in fondo a me piaceva volare

Area dedicata alla discussione sull’Aviazione Militare, gli Aerei, i Reparti e le Basi, le Pattuglie acrobatiche

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in fondo a me piaceva volare

Messaggio da raoul80 » 4 ottobre 2008, 17:00


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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Almost Blue » 4 ottobre 2008, 17:59

Faccio un'ipotesi?
"Io mi sono arruolato per volare sui jets e solo poi scopro COSA è la guerra". Giustissimo, ma posso chiedere come mai (e non solo a raoul80) ogni volta che se ne viene fuori la guerra si vedono solo e sempre F 16 ed F 18 e mai Mig 29 e Su 24 ? Basta che se movono gli Americani (male ultimamente, ve lo concedo: ne fanno una peggio dell'altra) e scoppia il gran cancan, ma perchè, se la guerra la fanno i Cinesi o i Russi non è sempre guerra? Mai avessi visto una bandiera arcobaleno della pace a nessuna finestra se il regime birmano sbudella i suoi stessi cittadini per strada, o se i Cinesi massacrano i monaci buddisti o se la Russia spacca la testa (ed ha ragioni da vendere secondo me) a qualche georgiano, o rade al suolo qualche città cecena ( e sono 14 anni che lo fa !!!). Per ste cose, le bandiere arcobaleno rimangono ben piegate nei cassetti? La mia è solo una costatazione di un fatto, non voglio lanciare argomentazioni politiche, che sono giustamente evitate da questo forum. C'era una bandiera arcobaleno di fronte a casa mia che è stata lì dal 2003, al 2007, finchè non era diventata uno straccio illeggibile: grande coerenza, o se l'erano scordata ?
Il nemico della "pace" non è il tizio con l'uniforme della "ditta concorrente", ma la guerra stessa. Se si decide di farla è un disastro, perchè ci accade proprio di tutto.
Chi va ad indossare un'uniforme, lo fa come minimo ad anni 18. Sa benissimo, o lo immagina, dato che TV, giornali ed internet ci sono ormai da un pezzettino, cosa può portare la guerra. E sa benissimo anche che cosa rischia, oppure è un folle. Ripeto che il problema NON è il soldato (anche se ha le stelle di generale), ma quelli che gli danno gli ordini e costoro sono democraticamente eletti dal popolo, quindi è il popolo bue che dovrebbe stare attento assai ai caporioni che si sceglie....secondo me, è ora di buttare nell' indistinto (il grigio della raccolta differenziata, per quelli che ancora non ce l'hanno) la TV e ricominciare a leggere ed usare la rete. Una mia amica chiama la TV "mezzo di distrazione di massa", credo abbia ragione...
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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da ELTAR » 4 ottobre 2008, 21:46

OT:Gli americani non sono brutti e cattivi... Anzi sono l'espressione di una generosità infantile, a differenza della "buona gente" italiana, o degli snob naift britannici. Solo che, personalmente, pensando al dopoguerra ('45), non ricordo un momento dove gli USA non siano intervenuti a torto o a ragione.
E non venitemi a raccontare, per cortesia, del 9/11... Quello che forse manca al mondo non è la pace... Non esisterà MAI la pace... Perchè?... Cosa vuole l'uomo?... Non importa, ci sarà sempre chi ne vuole di più! Quello che manca al Mondo ( o meglio ad una parte), è l'America forte e generosa che difende i deboli ed i valori, si, insomma, l'America che ha liberato l'Italia, che è sbarcata in Normandia...
Non quella di adesso :(
Ho pianto, ho riso... Ho fatto scelte sbagliate, altre giuste... Sono amico di molti, voglio bene a pochi, non odio nessuno... Parlo poco ma dico sempre quello che penso... Qualcuno mi vuole bene, altri mi detestano... Pazienza è la vita!

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Almost Blue » 5 ottobre 2008, 9:24

ELTAR ha scritto:
OT:Gli americani non sono brutti e cattivi... Anzi sono l'espressione di una generosità infantile, a differenza della "buona gente" italiana, o degli snob naift britannici. Solo che, personalmente, pensando al dopoguerra ('45), non ricordo un momento dove gli USA non siano intervenuti a torto o a ragione.
OT: Qualcuno ha idea di che giro d'affari possa essere un conflitto qualunque per certi signori? Chi vende armi e congeneri ci va a nozze. E non solo gli Statunitensi, ma qualunque paese che abbia produzione di armi di buon livello, Italia compresa. Non c'è nulla di personale. Il colore delle bandiere e gli scopi di una guerra non hanno nessuna importanza, basterebbe che ne scoppiasse una da qualche parte e sarei curioso di vedere quali "personaggi", come per magia comparirebbero in zona con tanto di dépliants..., Nel bilancio di ogni paese avanzato, armi e munizioni, con il loro indotto, sono, se non la prima, una delle primissime voci del bilancio. Il principio di "Complesso militare- industriale" in grado di poter influire sulle scelte politiche di un paese ha un fondo di verità, ma ciò non accade solo in USA, ma in ogni altro paese cosiddetto avanzato ed ovunque ci sia qualcosa che inizia a rendere di brutto. Negli USA forse si vede di più perchè là tutto è sempre "ipertrofico". Prendete per esempio la droga. Credete che nei paesi latinoamericani, dove la coca cresce spontaneamente ai bordi delle strade, i Narcos non abbiano influenza sulla politica locale? Io credo che ce l'abbiano in tasca. Quindi in questo caso si potrebbe parlare di "complesso narco-industriale" che domina quei paesi. Credete che noi siamo più bravi? Pensate a dove andiamo per "turismo". Ci sono paesi interi che si reggono sulla voce "turismo". Paesi come quelli del Sud-est asiatico, o quelli africani, hanno un'economia che vive di turismo. Credete che chi gestisce il turismo in quei paesi non influisca sulle scelte dei governi locali? In questi paesi, chi gestisce il turismo spesso è addirittura presidente! Lui con tutta la sua famiglia e "tribù". C'è una notissima località balneare con tanto di barriera corallina, in Mar Rosso, dove praticamente si parla italiano e russo, in cui quasi non esiste albergo, discoteca, suc, barca, ecc...che non appartenga come per magia al Presidente di quel Paese ed al suo clan! E questo non è forse un "Complesso turistico-industriale" in grado di determinare la politica interna ed estera di quel paese? Ogni volta che noi prendiamo l'aereo o la nave per andare a spendere euro nei mari del sud, noi pesiamo sulla politica di quei paesi e ne determiniamo il corso.Non bisogna prendersela, il mondo non va come noi vorremmo che vada (e forse è bene così), in fondo anche questa è ricchezza e prosperità, basta solo non trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da raoul80 » 6 ottobre 2008, 14:11

Ponendo questo link non a caso nella sezione dell'aeronautica militare volevo porre l'accento sulla guerra e sul pilota militare.
Esso è un soldato inserito in una gerarchia, e che quindi deve obbedire a degli ordini presi da altre persone siano essi politici o superiori. Molti ragazzi considerano il pilota militare un modo per poter semplicemente volare a spese dello Stato su mezzi ipertecnologici senza tener conto dello scopo per il quale sono stati creati: uccidere.
Ecco perche ripropongo il testo della canzone che spero facciano riflettere su cosa vuol dire essere un soldato in guerra.

IL MIO NOME E' MAI PIU'

Io non lo so chi c'ha ragione e chi no
se è una questione di etnia, di economia,
oppure solo pazzia: difficile saperlo.
Quello che so è che non è fantasia
e che nessuno c'ha ragione e così sia,
e pochi mesi ad un giro di boa
per voi così moderno

C'era una volta la mia vita
c'era una volta la mia casa
c'era una volta e voglio che sia ancora.
E voglio il nome di chi si impegna
a fare i conti con la propria vergogna.
Dormite pure voi che avete ancora sogni, sogni, sogni

Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...

Eccomi qua, seguivo gli ordini che ricevevo
c'è stato un tempo in cui io credevo
che arruolandomi in aviazione
avrei girato il mondo
e fatto bene alla mia gente
(e) fatto qualcosa di importante.
In fondo a me, a me piaceva volare...


C'era una volta un aeroplano
un militare americano
c'era una volta il gioco di un bambino.
E voglio i nomi di chi ha mentito
di chi ha parlato di una guerra giusta
io non le lancio più le vostre sante bombe,
bombe, bombe, bombe, BOMBE!


Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...

Io dico si dico si può
sapere convivere è dura già, lo so.
Ma per questo il compromesso
è la strada del mio crescere.
E dico si al dialogo
perchè la pace è l'unica vittoria
l'unico gesto in ogni senso
che dà un peso al nostro vivere,
vivere, vivere.
Io dico si dico si può
cercare pace è l'unica vittoria
l'unico gesto in ogni senso
che darà forza al nostro vivere.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Aldus » 6 ottobre 2008, 15:11

Alt.
Giovanotti può dire e scrivere quello che gli pare, ma NON è vero che gli aerei militari e i piloti militari sono fatti per "uccidere".
Sono fatti per molteplici scopi, tra cui, mantenere la pace e salvaguardare delle vite.
Se un nemico belligerante dovesse attaccarci, chi ci salva la pelle?
Gli aerei militari e i piloti militari.
Chi è che "voleva uccidere"?
Loro, non noi (noi semmai ci difendiamo, e difendere la propria vita è un diritto sacrosanto).
Oltretutto gli aerei militari non sparano alle persone.
Sparano alle "cose" (un altro aereo, un carrarmato, etc) perchè il loro compito è quello: eliminare l'arma aggressiva, non necessariamente chi la governa.
Una volta che l'arma aggressiva è stata messa fuori uso, è fatta: l'uomo che la manovrava non può più nuocere a nessuno.
Anche nella seconda guerra mondiale i piloti sparavano agli aerei, non al pilota.
Era l'aereo ostile che andava fermato, non chi lo pilotava.
Poi sono concorde che nell'azione PRIMARIA ci siano anche delle condeguenze SECONDARIE, ossia se si spara ad un carrarmato si è effettivamente eliminato il carrarmato (cioè l'arma, la minaccia), ma secondariamente si è ucciso con tutta probabilità anche i suoi occupanti (con l'abbattimento degli aerei non sempre è così, spesso il pilota si salva eiettandosi).
Ma questa è una conseguenza a cui non si può far fronte, sono le tragiche fatalità insite nella guerra e nei suoi complicati meccanismi.
Ma ricordiamoci sempre che il pilota militare non è un assassino.
E' una persona come un'altra, magari con famiglia, che ha deciso di dedicare la SUA vita al servizio del suo paese.
E non è un gioco.
Quando si va in combattimento si è pienamente consapevoli che dall'altra parte ci sono altre persone che vogliono ammazzarti (chi è dunque l'assassino?), per cui è una battaglia a due: o vinco io, o vinci tu.
E' l'eterno conflitto dell'uomo, c'è poco da fare.
Sarebbe bello un mondo dove al posto delle bombe si getterebbero mazzi di fiori.
Magari!
Ma non è così.
La libertà è un dono che non ci ha regalato nessuno, la si è guadagnata a caro prezzo.
E questo il signor Giovanotti dovrebbe saperlo bene, perchè se adesso lui è quì in una terra libera dove ci si può permettere di cantare allegramente, questa SUA (perchè è anche sua) libertà è costata la VITA a migliaia e migliaia di soldati dell'alleanza che si sono prodigati a rendere l'Italia ciò che ora è.
Gente che ha abbandonato le loro famiglie per venire a morire quì, il tutto mosso da un'unico principio: il senso del dovere.
Perchè al posto di "cantare" lui non fa altrettanto?
Facile cantare!
Difficile è giurare fedeltà al proprio paese al costo della vita, e difenderlo contro qualunque aggressore, quì e in ogni altro luogo.
E purtroppo ci sarà sempre bisogno di qualcuno che faccia il lavoro sporco e/o pericoloso.
Anche quando c'è da ripulire il cesso intasato si chiama l'idraulico e gli si fa infilare a lui le mani nella biiip.
Quello è il suo mestiere.
Il pilota militare fa altrettanto quando c'è bisogno di lui.
Quello è il suo mestiere.

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Aldus » 6 ottobre 2008, 17:16

Anzi mi permetto di commentare alcune parole di Giovanotti che personalmente trovo un controsenso, se non un tipico luogocomune di chi alle volte parla a vanvera.

Eccomi qua, seguivo gli ordini che ricevevo
Esatto.
Un pilota militare deve eseguire gli ordini che riceve.
E' il suo dovere, così come è un dovere per un operaio eseguire gli ordini del capo.
Non c'è niente di strano che un pilota esegua gli ordini.
Anche i piloti civili lo fanno.
E anche lo stesso giovanotti esegue gli ordini del suo impresario o chi per esso.

c'è stato un tempo in cui io credevo
che arruolandomi in aviazione
avrei girato il mondo

Perchè "credevo"?
E' presumibile che un pilota militare giri il mondo.
I piloti in Iraq hanno mica girato il mondo?
Le nostre Frecce Tricolori non girano forse il mondo?
Boh non si capisce cosa voglia dire giovanotti.
E comunque a parte questo, un pilota "vola", e il solo fatto di volare significa già di per sè "girare il mondo", vederlo dall'alto per miglia e miglia.
Anche i piloti civili lo fanno.

e fatto bene alla mia gente
Ossia?
Tutelare i cieli non è forse fare un bene alla nostra gente?
Fare missioni si salvataggio in mare, nelle aree terremotate, dove capitano calamità naturali, etc etc, non è fare un bene alla gente?
No perchè forse il giovanotti non ha capito che un pilota militare non spara e basta, e che gli aerei militari non sono solo caccia e bombandieri.
Andate a spiegarglielo quanto fa l'aviazione militare per il bene della gente (gli dò un aiutino: tragedia del Pinatubo).
Non solo.
Cosa centra il "girare il mondo" (che ha detto prima) col "fare un bene alla mia gente" (che dice ora)?
Che correlazione ci sarebbe tra queste due cose?
Girare il mondo fa bene alla mia gente?
E perchè? In che modo?
E se invece non giro il mondo, ma decido di volare a casa mia, faccio, o non faccio, bene alla mia gente?
Boh non si capisce, lo capisce solo lui.

e fatto qualcosa di importante.
Cioè che cosa?
Ma cosa vorrebbe giovanotti?
Vorrebbe un aereo militare (quale aereo poi? lui sicuramente intende caccia o bombardiere) che vola, senza fare niente?
Se l'aereo militare non serve a niente, allora non può "far bene alla mia gente" ma soprattutto "fare qualcosa di importante".
E se un pilota militare "gira il mondo" a bordo del suo aereo, che cosa dovrebbe fare di "importante" col suo aereo militare? (perchè per lui è palese che con "Militare" intende dire solo Caccia o Bombardiere)
Abbattere un nemico?
No quello non si può fare, non è un qualcosa di importante.
Atterrare in India a fare la spesa?
Ma non farebbe un bene alla mia gente.
E allora cosa?
Cosa si potrebbe fare con un bombardiere o un caccia?
Ma siamo sicuri che sappia cosa dice?
In tre frasi ha fatto un casino pazzesco, non si è capito niente.

In fondo a me, a me piaceva volare.
E infatti sino a prova contraria, ai piloti piace volare eccome, e chi vola in "militare" sà bene che tipo di volo affronterà rispetto a chi vola in "civile".
Comunque sia, piace volare ad entrambi, indiscutibilmente.

C'era una volta un aeroplano
un militare americano

Eccolo!
Perchè americano?
E tutti gli altri piloti militari di tutte le altre nazioni dove li mettiamo?
Che fanno, giocano a briscola anzichè fare i piloti militari?
Durante Desert Storm i nostri Cocciolone e Bellini che hanno fatto?
I francesi che hanno fatto?
Gli spagnoli che hanno fatto?
Gli inglesi che hanno fatto?
I tedeschi che hanno fatto?
Cos'è sta soria di tirare in mezzo sempre e solo gli americani?

c'era una volta il gioco di un bambino.
Frase commovente ma fuori contesto.
Che si presta anche a malintesi perchè se c'è una categoria che sogna di diventare pilota sono proprio i bambini (mio nipotino ad esempio) ma guarda un po'!

E voglio i nomi di chi ha mentito
di chi ha parlato di una guerra giusta

Discorso ingannevole.
Quale guerra può essere ritenuta giusta?
Il risultato del "giusto o non giusto" lo si giudica dopo un sacco di tempo, mai nel "durante".
Anche lo sgancio dell'atomica su hiroshima può essere interpretato come azione non giusta (hanno perso la vita un sacco di poveracci).
Tuttavia quell'azione ha fermato la guerra, una guerra che non ne voleva più sapere di fermarsi, che era totalmente fuori controllo, e che avrebbe causato chissà ancora quanti morti.
Non sta a me disquisire su cosa sia giusto o non giusto, non ho sfortunatamente questo potere.
Ma rispetto al giovanotti mi rendo perfettamente conto che, nella storia, alcune (alcune non tutte!) guerre "non giuste" (all'inizio!) si sono poi rivelate essere quelle giuste (o comunque inevitabili) per un futuro pacifico delle generazioni a venire.
Probabilmente (anzi sicuramente) anche per gli alleati che hanno combattuto in europa negli anni 40 perdendo la vita in migliaia e migliaia, quella guerra non era affatto una "cosa giusta".
Prima!
Ma adesso?
Adesso la consideriamo "giusta" perchè la osserviamo col senno di poi, perchè adesso ci ha permesso di essere ciò che siamo, e se loro (gli alleati) non avessero fatto ciò che hanno fatto...altro che a cantare allegramente stavamo!

io non le lancio più le vostre sante bombe,
bombe, bombe, bombe, BOMBE!

Va bene non lanciamole più.
Potevamo dirlo anche gli alleati durante le seconda guerra mondiale: "ragazzi disobbidite agli ordini, statevene a casa, non venite quì a liberarci, ma chi ve lo fa fare: tanto ci pensa il giovanotti con le sue canzoni a sistemare le cose".

Io dico si dico si può
sapere convivere è dura già, lo so.
Ma per questo il compromesso
è la strada del mio crescere.
E dico si al dialogo
perchè la pace è l'unica vittoria

Oh finalmente una frase sensata che approvo totalmente.
E' proprio così: il dialogo!
Se si imparasse a dialogare con intelligenza, rispetto, educazione, non si arriverebbe mai a mettere mano alle armi.
Ma in tutto questo discorso cosa centrano i piloti militari che sono, sotto sotto, quelli accusati dalla canzone?
Niente.
Loro devono fare il loro mestiere.
Spetta a chi è in alto, molto in alto, dialogare!
La vergogna dunque non è da attribuire ai piloti (che tanto prende di mira il giovanotti) bensì a DUE sole persone: chi comanda di quì, e chi comanda di là.
Punto.

l'unico gesto in ogni senso
che dà un peso al nostro vivere,
vivere, vivere.
Io dico si dico si può
cercare pace è l'unica vittoria
l'unico gesto in ogni senso
che darà forza al nostro vivere.

Ancora pienamente daccordo con questo pensiero.
E checchè si dica, persino un pilota militare vorrebbe questo ed è daccordo.
Perchè?
Perchè ci si addestra tutta una vita per combattere.
Ma quando si fa sul serio, quando la cosa non è più un gioco, quando si capisce cosa vuol dire sopravvivere e/o perdere la vita, è tutt'altro un paio di maniche!
Nessun pilota vorrebbe andare in guerra nonostante si sia addestrato a farlo.
Solo un pazzo lo farebbe.


Conclusioni.
Sebbene ho capito benissimo il senso del messaggio di giovanotti - un senso di pace, di mondo senza guerre, di fratellanza, rispetto, educazione, etc etc, tutte cose che CONDIVIDO AL 100% (solo un pirla non le condividerebbe) - non mi sembra il caso di fare "antiamericanismo e antipilotismo" in una canzone.
Nella canzoni, chessò, d'amore, si parla di cose belle e di amore: due sentimenti che piacciono a donne, uomini, e bambini, ossia dove nessuno si sente mai offeso.
In una canzone come questa invece si offendono liberamente determinate categorie, i piloti soprattutto che tanto danno alla nazione (la vita addirittura, figuriamoci!), tanto contribuiscono a renderla sicura.
E lo si fa dimenticandosi che i piloti militari fanno un sacco di cose molto importanti per il bene dell'umanità: collaudano gli aerei, vanno nello spazio, portano soccorsi nelle aree più impensate del mondo, ci tutelano dagli aggressori, mantengono il controllo e l'equilibrio dei territori, salvano la gente in mare, scoprono genocidi (pensate ai piloti di U-2 che scoprirono le fosse comuni!), e tante altre cose.
Essere pilota militare e/o comandante di corvetta dunque non è una vergogna.
E' un onore.
E giovanotti dovrebbe portargli molto più rispetto nelle sue canzoni.
Se vuole parlare di pace e di mondo libero...bene faccia pure, se è convinto che certe cose si possono risolvere senza aerei...contento lui (se però poi se ci spiega in che modo, ecco sarebbe meglio, perchè a parlare a vanvera sono capaci tutti!).
Se invece vuole continuare a fare canzoni, l'importante è che lo faccia in modo "artistico", non in tono "fintapropagandapolitica" nascosta dietro una canzone, altrimenti mi metto anch'io a fare un brano dove "accuso velemente tutti i DJ (lui lo era!) facendoli passare per pirla al mondo (dato che i DJ con la loro strafottenza ci hanno portato via il LAVORO a noi musicisti, per cui hanno fatto un danno enorme!).
E non sarebbe una bella cosa, giusto?

Per la cronaca, i piloti delle Frecce Tricolori sono tutti piloti militari.
Personalmente non penso che gli piaccia la canzone di giovanotti.
Non penso proprio.

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da neutrinomu » 6 ottobre 2008, 17:42

Quoto in pieno Aldus. Dire le guerre ci sono perché ci sono i militari, è come dire che la delinquenza esiste per colpa della polizia o dei carabinieri. Non confondiamo la causa con l'effetto...

(P.S.: ...e aggiungo che a me Jovanotti musicalmente non è mai piaciuto... Se devo scegliere un cantautore pacifista preferisco Guccini, anche se va ascoltato avendo a portata di mano una buona scatola di Prozac :wink:)
Swishhhhh! Faster than light! :scrambleup:

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Almost Blue » 6 ottobre 2008, 18:51

raoul80 ha scritto:Ponendo questo link non a caso nella sezione dell'aeronautica militare volevo porre l'accento sulla guerra e sul pilota militare.
Esso è un soldato inserito in una gerarchia, e che quindi deve obbedire a degli ordini presi da altre persone siano essi politici o superiori. Molti ragazzi considerano il pilota militare un modo per poter semplicemente volare a spese dello Stato su mezzi ipertecnologici senza tener conto dello scopo per il quale sono stati creati: uccidere.
Ecco perche ripropongo il testo della canzone che spero facciano riflettere su cosa vuol dire essere un soldato in guerra.

IL MIO NOME E' MAI PIU'

Io non lo so chi c'ha ragione e chi no
se è una questione di etnia, di economia,
oppure solo pazzia: difficile saperlo.
Quello che so è che non è fantasia
e che nessuno c'ha ragione e così sia,
e pochi mesi ad un giro di boa
per voi così moderno

C'era una volta la mia vita
c'era una volta la mia casa
c'era una volta e voglio che sia ancora.
E voglio il nome di chi si impegna
a fare i conti con la propria vergogna.
Dormite pure voi che avete ancora sogni, sogni, sogni

Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...

Eccomi qua, seguivo gli ordini che ricevevo
c'è stato un tempo in cui io credevo
che arruolandomi in aviazione
avrei girato il mondo
e fatto bene alla mia gente
(e) fatto qualcosa di importante.
In fondo a me, a me piaceva volare...


C'era una volta un aeroplano
un militare americano
c'era una volta il gioco di un bambino.
E voglio i nomi di chi ha mentito
di chi ha parlato di una guerra giusta
io non le lancio più le vostre sante bombe,
bombe, bombe, bombe, BOMBE!


Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
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Io dico si dico si può
sapere convivere è dura già, lo so.
Ma per questo il compromesso
è la strada del mio crescere.
E dico si al dialogo
perchè la pace è l'unica vittoria
l'unico gesto in ogni senso
che dà un peso al nostro vivere,
vivere, vivere.
Io dico si dico si può
cercare pace è l'unica vittoria
l'unico gesto in ogni senso
che darà forza al nostro vivere.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...
Raoul80 (sto solo scherzando eh !) bevuto molto? E cosa? Se me lo dici, magari la prossima volta invitami...
T 'è capitato sotto mano Md80-Aviazione militare e ci hai inserito sto testo di canzone. E per fortuna! Immagina cosa avrebbe potuto succedere se invece ti fosse capitata sotto mano la "Linea rossa"! Tra i fumi alcoolici, avresti potuto alzare la cornetta ed ordinare ai sottomarini di lanciare? "A tutte le stazioni: FUOCOOOO !!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

P.S.
A me Giovanotti piaceva tanto quando ancora si limitava a: "Jo Giovanotti JoJo" e "l'ombelico del mondo"...sarà perchè èche ci portavo fuori la ragazzina.
Ora sti cantanti fanno TUTTI gli "impegnati". Si prendono MOLTO sul serio e la cosa più grave è che hanno perso anche l'ironia. E' proprio vero, un uomo canta quello che gli rende di più.
Il mondo secondo me si divide in due categorie: chi fa e chi parla. Fare può significare sbagliare: se non fai niente, non sbagli niente. Parlare (o cantare) è facile, ed anche molto redditizio in questo caso (e in molti altri). Va tutto bene finchè non succede qualcosa, allora in genere quelli che "fanno" rimangono uniti e fanno fronte, quelli che "parlano", invece, se ne vanno.
I Militari criminali e/o guerrafondai, pervertiti ed assassini di bambini ?
I delinquenti ed i criminali NON possono essere buoni soldati: alla prima scaramuccia infatti essi molleranno tutto e tutti e spariranno veloci, sollevando nuvolette di polvere. Sai perchè? Secondo me perchè questi tipi non sono in grado di avere amici, perchè si limitano solo ad usare la gente. Invece i soldatacci che magari rischiano la vita senza tanto protestare sono quelli che restano sul posto: nè per la "Patria", nè per l' Esercito, ma solo per i loro amici e questo la gente non lo vuole capire, non lo può capire. Credi davvero che tipi del genere amino la guerra? Ma scusa, chi, essendo sano di mente, ama la guerra se sa che se scoppia è lui il primo ad andarci (e spesso anche a morirci) ?
I piloti sono militari e quindi sottoposti alla gerarchia? Perchè nella vita civile non ce l'hai un CAPO a cui devi dire sissignore, sbattendo due volte i tacchi e stringendo bene le ch**ppe del c**o? Oppure sei di qei fortunati che questo imbarazzo non ce l'hanno?
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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da mAav » 6 ottobre 2008, 22:54

Almost Blue ha scritto:
raoul80 ha scritto:Ponendo questo link non a caso nella sezione dell'aeronautica militare volevo porre l'accento sulla guerra e sul pilota militare.
Esso è un soldato inserito in una gerarchia, e che quindi deve obbedire a degli ordini presi da altre persone siano essi politici o superiori. Molti ragazzi considerano il pilota militare un modo per poter semplicemente volare a spese dello Stato su mezzi ipertecnologici senza tener conto dello scopo per il quale sono stati creati: uccidere.
Ecco perche ripropongo il testo della canzone che spero facciano riflettere su cosa vuol dire essere un soldato in guerra.

IL MIO NOME E' MAI PIU'

Io non lo so chi c'ha ragione e chi no
se è una questione di etnia, di economia,
oppure solo pazzia: difficile saperlo.

Quello che so è che non è fantasia
e che nessuno c'ha ragione e così sia,
e pochi mesi ad un giro di boa
per voi così moderno

C'era una volta la mia vita
c'era una volta la mia casa
c'era una volta e voglio che sia ancora.
E voglio il nome di chi si impegna
a fare i conti con la propria vergogna.
Dormite pure voi che avete ancora sogni, sogni, sogni

Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...

Eccomi qua, seguivo gli ordini che ricevevo
c'è stato un tempo in cui io credevo
che arruolandomi in aviazione
avrei girato il mondo
e fatto bene alla mia gente
(e) fatto qualcosa di importante.
In fondo a me, a me piaceva volare...

C'era una volta un aeroplano
un militare americano
c'era una volta il gioco di un bambino.

E voglio i nomi di chi ha mentito
di chi ha parlato di una guerra giusta
io non le lancio più le vostre sante bombe,
bombe, bombe, bombe, BOMBE!


Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...

Io dico si dico si può
sapere convivere è dura già, lo so.
Ma per questo il compromesso
è la strada del mio crescere.
E dico si al dialogo
perchè la pace è l'unica vittoria
l'unico gesto in ogni senso
che dà un peso al nostro vivere,
vivere, vivere.
Io dico si dico si può
cercare pace è l'unica vittoria
l'unico gesto in ogni senso
che darà forza al nostro vivere.

Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...
Raoul80 (sto solo scherzando eh !) bevuto molto? E cosa? Se me lo dici, magari la prossima volta invitami...
T 'è capitato sotto mano Md80-Aviazione militare e ci hai inserito sto testo di canzone. E per fortuna! Immagina cosa avrebbe potuto succedere se invece ti fosse capitata sotto mano la "Linea rossa"! Tra i fumi alcoolici, avresti potuto alzare la cornetta ed ordinare ai sottomarini di lanciare? "A tutte le stazioni: FUOCOOOO !!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

P.S.
A me Giovanotti piaceva tanto quando ancora si limitava a: "Jo Giovanotti JoJo" e "l'ombelico del mondo"...sarà perchè èche ci portavo fuori la ragazzina.
Ora sti cantanti fanno TUTTI gli "impegnati". Si prendono MOLTO sul serio e la cosa più grave è che hanno perso anche l'ironia. E' proprio vero, un uomo canta quello che gli rende di più.
Il mondo secondo me si divide in due categorie: chi fa e chi parla. Fare può significare sbagliare: se non fai niente, non sbagli niente. Parlare (o cantare) è facile, ed anche molto redditizio in questo caso (e in molti altri). Va tutto bene finchè non succede qualcosa, allora in genere quelli che "fanno" rimangono uniti e fanno fronte, quelli che "parlano", invece, se ne vanno.
I Militari criminali e/o guerrafondai, pervertiti ed assassini di bambini ?
I delinquenti ed i criminali NON possono essere buoni soldati: alla prima scaramuccia infatti essi molleranno tutto e tutti e spariranno veloci, sollevando nuvolette di polvere. Sai perchè? Secondo me perchè questi tipi non sono in grado di avere amici, perchè si limitano solo ad usare la gente. Invece i soldatacci che magari rischiano la vita senza tanto protestare sono quelli che restano sul posto: nè per la "Patria", nè per l' Esercito, ma solo per i loro amici e questo la gente non lo vuole capire, non lo può capire. Credi davvero che tipi del genere amino la guerra? Ma scusa, chi, essendo sano di mente, ama la guerra se sa che se scoppia è lui il primo ad andarci (e spesso anche a morirci) ?
I piloti sono militari e quindi sottoposti alla gerarchia? Perchè nella vita civile non ce l'hai un CAPO a cui devi dire sissignore, sbattendo due volte i tacchi e stringendo bene le ch**ppe del c**o? Oppure sei di qei fortunati che questo imbarazzo non ce l'hanno?
Quoto in pieno tanto Aldus quanto Almost.
Jovanotti si sa, canta(cioè parla) su ciò che vuole, non si da dei limiti e la sua concezione politico/sociale è un tutt'uno con la sua musica; le parole mischiate a musicalità, nascoste dal ritmo.
Ma vuoi vedere che ne capisce ben poco di vita militare?
Vuoi vedere che menzione il bicchiere mezzo vuoto rendendo l'altro completamente nullo?
La guerra è orrenda, inconcepibile e anti-umana, fino a qua ci siamo.
Ma perchè una canzone sui piloti militari? fossero loro a comandare..
che la guerra è pazzia? forse si o forse no. Avvolte è inutile, altre volte meno.
Etnia ed economia? uhmmmmmm qui Bush, quindi l'America c'entra poco? non credo...
Scusa Jova, arruolandoti in Aviazione non fai qualcosa d'importante? utile alla Nazione?
ah, se bombardassero casa sua controbbatterebbe con le rime.
E scusa rimaiolo, una volta che è passato un pilota militare il "gioco del bambino" non esiste più?
perchè c'era una volta?...
certe domande resteranno tali.
è facile uscire da queste "accuse" seminascoste ma alquanto evidenti: il pilota militare qualcuno deve pur farlo: se non sei tu, oh Jovanotti, sarò io..
però ricorda che siamo tutti e due esseri umani e ne' io ne' tu vogliamo che i bambini restino senza giochi.
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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da raoul80 » 7 ottobre 2008, 10:30

Ragazzi anzichè schernire gratutitamente le persone fatevi un esame di coscenza.
la guerra è una cosa assolutamente ingiustificabile dove la stragrande maggioranza delle vittime è costituita dai civili. La guerra è deprecabile e spesso e alimentata e finanziata nei paesi poveri per arricchire i paesi civilizzati. Le armi costituiscono un mercato che nn conosce crisi.
La spesa militare mondiale non conosce crisi e nel 2007 è stata pari a 1.339 miliardi di dollari, il 2,5% del Prodotto nazionale lordo del Pianeta e ben 202 dollari a testa per ogni abitante della Terra. L’incremento in termini reali rispetto al 2006 è del 6% e del 45% rispetto al 1998, l’anno prima della caduta del muro di Berlino.
Sono alcuni dei dati contenuti nel SIPRI Yearbook 2008, dell’omonimo prestigioso centro studi sulla pace e sul disarmo di Stoccolma. L’istituto, come ogni anno, ha fatto il punto su tutti gli aspetti connessi al militare: spesa, commercio internazionale delle armi, armi nucleari chimiche e batteriologiche, missioni di peacekeeping, trattati sul controllo degli armamenti, ecc, un tomo di molte centinaia di pagine.
Il maggior contributo alla spesa militare internazionale è dato dagli USA con il 45% del totale mondiale 2007. Seguono a distanza Regno Unito, Cina, Francia e Giappone con il 4-5% ciascuno. Dal 2001 la spesa del Pentagono è cresciuta del 59% in termini reali, per gli enormi costi delle guerre in Afghanistan ed in Iraq.
Ecco la classifica degli sperperi. Primi come al solito gli USA con 547 miliardi di dollari costanti, il maggio livello di spesa dai tempi della seconda guerra mondiale. Seguono Regno Unito con 59,7 miliardi; la Cina con 58,3 raggiunge il terzo posto superando la Francia 53,6; più distanziate Giappone 43,6 Germania 36,9 e Russia con 35,4 miliardi. L’Italia si conferma all’ottavo posto assoluto con 33,1 miliardi (erano 29,9 nel 2006). Il Governo Prodi non ha penalizzato, quindi, tale spesa, nonostante il suo programma elettorale ne prevedesse una limitazione.
L’Europa orientale è stata la regione con il maggior incremento 2007 (+15%) in gran parte dovuto all’aumento della spesa russa (+13%).
Un simile livello di spesa militare si registra mentre cresce giornio dopo giorno, la massa di diseredati, di coloro che riescono a sopravvivere con meno di un dollaro al giorno ed i numero degli affamati. I Grandi del mondo hanno evidenziato, nel recente vertice romano della FAO, la scelta politica di non voler affrontare il problema della distribuzione delle risorse, in primo luogo il cibo. Infatti, i dati SIPRI mettono in mostra il cinismo dei leader mondiali che, ancora una volta, hanno preferito armare i propri eserciti invece di sfamare i propri concittadini.

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Hartmann » 7 ottobre 2008, 10:43

Ma stiamo veramente prendendo sul serio il testo della canzone di uno che ha cominciato cantando "E' qui la festa" o " Sei come la mia moto"?! Perchè non citiamo anche "prendo la moto si, ma senza casco" magari in grassetto.

Assurdità

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da raoul80 » 7 ottobre 2008, 11:02

Innanzitutto questa nn è una canzone scritta solo da Jovanotti ma anche da Pelù e Ligabue, secondo ci sono canzoni in ogni cantante vi è un processo di evoluzione personale, le ultime sono decisamente piu' mature e piene di contenuto.

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Hartmann » 7 ottobre 2008, 11:35

Però continuiamo a parlare di cantanti, giusto?!

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da raoul80 » 7 ottobre 2008, 11:43

No il post parla di una canzone che fa riferimento alla guerra..

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Hartmann » 7 ottobre 2008, 12:00

Di guerra e principalmente di un pilota che non sapeva quale fosse il suo mestiere, a quanto pare.
Se non ricordo male uscì durante la guerra in Kossovo, giusto?

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da mAav » 7 ottobre 2008, 14:30

Premetto che sono un'aspirante accademista, quindi aspirante pilota: la visione del video e l'ascolto della canzone hanno suscitao in me qualche perplessità sulla figura del pilota in sè.
Cioè alla fine è vero: il pilota militare può anche uccidere, stroncare vite.
Sono stato un giorno a pensare se la mia era la scelta definitiva, ovvero di concorrere per l'accademia; ebbene si, ho deciso di partecipare poichè il pilota non è fatto per uccidere, non è una macchina da guerra ne' tantomeno ha istinti omicida: è un militare e come tale rispetta gli ordini.
In ogni caso grazie a colui che ha postato il video, mi hai fatto riflettere molto sulla mia scelta di vita, rendendomi ancora più consapevole, incrementando ancora di più la mia passione( e non la voglia di uccidere, naturalmente).
Grazie davvero.
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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da ELTAR » 7 ottobre 2008, 16:20

Mi permetto... L'unica riflessione che devi fare è che sarai un servitore dello Stato, dei suoi cittadini, e di tutti gli Stati e relativi popoli che avranno bisogno di essere difesi. Avrai quindi molte responsabilità, una delle quali è anche dare l'esempio di persona onesta, leale, con profondo senso del rispetto per il prossimo. Avrai anche l'onere grave, che un giorno potrai essere chiamato per espletare il tuo compito, con il rischio di perdere la vita stessa, o di causare la morte ad altri. Ma questo non sarà nè di più o di meno rispetto a quello che fanno altre persone che hanno scelto come professione la sicurezza degli altri. Mi riferisco ai poliziotti.
E prima di dire che il soldato uccide, andiamo a vedere chi glielo ordina appunto, come hanno giustamente fatto notare... Se avremo la fortuna di vivere in uno Stato di diritto e democratico, non bisogna avere il minimo dubbio sul fine del proprio operato... E ci sono tanti soldati, aviatori e marinai italiani che sono deceduti per non causare danni ad altri ( anche se legittimati a farlo)... Non avere ripensamenti, e sii orgoglioso invece!!
Ho pianto, ho riso... Ho fatto scelte sbagliate, altre giuste... Sono amico di molti, voglio bene a pochi, non odio nessuno... Parlo poco ma dico sempre quello che penso... Qualcuno mi vuole bene, altri mi detestano... Pazienza è la vita!

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da ELTAR » 7 ottobre 2008, 16:44

Un messaggio di simpatia per raoul80...
Concordo con le tue affermazioni circa le spese militari, che potrebbero benissimo essere dirottate per opere come ospedali, scuole, agricoltura, energia ecc.
In teoria si potrebbero risolvere tante guerre ed eliminare in parte il terrorismo. In teoria però... A mio avviso, anche quando nel mondo perfetto, che tu hai pronosticato tra le righe dei tuoi interventi, ci sarà più equità nella distribuzione delle risorse e dei diritti, ( a mio avviso ribadisco), ci sarà SEMPRE chi ne vorrà di più.
Finchè c'è e ci sarà l'uomo sulla Terra, ci saranno sempre le guerre. La guerra è insita nella natura umana, fa parte del meccanismo ancestrale che determina lo spirito di soppravvivenza ( anche e soprattutto a discapito di altri)...
I militari, sono solo una pedina del sistema ( e sono forse in molti casi le prime vittime e sicuramente le ultime), alla stessa stregua di chi produce armi, di chi le vende, di chi "ordina", e di chi, comodamente seduto a casa, conscio a torto di essere fuori dal gioco, è tutto sommato concorde con la guerra in corso, o con l'operazione militare ecc.
Ho pianto, ho riso... Ho fatto scelte sbagliate, altre giuste... Sono amico di molti, voglio bene a pochi, non odio nessuno... Parlo poco ma dico sempre quello che penso... Qualcuno mi vuole bene, altri mi detestano... Pazienza è la vita!

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da ELTAR » 7 ottobre 2008, 20:53

Che l'argomento sia OT si può concordare. Sarà cura degli amminnistratori chiuderlo se lo ritengono opportuno.
A discussione aperta, si può comunque rispondere o esprimere un parere.
Hai fatto anche tu degli interventi...

Non è per polemica, ma giusto per precisare...
Ho pianto, ho riso... Ho fatto scelte sbagliate, altre giuste... Sono amico di molti, voglio bene a pochi, non odio nessuno... Parlo poco ma dico sempre quello che penso... Qualcuno mi vuole bene, altri mi detestano... Pazienza è la vita!

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da mAav » 7 ottobre 2008, 22:31

ELTAR ha scritto:Non avere ripensamenti, e sii orgoglioso invece!!
Sono orgoglioso di avere questa passione, orgoglioso della mia scelta, ne sarò onorato se davvero ci riuscirò.
Tutto il resto per me non conta.
Come dice Draklor è inutile continuare a parlare di una canzone composta da qualcuno che non sa cosa sia la vita militare, cosa vuol dire aspirare ad esserlo.
Onore a tutti i piloti, a tutti i militari nel mondo.
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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da raoul80 » 8 ottobre 2008, 9:53

mAav ha scritto:Premetto che sono un'aspirante accademista, quindi aspirante pilota: la visione del video e l'ascolto della canzone hanno suscitao in me qualche perplessità sulla figura del pilota in sè.
Cioè alla fine è vero: il pilota militare può anche uccidere, stroncare vite.
Sono stato un giorno a pensare se la mia era la scelta definitiva, ovvero di concorrere per l'accademia; ebbene si, ho deciso di partecipare poichè il pilota non è fatto per uccidere, non è una macchina da guerra ne' tantomeno ha istinti omicida: è un militare e come tale rispetta gli ordini.
In ogni caso grazie a colui che ha postato il video, mi hai fatto riflettere molto sulla mia scelta di vita, rendendomi ancora più consapevole, incrementando ancora di più la mia passione( e non la voglia di uccidere, naturalmente).
Grazie davvero.
Bene Maav mi ha fatto veramente piacere averti fatto rifettere tramite il video.. adesso sei sicuro delle tue convinzioni? nn concordi che il soldato nn è altro che la pedina di un sistema? Pediana comandata da politici e superiori che ti ordinano di fare determinate cose? Sai che i paesi civilizzati che vogliono le missione di mantenimento della pace sono le poi i primi a esportare le armi nel mondo, anche nei paesi che violano diritti umani e sotto regimi dittatoriali?
E’ cominciato a Parigi il processo contro 42 persone accusate di aver organizzato un illecito traffico di armi verso l’Angola negli anni ’90 e soprannominato dalla stampa francese ‘Angolagate’. Tra gli imputati figurano il figlio dell’ex-presidente francese Francois Mitterand, Jean Cristophe Mitterand, il consigliere dell’ex-capo di Stato francese Jaques Attali e l’ex-ministro dell’Interno Charles Pasqua. Lo scandalo, relativo alla vendita di armi al governo angolano tra il 1993 e il 1994, coinvolge figure di primo piano della politica francese (di qualsiasi schieramento politico) di quegli anni, accusate di aver intascato tangenti per facilitare la vendita degli armamenti. Secondo la ricostruzione della procura, l’uomo d’affari francese, più noto come trafficante d’armi, Pierre Falcone e il finanziere israeliano di origine russe Arkadij Gajdamak avevano costituito una complessa rete di contatti politici per favorire le proprie attività in Angola. I due avevano acquistato armi in Unione Sovietica, attraverso la compagnia Brenco (con sede a Parigi) e la sua sussidiaria slovacca, per rivenderle (per un valore di quasi 600 milioni di euro) al governo angolano del presidente Eduardo dos Santos, impegnato a combattere i ribelli dell’Unita guidati da Jonas Savimbi. Pasqua e Attali sono accusati a vario titolo di aver intascato tangenti in cambio di favori politici. A Mitterand sono contestati i reati di corruzione e appropriazione indebita di beni pubblici. L’Angola è stata teatro di una guerra civile durata 27 anni, che ha causato migliaia di vittime ed è finita nel 2002; la vendita di armi alle parti in lotta era stata espressamente vietata da una risoluzione dell’Onu.

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Beorn » 8 ottobre 2008, 11:57

Aldus ha scritto:Alt.
NON è vero che gli aerei militari (...) sono fatti per "uccidere".
Sono fatti per molteplici scopi, tra cui, mantenere la pace e salvaguardare delle vite.
Ma dai! :wink:
Come dire che le pistole sono pensate anche per far partire gli atleti dei 100 metri piani?
Bah...! Le armi, in generale, sono fatte per un unico, ovvio, scopo. Non credo che nelle specifiche dell'F22 ci sia anche "impiego umanitario".
Aldus ha scritto: Oltretutto gli aerei militari non sparano alle persone.
Sparano alle "cose" (un altro aereo, un carrarmato, etc) perché il loro compito è quello: eliminare l'arma aggressiva, non necessariamente chi la governa.
Una volta che l'arma aggressiva è stata messa fuori uso, è fatta: l'uomo che la manovrava non può più nuocere a nessuno.
Ricordo molto bene un video che si trova su Youtube (sono a casa dei miei e posto con un 56K, non ho voglia di cercarlo ora, mi pare sia questo) di un elicottero Apache USA (arma, come un aereo) durante l'ultimo conflitto in Iraq che spara prima ad un camion poi alle persone che stavano attorno. Quindi tutto dipende dagli ordini e da chi ci vola dentro. Spesso è più semplice eliminare l'utilizzatore, piuttosto che l'arma.

La guerra è una cosa sporca, sempre e comunque, e lo è sempre stata, così come le armi, anche se belle a vedersi.
Il fatto che tali armi (nella fattispecie l'aereo militare) vengano impiegate per altri scopi significa solo che in quel momento non c'è una guerra in atto.
Gli arei militari piacciono molto anche a me, ma sono pur sempre armi, no? :wink:
Gio'
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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Almost Blue » 8 ottobre 2008, 12:58

Ancora non ho capito bene di che stiamo cianciando, comunque:
Beorn ha scritto:
...di un elicottero Apache USA (arma, come un aereo) durante l'ultimo conflitto in Iraq che spara prima ad un camion poi alle persone che stavano attorno. Quindi tutto dipende dagli ordini e da chi ci vola dentro. Spesso è più semplice eliminare l'utilizzatore, piuttosto che l'arma.
mi piacerebbe capire meglio cosa vuoi dire. Soprattutto le ulime due frasi: ordini, chi ci vola e utilizzatore ed arma.
"Find a job you like and and you'll not have to work a single day in your life".

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da mAav » 8 ottobre 2008, 14:08

raoul80 ha scritto:Bene Maav mi ha fatto veramente piacere averti fatto rifettere tramite il video.. adesso sei sicuro delle tue convinzioni? nn concordi che il soldato nn è altro che la pedina di un sistema? Pediana comandata da politici e superiori che ti ordinano di fare determinate cose? Sai che i paesi civilizzati che vogliono le missione di mantenimento della pace sono le poi i primi a esportare le armi nel mondo, anche nei paesi che violano diritti umani e sotto regimi dittatoriali?
Cito soltanto questo perchè è fino a qua che ho letto, ho preferito così.
Io non capisco una sola cosa: raoul80, ma che c***o ci fai in questo forum?
SI, sono determinato e convinto nella mia riflessione, ci ho pensato e non ho cambiato idea.
Il soldato è LA pedina di un sistema? quindi sfruttato a piacere da coloro che detengono il potere, solo e soltanto per soddisfare una circostanza? solo per, come tu affermi, "fare determinate cose?"
Tu sei pazzo.
Qui caro raoul cè gente che giorno per giorno non fa altro che pensare al proprio futuro, guarda caso proprio in ambito militare; e tu cosa fai?
citi avennimenti storici, se veri, alquanto sconcertati e ci siamo..ma per fare cosa? per distogliermi dalla mia passione per l'aviazione militare? per fungere da coscienza? continuo a non capire i tuoi intenti..
inoltre non capisco , cosa ancora più grave, perchè ti sei iscritto a questo forum, cosa vuoi dirci?
che l'Italia fa schifo? che le Forze Armate sono armi di distruzione di massa? che i soldati sono "pedine" di un progetto bellicoso, intento a distruggere e ad eliminare chiunque dalla faccia della Terra?
L'Italia, quindi Aeronautica, Marina, Esercito, Carabinieri le forze dell'ordine "esportano armi nel mondo, anche nei paesi che violano diritti umani"?
mi sa che devi rivedere meglio il concetto di patria, perchè non ti è ben chiaro.
Fai a meno di gettare fango sull'Italia e su noi italiani, ti ringrazio.
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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da mcgyver79 » 8 ottobre 2008, 16:42

Fermo restando il diritto di tutti a manifestare le proprie opinioni e perplessità vorrei evitare in questa sede che ce la si prenda con i militari in quanto tali ma soprattutto a prescindere, sono persone a cui spesso anche noi che viviamo tranquilli nel nostro Paese dobbiamo dei ringraziamenti perché hanno permesso che ciò fosse possibile.

Ciaooooo.
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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Aldus » 8 ottobre 2008, 16:48

raoul80 ha scritto:Innanzitutto questa nn è una canzone scritta solo da Jovanotti ma anche da Pelù e Ligabue, secondo ci sono canzoni in ogni cantante vi è un processo di evoluzione personale, le ultime sono decisamente piu' mature e piene di contenuto.
Pelù è meglio che continui a cantare anzichè pensare all'aviazione.
Il solo fatto che Pelù sia un boccalone/credente/divulgatore della bufala delle Scie Chimiche (lo sapevi? bene adesso lo sai) ti fa capire quanto questo personaggio ne capisca di aviazione, sia civile, sia militare!

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Almost Blue » 8 ottobre 2008, 20:52

Innanzi tutto non intendevo schernire nè Raoul80, nè nessuno, è che mi piace alleggerire il discorso ogni tanto, con qualche battutaccia, ma non tutti apprazzano. E' naturale.
Colgo l'occasione di rispondere anche a Beorn, che m'ha scritto un bel MP,sennò corro il rischio di dare del parolaio a tutti e non era mia intenzione: parlando di "ciance", mi riferivo a tutto il 3ad e non solo a te Biorn. Ripeto: ancora non ho ben chiaro di cosa stiamo parlando. Forse Raoul80 si sentiva solo ed aveva bisogno di essere ascoltato...(battuta :mrgreen: )
Ciò che segue è solo il mio pensiero, NON intendo convincere nessuno, ma io la penso cosi.
La guerra brutta e cattiva? Si, questo è ragionevole, ma le cose non sono mai così semplici. Vedi, noi avremo anche scoperto la fissione nucleare e (almeno dicono) saremo anche andati sulla Luna e su Marte, ma nel profondo, non ci siamo mossi molto dalla Bestia, dall' Uomo di Cromagnon. In fondo siamo degli animali appena un po' più intelligenti, che però sanno fare una centrale nucleare o una bomba atomica.
Come animali, ci interessano in fondo solo DUE cose: il cibo per vivere, una femmina per riprodurci. E tutto ciò di cui queste due prime cose hanno bisogno: una volta bastava una lancia, una pelliccia e una capanna, oggi ci vuole un po' di più, siamo infatti assai più complessi.
La guerra nasce sempre quando NON è più possibile non tanto parlare e mettersi d'accordo su qualcosa, quanto poter continuare a FIDARSI del proprio antagonista. In definitiva, si potrebbe dire che nasce dalla PAURA (di essere fregati !) e quindi di trovarsi in balìa dell'altro.
Il vecchio adagio "fidarsi e bene, non fidarsi è meglio" insomma: la prima cosa che mi dissero quando divenni maggiorenne. Quando in gioco ci sono i tuoi bisogni elementari (vita dei tuoi bambini e di quelli del tuo gruppo, acqua, terre fertili, libertà, sicurezza,risorse energetiche, oro per non dormire al freddo ed al gelo, ecc...), se non ti fidi più dell' altro, allora devi non tanto eliminarlo, ma renderlo inoffensivo, in modo che sia lui a dover dipendere da te e non il contrario. Così i tuoi bambini potranno essere al sicuro e fare una vita dignitosa.
La paura e l'incertezza sono alla base profonda di ogni conflitto. Quando si tratta della pelle tua e di quelli che ti hanno dato il potere, fidandosi di te, non andrai tanto per il sottile: se sai che il tuo antagonista, mentre parla con te, sta già provando ad affilare la spada, non puoi più fare finta di niente. Devi metterlo in condizione di non nuocerti più. In tutto questo, c'è un vantaggio secondario: quando sarà finita, sarai più rispettato di prima e magari con in tuo ex-antagonista, che avrà finalmente capito chi è che prende le decisioni, si diventa pure amici, se nel frattempo non è morto; tutti gli altri ci penseranno due volte prima di provare a fregarti e così tu avrai sempre meno bisogno di fare la guerra! E questo succede a TUTTI i livelli, nel mondo, in tutti i rapporti umani. Nasce dal fatto che l'essere umano è BUGIARDO. Per questo nei Comandamenti c'era : "Tu non mentirai". Non perchè chi mente è "cattivo e Gesù lo punisce" (che balle!), ma perchè la menzogna genera sfiducia ed incertezza e ciò genera guerra: perchè se qualcuno deve morire, meglio che muoia il nemico che noi. Dio sapeva molto bene fin dall'inizio COSA poteva venir fuori da una menzogna...in fondo, secondo alcuni, l'universo l'ha creato Lui.
La guerra quindi è l'estrema linea di difesa dei tuoi bisogni elementari e soprattutto della basilare necessità di SICUREZZA: il bisogno di sapere che bene o male, il domani sarà più o meno come è stato l' oggi. Ecco perchè i popoli si fanno la guerra. Non hai mai sentito dire: "Tutta la guerra non è che un equivoco" ? Purtroppo NON è una battuta, ma una grossa verità.
La stessa Economia non ama le incertezze, basta vedere quali CONCRETE garanzie richiedono le banche per concedere mutui.
Quindi dire che le guerre devono cessare significa dire che gli uomini devono smettere di essere bugiardi: questa è un' UTOPIA! Solo quando il genere umano si sarà evoluto mentalmente e spiritualmente non ci saranno più guerre, ma noi NON vedremo questo e neanche i nostri figli e nipoti lo vedranno, perchè accadrà tra decine, forse centinaia di secoli !
Allora, finchè non sarà passato tutto sto tempo, nel frattempo, noi non abbiamo altra scelta che affilare la spada, mi dispiace, ma è così. E questo non solo in geopolitica, ma anche nella vita di tutti i giorni ci vuole una spada tagliente, non credi ?
Veniamo ai militari: ce nesono due tipi secondo me.
Primo tipo: gente che lo fà, in realtà, per PASSIONE. Avventura, pericolo, posti lontani, fraterno cameratismo, virile amicizia, servizio in armi del proprio paese, il vedere e fare cose che il 99% delle persone vede solo nei films, il mettersi ogni giorno in discussione e vedere di cosa si è fatti, conoscere sè stessi ed i propri limiti, conoscere il mondo per quello che è. In definitiva, l'obbedienza come LIBERTA' ! (Strano, ma vero: se rispetti certe regole, sei libero).
Secondo tipo: gente che lo fa, in realtà, per DENARO: il Mercenario. Sono i soldati di ventura. Gente di tutti i tipi. Lo scopo non è mettersi alla prova, ma fare il BOTTINO ! Il bottino è il vero fine ultimo del mercenario. Tra costoro sì che puoi trovare veramente di tutto! Compreso lo psicopatico che ci prova gusto a uccidere.
Questi due tipi di Militare NON si escludono a vicenda: potrai trovare un pizzico di entrambi nella stessa persona, ma grossomodo è così che vedo suddidivisa la vita militare.
Alcuni delle personalità più "isospettabili" ed incisive della storia per esempio ebbero trascorsi nella Legione Straniera. Non hai mai sentito parlare del ministro dell' istruzione e della scuola fascista, Giuseppe Bottai ? Vai a vedere, potrebbe essere interessante come curiosità. E via dicendo.
I militari pedine di un gioco al massacro? Può darsi, ma oggi non c'è più la leva obbligatoria e difficilmente succede come un tempo, che ti mettevano in mano uno schioppo e ti ritrovavi in trincea. Oggi si è volontari e se rischiare di dover ammazzare qualcuno ti crea rimorsi di coscenza, benissimo, è ragionevole e ti fa onore! Non arruolarti e vai in qualche associazione no profit che cura i lebbrosi, o i bambini mutilati dalle scheggie; però NON ha senso criticare chi si arruola, perchè, come ho detto, la guerra ci sarà sempre e quindi i militari ci saranno sempre. Puoi criticare quindi il "gioco", NON i giocatori. Se il gioco ti fa schifo, benissimo, non giocare, non sederti al tavolo, non sei obbligato. Se vuoi criticare qualcuno, critica chi comanda, NON chi esegue. Critica i Politici che stanno al comando. Su quelli si che ci sarebbe da discutere !
I militari che sparano sui civili ? E sai che novità!
Tra errori ed armi letali, come si dice: "Succede"! E' sempre successo e succederà sempre.
Non mi dirai che giudichi un pilota da quello che ha nel mirino! Guarda che i bersagli mica se li sceglie! Ci sono precise regole e se ti dicono che devi far fuoco su CHIUNQUE si aggiri in una certa area dalle 22 alle 08:00 di manttina tu che fai? Al massimo se succede puoi chiedere conferma per radio dell' ordine, anche diverse volte e già così, con questa perdita di tempo, metti in pericolo i tuoi compagni, quelli che erano andati a dormire fidandosi di te.
Non me ne intendo, ma, nella fattispecie, guarda che quelli che si aggirano di notte in certi luoghi non è che sono seminaristi che si sono persi e non ritrovano più la strada del convento....Certo, ci sono casi estremi. Come quando ti ordinano di tirar giù un volo di linea che non risponde e picchiando si sta dirigendo sul palazzo dove è in seduta plenaria il Governo del tuo Paese: io obbedisco senza neanche pensarci !
Altra cosa è il volo sudcoreano abbattuto dai Su 15 sovietici ngli anni ottanta. Lì non si può sapere. Bisognerebbe trovarcisi. Sei in un caccia, sai che un aereo straniero ha sconfinato, non ti sta dando retta e che molto probabilmente a bordo, oltre ai passeggeri, ha apparecchiature che stanno spiando il tuo paese. Ti ordinano di distruggere un aereo con a bordo 400 persone. Tu che fai ?
A) Obbedisci, ti danno una promozione con una bella medaglia (la cui motivazione rimarrà segreta) e passerai il resto della vita con gli incubi e le sudorazioni notturne, sapendo che hai ucciso 400 persone inermi. 50% di probabilità di finire suicida o alcolizzato (che poi è la stessa cosa).
B) Ti rifiuti, affronti la corte marziale e passi vent'anni in campo di "rieducazione" in Siberia, dove al 50% ci lasci le penne. E questa è la migliore delle ipotesi, perchè "loro" hanno perso tempo ad addestrarti e tu, in fondo, sei pur sempre un ottimo pilota da caccia, quindi ci mandano tua moglie e tua figlia nei campi rieducativi, così "loro" ti hanno in pugno, per farti fare le cose più schifose.
C) Ti rifiuti, spari al tuo gregario prima che lui spari a te e fuggi con il tuo bell'aereo argenteo in Giappone (se ci arrivi, perche "loro" non sono dei fessi e scommetto che NON ti hanno dato tutto il carburante che tu desidereresti...). Nel qual caso, tua moglie e tua figlia diventeranno le schiave di qualche aguzzino, in qualche fogna siberiana.
Tu che faresti? Io avrei optato per la A, o per la C: io non volevo ammazzare nessuno, ma di colpo non ho avuto scelta. Dicono che alla fine, nel Regno dei Cieli, guarderanno alle INTENZIONI con cui abbiamo combinato quel che abbiamo combinato. Dio NON è un burocrate. (E meno male). :mrgreen:
Ultima modifica di Almost Blue il 8 ottobre 2008, 21:50, modificato 1 volta in totale.
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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da ELTAR » 8 ottobre 2008, 20:53

Riferito al Sig Draklor...
A citare per primo la metafora "pedina" sono stato io. E non in senso dispregiativo, solo nell'ottica globale che mi sono fatto del sistema "mondo"... Siamo TUTTI pedine, sacrificabili e non indispensabili.
Strano che ti scaldi così tanto da perdere addirittura la pazienza... Dote non molto confacente ad un aviatore ( militare soprattutto).
Se vuoi un consiglio ( patetico, inutile, inopportuno, tutto quello che vuoi...) ignora i commenti di chi consideri dispregiativo nei Tuoi/Vostri confronti. E' così che si dà l'esempio di uomini di Stato ( del quale fai parte). E' uno dei tuoi doveri essere tollerante anche nei riguardi di chi considera le FFAA nel modo sopra citato.
Da militare servi anche Lui/Loro ( indifferentemente da quello che dicono/pensano).

:wave:
Ho pianto, ho riso... Ho fatto scelte sbagliate, altre giuste... Sono amico di molti, voglio bene a pochi, non odio nessuno... Parlo poco ma dico sempre quello che penso... Qualcuno mi vuole bene, altri mi detestano... Pazienza è la vita!

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da ELTAR » 8 ottobre 2008, 20:56

Sempre grande Almost Blue!! :)
Condivido in pieno!!
Ho pianto, ho riso... Ho fatto scelte sbagliate, altre giuste... Sono amico di molti, voglio bene a pochi, non odio nessuno... Parlo poco ma dico sempre quello che penso... Qualcuno mi vuole bene, altri mi detestano... Pazienza è la vita!

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da raoul80 » 9 ottobre 2008, 10:41

mAav ha scritto:
raoul80 ha scritto:Bene Maav mi ha fatto veramente piacere averti fatto rifettere tramite il video.. adesso sei sicuro delle tue convinzioni? nn concordi che il soldato nn è altro che la pedina di un sistema? Pediana comandata da politici e superiori che ti ordinano di fare determinate cose? Sai che i paesi civilizzati che vogliono le missione di mantenimento della pace sono le poi i primi a esportare le armi nel mondo, anche nei paesi che violano diritti umani e sotto regimi dittatoriali?
Tu sei pazzo.
Caro Maav nn superiamo certi limiti di educazione, io nn ti sto offendendo ok? Sto solo cercando di farti aprire gli occhi sulla realtà.. lo sai che mentre sono in corso missioni di "mantenimento della pace" i paesi dell'occidente civilizzato passano addiritture le procedure per il nucleare ai paesi che considerano canaglia quale il Pakistan?
La Cia sarebbe direttamente coinvolta in un caso di contrabbando internazionale di armi nucleari che faceva capo a una famiglia di ingegneri svizzeri. Secondo quanto riportato ieri dal New York Times, che cita fonti interne all’amministrazione Bush, i servizi segreti americani avrebbero pagato 10 milioni di dollari in quattro anni ad una famiglia svizzera accusata di legami con il pakistano Abdul Qadeer Khan, noto pioniere del contrabbando di armi atomiche in Libia, Iran e Corea del Nord.
Secondo il New York Times, la Cia avrebbe ordinato al governo svizzero di distruggere i file riguardanti una famiglia di ingegneri svizzeri non tanto per evitare che i disegni di ordigni nucleari andassero nelle mani di terroristi, quanto per “insabbiare” il caso. Il giornale scrive che l’ingegnere Friedrich Tinner e i suoi figli Urs e Marco sono stati per anni in rapporti con i servizi americani, una sorta di spie svizzere assoldate dalla Cia per creare problemi all’interno delle rete clandestina del trafficante internazionale pakistano Khan. La rete di Khan è stata effettivamente smantellata grazie a più operazioni segrete considerate un successo da parte dell’intelligence americana.
Proprio per questo la Cia - riporta il New York Times - ha esternato soddisfazione per la distruzione da parte del governo svizzero di documenti compromettenti. I Tinner non si pronunciano sull’argomento.
Asserragliati nella loro casa di Haag, al confine svizzero col Liechtenstein, declinano ogni intervista. Friedrich Tinner, 71 anni, iniziò a collaborare con Khan negli anni Settanta aiutandolo a sviluppare le centrifughe che hanno prodotto carburante per l’arsenale nucleare pachistano (da 50 a 100 testate) e il programma segreto della Libia negli anni Novanta. Nel 2000 il figlio Urs Tinner fu arruolato dalla Cia, e iniziò a lavorare come “talpa” dall’interno, coinvolgendo anche gli altri membri della famiglia. Un contratto firmato con la Cia da Marco Tinner è datato 21 giugno 2003.
Furono i Tinner, tra l’altro - scrive il New York Times - che permisero che venisse alla luce il programma nucleare iraniano e che contribuirono attivamente al sabotaggio di 50 centrifughe in Iran, rallentando così l’intero programma nucleare di Teheran. A capire che questi diversi episodi di sabotaggio avevano una matrice comune furono gli ispettori internazionali. Successive indagini hanno permesso poi di risalire fino ai Tinner e ai loro contatti con la Cia. Il New York Times riporta che ai Tinner la Cia ha pagato almeno 10 milioni di dollari. La decisione del presidente della Confederazione elvetica Couchepin di acconsentire alla distruzione dei file sulla rete di Khan ha suscitato proteste e sospetti in Svizzera perché la «lunga mano della Cia» avrebbe compromesso la storica neutralità della Svizzera.

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da mcgyver79 » 9 ottobre 2008, 11:01

Raoul, tu puoi pensarla come vuoi e dire quello che vuoi, resta il fatto che non ti puoi permettere di generalizzare l'insulto e soprattutto pretendere che la gente ti segua.

Se pensi di essere l'unico ad avere aperto gli occhi mi congratulo con te, ma non è un'operazione di propaganda contro il militare e i militari che "illuminerà" codesto mondo che tu definisci vittima di "pedine comdandate da politici e superiori".

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da Aldus » 9 ottobre 2008, 13:23

Scusa Raul, ma le fonti serie di tutto quello che dici dove sono?
No perchè una cosa è citare il "new york time", un'altra sono le fonti reali e attendibili di tali complotti, e che tali complotti esistano sul serio.
E siccome con l'11 settembre di "giornali" e/o "network" e/o "siti" che hanno scritto panzanate galattiche sull'episodio, sono state molte, capirai quanto mi fidi di quanto scrive il new york time approposito della CIA.
O ti fidi solo di quello che leggi in giro anche se non è provato?

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da mAav » 9 ottobre 2008, 13:58

raoul80 ha scritto:
mAav ha scritto:
raoul80 ha scritto:Bene Maav mi ha fatto veramente piacere averti fatto rifettere tramite il video.. adesso sei sicuro delle tue convinzioni? nn concordi che il soldato nn è altro che la pedina di un sistema? Pediana comandata da politici e superiori che ti ordinano di fare determinate cose? Sai che i paesi civilizzati che vogliono le missione di mantenimento della pace sono le poi i primi a esportare le armi nel mondo, anche nei paesi che violano diritti umani e sotto regimi dittatoriali?
Tu sei pazzo.
Caro Maav nn superiamo certi limiti di educazione, io nn ti sto offendendo ok? Sto solo cercando di farti aprire gli occhi sulla realtà.. lo sai che mentre sono in corso missioni di "mantenimento della pace" i paesi dell'occidente civilizzato passano addiritture le procedure per il nucleare ai paesi che considerano canaglia quale il Pakistan?
La Cia sarebbe direttamente coinvolta in un caso di contrabbando internazionale di armi nucleari che faceva capo a una famiglia di ingegneri svizzeri. Secondo quanto riportato ieri dal New York Times, che cita fonti interne all’amministrazione Bush, i servizi segreti americani avrebbero pagato 10 milioni di dollari in quattro anni ad una famiglia svizzera accusata di legami con il pakistano Abdul Qadeer Khan, noto pioniere del contrabbando di armi atomiche in Libia, Iran e Corea del Nord.
Secondo il New York Times, la Cia avrebbe ordinato al governo svizzero di distruggere i file riguardanti una famiglia di ingegneri svizzeri non tanto per evitare che i disegni di ordigni nucleari andassero nelle mani di terroristi, quanto per “insabbiare” il caso. Il giornale scrive che l’ingegnere Friedrich Tinner e i suoi figli Urs e Marco sono stati per anni in rapporti con i servizi americani, una sorta di spie svizzere assoldate dalla Cia per creare problemi all’interno delle rete clandestina del trafficante internazionale pakistano Khan. La rete di Khan è stata effettivamente smantellata grazie a più operazioni segrete considerate un successo da parte dell’intelligence americana.
Proprio per questo la Cia - riporta il New York Times - ha esternato soddisfazione per la distruzione da parte del governo svizzero di documenti compromettenti. I Tinner non si pronunciano sull’argomento.
Asserragliati nella loro casa di Haag, al confine svizzero col Liechtenstein, declinano ogni intervista. Friedrich Tinner, 71 anni, iniziò a collaborare con Khan negli anni Settanta aiutandolo a sviluppare le centrifughe che hanno prodotto carburante per l’arsenale nucleare pachistano (da 50 a 100 testate) e il programma segreto della Libia negli anni Novanta. Nel 2000 il figlio Urs Tinner fu arruolato dalla Cia, e iniziò a lavorare come “talpa” dall’interno, coinvolgendo anche gli altri membri della famiglia. Un contratto firmato con la Cia da Marco Tinner è datato 21 giugno 2003.
Furono i Tinner, tra l’altro - scrive il New York Times - che permisero che venisse alla luce il programma nucleare iraniano e che contribuirono attivamente al sabotaggio di 50 centrifughe in Iran, rallentando così l’intero programma nucleare di Teheran. A capire che questi diversi episodi di sabotaggio avevano una matrice comune furono gli ispettori internazionali. Successive indagini hanno permesso poi di risalire fino ai Tinner e ai loro contatti con la Cia. Il New York Times riporta che ai Tinner la Cia ha pagato almeno 10 milioni di dollari. La decisione del presidente della Confederazione elvetica Couchepin di acconsentire alla distruzione dei file sulla rete di Khan ha suscitato proteste e sospetti in Svizzera perché la «lunga mano della Cia» avrebbe compromesso la storica neutralità della Svizzera.
Senti raoul, per chiudere, a me non me ne fotte un emerito BIP di quello che pensi, di quello che scrivi contro i militari in genere ecc...
io leggo solo bla bla bla.
Tanto il mondo si sa come va, i favoritismi ci sono da sempre e continueranno ad esserci; poi di tutti questi avvenimenti sinceramente a me importa poco, cioè sono casi alquanto gravi, però è inutile che continui la tua propaganda anti-militare: io voglio fare il pilota militare, voglio servire lo Stato come dico io, cioè su di un mezzo volante, almeno ci provo.
Inoltre non citare SOLO la mia affermazione "sei pazzo", prova a dare risposta a tutto quello che ti ho scritto in precedenza, se ci riesci.
Per chiudere, tu puoi continuare a scrivere ciò che vuoi, si può continuare a discutere sull'etica adottata dalle grandi potenze mondiali, non importa; io concorrerò per l'Accademia Aeronautica, RUOLO PILOTI! :twisted:
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...E vedrai che se e' destino staccherai i piedi da terra, in un modo o nell'altro..

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Re: in fondo a me piaceva volare

Messaggio da ELTAR » 9 ottobre 2008, 16:40

Scusa Aldus, =; ma non credo che ci saranno MAI fonti serie ed attendibili su eventuali complotti di tale portata ( in primis 9/11). Uno, semplicemente, può avere un'opinione ed esporla agli altri in modo serio, argomentato, sicuramente non insistente, senza portare all'esasperazione e soprattutto non denigrando l'interlocutore o categorie particolari.
Pensare che "qualche cosa di poco chiaro" sia avvenuto è comprensibile ( personalmente in alcune questioni ne sono profondamente convinto, e non per le panzane raccontate, ma per l'assenza di giustificate e comprensibili spiegazioni, o addirittura per le "panzane" ancora più grosse raccontate per smentire quelle in precedenza)... Da qui però ad adossare la colpa a chi non ne ha ( anzi) è altamente denigratorio, non per chi sta percorrendo la carriera o per chi vuole intraprenderla in futuro, ma per chi si è sacrificato per onorare il proprio Paese e i principi di democrazia e pace ( si Raoul, anche quella). Non spetta a loro chiedere, ma solo obbedire ( con cognizione di causa però). Sono tanti che hanno perso la vita... Uno in particolare mi ha colpito dai racconti sentiti da bambino... Era riferito al Cap Pilota Petri delle Frecce Tricolori. Avrebbe potuto lanciarsi dal suo G91 in avaria, ma ha preferito portarlo fuori dal centro abitato per poi schiantarsi in una zona deserta, decedendo nell'impatto... Un atto volontario, istintivo e allo stesso tempo ponderato... Ecco cos'è un pilota militare, o un militare in genere.

La guerra è una cosa orribile. Trasforma le persone... E i militari SONO persone...

Riguardo alla canzone, non credo siano in molti tra i veterani a dormire sonni tranquilli... Anche se fa parte del proprio dovere, togliere una vita non piace a nessuno ( e qui si rischia di divagare di brutto), e sono convinto che sia uno dei sacrifici più grandi che si possa chiedere ad un militare o ad un poliziotto, alla stessa stregua della propria ( di vita).
Ho pianto, ho riso... Ho fatto scelte sbagliate, altre giuste... Sono amico di molti, voglio bene a pochi, non odio nessuno... Parlo poco ma dico sempre quello che penso... Qualcuno mi vuole bene, altri mi detestano... Pazienza è la vita!

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