 ottobre 2014, 21:45

AirGek ha scritto:
Sigmet ma tu non ci racconti nulla?
L'avaria piu' grave mi e' capitata ne 2008 quando mi hanno abbattuto. Le altre fanno parte dei "miei" ricordi e della "mia" professionalita' cose che non mi va di esibire ma che nessuno mi potra' togliere... :wink:
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Valerio Ricciardi » 5 ottobre 2014, 22:57

sigmet ha scritto: L'avaria piu' grave mi e' capitata ne 2008 quando mi hanno abbattuto
:shock:

...ma che modi... :roll:

zotici che altro non sono :x
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Lampo 13 » 5 ottobre 2014, 23:47

sigmet ha scritto:
AirGek ha scritto:
Sigmet ma tu non ci racconti nulla?
L'avaria piu' grave mi e' capitata ne 2008 quando mi hanno abbattuto. Le altre fanno parte dei "miei" ricordi e della "mia" professionalita' cose che non mi va di esibire ma che nessuno mi potra' togliere... :wink:
Prova a condividere invece, aiuterai i giovani a pensare... in modo diverso.

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da sigmet » 6 ottobre 2014, 0:56

Lampo 13 ha scritto: Prova a condividere invece, aiuterai i giovani a pensare... in modo diverso.
Lavoro nella SV. Le mie l'ho scritte sempre su un ASR . Ai giovani adesso gli racconto quelle degli altri.. :wink:
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da flyingbrandon » 6 ottobre 2014, 8:25

Lampo 13 ha scritto: Prova a condividere invece, aiuterai i giovani a pensare... in modo diverso.
Beh...forse per aiutare a pensare in modo diverso sarebbe meglio raccontare le proprie "cappelle"...
Io non ho scritto in questo post, di cui non ho nulla in contrario, perché preferisco condividere queste esperienze con persone "scelte"...mi è capitato di raccontare esperienze in qualche post perché c'azzeccava magari con ciò di cui stavamo parlando...penso, quindi, che siano scelte personali...
Ciao!
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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Lampo 13 » 6 ottobre 2014, 9:12

Cappelle...
Ok
Allievo, Lecce su MB326.
Entriamo in zona e saliamo a 15.000 ft per provare la vite.
Si riduce la velocità, si porta l'aereo allo stallo e quindi cloche alla pancia e tutto piede dentro.
L'aereo entra brusco in vite e si cominciano a contare i giri...
1 giro, 2 giri, 3 giri
Rimessa!
Pedaliera al centro, cloche avanti e...
4 giri, 5 giri, 6 giri...
niente, vite stabilizzata.
Al 10° giro l'istruttore prende i comandi e dopo altri 5 giri, quindi 15 in tutto e a 5.000 ft.
si accorge che non avevo fatto tutti controlli per bene ed avevo ancora l'aerofreno fuori.
Retrazione dell'aerofreno, rimessa dalla vite...
A terra mi sono fatto tutta la linea volo a calci in c**o!
(però nemmeno lui se n'era accorto!)

MORALE: I controlli si fanno sempre, tutti!

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Lampo 13 » 6 ottobre 2014, 9:29

Altra cappella...
Istruttore, G91T, rientro il lunedì mattina da Pratica ad Amendola dopo il weekend a Roma.
Bassa quota "a naso" alle 8 di mattina con una splendida giornata.
Mi butto verso l'Abruzzo, passo sul Fucino dirigendo verso la Maiella per poi virare verso sud sull'Adriatico.

Regola fondamentale delle basse quote:
- Si vola SEMPRE in VMC
- Se si imbocca una valle si devono avere sempre tre vie di uscita: andare avanti, salire alla minima , tornare indietro; quando si perde una delle tre condizioni si adotta una delle altre due e si annulla la bassa quota. Tenersi sempre su un lato della valle, ci sarà più spazio per virare di 180° gradi e le eventuali teleferiche abusive sono più vicine al suolo.

Volo per passare a nord della Maiella, entro in una valle stretta, non c'è spazio per un 180°, mi sento nervoso.. ma il tempo è Cavok... viro ancora seguendo la valle ma salendo un pochino e sentendomi combattuto, sono nella zona della Maiella, la minima è alta, e di colpo mi ritrovo in nube...
Sono del gatto. Tutto motore, testa dentro per mantenere il controllo in IMC e velocità di salita ripida, circa 220 kts dai 360 che avevo. Sono rimasto in nube forse 20/30 secondi e sono sbucato in alto, sopra la minima, ma mi sono sembrate due ore! Intanto mi davo del cretino: morire così e pure con la nomea dell'imbecille! Una volta fuori, chiamata per inserimento in IFR prua verso il VOR di procedura di Amendola e penetrazione con VOR/NDB.
Ho passato il resto della giornata a ripetermi un mantra: "IMBECILLE, IMBECILLE, IMBECILLE...).

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Ponch » 16 ottobre 2014, 17:04

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Si va o no? :D
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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da spiridione » 16 ottobre 2014, 17:11

Uhm.... io direi di no. :shock:
Spiridione.


Ho volato su un MD80 così vecchio, che sulla porta di una toilette c'era scritto ORVILLE
e sulla porta dell'altra WILBUR....





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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da AirGek » 16 ottobre 2014, 17:15

Avete preso un dosso?

Planeglass riparaaa, planeglass sostituiscee. :mrgreen:
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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Fabio Airbus » 16 ottobre 2014, 17:30

Lampo 13 ha scritto:
Fabio Airbus ha scritto:Quanto può essere traumatica l'eiezione con il seggiolino? Va sempre a buon fine?
Il Martin Baker è l'unico "oggetto" costruito dall'uomo che ha funzionato nel 100% dei casi.
Questo non vuole dire che tutti i piloti che si sono lanciati sono poi sopravvissuti.
Il seggiolino ha un suo inviluppo di utilizzo. E' uno 0/0, che vuole dire che sei seduto nell'aereo parcheggiato e lo azioni, arrivi a terra sano e salvo (beh, magari ti puoi rompere una gamba in atterraggio o schiacciare una vertebra al lancio). Ovviamente più aumenti la quota e la velocità, più alto è il margine di sicurezza.
Il problema è quando sei a testa in giù e puoi essere sparato al suolo, o quando hai un rateo di discesa elevato e arrivi ad impattare il suolo prima della fine della sequenza di lancio che dura 1,8 secondi.
Devi considerare che al momento del lancio la traiettoria che il pilota percorre è data dalla combinazione dei vettori velocità del seggiolino sommato con quello dell'aeroplano. Se la risultante è verso il basso e sei a bassissima quota 1,8 secondi potrebbero non essere sufficienti a far terminare la sequenza di lancio fino al dispiegamento del paracadute. Io non l'ho mai dovuto usare, per fortuna.
Mi viene in mente in dubbio... al momento dell'eiezione quando il cupolone salta, il pilota si trova improvvisamente esposto al flusso d'aria (visto che magari l'aereo viaggia a 800 Km/h), l'onda d'urto non dovrebbe dilaniarlo? o comunque applicare un'enorme forza?
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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da MatteF88 » 16 ottobre 2014, 17:48

Mi pare infatti che al momento dell'eiezione si debba assumere per quanto possibile una posizione con braccia adese e contigue al corpo in modo da far si che non siano troppo in balia del flusso d'aria...mi sembra anche che ci siano dei sopravvissuti ad eiezioni supersoniche..

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da ciccioxx92 » 16 ottobre 2014, 18:32

Ponch ha scritto:Si va o no? :D
Si vede chiaramente che hanno avvitato troppo la vite in basso. Succede sempre anche a me con i mobili dell'IKEA... Avete provato a tornare in negozio? :mrgreen: :mrgreen:
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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Vultur » 16 ottobre 2014, 18:42

Fabio Airbus ha scritto:
Lampo 13 ha scritto:
Fabio Airbus ha scritto:Quanto può essere traumatica l'eiezione con il seggiolino? Va sempre a buon fine?
Il Martin Baker è l'unico "oggetto" costruito dall'uomo che ha funzionato nel 100% dei casi.
Questo non vuole dire che tutti i piloti che si sono lanciati sono poi sopravvissuti.
Il seggiolino ha un suo inviluppo di utilizzo. E' uno 0/0, che vuole dire che sei seduto nell'aereo parcheggiato e lo azioni, arrivi a terra sano e salvo (beh, magari ti puoi rompere una gamba in atterraggio o schiacciare una vertebra al lancio). Ovviamente più aumenti la quota e la velocità, più alto è il margine di sicurezza.
Il problema è quando sei a testa in giù e puoi essere sparato al suolo, o quando hai un rateo di discesa elevato e arrivi ad impattare il suolo prima della fine della sequenza di lancio che dura 1,8 secondi.
Devi considerare che al momento del lancio la traiettoria che il pilota percorre è data dalla combinazione dei vettori velocità del seggiolino sommato con quello dell'aeroplano. Se la risultante è verso il basso e sei a bassissima quota 1,8 secondi potrebbero non essere sufficienti a far terminare la sequenza di lancio fino al dispiegamento del paracadute. Io non l'ho mai dovuto usare, per fortuna.
Mi viene in mente in dubbio... al momento dell'eiezione quando il cupolone salta, il pilota si trova improvvisamente esposto al flusso d'aria (visto che magari l'aereo viaggia a 800 Km/h), l'onda d'urto non dovrebbe dilaniarlo? o comunque applicare un'enorme forza?
Negli aerei supersonici comunque l'eiezione è prevista, non ho mai capito come fanno, ma è prevista pure su aerei come il Mig-25/31, l'SR-71, il B-58 ecc ... Su alcuni aerei come sul B-58 veniva giù un cupolino che copriva il pilota. Una versione del Mig-21, l'F-13 se ho capito bene, aveva il tettuccio che era incernierato solo sul muso e saltava via facendo da scudo davanti al pilota. Non penso ebbe molto successo anche perché a occhio un tettuccio di quelli pesa parecchio e trovarselo addosso in eiezione non so se sia un bene.

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da bulldog89 » 16 ottobre 2014, 18:51

MatteF88 ha scritto:Mi pare infatti che al momento dell'eiezione si debba assumere per quanto possibile una posizione con braccia adese e contigue al corpo in modo da far si che non siano troppo in balia del flusso d'aria...mi sembra anche che ci siano dei sopravvissuti ad eiezioni supersoniche..
Confermo, c'è chi è sopravvissuto, c'è chi è rimasto ferito e c'è chi è morto.

L'eiezione in supersonico è senza dubbio una bruttissima cosa, ma vista l'alternativa tanto vale provarci...poi il fatto che su aerei supersonici ci sia il sistema d'eiezione non conta comunque nulla, perché tali mezzi non è che vadano sempre in supersonico...metti che beccano uno stormo in decollo e gli si frigge il motore a 200kts...bail out e saluti!

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Vultur » 16 ottobre 2014, 18:54

Ci sono dei video dove si vede come "infilavano" letteralmente l'equipaggio dentro i Blinder (ad argano e manovella). Sul Blinder l'eiezione funzionava solo in basso, per cui a bassa quota era impossibile e in decollo e con il carico di armi non vorrei nemmeno pensarci a non potermi eiettare ...

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Lampo 13 » 16 ottobre 2014, 20:42

In tutti i seggiolini ci sono dei lacci che tirano i polpacci indietro e le ginocchia leggermente in alto. Nei supersonici ci sono dei lacci che portano le braccia al petto, se usi il maniglione superiore tiri davanti alla faccia una tendina, ma hai comunque il casco con la visiera calata e la maschera dell'ossigeno che protegge. Con i seggiolini moderni si sopravvive anche in lancio supersonico. In alcuni aerei il tettuccio viene sparato via, in altri ci si passa attraverso.

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da AirGek » 16 ottobre 2014, 20:47

Ci sono aerei come l'F-111 dove viene sparata l'intera cabina.
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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da MatteF88 » 16 ottobre 2014, 21:07

AirGek ha scritto:Ci sono aerei come l'F-111 dove viene sparata l'intera cabina.
La "capsula spazio-tempo", aveva dei canotti che le permettevano di galleggiare in acqua e in quel caso lo stick poteva essere usato tirandolo avanti e indietro (o forse era destra-sinistra) come una pompa di sentina per impedire che entrasse troppa acqua nella capsula...
la capsula però funzionava entro certi parametri, e ho letto che alcuni equipaggi, non potendo fare altrimenti, eiettarono il cockpit al di fuori delle condizioni ottimali e perirono nello schianto della capsula al suolo..

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da sochmer » 20 ottobre 2014, 23:03

MatteF88 ha scritto:
AirGek ha scritto:Ci sono aerei come l'F-111 dove viene sparata l'intera cabina.
La "capsula spazio-tempo", aveva dei canotti che le permettevano di galleggiare in acqua e in quel caso lo stick poteva essere usato tirandolo avanti e indietro (o forse era destra-sinistra) come una pompa di sentina per impedire che entrasse troppa acqua nella capsula...
la capsula però funzionava entro certi parametri, e ho letto che alcuni equipaggi, non potendo fare altrimenti, eiettarono il cockpit al di fuori delle condizioni ottimali e perirono nello schianto della capsula al suolo..

Vedere per credere :mrgreen:
https://www.youtube.com/watch?v=M8l79lSjVMg
https://www.youtube.com/watch?v=9gyIhOGyGA8

Sul B1A volevano applicare la stessa idea ma... visto l'aumento di peso elevato e la violenza con cui la capsula andava ad impattare terra andando a provocare danni agli occupanti.... hanno deciso di utilizzare i cari e vecchi Seggiolini eiettabili sulla versione B1B

Vedere per credere seconda parte :mrgreen: https://www.youtube.com/watch?v=n0TVr0_m34s

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Vultur » 26 ottobre 2014, 15:41

E l'avviamento a cartuccia sul G91 funzionava davvero o trasformava polvere da sparo in rumore?

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Lampo 13 » 26 ottobre 2014, 15:59

Vultur ha scritto:E l'avviamento a cartuccia sul G91 funzionava davvero o trasformava polvere da sparo in rumore?
Non è che funzionasse davvero... era l'unico modo per metterlo in moto! (non nel G91Y)

C'erano due "contenitori" per queste cartucce che assomigliavano a dei bossoli di cannone.
Nei contenitori, con coperchio a vite, c'era un contatto elettrico che innescava l'accensione della polvere che creava una forte pressione che metteva in movimento una turbinetta collegata al motore. Intorno al 30% dei giri si apriva la shut off e il motore doveva avviarsi.

Piccolo aneddoto. Andiamo a Ramstein, con 4 G91T. Arriviamo il venerdì pomeriggio per ripartire il lunedì mattina.
Al momento della messa in moto davanti a me si schiarano una ventina di piloti di F16, appena arrivati in servizio, fantascienza per noi... volevano vedere il "Gina". Prima cartuccia di 4 disponibili... un sacco di fumo bianco dall'apposito scarico, ma niente messa in moto. Seconda cartuccia... stessa cosa. Gli americani cominciano a sghignazzare. Mi slego scendo, apro il vano cartucce, svito i coperchi bollenti, cambio le cartucce, passo la carta vetrata sui contatti (ne avevamo sempre un pezzo in tasca) e si riprova. Salgo a bordo, mi lego... via alla prima. tanto fumo ma niente arrosto; via alla seconda, lo stesso... gli americani si sbellicano dal ridere. Stronzi!
Mi slego, scendo, tiro fuori la cartuccia di emergenza che mi portavo sempre dietro, la sostituisco ad una delle usate, nuova grattata di carta vetrata... quindi apro il vano mitragliatrici e prendo l'apposito manico di scopa che mi portavo sempre dietro. Si, un manico di scopa in legno. Vado dietro, lo infilo tra le palette della turbina e comincio a far girare il motore a mano per sbloccare i cuscinetti che dopo tre giorni di sosta si potevano essere un po' bloccati. A questo punto gli americani urlavano dal ridere. erano tutti schierati in fila di fronte a me, dall'altro lato della via di rullaggio. Stronzissimi! Risalgo a bordo, mi rilego e do fuoco alle polveri... Il motore parte!
Standing ovation degli americani che credo abbiano raccontato il fatto a tutti... e si riparte per Amendola...

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Ayrton » 26 ottobre 2014, 17:12

il carrello che non scende con estrazione manuale è una avaria?
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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Lampo 13 » 26 ottobre 2014, 19:11

Ayrton ha scritto:il carrello che non scende con estrazione manuale è una avaria?
Il carrello che non scende è avaria, se non scende nemmeno in manuale è emergenza! :lol:

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Vultur » 31 ottobre 2014, 13:56

Sul G-91 la cartuccia agiva sulla turbina? L'altro motore come partiva? Per via elettrica o ad aria compressa?

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Lampo 13 » 31 ottobre 2014, 14:06

Vultur ha scritto:Sul G-91 la cartuccia agiva sulla turbina? L'altro motore come partiva? Per via elettrica o ad aria compressa?
Sul G91R e sul G91T, che avevano un solo motore, la messa in moto a cartuccia metteva in moto una turbinetta collegata alla scatola ingranaggi che metteva in rotazione il motore fino a circa il 30%, dopo si apriva la shut-off facendo entrare carburante e il motore si avviava.
Sul G91Y, che aveva due motori, la messa in moto avveniva con un carrello esterno, non c'era messa in moto a cartuccia.

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Vultur » 31 ottobre 2014, 15:28

ma dai carrelli esterni arriva corrente o aria compressa?

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da classezara » 31 ottobre 2014, 15:47

Lampo 13 ha scritto:... quindi apro il vano mitragliatrici e prendo l'apposito manico di scopa che mi portavo sempre dietro. Si, un manico di scopa in legno. Vado dietro, lo infilo tra le palette della turbina e comincio a far girare il motore a mano per sbloccare i cuscinetti che dopo tre giorni di sosta si potevano essere un po' bloccati.
Abbi pazienza Lampo... Ma come si fa a non ridere?!
La prima volta che ho sentito parlare di avviamento "a manico di scopa" per i G91 mono motore è stato a metà anni 90 da un mio professore che ebbe il piacere di pilotare i G91R.
Lui ne parlava come di una procedura necessaria anche per l'avviamento in presenza di condizioni di vento forte...
In classe eravamo 25 italiani ma la nostra reazione non è stata molto diversa da quella degli americani :lol:

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da Vultur » 31 ottobre 2014, 16:07

Ridono finchè hanno una presa di corrente cui attaccarsi a due mani ... Ridete pure: su una pista dimenticata da Dio ma non dagli uomini, nello sprofondo di qualche deserto dei Tartari, l'ISIS già bussa gentilmente al cancello dell'aeroporto con i mortai e non c'è più corrente, nè benzina. Io ho un G-91 e loro i loro F-16 da fantascienza: voglio vedere chi ride di più e quanto sono disposti a darmi per montare sul mio seggiolino posteriore .... Li fo pagare e scappo e poi lo sparo fuori dal mio aereo così sono pure più leggero e arrivo più lontano, ridi ridi ...

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Re: Le nostre "avarie"

Messaggio da MatteF88 » 31 ottobre 2014, 16:16

L'F-16 accende il motore in maniera autonoma grazie al JFS...

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