"Cactus 1549"

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"Cactus 1549"

Messaggio da dream » 30 giugno 2016, 22:15

promette bene :shock:

Directed by Clint Eastwood. With Tom Hanks

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Ponch
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Ponch » 30 giugno 2016, 22:55

Spero che questo film possa essere un'occasione per far riflettere i non addetti ai lavori. Non guardo mai tv ma qualche giorno fa mi è capitato di vedere il TG1 e scopro (si fa per dire) che gli errori commessi da medici e operatori sanitari rappresentano la terza causa di decesso nel Mondo. E mi chiedevo, ancora una volta, perchè questi signori non vengono sottoposti ad ALMENO due check all'anno, come il sottoscritto e tutti i miei colleghi, per verificare periodicamente che ALMENO lo standard minimo richiesto venga raggiunto?

Perché poi se qualcosa va storto devo pure difendermi in un'aula di tribunale, ovviamente, come è giusto che sia. E chi mi giudica nè capisce di aerei quanto io di medicina.

Mi è appena venuto in mente l'amico militare di sigmet condannato il cui 104 ha abbattuto un albero dopo essersi lanciato. Sullenberger poteva farcela a tornare indietro e atterrare, forse. Etc..etc. Ridicolo.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da flyingbrandon » 30 giugno 2016, 23:53

Ponch ha scritto:Spero che questo film possa essere un'occasione per far riflettere i non addetti ai lavori. Non guardo mai tv ma qualche giorno fa mi è capitato di vedere il TG1 e scopro (si fa per dire) che gli errori commessi da medici e operatori sanitari rappresentano la terza causa di decesso nel Mondo.
Non è proprio così. La terza, che poi si alterna con la seconda, è conseguente ai farmaci...quello che si chiama patologia iatrogena. È vero che comprende anche gli errori dei medici e, spesso, l'abuso dell'utilizzo farmacologico...ma i loro errori non rappresentano la terza causa di morte. Giusto così...per chiarezza...
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da danko156 » 1 luglio 2016, 0:08

Lo guarderò sicuramente.
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sigmet » 1 luglio 2016, 0:13

flyingbrandon ha scritto:
Non è proprio così. La terza, che poi si alterna con la seconda, è conseguente ai farmaci...quello che si chiama patologia iatrogena. È vero che comprende anche gli errori dei medici e, spesso, l'abuso dell'utilizzo farmacologico...ma i loro errori non rappresentano la terza causa di morte. Giusto così...per chiarezza...
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da danko156 » 1 luglio 2016, 0:17

Ponch ha scritto:Spero che questo film possa essere un'occasione per far riflettere i non addetti ai lavori. Non guardo mai tv ma qualche giorno fa mi è capitato di vedere il TG1 e scopro (si fa per dire) che gli errori commessi da medici e operatori sanitari rappresentano la terza causa di decesso nel Mondo. E mi chiedevo, ancora una volta, perchè questi signori non vengono sottoposti ad ALMENO due check all'anno, come il sottoscritto e tutti i miei colleghi, per verificare periodicamente che ALMENO lo standard minimo richiesto venga raggiunto?
Mi sento di condividere il pensiero di Ponch.
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Maxx » 1 luglio 2016, 9:04

Un film diretto da Clint Eastwood con protagonista Tom Hanks nei panni di un pilota (e che pilota) è automaticamente da vedere, così com’è.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Maxx » 1 luglio 2016, 9:11

Vero, ma come fai a controllare che medici ed operatori sanitari siano costantemente all'altezza? Voi venite massacrati nei check al simulatore, ma un medico come dovrebbe fare? Simulatore chirurgico?

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Lampo 13 » 1 luglio 2016, 9:22

Maxx ha scritto:Vero, ma come fai a controllare che medici ed operatori sanitari siano costantemente all'altezza? Voi venite massacrati nei check al simulatore, ma un medico come dovrebbe fare? Simulatore chirurgico?
Un apposito medico "controllore" che assiste ad un intervento del medico esaminato, con cadenza semestrale, per vedere che vengano seguite tutte le procedure nel modo standard, per esempio. Poi controlli casuali sull'assunzione di alcool e annuale su uso di stupefacenti e una visita medica psico attitudinale.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Maxx » 1 luglio 2016, 9:28

Lampo 13 ha scritto:
Maxx ha scritto:Vero, ma come fai a controllare che medici ed operatori sanitari siano costantemente all'altezza? Voi venite massacrati nei check al simulatore, ma un medico come dovrebbe fare? Simulatore chirurgico?
Un apposito medico "controllore" che assiste ad un intervento del medico esaminato, con cadenza semestrale, per vedere che vengano seguite tutte le procedure nel modo standard, per esempio. Poi controlli casuali sull'assunzione di alcool e annuale su uso di stupefacenti e una visita medica psico attitudinale.
A quanto ricordo, mio papà faceva esami del sangue e controlli periodici, ma di cose psicologiche non ho mai sentito parlare. Devo però pure dirti che se nel mondo dell'aviazione le procedure sono stringenti e devono essere seguite semplicemente così come sono, nella chirurgia è un pò diverso. Lui stesso mi dice che nella sua clinica a Roma i vari prof operavano in modo molto molto diverso tra loro. Chiaramente deve esserci una base comune per tutto, ad esempio il ciclo della sterilità che non ammette nessuna opinione diversa.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da SuperMau » 1 luglio 2016, 10:35

Ponch ha scritto:Over 40 years in the air but in the end I’m going to be judged on 208 seconds.
AMEN !
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Lampo 13 » 1 luglio 2016, 11:25

Maxx ha scritto:
Lampo 13 ha scritto:
Maxx ha scritto:Vero, ma come fai a controllare che medici ed operatori sanitari siano costantemente all'altezza? Voi venite massacrati nei check al simulatore, ma un medico come dovrebbe fare? Simulatore chirurgico?
Un apposito medico "controllore" che assiste ad un intervento del medico esaminato, con cadenza semestrale, per vedere che vengano seguite tutte le procedure nel modo standard, per esempio. Poi controlli casuali sull'assunzione di alcool e annuale su uso di stupefacenti e una visita medica psico attitudinale.
A quanto ricordo, mio papà faceva esami del sangue e controlli periodici, ma di cose psicologiche non ho mai sentito parlare. Devo però pure dirti che se nel mondo dell'aviazione le procedure sono stringenti e devono essere seguite semplicemente così come sono, nella chirurgia è un pò diverso. Lui stesso mi dice che nella sua clinica a Roma i vari prof operavano in modo molto molto diverso tra loro. Chiaramente deve esserci una base comune per tutto, ad esempio il ciclo della sterilità che non ammette nessuna opinione diversa.
Hai ragione, infatti io non mi riferivo alle tecniche operatorie ma allo standard di gestione della sala operatoria nel suo complesso: gestione del personale, controlli del materiale, insomma tutte quelle procedure che dovrebbero mettere tutto il personale nella condizione di dare il massimo ed il paziente in sicurezza.
Quante volte si sente di attrezzi non contati, di garze dimenticate, di ordini dati in modo personale, etc?

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da dream » 1 luglio 2016, 11:51

Lampo 13 ha scritto:Hai ragione, infatti io non mi riferivo alle tecniche operatorie ma allo standard di gestione della sala operatoria nel suo complesso: gestione del personale, controlli del materiale, insomma tutte quelle procedure che dovrebbero mettere tutto il personale nella condizione di dare il massimo ed il paziente in sicurezza.
qualcuno lo fa ;)

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e ... o_id=34011

http://www.infermieristicamente.it/arti ... heck-list/

http://gazzettadimantova.gelocal.it/man ... 1.11382135

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Ponch » 1 luglio 2016, 12:07

dream ha scritto:
Lampo 13 ha scritto:Hai ragione, infatti io non mi riferivo alle tecniche operatorie ma allo standard di gestione della sala operatoria nel suo complesso: gestione del personale, controlli del materiale, insomma tutte quelle procedure che dovrebbero mettere tutto il personale nella condizione di dare il massimo ed il paziente in sicurezza.
qualcuno lo fa ;)

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e ... o_id=34011

http://www.infermieristicamente.it/arti ... heck-list/

http://gazzettadimantova.gelocal.it/man ... 1.11382135
Ci "copiano"...e fanno bene. :)
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Lampo 13 » 1 luglio 2016, 12:32

dream ha scritto:
Lampo 13 ha scritto:Hai ragione, infatti io non mi riferivo alle tecniche operatorie ma allo standard di gestione della sala operatoria nel suo complesso: gestione del personale, controlli del materiale, insomma tutte quelle procedure che dovrebbero mettere tutto il personale nella condizione di dare il massimo ed il paziente in sicurezza.
qualcuno lo fa ;)

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e ... o_id=34011

http://www.infermieristicamente.it/arti ... heck-list/

http://gazzettadimantova.gelocal.it/man ... 1.11382135
Ne sono felice, spero che non rimanga un episodio isolato... i "baroni" non vogliono essere giudicati!

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da dream » 1 luglio 2016, 12:55

vi sembra possibile banalizzare una storia come questa?

Perché non c'è nulla di eroico in un ammaraggio ben riuscito
Il pilota scrittore Langewiesche smonta il mito del pilota eroe di New York

E’ un pilota anche lui, per quanto abbia lasciato le ali per fare il giornalista. Si chiama William Langewiesche
Ora Langewiesche spende la sua competenza per attaccare Sullenberger. In “Fly By Wire. The Geese, the Glide and the Miracle on the Hudson” Langewiesche destruttura il mito: Sully non ha fatto niente d’eccezionale, la macchina ai suoi comandi era in grado di rispondere all’emergenza. L’unico fattore che ne poteva compromettere il salvataggio era quello umano, ovvero un pilota che si fosse fatto prendere da un insensato decisionismo. Per il resto – sostiene Langewiesche – oggi nel volo la superiorità della macchina sull’uomo è conclamata. Ciò che ha fatto Sullenberger era alla portata di qualsiasi pilota, sostiene in “Fly By Wire”, titolo che cita la tecnologia di controllo dei nuovi jet. Sullenberger “non è Chuck Yeager che rompe la barriera del suono. L’aviazione dei superuomini è superata”.

Chi ha seguito questo evento da tecnico o pilota, pensa che è stata una gestione del tutto di routine?

Grazie

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Lampo 13 » 1 luglio 2016, 13:06

dream ha scritto:vi sembra possibile banalizzare una storia come questa?

Perché non c'è nulla di eroico in un ammaraggio ben riuscito
Il pilota scrittore Langewiesche smonta il mito del pilota eroe di New York

E’ un pilota anche lui, per quanto abbia lasciato le ali per fare il giornalista. Si chiama William Langewiesche
Ora Langewiesche spende la sua competenza per attaccare Sullenberger. In “Fly By Wire. The Geese, the Glide and the Miracle on the Hudson” Langewiesche destruttura il mito: Sully non ha fatto niente d’eccezionale, la macchina ai suoi comandi era in grado di rispondere all’emergenza. L’unico fattore che ne poteva compromettere il salvataggio era quello umano, ovvero un pilota che si fosse fatto prendere da un insensato decisionismo. Per il resto – sostiene Langewiesche – oggi nel volo la superiorità della macchina sull’uomo è conclamata. Ciò che ha fatto Sullenberger era alla portata di qualsiasi pilota, sostiene in “Fly By Wire”, titolo che cita la tecnologia di controllo dei nuovi jet. Sullenberger “non è Chuck Yeager che rompe la barriera del suono. L’aviazione dei superuomini è superata”.

Chi ha seguito questo evento da tecnico o pilota, pensa che è stata una gestione del tutto di routine?

Grazie
Io credo che non abbia senso fare polemiche sull'evento.
C'è stato un problema, il Comandante ha preso una decisione, è stato bravo, è stato fortunato, non ci sono vittime.
Direi che è tutto qui.
Poi c'è chi rosica per l'ovvia apoteosi creata per il Comandante... il fatto era clamoroso, no?
Sembra che provando l'emergenza al simulatore tutti i Piloti siano riusciti ad atterrare in aeroporto...
forse è vero, ma loro lo sapevano prima, se lo aspettavano, non erano sotto stress e non rischiavano la vita.
Perché fare polemiche inutili?

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da the driving dutch » 1 luglio 2016, 13:07

dream ha scritto:vi sembra possibile banalizzare una storia come questa?

Perché non c'è nulla di eroico in un ammaraggio ben riuscito
Il pilota scrittore Langewiesche smonta il mito del pilota eroe di New York

E’ un pilota anche lui, per quanto abbia lasciato le ali per fare il giornalista. Si chiama William Langewiesche
Ora Langewiesche spende la sua competenza per attaccare Sullenberger. In “Fly By Wire. The Geese, the Glide and the Miracle on the Hudson” Langewiesche destruttura il mito: Sully non ha fatto niente d’eccezionale, la macchina ai suoi comandi era in grado di rispondere all’emergenza. L’unico fattore che ne poteva compromettere il salvataggio era quello umano, ovvero un pilota che si fosse fatto prendere da un insensato decisionismo. Per il resto – sostiene Langewiesche – oggi nel volo la superiorità della macchina sull’uomo è conclamata. Ciò che ha fatto Sullenberger era alla portata di qualsiasi pilota, sostiene in “Fly By Wire”, titolo che cita la tecnologia di controllo dei nuovi jet. Sullenberger “non è Chuck Yeager che rompe la barriera del suono. L’aviazione dei superuomini è superata”.

Chi ha seguito questo evento da tecnico o pilota, pensa che è stata una gestione del tutto di routine?

Grazie
Ah quindi Sullenberger non è un superuomo? Meno male che ce l'ha detto lui :mrgreen:

Sullenberger ha fatto (bene) l'unica cosa che la macchina non poteva fare da sola: analizzare la situazione e prendere una decisione, poi rivelatasi corretta negli esiti. Che la macchina fosse in grado di rispondere all'emergenza mi pare logico, con una macchina che non risponde ci fai ben poco... :roll:

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da dream » 1 luglio 2016, 13:09

Lampo 13 ha scritto:[Io credo che non abbia senso fare polemiche sull'evento.
Perché fare polemiche inutili?
nessuna polemica, ci mancherebbe, chiedevo un giudizio tecnico :wink:
Lampo 13 ha scritto:[C'è stato un problema, il Comandante ha preso una decisione, è stato bravo, è stato fortunato, non ci sono vittime. Direi che è tutto qui.
Sembra che provando l'emergenza al simulatore tutti i Piloti siano riusciti ad atterrare in aeroporto...
forse è vero, ma loro lo sapevano prima, se lo aspettavano, non erano sotto stress e non rischiavano la vita.
perfetto, grazie

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da SuperMau » 1 luglio 2016, 13:13

dream ha scritto:vi sembra possibile banalizzare una storia come questa?

Perché non c'è nulla di eroico in un ammaraggio ben riuscito
Il pilota scrittore Langewiesche smonta il mito del pilota eroe di New York

E’ un pilota anche lui, per quanto abbia lasciato le ali per fare il giornalista. Si chiama William Langewiesche
Ora Langewiesche spende la sua competenza per attaccare Sullenberger. In “Fly By Wire. The Geese, the Glide and the Miracle on the Hudson” Langewiesche destruttura il mito: Sully non ha fatto niente d’eccezionale, la macchina ai suoi comandi era in grado di rispondere all’emergenza. L’unico fattore che ne poteva compromettere il salvataggio era quello umano, ovvero un pilota che si fosse fatto prendere da un insensato decisionismo. Per il resto – sostiene Langewiesche – oggi nel volo la superiorità della macchina sull’uomo è conclamata. Ciò che ha fatto Sullenberger era alla portata di qualsiasi pilota, sostiene in “Fly By Wire”, titolo che cita la tecnologia di controllo dei nuovi jet. Sullenberger “non è Chuck Yeager che rompe la barriera del suono. L’aviazione dei superuomini è superata”.

Chi ha seguito questo evento da tecnico o pilota, pensa che è stata una gestione del tutto di routine?

Grazie
A parte l'accoppiata di ca**ate una sopra l'altra, ti sei dimenticato di specificare la fonte
Inoltre, ti sei pure dimenticato di controllare che questo articolo e' del 2009
andiamo avanti di questo passo e andiamo indietro nel tempo (cit.)
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da dream » 1 luglio 2016, 13:21

SuperMau ha scritto:[A parte l'accoppiata di ca**ate una sopra l'altra, ti sei dimenticato di specificare la fonte
Inoltre,
sorry :mrgreen:

http://www.ilfoglio.it/articoli/2009/11 ... e_c173.htm
SuperMau ha scritto:ti sei pure dimenticato di controllare che questo articolo e' del 2009
andiamo avanti di questo passo e andiamo indietro nel tempo (cit.)
beh che l'abbia scritta quando è successo il fatto non è rilevante, una ca..ta è una ca..ta :wink:

e comunque da quello che si capisce dal trailer del film è stato messo in dubbio qualcosa dell'operato del Comandante, sbaglio?

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sigmet » 1 luglio 2016, 14:05

dream ha scritto: Per il resto – sostiene Langewiesche – oggi nel volo la superiorità della macchina sull’uomo è conclamata. Ciò che ha fatto Sullenberger era alla portata di qualsiasi pilota, sostiene in “Fly By Wire”, titolo che cita la tecnologia di controllo dei nuovi jet. Sullenberger “non è Chuck Yeager che rompe la barriera del suono. L’aviazione dei superuomini è superata”.

Chi ha seguito questo evento da tecnico o pilota, pensa che è stata una gestione del tutto di routine?

Grazie
Assolutamente no. Airbus ancora non ha inserito sulla' A/P il pulsante "Ditching". Ma non e' stato tanto l'ammaraggio quanto un altra "pensata" che non era scritta sul QRH e che gli ha salvato le chiappe.
Ma di questa il signor Langeschwifegw.. non ne fa menzione il che mi lascia dubitare sui suoi trascorsi da pilota.
Sulla superiorità' della macchina ecco la risposta...
http://www.repubblica.it/motori/sezioni ... 143172119/
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Michele » 1 luglio 2016, 18:03

dream ha scritto:vi sembra possibile banalizzare una storia come questa?

Perché non c'è nulla di eroico in un ammaraggio ben riuscito
Il pilota scrittore Langewiesche smonta il mito del pilota eroe di New York

E’ un pilota anche lui, per quanto abbia lasciato le ali per fare il giornalista. Si chiama William Langewiesche
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Chi ha seguito questo evento da tecnico o pilota, pensa che è stata una gestione del tutto di routine?

Grazie
Solo un pirla puó dire una cosa del genere.

Su un centro abitato con un A320 senza motori a 3000 ft non c'è software che ti salvi il c**o.
c'è solo la tua efficenza e la capacita di decidere dove andare in primis.
RMKS////

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Andy » 1 luglio 2016, 18:27

sigmet ha scritto:
....Ma non e' stato tanto l'ammaraggio quanto un altra "pensata" che non era scritta sul QRH e che gli ha salvato le chiappe.
/
Qual'è stata l'altra "pensata"?

Non ho più saputo nulla sul proseguo della vicenda: come ne è uscito il Comandante?

Ciao a tutti e grazie
Andrea
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da JT8D » 1 luglio 2016, 18:49

La pensata "vincente" è stata accendere l'APU...

Per il resto l'articolo di Langewiesche è senza senso, tecnicamente ridicolo e sono d'accordo con le vostre precedenti considerazioni.

Paolo
"La corsa di decollo è una metamorfosi, una quantità di metallo che si trasforma in aeroplano per mezzo dell'aria. Ogni corsa di decollo è la nascita di un aeroplano."

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Luke3 » 2 luglio 2016, 0:32

Sono curioso di vedere come viene fuori, sembra un film interessante.

La cosa che mi fa impazzire sono le critiche di chi dice che ce l'avrebbe fatta a rientrare in pista. Certo, al simulatore, con lo scenario studiato per bene, le manovre pianificate, e la conoscienza della catena di eventi, e' facile reagire nel modo ideale, ma nel mondo reale sono tanti i fattori (tra cui la sorpresa) che sommati bruciano tutto il margine. Ha fatto una scelta, ha avuto successo portandola a termine, finiamola con le critiche.

Poi sono d'accordo che e' sbagliato anche vederlo come un eroe, cosa che tra l'altro da velocemente alla testa per chi non e' preparato. Basta vedere che nella comunita' di piloti Americani non e' visto molto bene, sopratutto per il suo sostegno aperto alla regola delle 1500 ore minime per il conseguimento della licenza ATP, che difende a spada tratta utilizzando, secondo me, dei ragionamenti sbagliati. Vediamo in che luce lo mostreranno nel film, comunque sia Tom Hanks e' un signor attore e merita solo per quello.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sardinian aviator » 3 luglio 2016, 9:26

Tutti parlano della manovra del Comandante, nessuno della causa dell'incidente: l'impatto con uno stormo di oche canadesi in migrazione.
Si poteva prevenire? Si, con un sistema integrato di avian radar che visualizzasse il passaggio degli uccelli e informasse in tempo reale l'equipaggio e l'ATC.
Quali iniziative si sono adottate dopo l'incidente? Fondi per dotare gli aeroporti di radar? No. Cambio di requisiti di certificazione per consentire la sopravvivenza dei motori dopo l'ingestione? No.
Nuove procedure da inserire nei manuali di volo? No. Il superamento degli inutili bird-tam a favore di altre forme di informazione più real time? No.
Il F/O di Sullerberger, invitato a La Guardia qualche tempo dopo, ammise candidamente di non sapere che negli aeroporti era attivo un sistema di bird dispersal da parte di un servizio di bird control. Ciò significa che se avesse visto duecento gabbiani in testata pista, lui non avrebbe richiesto l'intervento della squadra di allontanamento e forse sarebbe decollato lo stesso. Non si sa se Sully invece fosse più acculturato in materia.
Quali insegnamenti ci ha lasciato - per davvero - l'incidente dell'US 1549? Come ha contribuito alla sicurezza globale? Quale lesson abbiamo learnt?
O tutti si sono lasciati irretire da un avventuroso e mediatico ammaraggio, condotto (forse) con gran manico, dimenticando tutto il resto?
È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da tartan » 3 luglio 2016, 13:30

Devo avere sangue sardo nelle vene. Quoto Sardinian. Il resto sono solo diatribe trite e ritrite.
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da TheClubber » 4 luglio 2016, 21:01

Di solito Eastwood ci sa fare con le storie vere... :wink: :wink:

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da FAS » 4 luglio 2016, 21:02

sardinian aviator ha scritto:Tutti parlano della manovra del Comandante, nessuno della causa dell'incidente: l'impatto con uno stormo di oche canadesi in migrazione.
... Cambio di requisiti di certificazione per consentire la sopravvivenza dei motori dopo l'ingestione? ?
BRAVO! Chiediemolo alle case costruttrici di motori, AIB e BOE (gruppi quindi commerciale e militare) ancora aspettano risposte
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sardinian aviator » 5 luglio 2016, 10:44

FAS ha scritto:
sardinian aviator ha scritto:Tutti parlano della manovra del Comandante, nessuno della causa dell'incidente: l'impatto con uno stormo di oche canadesi in migrazione.
... Cambio di requisiti di certificazione per consentire la sopravvivenza dei motori dopo l'ingestione? ?
BRAVO! Chiediemolo alle case costruttrici di motori, AIB e BOE (gruppi quindi commerciale e militare) ancora aspettano risposte
La FAA ha di recente sollecitato dei commenti pubblici relativamente a possibili mutamenti dei requisiti di certificazione dell'airframe nella cat. Transport Aircraft , la solita questione delle 4 o delle 8 libbre. La stragrande maggioranza dei commenti dei manufacturers e degli operatori è stata: "vanno bene così come sono". Se ci fosse analogo quesito per i motori non mi aspetterei risposte diverse. Problemi di costi.

Per inciso, unitamente ad un collega americano (due cani sciolti :) ) presenterò ad un prossimo convegno una nostra proposta di improvement (già inviata alla FAA e già , come detto, in netta minoranza). Mi piacerebbe discuterne anche con te, magari continuiamo in MP.
È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da 1stAirbus » 5 luglio 2016, 12:40

Sullerberger
Non so se è un eroe, francamente gli eroi troppo rumorosi personalmente mi sono sempre stati antipatici.
Non so neppure quanto possa essere difficoltosa la manovra che ha compiuto.
Ma, se, da semplice comune passeggero, posso dire una cosa, dico che ho apprezzato molto il tail strike sull'acqua: un modo intuitivo per ridurre il più possibile la velocità, gli urti per spanciamento sul velo del liquido e insistere su una zona dell'aereo che normalmente resiste un po' di più delle altre parti alle sollecitazioni meccaniche non previste.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Lampo 13 » 5 luglio 2016, 13:53

1stAirbus ha scritto:Sullerberger
Non so se è un eroe, francamente gli eroi troppo rumorosi personalmente mi sono sempre stati antipatici.
Non so neppure quanto possa essere difficoltosa la manovra che ha compiuto.
Ma, se, da semplice comune passeggero, posso dire una cosa, dico che ho apprezzato molto il tail strike sull'acqua: un modo intuitivo per ridurre il più possibile la velocità, gli urti per spanciamento sul velo del liquido e insistere su una zona dell'aereo che normalmente resiste un po' di più delle altre parti alle sollecitazioni meccaniche non previste.
Non conosco il 320, ci vorrebbe un Pilota abilitato che ci dica se nella procedura di ditching è previsto
uno specifico assetto di toccata, che so, 5 gradi up o qualcosa del genere.
Comunque un ammaraggio non è mai facile, l'acqua oltre certe velocità ha una reazione quasi da solido ma basta che la tip di un ala tocchi la sua superficie e si ha una repentina frenata da quel lato con conseguente imbardata e distruzione della struttura. In più il 320 ha i motori sotto le ali e quindi bastava che l'aereo fosso solo leggermente inclinato più da un lato per far "girare" l'aereo. Il Comandante è stato certamente abilissimo nel condurre a termine positivamente una manovra tanto delicata ma anche molto fortunato nel non trovare onde (per fortuna si trattava di un fiume) od ostacoli di vario tipo, chiatte, traghetti, ponti...
Ma, ripeto, che senso ha attaccarlo? Studiare cosa è successo, anche le cause della doppia piantata ovviamente, è utile per capire e per prevenire ma attaccare il Comandante mi sembra inutile sciacallaggio da invidia.
Per quanto riguarda la definizione di eroe... non è stato un eroe, ha fatto il suo lavoro salvando se stesso ed i suoi passeggeri:
"L'eroe, nell'era moderna, è colui che compie uno straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di se stesso, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune".
Il Vice Brigadiere dei Carabinieri Salvo D'Acquisto è stato un Eroe, Sullenberger è stato un ottimo professionista.

Fabio Airbus
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Fabio Airbus » 5 luglio 2016, 13:56

Se il libro vende l'autore guadagna, ecco il senso di tutto.
Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia. (Arthur C. Clarke)

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Lampo 13 » 5 luglio 2016, 14:26

Fabio Airbus ha scritto:Se il libro vende l'autore guadagna, ecco il senso di tutto.
Si, questo è ovvio, ma sempre di sciacallaggio si tratta!

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