Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da musicaldoc » 24 aprile 2020, 18:53

Lampo 13 ha scritto:
24 aprile 2020, 14:30
Non per niente mia moglie si chiama Magda... :mrgreen:
A proposito, ci siamo sposati.
Auguriiii..... il prete era in Skype come qui? :lol:

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Lampo 13 » 24 aprile 2020, 21:38

Evito di rispondere alle serpi... vero Tartan? :mrgreen:

Mi sono sposato in municipio, come l'altra volta, anche perché non ho mai fatto la comunione.
Eravamo io, Magdalena, due testimoni, la "sindaco", l'interprete e la ragazzina, figlia di Magda
ma che mi sono cresciuto da quando aveva 4 anni... tutti con la mascherina!

Quando mi arriveranno le foto ne posto una.

Grazie a tutti per gli auguri :D

(Tartan, tra l'altro l'hai conosciuta Magda, a casa di Fabrizio... :mrgreen: )

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da sigmet » 25 aprile 2020, 1:15

Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Lampo 13 » 27 aprile 2020, 11:20

Per quelli che lo capiscono, cosa c'è di vero? Oppure è un altro egocentrico?

"HUMANITAS RESEARCH HOSPITAL - AUTORE : DOTT. GIAMPAOLO PALMA.
"ERRORE DIAGNOSTICO SCOPERTO SOLO DOPO 50 AUTOPSIE ".

Carissimi amici,
non vorrei sembrarvi eccessivo, ma credo che oggi, finalmente, sia certa la causa della letalità del Covid-19.
La mia ventennale esperienza in Ecocardiografia-Ecocolordopplergrafia Vascolare su piu' 200.000 pazienti cardiopatici e non,
mi fa confermare quello che alcuni supponevano, ma non ne riuscivano a essere sicuri. Oggi abbiamo i primi dati.
I pazienti vanno in Rianimazione per Tromboembolia Venosa Generalizzata, soprattutto Tromboembolia Polmonare TEP.
Se così fosse, non servono a niente le rianimazioni e le intubazioni perché innanzitutto devi sciogliere il trombo,
anzi prevenire queste tromboembolie. Se ventili un polmone dove il sangue non arriva, non serve! Infatti muoiono 9 pazienti su 10.
Signori, Covid19 danneggia prima di tutto i vasi,l' apparato cardiovascolare, e solo dopo arriva ai polmoni !!!
Sono le microtrombosi venose, non la polmonite a determinare la fatalità!
E perché si formano trombi? Perché l'infiammazione induce trombosi attraverso un meccanismo fisiopatologico complesso ma ben noto.
Allora? Quello che la letteratura scientifica, soprattutto cinese, diceva fino a metà marzo, era che non bisognava usare antinfiammatori.
Ora in Italia si usano antinfiammatori e antibiotici (come nelle influenze) e il numero dei ricoverati crolla.
Molti morti, anche di 40 anni, avevano una storia di febbre alta per 10-15 giorni non curata adeguatamente.
Qui l'infiammazione ha distrutto tutto e preparato il terreno alla formazione dei trombi.
Perché il problema principale non è il virus, ma la reazione immunitaria che distrugge le cellule dove il virus entra. Infatti in tutti i reparti
COVID non sono mai entrati malati di artrite reumatoide e ciò perché sono in terapia cortisonica.
Questo è il motivo principale per cui in Italia le ospedalizzazioni iniziano a diminuuire e sta diventando una malattia curabile a casa.
Curandola bene a casa eviti non solo l'ospedalizzazione, ma anche il rischio trombotico.
Non era facile capirlo perché i segni della microembolia sono sfumati, anche all' occhio di un cardiologo ecocardiografista.
Confrontando i dati dei primi 50 pazienti tra chi respira male e chi no, la situazione è apparsa molto chiara a tutti i medici in Italia,
dai cardiologi, ai radiologi, agli anatomo- patologi fino ai colleghi delle Terapie Intensive.
Il tempo di pubblicare questi dati e si potrebbe dare il via a far uscire la popolazione dalla quarantena, non subito,
ma in tempi più brevi rispetto al previsto.
In USA dove ancora vietano gli antinfiammatori i dati sono ormai più tragici che in Italia.
Sono farmaci che costano pochi euro ma che aiutano a salvare tante VITE.
Sono i farmaci che facciamo per andare in vacanza in Kenia
e prevenire l malaria per capirci.
Questa testimonianza delle vasculiti con esiti in tromboembolia polmonare parrebbe confermata dai protocolli di alcuni altri ospedali:
al Sacco danno Clexane a tutti, con D-dimero predittivo: più è alto meno risponderà il pz.
al San Gerardo di Monza Clexane e cortisone
al Sant'Orsola di Bologna Clexane a tutti + protocollo condiviso con i medici di famiglia che prescrivono Plaquenil
a pioggia su tutti i pz. monosintomatici a domicilio.
Integro con una precisazione sugli antinfiammatori: farmaci antinfiammatori tipo Brufen, naproxene, aspirina che inibiscono
la cox1 oltre che la Cox 2 non andrebbero usati,
mentre celecoxib (un inibitore selettivo della Cox 2) sembra dare buoni risultati, bisogna comunque aspettare esito di studi,
invece questa analisi porta in evidenza la necessità di usare negli stadi intermedi della malattia (inizio della tosse e prima
delle difficoltà respiratorie) una eparina a basso peso molecolare ad alte dosi... (Clexane 8.000 UI/die).
Evito (per non appesantire troppo l'esposizione, e perché il testo è troppo medico) di riportare un'interessante testimonianza
di un anatomo-patologo: vi basti pensare che il "Papa Giovanni XXIII" di Bergamo ha eseguito 50 autopsie ed il "Sacco"
di Milano 20 (quella italiana è la casistica più alta del mondo, i cinesi ne hanno fatte solo 3 e "minimally invasive").
Tutto quanto ne esce sembra confermare in pieno le informazioni sopra riportate.
In poche parole, pare che l'exitus sia determinato da una CID innescata dal virus (Coagulazione Intravascolare Disseminata)
Quindi la polmonite interstiziale non c'entrerebbe nulla, sarebbe stato soltanto un abbaglio diagnostico:
abbiamo raddoppiato i posti in rianimazione, con costi esorbitanti, probabilmente inutilmente.
Col senno di poi, mi viene da ripensare a tutti quegli Rx Torace che commentavamo circa un mese fa: quelle immagini che venivano
interpretate come polmonite interstiziale in realtà potrebbero essere del tutto coerenti con una COAGULAZIONE INTRAVASCOLARE DISSEMINATA.
In definitiva fino a un mese fa nessuno sapeva nulla di questo virus, nemmeno i virologi "più famosi" come i tanti che
guardavate in TV dalla Florida alla Francia alla Cina.
La tragedia che ha interessato l' Italia e che ha visto quasi 20mila morti compresi tanti medici sul campo,
ha fatto si che la Scuola Medica Italiana sia sulla strada giusta, la strada della salvezza definitiva e del ritorno alla vita NORMALE per tutti.
VIVA LA SCUOLA MEDICA ITALIANA E VIVA L' ITALIA ad maiora semper !!

Dal Dott. Giampaolo Palma
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Lampo 13 » 27 aprile 2020, 11:23

E, se la cosa è ragionevole, quali sarebbero gli antinfiammatori pericolosi e quali quelli utili?
Io uso l'Ibuprofene 400 mg una volta al giorno, dovrei evitarlo?

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da musicaldoc » 27 aprile 2020, 17:43

Lampo... cosí riapri le porte dell'inferno :lol: :lol: :lol:

È da ragionamenti su queste cose che ho smesso di scrivere attivamente su medicina e covid dopo il gentile confronto con la collega qualche pagina fa.

Che in una patologia come questa ci sia una DIC (o CID da noi) non è un mistero, è risaputo, quello che intendevo dire io è che le autopsie confermano un grave quadro di trombosi polmonare, quindi da pragmatico che sono semplicemente dicevo (scrivevo) che non me ne frega niente perché gli è venuta la DIC, intanto mi preoccupo di risolverla così la ventilazione funziona, poi ci preoccuperemo di capire perché esattamente si sono verificate tali alterazioni anatomiche che hanno reso inefficace la ventilazione.

Ripeto la similitudine.... noto che sto pericolosamente perdendo quota allora tiro il volantino, poi mi preoccuperò di capire perché il terreno si stava avvicinando, se perché stavo perdendo quota o se perché si stava alzando un vulcano. :mrgreen:

Ma mi son preso formalmente dell'ignorante, quindi ho lasciato perdere, tanto tutto quello che si poteva dire in un forum non medico è stato già ampiamente detto, fin troppo forse.
Non è un discorso di permalosità, lo ero da giovane non ho problemi a dirlo, ora quasi 60enne non lo sono più, ma est modus in rebus si soleva dire....

Il Clexane comunque lo usano in tutti i reparti di cui sono a conoscenza e ha aiutato senz'altro, insieme a tutti gli altri i farmaci che hanno modulato la risposta immunitaria, questo è un dato di fatto.
I farmaci antivirali per ora non hanno dato grandi risultati.

Sul vaccino vedremo, per ora nessuno sano di mente ci potrebbe scommettere la casa.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da danko156 » 27 aprile 2020, 18:17

Crollo del traffico aereo, ma l'Italia vola più degli altri Paesi Ue
Secondo un'analisi di Oag, la settimana dal 13 al 20 aprile scorso ha registrato un calo dei decolli previsti del 81,2% nel nostro Paese, grazie anche ad Alitalia. Una percentuale che sale al 93,7% in Germania e al 95,1% in Spagna. Meglio di tutti il Giappone dove la discesa è stata del 44,4%
https://www.repubblica.it/economia/2020 ... P8-S1.4-T1


P.S. Auguri a @Lampo 13
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Lampo 13 » 27 aprile 2020, 20:51

musicaldoc ha scritto:
27 aprile 2020, 17:43
Lampo... cosí riapri le porte dell'inferno :lol: :lol: :lol:

È da ragionamenti su queste cose che ho smesso di scrivere attivamente su medicina e covid dopo il gentile confronto con la collega qualche pagina fa.

Che in una patologia come questa ci sia una DIC (o CID da noi) non è un mistero, è risaputo, quello che intendevo dire io è che le autopsie confermano un grave quadro di trombosi polmonare, quindi da pragmatico che sono semplicemente dicevo (scrivevo) che non me ne frega niente perché gli è venuta la DIC, intanto mi preoccupo di risolverla così la ventilazione funziona, poi ci preoccuperemo di capire perché esattamente si sono verificate tali alterazioni anatomiche che hanno reso inefficace la ventilazione.

Ripeto la similitudine.... noto che sto pericolosamente perdendo quota allora tiro il volantino, poi mi preoccuperò di capire perché il terreno si stava avvicinando, se perché stavo perdendo quota o se perché si stava alzando un vulcano. :mrgreen:

Ma mi son preso formalmente dell'ignorante, quindi ho lasciato perdere, tanto tutto quello che si poteva dire in un forum non medico è stato già ampiamente detto, fin troppo forse.
Non è un discorso di permalosità, lo ero da giovane non ho problemi a dirlo, ora quasi 60enne non lo sono più, ma est modus in rebus si soleva dire....

Il Clexane comunque lo usano in tutti i reparti di cui sono a conoscenza e ha aiutato senz'altro, insieme a tutti gli altri i farmaci che hanno modulato la risposta immunitaria, questo è un dato di fatto.
I farmaci antivirali per ora non hanno dato grandi risultati.

Sul vaccino vedremo, per ora nessuno sano di mente ci potrebbe scommettere la casa.
Non volevo far ripartire nessuna polemica, per carità!
Essendo un consumatore di Ibuprofene mi sono chiesto se non sia il caso di interromperlo e tenermi i dolori di schiena...

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da ruotenelvento » 29 aprile 2020, 21:26

Mi sono guardato un Roma-Kuala Lumpur A/R a ottobre, per curiosità. Prezzi tra i 500 e i 600 euro (lastminute.com) con Turkish, Emirates o Qatar. Non ho riferimenti precedenti, è allineato ai prezzi prepandemici, più elevato, più economico? Per capire in generale che aria tira o tirerà.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da JT8D » 29 aprile 2020, 22:22

Analisi di IATA relativa al traffico e alla domanda del mese di marzo:

https://www.md80.it/2020/04/29/iata-la- ... a-a-marzo/

Paolo
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da sigmet » 29 aprile 2020, 23:48

Lampo 13 ha scritto:
27 aprile 2020, 11:20
Oggi abbiamo i primi dati.
I pazienti vanno in Rianimazione per Tromboembolia Venosa Generalizzata, soprattutto Tromboembolia Polmonare TEP.
Se così fosse, non servono a niente le rianimazioni e le intubazioni perché innanzitutto devi sciogliere il trombo,
anzi prevenire queste tromboembolie. Se ventili un polmone dove il sangue non arriva, non serve! Infatti muoiono 9 pazienti su 10.
Signori, Covid19 danneggia prima di tutto i vasi,l' apparato cardiovascolare, e solo dopo arriva ai polmoni !!!
Sono le microtrombosi venose, non la polmonite a determinare la fatalità!
Questo confermerebe quello che MD aveva anticipato circa un mese fa:
]Non mi metto a scendere in particolari tecnici perché forse abbiamo anche già esagerato nelle pagine passate, ma l'osservazione di vasculiti periferiche e dermatiti puntiformi in pazienti covid positivi ha cominciato a far pensare ad una patologia microtrombotica immunomediata generalizzata ma soprattutto polmonare.

Questo sarebbe il motivo per cui se giunti in fase tardiva all'ospedalizzazione, la ventilazione polmonare non serviva a niente... i microtrombi bloccando il sangue a livello polmonare non permetterebbero gli scambi gassosi.
Prima vanno sciolti i trombi e dove usano Clexane, un'eparina, la sintomatologia migliorerebbe immediatamente.
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Lampo 13 » 30 aprile 2020, 0:51


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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Valerio Ricciardi » 30 aprile 2020, 7:52

Mai discutere con un ignorante antiscientifico. Prima ti porta al suo livello, poi ti batte con... il talento. :roll:
Dal Seattle Times, uno dei quattro quotidiani statunitensi che leggo

It’s starting to feel like Republicans want to have a ‘chickenpox party’ for coronavirus in the whole of Washington state

State Rep. Robert Sutherland, R-Granite Falls, addresses the Conservative and Libertarian groups gathered at the steps of the State Capitol in Olympia to protest Gov. Inslee’­s stay at home order, and to demand a reopening of business and society on Sunday, April 19, 2020.

By Danny Westneat

The tale of two cities told in a national magazine this week was summed up well in the headline: “Seattle’s leaders let scientists take the lead. New York’s did not.”
The article, in The New Yorker, heaped praise on our region’s spotlight-loving politicians and corporate leaders for doing an unusual thing when the coronavirus outbreak first hit two months ago. They got out of the way.
The coherent, science-based messaging that resulted may explain why our per capita death rate from COVID-19 is, so far, one-tenth that of New York’s.
King County Executive Dow Constantine recalled it in a bucolic-sounding quote: “Everyone, Republicans and Democrats, came together behind one message and agreed to let the scientists take the lead.”
It rings pretty true to the spirit of what was going on here back in February and early March. But alas, those halcyon days definitely are over.
Increasingly, local Republicans seem to be concluding that, science be damned, it’s time we man up and let the virus run.
It’s “not necessarily a bad thing” for more people to be exposed to the virus, Washington state Sen. John Braun, R-Centralia, told The Columbian newspaper this week. “It will speed our path, frankly, toward herd immunity.”
This notion of easing up and possibly letting society get the virus — sort of a “chickenpox party” for the state, which scientists say could lead to thousands more deaths — was memorialized Monday by the entire state Senate GOP caucus in a tweet that got mocked so much for callousness it was later deleted.
“Who is the COVID virus killing in WA state?” the GOP senators asked. “53% are 80 or older. Let’s protect our older neighbors at home and look at different rules for others.”
Then there’s this persistent refrain of “it’s not that big of a deal, it’s like the flu,” pushed nationally by Trumpy voices such as Medal of Freedom winner Rush Limbaugh. Around here, state Sen. Doug Ericksen, R-Ferndale, fits that bill. He recently downplayed COVID-19 on Facebook by noting it has felled only about .01 percent of the state’s population.
“Some people freak out when you call it ‘Covid 19 Flu,’ so I will go with illness,” he said.
Well, people freak out at that because it isn’t the flu (it’s a completely different virus). And, because it has already killed eight times more people here than the entire seven-month-long 2019-2020 flu season.
That’s right — there have been 96 confirmed flu deaths in Washington state since October, according to the most recent weekly state flu bulletin. As of Tuesday, the state has reported 786 COVID-19 deaths. Both these numbers are considered under counts that likely will be revised upward. The flu season has tapered off to the point there were zero confirmed new cases last week.
Nationally, COVID-19 killed more people in a month than the flu did the entire year. COVID-19 is the leading cause of death right now in America. Tuesday was the fifth deadliest day of the pandemic, and the ninth day this month the nation saw more than 2,000 coronavirus deaths — an extreme daily toll that never happens with the seasonal flu. And that’s after all the lockdowns and social distancing.
The people who guessed it was like the flu in February, which includes the president, weren’t listening to the scientists, and turned out to be wrong. But those doing it now are just denying the reality of the past month, for propaganda or political purposes.
This isn’t a hypothetical debate about modeling or forecasts anymore — the deaths have happened right here in our communities. I personally knew two people who were killed by COVID-19, and a third whose mother died from it (all three were below age 80, by the way.) This bizarre partisan effort to minimize the disease makes it feel like these lives count for a little less.
Tuesday the state health officer, Kathy Lofy, said that even on lockdown we continue to see 150 to 300 new cases daily — “a fairly high disease burden,” even as hospitalizations and deaths have declined. The truth is we don’t know whether it may be starting to peter out or, perversely, whether we’ve been so good at social distancing that it’s got miles left to run.
The great news is that despite being an early epicenter, Washington today ranks relatively low among states in per capita deaths, at about 11 per 100,000 population. Just increasing to the national average of 18 would mean 520 more deaths. Jumping to the extreme of New York’s rate would catastrophically mean nearly 8,000 more dead in our state.
That Seattle listened to the scientists two months ago is a great story, and may have been a major life-saver. Yes, everybody’s eager to get back to normal life and work. But don’t turn the plot over now to salesmen offering quick fixes or fake cures.
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da tartan » 30 aprile 2020, 16:10

Vabbè, già lo sapevamo che conosci bene la lingua Anglo/americana. Perchè non traduci per noialtri poveri ignoranti tutto il testo?
La mia vita è dove mi spendo, non dove mi ingrasso!
Prima o poi si muore, non c'è scampo, l'importante è morire da vivi.
http://web.tiscali.it/windrider/
Prima di pretendere un diritto devi assolvere almeno ad un dovere.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Lampo 13 » 30 aprile 2020, 18:04

Fai click col tasto destro del mouse stando sul testo inglese e clicka su: "Traduci in italiano",
viene fuori più o meno correttamente e vale, più o meno, per tutte le lingue.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da JT8D » 30 aprile 2020, 22:04

Assaeroporti: crisi senza precedenti.

https://www.md80.it/2020/04/30/assaerop ... -italiano/

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Valerio Ricciardi » 1 maggio 2020, 8:30

chiedo scusa... :oops:

La storia di due città raccontata in una rivista nazionale questa settimana è stata riassunta bene nel titolo: “I leader di Seattle lasciano guidare gli scienziati. New York no. "
L' articolo , in The New Yorker, ha elogiato i politici e i leader aziendali che normalmente amano stare sotto i riflettori della nostra regione per aver fatto una cosa insolita quando l'epidemia di coronavirus ha colpito per la prima volta due mesi fa: si sono fatti da parte.
I messaggi coerenti e basati sulla scienza che ne sono derivati ​​potrebbero spiegare perché il nostro tasso di mortalità pro capite da COVID-19 è, finora, un decimo di quello di New York.
Il dirigente della King County Dow Constantine lo ha ricordato in una citazione dal suono bucolico: "Tutti, repubblicani e democratici, si sono riuniti dietro un messaggio e hanno accettato di lasciare che gli scienziati prendessero il comando".
Sembra abbastanza fedele allo spirito di quello che stava succedendo qui tra febbraio e inizio marzo. Ma ahimè, quei giorni di ragionevole unità sicuramente sono finiti. Sempre più, i repubblicani locali sembrano concludere che - la scienza sia maledetta, è tempo che ci reinventiamo e lasciamo correre il virus.
"Non è necessariamente una brutta cosa" per più persone essere esposte al virus, il senatore dello stato di Washington John Braun, R-Centralia, ha detto al quotidiano colombiano questa settimana . "Accelererà il nostro cammino, in modo evidente, verso l'immunità del gregge."
Questo concetto di tentare di "allentare" e forse lasciare che nella società si diffonda ubiquitariamente il virus - una sorta di "festa della varicella" per lo stato - che secondo gli scienziati potrebbe portare a migliaia di morti in più - è stata memorizzata lunedì dall'intero governo del Senato GOP in un tweet che è stato deriso tanto per la sua insensibilità alla scienza da essere successivamente cancellato.
"Chi sta uccidendo il virus COVID nello stato WA?" hanno chiesto i senatori del GOP. “Il 53% ha 80 anni o più. E allora, proteggiamo i nostri congiunti più anziani a casa e guardiamo a regole diverse per gli altri. "
Poi c'è questo persistente ritornello di "non è un grosso problema, è come l'influenza", spinto a livello nazionale da voci di Trumpy come il vincitore di Medal of Freedom Rush, Limbaugh. Da queste parti, il senatore Doug Ericksen, R-Ferndale, si accoda a questo stile. Di recente ha minimizzato COVID-19 su Facebook rilevando che ha ucciso solo lo 0,01 per cento della popolazione dello stato. "Alcune persone si alterano quando la chiami «Influenza Covid 19», quindi andrò avanti chiamandola «malattia», ha detto.
Bene, la gente va fuori di testa perché non è l'influenza (è un virus completamente diverso). E, poiché ha già ucciso otto volte più persone qui rispetto all'intera stagione influenzale 2019-2020 della durata di sette mesi.
Esatto - ci sono stati 96 decessi confermati per influenza nello stato di Washington da ottobre, secondo il bollettino settimanale più recente per influenza dello stato . A partire da martedì, lo stato ha riportato 786 decessi COVID-19. Entrambi questi numeri sono considerati come conteggi che probabilmente saranno rivisti al rialzo. La stagione influenzale si è assottigliata al punto che la settimana scorsa sono stati registrati zero nuovi casi.
A livello nazionale, COVID-19 ha ucciso più persone in un mese di quante ne avesse l'influenza durante l'intero anno. COVID-19 è la principale causa di morte proprio ora in America. Martedì è stato il quinto giorno più mortale della pandemia e il nono giorno questo mese la nazione ha visto oltre 2.000 decessi di coronavirus - un bilancio giornaliero estremo, che non si verifica mai con l'influenza stagionale . E questo dopo tutti i blocchi e le misure di distanziamento sociale.
Le persone che hanno scommesso che fosse come l'influenza a febbraio, che includono il presidente, non stavano ascoltando gli scienziati e si sono rivelate completamente in errore. Ma quelli che lo stanno facendo ora stanno solo negando la realtà del mese scorso, per scopi di propaganda o politici.
Questo non è più un ipotetico dibattito sulla modellistica o sulle previsioni: le morti sono avvenute proprio qui nelle nostre comunità. Conoscevo personalmente due persone che erano state uccise da COVID-19, e un terzo la cui madre morì (a proposito, tutti e tre avevano meno di 80 anni). Questo bizzarro sforzo partigiano per minimizzare quanto possibile la malattia fa sembrare che queste vite contino, per questi signori, un po 'meno.
Martedì l'ufficiale sanitario statale, Kathy Lofy, ha affermato che anche durante questa fase di blocco continuiamo a vedere da 150 a 300 nuovi casi ogni giorno - "un tasso di contagio piuttosto elevato per la malattia", anche se i ricoveri e i decessi sono diminuiti. La verità è che non sappiamo se potrebbe iniziare a svanire o, perversamente, se siamo stati così bravi nel distanziamento sociale che ci sono ancora miglia per correre.
La grande notizia è che nonostante sia un epicentro primitivo, oggi Washington è relativamente in una posizione abbastanza bassa tra gli stati in termini di decessi pro capite, siamo circa a 11 per 100.000 abitanti. Aumentare sino alla media nazionale di 18/100.000 significherebbe 520 morti in più. Saltare all'estremo del tasso di New York significherebbe catastroficamente circa 8.000 morti in più nel nostro stato.
Il fatto che Seattle abbia ascoltato gli scienziati due mesi fa è una grande storia e potrebbe essere stato un grande salvavita. Sì, tutti sono ansiosi di tornare alla vita normale e al lavoro. Ma non passiamo adesso la narrazione nelle mani di venditori che offrono soluzioni rapide o cure finte.


(rispetto alla traduzione di Google ho dovuto dare una limatina agli anacoluti più grossi :roll: )
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da sigmet » 3 maggio 2020, 23:58

Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da sigmet » 4 maggio 2020, 13:35

Anche la compagnia di bandiera italiana dovrebbe ricevere un ulteriore aiuto finanziario dallo stato, dopo il brutto colpo inferto al suo giro d’affari dalla pandemia. L’articolo 79 del decreto Cura Italia prevede al comma 7 l’istituzione di un fondo con una dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2020. Come ha ricordato il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli nel corso di un’audizione alla Commissione Trasporti della Camera, il covid-19 ha pesato sui conti della società, che alla data del 22 aprile registrava un calo di fatturato pari all’87,5 per cento.
Il ministro ha sottolineato inoltre che la Newco di Alitalia dovrebbe essere costituita entro le prime settimane di giugno e partirà con una flotta di novanta aerei, rispetto ai 113 attualmente in esercizio: “Inizialmente sarà in mano pubblica ma poi io ritengo che possa essere valutato in un momento successivo l’eventuale mantenimento totale della compagnia in mano pubblica”, aggiungendo per quanto riguarda i posti di lavoro che “parlare di esuberi zero sia molto difficile, ma l’accompagnamento che si farà tra la oldco e la newco dovrà garantire la massima tutela occupazionale”.
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da fabrizio66 » 4 maggio 2020, 17:11

A proposito dei 500.000 milioni di aiuti per il settore aereo protesta da parte di Neos perché a detta della compagnia a loro spetterebbe poco della somma.

https://www.milanofinanza.it/news/ilil- ... 2152099500

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da barth » 5 maggio 2020, 13:40

Ieri sera Striscia La Notizia ha messo in onda un servizio sulla questione degli italiani bloccati all'estero dal titolo Coronavirus, il problema degli italiani bloccati all'estero, in cui si metteva in risalto il numero di voli organizzati dagli altri stati per il recupero dei propri cittadini anche con l'aiuto della protezione civile europea.

Il governo italiano non avrebbe potuto fare di piu'anche tramite la sua bella e splendida e orgogliosa compagnia di bandiera?

https://www.striscialanotizia.mediaset. ... 7295.shtml

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da flyingbrandon » 5 maggio 2020, 15:00

barth ha scritto:
5 maggio 2020, 13:40
Ieri sera Striscia La Notizia ha messo in onda un servizio sulla questione degli italiani bloccati all'estero dal titolo Coronavirus, il problema degli italiani bloccati all'estero, in cui si metteva in risalto il numero di voli organizzati dagli altri stati per il recupero dei propri cittadini anche con l'aiuto della protezione civile europea.

Il governo italiano non avrebbe potuto fare di piu'anche tramite la sua bella e splendida e orgogliosa compagnia di bandiera?

https://www.striscialanotizia.mediaset. ... 7295.shtml
Non mi carica il video quindi non ti posso rispondere nello specifico...e neanche se il governo Italiano possa fare di più di quello che ha fatto. Voli per i rimpatri nei fatti parecchi. Non è, comunque, solo Alitalia o il governo Italiano a decidere...perchè se lo stato di destinazione non ti permette di far pernottare gli equipaggi , di fatto, non riesci a rientrare nelle ore di servizio/riposo sufficienti anche con equipaggio rinforzato. Se fuori di poco, in alcuni posti, hanno fatto uno scalo con riposo per l’equipaggio che avrebbe poi fatto il ritorno...ma è stato abbastanza complesso.
Ciao!
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Lampo 13 » 5 maggio 2020, 15:48

barth ha scritto:
5 maggio 2020, 13:40
Ieri sera Striscia La Notizia ha messo in onda un servizio sulla questione degli italiani bloccati all'estero dal titolo Coronavirus, il problema degli italiani bloccati all'estero, in cui si metteva in risalto il numero di voli organizzati dagli altri stati per il recupero dei propri cittadini anche con l'aiuto della protezione civile europea.

Il governo italiano non avrebbe potuto fare di piu'anche tramite la sua bella e splendida e orgogliosa compagnia di bandiera?

https://www.striscialanotizia.mediaset. ... 7295.shtml
Qualsiasi cosa sia trasmessa da striscia la notizia o dalle iene è per principio da non vedere e men che meno da credere, sempre e comunque.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Valerio Ricciardi » 5 maggio 2020, 16:32

Questo è fortemente esagerato e spesso, anzi, sono trasmissioni che hanno avuto un contenuto di denuncia utile alla collettività.

Ma di sfondoni ne han fatti tanti, il più grave che ricordi la grancassa che incompetentemente han saputo dare alla colossale truffa antiscientifica di Vannoni sulla c.d. "cura" col c.d. "protocollo Stamina" dell'ormai defunto (2019) Davide Vannoni.

E non mi pare poco, sul piano morale.
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da JT8D » 5 maggio 2020, 20:50

Come già è stato detto da varie compagnie, ora anche IATA si schiera ufficialmente contro il posto centrale vuoto:

https://www.md80.it/2020/05/05/iata-esp ... ale-vuoto/

Paolo
"La corsa di decollo è una metamorfosi, una quantità di metallo che si trasforma in aeroplano per mezzo dell'aria. Ogni corsa di decollo è la nascita di un aeroplano."

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da sigmet » 5 maggio 2020, 22:13

JT8D ha scritto:
5 maggio 2020, 20:50
Come già è stato detto da varie compagnie, ora anche IATA si schiera ufficialmente contro il posto centrale vuoto:

https://www.md80.it/2020/05/05/iata-esp ... sua-contra rieta-al-posto-centrale-vuoto/

Paolo

Ovviamente la IATA e' fatta dalle compagnie ... che doveva dire..?
ma questo passaggio mi fa veramente ridere.. “Le prove, sebbene limitate, suggeriscono che il rischio di trasmissione del virus a bordo degli aerei è basso anche senza misure speciali”
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Valerio Ricciardi » 6 maggio 2020, 7:35

Io posso immaginare che la percentuale di ricircolo negli impianti di condizionamento sia dovuta alla necessità di non dover affrontare un deltaT estremamente elevato fra temperatura esterna e interna una volta in quota.

Alla possibilità che i filtri presenti nell'impianto possano aver una efficacia sostanziale dire che non credo assolutamente è ancora poco; anche perché con le Compagnie ridotte già a pelle di leopardo ... ce le vedo proprio a sostituire tutti i filtri (per quel che possono fare di utile, qualcosina si ossia fermare il particolato più grossolano sul quale può comunque appoggiarsi il virione per farsi portare a spasso) coi ritmi probabilmente forsennati richiesti...

Non è solo un problema di posto in senso trasversale da lasciare vuoto; anche il pitch ormai ridotto all'osso implicherebbe di mettere i passeggeri distanziati di un posto...e una fila si una fila no.

Immagino che il TOW diminuirebbe e con esso consumi e necessità di carburante imbarcato... e immagino che gli attuali prezzi del greggio aiutino ulteriormente. Ma i costi fissi e di personale quelli sono.

Ipotizzo un ragionamento. Il deserto del Mojave e qualche altro posto traboccano di macchine ferme perché non competitive per ragioni di consumi, o perché tendono a non raggiungere un LF adeguato perché superano la taglia massima concretamente facile da riempire (grossomodo quella di un 777 o di un 330). Stante che non ho motivo di immaginare (non lo so) che non ci sia stata una contrazione importante anche del prezzo del jet fuel.

Queste macchine tenute ferme perché di gestione onerosa sono di solito di proprietà di leaser; nel momento in cui il costo del carburante - prima voce essenziale anche se ad ogni crisi ci si affannava solo a tagliare stipendi - perde rilievo percentuale, un grosso cassone economicamente obsoleto come un 340/600 o un 737/400 associato ai vari 777 e 330 più capienti non potrebbe facilitare l'ingrato compito di tentare di spaziare adeguatamente i passeggeri? La diminuzione dei consumi legata al minor carico (anche di carburante imbarcato) aiuterebbe... insieme a una fase di costi dei biglietti certamente non all'osso.

[ Anche se O' Leary tenterà di "pretendere" di volare pieno minacciando di licenziare ...anche gli operai della Hyundai in Corea del Sud :roll: ]
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Lampo 13 » 6 maggio 2020, 8:22

Di solito il carburante residuo al parcheggio dopo un volo di B777 è tra gli 8.000 e i 10.000 kg, quantità
credo un A320 non imbarchi nemmeno prima del volo. In una tratta intercontinentale per ogni 1.000 kg
di carburante extra imbarcato se ne consumano tra i 250 ed i 400 kg solo per trasportare quei 1.000 kg
in più... la differenza di consumo tra un B737/A320 ed un B777/A330, per non parlare dei quadrimotore,
è talmente enorme da non poter nemmeno prendere in considerazione l'idea di fare un Roma Parigi con
un B777 che alla fine imbarcherebbe al massimo 150 passeggeri rispettando le regole attuali, con però
un minimo di 6 assistenti di volo per le emergenze. La soluzione a me sembra ovvia, o ci saranno dei
contributi pubblici a favore delle Compagnie oppure i biglietti aumenteranno di un 50% rispetto ad ora,
credo che per un bel pezzo il "mi faccio un fine settimana a Praga perché ho trovato i biglietti a 50 euro"
sarà solo un ricordo, anche per l'inevitabile aumento di costo anche di ristoranti ed alberghi per lo
stesso motivo "virale"... oppure speriamo in un vaccino che funziona, l'unico modo per eradicare il Covid.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da fabrizio66 » 6 maggio 2020, 12:14

io credo che noi possiamo star qui discutere per ore sul tipo di posizionamento dei passeggeri a bordo, se uno ogni fila o ogni due o tre file, quanto distanziati e cosi via. Sono tutti pensieri legittimi e soprattutto tecnici, dove per tecnici si intende il distanziamento tra i passeggeri.
Ma come dice giustamente Lampo per operare qualsiasi scelta vi sarà il bisogno di contributi statali per le compagnie aeree che non vorranno/potranno volare con un aereo mezzo vuoto. Si potrebbe ovviare aumentando i prezzi dei biglietti, ma se un biglietto poi ti viene a costare un botto non imbarchi manco quei 30/40 che si potevano permettere un prezzo alto.

Diventa inevitabile pertanto la sovvenzione pubblica, senza considerare in questo caso il tipo di rotta da andare a sovvenzionare, perché una roma ibiza a luglio la vedo difficile da gisutificare

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da sigmet » 6 maggio 2020, 13:16

Valerio Ricciardi ha scritto:
6 maggio 2020, 7:35

Alla possibilità che i filtri presenti nell'impianto possano aver una efficacia sostanziale dire che non credo assolutamente è ancora poco; anche perché con le Compagnie ridotte già a pelle di leopardo ... ce le vedo proprio a sostituire tutti i filtri (per quel che possono fare di utile, qualcosina si ossia fermare il particolato più grossolano sul quale può comunque appoggiarsi il virione per farsi portare a spasso) coi ritmi probabilmente forsennati richiesti...
...
In realtà i filtri funzionano ed e' dimostrato però questo serve solo a non diffondere il virus in tutta la cabina ma se hai vicino un positivo a meno di un metro il virus te lo becchi tutto. Gli unici studi che sono stati fatti (gia' al tempo di ebola e sars) dimostrano solo che la possibilità di contrarre un virus su voli commerciali e' pari a quella degli altri mezzi di trasporto (con piccole differenze legate al tipo di condizionamento e ricircolo) . Motivo questo per cui sui treni e' applicata quasi ovunque una contingency reservation per osservare il distanziamento sociale.Considerando poi come sembra che gli asintomatici potrebbero essere molti e che comunque durante la fase di incubazione sei già contagioso anche la misurazione della febbre non garantisce una mitigazione efficace (lo potrebbe essere magari una mascherina FP 2) . Inoltre il rischio e' legato al tempo di esposizione e ovviamente su un volo di 9-12 ore aumenta esponenzialmente.
Ovviamente fare un revenue in queste condizioni e' impossibile e probabilmente non verrà osservato il distanziamento ma l'importante e' essere chiari e non raccontare ca**ate come quella delle "prove fatte". Vai al fronte ,accetti il rischio e te ne prendi le conseguenze.
In europa intanto in meno di due mesi due colleghi (49-58 anni) il virus se li e' portati via e altri 3 sono in TI di cui uno (un expat italiano) in fin di vita , tutti in ottima salute prima del covid, Il prossimo che mi dice che e' solo un raffreddore che al massimo ammazza qualche ottuagenario lo piglio a calci nel c**o anche in nome loro.
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Lampo 13 » 6 maggio 2020, 14:07

sigmet ha scritto:
6 maggio 2020, 13:16
In europa intanto in meno di due mesi due colleghi (49-58 anni) il virus se li e' portati via e altri 3 sono in TI di cui uno (un expat italiano) in fin di vita , tutti in ottima salute prima del covid, Il prossimo che mi dice che e' solo un raffreddore che al massimo ammazza qualche ottuagenario lo piglio a calci nel c**o anche in nome loro.
Eppure è pieno di imbecilli che continuano a voler credere a questa ignobile stupidaggine...

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da JT8D » 6 maggio 2020, 23:09

sigmet ha scritto:
5 maggio 2020, 22:13
JT8D ha scritto:
5 maggio 2020, 20:50
Come già è stato detto da varie compagnie, ora anche IATA si schiera ufficialmente contro il posto centrale vuoto:

https://www.md80.it/2020/05/05/iata-esp ... sua-contra rieta-al-posto-centrale-vuoto/

Paolo

Ovviamente la IATA e' fatta dalle compagnie ... che doveva dire..?
ma questo passaggio mi fa veramente ridere.. “Le prove, sebbene limitate, suggeriscono che il rischio di trasmissione del virus a bordo degli aerei è basso anche senza misure speciali”
Esatto, proprio qui è il punto dove volevo arrivare a discutere. Nell'articolo per motivi di lunghezza non ho riportato la casistica riportata da IATA riguardo le "prove", che però ti invito a leggere nel comunicato originale:

https://www.iata.org/en/pressroom/pr/2020-05-05-01/

https://www.cmaj.ca/content/cmaj/192/15/E410.full.pdf

Questi i dati forniti da IATA. Logicamente le compagnie spingeranno per non tenere vuoto il middle seat, personalmente però rimango perplesso come te sigmet.

Riguardo i filtri HEPA, noto che vi è un po' di confusione a riguardo in questo thread.....

Dico la mia esperienza. Un filtro HEPA standard per essere considerato tale deve filtrare almeno 0,3 micron. Con questa capacità di filtraggio non può trattenere particelle virali come i coronavirus, che hanno un diametro di 0,10 micron circa. Poi può dare ugualmente dei vantaggi, fermando comunque particolato e droplets su cui il virus viaggia. Alcuni studi rilevano che anche filtri da 0,3 micron riescono a trattenere alcuni virus grazie a diversi effetti fisici ma la cosa è un po' dibattuta.

Esistono naturalmente anche filtri HEPA molto più performanti. Ad esempio l'altro giorno ho tenuto una formazione on-line per l'azienda con cui collaboro in cui raccontavo di un sistema di trattamento dell'aria che ha un filtro HEPA di classe H13 che filtra fino a 0,0024 micron. Nella lista dei contaminanti rimossi certificata da diverse agenzie esterne vi sono anche i coronavirus, quelli conosciuti, quindi posso presumere che filtri anche il nuovo coronavirus.

La cosa fondamentale però è sempre una: il filtro, pur performante che sia, filtra solo ciò che lo attraversa. Un sistema di trattamento dell'aria può avere una efficienza più o meno elevata stabilita da un parametro che si chiama Clean Air Delivery Rate (CADR) e può quindi depurare in tempi più o meno brevi una stanza più o meno grande. Però se la persona seduta sul divano vicino a me è positiva ed emette droplets infetti, io li respiro direttamente prima che vengano filtrati dal filtro HEPA del mio dispositivo.

Veniamo agli aerei. Ormai sappiamo tutti che in cabina e in cockpit l'aria fresca viene miscelata con aria ricircolata in una mixer unit. Tutta l'aria di ricircolo passa attraverso un filtro HEPA (che ora molte compagnie utilizzano) prima di rientrare in cabina. La maggior parte dei filtri HEPA aeronautici che si trovano in giro nei cataloghi filtrano 0,3 micron con un efficienza del 99,97%. Poi vi è qualche produttore che dichiara un'efficienza del 99,99%, ma non ho altri dati per verificare. L'intervallo di sostituzione è fondamentale, in quanto un filtro vecchio perde la sua efficacia, ed è praticamente pari a un C-Check.

Nel complesso i filtri HEPA in aereo funzionano e l'ambiente di cabina nel complesso ha una qualità dell'aria accettabile, ma vale sempre quanto giustamente detto sopra da sigmet: se si ha nelle immediate vicinanze una persona infetta, il virus viene inspirato prima che possa essere "preso" dalla corrente d'aria di ventilazione e portato attraverso il filtro.

E' uno studio non recentissimo, ma sempre valido: https://aerospace.pall.com/content/dam/ ... travel.pdf.

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da air.surfer » 6 maggio 2020, 23:55

Il coronavirus sta davvero perdendo potenza? Ecco cosa sappiamo oggi
Il virologo Massimo Clementi (San Raffaele): «L‘espressione clinica dell’infezione è più mite, le terapie intensive si stanno svuotando. Anche il caldo potrebbe avere un ruolo»
di Laura Cuppini

Sars-CoV-2 sta diventando meno aggressivo?
Negli ultimi giorni le opinioni di diversi esperti sembrano andare in questa direzione. «Stiamo osservando che il virus perde potenza — ha detto Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma durante un’audizione in Senato —. Evolve, ma perde contagiosità e, probabilmente, letalità». Conferma Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova e componente della task force della Regione Liguria: «A marzo questo virus era uno tsunami, ora è diventato un’ondina. Forse è perché ha già colpito i soggetti più fragili, facendo una “selezione naturale”, o forse si è depotenziato. È un’iniezione di fiducia per la fase 2, ma per giudicare se gli italiani si saranno comportati bene ci vorranno 2-3 settimane». Prudente anche Francesco Le Foche, primario di Immuno-infettivologia al Day hospital del Policlinico Umberto I di Roma: «Oggi vediamo delle sindromi meno importanti dal punto di vista clinico. Questo potrebbe essere dato da una riduzione della virulenza del virus. Ma i progressi non devono far pensare a un “tana libera tutti”».

Quali strumenti abbiamo a disposizione per poter stabilire se Sars-CoV-2 è diventato meno aggressivo?
Lo chiediamo a Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia all’Ospedale San Raffaele di Milano e professore all’Università Vita-Salute San Raffaele. «La prima valutazione è legata all’espressione clinica dell’infezione, che adesso è più mite. Nella fase drammatica, al San Raffaele arrivavano circa 80 persone al giorno, la maggior parte delle quali necessitava di ricovero in terapia intensiva. Le cose sono nettamente cambiate da circa due settimane e, come vediamo, le terapie intensive si stanno man mano liberando. L’infezione non sfocia più nella fase gravissima, la cosiddetta “tempesta citochinica”: lo vediamo in ospedale, anche se per ora è solo un’osservazione empirica. In generale sono in forte calo i pazienti che hanno bisogno di ospedalizzazione, l’epidemia c’è ancora ma dal punto di vista clinico si sta “svuotando”».

Come si può dimostrare che la potenza del virus si è attenuata?
«Servono le prove scientifiche di una mutazione che lo porti ad adattarsi all’ospite, cioè all’uomo. Un virus nuovo è sempre molto aggressivo nelle prime fasi, poi impara a convivere con la sua “vittima”. Si tratta di un atteggiamento opportunistico, che gli consente di sopravvivere. Se un virus uccide l’ospite (come il virus Ebola) non ha, a sua volta, possibilità di replicarsi. In Italia è stato attivato un network tra laboratori di virologia di molti ospedali, tra cui San Raffaele e Sacco di Milano, quelli di Bergamo, Brescia, Firenze, Padova, Roma, Napoli, Bari. L’obiettivo è lavorare insieme per avere un monitoraggio costante delle sequenze del virus, su soggetti a campione. Lo studio finale ci dirà come Sars-CoV-2 si è mosso da una zona all’altra, selezionando una variante piuttosto che un altra. Ci aspettiamo che questo nuovo coronavirus possa pian piano diventare innocuo, come i suoi “cugini”, responsabili del raffreddore».

L’arrivo del caldo può influenzare il livello di aggressività del germe?
«Per ora è una supposizione, ma è molto probabile che sia così — precisa Massimo Clementi —. Nell’uomo circolano quattro coronavirus “ingentiliti”, di cui due molto simili a Sars-CoV-2 per caratteristiche chimico-fisiche (beta-coronavirus). Uno di questi esiste probabilmente dal 1200 e si è adattato a noi con grande successo. Tutti provocano infezioni modeste, tranne nei bambini molto piccoli, da 0 a 2 anni, in cui possono portare allo sviluppo di bronchiolite. E tutti circolano solo in inverno, per sparire invece nei mesi caldi. Come ha giustamente osservato il virologo americano Robert Gallo, la diffusione di Sars-CoV-2 ha dapprima interessato l’emisfero Nord e ora si sta spostando nei Paesi dell’emisfero Sud, dove sta iniziando la stagione invernale».
https://www.corriere.it/salute/malattie ... 211a.shtml

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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Valerio Ricciardi » 7 maggio 2020, 9:44

Il ragionamento, logico nella sua struttura, mi lascia però perplesso per via dell'alterazione del meccanismo da parte della società, che siccome non è in Occidente indifferente alla morte di un individuo cerca di impedirla con i trattamenti medici.

In natura funziona esattamente così coi parassiti, certi rampicanti ed i virus: se l'invasore uccide l'ospite condanna se stesso ed ha difficoltà a realizzare teleonomia. Ciò seleziona come già detto varianti meno letali, che hanno più possibilità di essere propagate da un ospite debilitato ma circolante (che quindi è ancora utile per andarsene a infettare in giro). Ma per funzionare abbastanza velocemente, chi si becca la variante "originaria" deve essere "naturalmente" in condizione di perirne con la velocità del caso. Se tantissimi con grandi sforzi della collettività e gli strumenti della medicina si salvano, e anche dopo guariti (come si teme) hanno una carica virale residua per un po' sono in grado di trasmettere i virioni, e continuano a propalare il ceppo più aggressivo.

Il campione di infettati per ora come numeri, nonostante siano più che probabilmente molti ma molti di più di quelli noti, mi pare [per fortuna] ancora un poco troppo modesto, a livello locale, per far funzionare appieno il sistema selettivo. Il mondo è grande, che su scala mondiale i casi di contagio reali probabilmente siano di qualche decina di milioni non rileva, perché la consuete velocissime e capillari vie di comunicazione sono state abbastanza interrotte. Più che una selezione adattativa, per ora a naso mi parrebbe casomai solo un insieme di mutazioni che ci è stato favorevole.

Poi, che qualsiasi agente patogeno ad elevatissima infettività tenda nel tempo ad "arrotondare gli spigoli" e a diventare qualcosa con cui è più facile convivere, è un fatto verificatosi piuttosto regolarmente, parrebbe ben noto proprio nel caso dei Coronavirus.

La cosa che più, seriamente, al momento temo è che una volta superata la crisi di questa pandemia si tenda a tornare a riproporre il mondo tal quale a prima, in cui si trasportano ammassati con un pitch ridicolo moltitudini di passeggeri a fare due settimane di vacanze chiusi in un resort che affaccia su una spiaggia del tutto simile a quella che avrebbero trovato in un altro resort della stessa catena a un decimo della distanza volata, in cui si spegne il PC di casa con cui abbiamo controllato le e-mail per chiudersi in una autovettura e dopo quaranta minuti fra traffico e ricerca del parcheggio accendiamo un altro PC per fare del lavoro che avremmo potuto quattro giorni su cinque fare da casa semplicemente utilizzando da casa le stesse credenziali di accesso a programmi o archivi dell'ufficio, in cui colonne di TIR portano acqua delle Alpi in Sicilia e acqua del monte Vulture in Trentino, in cui ci son confezioni in cui per incartare 80 g di prosciutto cotto si sprecano 32 grammi di polietilene, in cui le fortune e le catastrofi degli Stati sono determinate dalla finanza invece che dall'economia ed è l'economia ad essere leva portante della finanza, e non il contrario con la finanza che finanzia l'economia - bla bla bla bla. In cui chissà, non ho evidenze, ma forse Tarocchi di Sicilia arrivano anche in Cile, da cui importiamo arance in quantità.
Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
Giovanni Falcone

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Astrid
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Re: Cina, coronavirus, effetti sul trasporto aereo

Messaggio da Astrid » 7 maggio 2020, 15:12

Valerio puoi stare pur certo che tutto o quasi continuerà come sempre.
Ottico Abilitato. Specialista in Contattologia.
Appassionato di Medicina Aeronautica.
Pilota.

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