"Cactus 1549"

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sardinian aviator » 25 novembre 2016, 15:46

Maxx ha scritto:Qualche giorno fa al gioco la ghigliottina de L'Eredità la parola da indovinare era "computer". Mi sono un pò indignato, perchè non è una parola italiana. Però poi alla fine ripensandoci lo è (diventata).
Alcune parole come sport e bar sono diventate italiane a tutti gli effetti. A tradurle si cade nel ridicolo. Aggiungerei anche computer. Altre diventano di uso comune perché legate ad un particolare settore (l'aviazione ne è un esempio, ma anche l'informatica).
Io non mi scandalizzo più di tanto, la lingua è viva perché si evolve. Piuttosto quanti di quelli che usano molto gli anglicismi poi sanno davvero l'inglese?
Parlando inglese all'estero e usando parole di origine latina (ma diventate inglesi) o addirittura semplici frasi in latino si fa un figurone da persona colta, specie se poi non gliele traduci :mrgreen: Perché li fai sentire più ignoranti di quello che sono (= paese che vai....).
Quando ho detto a un collega americano che sono Cavaliere della Repubblica (onorificenza minore quasi automatica che premia più che altro il lavoro nel settore pubblico), a momenti mi sviene :D :D

Ma non è che siamo OT?
È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da fabrizio66 » 25 novembre 2016, 19:22

I termini inglesi nel mio mondo la fanno da padrone.
Bond, stock, option...
Quando partecipo a corsi, convention mi fine sempre da ridere nel vedere le persone che si atteggiano usando questi termini.
Poi c e il classico sborone che se ne esce con il "down" jones, ma non fai piu bella figura a stare zitto?
Chiccha finale quando facevamo il morning meeting... Alle 8.30 riunione dove si discuteva per una ventina di minuti sul sesso degli angeli ma che faceva molto trend.
Come direbbe alberto sordi.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sigmet » 27 novembre 2016, 0:58

Sara' che in campo aeronautico e' diverso ma se leggo una normativa o un manuale in inglese (che non e' la mia lingua e non sono certo una cima..) la capisco subito mentre se la leggo in italiano non ci capisco un c***o... :roll:
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da tartan » 27 novembre 2016, 19:31

Non sei il solo! :D
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
Prima o poi si muore, non c'è scampo, l'importante è morire da vivi.
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Prima di pretendere un diritto devi assolvere almeno ad un dovere.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da danko156 » 28 novembre 2016, 11:18

sigmet ha scritto:Sara' che in campo aeronautico e' diverso ma se leggo una normativa o un manuale in inglese (che non e' la mia lingua e non sono certo una cima..) la capisco subito mentre se la leggo in italiano non ci capisco un c***o... :roll:
Non solo manuali d'aviazione. Ma questo è dovuto purtroppo alla scarsa conoscenza della lingua italiana da parte di chi scrive.

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Re:

Messaggio da musicaldoc » 28 novembre 2016, 19:50

danko156 ha scritto:
sigmet ha scritto:Sara' che in campo aeronautico e' diverso ma se leggo una normativa o un manuale in inglese (che non e' la mia lingua e non sono certo una cima..) la capisco subito mentre se la leggo in italiano non ci capisco un c***o... :roll:
Non solo manuali d'aviazione. Ma questo è dovuto purtroppo alla scarsa conoscenza della lingua italiana da parte di chi scrive.

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... o dalla pessima conoscenza della lingua anglo-americana da parte di chi traduce....

ma è un problema comune purtroppo in Italia, che dire degli innumerevoli per esempio vetri di sicurezza con scritto sopra come istruzione in un bel sapiente Inglese "TO BREAK" inteso come "Rompere" imperativo? :roll:

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da dream » 4 dicembre 2016, 17:58

Molto bello, davvero emozionante i suoni sono molto coinvolgenti, una bella storia umana e tecnica.
Ci sono delle belle citazioni, intelligenti e anche simpatiche . . . come l'ultima frase del film :D

Aspetto il DVD da conservare insieme al libro ;)

Ciao

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Maxx » 5 dicembre 2016, 14:50

Mio papà mi ha riferito che uno degli equipaggi che, durante le indagini, ripete il volo al simulatore, riesce ad atterrare in un aeroporto con i motori spenti e, non appena tocca la pista, dà reverse. Una piccola imprecisione.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Lampo 13 » 5 dicembre 2016, 15:03

Maxx ha scritto:Mio papà mi ha riferito che uno degli equipaggi che, durante le indagini, ripete il volo al simulatore, riesce ad atterrare in un aeroporto con i motori spenti e, non appena tocca la pista, dà reverse. Una piccola imprecisione.
Sul MD80 si aumentava la resistenza aerodinamica aprendo le valve, forse anche sul 320 c'è un aumento di resistenza che aiuta a rallentare.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Maxx » 5 dicembre 2016, 15:33

Lampo 13 ha scritto:
Maxx ha scritto:Mio papà mi ha riferito che uno degli equipaggi che, durante le indagini, ripete il volo al simulatore, riesce ad atterrare in un aeroporto con i motori spenti e, non appena tocca la pista, dà reverse. Una piccola imprecisione.
Sul MD80 si aumentava la resistenza aerodinamica aprendo le valve, forse anche sul 320 c'è un aumento di resistenza che aiuta a rallentare.
Ah ecco allora potrebbe essere questo!! Quindi gli inversori si aprono anche se non c'è niente da invertire? :-) In effetti, visto che dietro al film c'è Sullenberger in persona, sembrava un'inesattezza troppo evidente.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Lampo 13 » 5 dicembre 2016, 15:51

Maxx ha scritto:
Lampo 13 ha scritto:
Maxx ha scritto:Mio papà mi ha riferito che uno degli equipaggi che, durante le indagini, ripete il volo al simulatore, riesce ad atterrare in un aeroporto con i motori spenti e, non appena tocca la pista, dà reverse. Una piccola imprecisione.
Sul MD80 si aumentava la resistenza aerodinamica aprendo le valve, forse anche sul 320 c'è un aumento di resistenza che aiuta a rallentare.
Ah ecco allora potrebbe essere questo!! Quindi gli inversori si aprono anche se non c'è niente da invertire? :-) In effetti, visto che dietro al film c'è Sullenberger in persona, sembrava un'inesattezza troppo evidente.
La mia è solo una ipotesi che andrebbe convalidata da un Pilota Airbus.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da JT8D » 5 dicembre 2016, 20:08

Su un propulsore come quello che equipaggia l'A320 family non ci sarebbe lo stesso effetto "aerodinamico" che eventualmente offrirebbe un bucket reverse come quello dei JT8D. Se poi il 320 è equipaggiato con un V2500 non sporge proprio nulla in reverse, essendo un reverse a traslazione. L'aereo di Sully aveva i CFM56, dove le 4 paratie che deviano il flusso freddo sporgono dal case del motore, ma non credo offrano una resistenza molto apprezzabile.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da dream » 6 dicembre 2016, 0:39

Maxx ha scritto:Mio papà mi ha riferito che uno degli equipaggi che, durante le indagini, ripete il volo al simulatore, riesce ad atterrare in un aeroporto con i motori spenti e, non appena tocca la pista, dà reverse. Una piccola imprecisione.

la cosa strana che ho notato è che nelle simulazioni hanno tenuto le manette in CL dopo il birdstrike e all'atterraggio le hanno messe in idle, non ricordo se in reverse.

Hanno inserito un suono molto angosciante durante l'emergenza che non mi sembra dell'Airbus (tipo ritmo cardiaco in terapia intensiva) :mrgreen:

Poi dopo il birdstrike dicono motore uno fuori uso ma invece sembra il due (a destra) ad andare a zero per primo, la scena è ripetuta due volte nel film.

Non sono un esperto ma questo film è fantastico!

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da JT8D » 6 dicembre 2016, 22:00

Film visto ieri sera. Pur con qualche imprecisione, alla fine non male, anche il doppiaggio in italiano si salva abbastanza e certi termini tecnici non sono stati tradotti ma mantenuti in Inglese per fortuna. Paragonato a certi film aeronautici pieni di castronerie, qui siamo su un altro livello, anche tecnicamente si mantiene su livelli più che accettabili. Anche nel film viene sottolineato come l'accensione dell'APU immediatamente dopo che i motori hanno perso spinta, mentre la checklist la prevedeva dopo parecchi items, ha rappresentato una mossa fondamentale per il buon esito dell'evento. Bravi gli attori a rendere bene l'idea dei dubbi e del tormento psicologico seguito all'incidente, quando mille domande affollano la mente e si continua a domandarsi se si è fatta la cosa giusta.

Riguardo l'aspetto Bird Strike non vengono riportate molte informazioni.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da ruotenelvento » 9 dicembre 2016, 14:37

Mi ha un po' sorpreso il cascare dal pero sul tempo di reazione. Capisco la Commissione che aveva le sue ragioni per marciarci e buttare la croce sul pilota, ma pure Sullenberg, l'epifania del tempismo gli viene solo dopo un bicchiere in un pub irlandese? Parliamo sempre di 35" (e basta una telefonata per saperlo...) su 208. L'RT è un concetto consolidato in altri settori (tipo il drag racing), non calcolarlo mi è sembrato un po' approssimativo.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da AirGek » 10 dicembre 2016, 14:53

Ma è un film o una puntata di indagini ad alta quota?
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da musicaldoc » 10 dicembre 2016, 16:56

AirGek ha scritto:Ma è un film o una puntata di indagini ad alta quota?
Sì esatto, sono d'accordo, è un film e soprattutto è un film di Eastwood.

Era logico aspettarsi non un film inchiesta ma una rappresentazione degli stati d'animo dei personaggi, del resto a mio parere magistralmente resa sia dalla sceneggiatura in sè che dal sempre abile Tom Hanks.

L'unica cosa che mi sembra è che ogni "capitolo del film", che dura infatti "solo" un'ora e mezza, abbia avuto qualche secondo limato di troppo, almeno questa è la sensazione che mi ha lasciato, ma probabilmente queste erano le sue intenzioni.
Sembra quasi che Eastwood abbia voluto dare delle immagini non prolisse di ogni momento, una specie di comunicazione diretta senza fronzoli, quasi più sintetica del suo solito... trovo infatti per esempio improbabile che l'udienza pubblica dell'NTSB si sia effettivamente svolta così "liofilizzata", ma il tutto quadra con il taglio di questo film.

Questo per lo meno è quello che ho provato io da estimatore di Eastwood sia come attore, che regista, che musicista che si compone pure parte delle colonne sonore.

Non so se sia tutto strettamente attinente alla realtà dei fatti, ma penso di sì visto il placet di Sullenberger...magari avrei gradito qualche approfondimento sulla tematica bird strikes, ma in effetti poco avrebbe calzato con il tipo di sceneggiatura.

Per quel che riguarda Sullenberger che fa caso ai 35 secondi di differenza nelle simulazioni solo in un secondo momento, sempre convinto che il Comandante non avrebbe dato l'ok alla romanzata comunque contro se stesso, ci può benissimo stare, visto che lo stesso ha più volte dichiarato che per un paio di settimane dopo il fatto ha subito una sindrome da stress post traumatico... e ci mancherebbe altro, se uno non ne risentisse sarebbe "anomalo" per me.

In definitiva a mio parere un bel film, probabilmente non il migliore di Eastwood, ma da vedere (...sapendo che è una celebrazione degli USA).

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da dream » 11 dicembre 2016, 20:51

ruotenelvento ha scritto:Mi ha un po' sorpreso il cascare dal pero sul tempo di reazione. Capisco la Commissione che aveva le sue ragioni per marciarci e buttare la croce sul pilota, ma pure Sullenberg, l'epifania del tempismo gli viene solo dopo un bicchiere in un pub irlandese? Parliamo sempre di 35" (e basta una telefonata per saperlo...) su 208. L'RT è un concetto consolidato in altri settori (tipo il drag racing), non calcolarlo mi è sembrato un po' approssimativo.
se fosse andata davvero così la storia dell'inchiesta, i commissari sono dei bei puzzoni, sapendo che sul simulatore hanno provato diciassette volte prima di riuscire ad atterrare indenni (esclusi i tempi di reazione), avrebbero dovuto chiudere l'inchiesta e mettere una corona d'alloro all'equipaggio, visto che loro hanno avuto una sola possibilità :wink:

ciao

p.s. leggendo anche il libro di Sullenberger sulla sua vita, penso che sia stato il pilota giusto al momento giusto.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da blunotte77 » 13 dicembre 2016, 1:07

Ponch ha scritto:Spero che questo film possa essere un'occasione per far riflettere i non addetti ai lavori. Non guardo mai tv ma qualche giorno fa mi è capitato di vedere il TG1 e scopro (si fa per dire) che gli errori commessi da medici e operatori sanitari rappresentano la terza causa di decesso nel Mondo. E mi chiedevo, ancora una volta, perchè questi signori non vengono sottoposti ad ALMENO due check all'anno, come il sottoscritto e tutti i miei colleghi, per verificare periodicamente che ALMENO lo standard minimo richiesto venga raggiunto?

Perché poi se qualcosa va storto devo pure difendermi in un'aula di tribunale, ovviamente, come è giusto che sia. E chi mi giudica nè capisce di aerei quanto io di medicina.

Mi è appena venuto in mente l'amico militare di sigmet condannato il cui 104 ha abbattuto un albero dopo essersi lanciato. Sullenberger poteva farcela a tornare indietro e atterrare, forse. Etc..etc. Ridicolo.

Over 40 years in the air but in the end I’m going to be judged on 208 seconds.
Giusto per chiarezza, è qualche decennio che in Italia combattiamo per evitare il surplus di ore giornaliere e settimanali che invece puntualmente le ASL impongono a tutti gli operatori sanitari per "esigenze di servizio" (vedi mancate nuove assunzioni). Ovvero mancati smonti dopo turni anche di 12 o peggio 24 ore, mancati riposi settimanali etc, monte ore settimanale superiore anche alle 80 euro. Potreste magari farglielo capire voi ai nostri manager. Sono anni che cerchiamo di far capire alla gente che in questo modo la qualità delle cure è pesantemente a rischio così come la possibilità che aumentino gli errori. Ma a quanto pare la cosa interessa a pochi visto che non è mai cambiato nulla.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sardinian aviator » 7 gennaio 2017, 9:45

Finalmente il film Sully è arrivato anche nella mia piccola città.
Confermo quanto già detto precedentemente: non è un film sui bird strike né sulla sicurezza dell'aviazione e forse nemmeno sui piloti. Il messaggio sarebbe stato identico anche se si fosse trattato di un conducente di diligenze nel Kentucky assalito da un branco di coyotes e che riesce a salvare passeggeri e carico attraversando il deserto senza una ruota.
Clint voleva dire altro, penso il ruolo dell'uomo di fronte all'automazione, oppure l'esperienza e le proprie sensazioni vs. il comune senso di pensare, l'operativo contro gli scaldasedie di Washington ecc.... Un film tipicamente individualista e perciò fondamentalmente "americano".

Ciò detto, mi pare inutile continuare a discutere di bird strike salvo forse per dire che si è trattato di un'occasione persa per un po' di divulgazione. Tant'è che in America si sono affrettati a precisare che si tratta dei soliti eventi rari, probabilmente irripetibili e che nemmeno Airbus si è agitata più di tanto visto che il taglio era proprio quello (al contrario della serie Airport dove Boeing si giocava meglio le sue carte). Le cose non stanno proprio così, ma di questo abbiamo già parlato.
È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da alb1982 » 12 gennaio 2017, 9:51

Visto ieri sera! Bel film, ben fatto. Anche io che non capisco niente di aviazione, e anche la mia compagna che oltre a non capirci niente non è nemmeno appassionata, lo abbiamo visto con piacere. Alla fine secondo me, fondamentale la questione dello 'human factor': un pilota prima di essere un professionista è un essere umano, con tutti i limiti che ne seguono! E certe decisioni che, se valutate al simulatore, con assoluta tranquillità, sapendo gia cosa succede ecc.. sembrano immotivate, immotivate non sono se ci si immedesima in quella particolare situazione, se si capisce che non c'è solo una 'dimensione' tecnica/professionale da considerare, ma anche quella umana; se si considera la 'pressione' mentale/psicologica alla quale il pilota è soggetto trovandosi all'improvviso in una situazione critica e dovendo prendere in pochi secondi una decisione fondamentale, con addosso la responsabilità della vita di 155 persone.

Un dubbio: sbaglio o il carburante non era stato scaricato (forse sarebbe stato impossibile con i secondi contati)?

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da camicius » 12 gennaio 2017, 10:34

alb1982 ha scritto:Visto ieri sera! Bel film, ben fatto. Anche io che non capisco niente di aviazione, e anche la mia compagna che oltre a non capirci niente non è nemmeno appassionata, lo abbiamo visto con piacere. Alla fine secondo me, fondamentale la questione dello 'human factor': un pilota prima di essere un professionista è un essere umano, con tutti i limiti che ne seguono! E certe decisioni che, se valutate al simulatore, con assoluta tranquillità, sapendo gia cosa succede ecc.. sembrano immotivate, immotivate non sono se ci si immedesima in quella particolare situazione, se si capisce che non c'è solo una 'dimensione' tecnica/professionale da considerare, ma anche quella umana; se si considera la 'pressione' mentale/psicologica alla quale il pilota è soggetto trovandosi all'improvviso in una situazione critica e dovendo prendere in pochi secondi una decisione fondamentale, con addosso la responsabilità della vita di 155 persone.
Nel momento in cui si è reso conto che non c'era modo di arrivare a un aeroporto, credo che la scelta del fiume sia abbastanza "naturale". Hai sotto una enorme distesa di case, con delle strisce chiare (che sono i fiumi). Vai lì.
Poi, chiaro, ci è arrivato con l'aereo era perfettamente livellato, l'assetto a cabrare giusto, ha avuto una buona dose di fortuna (poteva esserci una barca, magari piccola che vedeva all'ultimo momento, l'aereo poteva spezzarsi eccetera eccetera) e ha gestito con il giusto sangue freddo l'evacuazione. Questo per non sminuire il suo operato, ovviamente, ma credo che il suo vero lampo di genio è stato il capire che non sarebbe arrivato in nessun aeroporto, non tanto il decidere di andare nel fiume.
alb1982 ha scritto: Un dubbio: sbaglio o il carburante non era stato scaricato (forse sarebbe stato impossibile con i secondi contati)?
Non credo che A320 abbia il sistema di fuel dumping, e poi non ci sarebbe stato né il tempo né il modo (non è bello versare del cherosene a bassa quota sopra New York...).

Ciao
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da alb1982 » 12 gennaio 2017, 11:28

camicius ha scritto: ...
ma credo che il suo vero lampo di genio è stato il capire che non sarebbe arrivato in nessun aeroporto, non tanto il decidere di andare nel fiume.
Dico la mia (e magari dico una ca***ta): vista la situazione, l'intuizione del pilota (derivata dalla sua esperienza, sensibilità, istinto ecc) è stata decisiva. Forse paradossalmente se si fosse lasciato andare al calcolo, all'analisi fredda, alla razionalità, ecc forse le cose sarebbero andate diversamente..

Sia chiaro non sto dicendo che non ci sia stata razionalità da parte del comandante, ma che forse la componente istintiva, intuitiva, è stata predominante (e decisiva in positivo)..
camicius ha scritto: Non credo che A320 abbia il sistema di fuel dumping, e poi non ci sarebbe stato né il tempo né il modo (non è bello versare del cherosene a bassa quota sopra New York...).
Si si mi rendo conto che il tempo non lo permetteva e che stavi sopra NY, ma dicevo piu che altro per un discorso di sicurezza: quando un aereo è costretto ad un atterraggio di emergenza svuota il serbatoio in genere.. figuriamoci se atterri su un fiume anzicchè su una pista.. E' strano che non sia stato citato nel film come punto a favore del comandante (un ammaraggio con un coefficiente di difficoltà ancora maggiore perchè il serbatoio era pieno e il rischio di esplosione altissimo)

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Lampo 13 » 12 gennaio 2017, 11:31

alb1982 ha scritto:Un dubbio: sbaglio o il carburante non era stato scaricato (forse sarebbe stato impossibile con i secondi contati)?
Il 320 non ha il fuel dumping che è presente solitamente solo su aerei molto grandi.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Lampo 13 » 12 gennaio 2017, 11:36

alb1982 ha scritto: E' strano che non sia stato citato nel film come punto a favore del comandante (un ammaraggio con un coefficiente di difficoltà ancora maggiore perchè il serbatoio era pieno e il rischio di esplosione altissimo)
Il rischio di esplosione è maggiore con il serbatoio mezzo vuoto, sono i vapori che causano l'esplosione.
Se prendi una tazza di kerosene (non lo fare) e ci immergi un fiammifero acceso, la fiamma si spegne.
Se agiti bene la tazza e subito passi il fiammifero acceso sopra la tazza, potresti ottenere il fuoco.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da alb1982 » 12 gennaio 2017, 11:57

Lampo 13 ha scritto:
Il rischio di esplosione è maggiore con il serbatoio mezzo vuoto, sono i vapori che causano l'esplosione.
....
Hai ragione, è vero. Mi viene in mente il 747 del volo twa800: aveva il serbatoio centrale con pochissimo carburante ma pieno di vapori di cherosene..

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da Misha » 12 gennaio 2017, 13:14

Lampo 13 ha scritto: Se prendi una tazza di kerosene (non lo fare) e ci immergi un fiammifero acceso, la fiamma si spegne.
Se agiti bene la tazza e subito passi il fiammifero acceso sopra la tazza, potresti ottenere il fuoco.
:mrgreen:
E guarda che in fondo non conta dov'è che tira il vento, ma ciò che porta.
Che se porta bene, ti porta lontano, come una canzone, lontano come un aeroplano.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da musicaldoc » 12 gennaio 2017, 13:29

Lampo 13 ha scritto:
alb1982 ha scritto: E' strano che non sia stato citato nel film come punto a favore del comandante (un ammaraggio con un coefficiente di difficoltà ancora maggiore perchè il serbatoio era pieno e il rischio di esplosione altissimo)
Il rischio di esplosione è maggiore con il serbatoio mezzo vuoto, sono i vapori che causano l'esplosione.
Se prendi una tazza di kerosene (non lo fare) e ci immergi un fiammifero acceso, la fiamma si spegne.
Se agiti bene la tazza e subito passi il fiammifero acceso sopra la tazza, potresti ottenere il fuoco.

Quando ho visitato l'Air and Space museum di Chantilly (VA), il nostro cicerone Joe Kinego ex pilota e comandante di squadra di SR-71, ci ha detto tra le altre cose che il JP-7, il carburante del Blackbird, potrebbe in linea teorica essere usato per.... spegnere un incendio :shock:

anonymous12345

Re: "Cactus 1549"

Messaggio da anonymous12345 » 12 gennaio 2017, 13:32

alb1982 ha scritto:
camicius ha scritto: : quando un aereo è costretto ad un atterraggio di emergenza svuota il serbatoio in genere..

Qualche tempo fa qui sul forum spiegarono che lo scarico carburante serve più che altro a rientrare nel peso massimo all'atterraggio che non per il pericolo incendio...

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da AirGek » 12 gennaio 2017, 14:14

musicaldoc ha scritto:Quando ho visitato l'Air and Space museum di Chantilly (VA), il nostro cicerone Joe Kinego ex pilota e comandante di squadra di SR-71, ci ha detto tra le altre cose che il JP-7, il carburante del Blackbird, potrebbe in linea teorica essere usato per.... spegnere un incendio :shock:
Se non ricordo male uno dei problemi dell'SR71 era il surriscaldamento dovuto all'altissima velocità alla quale volava. Proprio per questo il carburante si infiammava ad una temperatura molto alta per evitare che si incendiasse "per sbaglio".
Football, basketball, baseball, tennis, golf? No thanks, I fly. Why? Because all that stuff requires one ball only!

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sardinian aviator » 5 maggio 2018, 12:18

Per chi fosse interessato al tema, segnalo questo evento che si terrà nell'aeroporto di Cagliari la mattina del prossimo 15 Maggio. Io ci sarò.
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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sigmet » 8 maggio 2018, 15:05

sardinian aviator ha scritto:Per chi fosse interessato al tema, segnalo questo evento che si terrà nell'aeroporto di Cagliari la mattina del prossimo 15 Maggio. Io ci sarò.
Sara' interessante sapere come si farà per volare nell'ATZ dato che questo da regolamento e' severamente proibito.
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sardinian aviator » 8 maggio 2018, 17:20

sigmet ha scritto:
sardinian aviator ha scritto:Per chi fosse interessato al tema, segnalo questo evento che si terrà nell'aeroporto di Cagliari la mattina del prossimo 15 Maggio. Io ci sarò.
Sara' interessante sapere come si farà per volare nell'ATZ dato che questo da regolamento e' severamente proibito.
Infatti è previsto l'intervento di un rappresentante ENAV ( e di due ENAC).
La cosa singolare è che qualche anno fa fu fatta una sperimentazione di un aeromodello a forma di astore, alimentato elettricamente, e nessuno ebbe niente da ridire. Non ho letto la normativa (confesso), ma un drone non è in ultima analisi un aeromodello telecomandato?
È meglio rimanere in silenzio ed essere considerati imbecilli piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da sigmet » 8 maggio 2018, 22:07

sardinian aviator ha scritto:
La cosa singolare è che qualche anno fa fu fatta una sperimentazione di un aeromodello a forma di astore, alimentato elettricamente, e nessuno ebbe niente da ridire. Non ho letto la normativa (confesso), ma un drone non è in ultima analisi un aeromodello telecomandato?
Questa e'la definizione data da ENAC: Aeromodello: dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi.
E sempre dal regolamento al capo 25.3)-4)-5) riporta le limitazioni alle operazioni comuni sia agli apr che agli aeromodelli.
3) al di fuori dell’ATZ di un aeroporto, oppure ad una distanza superiore a 5 Km dall’aeroporto (ARP o coordinate geografiche pubblicate), laddove non sia istituita una ATZ a protezione del traffico di aeroporto;
4) al di fuori dei CTR;
5) al di fuori delle zone regolamentate attive e delle zone proibite.
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: "Cactus 1549"

Messaggio da tartan » 8 maggio 2018, 22:14

E se viene emesso un notam appropriato?
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
Prima o poi si muore, non c'è scampo, l'importante è morire da vivi.
http://web.tiscali.it/windrider/
Prima di pretendere un diritto devi assolvere almeno ad un dovere.

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